Dopo le grandi star internazionali del cinema e della Tv anche le pop star entrano in The Sims 3 Travel Adventures, il videogioco dei record che simula la vita reale. Nel nuovo attesissimo episodio, che uscira’ tra pochi giorni, la colonna sonora affidata a gradi star selezionate in tutto il mondo. Altro che concerti oceanici, videoclip firmati da registi premi Oscar, ospitate nei programmi di maggio ascolto: adesso le star della musica mondiale si rivolgono ai videogiochi per promuovere i propri album. Sono sempre di piu’ le grandi stelle della musica pop che scelgono di inserire i propri brani di maggior successo nelle colonne sonore dei videogiochi piu’ famosi, come accade per The Sims, il reality game che simula in tutto e per tutto la vita reale che, con 110 milioni di copie vendute dal 2000 ad oggi, è di fatto il videogame per Pc piu’ venduto nella storia. In passato a scegliere questa strada erano stati gruppo-mito come i Depeche Mode, ma anche i Black Eyed Peas, Katy Perry, Lily Allen e le Pussycat Dolls. Ma qual e’ il motivo che spinge artisti di fama mondiale a “entrare” nel mondo dei videogiochi? Oltre ad essere un importantissimo “trampolino di lancio” per artisti emergenti, i milioni di appassionati dei videogame ormai rappresentano un’attrattiva enorme anche per gli artisti gia’ affermati. Da un lato il mondo del software ludico e’ uno dei pochi settori dell’entertainment che presenta una crescita costante, oltre a rivolgersi ad un pubblico sempre piu’ ampio, dall’altro il mercato discografico di anno in anno vede una vera emorragia di vendite, basti pensare che solo Thriller di Michael Jackson ha venduto 110 milioni di copie (ovvero un numero di dischi che equivale alle vendite di The Sims), mentre negli ultimi anni i “successi planetari” hanno portato a vendere 20 milioni di copie al massimo. Ecco allora che sempre di piu’ i grandi della musica si rivolgono ai videogiochi: da quelli “musicali” a quelli di generi diversissimi tra loro, hanno attratto e attraggono sempre di piu’ i “nomi” della musica internazionale. E tra questi il videogioco dei record, come viene chiamato The Sims, rappresenta un palcoscenico veramente unico, basti pensare che ha generato entrate per piu’ di 10 miliardi di dollari, superando di gran lunga gli incassi dei migliori kolossal hollywoodiani e che in poco piu’ di tre mesi dalla sua uscita, The Sims 3 ha totalizzato 4 milioni di copie vendute.
Archivio per 25 ottobre 2009
Colonna sonora di the sims 3
Pubblicato da fidest su domenica, 25 ottobre 2009
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La mia casa in fondo al mare
Pubblicato da fidest su domenica, 25 ottobre 2009
Roma (RM) via Locri, 42 dal 27 ottobre all’8 novembre 2009 alle ore 22.30 teatro “Lo Spazio.Uno” spettacolo di Giorgio Serafini Prosperi Con Paola Garibotti ed Emanuele Maria Basso Elementi scenici di Marina Buening Musiche originali De Luca & Forti Per un’antica leggenda nordica le foche sono donne che hanno scelto di vivere nelle profondità del mare. Gli indizi della natura umana, però, gli restano dentro, tanto che una volta l’anno, in una notte di luna, riprendono le loro sembianze originarie. Proprio in una di queste notti un uomo, un cacciatore, si invaghisce di una delle donne-foca e le ruba la pelle che le consentirebbe di tornare al mare per legarla a sé. Un gesto d’amore, che si trasforma – quasi suo malgrado – in un gesto di violenza. L’incipit della storia ci ha suggerito un’indagine più vicina alla contemporaneità. L’indizio mitologico del furto della pelle, infatti, ci è sembrato rappresentativo di tante storie che ci toccano assai più da vicino, oggi, storie di violenze sottaciute, psicologiche prima ancora che fisiche, che si consumano in silenzio tra le mura domestiche. Il tema della violenza all’interno della coppia e quello del recupero della dignità della donna abusata sono rivissuti, all’interno dello spettacolo, attraverso il continuo intersecarsi tra la dimensione mitologica della leggenda e quello della disperata storia d’amore tra Oscar ed Eva, in un apparente confondersi di piani che consentirà – in realtà – allo spettatore di vivere non solo la storia dei nostri protagonisti ma, come riuscirà a dire Eva in un momento di lucidità, quella di “mille voci, mille anni, mille storie…”. (Dal 27 ottobre all’8 novembre 2009 alle ore 22.30 Lunedì 2 novembre e domeniche alle ore 21.00)
