Roma 12 giugno presso l’Ospedale Sant’Andrea di Roma in via di Grottarossa 1035 conferenza stampa “Tumore al seno: l’eccellenza del Lazio, l’esperienza dell’Azienda Ospedaliera Sant’Andrea”. Nel Lazio ogni anno si contano circa 4.200 nuovi casi di cancro al seno. In valori assoluti è al terzo posto tra le regioni italiane per numero di nuovi casi e addirittura al secondo per quanto riguarda il numero di donne che attualmente convivono con la malattia (46.000 casi). L’Azienda Ospedaliera Sant’Andrea e l’Università “Sapienza” di Roma presentano il loro impegno nell’ambito della patologia mammaria. Un’eccellenza nel trattamento del tumore al seno, un team multidisciplinare che accoglie le donne della Regione Lazio in un percorso diagnostico e terapeutico secondo le Linee Guida Europee.
Archivio per 10 Giugno 2009
Tumore al seno
Pubblicato da fidest su Mercoledì, 10 Giugno 2009
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Cesenatico in “villaggio della vela giovane”
Pubblicato da fidest su Mercoledì, 10 Giugno 2009
il 13 e 14 giugno dalle ore 10 a Cesenatico (spiaggia dell’EuroCamp, via Colombo 26), prenderanno vita i “TerreAlte AltoMare Days”: un weekend dedicato a tutto quello che ruota attorno al mondo sportivo e turistico della vela. Si creerà un vero e proprio “villaggio della vela giovane” dove i turisti potranno apprendere le basi di alcune discipline grazie a mini corsi di vela o a uscite in barca con skipper e istruttori per apprezzare appieno la meraviglia della navigazione a vela, ma anche partecipare a giochi e prove di abilità – fra i quali tornei di basket, racchettoni, calcio, volley, giochi tradizionali – e alle tante iniziative d’intrattenimento previste nel corso della due giorni come ad esempio la “veleggiata al tramonto”, la “veleggiata alto mare”, “la festa del velista” con concerto di musica rock, danze tradizionali, capoeira, concerto di pizzica e taranta “il velista fritto” per un brindisi e un assaggio di pesce fritto dell’Adriatico preparato dai pescatori di Cesenatico. L’evento gode del patrocinio FIV. Opportunità e offerte indirizzate in specifico in questo caso ai giovani di età compresa fra i 15 e i 30 anni, che possano diventare anche volano per un nuovo turismo giovanile. Si tratta del progetto della Regione Emilia – Romagna “TerreAlte AltoMare – Sport giovane in montagna e mare”, che ha l’obiettivo di promuovere e diffondere la pratica sportiva e il turismo giovanili, in un’ottica di rispetto dell’ambiente e di uno stile di vita sano, a contatto con la natura in montagna e al mare.
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Terremoti e ospedali e il ponte sullo stretto
Pubblicato da fidest su Mercoledì, 10 Giugno 2009
Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, conferma i dati dell’Aduc del 14 Aprile scorso sul numero di ospedali a rischio sismico. Insomma, ci voleva Bertolaso per avere una rispondenza mediatica a quanto da noi affermato ma, si sa, ubi maior… Nell’evidenziare il rischio terremoti-ospedali avevamo scritto una lettera al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, chiedendo che i soldi destinati al ponte sullo Stretto fossero destinati alla messa in sicurezza delle strutture ospedaliere. La nostra proposta fu ripresa da Alberto Quadrio Curzio, editorialista e ordinario di Economia politica alla Facoltà di Scienze Politiche della Universita’ Cattolica. Ecco il nostro comunicato del 14 Aprile scorso. “I soldi per il ponte sullo Stretto di Messina da utilizzare per mettere a norma antisismica gli ospedali. E’ la richiesta al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, del segretario dell’Aduc, Primo Mastrantoni. Investimenti per la vita. Il ponte sullo Stretto dovrebbe costare 6,1 miliardi di euro con una partecipazione dello Stato, cioe’ di tutti noi, di 1,3 miliardi. Vista la scarsita’ di risorse pubbliche occorre scegliere tra una opera che puo’ essere rimandata o attribuita al solo settore privato e la salvaguardia di vite umane in caso di terremoto con la messa a norma antisismica degli ospedali pubblici, in particolare quelli che si collocano in aree a rischio geologico. I momenti tragici e drammatici del recente terremoto in Abruzzo dovrebbero far riflettere i nostri governanti e indirizzare le poche risorse disponibili a strutture che sono state, sono e saranno coinvolte in prima istanza nella salvaguardia di vite umane. Nel nostro Paese ci sono 500 ospedali nelle aree a rischio da mettere a norma. Occorre intervenire prima che il prossimo terremoto, che sappiamo si verifichera’, semini morte e distruzione. Un capo di Governo che abbia a cuore la vita dei suoi governati dovrebbe saper scegliere”.
