Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

Archivio per 21 marzo 2010

Cannabis e vendita semi al consumo

Pubblicato da fidest su domenica, 21 marzo 2010

Lo scorso 16 marzo il GUP presso il Tribunale di Firenze, dott. Pietro Ferrante, ha assolto due commercianti di semi di cannabis – M.G. di Firenze e R.M. di Empoli – imputati del reato di cui all’art. 82 dpr 309/90 di istigazione all’uso di sostanze stupefacenti. Entrambi gli imputati, assistiti dall’avvocato Carlo Alberto Zaina, erano stati coinvolti nella operazione partita dalla Procura della Repubblica di Ferrara nel novembre 2008 che aveva portato a centinaia di provvedimenti cautelari.Quell’operazione, fortemente sostenuta dal sottosegretario Carlo Giovanardi, si basava sul reato d’opinione di istigazione al consumo di droghe ed aveva portato al sequestro di numerosi negozi e siti Web, e all’incriminazione di numerosi commercianti. La sentenza, le cui motivazioni verranno pubblicate entro 90 giorni, appare molto importante, perchè pare rifarsi all’unico precedente di merito esistente allo stato e che è quello della Corte di Appello di Firenze, che nel novembre 2008, accogliendo le osservazioni dell’avv. Zaina in un altro procedimento, ha assolto un suo assistito, riformando la sentenza di condanna di primo grado pronunziata da altro GUP di Firenze. In pratica, la vendita di semi, anche in presenza della commercializzazione di altri elementi o strumenti per la coltivazione in genere (e non necessariamente specificamente per la cannabis) non configura l’ipotizzato reato. Quest’ultima sentenza conferma altri pronunciamenti di assoluzione dall’accusa di istigazione, come quelle emessa dai GIP presso il Tribunale di Cagliari e quello di Milano.

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Agenda del sindaco di Roma

Pubblicato da fidest su domenica, 21 marzo 2010

Roma lunedì 22 marzo Ore 10.30. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, inaugura il Centro di Monitoraggio e la Sala “Unità di Crisi” della Sala Sistema Roma. Intervengono fra gli altri: Giorgio Ciardi, consigliere delegato alla Sicurezza; Angelo Giuliani, comandante generale della Polizia Municipale; il questore di Roma, Giuseppe Caruso; i comandanti provinciali dell’Arma dei Carabinieri, generale Vittorio Tomasone, e della Guardia di Finanza, generale Andrea De Gennaro; il comandante provinciale del Corpo Forestale dello Stato, ing. Donato Monaco; il direttore della Centrale operativa di Ares 118, Giancarlo Mosiello; il prefetto Mario Mori. Piazza Giovanni da Verrazzano 7 angolo via della Moletta

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Stop veicoli più inquinanti

Pubblicato da fidest su domenica, 21 marzo 2010

Roma 22 marzo dalle 7.30 alle 20.30 non potranno circolare all’interno della fascia verde cittadina tutti i veicoli più inquinanti. Il divieto riguarda: autoveicoli (compresi mezzi commerciali) a benzina e diesel “euro 0”; motoveicoli e ciclomotori a due tempi “euro 0”;  autoveicoli (compresi mezzi commerciali) diesel “euro 1” e “euro 2”; minicar diesel e benzina “euro 0”; minicar diesel “euro 1”. Come previsto dal piano di intervento operativo comunale per contenere i livelli delle polveri sottili è stata decisa la limitazione della circolazione sulla base dei dati forniti questa mattina da Arpa Lazio che hanno evidenziato livelli di pm10 superiori ai limiti imposti (50 microgrammi per metrocubo) nelle stazioni Cinecittà, Preneste. Il provvedimento è stato deciso anche sulla base delle previsioni meteorologiche che risultano favorevoli al ristagno degli inquinanti nei bassi strati dell’atmosfera. Dal 1 gennaio al 20 marzo 2010, complessivamente, le centraline hanno fatto registrare 111 superamenti di pm10. Nello stesso periodo del 2009 si erano avuti 148 superamenti, mentre nello stesso periodo del 2008 si erano registrati 260 superamenti.