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Regione Lazio: La parola torni ai cittadini
Pubblicato da fidest su domenica, 25 ottobre 2009
“Marrazzo si è autosospeso, procedura che non risulta essere praticabile se non per gravi impedimenti del Presidente, quindi si accamperà la scusa dei motivi di salute quanto tutti sanno che non è questo il motivo della decisione. La procedura più corretta è quella della dimissioni che permetterebbero ai cittadini di dire la loro”. Dichiara Federico Rocca consigliere del PdL del Comune di Roma. “Nessuno nel centro destra sta facendo sciacallaggio chiediamo solo il rispetto delle regole, tutti abbiamo compreso che trattasi, come ha detto Marrazzo, di una “debolezza personale” che non ha inciso con il suo ruolo di Presidente, ma rischia di esserlo oggi con la scelta di autosospendersi anzichè di dimettersi, decisione che rischia di condizionare l’amministrazione regionale che è stata messa nelle mani di Montino senza alcun mandato popolare. E’ giusto che Marrazzo viva nel suo privato e fuori dai riflettori della politica questa sua vicenda, non ho mai amato le cogne mediatiche messe in campo su Berlusconi e di conseguenza vale lo stesso per l’ex Presidente della Regione Lazio che dovrà rispondere nelle sedi opportune.
Fossi però in Di Carlo ci andrei cauto con i giudizi e le sentenze prematura – continua Rocca – perchè se Marrazzo è parte lesa in quanto oggetto di una tentata estorsione, rimane il fatto che non ha mai denunciato questa estersione e che se pur “debolezza personale”, le persone con le quali si è accompagnato erano delle prostitute che percepivano denaro per le loro prestazioni, quindi bisognerà vedere se non si configuri un qualche reato. Proprio perchè dovrà essere Piero Marrazzo a vedersela sia in sede giudiziaria che nella sua sfera privata, consiglierei ai suoi amici di partito di tornare presto a parlare di politica cosa che nei mesi scorsi si sono astenuti dal fare, hanno preferito le argomentazioni della D’Addario a quelle politiche, oggi francamente non vogliamo che accada lo stesso, noi non chiederemo a Santoro di invitare Natalie o chicchesia in trasmissione per raccontarci i particolari di questi incontri. Per questo ci sono i magistrati, noi vogliamo che si torni a parlare di politica, quella vera e autentica, quindi – conclude Rocca – il centro sinistra dimostri di avere coraggio e la coscienza a posto e faccia in modo che la parola torni al popolo, evitando questi escamotage che rendono ancora più avvilente l’intera vicenda, non costringano Marrazzo a mantenere di facciata un ruolo che non ha solo per evitare di andare a votare a gennaio, sarabbe una mancanza di rispetto per i cittadini laziali e ripeto getterebbero una vicenda personale nel dibattito politico a causa dell’evidente condizionamento che ne derivando”.
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Agenda sindaco di Roma
Pubblicato da fidest su domenica, 25 ottobre 2009
Roma 26-27 ottobre Il sindaco, Gianni Alemanno, partecipa al viaggio didattico con gli studenti delle scuole superiori romane ad Auschwitz – Birkenau, organizzato dal Comune di Roma in collaborazione con la Comunità ebraica, nell’ambito del Progetto “Viaggi nella Memoria. Per non dimenticare la tragedia del ’900″.
