Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 21 n° 341

Archivio per 12 Luglio 2009

L’era ghedaffiana

Pubblicato da fidest su Domenica, 12 Luglio 2009

(Settima parte) Posso considerarla una coincidenza se preciso che nello stesso anno, il 1988, il mondo celebrò il 40° anniversario della dichiarazione mondiale dei diritti dell’uomo da parte dell’Assemblea Generale dell’Onu?  Di certo, a mio avviso, non fu casuale perché ai rituali celebrativi aveva chiara la visione della condizione umana che beveva i diritti dal calice dell’inganno e delle mistificazioni. Ricordo, in proposito che fu sempre, il 1988, a mostrarci l’altra faccia della realtà e gli esempi che ci prepariamo a elencare sono una chiara dimostrazione dell’esistente: I violenti disordini spesso sanguinosi, in Sud Africa, per chiedere l’abolizione della discriminazione razziale ed il conferimento di tutti i diritti politici ed economici agli abitanti neri indigeni. Le rivolte popolari in molti stati africani, per protestare contro l’aggravarsi delle crisi economiche, il diffondersi della corruzione amministrativa e lo sperpero del denaro pubblico in inutili progetti e contro l’uso della repressione per soffocare la libertà. Le innumerevoli forme di ribellione, rivoluzione, disobbedienza in America Latina, miranti a liberarsi dai regimi dittatoriali: l’esempio più evidente è il voto espresso dal popolo cileno contro la dittatura di Pinochet. In proposito non deve sembrarci sorprendente la circostanza che, dopo dieci anni, si disquisisce ancora se perseguire legalmente o no i crimini di cui è stato mandante questo “dittatorello sud americano”. Si sa, inoltre, che l’imbarazzo di taluni Stati è dettato da connivenze e “inciuci” praticati a piene mani durante il potere esercitato nel suo paese da Pinochet. Così ci troviamo con una Gran Bretagna, ritenuto un Paese con le sue più antiche e consolidate forme di democrazia compiuta, che non sa che pesci pigliare nonostante che è noto, oramai a tutti, di quali crimini si sia macchiato il generale cileno. E’ questa la dimostrazione più evidente del come sia facile sostenere i principi e guardare dall’altra parte quando si chiede, d’essere conseguenti. Purtroppo non è il solo caso e non citiamo, di certo, ciò che potrebbe accadere solo in un mondo dei barbari e di miscredenti. Le manifestazioni, le occupazioni e scontri con le forze dell’ordine nella maggior parte dei paesi asiatici per esprimere il malcontento locale di fronte a metodi repressivi e brutali usati dai regimi al potere nei confronti delle opposizioni: la vittoria della signora Benazir Buhtto nelle elezioni parlamentari in Pakistan è solo un esempio della grande oppressione in cui vivevano i cittadini all’epoca del suo predecessore perito in un incidente aereo. Le crisi ed i moti in Europa, specie quella orientale, con slogan inneggianti alla democrazia, per rivendicare il consolidamento delle linee liberali, prima di tutto la libertà d’opinione e d’espressione. L’attività del sindacato “Solidarnosh” in Polonia, caratterizzata da molta serietà, impegno e consistenza organizzativa e attaccamento ai propri principi, è stata un esempio evidente del rifiuto delle masse all’idea del partito unico, della dottrina e dello slogan unico. Le sommosse popolari nelle regioni del Grande Magreb Arabo, e che sono finite, per nostra fortuna, con risultati di buon auspicio, hanno dato la misura di un disagio reso insostenibile tra le masse. Ricordiamo che in Algeria, dopo una serie di sommosse popolari, si giunse a un accordo ponendo fine al regime del partito unico e nel concedere alle masse una maggiore libertà e partecipazione libera alle decisioni politiche. In Tunisia, invece, è apparsa una nuova lea-dership politica che ha permesso il pluripartitismo ed ha concesso la libertà promettendo d’estirpare la corruzione e trovare soluzioni eque alle crisi sociali. Nel regno del Marocco, a sua volta, è diminuito il peso del problema del Sahara e la classe media ha ripreso il suo ruolo principale nelle decisioni politico-sociali. In Mauritania sono avvenuti movimenti simili, che hanno portato a rinsaldare i legami e a consolidare la comprensione tra le masse e le autorità governative.   L’Intifada, in Palestina, già nell’ultimo mese del 1987, iniziò la “rivolta delle pietre” che riassunse il suo potenziale, la sua estensione e la sua organizzazione ponendola all’attenzione di tutto il mondo. Il documento verde, quindi, diventa un contro altare ai pronunciamenti occidentali per significare che non bastano le parole e i buoni propositi per costruire una società egualitaria, ma bisogna essere in grado di misurarsi con il vissuto e soprattutto di dare il buon esempio. Il Libro verde sollecita i figli della società a distruggere molti totem ideologici e a respingere quegli assiomi, oramai vecchi, e insegna, a tutti, la ribellione contro le tradizioni pietrificate e a combattere tutte le forme di discriminazione tra gli uomini.  Significa creare la società delle masse. Quella, per intenderci, che si fonda sulla democrazia reale, sulla legge naturale rappresentata dalla norma e dai principi religiosi sull’attività economica rivolta al soddisfacimento dei bisogni materiali delle masse e per la loro felicità, al miglioramento delle condizioni sociali attraverso una società di liberi soci e alla liberalizzazione delle terre abolendo il concetto di proprietà. E’ la pura riaffermazione della libertà e dell’uguaglianza contemperando un preciso equilibrio tra l’interesse dell’individuo e quello della società. Siamo, in definitiva, davanti alla nascita di un terzo sistema che raggruppa i pregi dei due precedenti e utilizza le esperienze e le lezioni passate per crescere in armonia con le leggi dell’Uni-verso. Questa costante, nella ricerca di un equilibrio tra i diversi bisogni, che coinvolgono il genere umano, è un qualcosa di dinamico e non di statico.  Significa che il processo rivoluzionario è continuo e inarrestabile e che la sua stessa periodica revisione è prevista e accettata come un logico percorso.  Significa, anche, che l’individuo deve imparare a costruire la società in cui vive, con la sua attiva partecipazione, senza delegare a nessuno la sua sovranità, il suo concetto di libertà, la sua voglia di crescere in armonia con i suoi vicini e con la società tutta. Significa avviarci alla costruzione di un mondo delle masse in cui i popoli possiedono il potere, le risorse e le armi; un mondo nel quale scompaiono i governi e si liberano i gruppi, e i popoli e le nazioni possono finalmente sottrarsi dal pericolo delle guerre per stabilire un mondo pervaso dalla pace, dalla concordia, dall’amore e dalla cooperazione. E’ il solo modo per sconfiggere le forze del male siano esse rappresentate con le corna o meno. Non sono i soliti spauracchi della storia di cui assumiamo, nel bene e nel male, l’eredità, ma è quanto ci corrode all’interno tra la ricerca del bene comune e i propri egoismi. Quelli che dobbiamo sconfiggere sono i nostri fantasmi, quelli che credono di poter contare ancora su uno spazio disponibile per bivaccare, come hanno sempre fatto, nei nostri cuori e nelle nostre menti. E’ l’ora di mandarli a ramengo per cancellarli definitivamente e irrevocabilmente dai nostri cuori e dalle nostre menti.