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Il Pdl attacca la Questura di Roma

Pubblicato da fidest su domenica, 21 marzo 2010

Un Governo che sfila contro un altro potere dello Stato (visto che ieri a Roma abbiamo sentito solo slogan contro la Magistratura che è un potere dello Stato) e che smentisce i propri organismi (visto che stamattina gli organizzatori della manifestazione di Roma contestano i dati della Questura che, se qualcuno se lo fosse dimenticato, è composta da uomini della Polizia che si chiama di Stato…). Questo è il paradosso kafkiano, il festival dell’assurdo che sta vivendo in questo momento l’Italia, probabilmente senza neanche accorgersi della gravità di quanto accade. Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia – attacca duramente le osservazioni dei rappresentanti del Governo e lo stesso Premier che “nel tentativo di accreditare un altro suo fallimento – dice Franco Maccari – fa pronunciare ai suoi uomini parole dai contenuti pericolosissimi. Cosa spera di ottenere se Gasparri parla di un Questore in coma etilico e Cicchitto definisce la Polizia deviata? Glielo diciamo noi cosa otterrà – dice ancora Maccari – un violento scontro sociale senza precedenti in cui i mandanti, questa volta in maniera palese, (in altri tempi lo furono in maniera oscura), saranno proprio i rappresentanti del Governo che dovrebbero tutelare la società e non darla in pasto agli istinti di chi, nel nome di un’impunità che sente arrivare dall’alto, si sentirà autorizzato a sbeffeggiare il lavoro di tutti quei Poliziotti impegnati nella tutela della sicurezza e della legalità”.

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La kermesse berlusconiana

Pubblicato da fidest su domenica, 21 marzo 2010

Editoriale Fidest. Si sono spente le luci della ribalta al raduno indetto dal Pdl a Roma sabato pomeriggio 20 marzo. Diciamo, a questo punto, che il ciclo delle “chiamate a raccolta” sembra, con quello di Piazza San Giovanni, abbia completato il suo primo giro. La piazza si è caricata di emozioni, ha vibrato all’unisono con i suoi leader e tutti sembrano felici di aver dimostrato all’avversario di poter contare in una prova muscolare più convincente. Ed anche in questo continua il balletto delle cifre che vanno da un milione di presenze per gli organizzatori a 150 mila per la Questura. In ogni modo di là delle frasi ad effetto, tanto per scaldare la platea, abbiamo marcato due posizioni: una di confronto e l’altra di proposta. Tutte e due lontane dai reali problemi del paese perché si sono riparate dietro lo scudo dei proclami e non si sono esposti a viso aperto per rappresentare i percorsi fattibili per evitare che il sistema paese collassi. Ad intorbidare le acque vi è poi l’incognita di una lotta di potere che sta affinando le proprie armi per la successione ben sapendo che siamo oramai al postberlusconismo. Forse, per la prima volta, da questo clima surreale si incomincia a percepire in tutta la sua evidenza lo spaccato di una Italia divisa non da uno spartiacque partitico ma tra l’area del disagio e quella del benessere. E ancora da notare che a rappresentare i primi, che sono nel paese maggioranza assoluta, non sembrano esservi i partiti interessati solo ad avvitarsi su se stessi in lotte interne e avulse dagli interessi generali del paese, ma, semmai, più attenti alle sirene lobbistiche. Esiste, invece, ad aggravare il clima, una sistematica manipolazione della realtà e uno spregiudicato interesse a confondere le idee e a distrarle su fatti marginali che in circostanze normali nessuno degnerebbe d’attenzione o, per lo meno, con la considerazione che si vuole riservare ad essi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Arte Contemporanea per il Tempio di Zeus

