Ankara 6 April. The President Obama will lay a wreath at Ataturak’s Tomb at Anitkabir this morning. Following the event, he will hold a one-on-one meeting with President Gul and then an expanded bilateral meeting. President Obama and President Gul will make a brief statement to the press following the bilateral meeting. Later in the afternoon, the President will deliver remarks to the Turkish Grand National Assembly at the Turkish Parliament on U.S.-Turkish relations. The President will discuss the progress of Turkey’s own democratic reforms, and will reaffirm US support of Turkey’s bid to become a member of the European Union. The President will then hold a bilateral meeting with Prime Minister Erdogan at his office. In the evening, the President will depart Ankara for Istanbul.
Archivio per 5 aprile 2009
Obama in Turkey
Pubblicato da fidest su domenica, 5 aprile 2009
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Crisi: soffrono anche i professionisti
Pubblicato da fidest su domenica, 5 aprile 2009
Veterinari, avvocati, sociologi, giornalisti, medici, dottori commercialisti e biologi sono le professioni che hanno risentito maggiormente della crisi. A denunciarlo è Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani che, con Lo Sportello del Contribuente, ha preso in esame alcuni indicatori economici riferiti al 2008. Infatti, incrociando i dati del fatturato, delle prenotazioni, dell’occupazione e delle forniture professionali emerge un quadro preoccupante. Le professioni che fanno da trainano e supporto all’economia sono in difficoltà. Professioni, che nel 2007 avevano registrato incremento del fatturato di quasi 20 miliardi di euro. Il settore giuridico–economico (avvocati e dottori commercialisti) è uno dei comparti più colpiti dalla crisi. Nel 2008 il fatturato globale ha segnato un -26% rispetto all’anno precedente, il – 21% nelle prenotazioni, il -7% nell’occupazione ed il – 31% nelle forniture professionali. Il settore medico (Veterinai, medici e biologi), altro comparto di punta nelle professioni, presenta anch’esso tutti gli indicatori negativi: Il fatturato globale, nel 2008, ha segnato un -19% rispetto all’anno precedente, il – 20% nelle prenotazioni, il -9% nell’occupazione ed il – 24% nelle forniture professionali. Male anche il settore della comunicazione (sociologi e giornalisti). Del 16% la contrazione del fatturato, dell’ 11% le prenotazioni, del 10% l’occupazione e del 31% le forniture professionali. Di fronte alla netta flessione registrata dagli studi professionali costituiti prevalentemente da piccoli studi, commenta Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani, ”è necessario che il ministro Tremonti intervenga subito ed inserisca il settore professionale tra quelli in crisi. Altrimenti, corriamo il rischio che la dichiarazione dei redditi prevista per il prossimo giugno, riferita all’anno di imposta 2008, non sia per questi piccoli studi professionali sostenibile economicamente”.
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Meeting with president Zapatero of Spain
Pubblicato da fidest su domenica, 5 aprile 2009
President Obama: I just want to say that I’ve very much enjoyed working with Mr. Zapatero over the last several days. He is somebody who clearly understands not only Spain’s extraordinary influence in the world, but also takes those responsibilities very seriously. And I think that we’re going to be able to establish what is already a strong relationship between the two countries — I think we can make it even stronger. So I’m glad to call him a friend and I welcome our opportunities to cooperate on a whole host of issues in the years to come.
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Crisi Indesit e Mogul
Pubblicato da fidest su domenica, 5 aprile 2009
Dichiarazione dell’On. Cesare Damiano (Responsabile Nazionale Lavoro PD): “Il Partito Democratico segue con massima attenzione le situazioni di crisi industriale in Piemonte. Siamo soddisfatti per la riapertura del tavolo di trattativa alla Indesit, che era l’obiettivo che ci eravamo prefissati con la Mozione alla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati e che rappresentava la rivendicazione fondamentale dei lavoratori e del sindacato per risolvere la situazione che riguarda lo stabilimento di None attraverso alternative industriali ed occupazionali che auspichiamo emergano sin dall’incontro a Torino. Oggi seguiamo con attenzione la nuova situazione che si è determinata alla Mogul con la richiesta di cassa integrazione straordinaria. Non comprendiamo perché l’azienda non esaurisca le settimane di cassa ordinaria ancora a disposizione che consentirebbero di aprire, anche in questo caso, un tavolo di confronto con il sindacato prima di far precipitare la situazione mettendo in discussione la tenuta occupazionale nei vari stabilimenti. E’ importante l’iniziativa di richiesta di incontro avanzata dalla Regione Piemonte che sosteniamo e condividiamo”.
