Conclusa a Roma la riunione dedicata alla valutazione dei criteri contenuti nel nuovo accordo integrativo regionale (AIR) della medicina generale. L’incontro si è svolto alla presenza di Norberto Cau, coordinatore ufficio Commissario ad acta per la realizzazione del piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario e di tutte le sigle sindacali. Nel corso della discussione gli esponenti dello Smi-Lazio hanno dato atto dell’attenzione sinora ricevuta dai vertici regionali, in merito ai progetti presentati e al recepimento delle richieste di pagamento di alcuni degli istituti previsti dal vigente AIR (unità di cure primarie (UCP), piani sanitari di prevenzione contro le ondate di calore, pendenze economiche dei medici che svolgono attività di tutorato). Nell’occasione i rappresentanti del Sindacato Medici Italiani hanno evidenziato il mancato completamento della pianta organica del comparto della Continuità Assistenziale (ex guardia medica), l’assenza degli incentivi destinati ai medici del medesimo servizio – che lavorano in condizioni di sotto-organico – nonchè le pendenze economiche riferite agli audit clinici, previsti per i medici di medicina generale che già lavorano in associazione, assicurando l’apertura degli studi medici dalle ore 9 alle ore 19 «Il progetto della Regione Lazio riguardante la riorganizzazione della medicina del territorio – ha dichiarato Paolo Marotta dello Smi-Lazio – pur condivisibile a grandi linee, mostra due importanti criticità; ovvero la mancata quantificazione dello stanziamento dei fondi necessari a realizzare una assistenza H24 e la scarsa volontà di adeguare le piante organiche della Continuità Assistenziale. Fattori essenziali per poter realizzare in maniera ottimale l’assistenza H24 sul territorio». «Qualora non venissero risolti i succitati punti - ha aggiunto Pina Onotri dello Smi-Lazio – si andrebbe immancabilmente incontro ad un aggravio dell’attuale condizione lavorativa degli operatori dell’ex guardia medica e dei medici di famiglia, con un inevitabile aumento dei compiti per gli addetti ai lavori. Non si può ipotizzare una riorganizzazione della medicina territoriale senza un’adeguata copertura economica e una stabilizzazione dei medici precari».
Archivio per Maggio 2009
Roma: rilancio della sanità territoriale
Pubblicato da fidest su Domenica, 31 Maggio 2009
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Finnair rinnova la propria newsletter
Pubblicato da fidest su Domenica, 31 Maggio 2009
La newsletter di Finnair, ora ancora più ricca di contenuti, novità e molto altro ancora è diventata uno dei principali mezzi di comunicazione diretta tra la compagnia aerea e i suoi contatti. Tutti possono iscriversi ed essere sempre aggiornati in tempo reale, in modo semplice e gratuito. Finnair è la compagnia di bandiera finlandese. Nata il 1 novembre del 1923, è una delle compagnie aeree più longeve del mercato mondiale. Nel corso del 2007 ha trasportato circa 9 milioni di passeggeri, di cui oltre 5 milioni su rotte internazionali. Oltre al trasporto aereo di passeggeri business e leisure, il Gruppo Finnair offre servizi di movimentazione merci, catering, nonché come agenzia viaggi e centro di informazione e prenotazione. Il Gruppo Finnair conta a oggi circa 9.500 dipendenti. Ha come azionista di maggioranza il Governo Finlandese, a cui appartiene il 55.8 % della holding. Finnair copre, attualmente, circa 50 destinazioni in tutto il mondo, tra cui: Hong Kong, Pechino e Shangai in Cina, Nagoya, Osaka, Tokyo in Giappone, Bangkok, Delhi e Bombay in India, Seoul e dallo scorso ottobre anche Ekaterinburg, oltre a New York in Nord America. Oltre ai regolari voli di linea, Finnair opera voli charter per oltre 60 destinazioni. La flotta comprende 65 aeromobili: Airbus A340 e Airbus A330 per le tratte più lunghe, Airbus A321, A320 e A319 per il medio raggio, così come Embraer 170/190 per le tratte domestiche ed europee. Nel 1999 Finnair è entrata a far parte dell’Alleanza Oneworld insieme ad American Airlines, British Airways, Cathay Pacific, Iberia, LAN, Qantas, JAL, Malev e Royal Jordanian.