Pubblicato da fidest su domenica, 21 marzo 2010

Agrigento fino al 3/10/ Valle dei Templi, 2010 Tempio della Concordia e Villa Aurea A cura di: Rosalia Camerata Scovazzo, Teresa Emanuele, Lorenzo Zichichi. Si tratta di un’iniziativa promossa dall’UNESCO-Italia e dalla casa editrice Il Cigno GG, in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione – Sovraintendenza ai Beni Culturali – MACRO, la casa d’aste Christie’s, il Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento e l’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana della Regione Siciliana, sotto il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il fine ultimo dell’iniziativa è il recupero dei frammenti, recentemente rinvenuti e catalogati nell’ambito di una ricerca condotta dal Parco e dall’Istituto Germanico di Archeologia, di uno dei Telamoni (monumentali sculture maschili in calcarenite del V secolo a.C.) del piu’ grande edificio della Valle dei Templi e tra i più vasti dell’antichità greca (Tempio di Zeus Olimpico, forse mai ultimato) e la loro ricomposizione nell’ambito del tempio stesso, attraverso un sistema di sostegno che permetta una migliore lettura della statua e una più appropriata conservazione. Il grande fotografo Claudio Abate si recherà nella Valle per realizzare le immagini della mostra che verranno pubblicate nel catalogo edito dal Cigno GG Edizioni. La mostra è stata realizzata con il contributo della Fondazione Roma Mediterraneo – che persegue lo scopo principale di promuovere lo sviluppo del dialogo interculturale tra i popoli dell’area mediterranea – da Telesia, dalla Reale Mutua Assicurazioni, dalla Fonderia Opere d’Arte O. Brustolin e da Lavorazione Bronzi d’Arte Adami. Artisti: Carla Accardi, AES+F, Afro, Sonia Alvarez, Arman, Mirko Basaldella, Matteo Basile’, Domenico Bianchi, Alberto Biasi, Agostino Bonalumi, Gregorio Botta, Bruno Ceccobelli, Sandro Chia, Piergiorgio Colombara, Salvatore Cuschera, Paolo delle Monache, Alessandra Giovannoni, Emilio Greco, Giorgio Griffa, Carin Grudda, Piero Guccione, Patrizia Guerresi, Fathi Hassan, Mimmo Jodice, Ernesto Lamagna, Francesca Leone, Riccardo Licata, Giacomo Manzu’, Giuseppe Maraniello, Jason Martin, Umberto Mastroianni, Francesco Messina, Igor Mitoraj, Kyoji Nagatani, Hermann Nitsch, Mimmo Paladino, Augusto Perez, Vettor Pisani, Pietro Ruffo, Toti Scialoja, Gerard Schneider, Shozo Shimamoto, Daniel Spoerri, Croce Taravella, Marco Tirelli, Jorrit Tornquist, David Tremlett, Aaron Young. (Immagine: Giacomo Manzu’, Fauno)

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Mostra Rob Sherwood

Pubblicato da fidest su domenica, 21 marzo 2010

Roma fino al 24/4/2010 piazza Montevecchio, 16 Federica Schiavo Gallery Synthetic symphonies: Where I End and You Begin Per questa occasione saranno esposti per la prima volta nove dipinti ed una serie di stampe che mostrano la costante indagine dell’artista verso la luce, l’influenza dei media digitali e l’equilibrio tra natura e artificio.  In senso spaziale, la griglia stabilisce l’autonomia del reame dell’arte. Appiattita, geometrizzata, ordinata, essa e’ antinaturale, antimimentica, antireale. Cosi’ appare l’arte quando volta le spalle alla natura. (Rosalind Krauss) Laddove l’arte digitale e’ stata ossessivamente protesa verso la struttura espansiva delle culture di rete, il lavoro di Sherwood riflette sul mezzo digitale in se’. Tale ricerca produce di conseguenza un’arte che mira a rappresentare letteralmente o metaforicamente la profondità della percezione in un mondo a schermo piatto. Non accontentandosi di osservare la società attraverso il suo appariscente immaginario pop e dei suoi simulacri, Sherwood scompone la percezione digitale utilizzando come denominatore comune un fattore centrale sia per il mondo reale che per quello virtuale: la luce. L’arista si interroga sulla vita della luce, e su come questa cambi attraverso il tempo. (Immagine: Where I End and You Begin, 2010. Olio su tela, trittico 270 x 435 cm)

