Ammortizzatori sociali
Pubblicato da fidest su Venerdì, 17 Luglio 2009
La mozione sugli ammortizzatori sociali per un welfare to work a prima firma Elisabetta Zamparutti, deputata radicale, presentata dalla delegazione radicale nel PD con esponenti dell’area laica repubblica e liberale (Giorgio La Malfa, Francesco Nucara, Paolo Guzzanti e Giancarlo Lehner) è stata approvata oggi dalla Camera dei Deputati. Il dispositivo impegna il Governo a “definire, nei tempi e modi suggeriti dall’andamento della crisi e con il coinvolgimento delle parti sociali, l’armonizzazione del nostro sistema di welfare in coerenza con gli indirizzi europei, sia in tema di previdenza, sia in tema di ammortizzatori sociali, sulla base del modello del welfare to work.” Elisabetta Zamparutti ha dichiarato: “L’approvazione della nostra mozione è importante perché è l’ unica tra quelle che si sono discusse oggi sulla riforma degli ammortizzatori sociali, che abbia fatto un richiamo esplicito alla necessità di reperire le necessarie risorse attraverso l’equiparazione dell’età pensionabile delle donne a quella degli uomini e l’innalzamento graduale la stessa per tutti, uomini e donne, a 65 anni non oltre il 2018. Da questo, e non dall’ulteriore tassazione o dall’impensabile aumento del deficit pubblico, possono derivare infatti, una volta a regime, fino a 7 miliardi di euro ogni anno, da destinare proprio al welfare universalistico sul modello del welfare to work ed alle pensioni più basse. Stupisce che il PD abbia chiesto il voto per partiseparate astenendosi sulle premesse e votando contro il dispositivo. Come Radicali non mancheremo certo di incalzare la maggioranza e l’opposizione perché sia dato seguito ai contenuti della mozione ed intanto perché le risorse che deriveranno dall’equiparazione siano destinate al welfare per le donne.”