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Statement on the North Korean Launch
Pubblicato da fidest su domenica, 5 aprile 2009
The launch of a missile by North Korea defies UN Security Council resolutions and harms peace and stability in northeast Asia. We call on North Korea to honor its commitment to abandon all nuclear weapons programs, to abide by recognized norms of international relations, and to work to promote peace and stability in northeast Asia. North Korea’s development of a ballistic missile capability, regardless of the stated purpose of this launch, is aimed at providing it with the ability to threaten countries near and far with weapons of mass destruction. This action demands a response from the international community, including from the UN Security Council to demonstrate that its resolutions cannot be defied with impunity. The United States and the European Union stand ready to work with others in welcoming into the international community a North Korea that abandons its pursuit of weapons of mass destruction and policy of threats aimed at its neighbors and that protects the rights of its people. Such a North Korea could share in the prosperity and development that the remainder of northeast Asia has achieved in recent years. North Korea, however, cannot realize either international acceptance or economic development linked to the international system until it ceases its threatening behavior and works with the other parties to implement the September 19, 2005 Six-Party Joint Statement.
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A Vinality il padiglione Puglia fa il pieno
Pubblicato da fidest su domenica, 5 aprile 2009
Consensi unanimi per il padiglione pugliese alla 43esima edizione del Vinitaly. Per molti il più elegante, con il rosso e il nero a farla da padroni. Per quasi tutti, il più accogliente. “L’ospitalità è da sempre una delle caratteristiche principali della nostra terra – conferma Enzo Russo, Assessore alle Risorse Agricole della Regione Puglia – E noi siamo stati bravi nel portarla qui, al Vinitaly. Con un entusiasmo che è stato percepito da tutti e che ha fatto del nostro padiglione un vero e proprio centro di interesse. Anche se il merito maggiore, ovviamente, va alle nostre straordinarie etichette che hanno calamitato l’attenzione di giornalisti, buyers e appassionati”. E in effetti ai successi delle prime giornate che hanno visto la Puglia ottenere premi prestigiosissimi (Migliore Cantina Italiana per Due Palme e miglior Vino Rosso Doc da vendemmia precedente il 2002 per Apollonio) si è aggiunta la notizia secondo la quale il Negroamaro è il vino con maggior tasso di crescita presso i supermercati italiani. “Con un incremento del 43,9% – puntualizza Enzo Russo – il Negroamaro sbaraglia letteralmente la concorrenza. La cosa da notare, inoltre, è come la GDO sia ormai un canale privilegiato per le etichette qualitativamente più interessanti e questo rende ancora più importante l’exploit del nostro vino che va di pari passo con la crescita esponenziale di tutto il movimento enologico pugliese. Frutto dell’ottimo lavoro svolto sinergicamente dai produttori e dalle istituzioni della nostra regione”. “E si sono conclusi buoni affari – sottolinea l’Assessore – anche perché non va dimenticato come, in un momento di forte contrazione economica, le nostre etichette non solo propongono uno standard qualitativo elevatissimo ma lo fanno a prezzi che sono assolutamente competitivi. E questo vale non solo per il vino ma anche per tutti gli altri nostri prodotti, primo tra tutti l’olio extravergine che, qui al Sol, ha ricevuto numerosissimi attestati da parte degli addetti ai lavori, confermando il ruolo di leader che la nostra regione ha nel comparto olivicolo”. E tutti i prodotti pugliesi sono stati proposti, in questi giorni veronesi, presso il ristorante dello stand, un altro dei fiori all’occhiello dell’area dedicata alla Puglia. Qui si sono alternati ai fornelli alcuni dei più interessanti chef della regione, proponendo al pubblico un campionario straordinario di ricette.
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Obama’s meeting with President Klaus
Pubblicato da fidest su domenica, 5 aprile 2009
President Obama met with Czech President Vaclav Klaus and Prime Minister Mirek Topolanek. This was President Obama’s first bilateral meeting with his Czech counterparts. They discussed cooperation on a wide range of issues, including the results of the NATO Summit, climate change, our shared commitment to success in Afghanistan, and our cooperation on missile defense.
