Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 21 n° 341

Archivio per 6 Luglio 2009

Sono cose che possono accadere

Pubblicato da fidest su Lunedì, 6 Luglio 2009

In una sala giochi ho incontrato degli adolescenti, si spintonano, si scherniscono, si fanno coraggio l’un l’altro.  Ho chiesto loro come reagire di fronte a tre coetanei che violentano e massacrano una compagna di scuola.  Mi guardano da iracondi inguaribili, vorrebbero mettermi alla porta senza tanti complimenti, forse invitati a maggior cautela dalla mia stazza fisica, ritornano alla calma piatta che li contraddistingue, poi  il più  scafato, quello più avanti di un dente rotto rispetto agli altri, risponde che “Sono cose che possono accadere”,  forse era una che non si faceva gli affari suoi, che non faceva parte del gruppo. Questa è la sottolineatura che va di là  del male che la natura consente di sopportare, erigere a percentuale, a statistica, qualcosa che non è più sostenibile né accettabile, che manipola subdolamente la verità, che invece è sotto gli occhi di quanti non vogliono assolutamente vedere a un palmo del loro bel naso, appena rifatto a misura, per il proprio benessere psico-fisico, che tanto bene fa ai giorni da vivere da leoni. “Sono cose che possono accadere”, è la vita che si riconosce tacitamente nella violenza come mezzo di autorealizzazione, a raggiungimento di un obiettivo, di apparenza e appartenenza a un’elite, che pratica lo stile dell’esser forti con i deboli e deboli con i forti, poco importa se risulta inguardabile attraverso il cuore delle emozioni, quelle che fanno grandi gli uomini. Le lame di coltello non trovano il fondo delle tasche dei giovani, per un innato bisogno di ferire e morire, per una bacata e lacerata struttura biologica che ci portiamo addosso, qui è altro il difetto, il buco nero, il non senso diventato quotidianità. E’ diritto acquisito di vivere alla grande, in sintonia delle proprie regole, in barba alle aspettative dubitose, al di sopra delle proprie possibilità, degli intendimenti più o meno scorretti e  illegali, di cui i giovani fanno apprendimento sociale fin dalle prime uscite da casa, al punto da risultare refrattari a qualsiasi luce rossa di emergenza. “Sono cose che possono accadere”, giovanissimi che non fanno sconti a nessuno, chi sbaglia paga, sempre pronti a giustificare i propri comportamenti, mai a quelli fuori dal recinto, out rispetto ai propri possedimenti. C’è l’imbarazzo e l’incapacità di evitare i silenzi che non ostacolano a dovere le derive che trascinano al sangue degli innocenti, alla vergogna di quel sangue che non basterà una vita di tormento a cancellare.  A quell’età non si è inchiodati a nessun futuro maledetto, occorre ritornare a costruire con l’impegno, con la fatica, con la pazienza della speranza,  tenendo bene a mente che i veri amori, quelli davvero importanti, sono sempre reciproci, e ciò che nostro figlio è, sarà, diventerà, dipende da quanto noi adulti riusciremo a riconsiderare e migliorare dei nostri comportamenti, cominciando dal curare quei dettagli che servono a farci imparare a riconoscere i nostri errori, prima ancora che quelli dei nostri figli. (Vincenzo Andraous)

