San Martino in Rio (RE) fino al 12/9/2010 corso Umberto I, 22 Rocca Estense La memoria abita qui / Tibet segreto A cura di Galleria Radium Artis (Angela Lazzaretti) Mostra promossa da Assessorato alla Cultura (Comune di San Martino in Rio) La Rocca estense di San
Martino in Rio apre le sue stanze alla fotografia, dopo avere presentato importanti esposizioni di pittura e di scultura. Due le manifestazioni in programma nell’ambito di Fotografia Europea, la rassegna reggiana giunta alla sua quinta edizione: nella suggestiva Cappella di San Giovanni, 24 immagini a colori di Luigi Ghirri, scattate negli anni Ottanta, ripropongono il suo ineguagliabile sguardo su alcune vie e sui giardini di Reggio, e sull’interno di teatri; al piano nobile della Rocca, Roberto Bertoni presenta sessanta immagini che documentano i suoi sette viaggi in Tibet compiuti nei vari periodi dell’anno, alla ricerca di luoghi segreti, di volti e corpi di quell’indomita popolazione, delle tracce di un’identità che affonda le proprie radici nel piu’ lontano passato. Le 24 fotografie di Luigi Ghirri (Scandiano, Reggio Emilia, 1943 – Reggio Emilia, 1992) sono di proprietà della Fondazione Reggio Tricolore, si tratta di un omaggio di Ghirri per la nuove sede dei Democratici di sinistra del centro storico, commuovono per la capacità che il grande fotografo aveva di cogliere lo “spirito” segreto dei luoghi, intrisi di un sentimento di poesia e di abbandono, come se Ghirri s’affacciasse con discrezione su un’entità che stava riposando e che, nel silenzio e nella solitudine, rivelava tutto il proprio splendore. Il catalogo pubblicato nell’occasione presenta testi di Lorenzo Capitani, Sandro Parmiggiani, Angela Lazzaretti. (Immagine: Luigi Ghirri da “La memoria abita qui”)
Archivio per 9 maggio 2010
Expo: Luigi Ghirri e Roberto Bertoni
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Agenda assessore Roma
Pubblicato da fidest su domenica, 9 maggio 2010
Roma 10 maggio Ore 10.00: Assessorato al Patrimonio, via della Moletta, 85 L’assessore al Patrimonio del Comune di Roma, Alfredo ANTONIOZZI, insieme al delegato per il Centro Storico, Dino GASPERINI, consegnerà alla signora Pierina Cesaretti le chiavi dei nuovi locali per continuare l’attività della storica Bottega romana della casa delle bambole.
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La chirurgia estetica può attendere
Pubblicato da fidest su domenica, 9 maggio 2010
La tossina botulinica, il più efficace agente miorilassante utilizzato anche per le rughe glabellari, è affiancata oggi dalla gamma di filler Juvéderm, la più grande e affermata famiglia di dermal filler nel mondo. Una ricerca dell’American Society of Plastic Surgeons appena pubblicata rileva come il 14% degli iscritti ad un famoso social network sui trattamenti di chirurgia plastica ed estetica ha pianificato nel 201 un intervento con filler (11%) e botulino (3%). Una percentuale che supera quella di coloro che hanno deciso per una addominoplastica (12%), mastoplastica additiva (8%) o liposuzione (8%). In principio era il lifting facciale, poi declinato nella sua versione ‘mini’, ma il presente vede protagonisti i “dermal filler” e il botulino, trattamenti iniettivi e mini-invasivi che hanno conquistato il pubblico di tutto il mondo per la loro versatilità. Il botulino innanzitutto, noto in Italia con il nome commerciale Vistabex, indicato per le rughe glabellari da moderate a severe, ha il vantaggio di permettere un risultato prevedibile, ma anche modulabile a seconda della diluizione scelta dal medico. Basta una piccola quantità per ottenere un risultato naturale. Le pazienti chiedono spesso al medico: ‘ma mio marito, o le amiche, se ne accorgeranno?’ La risposta è no, in nessun modo, anche se avranno l’impressione di un aspetto DISTESO (e non TIRATO), RIPOSATO e fresco come dopo una lunga vacanza. “L’utilizzo della molecola è infatti uno dei cardini di un trattamento che può essere modulato per ottenere il risultato desiderato – dice il Professor Niccolò Scuderi, Presidente del Collegio dei Professori di Chirurgia Plastica – rilassare rughe anche molto profonde e marcate oppure addolcire una