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Deforestation causes “boom-and-bust”
Pubblicato da fidest su Mercoledì, 10 Giugno 2009
Clearing the Amazon rainforest increases Brazilian communities’ wealth and quality of life, but these improvements are short-lived, according to new research published today (12 June) in Science. The study, by an international team including researchers at the University of Cambridge and Imperial College London, shows that levels of development revert back to well below national average levels when the loggers and land clearers move on. Since 2000, 155 thousand square kilometres of rainforest in the Brazilian Amazon have been cut down for timber, burnt, or cleared for agricultural use. Forest clearance rates have averaged more than 1.8 million hectares per year (roughly the area of Kuwait), and the deforestation frontier is advancing into the forest at a rate of more than four football fields every minute. The researchers’ analysis revealed that the quality of local people’s lives –measured through levels of income, literacy and longevity, as mentioned above – increases quickly during the early stages of deforestation. This is probably because people capitalise on newly available natural resources, including timber, minerals and land for pasture, and higher incomes and new roads lead to improved access to education and medical care, and all round better living conditions. Ana Rodrigues, lead author of the study, previously at the University of Cambridge and currently at the Centre of Functional and Evolutionary Ecology, France, said: Fellow author Dr Rob Ewers from Imperial College London’s Department of Life Sciences adds: The decline in development which occurs once an area has been deforested is likely due to the depletion of the natural resources that supported the initial boom. Timber is exhausted and land used for cattle ranching and farming is often rapidly degraded, leading to large scale abandonment – for example, by the early 1990s, one third of the area used for pastures had already been abandoned. This is compounded by an increasing human population as migrants including ranchers, farmers, colonists, landless peasants, gold miners, loggers, and land grabbers arrive, lured to the area by the prospect of rapid financial gain. Andrew Balmford, co-author of the study and University of Cambridge Professor of Conservation Science, concluded.
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Acquistare un’auto in un altro Paese
Pubblicato da fidest su Mercoledì, 10 Giugno 2009
Nei giorni scorsi la stampa ha dato grande rilievo alla notizia del varo della “conformità europea”, come della realizzazione del sogno dell’automobilista italiano: acquistare l’auto nel Paese dove costa meno. Ma le cose non stanno proprio così. Vero è che l’Unione Europea ha varato nel 2007 una nuova Direttiva (la 2007/46 CE per la precisione) che prevede l’omologazione comunitaria con conseguente rilascio di certificazione di conformità da parte del costruttore del veicolo e che attualmente vi è una proposta di regolamento, ancora non tradotta in documento esecutivo, che dovrebbe rendere l’omologazione CE efficace in tutta l’Unione sia sotto il profilo tecnico che economico. Ma allora che cosa succederà con l’entrata in vigore della conformità europea? Dobbiamo aspettarci frotte di consumatori pronti ad acquisti transfrontalieri? In realtà ciò non accadrà per due motivi: 1. la complessità delle operazioni doganali per l’importazione del veicolo (produzione di documenti specifici da parte dell’esportatore, cioè dell’automobilista in questo caso, diversi da Paese a Paese e i differenti regimi di Iva); 2. la garanzia di conformità. Di questa risponde il venditore (v. Codice del Consumo). Nel caso di veicolo acquistato in un altro Paese, l’automobilista dovrà, quindi, rivolgersi al venditore straniero. Cosa fare?• Acquistare solo da venditori esteri che garantiscono la consegna in Italia, con un prezzo finale comprensivo anche dei costi doganali •Saldare il conto solo a fronte di una fattura formale che riporti il V.I.N. (vehicle identification number) cioè il numero di telaio, e il certificato di conformità europeo. Con questo documento in mano (è questa la vera novità) si potrà procedere ad immatricolare il veicolo senza passare per il Dipartimento Trasporti terrestri (ex Motorizzazione). Ben venga ogni ulteriore passo verso la libera circolazione delle merci nell’Unione, ma attenti agli specchietti per le allodole, nascosti in tanti annunci che spesso contengono affermazioni ingannevoli, quando non palesemente false.