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Robert Capa: Photographs

Pubblicato da fidest su Lunedì, 6 Luglio 2009

pablo picassoBudapest until 11/10/2009Ludwig Museum – Museum of Contemporary Art  Palace of Arts Komor Marcell Curated by Lívia Páldi, chief curator of Mucsarnok / Kunsthalle Budapest  Capa worked for a number of US and European agencies; his photo reports appeared in the columns of such publications as Vu, Regards, Ce Soir, Life, Picture Post, Collier’s and Illustrated. At the same time, in addition to his work as a photo correspondent, being one of the founders of the Magnum photo agency (1947), educating and supporting young photographers were of primary importance to him. Following his death in 1954, his brother Cornell Capa, in addition to his own work as press photographer, strove to preserve and introduce to the world the oeuvre of his brother and his colleagues. As a first step, he expanded the International Fund for Concerned Photography, which he had co-founded with others in 1956. Then, in 1974, he established the International Center of Photography (ICP) -, one of the world’s most prominent institutions of photography, simultaneously a museum, a school and an archive – with himself as director. Between 1990 and 1992, Cornell Capa and Richard Whelan looked through Capa’s more than seventy thousand photos and chose 937 of them, the most outstanding photos of his oeuvre from 1932 to 1954, to represent the cornerstones of his life’s work and his career as a press photographer. The exhibition starts off with Budapest – presenting family photos, portraits and other documents – and moves on to the first serious commission in Berlin (the series on the speech given by the exiled Lev Trotsky in 1932, in Copenhagen) and the difficulties of the Paris years. Then we arrive to the most definitive stage in the oeuvre, the three-year period (1936-1939) spent photographing the Spanish Civil War and the Second Sino-Japanese War, during which Endre Friedmann / Andre’ Friedmann became Robert Capa, one of the most famous war press photographers in the world. Next we see the seats of world war operations: photos capturing the North African, Southern Italian and Sicilian fronts as well as the Normandy Landing on June 6, 1944. The “D-Day” series, which also served as inspiration to film director Steven Spielberg, is followed by images documenting the denigration of the French women who collaborated with the Germans and the liberation of Paris. The sequence of wartime photographs ends with images of the Ardennes Offensive and the advances of the Allied Forces. Capa’s post-world war work is represented by his reports on the establishment of the State of Israel and the associated conflicts, the immigrants and the refugees, as well as the material from his journey to the Soviet Union with John Steinbeck in 1947 and the photos of his 1948-1949 trip around Eastern Europe, which also include some Budapest shots. The chronological sequence ends with Capa’s photographs of Indochina and the photos taken on May 25, 1954, immediately preceding his death. (Image: Pablo Picasso and Françoise Gilot)

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Scatti di Guerra

Pubblicato da fidest su Lunedì, 6 Luglio 2009

tony vaccaroRoma fino al 30/8/2009 Scuderie del Quirinale  via XXIV Maggio, 16 Lee Miller e Tony Vaccaro dallo sbarco in Normandia a Berlino a cura di Marco Delogu e Umberto Gentiloni  con il generoso contributo di Reinhard Schultz (Galleria Bilderwelt)  Le fasi finali della Seconda Guerra Mondiale, dallo sbarco in Normandia alla Liberazione, raccontate da due punti di vista, con due differenti approcci: da una parte Lee Miller, affermata fotografa cresciuta nella Parigi dei Surrealisti e amica dei maggiori intellettuali dell’epoca, dall’altra Tony Vaccaro, soldato dell’esercito americano e poi fotografo ufficiale del giornale della sua divisione, che in quegli anni inizia la sua carriera professionale. La mostra, di cui Miller e Vaccaro saranno i protagonisti, vedrà le loro fotografie (circa 100 immagini realizzate in un periodo che va dal 1944 al 1945) fronteggiarsi su due pareti del primo piano delle Scuderie del Quirinale.  Nella prima sala espositiva sarà dato spazio a un’introduzione storica redatta da Umberto Gentiloni, che con Marco Delogu ha la cura della mostra, affiancata a una ricostruzione dello sbarco in Normandia attraverso foto aeree della Royal Air Force. Lee Miller, corrispondente di guerra per British Vogue dal 1940, diventa nel ‘44 corrispondente per l’esercito americano e segue da vicino le fasi finali del conflitto, testimone diretto dell’assedio di St Malo’ e dell’avanzata degli alleati dalla liberazione di Parigi a quella di Buchenwald e Dachau, fino alla distruzione del rifugio di Hitler.  Soldato dell’esercito americano e poi fotografo ufficiale del giornale della sua divisione, Tony Vaccaro racconta, attraverso pellicole gelosamente custodite e coraggiosamente sviluppate in condizioni spesso estreme, anni di atrocità vissute in prima persona, ma anche la storia di un continente e soprattutto di un paese, la Germania – dove rimarrà per alcuni anni ancora -, che lentamente esce dallo stato di guerra.  Un’attenzione che rivolgerà poi anche alla sua seconda patria, l’Italia, che immortalo’ da nord a sud nel suo graduale ritorno alla normalità durante quel periodo di ricostruzione che la vide impegnata quanto mai anche sul fronte politico. (Immagine: Tony Vaccaro)