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Two solo shows: Todd Hebert – Jennifer Nehrbass

Pubblicato da fidest su Domenica, 12 Luglio 2009

two soloSanta Monica until 15/8/2009 2525 Michigan Avenue Mark Moore Gallery Mark Moore Gallery is pleased to announce “City and Country,” an exhibition of nine new paintings by acclaimed artist Todd Hebert, and “Weep and Wonder,” a concurrent solo exhibition featuring eight new “cameo” paintings by Jennifer Nehrbass.  In his new series of works, Todd Hebert shifts his focus from the large-scale close-up to long perspectives on smaller canvases. This playing with expected scale produces intimate and captivating works that entrance the viewer with the deft precision of their small details. Hebert embraces the label of “photorealistic surrealism” that his past work has earned, yet produces something that is altogether subtler and quieter, these new ovals and extended landscapes depicting snowmen, steam trains and dilapidated signs all shrouded in darkness. Still his work retains the same anthropomorphic quality, these inanimate objects encompassing the universal loneliness of night, speaking of isolation, decay and desolation. The iconography Hebert employs suggesting inevitable impermanence, his canvases capturing a fleeting moment just before a firework, a holiday or a season passes and is forgotten.  These images are sharply psychological, none of them providing a safe or comfortable arena. They take the myths of femininity and turn them inside out. The imaginative construct in which her work exists goes beyond realism. The point of these carefully contrived painting is to demonstrate the forces and situations that define women. – Suzanne Sbarge (two solo)

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Mario Salina Visioni suburbane