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Il caso Brunetta e le proteste del Coisp
Pubblicato da fidest su Domenica, 31 Maggio 2009
E’, senza dubbio un ministro scomodo. Ma scomodo a chi? Questo è il punto. Incominciamo con il dire che il suo incarico non è tra i più facili ma anche che ce la mette tutta per rendersi “antipatico, imprevedibile e provocatore”. Sappiamo tutti molto bene che la burocrazia italiana è tra quelle che meno tollera i cambiamenti tra le consorelle, diciamo nell’ambito dell’Ue. Quante volte ci capita dover fare la fila e poi ritrovarci al cospetto di uno sportellista che sembra fatto apposta per creare difficoltà. Per contro ci rendiamo conto che non è possibile attendere 10-15 giorni per la duplicazione di un documento, per avere il passaporto, aspettare mesi per una visita specialistica o un esame da laboratorio e anni per arrivare alla sentenza definitiva per un procedimento giudiziario sia nel civile sia nel penale. Oggi con l’era di internet cosa ci vuole per dialogare con la burocrazia per avere in tempo reale un certificato, una duplicazione, un risultato e persino la drastica riduzione dei tempi d’attesa per procedimenti oggi resi tanto lunghi? Sta di fatto che quando mi avventuro a fare la fila in una qualsivoglia sportelleria (poste, prenotazioni e pagamenti per visite ambulatoriali, ricoveri, uffici giudiziari e quanto altro) dopo le esternazioni del ministro, mi attendo un servizio impeccabile, rapido e risolutivo al primo contatto. Non è così, purtroppo. Continuiamo ad imbatterci in una burocrazia “senza volto” dove per pagare un rateo di pensione agli eredi l’Inps ci impiega tre mesi se l’erede risiede all’estero e sei mesi per quello che vive in Italia. Se si porta in ambulanza un congiunto si rischia all’accettazione di trovarsi con un impedimento imprevisto: mancano le barelle. Ora il nostro bravo ministro scopre ciò che tutti noi sappiamo da tempo e che gli stessi sindacati di categoria hanno denunciato è che vi sono dei poliziotti, dei carabinieri e appartenenti ad altre armi che hanno incarichi non legati alla loro attività: c’è chi fa il dattilografo nelle procure, chi l’amministrativo negli uffici e via di questo passo. Logica vorrebbe che se si avverte la necessità di coprire gli organici per lavori amministrativi tali carenze venissero ricoperte con personale appositamente reclutato. Anni fa proponemmo un turn over, diciamo indolore, che consentisse il cambio di ruoli per quel personale che ne facesse domanda. Questo travaso avrebbe permesso di monitorare l’effettivo fabbisogno del personale assegnato a determinati incarichi: il poliziotto per fare il poliziotto e via di questo passo. Tutto cio non ci “azzecca” per dirla con Di Pietro, sul giro vita dei poliziotti alias grassoni solo perché il ministro li considera tali per il semplice fatto che sono per ore seduti dietro una scrivania. E’ un modo riduttivo, oltre che considerato offensivo dai sindacati e dai diretti interessati, di rappresentare il problema. Basta studiare il modo per risolverlo, posto che vi sia e di che proporzione è effettivamente. Diciamo allora, caro ministro, che bastano più buon senso e pragmatismo e meno… provocazioni anche perché alla fine allontano la soluzione del problema. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)
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Quando tutti parlano e nessuno ascolta
Pubblicato da fidest su Domenica, 31 Maggio 2009
Editoriale fidest. Vi era un tempo in cui nessuno parlava perché tutti ascoltavano e in un regime dove il silenzio è d’obbligo e la parola porta nella migliore delle ipotesi al confino c’era poco d’ascoltare. Oggi vi è, tuttavia, una variante. Se ci mettiamo a “gridare”, a “inveire” ad accusare solo per il gusto d’attirare i riflettori dei media su di noi, anche e solo per una manciata di secondi, tutto questo ci appaga anche se a farne le spese sono persone discutibili. Taluni ci hanno preso così gusto che puntano sempre più all’iperbole e a concentrare i propri strali soprattutto su coloro che per il loro mandato pubblico suscitano di loro un certo fascino mediatico. Sul versante di chi ascolta si nota, invece, una certa stanchezza, una sorta di assuefazione, un rigetto critico. Se vogliamo da parte nostra fermarci su una riflessione più pacata, anche a costo di restare al “buio” per quanto riguarda l’ascolto di chi è e continua ad essere alla ricerca delle emozioni scandalistiche ci limitiamo, ad esempio, a riflettere su quanto ci ha scritto in una delle sue ultime note Rosario Amico Roxas. Ci informa che Silvio Berlusconi ha acquistato per 10 milioni di euro la storica villa Mufarbi a Taormina di proprietà della famiglia Messeri. Tutto qui? Cosa c’è, ci chiediamo, di tanto strano? Diciamo che il nostro presidente ci sa fare con gli immobili. Pensiamo alla tenuta di Arcore che si è rivelata un ottimo affare soprattutto quando il contratto è stato perfezionato con l’inclusione della pinacoteca con quadri del ‘400, ‘500 e del Rinascimento, nonché la ricchissima biblioteca, con incunaboli, manoscritti e preziosissimi volumi. Così un acquisto da 