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Massacro di indiani in Perù
Pubblicato da fidest su Mercoledì, 10 Giugno 2009
Dopo il massacro di decine di indiani in Perù, l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) si è rivolta alla Commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani Navanethem Pillay con un appello urgente perché si indaghi immediatamente sull’escalation del conflitto per la terra tra indiani e militari nella Provincia amazzonica vicino alla città di Bagua. Nell’ultimo week-end sono stati uccisi almeno 30 indiani. Decine di migliaia di indiani nel nord del Perù, da settimane protestano con blocchi stradali contro lo sviluppo aggressivo nelle terre indigene a favore dell’industria petrolifera e del gas, per la distruzione che questo comporta per la propria base vitale. Senza alcuna previa consultazione con le popolazioni indigene dell’Amazzonia peruviana il governo del Perú ha emesso una serie di leggi che facilitano alle imprese petrolifere l’accesso alle terre indigene. L’Amazzonia peruviana è già stata suddivisa in complessivamente 180 parcelle per l’esplorazione di possibili giacimenti petroliferi. Per lo più queste parcelle si sovrappongono ai territori indigeni e le licenze per le trivellazioni vengono date senza alcuna considerazione per i diritti alla terra delle popolazioni indigene. In questo modo il Perú viola le linee guida internazionali per la tutela delle popolazioni indigene, viola la Dichiarazione Generale delle Nazioni Unite per i Diritti dei Popoli Indigeni e infine viola anche la Convenzione ILO 169 che fissa in modo vincolante i diritti delle popolazioni indigene e che è stata firmata e ratificata dal governo peruviano. L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) si appella con urgenza alle Nazioni Unite affinché spingano il governo del presidente García ad avviare un dialogo con le associazioni indigene, in particolare con l’AIDESEP che riunisce le diverse associazioni indigene dell’Amazzonia peruviana. Devono inoltre essere soddisfatte le richieste legittime degli indigeni nelle zone di estrazione petrolifera. Essi ormai non hanno più nulla da perdere e si trovano a lottare per la loro terra e la loro sopravvivenza.
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Narrar Imágenes/Dibujar Historias
Pubblicato da fidest su Mercoledì, 10 Giugno 2009
Roma Reale 19 giugno 2009 – 31 luglio 2009Accademia di Spagna, Piazza San Pietro in Montorio 3 Inaugurazione: 18 giugno, ore 21. L’intenzione della curatrice della mostra, Estrella de Diego, è di proporre i progetti dei borsisti come una riflessione collettiva sul dialogo tra diverse strategie di racconto della realtà, ispirata all’Atlas Mnemosyne di Aby Warburg. Una riflessione nella quale ciascuno ha potenziato la sua personale proposta attraverso la convivenza tra modalità di lettura differenti e ha dovuto confrontare il proprio lavoro con quello degli altri, modificandolo, rompendo le barriere tra teoria e prassi, oggi radicalmente diluite e obsolete, provando insomma a sovvertire i ruoli tradizionali di artisti e critici: narrando immagini, disegnando storie. In mostra le opere e i progetti di Ingrid María Buchwald Eguía, Ruth Hernández Rodríguez, Manuel Saiz, Toni Tena e Jaume Simo Sabater i Garau (Arti visive), Fernando Fernández Maquieira (Fotografia), Iñaqui Carnicero Alonso e Héctor Fernández Elorza (Architettura), Iñaqui Estrada Torío (Musica e Musicologia), María Aguado Molina, Nùria Deu Ferrer e Iván Fumadó Ortega (Archeologia), Valle Blasco Pérez e Jesús Delgado González (Restauro), Horacio Fernández Martínez e José Daniel Lesmes González (Teoria, Analisi e Critica dei Beni Culturali), Ana Ara Fernández, Santiago Arroyo Esteban, Pilar Díez del Corral Corredoira, Raquel Gallego García e Álvaro Pascual Chenel (Storia dell’Arte).
Estrella de Diego: curatrice e scrittrice di fama internazionale, docente di storia dell’arte contemporanea dell’Università Complutense di Madrid e già commissario per il Padiglione Spagnolo alla 49a Biennale di Venezia.
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Mandare a casa la partitocrazia
Pubblicato da fidest su Mercoledì, 10 Giugno 2009
Dichiarazione di Massimiliano Iervolino, Presidente del Comitato referendario di liberazione “Ernesto Nathan” –Radicali e Repubblicani- e membro della direzione di Radicali Italiani. “La Lista Pannella Bonino ha ottenuto degli ottimi risultati in Regione Lazio (3%), in Provincia di Roma (3.5%) e al Comune di Roma (4%). Il voto espresso dai cittadini è importante e legittima la nostra raccolta firme sugli otto referendum in Regione Lazio. Voglio ricordare che questi quesiti sono inerenti a problematiche che, negli ultimi dieci anni, né il centro destra, né il centro sinistra hanno saputo risolvere. Mi sembrano del tutto fuori luogo le dichiarazioni di alcuni esponenti del Partito Democratico che, per le regionali del 2010, danno per scontata la nostra adesione a questo centro sinistra. Noi abbiamo un obiettivo molto più grande ed è quello di mandare a casa la partitocrazia, proprio per questo abbiamo convocato un appuntamento dal 26 al 28 giugno a Chianciano Terme.”
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