Pubblicato da fidest su Domenica, 12 Luglio 2009

salinaTreviglio (Bergamo) fino al 31/7/2009 Museo Civico Ernesto e Teresa Della Torre, Sala Crociera Vicolo Bicetti, 11 un progetto GiaMaArt studio  a cura di Sara Fontana  Con una personale dal titolo “Visioni suburbane” Mario Salina presenta il suo ultimo ciclo di opere. Una parte di questa serie e’ stata proposta, a giugno, nella splendida cornice di Palazzo Sasso a Ravello.  Verranno esposti oltre quaranta dipinti, una trentina di formato medio-grande e dieci di piccolo formato, eseguiti nel corso del 2008 e di questi ultimi mesi. I soggetti sono figure in atteggiamenti semplici e quotidiani, colte in primo piano e in gran parte accomunate da un contesto dove domina l’elemento dell’acqua, da sempre amato dall’artista: Bagnante, Figura in riva al mare, Il pescatore, Il ponte, Pugile, Uomo di periferia, Uomo e cane.  Mario Salina e’ nato nel 1963 a Mozzanica (Bergamo), dove vive e lavora. Si e’ diplomato all’Accademia di Brera nel 1987 e due anni dopo ha esordito con una personale alla Galleria Cannaviello a Milano. Da allora ha partecipato a numerose collettive e ha tenuto un buon numero di personali, ottenendo diversi premi e riconoscimenti.  With a personal exhibition, Visioni Suburbane (Suburban Visions) 11th July 2009, in the same moment of the White Night, Mario Salina will show his last cycle of works in the Ernesto and Teresa Della Torre Civic Museum in Treviglio (Bergamo). A part of these cycle of works has already been proposed, in June, in the beautiful setting of Palazzo Sasso in Ravello.  There will be showed more than forty paintings, about thirty paintigns will have a medium-big dimension and about ten paintings will have a small dimension, all having been painted in 2008 and during these last months.  The subjects are figures portraying simple, everyday behaviour featured in the foreground and sharing a common environment where the dominating element is water, a factor always loved by the artist (bather, figures near the sea, fisherman, the bridge, boxer, man of the suburbs, man and the dog).  Mario Salina was born in 1963 in Mozzanica (Bergamo), where he lives and works. He graduated at Brera Academy in 1987 and two years later, he made his debut at Cannaviello Gallery in Milan. Since then he has participated in numerous exhibitions and held numerous personal exhibitions, winning several awards and acclamations. (salina)

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Tute Usa di Asics

Pubblicato da fidest su Domenica, 12 Luglio 2009

tutePresentata a Milano  dal Maratoneta Stefano Baldini e dai responsabili Marketing la collezione delle mitiche  Tute Usa di Asics, best seller negli anni 80 che riportano in auge la  caratteristica “banda laterale” in una versione nuova, moderna, colorata e reinterpretata secondo i consigli dei dieci autorevoli testimonial Asics. La “banda” di campioni cui Asics ha rubato i segreti è composta da: Enrico Fabris, Mara Santangelo, Fabio Grosso, Stefano Baldini, Francesca Piccinini,  Carolina Kostner, Antonietta Di Martino, Wout Wijsmans, Alex Schwazer, Antonio Di Natale. (tute)

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Le sfere pubbliche e private del cav. Berlusconi