300 milioni di vecchie lire permise al cavaliere d’ottenere un fido bancario di otto miliardi (sempre di vecchie lire) e con questi soldi avviare il progetto edilizio di Milano 2. Ma se Arcore oggi si spiega, Taormina lascia ancora qualche interrogativo ma che il nostro infaticabile Roxas subito dissolve informandoci che i figli di Berlusconi stanno in queste ore perfezionando l’acquisto dei tre maggiori alberghi della “perla del Mediterraneo” e ventilando l’ipotesi che il tutto si inquadrerebbe con un progetto di apertura di un casinò per attrarre i vip internazionali un po’ come accade sulla costa azzurra. E ancora non vi intravediamo nulla di illegittimo soprattutto se partiamo dalla considerazione che l’idea è buona e potrebbe rilanciare a livello mondiale, come meta turistica di “alto bordo” alias portafogli gonfi di banconote, una bellezza paesaggistica e turistica lasciata alquanto languire. Ma per realizzare tutto questo, incalza Roxas, torna bene la nuova legge sulla casa che permetterebbe agli amministratori del cavaliere di cambiare la variazione d’uso dell’immobile trasformandolo in un casinò. Un’ultima considerazione. Se queste cose le avesse fatte, diciamo un D’Alema, che già tempo fa ha avuto i suoi guai con la sua “barca” che lo faceva passare agli occhi dei suoi critici un proletario-capitalista, avrei potuto capirlo ma un Berlusconi seduto com’è sulla sua montagna di miliardi, e questa volta di euro, può permettersi tutto e il nostro amico Roxas passare per un invidioso, un cacciatore di streghe ma nemmeno degno di finire al rogo: guarda e passa e non di curar di loro. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)
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1° Concorso Internazionale Giornalisti del Mediterraneo
Pubblicato da fidest su Domenica, 31 Maggio 2009
E’ Claudio Pappaianni, giornalista dell’Espresso, il vincitore assoluto del 1° Concorso Internazionale “Giornalisti del Mediterraneo”. Il premio, alla sua prima edizione, è stato organizzato dall’Associazione Culturale “Terra del Mediterraneo. Arte, Cultura e Comunicazione”, in partnership con l’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia e con Sec Mediterranea. Sponsor ufficiali: Banca Meridiana, Poste Italiane, Banca Popolare di Puglia e Basilicata, Monte dei Paschi di Siena, Divella Spa e Bmw-Baldassarre Motors. I vincitori per le sette sezioni sono, invece, Sandra Nobre Lanca Lopes per la rivista portoghese “Tabu” – sezione “Tutela dei Minori”; Emiliano Bos per la rivista geopolitica “East” – sezione “Politica Internazionale”; Stefania Bizzarri per la rivista “Narcomafie”- sezione “Ecomafie e Pubblica Sicurezza”; Marco Loro per la rivista “Luce” – sezione economia “Vincenzo Fragassi”; Marco Merola per il settimanale “Oggi” – sezione “Mediterraneo”; dall’Albania Elsa Demo per il quotidiano “Shekulli” – sezione “Papa Wojtyla” e Domenico Cangemi della Rai di Palermo per la sezione “Anso”. Menzioni Speciali per: Lorenzo Trombetta (La Stampa), Medaglia di Bronzo del Presidente della Repubblica; Mauro Denigris (Antenna Sud), Medaglia di Bronzo del Presidente del Senato; Lucilla Aglioti (Rai Educational), Medaglia di Bronzo del Presidente della Camera; Loredana Pianta (Rete 7) e Corrada Onorifico (Napoli Tv News), Scultura di Bronzo dell’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia; Accursio Soldano (Tele Radio Sciacca), Premio Giuria; Angelo Saso (Rai News 24), menzione speciale “Provincia di Bari”; Massimo Fiorillo (Avvenire), menzione speciale “Città di Bari”; Giovanni Longo (EPolis Bari), Alto Riconoscimento della Presidenza del Parlamento del Mediterraneo; Francesco De Leo (Il Riformista), Alto Riconoscimento dell’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo; Giuseppe D’Onchia (Tele Gela Color), Menzione Speciale “Terra del Mediterraneo”. “La massiccia adesione a questa prima edizione – aggiunge Lino Patruno, presidente di giuria – del nostro premio è un incoraggiamento a continuare a lavorare per un Mediterraneo che sia ancora la culla comune di una comune civiltà. Un mare che anche gli articoli e i servizi tv o on line che ci sono giunti da ogni dove hanno descritto come focolaio non solo di volontà di pace ma anche di tensioni, verso le quali la stampa può avere il compito di testimonianza ma anche di impegno civile a trovare ciò che unisce più che ciò che divide. Anche in questo, mi sembra, la funzione del nostro premio”. Verranno consegnati anche i premi alla carriera “Caravella del Mediterraneo 2009” che, quest’anno, andranno a Maurizio Belpietro (direttore del settimanale Panorama), Carlo Bollino (direttore de “La Gazzetta del Mezzogiorno”), Diego Minuti (direttore di AnsaMed). La Giuria è composta da Lino Patruno, editorialista de La Gazzetta del Mezzogiorno, Francesco Strippoli, del Corriere del Mezzogiorno, Nello Mongelli, direttore del quotidiano Barisera, Patrizia Camassa, di Teleregione, Michele Dell’Edera, direttore agenzia Zeroventiquattro.it, Nicola e Saverio Fragassi, de La Gazzetta del Mezzogiorno, Bernardo Notarangelo, dirigente Servizio Mediterraneo della Regione Puglia e Ileana Inglese di Europuglia.