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Palladio e l’ambiente veneziano

Pubblicato da fidest su Lunedì, 6 Luglio 2009

palladioVenezia fino al 10/1/2010 Fondazione Musei Civici a cura di Lionello Puppi, Giandomenico Romanelli, Andrea Bellieni  La mostra si realizza nell’ambito delle iniziative promosse e finanziate dalla Regione Veneto, coordinate dal Comitato Regionale per le celebrazioni del cinquecentenario palladiano. Organizzata in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Marciana, ripercorre i passi di Palladio a Venezia nei suoi non sempre univoci rapporti con il mondo veneziano, con la sua classe di governo, con gli intellettuali, gli ecclesiastici, gli ordini religiosi, le organizzazioni assistenziali e devozionali, gli editori. Presenta oltre 300 opere – tra edizioni a stampa, manoscritti, documenti e disegni – attraverso le quali si indagano l’ambiente veneziano di Palladio e la sua attività in città (da un lato l’opera teorica, dall’altro i lavori progettati, realizzati, scomparsi). Particolare rilievo e’ attribuito al peso degli interventi palladiani nel ridisegno della scena urbana piu’ peculiare e simbolica di Venezia, il Bacino di San Marco, attraverso le facciata di San Giorgio Maggiore e, sull’isola della Giudecca, della Chiesa votiva del Redentore e del complesso delle Zitelle, con un risultato di straordinaria forza innovatrice.  La curatela scientifica della mostra e’ di Lionello Puppi, Giandomenico Romanelli, Andrea Bellieni.  Catalogo Fondazione Musei Civici di Venezia. Nonostante all’apparenza si sia detto e mostrato tutto, biblioteche e archivi racchiudono ancora notizie, informazioni, suggestioni, suggerimenti e dati oggettivi per la miglior ricostruzione dell’attività e della personalità di Andrea Palladio, del suo ambiente e delle sue frequentazioni, dei suoi drammi e dei suoi trionfi, dei suoi dubbi, delle sue crisi, delle sue incertezze, anche nelle insidiose avventure veneziane. (palladio)

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RomaFictionFest

Pubblicato da fidest su Lunedì, 6 Luglio 2009

lughinMercoledì 8 luglio alle ore 20:00, al RomaFictionFest (ingresso gratuito) – tra i più grandi festival mondiali dedicati alla fiction, con la presenza dei maggiori network mondiali – in programma la presentazione in anteprima internazionale delle prime scene del film ‘Sacro Codice’ (regia Jordan River). Chi pensava che il cinema fantasy e la realtà virtuale fossero pane quotidiano solamente del cinema estero, dopo aver visto queste prime scene in anteprima assoluta, si dovrà ricredere. Oltre a numerose ambientazioni virtuali dell’antica città di Sybaris (splendida città  magno-greca, distrutta intorno al 510 a.C., sul cui stesso perimetro vennero fondate altre due città, Thurii e  Copia, di epoca romana), si potranno vedere le prime apparizioni di Lùghin, creatura già dal nome davvero curiosa, che piacerà ad adulti e piccini. Interamente animata grazie alla computer grafica, Lùghin è un’originale creatura fantastica dalle orecchie a punta rivolte verso le stelle, occhi d’angelo e pelle scura e ruvida aderente alla terra e al suo soffio vitale. Per la realizzazione di questo personaggio, fase durata vari mesi e per la quale hanno lavorato diversi professionisti italiani, si sono utilizzate numerose tecnologie digitali e software di ultima generazione: dallo studio al concepimento fino a modellazione e rendering per il massimo del fotorealismo.  Nella realizzazione del film ‘Sacro Codice’, una struggente storia di sentimenti spezzata dalla crudeltà del mondo, sono coinvolte due società italiane, la Corbec Film e l’Adavanced Virtual Research, nonché numerosi tecnici italiani. La produzione, per il ‘Sacro Codice’, visto l’enorme successo che sta suscitando anche negli ambienti del settore e soprattutto in quello tecnico, sta pensando di aprire l’ingresso a nuove società, con l’intento di realizzare con budget contenuti l’intero film anche in stereoscopia (con visione attraverso occhiali 3D elettronici), potendosi conquistare così il primato storico di primo film italiano stereoscopico di alto spessore. (Lùghin)