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Mariangela Bastico nuova responsabile educazione nel Pd
Pubblicato da fidest su domenica, 5 aprile 2009
Su proposta del Segretario Dario Franceschini ha assunto la responsabilità nazionale della scuola per il PD, nell’ambito del dipartimento “Educazione”, guidato da Giuseppe Fioroni. La scuola sta vivendo, purtroppo, come era prevedibile dati gli insostenibili tagli della Finanziaria Tremonti, una situazione davvero drammatica: mancano le risorse anche per i supplenti e il funzionamento ordinario; il Governo ha tagliato 42.100 docenti e 15.200 ATA, con conseguente espulsione del personale precario e una grave mobilità anche del personale in ruolo; 300mila famiglie non avranno il tempo scuola e l’offerta scolastica di qualità richiesta. Per contrastare tutto ciò il PD è impegnato in una grande mobilitazione, attraverso iniziative, incontri e attraverso la petizione popolare sulla scuola, presentata dal Segretario Dario Franceschini il 1 aprile, dal titolo “Per una scuola pubblica, di qualità per tutti, più sicura e autonoma, capace di futuro”. “E’ un testo – precisa la Bastico – che evidenzia le profonde emergenze che vive la scuola; che dice “no” alle scelte del Governo che la rendono più povera, debole e ingiusta; che avanza proposte concrete e migliorative. Occorre ora una grande mobilitazione in tutto il Paese, per porre al centro delle scelte politiche la priorità “scuola”; per essere accanto agli studenti, ai genitori e agli insegnanti che lottano per salvaguardarne la qualità; per dare voce alla scuola in Parlamento attraverso il dibattito e la votazione parlamentare sulla petizione entro maggio. Abbiamo un solo mese per raccogliere centinaia di migliaia di firme, affinché la nostra voce sia forte e superi il muro di silenzio che il Governo vorrebbe imporre sulla scuola”.
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Barack Obama as Prepared for Delivery
Pubblicato da fidest su domenica, 5 aprile 2009
Prague, Czech Republic Hradcany Square. Thank you for this wonderful welcome. Thank you to the people of Prague. And thank you to the people of the Czech Republic. Today, I am proud to stand here with you in the middle of this great city, in the center of Europe. And – to paraphrase one my predecessors – I am also proud to be the man who brought Michelle Obama to Prague. I have learned over many years to appreciate the good company and good humor of the Czech people in my hometown of Chicago. Behind me is a statue of a hero of the Czech people – Tomas Masaryk. In 1918, after America had pledged its support for Czech independence, Masaryk spoke to a crowd in Chicago that was estimated to be over 100,000. I don’t think I can match Masaryk’s record, but I’m honored to follow his footsteps from Chicago to Prague. For over a thousand years, Prague has set itself apart from any other city in any other place. You have known war and peace. You have seen empires rise and fall. You have led revolutions in the arts and science, in politics and poetry. Through it all, the people of Prague have insisted on pursuing their own path, and defining their own destiny. And this city – this Golden City which is both ancient and youthful – stands as a living monument to your unconquerable spirit. When I was born, the world was divided, and our nations were faced with very different circumstances. Few people would have predicted that someone like me would one day become an American President. Few people would have predicted that an American President would one day be permitted to speak to an audience like this in Prague. And few would have imagined that the Czech Republic would become a free nation, a member of NATO, and a leader of a united Europe. Those ideas would have been dismissed as dreams. We are here today because enough people ignored the voices who told them that the world could not change. We are here today because of the courage of those who stood up – and took risks – to say that freedom is a right for all people, no matter what side of a wall they live on, and no matter what they look like.