mimica eccessiva che rende le espressioni del volto sgradevoli e stanche”. L’obiettivo non è spianare in maniera indiscriminata, talora basta bloccare alcuni muscoli e non quelli adiacenti. L’importante è sapere dove andare ad agire e quale risultato si vuole ottenere, per questo i medici che utilizzano il botulino per uso cosmetico e farmacologico sono sottoposti a training specifici per imparare ad usare questa sostanza nel migliore dei modi. E poi la variegata famiglia di filler a base di acido ialuronico, Juvéderm, che permettono invece un trattamento medico-estetico delle rughe statiche, quelle dovute all’eredità genetica, al crono e al foto-invecchiamento. Filler a diverso peso molecolare a seconda della zona del volto da trattare e del risultato che si vuole ottenere. Ed oggi anche per il delicato tessuto delle labbra per le quali era necessario un filler morbido ma estremamente stabile per resistere al continuo movimento di questa zona: Juvéderm ULTRA SMILE, infatti, non solo permette un risultato armonico e naturale, ma ha una durata di circa 12 mesi, il che lo rende gradito alle pazienti più impegnate oltre a non diventare un onere economico troppo gravoso. A completamento della gamma di filler riassorbibili mirati per le diverse zone del volto, oggi la famiglia Juvéderm può annoverare anche un trattamento specifico per la profonda idratazione della pelle del viso, Juvéderm HYDRATE, che combina le caratteristiche di morbidezza proprie della linea dei dermal filler Juvéderm a base di acido ialuronico con un anti-ossidante (il mannitolo) e può essere considerato il complemento ideale per altri trattamenti anti-aging. La ricerca è quindi volta sempre di più ad ottenere una serie di trattamenti sempre più mirati e precisi per rendere personale e individuale il trattamento alla luce dei risultati globali armoniosi per un look che soddisfa, fidelizza e seduce chi ancora non l’ha provato. “E i filler riassorbibili – continua il Professor Scuderi – a base di acido ialuronico e lidocaina, soddisfano sia il paziente per la personalizzazione del trattamento, che il medico per la facilità di somministrazione, un’esperienza indolore che permette di fidelizzare il cliente“. La combinazione di entrambi i trattamenti per le diverse zone del volto è ormai la scelta più gradita sia dalle giovani donne che vogliono rallentare l’andamento del tempo, sia per i baby-boomers (la grande percentuale di persone nate nel dopoguerra) che hanno ancora molti anni davanti a sé. Sono proprio loro, e vengono compresi anche gli uomini, a chiedere trattamenti correttivi mininvasivi, ambulatoriali, di medicina estetica. Non vogliono dimostrare più anni di quelli anagrafici e soprattutto vogliono stare bene con loro stessi, ma soprattutto chiedono trattamenti che li faccia apparire più freschi e non che stravolgano i lineamenti e l’espressività.
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Il futuro dei Nebrodi …
Pubblicato da fidest su domenica, 9 maggio 2010
10 maggio 2010 nella bella cittadina di Tortorici si svolgerà una giornata di approfondimento sulle tematiche legate alla sicurezza del territorio e delle comunità dei Nebrodi. La giornata è organizzata dal PD dei Nebrodi, insieme ad altri soggetti Istituzionali e no, e vedrà infatti l’intervento di personalità del calibro dell’ on. Francesco Calanna, dell’On. Beppe Lumia oltre che, ovviamente, del Primo Cittadino di Tortorici, Dott. Carmelo Rizzo Nervo. Si tratta, quindi, di un ampio e qualificato parterre e la giornata, infine, culminerà in un comizio nella Piazza Faranda della città nebroidea. Ciò che Cumitatu Missinisi du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti” preme sottolineare non è solo o tanto la evidente lontananza ideale e politica dal PD come anche, del resto, dai vari PDL (lealisti e no) o MPA e UDC, rispetto ai quali si è egualmente equilontani quanto affermare il punto di vista sui temi che si tratteranno e che offrono al pubblico e agli stessi relatori come occasione per spunti e ulteriori riflessioni. D’altra parte le posizioni degli Indipendentisti Progressisti du FNS per i Nebrodi sono peculiari. “Noi – si fa notare in n comunicato – du Cumitatu Missinisi du FNS abbiamo, infatti, le nostre idee per risolvere la questione dei collegamenti e della marginalità, dello spopolamento e dell’abbandono nei Nebrodi che ad essi sono correlati. Ciò che ci differenzia, distanzia dalle altre posizioni politiche è l’idea che il tema dello sviluppo dei Nebrodi richieda , senza più tentennamenti, una soluzione di cambiamento e/o rottura. Ci riferiamo alla proposta, da Noi e da pochi altri oggi perorata ( tra cui alcune personalità socialiste ) di creare la Provincia Regionale dei Nebrodi. Ovvero noi crediamo che i tanti diversi temi non escluso anche quello appunto della Protezione Civile nel territorio e della messa in sicurezza del comprensorio