Assenze dal lavoro malati oncologici
Pubblicato da fidest su Giovedì, 18 Giugno 2009
Con riferimento all’articolo apparso sul Corriere del Veneto dal titolo “Telelavoro per i malati di cancro, vergogna”, apparso sul numero del 17 giugno, il Capo Dipartimento della funzione pubblica, Antonio Naddeo, intende fare alcune precisazioni. La circolare n. 1/2009 del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione è nata esclusivamente dalle sollecitazioni delle associazioni che operano a favore dei malati oncologici (in particolare, la F.A.V.O. – Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia) ed è il risultato di un intenso lavoro svolto con le associazioni stesse che si sono fatte portatrici verso il Ministro Brunetta delle istanze e delle esigenze dei lavoratori della pubblica amministrazione costretti a confrontarsi con il cancro. Ciò si può constatare visitando il sito della federazione www.favo.it. Con la circolare sono state prioritariamente date alle Amministrazioni indicazioni circa le modalità di espletamento del controllo dell’assenza per malattia tramite richiesta di visita del medico fiscale, evidenziando come l’Amministrazione, nei casi di assenza dal servizio per sottoposizione a cicli di cure oncologiche, possa valutare l’opportunità di procedere alla richiesta di visita fiscale solo se sussistano effettive necessità di verifica. Su esplicita richiesta delle associazioni, con le quali si sono avuti numerosi incontri, la circolare ha, inoltre, richiamato l’attenzione delle Amministrazioni pubbliche sulle norme di legge e contrattuali già esistenti che consentono ai dipendenti affetti da patologie oncologiche che ne facciano richiesta (solo in questo caso) di accedere a forme flessibili di lavoro, come il part time e il telelavoro. Poiché le associazioni hanno, infatti, lamentato come le Amministrazioni, a volte, frappongano ostacoli e ritardi nel rispondere positivamente ai dipendenti che chiedono la trasformazione del loro orario di lavoro, il Ministro Brunetta ha voluto invitare ad una più attenta considerazione delle esigenze dei lavoratori ed alla corretta e sollecita applicazione delle norme di miglior favore già presenti nell’ordinamento. Comunque il Dipartimento della funzione pubblica, da me diretto, è disponibile a intervenire per chiarire eventuali dubbi interpretativi sulla normativa in questione.