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Di Pietro: Dai fatti alle parole
Pubblicato da fidest su domenica, 25 ottobre 2009
L’on.le Antonio Di Pietro segretario dell’Idv nel corso di una recente trasmissione televisiva ha dichiarato tra l’altro, ad una precisa domanda del conduttore, che la maggiore differenza esistente tra il suo partito e gli altri sta nel fatto che se tra i suoi vi è un inquisito provvede subito ad estrometterlo dal partito mentre gli altri lo fanno parlamentare. Se estendiamo questo concetto alle alleanze politiche, e nello specifico alle amministrazioni locali, dovremmo pensare che faccia la stessa cosa ritirando i suoi assessori e la fiducia alla coalizione. Ma non ci risulta che tanto rigore morale abbia trovato una rispondenza nel recente caso dell’amministrazione di centro sinistra alla regione Lazio dove, bontà sua, il suo governatore si è autosospeso. Una decisione ritenuta tardiva e limitata poiché dal polverone sollevato ci saremmo aspettati una sua dimissione. Qui non diamo, di certo, per scontato che il fatto addebitato a Marrazzo, per aver omesso di denunciare i ricattatori, vada giudicato a prescindere dall’esito delle indagini in corso. Ci mancherebbe. Qui parliamo di un aspetto che riguarda l’etica della politica. Il centro sinistra l’ha sollevata con forza e con spunti persino forti e aggressivi nei confronti del Presidente del Consiglio e coerenza vorrebbe che si facesse altrettanto con chi è stato coinvolto in una vicenda che sin dalle prime battute presenta dei risvolti poco chiari. Da qui la rilevanza politica, a prescindere da tutto il resto. (A.R.)
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Sanità: urgente nuovo commissario regione Lazio
Pubblicato da fidest su domenica, 25 ottobre 2009
“Il Presidente Marrazzo che si è autosospeso dalla sua carica nella Regione Lazio è stato nominato ed è Commissario Straordinario del Governo per la Sanità. Per questo è urgente che il Ministro Sacconi decida in merito, in quanto nella Regione Lazio ci sono problemi urgenti attuali che devono essere risolti in aggiunta ai problemi finanziari”. Lo dichiara il presidente della Commissione Politiche Sanitarie del Comune di Roma, Fernando Aiuti. “Ricordo il problema delle lunghe liste di attesa per i ricoveri – commenta Aiuti – per le visite e prestazioni ambulatoriali o in day hospital, la possibile chiusura di ospedali e cliniche convenzionate proposta dalle autorità nazionali e regionali, l’emergenza dei pronto soccorso, l’agonia del Policlinico Umberto I mai caduto cosi in basso a livello di prestazioni sanitaria e non ultima la prossima emergenza influenza per la quale ancora non c’è un chiaro piano definito regionale per la vaccinazione. Infatti dopo un iniziale invito alla collaborazione dalla Regione Lazio al quale il sindaco Alemanno ed il sottoscritto avevano aderito, il Comune di Roma non ha avuto più alcuna concreta risposta , né convocazioni ad hoc”. “L’interesse della sanità pubblica – conclude Aiuti – deve avere priorità assoluta in un momento di prossima emergenza nazionale e regionale.
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Agenda sindaco Roma
Pubblicato da fidest su domenica, 25 ottobre 2009
Roma 25 ottobre 2009 Ore 15.00: Via dei Fori Imperiali Il sindaco, Gianni Alemanno, interviene alla manifestazione “Giornata dello Sport a Roma”. Presenti il delegato allo Sport Alessandro Cochi e il presidente della Commissione Cultura e Sport Federico Mollicone.