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Three Films

Pubblicato da fidest su domenica, 21 marzo 2010

Milano fino al 13/5/10 Galleria Enrico Fornello via Massimiano, 25 Al Qasr, Bahriyah Oasis, Egypt, 2005 – Electra, Texas, 2008, nascono dalla collaborazione tra l’artista Carl Michael von Hausswolff e il filmmaker Thomas Nordanstad. “Il primo film della serie è stato girato nel 2002 nella piccola isola di Hashima dove, all’inizio del XX secolo, si sviluppò attorno a una grande miniera di carbone una società autosufficiente di 5.000 persone. Hashima divenne così il luogo con la maggior densità di popolazione al mondo (1,5mq per persona); questo fino al 1974 quando la decisione di chiudere la miniera rese, nel giro di pochi mesi, quest’isola un luogo deserto. Il secondo film è stato girato nel 2005 nel piccolo villaggio oasi di Al Qasr, nell’estremo sud dell’Egitto. La vita qui è scandita dalla lotta giornaliera contro le altissime temperature di queste terre che addirittura portano l’acqua ad uscire dai pozzi quasi in stato di ebollizione. L’oasi, a causa delle difficoltà legate alla possibilità di risolvere i suoi problemi da un punto di vista tecnico e tecnologico, rimane ancora oggi un luogo legato a processi arcaici ed irrimediabilmente lontani da qualsiasi tipo di contemporaneità. A chiudere questa serie di tre film Electra, realizzato nel 2008 in una piccola ed addormentata città del Texas ancora una volta pressoché deserta. Attorno a questa cittadina sopravvivono più di 5.000 -pumpjacks- che estraggono le residue gocce di petrolio della zona. La vita a Electra scorre lenta come lento è il movimento di questi macchinari che sono e rimarranno, forse per sempre, l’unica risorsa del luogo”. Immagine: Hashima, 2002

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Il pianista Giovanni Allevi trionfa a Londra

Pubblicato da fidest su domenica, 21 marzo 2010

Londra- Si e’ conclusa con un concerto straordinario alla Queen Elizabeth Hall di Londra la prima tappa del tour mondiale del grande pianista e compositore Giovanni Allevi.   Il maestro ancora una volta lascia tutti senza fiato e piu’ ricchi di emozioni. Allevi incanta con la sua musica rivoluzionaria e gli applausi lo richiamano più volte sul palco per riaffrontare i tasti del pianoforte. E lui lo fa, riaccarezza lo strumento, ed è di nuovo magia. Le mani iniziano a volare sui tasti, li accarezza, li colpisce con forza e le note arrivano a colpire le corde del cuore di chi lo ascolta. Ha eseguito brani del passato che raccontano tutta la sua vita in musica, o come la chiama lui, la sua “ strega capricciosa”. Inizia con un brano chiamato Japan, scritto all’età di 17 anni, una melodia dolce, delicata, coinvolgente che stacca dalla realtà per portare in quei mondi dove solo la musica suonata da geni diventa infinita. Giovanni Allevi e’ senza dubbio un fenomeno e un orgoglio italiano, e la comunita’ di connazionali lo ha salutato con un caloroso applauso e una standing ovation che ha coinvolto anche gli inglesi presenti in sala, e che non finivano piu’ di applaudire. Sono stati due giorni intensi per il maestro, prima l’incontro con la stampa, poi il concerto. Nell’incontro con i giornalisti Allevi ha risposto a tutti, non si e’ risparmiato neanche sulle domande piu’ scomode, ma le ha affrontate con serenità, come per esempio su qualche personaggio appartenente all’accademia “alta” della musia classica, che non vedono di buon occhio il suo modo (classico-moderno) di fare musica. Questo pero’ non ha alcun senso, perche’ Giovanni Allevi nasce dalla musica classica, dieci anni di conservatorio e 10 anni di composizione superati brillantemente con i massimi voti. Non ha mai rinnegato le sue origini, anzi ama la musica classica a tal punto che la amplifica mettendoci del suo, facendo qualcosa che il mondo accademico non ha mai fatto: scendere dalla torre d’avorio e abbracciare il popolo. Musica classica in chiave moderna, ecco cosa fa il maestro Allevi, ecco perche’ riempie le piazze di tutto il mondo, perche’ unisce il passato della musica, alla sua genialita’ e originalita’, e la gente questo lo ha capito molto bene. Allevi usa il pianoforte come una macchina del tempo, un’astronave dove la musica viaggia dal passato al futuro e si ferma solo per un istante nel presente, quanto basta per essere colta dal cuore e regalarci brividi ed emozioni. La sua musica rimane dentro, scolpita, perchè è per questo che è stata scritta, per andarsi a posare nelle pieghe piu’ nascoste dell’animo umano. Si rimane veramente sbalorditi dalla facilita’ con cui Allevi suona il piano, riesce veramente ad abbracciare tutti e tutte le età. (Filippo Baglini – fonte: italo europeo)