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44ma mostra del paesaggio

Pubblicato da fidest su Lunedì, 6 Luglio 2009

dalisiTrieste fino al 2/8/2009 Palazzo Costanzi piazza Piccola, 2 Un panorama a 360 gradi dell’arte visiva ispirata al tema del paesaggio a cura di Marianna Accerboni ed Enrico Fraulini Appuntamento a sorpresa con la Mostra del Paesaggio, giunta alla 44^ edizione e promossa dalla Società Artistico Letteraria di Trieste (fondata nel 1945 dal poeta Marcello Fraulini) congiuntamente con l’Assessorato alla Cultura del Comune. Infatti, come interessante consuetudine, e’ possibile aderire fino alla sera di giovedi’ alla ormai storica esposizione. In mostra convergono ogni anno molteplici aspetti del linguaggio artistico contemporaneo, riuniti nella prestigiosa sede messa a disposizione, come anche per l’edizione 2007 e 2008, dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste. L’articolata rassegna, cui inviano ogni anno i propri lavori numerosi artisti di Trieste, del Friuli Venezia Giulia, di altre regioni italiane e paesi stranieri, si propone di offrire un panorama a 360° dell’arte visiva ispirata al tema del paesaggio. Nel corso dell’esposizione, le cui opere sono state selezionate da una giuria composta da Marianna Accerboni, Sergio Brossi, Adriano Dugulin, Antonio Denich ed Enrico Fraulini, sono previsti tre interessanti eventi collaterali: venerdi’ 10 luglio alle ore 21.00 avrà luogo un’importante appuntamento intitolato Il collezionista. Incontro con Maurizio Zanei, bellezza ed etica di una collezione, ideato e curato da Marianna Accerboni; venerdi’ 17 luglio alle ore 21.00 si svolgerà una variegata Serata Letteraria, ideata e curata da Enrico Fraulini, che presenterà il poeta veneziano Gino Pastega con un intervento musicale del flautista Stefano Casaccia e del clavicembalista Manuel Tomadin; giovedi’ 23 luglio alle ore 21.00, appuntamento d’eccezione intitolato Piero Dorfles, il fascino della comunicazione, che ospiterà il grande giornalista e critico letterario di origine triestina. L’incontro, ideato e curato da Accerboni e realizzato grazie al generoso contributo della Banca di Cividale e di La Giuliana Cornici, sarà sottolineato da una performance di luce. Nel corso della manifestazione la famiglia del pittore Carlo Giorgio Titz consegnerà una medaglia a Sergio Altieri. (dalisi)

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Riciclick, quando il rifiuto diventa risorsa

Pubblicato da fidest su Lunedì, 6 Luglio 2009

Roma 7 luglio ore 19.30, all’interno di Castel Sant’Angelo – Lungotevere Castello, 50 – inaugurazione “Riciclick, quando il rifiuto diventa risorsa” La mostra fotografica, curata da 4Busy con il Patrocinio del Comune di Roma, verrà presentata in anteprima nella  Sala della Rotonda – Castel Sant’Angelo. Interverranno all’happening l’Assessore alla Cultura del Comune di Roma, Umberto Croppi,  il Maestro d’Orchestra Peppe Vessicchio, Greg (del duo comico Lillo e Greg), Fabrizio Ravanelli, ex calciatore e Gloria Bellicchi, Miss Italia.

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Capo d’Orlando, 4 luglio 1299