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La giustizia in Italia
Pubblicato da fidest su domenica, 5 aprile 2009
Editoriale della Fidest. Ho scritto queste cose venti anni fa. Sta al lettore di oggi rilevare le eventuali diversità introdotte nel sistema giudiziario italiano e capire, come credo, quanto poco sia stato fatto per restituire al precetto giuridico la sua identità e il suo indirizzo nella realtà sociale e civile di un Paese che vorremmo definire a democrazia compiuta. Come posso ampiamente rilevare la società contemporanea, da una parte, ha fatto tesoro delle esperienze passate, recenti e remote, maturate negli studi approfonditi degli studiosi del diritto che, a mio avviso, hanno inteso, in questo modo, tutelare l’ordinato evolversi della “comunità” rispetto ai suoi compositi impegni ai quali è, di volta in volta, chiamata. Alla base di questo modello “evoluto e specialistico”, offertoci dall’amministrazione della giustizia, vi è stata da sempre la convinzione che solo una “società” ordinata, secondo certi principi universalmente riconosciuti e accettati dalle genti che sceglievano di vivere in comunità e che tracciavano un’area autonoma di territorio dove costruire il loro avvenire, potesse offrire una base concreta sulla quale poter assicurare forza e determinazione ai suoi progetti unitari. Scrivevo, infatti: “La storia, per altro, ci insegna che là dove è venuta meno la giustizia e con essa l’autonomia del giudice dagli altri poteri forti dello Stato, vi è stato il collasso statuale e la crisi è diventata irreversibile fino alle sue estreme conseguenze con le dittature, lo Stato di polizia e via dicendo. Ma la giustizia per essere valida non ha solo bisogno di buone leggi e quindi di un legislatore nato per essere “saggio, accorto e sensibile alle realtà del mondo che cambia”, ma deve far sentire la sua presenza facendo in modo che essa pervenga ai destinatari, attori o convenuti che siano, con tempestività, equità ed uniformità di giudizio a prescindere dalle loro condizioni sociali, dal ceto e dal ruolo politico svolto. Ebbene in Italia, e in una certa misura anche nel resto del mondo industrializzato e non, stanno venendo meno questi presupposti perché si sta scivolando sul piano inclinato di una giustizia che si vuole al servizio di qualcuno, ad usum delphini e non nell’interesse generale. Questo malessere è avvertito un po’ da tutti. Scriveva nel 1986, tra l’altro, il Presidente pro tempore della Corte di Appello di Roma Carlo Sammarco: “Finora il cittadino italiano nutriva una sostanziale fiducia nei suoi giudici, pur essendo ripagato con disfunzioni e ritardi. Di recente ha mutato atteggiamento: esso è divenuto critico se non sospettoso nei confronti dell’istituzione giudiziaria. La verità è che il giudice italiano è chiamato a rendere giustizia in una società che nell’ultimo trentennio si è profondamente trasformata e lo ha fatto ad un ritmo vertiginoso. L’avvento dello stato sociale, finalizzato a garantire a tutti i consociati i benefici conseguiti attraverso lo sviluppo economico, ha comportato la tendenza alla socializzazione del diritto; nel contempo il processo di democratizzazione del sistema socio-economico, per effetto di una imponente moltiplicazione dei soggetti economici sociali ed istituzionali, ha, a sua volta, sviluppato la tendenza al policentrismo del diritto, essendosi la funzione legislativa del Parlamento rivolta alla composizione degli interessi ed alla regolamentazione dei poteri dei corpi intermedi e dei gruppi in competizione fra di loro, per cui le leggi spesso si atteggiano a veri e propri statuti di gruppo. A queste due tendenze del diritto se n’è aggiunta una terza: la proliferazione del diritto; le leggi si accumulano, si contraddicono, si cancellano, il tutto in maniera caotica. Di conseguenza, è venuta appannandosi la posizione di terziarità del giudice, per cui taluno ha parlato di amministrativizzazione della funzione giudiziaria.” Ebbene mentre cambiavano a un ritmo inusitato i connotati sostanziali della giurisdizione e il ruolo del giudice si ampliava e si potenziava occupando spazi un tempo impensabile, non si provvedeva prontamente alla riconsiderazione della sua professionalità e al rinnovamento della legge concernente il loro status e dei codici di rito e tanto meno all’ammodernamento delle strutture organizzative. Cosicché, accanto