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Stephan Balkenhol: Sempre più
Pubblicato da fidest su domenica, 25 ottobre 2009
Roma fino al 15/1/2010 via Dei Fori Imperiali Foro di Cesare A cura di Ludovico Pratesi La mostra dell’artista tedesco Stephan Balkenhol, promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione – Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma, e’ incentrata su un dialogo tra archeologia e arte contemporanea, attraverso un filo rosso di matrice simbolica che collega scultura e architettura. Un corto circuito che permette al pubblico di rileggere un luogo, quale il Foro di Cesare, altamente significativo nella storia di Roma. Al centro del Foro, tra le colonne del Portico e il podio del tempio di Venere Genitrice, nello stesso luogo che ha ospitato la spirale luminosa di Mario Merz e le sculture di metallo di Tony Cragg, Balkenhol colloca “sempre piu’”, la scultura piu’ grande che abbia mai realizzato: il torso di un uomo alto sei metri e scolpito nel legno di cedro, che si inserisce come unica presenza umana in un contesto di rovine, assumendo una forza di impatto visivo straordinaria. Intorno alla scultura, un mucchio di monete di metallo, per simboleggiare il lusso sfrenato dell’Impero Romano. Ideale prosecuzione di una pratica curatoriale avviata da Ludovico Pratesi nel 1999 con la prima edizione della collettiva Giganti ai Fori Imperiali, e proseguita con la mostra Incontri alla Galleria Borghese nel 2002, l’opera di Balkenhol costituisce un’ulteriore tappa del dialogo tra antico e contemporaneo, che nella città di Roma assume un rilievo particolarmente significativo.
Nato a Fritzlar (Hessen) in Germania nel 1957, Stephan Balkenhol da circa quindici anni infonde nuova vita alla scultura figurativa con opere di grande intensità ed originalità. Le figure di donne, uomini e animali vengono scolpite con precisione da un unico tronco di legno ed illuminate dal colore. Nonostante l’uso di questa tecnica tradizionale, le figure non hanno nulla di eroico o espressionista, ma rappresentano con sobrietà e ironia l’uomo del nostro tempo, che Balkenhol osserva e registra nelle numerose fotografie che scatta per le strade. All’immediatezza comunicativa e sensuale della figura scolpita, le sculture di Balkenhol uniscono l’essenzialità della tradizione minimalista, amalgamando cosi’ due tendenze dell’arte contemporanea diametralmente opposte ed avvicinandosi anche al lavoro di artisti fotografi concettuali come Thomas Ruff e Jeff Wall.
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Jan Saudek – Riccardo Mannelli: Teneri barbari
Pubblicato da fidest su domenica, 25 ottobre 2009
Monopoli (BA) fino al 13/11/2009 Piazza Castello, Castello Carlo V a cura di Luca Arnaudo e Roberto Lacarbonara L’Istituto di Cultura Ceca e l’Associazione Culturale Entropie, con il patrocinio del Ministero della Gioventu’, della Regione Puglia – Assessorato alla Trasparenza e Cittadinanza Attiva e del Comune di Monopoli, presentano la mostra -Jan Saudek / Ric- cardo Mannelli. Teneri barbari-, a cura di Luca Arnaudo e Roberto Lacarbonara, dal 25 ottobre al 13 novembre presso il Castello Carlo V di Monopoli (Ba). Sin dal titolo della mostra che ricalca il libro dello scrittore ceco Bohumil Hrabal, si rinviene una delle principali chiavi di lettura dell’operazione espositiva, volta a riuni- re l’opera di due artisti che hanno costantemente tentato con ruvida purezza nuove frontiere espressive, ponendo al centro delle rispettive immagini il corpo umano in tutta la sua forza, intensità, bellezza e rovina. Come dei -Diogene neri-, di cui parla Hrabal nel suo libro, Saudek e Mannelli vanno alla ricerca dell’uomo, tentando strade impervie e poco battute: lo fanno attraverso un’estetica in cui l’erotismo e la violenza si ritrovano spesso a farsi inaspettati portatori di una disarmante tenerezza che non mancherà di sorprendere i visitatori. Catalogo in lingua italiana e inglese, con interventi dei curatori e degli Assessori regionali Guglielmo Minervini e Silvia Godelli.
