Tra causa ed effetto
Pubblicato da fidest su Lunedì, 20 Luglio 2009
Editoriale fidest. Si dice che le battaglie e persino le guerre si possono anche vincere “a tavolino”. Nell’epoca del virtuale e degli scontri simulati dai cervelli elettronici questa possibilità diventa sempre più concreta. Se partiamo dalla “battuta” attribuita al senatore a vita Giulio Andreotti che “una smentita vale una notizia ripetuta due volte” significa, per estensione, che far parlare di sé, dando in pasto al pubblico, ad arte, notizie che possono poi essere smentite, è un gioco che rende. La tecnica si è poi evoluta com’è accaduto per un noto personaggio che fu accusato di collusione con dei mafiosi ma nel mezzo fu inserito l’episodio di un “bacio” che palesemente strideva con il modo d’essere dei supposti protagonisti. La quasi certezza che si trattasse di una bufola finì con l’invalidare tutto il resto. Se poi ci avviciniamo sempre di più a chi oggi è al centro della politica italiana io ebbi a dire, qualche anno fa, che le fortune di costui erano dovute sia a un uomo rivelatosi preziosissimo, qual è Gianni Letta, sia a un gruppetto di collaboratori esperti in comunicazione e nella manipolazione dei sondaggi e degli umori popolari. I fatti dimostrano che quella diagnosi è oggi confermata a pieni voti. A questo punto dobbiamo guardare in faccia la realtà. E’ come l’esserci imbattuti con un professionista dell’informazione “pilotata” che ha a che fare con dei dilettanti e per giunta confusionari e che si possono raggirare a proprio piacimento perché, alla fine, si riducono a fare da “spalla” al capocomico. Servono, quindi, per quel che sono e bene che vi restino. Un esempio tipico lo abbiamo avuto con il recente G8 de l’Aquila. Da una parte è stata calcata, di proposito, la mano sul successo ottenuto per merito del presidente del consiglio e del suo personale charme tanto da provocare negli avversari una corsa all’impazzata per dimostrare il contrario. Ci siamo mai chiesti cosa ha lasciato tutto ciò nell’immaginario collettivo? La convinzione che sia stato comunque un successo e che le critiche mostrano solo il livore e l’invidia degli oppositori. Poco conta che una ristretta minoranza sappia bene soppesare i fatti. E’ un dato irrilevante nella matematica dei numeri. E allora se le battaglie si vincono o si perdono non solo a tavolino ma anche non tenendo conto del come possa essere percepito un certo atteggiamento tra chi fa numero è bene che l’opposizione si adegui al nuovo clima e lo stesso facciano gli organi d’informazione che passano per indipendenti. (Riccardo Alfonso www.fidest.it)