alle disfunzioni di sempre, andatesi viepiù aggravandosi, è venuta proponendosi una messa in mora per i modi in cui la giustizia è amministrata in Italia. Un evento, questo, carico di conseguenze negative per l’ordinato vivere civile della comunità nazionale di fronte alla quale non si può rimanere inerti e continuare a credere che tutto possa rimanere come prima. Ebbene nonostante questo e molti altri appelli apparsi sugli organi di stampa, non solo specialistici, e in tutte quelle sedi, compreso il Parlamento dove non solo si poteva informare ma anche decidere una svolta, nel senso voluto in apparenza da tutti, per ridare fiato alla questione giustizia e a conferirle quella funzione vitale per la tenuta stessa della democrazia, po o nulla è stato fatto. Queste riflessioni ho incominciato a farle nella prima stesura di questa pubblicazione, ovvero nel 1995. L’ho vista come la giustizia che si propone con sconti di pena, di condoni e di amnistie, ma nessuno sembrava voler prendere il classico toro per le corna ed affrontare il problema alla radice. E’ sempre di quel tempo il commento-sfogo, fin troppo amaro, per quanto fosse realistico, di un magistrato, Fabio Salamone – chiamato a svolgere una delicata inchiesta – quando in un’intervista, rilasciata a un giornalista del “Corriere della sera”, dice: “Come il solito in questa Italia che continua a prendersi in giro, il problema non è posto correttamente, mi pare. Intanto, i processi una volta in piedi si devono fare. Salvo che il potere politico si assuma la responsabilità di bloccarli o modificarne la procedura in corso d’opera. Ovviamente – egli rileva – non spetta a noi magistrati decidere. Siamo solo dei tecnici che potremmo esprimere un parere, se richiesto, fermo restando l’obbligo di applicare leggi e norme fatte da altri, da un altro potere costituzionale, appunto quello legislativo. II chiarimento, quindi, va ricercato esclusivamente in sede politica.” Se ci soffermiamo un attimo a considerare proprio questo specifico aspetto richiamato da Salamone, per quanto ovvio, ci troviamo a dover registrare la prima grossa incongruenza nel sistema Italia. Il Parlamento legifera ed è quello che è chiamato a fare nel caso specifico, ma non ci sembra corretto, per non dire altro, che una volta affidate le leggi da esso emanate ai magistrati i quali, a loro volta, sono preposti per farle applicare, si debba dire “tra le righe” che se colpiscono certi uomini influenti le stesse norme non valgono più e che, ancor peggio, esistono degli “intoccabili” che possono rubare, uccidere e compiere qualsiasi illecito, ma guai a chi osa chiamarli a risponderne. Anche in questa circostanza continua a valere la logica del più forte, quella del vincitore che in guerra si vede assolte le sue atrocità mentre condanna quelle del nemico sconfitto, che trasforma in “eroi” dei biechi assassini e riduce a “carnefici” quelli dell’altra parte che hanno avuto il demerito di essere dei perdenti. Dov’è la giustizia in questi casi? E’ indubbiamente in un solo posto: nel cuore dei malvagi, dei prevaricatori, e allora non chiamiamola, ipocritamente, giustizia, ma qualcosa d’altro. E al contrario di quanto pensa Salamone, noi diciamo che in Italia, e aggiungiamo non solo in Italia, non si tratta di schizofrenia del potere politico quando affronta i temi della giustizia peccando di farlo senza uno studio sereno, né di avvalersi di emozioni legate a casi particolari tanto da valutare ogni grande tematica in rapporto solo alla soluzione di una singola emergenza, ma è qualcosa di ancora più grave. E’ vero e proprio disfattismo. La corruzione non è solo il frutto di una burocrazia malata, ma è la volontà di alcune categorie di voler comunque mestare nel torbido per ricavarvi il massimo profitto a costo zero. Ci sembra persino comico il voler perseguire il capo della lega Bossi allorché “minaccia” il “separatismo” per voler fondare la repubblica del Nord. E a chi si straccia le vesti scandalizzato per queste oscenità da “ergastolo”, chiediamo se onestamente lo Stato italiano dalla sua unità a oggi abbia mai fatto qualcosa in nome di tutta la nazione o, più semplicemente, se non si sia servita del Meridione come di un semplice mercato di sbocco delle produzioni concentrate nel Nord. Allo stesso modo si è comportata la Francia di Napoleone III nel momento in cui intese favorire l’unità