Pubblicato da fidest su Domenica, 12 Luglio 2009

Editoriale Fidest Come capita a tutte le agenzie stampa del mondo, almeno credo, molti ci scrivono esternando preoccupazioni, critiche, contrarietà, contraddizioni che noi leggiamo e a volte pubblichiamo poiché riteniamo l’argomento di interesse generale o un fatto culturale o di costume degno d’essere esposto ad altre letture e riflessioni. Qualche volta ci sbagliamo, ma si sa non siamo perfetti come potrebbe non esserlo chi ci scrive. E’ una premessa doverosa per calarmi in quelle vicende che contornano la figura di un uomo che gli italiani hanno posto alla guida politica del Paese. Mi riferisco, ovviamente, alla campagna “scandalistica” che ha accompagnato il nostro presidente del consiglio da alcuni mesi a questa parte con una messe impressionante di notizie a dir poco scabrose sulla sua vita privata. Nel mezzo vi sono state le elezioni europee e chi pensava a una perdita di voti da parte di un partito guidato da un uomo tanto chiacchierato si è dovuto ricredere. Ancora una volta i politologi nostrani non hanno capito gli umori degli italiani. A loro importa poco che un uomo vada a “donne”, che confonda spesso il suo ruolo istituzionale con quello privato. Agli italiani non va giù che l’opposizione non faccia il suo mestiere. Non va giù che si divida e continua a farlo sino a sminuzzarsi in tanti tronconi e a dispetto dello sbarramento del 4% si continua a costituire nuovi partiti: quello del Sud, dei militari e che la sinistra, invece di trarre una sana lezione da quel 7% di consensi complessivi che ha ottenuto, continui a crogiolarsi nelle sue pratiche masochistiche-separatiste. Se fosse stata unita, come era logico attendersi, sarebbero stati eletti non meno di 5 parlamentari. E che dire del Pd? Ha voluto unire le due anime storiche seppellendo l’ascia di guerra che per un quarantennio ha roteato sotto il naso degli elettori, ma non si è tolto il vizietto di tenersi i maggiorenti che pur di restare a galla sono pronti a giocarsi lo stesso partito. Ora che si è spento il fuoco delle ideologie e la gente guarda ai politici più sul piano delle proposte e della governabilità, della progettualità e degli uomini che propongono, sarebbe più facile trovare un punto di coesione e non certo per continuare a dividersi. Come dire: “chi è causa del suo mal… ma il guaio è che ci sono dentro anche quelli che non ne hanno colpa. (Riccardo Alfonso www.fidest.it)

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President Obama for Visiting Africa

Pubblicato da fidest su Domenica, 12 Luglio 2009

The President of the US African Chamber of Commerce, Martin Mohammed, recently said that the African continent is anticipating to forge stronger partnerships with the United States through trade expansion. Mohammed also specified that Africa needs to have a representative member at the UN Security Council since it is the only continent that does not have such representation. With more than a billion people living in Africa and almost 60% of the population being 15 years of age and under, Mohammed underscored the critical importance of economic development through stronger ties with the United States and the global market. The results of a recently concluded research study commissioned by the U.S. African Chamber of Commerce show that the relationship between African Americans and African immigrants from the African continent is weak and at times competitive. In fact, the study found instances of bad experiences by the immigrants when dealing business with African Americans. Under the Obama administration, African can benefit globally with the support of the African Union to become a “One Continent Nation.“ Also, under the Obama administration, the numbers of African students need to increase. It is important to note that presently there is a strong challenge between the United States and China to compete in Africa; thus it is imperative to forge a stronger relationship between the US and Africa.. The Issue of Aid which will never sustain the Continent of Africa must be re-examined and changed through trade and empowerment of the African emerging markets. The United States must effectively implement the African Growth Opportunity Act and encourage more continental trade agreements. Likewise, Africa must set its economic destiny as its highest priority and keep its respective African leaders accountable to this mandate. One strategy is to encourage internal trade relations within the continent and set up a One Continent Trade Agreement with the United States. The USACC is the Leading Advocacy Organization for U.S. African Relations and promotes Emerging Markets. The USACC is the umbrella organization for African Chambers of Commerce and Professional Trade and Business Associations throughout the United States and abroad www.usafricanchamber.com

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Non solo Don Camillo

Pubblicato da fidest su Domenica, 12 Luglio 2009

Roma 14 luglio, alle ore 18,30, piazza santa balbina 8 vicino alla fermata metro del circo massimo verrà presentato il libro di Marco Ferrazzoli ‘Non solo Don Camillo. L’intellettuale civile Giovannino Guareschi’. L’incontro si terrà presso l’Associazione Famiglia Domani diretta dal prof. Roberto De Mattei e interverranno Monica Mondo, di sat 2000 e dell’Osservatore Romano, e Renato Farina, deputato e opinionista di Libero.  Durante la presentazione, verranno mostrati spezzoni di film e immagini legate a Guareschi.

