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Quotidiano di informazione – Anno 21 n° 323

Obama lancia la riforma della finanza

Pubblicato da fidest su Domenica, 5 Luglio 2009

Per definire la riforma finanziaria imposta dalla crisi globale ritornano in campo la Federal Reserve e le banche americane, cioè due tra gli attori principali e responsabili del crollo sistemico.  Dopo mesi di navigazione a vista tra gli scogli della bancarotta qualche cosa si è mosso e questo di per sé merita un plauso. Obama riconosce l’esistenza di un “rischio sistemico” e dice di voler approntare cambiamenti per prevenirne altri in futuro. E’ un riconoscimento importante in quanto in passato era stato paventato soltanto da pochi economisti. Per avere maggiore prevenzione, trasparenza, efficienza e interventi correttivi, si propone di creare una nuova agenzia, la Financial Service Oversight Council, con compiti di analisi, raccolta dati e coordinamento. Si danno maggiori poteri di intervento alla Federal Riserve. Tutto ciò dovrebbe portare a un cambiamento e a una certa semplificazione delle leggi e dei regolamenti. Per esempio, gli hedge fund saranno equiparati alle banche e sottoposti alle stesse regole di controllo. Quello delle finanziarie è un problema da affrontare urgentemente anche in Italia.   Tuttavia il presidente Obama ha fatto delle riflessioni importanti di economia politica e di etica. Ha affermato che: ”Negli anni recenti, innovatori finanziari, cercando nuovi margini di mercato, hanno prodotto una enorme quantità di nuovi e complessi strumenti finanziari. Ma questi schemi erano costruiti sulla sabbia… Siamo chiamati a riconoscere che il libero mercato è la forza generatrice più potente della nostra prosperità – ma non è la licenza di ignorare le conseguenze delle nostre azioni”.   L’iniziativa americana fa giustizia della lentezza europea. L’Europa ha perso l’occasione per essere l’attore principale nella costruzione della nuova architettura finanziaria globale. Purtroppo anche il “global legal standard” di cui parla Tremonti arriverà dopo l’iniziativa degli USA!  Mario (Lettieri, sottosegretario all’Economia del governo Prodi, Paolo Raimondi, economista in sintesi)