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Mostra Michele Zaza

Pubblicato da fidest su domenica, 21 marzo 2010

Roma fino al 31 Marzo Via S. Francesco di Sales 86 Fondazione Volume. “Universo rivelato” è la conoscenza dell’essere nel mondo. Tutte le cose del mondo esistono dentro di me, e tutte le cose che abitano in me esistono nell’universo. Non esiste una separazione tra me e le cose più vicine, come non esiste una distanza tra me e le cose più lontane.La trasfigurazione del corpo e la trasformazione dello spazio “rivelano” un cosmo materiale e psichico. Un cosmo dove si sedimentano segni e simboli – le molliche di pane e il colore del cielo, le forme plastiche e i gesti del corpo nei video. Un processo di visione onirica, che, iniziato in precedenza quale “Universo estraneo” (presso Lucio Amelio, Napoli 1976), appare qui sviluppato nelle sembianze di un habitat umano trasformabile, capace di rigenerare l’invisibile quanto il potenziale visibile.  La mia ipotesi di centralità/totalità mi permette di concepire una rappresentazione che metta insieme terra, cielo, uomo, coscienza. La coscienza diviene il filo conduttore di una configurazione ideale del mondo a partire dal suo naturale fondamento antropologico. Una sorta di paradiso perduto dell’infanzia e della bellezza che trascenda gli ambiti della morale e della sociologia. Una favola antropologica rivelata e ritrovata che porta l’essere oltre se stesso. Nell’Universo rivelato la rappresentazione della molteplicità dell’essere è percorribile.  La materia supera la corruttibilità sensibile per farsi elemento del cosmo, in virtù del fatto che tale rappresentazione non è la mimesi del visto e del vissuto, ma del pensato” (Michele Zaza in sintesi)
La Fondazione nasce nel 1997 come associazione culturale no profit. Lo spazio, una ex vetreria, nel cuore di trastevere, è diventato in breve tempo,  con il sostegno di un gruppo di intellettuali romani, un laboratorio di idee, proponendo  un progetto insolito e inclassificabile: dare agli artisti la possibilità di considerare lo spazio  come un corpo vivo,con le sue pecularietà, la sua storia,la sua versatilità, poter ripensare  lo spazio modificandolo in modo da farlo diventare parte del lavoro, creando ogni voltaqualcosa di diverso che possa stimolare nello spettatore emozioni sempre nuove. (zaza)

