Buzek è il nuovo Presidente del Parlamento europeo
Pubblicato da fidest su Martedì, 14 Luglio 2009
Con 555 voti sui 644 voti validi (713 i totali), il popolare polacco Jerzy Buzek è stato eletto, al primo turno, nuovo Presidente del Parlamento per i prossimi due anni e mezzo. L’elezione è frutto di un accordo tra i tre principali gruppi al Parlamento europeo, che prevede l’elezione di un membro dell’S&D per la seconda parte della legislatura. L’altra candidata, Eva-Britt Svensson del gruppo della sinistra unitaria, ha ottenuto 89 voti. Sono state 69 le schede nulle o bianche.
Rosario Amico Roxas detto
La quiete …invece… della tempesta. Rosario Amico Roxas
Con 555 voti sui 644 voti validi (713 i totali), il popolare polacco Jerzy Buzek è stato eletto, al primo turno, nuovo Presidente del Parlamento per i prossimi due anni e mezzo.
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Questo evento dimostra la semplicioneria, l’incapacità pianificatrice del cavaliere.
Nel corso della campagna elettorale ha ribadito regolarmente la sua certezza: Mauro sarebbe stato il nuovo presidente del Parlamento, affermando, come collaudata consuetudine, le sue convinzioni come ineluttabili imposizioni che gli altri non avrebbero potuto far altro che accettare.
• Abbiamo il maggior numero di elettori al Parlamento europeo,
• abbiamo il gruppo più numeroso del PPE,
• abbiamo nel PPE il gruppo più significativo del Parlamento,
• abbiamo il nostro candidato autorevole,
aggiungendo un altro lungo listone di “abbiamo” che avrebbe tramutato la sua decisione in imposizione.
Ma le nazioni più avanzate hanno capito che il cavaliere con una simile sortita, voleva dimostrare di essere il leader al quale bisognava arrendersi, sottomettendosi al suo volere.
La presidenza di turno del G8, gabellata come un record personale dovuto alla sua persona, senza chiarire che si trattava solo di un tourn over, scevro da meriti personali, aveva già galvanizzato il cavaliere che già intravedeva la sua leadership dilatata nell’intera Europa.
Così il progetto che doveva diventare imposizione si infranse nel deciso “No” delle altre nazioni; per evitare figure ancora peggiori Mauro ritirò la candidatura imposta dal cavaliere che in essa vedeva se stesso presidente del Parlamento europeo per interposta persona.
Quindi il ridimensionamento della presidenza del G8, per la quale è stato vantato un successo, ma solo per quanto “non è successo”; ha dovuto comportarsi da persona normale, soffocando l’esibizionismo consueto che lo illude, da sempre, di essere l’insostituibile sale della terra.
Ovviamente della presidenza europea di Jerzy Buzek, i notiziari vincolati agli ordini del silenzio, non parleranno se non come accademica cronaca, non potendo esaltare, oltre ogni immaginazione se fosse riuscito, il giochetto della candidatura di Mauro; sarebbe stata una tempesta di parole per esaltare la grandiosità del cavaliere e la sua leadeship europea.
Fallito il progetto viene imposta la “quiete” … invece… della “tempesta”.