Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 21 n° 350

Archivio per 8 Giugno 2009

Restaurate le matrici lignee del Mappamondo turco-veneziano

Pubblicato da fidest su Lunedì, 8 Giugno 2009

Venezia 15 giugno, ore 17.30, Antisala della Libreria Sansoviniana (Venezia, Piazzetta San Marco 13/a) La Biblioteca Nazionale Marciana è lieta di presentare, il restauro delle sei matrici lignee cinquecentesche che compongono il Mappamondo turco-veneziano in forma di cuore e la loro collocazione in una nuova teca espositiva, interventi che sono stati resi possibili dalla sponsorizzazione offerta dal Soroptimist International – Club di Venezia. Interverranno: Maria Letizia Sebastiani (Direttore della Biblioteca Nazionale Marciana), Bente Bevilacqua (Soroptimist International – Club di Venezia), Piero Falchetta (Biblioteca Nazionale Marciana), Giampiero Bellingeri (Università Ca’ Foscari di Venezia). Il Mappamondo, corredato di fitte iscrizioni e notizie geografiche in lingua turca, con due piccoli globi celesti e una sfera armillare nella parte inferiore, misura nel complesso 1096 x 1066 mm. Ritenuto tradizionalmente opera del tunisino Haji Ahmed, esso è in realtà espressione di un piano editoriale a più mani concepito a Venezia negli anni 1559-1568 e destinato al mercato ottomano. I legni, ritrovati nell’archivio del Consiglio dei Dieci nel 1795 e da allora custoditi nella Pubblica Libreria di San Marco, presentavano profonde fessurazioni e un esteso attacco di insetti, ed erano fissati in una vetrina inadeguata. Grazie al restauro promosso dal Soroptimist International ed eseguito dalla ditta Orsingher di Trento è ora possibile ammirarli nell’Antisala o Vestibolo sansoviniano, all’interno del percorso museale integrato di Piazza San Marco. In occasione della presentazione sarà inoltre possibile ammirare una delle 24 stampe ricavate dalle stesse matrici dallo stampatore Pinelli, dopo il ritrovamento del 1795.

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Europee: Di Biagio (pdl), e gli italiani in Europa

Pubblicato da fidest su Lunedì, 8 Giugno 2009

“L’affluenza alle urne dei cittadini italiani in Europa ha subito una leggera flessione, attestandosi intorno al 7 %, qualche punto in meno rispetto alle consultazioni del 2004. Elemento da leggere in una chiave nuova ed importante, poiché gli italiani in Europa in molti casi hanno espresso la loro preferenza per i candidati locali, dimostrando in questo modo un forte segnale di integrazione nelle terre di residenza. A tali aspetti si aggiungono anche alcune sbavature sotto il profilo logistico-organizzativo che hanno caratterizzato queste consultazioni in Europa, soprattutto perché sono state molte le sezioni elettorali tagliate che hanno reso più complessa la partecipazione al momento elettorale. Nonostante questo gli italiani in Europa hanno dato fiducia al Popolo della Libertà, verso cui le preferenze si attestano intorno al 34%, attestandosi come primo partito, mentre il Pd si attesta al di sotto del 23%”. Questo il commento a caldo di Aldo Di Biagio, responsabile italiani nel mondo del Popolo della Libertà. “L’attenzione mostrata dei nostri connazionali in Europa nei confronti del popolo della libertà – continua Di Biagio – lascerebbe emergere una significativa fetta di elettori italiani verso i quali l’attenzione e l’interesse del nostro partito devono essere sempre più forti. Il Popolo della Libertà deve essere consapevole dell’infinito potenziale e del sentito impegno che i nostri connazionali possono e potranno dare allo stesso partito e all’intero Paese e credo che i dati di queste consultazioni appaiano un po’ a tutti particolarmente chiari”. “Allo stesso tempo – precisa – l’elevata percentuale di voti destinati all’Italia dei Valori, fa pensare a come l’atteggiamento altamente demagogico e giustizialista del partito di Di Pietro abbia saputo intercettare il voto di molti connazionali. Un piccolo passo avanti per l’antipolitica dipietrista, sebbene priva di un programma politico strutturato e reale”. “Fa riflettere – continua Di Biagio – anche il passo in avanti dell’UdC, i cui punti in percentuale di crescita evidenziano uno spostamento di voti, segnatamente dall’area cattolica, che ha avvantaggiato il partito di Casini”.  “Purtroppo l’astensionismo deve essere inquadrato come il peggior elemento di queste consultazioni – precisa – soprattutto nella circoscrizione insulare, soprattutto in Sicilia dove i votanti sono stati meno del 50%. Questa scarsa affluenza ha portato ad un ridimensionamento di circa 2 punti percentuali per il PdL, amplificati dalle recenti criticità, in una Regione dove il consenso verso il partito di Governo è tra i più elevati”. “Questi elementi nel loro insieme rappresentano delle criticità e dei riferimenti non trascurabili per comprendere quale sarà il percorso che il nuovo partito unitario dovrà affrontare nei prossimi mesi – conclude Di Biagio – con una profonda valutazione, ma con la consapevolezza che vi è un Paese che crede in questo progetto, malgrado il fango che è stato buttato sia in Italia che all’estero sul Premier e su tutto il nostro Paese”.