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Dan Colen: Karma

Pubblicato da fidest su domenica, 21 marzo 2010

Milano 22 marzo 2010 Galleria Massimo De Carlo, via G. Ventura, 5 Dan Colen, “Karma” prima personale in Italia di Dan Colen. In mostra alcuni lavori inediti: la maggior parte di essi, come una gigantesca rampa da skateboard, o i trenta tabelloni da basket che diventano tessere di un grande domino, sono connessi alla produzione di Colen più conosciuta, legata alla cultura street e underground da cui l’artista proviene e dalla quale trae spesso ispirazione. Altri lavori, come la serie di confetti paintings, oli su tela che riproducono stelle filanti e coriandoli, o stampe fotografiche su tela di pubblicità commerciali, mostrano una nuova fase in cui, coerentemente al suo percorso stilistico, l’artista si focalizza su nuove tecniche e nuovi soggetti.
Nato nel 1979 a Leonia, nel New Jersey (USA), Dan Colen è considerato una stella nascente nel mondo dell’arte contemporanea. Dalla sua prima mostra, nel 2003, ha catalizzato su di sé l’attenzione del mondo dell’arte e dei mass media, quest’ultimi attirati anche dalla vita scandalosa ed eccessiva che l’artista conduce a New York, assieme agli altri esponenti della cosiddetta Bowery School. Nel 2006 compare, assieme a Ryan McGinley e Dash Snow (deceduto lo scorso giugno per un’overdose di eroina), sulla copertina del New York Magazine, che definisce il trio “figli di Warhol”. Ed effettivamente i suoi lavori ricordano la Pop Art per i soggetti tratti dalla vita quotidiana, per quel processo tipico di ri-appropriazione della realtà, perché mostrano, ancora una volta, quanto New York possa essere fonte d’ispirazione, quasi protagonista, anche per gli artisti di nuova generazione. (karma)

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Fratture maschili: questione di osteoporosi

Pubblicato da fidest su domenica, 21 marzo 2010

Negli uomini le fratture delle costole sono d’origine osteoporotica. È quanto stabilito da Elizabeth Barrett-Connor e collaboratori del Department of Family and Preventive Medicine, University of California che hanno evidenziato come queste fratture siano associate ai classici fattori di rischio dell’osteoporosi, quali l’età avanzata, bassa densità minerale ossea e storia di fratture. L’indagine pubblicata su British medical journal ha reclutato, tra il 2000 e il 2002, circa 6mila uomini, d’età pari o superiore a 65 anni, presso sei centri americani. I partecipanti sono stati invitati a rispondere, con cadenza quadrimestrale, via e-mail, a specifici questionari su cadute e fratture. Dopo un follow-up medio di 6,2 anni, l’incidenza annuale di fratture costali è risultata pari a 3,5/1.000 persone. Fattori di rischio di queste fratture sono apparsi: età pari o superiore a 80 anni, bassa densità minerale ossea, difficoltà nelle attività quotidiane manuali e storia di precedenti fratture. In particolare, individui con storia di fratture presenterebbero un rischio almeno doppio di fratture di costole (harard ratio = 2,71), anca (hr = 2,05) e polso (hr = 2,06). «Per un’efficace prevenzione negli uomini anziani non va dimenticata la stretta correlazione tra fratture costali e osteoporosi» ha sottolineato Barrett-Connor. BMJ. 2010 Mar 15;340:c1069. (fonte doctor news)
L’osso torna nuovo con un’iniezione Perfezionato dall’Istituto per i materiali compositi e biomedici del Consiglio nazionale delle ricerche (Imcb-Cnr) di Napoli un nuovo materiale composito, utilizzabile come sostituto osseo per il trattamento delle fratture da traumi e delle patologie del sistema scheletrico, dalla perdita di sostanza ossea all’osteoporosi * Il brevetto è stato depositato con Finceramica Faenza S.p.a., società nata come spin-off dall’Istituto della scienza e tecnologia dei materiali ceramici del Cnr (Istec-Cnr) di Faenza, che si occuperà del potenziale sfruttamento industriale “Il dispositivo, costituito da un polimero sintetico e materiale bioceramico riassorbibile – spiega Luigi Ambrosio dell’Imcb-Cnr di Napoli – è iniettabile mediante tecniche chirurgiche o vie d’accesso anatomiche mini invasive. La solidificazione avviene in pochi minuti, compatibilmente con i tempi della chirurgia, colmando il difetto osseo e stimolando la rigenerazione. Una volta riassorbito, infatti, il materiale promuove il processo di rigenerazione del tessuto osseo, come dimostrato da studi preclinici effettuati presso gli Istituti Ortopedici Rizzoli di Bologna, riparando così fratture che presentano tempi lunghi di recupero o riempiendo cavità dovute a interventi chirurgici particolarmente demolitivi … (inoltre) tale materiale si differenzia dagli attuali cementi ossei perché fornisce migliori proprietà meccaniche ed evita lo sviluppo di calore durante la fase di indurimento e i conseguenti danni ai tessuti circostanti …Il campo di applicabilità riguarda tutte le patologie che coinvolgono il sistema scheletrico: dalle più comuni legate al fattore età, quali osteoporosi, artrosi e artriti, alle più gravi, quali sarcomi e cisti ossee” (fonte: j buon giorno impresa)