nebroideo richiedano una soluzione coordinata e vocata. Tutto il resto le soluzioni parziali o comunque legate a diversi livelli di responsabilita’ o competenze rischiano di essere meri palliativi, poco più che “pannicelli caldi”, che servono al massimo a perpetuare un sistema di relazioni politico-burocratiche vigenti dove i gruppi, le cordate prevalgono sempre sull’interesse collettivo nebroideo e siciliano diluendo in troppi rivoli le responsabilità ed impedendone di fatto così l’accertamento. Chiarito ciò speriamo che seppure da ottiche diverse anche gli organizzatori della giornata di Tortorici possano giungere a conclusioni analoghe alle nostre e non limitare pur lecitamente l’occasione di lunedì ad una mera occasione di parte e/o partito”. http://siciliaindipendentefns.blogspot.com
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Impegni del ministro Renato Brunetta
Pubblicato da fidest su domenica, 9 maggio 2010
Milano 10 maggio 2010 ore 11,00 Università Bocconi – Aula Magna, Via Röntgen, 1 “Un anno di riforme per il settore pubblico” Intervengono Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta Il Consigliere Delegato dell’Università Bocconi Bruno Pavesi Il Direttore della Scuola Universitaria Bocconi Giovanni Valotti Premiazione del progetto vincitore del concorso “Dà voce alle tue idee” A seguire Università Bocconi – Aula Magna, Via Röntgen, 1 Milano Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, il Presidente di FormezItalia S.p.A Secondo Amalfitano e il Consigliere Delegato SDA Bocconi School of Management Bruno Pavesi firmano il Protocollo per l’individuazione di metodi e strumenti innovativi per la selezione e il reclutamento del personale delle pubbliche amministrazioni.
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La mappa delle associazioni di Mestre e Venezia
Pubblicato da fidest su domenica, 9 maggio 2010
Mestre 10 maggio ore 10.30 Villa Settembrini, Via Carducci 32. Presentazione alla stampa della ricerca Capitale sociale e governo della città: il ruolo delle associazioni a Mestre e Venezia Quante sono le associazioni attive a Mestre e Venezia? Quante persone sono coinvolte? E quante le risorse mobilitate? L’obiettivo della Fondazione è comprendere a fondo e decifrare il mondo dell’associazionismo veneziano. Attraverso cifre e tabelle verranno presentati i dati relativi alle risorse economiche mobilitate e al numero di persone impegnate nelle associazioni. La ricerca sarà presentata al pubblico giovedì 13 maggio alle ore 17.30 nell’auditorium di Villa Settembrini (via Carducci 32), nel corso di un convegno al quale parteciperanno: Giuliano Segre, presidente della Fondazione di Venezia, Sandro Simionato, vicesindaco di Venezia, Tiziana Agostini, assessore alle Attività culturali, Raffaele Speranzon assessore provinciale alla Cultura, Sandro Del Todesco, direttore Politiche del Welfare del Comune e Roberto Ellero direttore attività e produzioni culturali del Comune. La ricerca arriva un anno dopo la presentazione di http://www.mapin.eu, la prima mappa georeferenziale dell’associazionismo cittadino, che ha censito oltre 900 associazioni tra Mestre e Venezia. Saranno inoltre presentate le nuove funzionalità di ricerca del sito.
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Premio Webmaster siti cattolici
Pubblicato da fidest su domenica, 9 maggio 2010
Palermo 10 maggio 2010 – ore 19Salone “Beato Giacomo Alberione”Libreria Paoline – corso Vittorio Emanuele, 456 Al concorso organizzato dall’Ufficio Comunicazioni sociali dell’Arcidiocesi di Palermo diretto dal diac. Pino Grasso, nell’ambito del programma della Settimana della Comunicazione curata dalle Paoline e in collaborazione con Radio Spazio Noi, hanno partecipato 26 webmaster che curano siti parrocchiali e di associazioni cattoliche del territorio. Tra questi i responsabili del sito della Missione “Speranza e Carità”, fondata da Biagio Conte, delle suore del Bell’Amore fondate dal card. Salvatore Pappalardo, del Giornale telematico della Curia di Monreale diretto da mons. Vincenzo Noto e tanti altri parrocchiali.Ai primi tre classificati andranno una fotocamera digitale, un telefono cellulare e un lettore Mp4, mentre a tutti i concorrenti sarà consegnato un diploma di partecipazione. Premieranno il preside della facoltà teologica di Sicilia “San Giovanni Evangelista” prof. Rino La Delfa, il dr. Giovanni Silvestri, presidente dell’associazione WECA, Webmaster Cattolici Italiani e suor Fernanda Di Monte, responsabile animazione culturale Paoline.