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Elezioni europee flussi voto Idv

Pubblicato da fidest su Lunedì, 8 Giugno 2009

flusso voti IDVI flussi di voto 3: Idv, cresce a danno del Pd, ma prende voti anche dal centro-destra  L’elettorato dipietrista appare particolarmente mobile. Solo il 47% di quanti avevano votato l’Idv nel 2008 ha confermato il proprio voto. La crescita del partito di Di Pietro è stata garantita dagli oltre 900.000 voti in arrivo dal Pd ma anche da una buona fetta di voti in uscita dal centro-destra. (fonte www.postpoll.it)

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I flussi di voto Pd

Pubblicato da fidest su Lunedì, 8 Giugno 2009

flussi voti pdIl Pd cede oltre il 7% all’Idv e il 5% ai partiti di Sinistra, 2 milioni e 800 mila scelgono l’astensione  Quasi un milione di italiani che nel 2008 aveva votato Pd questa volta ha scelto di votare per il partito di Di Pietro. Due milioni e 800 mila, invece, hanno deciso di rimanere a casa e di non votare per il partito di Franceschini. Una parte, oltre il 5%, ha optato per i partiti di Sinistra, specie per Sinistra e Libertà.  Complessivamente solo il 58% delle persone che aveva votato per il Pd nel 2008 ha deciso di rivotarlo. Il restante 42% ha preferito rimanere a casa, oppure votare un altro partito.  (fonte www.postpoll.it)

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Il voto visto dal Pdl

Pubblicato da fidest su Lunedì, 8 Giugno 2009

Dichiarazione dell’on. Antonio Palmieri responsabile internet PDL: “Nonostante il forte astensionismo, le elezioni europee hanno confermato che la maggioranza di governo tiene bene. Invece il PD ha perso 7 punti rispetto alle politiche 2008 e ora sono sotto attacco da Di Pietro. E la sinistra estrema non ha superato nemmeno stavolta il quorum.  Noi non abbiamo raggiunto la percentuale di voti che tutti i media e i sondaggi ci attribuivano, tuttavia siamo sempre di gran lunga il primo partito italiano, a conferma che il progetto PDL è robusto e piace agli elettori.  Su Forzasilvio.it sarà on line un nuovo focus group per approfondire i motivi che hanno portato molti nostri elettori a non venire a votare.

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Elezioni europee flussi voti sinistra

Pubblicato da fidest su Lunedì, 8 Giugno 2009

flussi voti sinistraI flussi di voto: Sinistra, oltre 600.000 voti in arrivo dal Pd  Le forze politiche di Sinistra recuperano, complessivamente, qualche punto percentuale. Buono l’esordio di Sinistra e Libertà. I voti in entrata sono in maggior parte di derivazione Pd, anche se non manca qualche piccolo flusso dal centro-destra.  (fonte www.postpoll.it)

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Un Parlamento europeo che conta sempre più