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Rafforzare la cooperazione
Pubblicato da fidest su Domenica, 31 Maggio 2009
“La campagna per le elezioni europee e amministrative rappresenta un’unica battaglia per la democrazia e per lo sviluppo sostenibile a livello locale e globale.” Lo ha detto Silvia Costa (Partito democratico) candidata al Parlamento europeo, partecipando ad una serie di incontri in provincia di Viterbo insieme all’on. Beppe Fioroni e al vice segretario del PD regionale, Tiziana Lacrimino. Incontrando i candidati alle elezioni amministrative di Monte Romano, Civita Castellana, Graffignano e Bagnoregio, Silvia Costa ha dichiarato: “Mentre il Governo nazionale ci porta fuori dall’Europa, tagliando risorse e investimenti nei settori su cui punta la Strategia di Lisbona, ovvero la costruzione dell’Europa della conoscenza, in questi quattro anni la Regione Lazio ha impegnato risorse proprie e comunitarie nell’istruzione, nella formazione professionale, nel diritto allo studio e nel sostegno all’occupazione giovanile e femminile, fino all’impegno di 220 milioni di euro del Fondo sociale europeo 2007/2013 per garantire gli ammortizzatori sociali ai dipendenti delle imprese con meno di 15 addetti.” “L’alleanza tra enti locali, Regioni e Parlamento europeo può rafforzare la cooperazione per la buona occupazione e la competitività” ha concluso Silvia Costa.
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Elezioni europee e locali
Pubblicato da fidest su Domenica, 31 Maggio 2009
Editoriale fidest. Ci siamo, oramai. Le ultime battute della campagna elettorale non cambieranno, se non marginalmente, il gioco delle parti per accaparrarsi il voto degli italiani. E’ un voto che i politici nostrani, in massima parte, dedicano a una sorta di sondaggio d’opinione sui grandi numeri declassando, di fatto, la valenza politica del voto europeo. Se così fosse c’è da chiedersi il motivo per il quale i tanti scontenti continueranno a votare per il Pdl e i suoi alleati. La verità è che molti sono convinti che non esiste una forza d’opposizione capace di determinare una svolta nel sistema Italia così com’è pervicacemente legato ai richiami del potere economico, finanziario e industriale. A ben considerare sta proprio qui il nodo Gordiano che i politici italiani nemmeno tentano di sciogliere. Nello stesso tempo è proprio il nostro presidente del consiglio a ricordarcelo non per voler cambiare le cose ma per far capire che l’attuale andazzo condanna la politica a svolgere un ruolo marginale nella vita del Paese. Dove sono, infatti, le riforme che possono portarci verso una società più egalitaria, più in difesa dei diritti, meno spendacciona, più forte e solidale con il popolo degli emarginati che ingrossa sempre di più? Abbiamo spesso riflettuto sulle ragioni del decadimento di grandi civiltà come quella babilonese, egiziana, greca, romana o sulle rivoluzioni che avrebbero dovuto cambiare il ruolino di marcia della storia a partire dalla ateniese del 400 a.C. alla francese, alla russa del socialismo reale e alle piccole rivolte regionali spuntate dalla radice di un moto popolare che aveva sete di giustizia e si è ritrovata soffocata dalla gramigna. Cosa possiamo oggi dedurne? E’ che esiste una grande parte dell’umanità che è stata condannata ad essere suddito senza diritti o, nella migliore delle ipotesi, con l’illusione d’averli o di poterli conquistare, e che è attraversata da due grosse dipendenze: la prima sta nel suo spirito gregario che crea i potenti e ne diventa servitore e la seconda è nella sua incapacità di conservare la memoria per le offese ricevute, le attese mancate e i tradimenti perpetrati. Tutto questo non ci permette oggi, nel nostro piccolo, di compiere ciò che un genere diverso di popolo dalla memoria lunga e dall’orgoglio della propria appartenenza farebbe. Ci condanna solo a restare servus servorum Dei sebbene oggi, più di ieri, abbiamo le tecnologie, gli