Jan Saudek e’ nato a Praga, dove tuttora vive, nel 1935. Avviatosi autodidatta alla fo- tografia, dopo i clandestini esordi espositivi nell’ambiente underground della capitale ceca e una prima mostra personale negli Stati Uniti nel 1969, inizia presto a distinguer- si per una tecnica e tematiche risolutamente personali. Quanto alla prima, le fotografie di Saudek sono caratterizzate da interventi ad acquerelli sulle stampe in b/n, le quali as- sumono cosi’ una definizione pittorica straniante, associata a soggetti di singolare ero- tismo dove il corpo umano viene esposto in pose inusuali, fino a creare un’iconografia inconfondibile via via riprodotta in un gran numero di copertine di libri e dischi in tutto il mondo.
Riccardo Mannelli e’ nato a Pistoia nel 1955, vive a Roma. Attivo sin dai primi anni settanta come disegnatore e illustratore, e’ stato protagonista delle principali espe- rienze di stampa satirica in Italia, da Il Male a Cuore, collaborando al contempo con numerosi quotidiani, da Il Manifesto a La Repubblica (dei suoi lavori per quest’ultima sono noti in particolare i caustici ritratti di uomini politici). (teneri barbari)
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Paul Kostabi e Thomas Berra: The Collaboration
Pubblicato da fidest su domenica, 25 ottobre 2009
Torino fino all’8/11/2009 piazza della Repubblica, 1/e Venaria Reale Galleria Art Plaza La Galleria Art Plaza di Venaria Reale – Piazza della Repubblica, galleria emergente nel panorama Piemontese, ospiterà la mostra The Collaboration di Paul Kostabi featuring Thomas Berra. La mostra di Paul Kostabi e Thomas Berra rappresenta una opportunità unica per il pubblico torinese ed e’ la prossima tappa di una serie di esibizioni e performance che si sono già svolte in Italia nel corso del 2009, fra le quali citiamo la piu’ recente al Palazzo Duchi di Santo Stefano a Taormina. La collaborazione fra l’americano Kostabi e l’italiano Berra nasce con uno splendido murale realizzato a due mani nel marzo 2009, senza che mai avessero visto prima dal vivo le loro reciproche opere. La stile primitivo, il disegno infantile e la manualità ritrovabile anche nell’arte di strada sono elementi che si sviluppano nelle opere di Kostabi e Berra e che riportano le caratteristiche delle loro tele ad artisti come Keith Haring e Jean-Michel Basquiat. Un’arte al servizio dell’espressione e della necessità di affermazione delle classi meno privilegiate nella società urbana. Catalogo con testo critico di Lavinia Filippi. (Collaboration)
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Expo: Jean-Jacques Lebel
Pubblicato da fidest su domenica, 25 ottobre 2009
Paris until 17/1/10 La Maison Rouge 10 Bd de la Bastille (Fondation Antoine de Galbert) Curated by Jean de Loisy The “Uprisings” exhibition at La Maison Rouge presents all facets of the work of Jean-Jacques Lebel the artist but also that of Jean-Jacques Lebel the exhibition curator, writer, performer, festival organizer, discoverer, and active smuggler who has been an agitator within French artist circles over the past forty years. More than an exhibition, what we have here is a montrage (a “Show/editing”), to employ the term invented by the artist himself. Lebel offers us a whole “arranged in terms of the connections or caroms among the works–among their contents, not among their commercial values–and this is done in such a way as to encourage movements of thought in all senses of the term.” In other words, this montrage is a unique way of presenting objects that, a priori, have nothing to do with each other, but which “share some common issues and modes of operation that serve to intensify one another.” Entitled Uprisings, the exhibition pertains to “a process that is at once artistic, historical, mental, personal, and social–which implies a long process of maturation and multiple encounters, influences, exchanges, and permutations” (JJL). The exhibition is divided into themes. Each corresponds to Jean-Jacques Lebel’s obsession with the enigma which a work and the wider context of its emergence raise. Happenings, Insubordination, Poetry, Hallucination, Eros, Dada, War and Rhizome are some examples. Through these interconnecting ensembles, visitors can engage with some of Jean-Jacques Lebel’s major installations, works of primitive art, works by anonymous artists and others by such important allies as Johann Heinrich Füssli, Giuseppe Arcimboldo, Louise Michel, Fourier, Ravachol, Guillaume Apollinaire, Marcel Duchamp, Pablo Picasso, Otto Dix, George Grosz, Andre’ Breton, Francis Picabia, Antonin Artaud, Victor Brauner, Bernard Heidsieck, Erró, Antonio Saura, Peter Saul, Camilla Adami and Orlan: some three hundred works in all which continue to engross the artist in an earnest and endless dialogue. With the support of le Festival d’Automne à Paris (jean lebel)
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Opera omnia di Romano Amerio
Pubblicato da fidest su domenica, 25 ottobre 2009
Roma 30 ottobre, ore 16,30 Piazza Sant’Agostino, 8 conferenza presso la Biblioteca Angelica, Si tratta dei primi due volumi dell’Opera omnia di Romano Amerio che Lindau si propone di pubblicare con la cura e le postfazioni di Enrico Maria Radaelli. Interverranno il dott. Francesco Colafemmina, mons. prof. Antonio Livi, don Curzio Nitoglia e il prof. Enrico Maria Radaelli. Modererà dott. Maria Guarini.