Pubblicato da fidest su Lunedì, 8 Giugno 2009

“C’è un apparente mistero da spiegare. Dal 1979, l’anno delle prime elezioni europee, la percentuale dei votanti è sempre scesa. Il dato di questa settima votazione conferma purtroppo il trend negativo. Eppure, in trent’anni l’Unione europea ha acquisito molto più peso ed il Parlamento di Strasburgo  ha aumentato di molto i suoi poteri nei confronti del Consiglio e della Commissione. Se, come osservano amici e nemici dell’Europa, ormai gran parte della legislazione nazionale si limita a recepire le normative europee, logica vorrebbe che le elezioni europee fossero più  sentite dai cittadini delle elezioni nazionali.  I poveri elettori non hanno nessuna colpa. Se fosse stata data loro la possibilità di scegliere tra programmi alternativi di governo e tra diversi candidati alla guida della Commissione, avrebbero sicuramente capito la posta in gioco. Governi nazionali e partiti europei hanno invece seguito la vecchia prassi di spartirsi tutte le cariche prima del voto. Alla presidenza della Commissione c’è così un unico candidato: l’attuale presidente Barroso, sostenuto dal Partito popolare europeo. La responsabilità principale di questa umiliazione della democrazia e del buon senso va imputata al Partito socialista europeo ed ai leaders  di sinistra al governo in alcuni paesi. Accettando di fatto l’egemonia dei moderati, si sono rifiutati per calcolo o per vigliaccheria di dare battaglia.   Avendo deciso  di non  combattere, non potevano che perdere.   I cittadini da parte loro hanno risposto  a questa ennesima presa in giro con le uniche armi a disposizione: disertando le urne o premiando le forze estremistiche, xenofobe, antieuropeiste. Uomini e donne all’altezza del compito non mancano certo in Europa. Se nel Parlamento appena eletto si scatenerà una battaglia politica sul futuro presidente della Commissione, sarà più facile ottenere che venga scelta una personalità  non prona ai voleri dei governi e disposta a battersi per rilanciare l’Unione europea. I cittadini, che  non aspettano altro, finalmente capiranno.

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Rocca: pdl primo partito della capitale

Pubblicato da fidest su Lunedì, 8 Giugno 2009

“Povero PD che per rivendersi un dato positivo del quale nessuno si è accorto, si sono ridotti ad accorpare i voti di tutte le liste che gravitano dal centro all’estrema sinistra mettendo in un atto una sommatoria di percentuali. In pratica hanno inglobato anche quello che non è loro senza peraltro chiedere il permesso alle altre liste, poichè da quello che vediamo alla Regione Lazio e in Campidoglio questa mega coalizione del centro sinistra non esiste. A rileggere i risultati emerge un dato inconfutabile ossia che il PdL è oramai il primo partito indiscusso della Capitale ma anche qui il PD gioca con i numeri, poichè parlano di un nostro calo ma se raffrontiamo il dato romano del PdL alle europee vale a dire 38,61 con quello delle scorse comunali 36,55 è chiaro come il PdL cresca del 2% mentre il PD passa dal 34,01 al 31,64 quindi meno 2,37%. Se poi si vuole attribuire un calo leggendo forzatamente i dati riferiti alla Camera 2008, il PdL perde appena lo 0,8 mentre il PD crolla del 9,37%. Quindi è opportuno fare bene i conti e soprattutto non li possono fare senza l’oste ed inoltre dobbiamo tener conto che il PdL si afferma anche come prima forza nella Regione Lazio con il 42,73% contro il 28,14% del PD e primeggia in 18 municipi su 19. Il nostro dovere è andare avanti e lavorare bene per la città e per romani, pur sapendo che dovremo convivere con le continue fumose e fantasiose teorie del PD sulla città, peccato che ancora non si siano accorti che si stanno sciogliendo come neve al sole”.

