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Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

Il quadro della Madonna delle Grazie ritorna al culto

Pubblicato da fidest su giovedì, 23 aprile 2009

madonna-grazieE’ stata presentata nel Salone Filangeri del Palazzo Arcivescovile di Palermo una pregevole pittura del XVII secolo rubata molti anni orsono e ritrovata dal Nucleo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. La pittura (150 x 120 cm) che sarà esposta permanentemente nella Sala Azzurra del Museo Diocesano, raffigura la Madonna delle Grazie con i Santi Agostino e Nicolò da Tolentino e proviene dall’oratorio palermitano di Santa Maria di Tutte le Grazie alla Meschita detto anche oratorio del Sabato. Fu trafugata nel novembre del 1988 insieme a molti altri pezzi e da allora se ne persero le tracce. La tela è stata ritrovata nel 2006 a Firenze in seguito alle indagini del Nucleo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. “Con questo ritrovamento – ha spiegato mons. Giuseppe Randazzo, direttore del Museo Diocesano – mettiamo nuovamente a disposizione della collettività un’opera frutto della devozione dei nostri padri”. Alla presentazione sono intervenuti Adele Mormino, sovrintendente ai Beni Culturali e Ambientali di Palermo, Giuseppe Marseglia, comandante del Nucleo Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale di Palermo, Pierfrancesco Palazzotto, vicedirettore del Museo diocesano e Giovanni Travagliato, vicedirettore dell’Archivio Diocesano di Palermo. Il dipinto, databile al primo quarto del XVII secolo, era la pala d’altare dell’oratorio e difatti riporta l’effigie della titolare accompagnata dai santi di principale devozione dell’adiacente chiesa di San Nicolò da Tolentino. L’analisi stilistica, unita al confronto con altre pitture coeve, ha consentito al vicedirettore Pierfrancesco Palazzotto di confermare la tradizionale attribuzione alla bottega di Gaspare Bazano, detto lo Zoppo di Gangi, ovvero alla sua cerchia che include il figlio Leonardo. L’oratorio attualmente è in restauro per cura della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Palermo e, su sua prescrizione, i reperti ancora in loco all’apertura dei lavori sono stati ricoverati nei depositi del Museo Diocesano e dell’Archivio Diocesano. In particolare è stato esposto nella collezione permanente del Museo (sala VII) il suggestivo gruppo scultoreo in pietra con il Compianto di Cristo morto, di ignoto scultore fiammingo del XV secolo, per il quale si auspica l’ausilio di uno sponsor per provvedere al necessario restauro. (madonna grazie)

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