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Accordo tra università
Pubblicato da fidest su domenica, 25 ottobre 2009
La Pontificia Università della Santa Croce ha firmato un accordo con la National Chengchi University of Taiwan, uno degli istituti di ricerca più prestigiosi del paese, allo scopo di promuovere una cooperazione accademica attraverso lo scambio di professori e studenti e la collaborazione nei diversi progetti di ricerca dei due Atenei. La National Chengchi University è stata fondata nel 1927 ed conta circa 16.000 studenti provenienti da tutto il mondo. L’iniziativa si inserisce in un più ampio progetto di cooperazione globale tra l’Asia e l’Occidente, favorendo uno scambio culturale e intellettuale tra alunni di tutto il mondo. Secondo il Rettore della Pontificia Università della Santa Croce, il prof. Luis Romera, “per uno studente del mondo asiatico, concretamente della Cina, venire a Roma significa aprirsi ad una realtà non solo europea ma mondiale”. Con questo accordo, gli studenti potranno quindi avvicinarsi “ad una cultura molto antica e arricchirsi grazie ad esperienze che ci aiuteranno a comprendere noi stessi come esseri umani”. Per il rappresentante della National Chengchi University of Taiwan, il prof. Wei-Wen Chung, il progetto avviato con la Pontificia Università della Santa Croce rappresenta l’inizio di un nuovo futuro per gli studenti dei due Atenei, che permetterà loro di vivere “in un ambiente culturale molto diverso”, a beneficio della “propria formazione e dell’apertura di orizzonti”. L’Università della Santa Croce – che ha già firmato accordi di questo tipo con numerose altre Istituzioni di differenti paesi, tra cui l’Universidad de Navarra (Spagna), l’Universidad Panamericana de Mexico e l’Universidad Nacional de Cuyo (Perù) – vede in questo progetto un nuovo passo in avanti verso una visione globale dell’educazione e una maggiore comprensione nelle relazioni tra Oriente e Occidente. Alla firma dell’accordo erano presenti, tra gli altri, l’Ambasciatore della Repubblica di Cina (Taiwan) presso la Santa Sede, Wang Larry Yu-Yuan
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Ritorno a Haifa
Pubblicato da fidest su domenica, 25 ottobre 2009
Roma dal 29 al 31 ottobre 2009 Via Quirino Majorana 139 Teatro Arvalia. Lavoro di Ghassan Kanafani traduzione Isabella Camera D’Afflitto con Eva Cambiale e Carlo Orlando regia Carlo Orlando assistente alla regia Luigi Albert consulenza registica per messa in scena e training attori Andrea Lanza elementi scenici Balthasar Brennenstuhl organizzazione Lisa Raffaghello produzione Narramondo Teatro. Lo spettacolo, tratto dall’omonimo romanzo di Ghassan Kanafani, riconosciuto tra i più grandi intellettuali arabi del nostro secolo, racconta del dramma di una coppia di coniugi che dopo vent’anni tornano nella loro casa di Haifa, abbandonata nel ‘48 durante i bombardamenti Anglo-Israeliani per cercare il figlio, abbandonato durante la repentina e tragica fuga. La scelta di questo testo parte dalla volontà, come spiega il regista Carlo Orlando “di ristabilire una verità politica e umana: schierarsi al fianco di Kanafani, alle legittime rivendicazioni del suo popolo, al diritto dei profughi palestinesi a ritornare nella loro terra. Lo stile è quello di una narrazione, semplice e diretta, mai compiaciuta, che si abbandona al flusso poetico della prosa dell’autore e che, con il procedere della storia, si trasforma, e trasforma lo spettacolo, in “teatro di situazione” senza quarta parete in cui gli attori sono chiamati non a interpretare naturalisticamente la scena, ma a sostenerla con una recitazione “epica”. Per la prima volta nella letteratura araba uno scrittore palestinese ci parla di due diaspore: quella palestinese e quella ebraica, accomunate da un unico tragico destino.