Pubblicato da fidest su Lunedì, 6 Luglio 2009

A Palermo, nella storica Sede di Via Brunetto Latini hanno avuto inizio i lavori dell’attivo seminariale dedicato a quella che alcuni studiosi hanno definito la Termopili siciliana, con riferimento alla grande Battaglia Navale nella quale si immolarono consapevolmente seimila eroici combattenti siciliani che furono, sì, sconfitti ma che seppero infliggere alla flotta aragonese “vincente” tante e tali di quelle perdite da costringerla ad una ritirata strategicamente disastrosa e non prevedibile.  Ricorre, infatti, in questi giorni il 710° anniversario della grande Battaglia navale che si svolse, appunto, al largo delle coste di Capo D’Orlando, il 4 luglio del 1299, fra la flotta navale Siciliana, comandata dallo stesso Re di Sicilia, Federico terzo, e la flotta Aragonese, comandata ufficialmente dal Re d’Aragona, Giacomo secondo, e – sostanzialmente – dall’ Ammiraglio Ruggero Di Lauria.  Le forze in campo erano poderose e non a caso quella battaglia navale viene, ancora oggi, ricordata come una delle più importanti del Medioevo.  I lavori dell’Attivo Seminariale si concluderanno con l’intervento del Prof. Corardo Mirto, che è il Presidente del Fronte Nazionale Siciliano “Sicilia Indipendente” e che è anche (e soprattutto, in questo caso) il maggiore storico vivente delle vicende storiche medioevali del “Regno dell’isola di Sicilia  e delle Isole adiacenti”.  Il gruppo di lavoro che fornisce il necessario supporto all’Attivo Seminariale è formato da Giuseppe Scianò, da Giancarlo Alagna, da Giovanni Basile, da Rosalia D’Antoni, da Giuseppe Sorrentinoda Leonardo D’Angeloda Fabio Cannizzaro e da Eugenio Caccamo.

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Badanti: Appello comunità S. Egidio

Pubblicato da fidest su Lunedì, 6 Luglio 2009

La Comunità di Sant’Egidio si appella al Presidente del Consiglio perché nel prossimo Consiglio dei Ministri, come suggerito dal sottosegretario Giovanardi, venga approvato un decreto di regolarizzazione almeno per colf e badanti che già sono presenti in Italia e già lavorano presso le famiglie italiane. Si ricorda che questi immigrati non hanno niente a che vedere con il problema e con il decreto sulla sicurezza: si tratta di persone indispensabili alla nostra economia e alla qualità della vita nel nostro paese: da loro dipende per molti italiani la possibilità di andare a lavorare, la sopravvivenza e una qualità della vita dignitosa per molti anziani, una compagnia e un sostegno importante per i nostri bambini. Si tratta di persone che già vivono nelle nostre case e che godono di un rapporto di fiducia preferenziale. Sarebbe incomprensibile la crisi che colpirebbe centinaia di migliaia di italiani, obbligati a scegliere tra la legalità sancita dalla nuova legge e abbandono dei propri cari, ovvero disobbedienza civile per motivi di primaria importanza. Sarebbe come il “side effect” delle vittime civili quando si bombardano “obiettivi militari”. Ci auguriamo che si ponga rimedio immediatamente, perché questa legge non sia un boomerang per le famiglie italiane.

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Immigrazione-badanti

Pubblicato da fidest su Lunedì, 6 Luglio 2009

Intervento della sen.DonatellaPoretti, parlamentare Radicali-Pd: “Peccato che per sentire parole e proposte ragionevoli occorresse approvare un provvedimento crudele e criminogeno come il ddl sicurezza che introduce il reato di clandestinita’. Poco importa se si sia dovuto aspettare la mobilitazione del Vaticano per richiamare i cattolici al dovere morale dell’accoglienza. Meglio tardi che mai, e quindi diamo il benvenuto al sottosegretario Carlo Giovanardi che sposa la nostra proposta di un provvedimento urgente per regolarizzare le centinaia di migliaia di immigrati presenti in maniera illegale in Italia, ma che gia’ lavorano nel nostro Paese. A fronte della politica criminogena proposta dal Governo, infatti, l’Italia vive nell’ipocrisia di un welfare e di uno Stato sociale che si fonda su badanti, colf e baby sitter illegali e clandestine solo perche’ il nostro Paese non rilascia i nullaosta per persone di cui conosce tutto: nome e residenza del datore di lavoro, nome e luogo di lavoro dell’immigrato! Delle oltre 740 mila richieste del 2007 solo 170 sono andate a buon fine, le altre aspettano ancora l’emanazione di nuovi decreti flussi. Questa della regolarizzazione e di un decreto flussi che intervenisse urgentemente nel merito erano le proposte dei Radicali tradotte anche in un ordine del giorno collegato al ddl sicurezza, mai esaminato perche invece di votare in merito si e‘ scelto il voto di fiducia.”

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