Addio al medico solista?
Pubblicato da fidest su Lunedì, 18 Maggio 2009
La nuova medicina generale non può che basarsi su “forme aggregate di professionisti”. Le sole che consentono il “confronto con i colleghi” e un lavoro “sinergico, coordinato e integrato”. Non solo. Anche l’attività del medico di famiglia dovrà essere sempre più misurata su obiettivi precisi e con criteri omogenei. Sono queste, in sintesi, le indicazioni del viceministro alla Salute Ferruccio Fazio, in un messaggio inviato al II Congresso nazionale Cos, consorzio di cooperative di medici di famiglia, svoltosi a Montecatini. Fazio conferma che “il ministero da tempo – scrive – sottolinea la necessità ormai improrogabile di promuovere le condizioni utili a favorire l’attività dei medici di medicina generale svolta in organizzazioni che prevedano forme di aggregazione tra professionisti, così come ormai da tempo positive esperienze internazionali hanno sperimentato”. Tenendo ferma, infatti, la possibilità di adottare forme organizzative diverse – “di chiara competenza regionale” – è evidente che “sempre più compiti e funzioni – aggiunge il viceministro – dovranno essere spostati dall’ospedale al territorio, che non potrà affrontare tanti e significativi cambiamenti mantenendo la sola strutturazione organizzativa finora realizzata”.