d’Italia. La sua riserva mentale era quella di procurarsi uno spazio “privilegiato” per i suoi commerci in Italia in ricambio degli appoggi resi. Le forze politiche devono avere la serenità di valutare i temi della giustizia nella loro globalità e senza preconcetti. C’è troppa confusione. L’ignoranza della legge non scusa, si dice. Ma non esiste un codex, un corpus con tutte le norme penali. Si fa una legge finanziaria e s’inserisce una norma penale. Si vara una legge sui bovini ed è lo stesso. Con la conseguenza che nessuno sa quanto siano i reati in Italia. A questo punto è urgentissimo ordinare la materia. Non dimentichiamo che nel nostro Paese vige un codice penale di una società che non esiste più. A questo si aggiunge il problema del sovraccarico degli uffici penali”. Dal libro di Riccardo Alfonso “Diritto e rovescio” (fidest@gmail.com)
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Henk Chabot
Pubblicato da fidest su domenica, 5 aprile 2009

Hannover from 5/4/09 to 23/8/09 Sprengel Museum Kurt Schwitters Platz. The Sprengel Museum Hannover, in cooperation with the Chabot Museum Rotterdam, will be showing the first retrospective ever in Germany of works by the Dutch Expressionist, Henk Chabot (1894-1949). This exhibition follows the showing of -Otto Gleichmann (1887-1963)’ at the Chabot Museum Rotterdam (27 November 2007-2 March 2008), which presented a compact review of the Hanover artist, Otto Gleichmann’s, oeuvre. Henk Chabot, influenced in his early works during the 1920s by Cubism and Symbolism, was nevertheless soon to develop his own particular Expressionist style. His drawings, paintings and large-scale wooden sculptures from the early 1930s as well as the figures, the couples and individual portraits Chabot created, represented his view of humankind. The people he had contact with in the Dutch province of Zeeland, which in itself was shaped by the sea and was his home from time to time, are recognisable in his knobbly, angular figures. From the early 1930s, however, he concentrated on the agricultural landscape as well as seascape around him, focusing on his expressive vocabulary. His landscapes, following the German occupation of Holland, also took on a political face. His work in the early 1940s portrayed the misery and suffering of people caught in the war and this was to come more and more to the fore. Chabot refused to join the -Kulturkammer’ (chamber for culture) which was introduced by the German National Socialists. After the country was freed from the National Socialists, the expression in the faces of his injured prisoners and refugees became less sceptical towards the future. His works from the late 1940s, accentuated by self-portraits and moreover glowing landscapes, will round off the exhibition. The exhibition presents all periods and genres from the artist’s work – from paintings to sculptures to works on paper and drawings. (photo Henk)
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Dai Parchi Letterari ai poeti contemporanei
Pubblicato da fidest su domenica, 5 aprile 2009
Roma 8 aprile 2009 alle ore 18 via Ostiense 95, nell’ambito della rassegna “Sinergie d’Arte” al Caffè Letterario di Roma sarà presentata un’anteprima del libro “Dai Parchi Letterari ai poeti contemporanei”, edito dalle Edizioni Artescrittura in occasione della Giornata Mondiale UNESCO 2009 della Poesia. Il progetto curato da Autori Online, responsabile delle attività culturali del Caffè Letterario, con la partecipazione dei più grandi autori della letteratura italiana – da Alberto Bevilacqua a Maria Luisa Spaziani, da Corrado Calabrò a Sergio Zavoli – ripercorre il filo della memoria tracciato da Stanislao Nievo, che circa vent’anni fa creò, con il patrocinio dell’UNESCO e dell’Unione Europea, “I Parchi Letterari”, oggi diffusi in tutta Italia per valorizzare la sinergia fra turismo e cultura. Oltre agli autori più noti, sono pubblicati nel libro alcuni poeti appartenenti alle generazioni recenti che hanno già dato prova di sicuro valore e che possono considerarsi rappresentativi di una linea di tendenza attuale, ed in particolare gli esponenti dell’Attualismo poetico teorizzato dalla poetessa Deborah D’Agostino. Sarà presente, fra gli altri, Mariarosa Santiloni, Segretario Generale della Fondazione Ippolito Nievo, che cura l’organizzazione dei Parchi Letterari su tutto il territorio italiano.