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Plastica antireflusso più efficace dei farmaci antiacidi

Pubblicato da fidest su domenica, 21 marzo 2010

Una recente revisione Cochrane sostiene che alcune tecniche chirurgiche come la fundoplicatio gastrica (plastica antireflusso) possono essere più efficaci degli antiacidi nel trattamento della malattia da reflusso gastro-esofageo. Dalla revisione emerge infatti un più pronunciato miglioramento dei sintomi dopo la chirurgia rispetto al trattamento farmacologico. Il primo approccio a questo disturbo prevede la modificazione della dieta e l’utilizzo di farmaci che riducono la secrezione acida. Nei casi più gravi, però, si può ricorrere a un intervento di chirurgia mini-invasiva (fundoplicatio) che consiste nell’avvolgere una parte dello stomaco intorno alla parte più bassa dell’esofago. La revisione sistematica Cochrane si è interrogata sull’efficacia di questo procedimento chirurgico rispetto all’impiego di farmaci. Sono stati analizzati i dati provenienti da quattro sperimentazioni cliniche, per un totale di 1.232 pazienti. Dopo tre mesi e a un anno dall’intervento, la chirurgia mini-invasiva si è dimostrata molto efficace nel ridurre i sintomi del reflusso gastro-esofageo. Ma restano incerti i benefici a lungo termine dell’approccio chirurgico e si registra una piccola proporzione di pazienti con una disfagia persistente. «Storicamente il trattamento chirurgico del reflusso gastro-esofageo portava a benefici transitori, che non duravano nel tempo. Per questo servono studi clinici che valutino l’efficacia a lungo termine di queste nuove tecniche chirurgiche mini-invasive» afferma il capo ricercatore Samantha Wileman dell’Università di Aberdeen nel Regno Unito. «Inoltre sarebbe importante studiare e confrontare le implicazioni cliniche ed economiche della terapia farmacologica a lungo termine rispetto alla chirurgia». Cochrane Database of Systematic Reviews 2010, Issue 3. Art. No.: CD003243. (fonte doctor news)

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Nasce “Nihon Magazine”

Pubblicato da fidest su domenica, 21 marzo 2010

Dopo il grande successo riscosso lo scorso anno “Japan in love”, il primo festival di cultura Giapponese, e che quest’anno si svolgerà nei giorni 11-12-13 di giugno, lancia un altro interessante progetto: Nihon Magazine. La rivista, ideata dal giovanissimo Davide Scirocchi (creatore, tra l’altro, anche del sito http://www.giappone-italia.com) con il contributo dell’art director Furio Detti, ha riscosso fin dall’inizio il sostegno di Luca Marcelli, direttore artistico del festival “Japan in love”, e di Ludovico Scortichini, direttore di “Go Asia”, il maggior tour operator italiano specializzato in viaggi in Oriente (www.goasia.it). Nihon Magazine è una rivista elettronica, scaricabile gratuitamente a partire dal 15 marzo, in formato pdf dal sito http://www.nihonmagazine.com, un modo intelligente ed innovativo per rendere l’informazione davvero alla portata di tutti. Nihon Magazine è un’iniziativa priva di scopo di lucro, una rivista libera e completamente gratuita che ha lo scopo di diffondere la cultura giapponese in Italia, le curiosità dal mondo nipponico, gli approfondimenti su temi di attualità, le informazioni sulla cultura e le tradizioni del posto. Lo scopo di Nihon Magazine è la volontà di creare un ponte d’informazioni a 360° sul mondo del Giappone, facendo si che ogni singola sfaccettatura di questa terra controversa emerga dalle parole dei redattori del magazine.Perché chi ama il Giappone, ha imparato ad amarne tanto i pregi quanto gli irrinunciabili difetti, spesso difficili da comprendere per un occidentale.