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L’Europa vota a destra

Pubblicato da fidest su Lunedì, 8 Giugno 2009

Di Antonio Rapisarda Il day after consegna ancora una volta l’Italia come il paese più “europeista” del continente. Almeno come percentuale di votanti. Se la media europea è stata infatti del 43% (la più bassa di tutti i tempi) in Italia – nonostante l’affluenza sia stata più scarsa rispetto alle elezioni del 2004 – il 65% dei cittadini si è recato alle urne per eleggere il nuovo Parlamento europeo.E il nuovo parlamento di Strasburgo sarà segnato prima di tutto dalla netta vittoria del centrodestra in quasi tutta Europa, e dal consequenziale crollo dei socialisti: le vittorie del Pdl in Italia, dell’Ump in Francia, della Cdu/Csu in Germania, del Partito popolare in Spagna e dei conservatori in Inghilterra determinano un centrodestra egemone nei maggiori paesi dell’Unione europea. Accanto a questo, poi, alcune novità significative aprono nuovi scenari nella politica europea: dall’affermazione dei Verdi (con i risultati importanti soprattutto in Francia e in Germania) all’avanzata dei movimenti populisti ed euro-scettici.  Il dato politico consegna anche in Italia l’affermazione netta del centrodestra, con il Popolo della libertà che si attesta al 35,3% mentre la Lega Nord raggiunge il 10,2%. Il Partito democratico raggiunge il 26,1%. Mentre l’Italia dei valori, con il 7,9%, è il partito di opposizione che fa il balzo in avanti più significativo. Al di fuori dei poli, l’Udc tiene con il 6,5%, mentre la sinistra radicale, con la lista anticapitalista di Ferrero e Diliberto che si ferma al 3,4%, scompare anche dal parlamento di Strasburgo. Non riesce a superare lo sbarramento neanche la sinistra “nuova” di Nichi Vendola, anche se il risultato del 3,1% sembra essere uno dei segnali di novità di questa tornata elettorale. Fuori dal parlamento anche i Radicali (solo il 2,4%), mentre delude la lista autonomista di Raffaele Lombardo e Francesco Storace che non supera il 2,2%.Il risultato delle europee, poi, determina anche una sorta di test elettorale interno. E dalle urne il quadro della politica nazionale non viene rivoluzionato. La coalizione di centrodestra – nonostante il Pdl registri una lieve flessione rispetto alle elezioni politiche – ha tenuto, nonostante l’impatto della crisi economica e delle emergenze di Napoli e del terremoto in Abruzzo. Mentre il Pd, che rispetto alle politiche risulta ridimensionato di sette punti, si è avvicinato a quella soglia di sopravvivenza che andava dal 26% al 27%. Le vere novità, allora, provengono dal rimescolamento interno che si è avuto nella maggioranza e nell’opposizione: con il risultato della Lega – che sfonda anche sotto il Po, raggiungendo risultati importanti anche in Emilia Romagna – e dell’Idv, che arriva quasi a quadruplicare i suoi consensi.  Se il test “interno” sembra confermare l’equilibrio emerso dalle urne nell’aprile di un anno fa, per il Vecchio continente invece l’affermazione delle forze popolari e nazionali è il dato politico più significativo. Che Europa esce, allora, da questa tornata elettorale? Un’Europa che vota a destra e che punisce le sinistre, perlomeno quelle socialiste e socialdemocratiche. Secondo Franco Venturini, dalle pagine del Corriere della Sera, «le sinistre europee non sono riuscite a intercettare le ricadute sociali della crisi economica, non vengono viste dalla maggioranza dei cittadini come antidoto alla disoccupazione crescente, non leniscono le paure per il domani. E in più, sono incapaci di riconoscere i sentimenti di insicurezza che vengono generati dai flussi migratori».  Insomma, in Italia, Francia, Spagna, Inghilterra e Germania i partiti di centrodestra – sia che si trovi al governo o all’opposizione – hanno vinto la sfida con i rivali socialisti. «La destra sembra meglio attrezzata per far fronte alla sfida della crisi», così Andrea Bonanni su Repubblica spiega uno dei motivi di questa affermazione. E poi aggiunge che «la destra moderata riesce paradossalmente a incassare su due fronti: dove è al governo, come in Francia, in Italia e in Germania, vince il messaggio di forza tranquilla, in grado di intercettare e calmare le paure dell’elettorato. Là dove è all’opposizione, come in Spagna o in Gran Bretagna, incassa invece il dividendo del voto di protesta che fa pagare alle forze di governo lo scotto della crisi economica». (fonte Newsletter Ffwebmagazine)

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Elezioni europee, dichiarazione Vernetti (pd)

Pubblicato da fidest su Lunedì, 8 Giugno 2009

“Il Partito Democratico registra una pesante flessione a livello nazionale perdendo circa 4 milioni di voti rispetto alle politiche del 2008 e 2 milioni di voti dalle europee del 2004. Questo risultato dovrebbe evitare inutili analisi indulgenti e condurci ad una seria riflessione sulle strategie future e sulla linea politica”: con queste parole l’On. Gianni Vernetti, Deputato del Partito Democratico e già Sottosegretario agli Affari Esteri, ha commentato l’esito delle elezioni europee. “Per quel che riguarda l’Europa, il deludente risultato delle forze politiche di ispirazione socialista, che nei grandi Paesi europei non raggiungono il 20% dei consensi e registrano un crollo di voti  particolarmente in Francia e Gran Bretagna, ci costringe a riaprire a tutto campo la riflessione sulle appartenenze politiche europee”.  “Se vogliamo salvare l’originalità del PD – ha aggiunto l’On. Gianni Vernetti – dobbiamo riprendere un cammino di unione delle forze riformiste sia di tradizione socialista sia di tradizione liberal democratica. Mentre il gruppo socialista europeo perde tra i 25 e i 30 seggi, l’Alleanza dei Liberali e dei Democratici (Alde) cresce tra i 5 e gli 8 seggi”.  “Il PD – ha concluso l’On. Gianni Vernetti – anziché optare semplicemente per un’adesione a queste due famiglie, dovrà invece svolgere una funzione di ponte tra la tradizione socialista e quella liberal democratica”.

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