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Pd: per un partito vincente

Pubblicato da fidest su Domenica, 12 Luglio 2009

La Direzione regionale del PD del Piemonte è stata introdotta da una relazione di Federico Fornaro di analisi dei risultati elettorali. E’ stato, poi, approvato il regolamento per la celebrazione del congresso regionale in programma nel mese di ottobre. Il dibattito politico si è quindi sviluppato sulla base di una relazione del Segretario regionale Gianfranco Morgando.  “Siamo reduci da una sconfitta elettorale. Non va negato che in Piemonte abbiamo dovuto registrare una perdita consistente di voti e le vittorie nelle Province di Torino ed Alessandria nonché in una serie di Comuni molto importanti non cancellano il saldo negativo e la difficoltà del nostro partito non solo ad aggredire il forte consenso che il centro-destra raccoglie in particolare nel ‘Piemonte 2’ ma anche la nostra capacità di interloquire con alcuni mondi produttivi e sociali, che oggi ci sentono più distanti. Siamo consapevoli del fatto che la buona capacità amministrativa dei nostri gruppi dirigenti locali non è più sufficiente e questo deve farci riflettere in vista delle elezioni regionali del 2010. Una partita fondamentale, molto difficile, ma una partita aperta perché il centro sinistra è in grado di vincere nuovamente. I risultati positivi dei ballottaggi ci dicono anche che il PD non si è fatto schiacciare in un angolo, che non è costretto nella ridotta di Torino e della sua Provincia, e che quindi siamo in grado di giocare la partita delle regionali con successo. In Piemonte si capirà se il PD è in grado di vincere in una grande Regione del Nord, il che rende la partita di assoluto rilievo nazionale” Da questo stralcio della relazione di Morgando ci sembra di capire che l’interesse maggiore è rivolto alla ricerca degli strumenti, e con essi gli uomini, più idonei per riprendere quel feeling con l’elettorato, che sembra essersi interrotto, e dimostrare che la classe dirigente che si propone sappia, innanzitutto, dimostrarsi unita per diventare un reale punto di riferimento per tutti.  “Una proposta regionale – è detta nella relazione di Morgando – aperta quindi al contributo di tutti, che sappia dare risposte a quattro sfide: la trasformazione della struttura sociale ed economica della Regione (il Piemonte è sempre più terra di ceto medio e di piccole imprese, ed è anche una Regione in cui la povertà delle famiglie aumenta allargando la forbice tra ricchi e poveri); la trasformazione demografica (siamo una Regione a basso tasso di natalità) che ci obbliga ad un ripensamento anche radicale, delle politiche per la famiglia e delle politiche sull’immigrazione; la trasformazione territoriale e il tema delle grandi infrastrutture; la trasformazione tecnologica, volano fondamentale per il futuro sviluppo dell’industria piemontese. Solo affrontando queste sfide potremo riuscire a costruire un partito più strutturato, più organizzato, più radicato, più vivo e dinamico, più capace di comunicare le proprie proposte. E, quindi, un partito vincente”. www.partitodemocratico.piemonte.it

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Vacanze brevi, viaggi lavoro

Pubblicato da fidest su Domenica, 12 Luglio 2009

Bologna Granarolo dell’Emilia Via San Donato 79/2 Hotel King Rose a  pochi chilometri dalla Fiera di Bologna.  L’albergo è immerso in un rigoglioso e tranquillo parco privato di 8000 mq. ed è dotato di un ampio  parcheggio  interno di 2000 mq  in grado di accogliere anche  autobus di grandi dimensioni. Tutte le camere sono dotate di arredamenti eleganti e funzionali e il relax è assicurato con  letti dotati di comodi materassi ortopedici. Essendo cambiata la gestione pratica, a scopo promozionale, sino al 30 maggio prossimo vantaggiose offerte soggiorno, con esclusione di alcuni periodi di fiera. Parliamo di tariffe che vanno da 18 a 55 euro a persona per giorno e con interessanti abbinamenti e facilitazioni. Vi è anche l’opportunità di usufruire a Venezia di un servizio ristorante al Trovatore, della stessa catena alberghiera. www.kingrosehotel.com,www.ristorantetrovatore.com

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RI.REI e tavolo tecnico

Pubblicato da fidest su Domenica, 12 Luglio 2009

Roma. Piena soddisfazione viene espressa dai vertici del consorzio Ri.Rei. per gli esiti dell’incontro odierno del tavolo tecnico istituito dalla Regione Lazio sulla questione dei centri ex Anni Verdi. “Continua il percorso di concertazione iniziato con la delibera di Giunta regionale di lunedì scorso – spiegano –. Con l’incontro di oggi sono state concordate le modalità per adempiere alle prescrizioni finalizzate al recupero strutturale dei centri ereditati dalla gestione Anni Verdi”. “In ottemperanza a quanto prescritto dall’ultima delibera di Giunta – aggiungono – la Regione Lazio e Ri.Rei. hanno programmato l’iter per il pagamento dei lavoratori, compresi i professionisti a partita Iva, che avverrà la prossima settimana”.

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