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Cooperazione e filiera agro-ittica

Pubblicato da fidest su domenica, 21 marzo 2010

“Un grande contributo può giungere dalla cooperazione, leva essenziale per la sussidiarietà e per la qualità dei servizi necessari allo sviluppo del sistema agro-ittico italiano, e dalla sinergia tra Unci  e Coldiretti anche nel settore della pesca.” E’ questo in sintesi quanto emerso dal Convegno su “I servizi per la filiera agro ittica nel Lazio”, che si è svolto oggi pomeriggio, a Roma, presso la sede nazionale dell’Unci – Unione Nazionale Cooperative Italiane, al quale è intervenuto il Sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole con delega alla pesca, on. Antonio Buonfiglio.  Nel suo intervento l’on. Buonfiglio ha rilevato che anche “nel settore pesca va riproposto quanto ha già consentito all’agricoltura italiana di crescere e di fare un grande salto di qualità. Battaglie come quella sull’etichettatura sfociata poi nella tutela del Made in Italy, un sistema certificato, trasparente e riconoscibile, che avvicina produttori e consumatori. La sicurezza alimentare è uno degli obiettivi fondamentali, nonché una richiesta che emerge dai cittadini-consumatori. Va, infatti, – ha detto Buonfiglio – posto al centro delle questioni l’uomo, ponendo accanto alla sostenibilità ambientale, quella economica e sociale. La riduzione dello sforzo di pesca deve essere supportata con una campagna per integrare il reddito dei pescatori, utilizzando al meglio le risorse del FEP. Un grande ruolo è svolto dai Centri servizi territoriali delle Organizzazioni, prendendo come riferimento l’esperienza dell’agricoltura. I protocolli siglati per la creazione di un sistema italiano della pesca e acquacoltura (SIPA) – ha ricordato il sottosegretario – prevedono la definizione di convenzioni con le associazioni di categoria, al fine di implementare il fascicolo della pesca, che faccia perno sulla semplificazione normativa, superando l’attuale decentramento istituzionale. Il fermo biologico, infine, anche per quest’anno, si articolerà in modo differenziato come stabilito dal P.O. nelle varie regioni, utilizzando a sostegno dei redditi dei pescatori, in tali periodi, i fondi provenienti dalla cassa integrazione straordinaria”.  Il Presidente Unci, Paolo Galligioni, nel suo intervento, “condividendo il programma per un sistema integrato della pesca, ha ricordato l’obiettivo dell’Unci, ossia di promuovere un progetto di sviluppo per il Paese fondato sulla valorizzazione delle tradizioni e delle specificità locali, all’interno del quale si caratterizza proprio il ruolo sociale ed economico della cooperazione che nell’ambito della pesca è di grande importanza per la realizzazione dei servizi per la filiera agroittica e di una piena realizzazione della tracciabilità dei prodotti”. All’evento sono intervenuti: Franco Pasquali, Vice Presidente Vicario Unci nonché Segretario Generale Coldiretti, Mauro Tonello, Presidente Unci-Coldiretti, Roberto Celenza, Presidente UNCI Lazio, Aldo Mattia, Coordinatore UNCI – Coldiretti Lazio, Giuseppe Diana, Direttore Dpl Rieti.

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