Creatività delle imprese friulane
Pubblicato da fidest su sabato, 5 dicembre 2009
La crisi non ha fermato la creatività delle imprese friulane che al 30 novembre 2009, oltre alle invenzioni, hanno richiesto all’ente camerale anche il deposito di 26 modelli di utilità e 466 marchi nazionali. Sono i principali titoli di proprietà industriale, «un bagaglio d’idee e invenzioni – ha affermato il presidente della Cciaa di Udine, Giovanni Da Pozzo, aprendo i lavori del convegno “Il brevetto per invenzione industriale: tutela e valorizzazione economica” che si è svolto oggi pomeriggio (3 dicembre) in un’affollata Sala Valduga – su cui le nostre imprese devono puntare per differenziarsi: la brevettualità, infatti, è segnale della vivacità economica di un sistema produttivo. In questo senso, il Made in Italy va rafforzato con un’opportuna legislazione, specie nell’ottica della ripresa dalla crisi». La Camera di Commercio, che anche per il 2009 ha aderito al progetto di diffusione tra le pmi delle conoscenze in materia di brevettazione, finanziato dalla Regione Fvg e nell’ambito del quale rientra l’incontro, «nel contesto dell’iniziativa regionale ha avviato anche l’attività di pre-diagnosi gratuita per le imprese – ha aggiunto il presidente Da Pozzo – che ha l’obiettivo di promuovere la conoscenza degli strumenti di proprietà industriale adattandoli alla singola realtà: sono state una ventina, finora, le visite aziendali svolte dai consulenti». Le novità della nuova normativa in materia brevettuale (decreto ministeriale del 27 giugno 2008), che ha introdotto la ricerca di anteriorità da parte dell’Ufficio europeo dei brevetti-Epo per le domande di utilizzo esclusivo dell’invenzione industriale depositate in Italia dal 1° luglio 2008, infine, sono state illustrate da Riccardo Coppo, dirigente dell’Ufficio italiano brevetti e marchi-Uibm. «Grazie al decreto – ha affermato Coppo, sottolineando che all’Uibm arrivano in media 800 richieste di deposito al mese – gli inventori possono disporre di un rapporto di ricerca che permette loro di valutare l’effettiva novità dell’idea e considerare con maggiori elementi, così, l’opportunità di estenderla anche all’estero a costi inferiori».