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85ª Giornata per l’Università Cattolica del Sacro Cuore
Pubblicato da fidest su domenica, 5 aprile 2009
Sarà celebrata il 26 aprile 2009 sul tema «L’impegno dell’università nella formazione delle giovani generazioni». L’85ª Giornata per l’Università Cattolica del Sacro Cuore mette a tema l’impegno nella formazione delle nuove generazioni, questione sempre viva, ma particolarmente urgente nell’attuale momento storico. La consapevolezza della profonda crisi di valori che caratterizza il tempo presente fa crescere – come già scriveva Papa Benedetto XVI nella Lettera alla diocesi e alla città di Roma sul compito urgente dell’educazione (28 gennaio 2008) – la domanda di «un’educazione che sia davvero tale. La chiedono i genitori, preoccupati e spesso angosciati per il futuro dei propri figli; la chiedono tanti insegnanti, che vivono la triste esperienza del degrado delle loro scuole; la chiede la società nel suo complesso, che vede messe in dubbio le basi stesse della convivenza; la chiedono nel loro intimo gli stessi ragazzi e giovani, che non vogliono essere lasciati soli di fronte alle sfide della vita». In questo senso, parlare di «emergenza educativa » significa anzitutto porsi il problema di una «sfida educativa», il cui cuore sta nella nuova responsabilità a cui sono chiamati in primo luogo i docenti, soprattutto universitari. Diventa prioritario un più incisivo impegno per sostenere con forza un piano di formazione ed educazione finalizzato non solo alla trasmissione di nozioni e competenze, ma anche alla crescita dell’essere e del pensare: in una parola, alla maturazione integrale dell’individuo, come parte attiva e propositiva della società. Tale obiettivo, sempre più diffusamente percepito come una vera e propria urgenza personale e sociale, esige il rilancio dell’idea stessa di educazione, della sua natura e delle sue finalità. È perciò doveroso accompagnare con rispetto e fermezza le giovani generazioni negli anni delle scelte che coincidono con il periodo degli studi universitari, promuovendo in loro la capacità di interrogarsi su quali valori costruire il proprio progetto di vita, favorendo nel contempo relazioni educative autentiche, sostenute da docenti accuratamente preparati, ecclesialmente impegnati e capaci di testimonianza. Fulgido in proposito è l’esempio del fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, padre Agostino Gemelli, di cui si ricorda proprio quest’anno il cinquantesimo anniversario della scomparsa: brillante scienziato e insigne educatore, si impegnò strenuamente nel realizzare un polo universitario che fosse all’altezza dei migliori atenei italiani e stranieri, perché i giovani disponessero non solo della formazione necessaria per fare fronte ai cambiamenti del Paese, ma anche di una proposta integrale di crescita umana, che non può prescindere dalla dimensione religiosa e più propriamente cristiana. (dalla presidenza della Conferenza episcopale italiana in sintesi)
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Nucleare e i fantasmi del passato
Pubblicato da fidest su domenica, 5 aprile 2009
I fantasmi del passato rischiano di imprigionare più a lungo del previsto i sogni nucleari del governo italiano dopo che è stato siglato un accordo con Parigi per la realizzazione di quattro reattori nucleari. Nonostante l’accordo siglato con la Francia, infatti, lo scorso mese di febbraio, che prevede grazie all’accordo tra Enel ed Edf la realizzazione di quattro nuovi reattori entro il 2020, sui territori che ospitano i vecchi impianti e nei palazzi della politica è come se tutto si fosse fermato. Il disegno di legge delega approvato alla Camera è bloccato al Senato ed è probabile che i decreti che dovrà emanare il governo per fissare i criteri di localizzazione delle nuove centrali e per procedere al riassetto istituzionale e normativo ( necessario dopo vent’anni di stop) arriveranno non prima della fine dell’anno, mentre erano attesi per l’estate. Le ragioni non risiedono solo nell’agenda del Parlamento, che in questi mesi ha dovuto far fronte ad altre priorità, a partire dalle misure anti-crisi. C’è dell’altro: i Comuni sede di servitù nucleari chiedono prima di tutto che si chiudano i conti con il passato, individuando un deposito unico nazionale per i rifiuti prodotti dalla stagione terminata con il referendum del 1987. E mentre le Regioni aspettano di capire quale sarà il loro ruolo, sollevando nella maggior parte dei casi critiche e obiezioni, tra i grandi gruppi industriali c’è chi si dice già insoddisfatto per il mancato coinvolgimento nella partnership tecnologica. (Diego Motta)
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Stop the “Star Wars”
Pubblicato da fidest su domenica, 5 aprile 2009
The Nonviolence Movement supports Obama’s nuclear disarmament policy and asks him to stop the “Star Wars” in Eastern Europe. On the 4th and 5th of April, on the occasion of President Obama’s visit, the movement is organizing many activities to show that there is great opposition in the Czech Republic against the installation of a permanent US military base. One of those activities is a happening “The Invisibles” that will take place on Sunday morning. “The Invisibles are more than 70% of the Czech population who do not want the military radar base. The Invisibles are the 99% of the worldwide population that does not want wars and aspires to peace,” added Tamas. The Nonviolence Movement formed from the activity of a group of Czech humanists in December 2007. It aims to nonviolently oppose the US missile defense base planned to be installed in the Czech Republic. The movement gained wider recognition with the hunger strike of two of its members Jan Tamas and Jan Bednar in May 2008, the following sequential hunger strike with more than 300 participants, as well as several international conferences focused on the topic of US Missile Defense and disarmament.
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