strumenti e l’intelligenza creativa e propositiva per voltare pagina e riflettere sul più grande, a mio avviso, insegnamento della storia allorchè i plebei dell’antica Roma contrastarono il passo ai Patrizi dimostrando loro che vi è una grande mano non fatta solo per servire ma per condividere, per ritrovare la solidarietà, perché non esistono primati ma compiti che vanno svolti senza umiliare il più umile, senza spirito servile per il più potente e che la ricchezza di un popolo e dell’intera umanità si misura sulla sua capacità di stare insieme e sul modo di guardarsi e di stringere la mano. La storia del poi tradì quel segnale come oggi il tradimento si rinnova nei rituali che la cosiddetta democrazia compiuta ci impone. Sta diventando una strada senza uscita? Non credo. Cerchiamo un risveglio, neutralizziamo i soporiferi che ci ammanniscono e ritroviamo la nostra memoria, la nostra dignità, la nostra volontà di crescere senza per questo far pagare un prezzo ai nostri simili che non sia un prezzo che noi stessi paghiamo. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)
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I 25 nuovi Cavalieri del Lavoro
Pubblicato da fidest su Domenica, 31 Maggio 2009
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato i decreti con i quali, su proposta del Ministro dello Sviluppo Economico, onorevole dottor Claudio Scajola, di concerto con il Ministro per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali, dottor Luca Zaia, sono stati nominati 25 Cavalieri del Lavoro. Ecco l’elenco completo degli insigniti, con l’indicazione, per ciascuno, del settore di attività e della Regione di provenienza: BIANCHI Bartolomeo Agricoltura Piemonte BRANCACCIO Stefania Industria elettromeccanica Campania BUFACCHI Sandro Servizi finanziari Lazio CARLI Gianfranco Industria alimentare Liguria CECCONI BRACCIALINI Carla Industria dell’abbigliamento Toscana CONTI Fulvio Energia Lazio DE STEFANI Vincenzo Industria metalmeccanica Veneto FARANDA Antonino Grande distribuzione Lazio FERRARI Paolo Industria cinematografica Lazio FILOSTO Guido Servizi sanitari Sicilia GIGLIO Bruno Industria elettromeccanica Emilia Romagna GILARDONI Mariacristina Industria metalmeccanica Lombardia MACALUSO Luigi Angelo Orologeria Svizzera MEDEGHINI Giovanni Industria alimentare Lombardia MESSINA Rosario Industria dell’arredamento Lombardia PALUMBO Andrea Trasporti Toscana PARISSE Gabriella Industria chimica cosmetica Lazio PATUELLI Antonio Credito Emilia Romagna PERTOSA Vito Impiantistica Puglia PETRONE Carmine Incoronato Industria farmaceutica Campania POZZONI Pietro Editoriale Lombardia RUGGERI Salvatore Industria metalmeccanica Lombardia SARMI Massimo Telecomunicazioni Lazio VERONESI Sandro Industria dell’abbigliamento Veneto ZANON di VALGIURATA Lucio Igino Servizi finanziari Piemonte Roma.
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Robert Austin. Prints and Drawings
Pubblicato da fidest su Domenica, 31 Maggio 2009
London Gran Bretagna Royal Academy of Arts Burlington House Piccadilly until 25/10/09 This exhibition focuses on the prints produced by Robert Austin (1895-1973) in the 1920s and ’30s, which were among the most admired and collectable of the period. Austin led a revival of the technique of pure engraving in the tradition of German masters of more than four centuries earlier, such as Martin Schongauer and Albrecht Dürer. He found inspiration in the everyday to craft timeless images of figures, landscapes, animals and still-life, imbued with a quiet perfection. The display highlights the technical and artistic accomplishment of Austin’s prints, supplementing them with watercolours and drawings as well as posters, book illustrations and banknote designs that reflect the breadth of his artistic activity. It offers a rare opportunity to reappraise his place in twentieth-century British printmaking. (image Austin)
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