Ghassan Kanafani è considerato uno dei grandi esponenti della letteratura araba. Ha sempre affiancato la sua attività di romanziere e saggista alla militanza politica. È stato assassinato, insieme alla nipote, in un attentato terroristico attribuito ai servizi segreti israeliani nel 1972, a Beirut. Ancora oggi, sui muri delle città palestinesi, campeggiano manifesti che lo ricordano.
L’Associazione Narramondo, nata a Genova nel luglio del 2001, nasce dall’esigenza e dall’urgenza di portare in scena le ferite del tempo presente. Ferite che fanno male, ma che vengono rimosse, ignorate o che si ha paura di affrontare. Lo facciamo prima con lo studio e la ricerca attraverso laboratori e seminari con attori professionisti, poi con gli spettacoli. Diamo testimonianza di persone e di popoli che non riescono a farsi sentire: è un percorso umano e storico il nostro ed anche artistico. Raccontiamo il presente nelle sue manifestazioni tragiche. Ed è proprio nel recupero del tragico che ritroviamo lo spazio teatrale più fertile artisticamente e più utile socialmente: l’essenzialità e la bellezza, l’oppressione e la rivolta. www.narramondo.it www.teatroarvalia.it
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Cure palliative
Pubblicato da fidest su domenica, 25 ottobre 2009
Per i 250 mila malati che in Italia si trovano ad avere necessità di cure palliative è quasi pronta la nuova legge n° 1771, già licenziata dalla Camera e in approvazione al Senato. Le prospettive di applicazione della Legge sono state presentate dalla SICP (Società Italiana Cure Palliative) in una conferenza stampa tenutasi al Circolo della Stampa di Milano. “Per essere davvero efficace – ha dichiarato Francesca Crippa Floriani, Presidente della Federazione Cure Palliative Onlus – la nuova legge non dovrà limitarsi alle buone affermazioni di principio che contiene, ma dovrà essere il punto di partenza per ulteriori passi concreti. La priorità assoluta va alla necessità di realizzare la rete delle cure palliative in tutto il territorio nazionale, con standard di qualità omogenei e in integrazione col terzo settore: ora non sono più accettabili vuoti e differenze da Regione a Regione, da ASL ad ASL, da ospedale ad ospedale”. Per la migliore applicazione della nuova Legge, è necessaria un’analisi dettagliata sulla reale situazione dell’assistenza domiciliare per le cure palliative, e per questo la Sicp ha predisposto una indagine accurata sul territorio. “Abbiamo promosso assieme alla SIMG (Società italiana di Medicina Generale), alla AgeNaS (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), al Ministero del Welfare e con il supporto della Fondazione Floriani e della Federazione cure palliative e della Wyeth Lederle, una ‘Indagine conoscitiva nazionale sullo sviluppo delle cure palliative domiciliari come livello essenziale di assistenza’ – ha detto Giovanni Zaninetta, presidente nazionale di SICP – I risultati sono molto importanti perché ci permetteranno di comprendere l’effettivo stato delle cure palliative domiciliari nel nostro Paese, nella concretezza della pratica quotidiana al di là degli annunci o delle promesse.”
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