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Manconi: sul Ddl Alfano le bizzarre parole di Maroni
Pubblicato da fidest su domenica, 9 maggio 2010
Luigi Manconi, presidente di A Buon Diritto: “In una intervista, il ministro dell’Interno Roberto Maroni dice, in materia di immigrazione e di carcere, cose bizzarre e molto, ma molto approssimative. Afferma, ad esempio, di aver votato in Consiglio dei Ministri in favore del Ddl Alfano, un po’ perché distratto e, poi, perché “sul principio della riabilitazione del condannato siamo tutti d’accordo”. Riabilitazione che, palesemente, col Ddl Alfano, nulla ha a che fare. Afferma, quindi, che con le misure previste da quel Ddl alle attuali 3500 persone in detenzione domiciliare se ne aggiungerebbero 10500 per un totale di 14000. Un Ministro di polizia dovrebbe pur sapere che nel non lontanissimo 2005, durante il Governo Berlusconi i condannati che scontavano la pena in misure alternative al carcere erano poco meno di 50mila. E dovrebbe anche sapere che la detenzione domiciliare è né più né meno che detenzione: una modalità di esecuzione della pena estremamente efficace sotto il profilo della sicurezza collettiva. Un solo dato: nel corso dell’anno 2009 la recidiva a opera di quanti si trovavano in misure alternative è stata dello 0,35%. Ovvero meno di quattro persone su mille hanno commesso nuovi reati.”
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Anniversario assassinio Aldo Moro
Pubblicato da fidest su domenica, 9 maggio 2010
«Aldo Moro è stato uno dei più grandi statisti che il nostro Paese ha avuto, un politico con una straordinaria visione politica e sociale e con una grande passione civile. Pagò con la vita il suo essere tra i costruttori della democrazia moderna e il suo sacrificio provocò quella reazione morale che permise all’Italia di uscire dagli anni bui del terrorismo. Il suo omicidio rappresentò il culmine dell’attacco brigatista al cuore dello Stato portato da chi tentava di spezzare la politica del dialogo attorno a cui Moro per primo stava lavorando. Dobbiamo ricordare sempre quei giorni drammatici perché la minaccia terroristica, in forme diverse, si può manifestare anche oggi». Lo dice il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, in occasione del 32esimo anniversario dell’assassinio di Aldo Moro.
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Parliamo di cellulite…
Pubblicato da fidest su domenica, 9 maggio 2010
Roma Cavalieri dal 7 al nove maggio 2010 via Cadiolo 101 XXXI°congresso nazionale dei medici estetici. Incominciamo con il dire che il “grasso in eccesso” può avere due distinti aspetti. L’uno è l’adiposità localizzata e un’altra è la pannicolopatia edemato-fibrosclerotica (PEFS), come si definisce scientificamente la cosiddetta ‘cellulite’. E’ determinata da un’alterazione del microcircolo e dai processi degenerativi che ne conseguono, secondo
stadi evolutivi (dall’ 1 al 4). Particolarmente predisposte sono le donne con familiarità per insufficienza veno-linfatica; la razza bianca è più esposta delle altre.
Si tratta di due condizioni diverse anche se molto spesso presenti nello stesso paziente. L’adiposità organizzata, a sua volta, è quasi un carattere sessuale secondario femminile che vede l’adipe localizzarsi in alcuni distretti specifici, come la regione trocantere della donna. Nell’adiposità distrettuale, il grasso si deposita in alcune zone ben precise; l’intervento chirurgico di liposuzione può essere in questo caso risolutivo. Queste due situazioni si diagnosticano facendo una buona anamnesi, con l’esame obiettivo e con un ecografia dell’ipoderma. L’ecografia consente di distinguere l’ adiposità distrettuale dalla PEFS in uno dei vari stadi evolutivi. Questo ci permette di muoverci in una condizione piuttosto che in un’altra. Ci sono dei fattori che favoriscono la PEFS, quali le alterazioni posturali, una serie di abitudini scorrette (portare le scarpe troppo alte, portare pantaloni stretti); la stipsi che contribuisce ad alterare il ritorno venoso; errori alimentari (es. un’eccessiva assunzione di sodio), bere alcolici, fumare, aumentare e scendere di peso, le gravidanze. Sono tutte condizioni che favoriscono e aggravano la stasi veno-linfatica e quindi favoriscono ancora di più l’evoluzione verso gradi di PEFS di maggior gravità. Al contrario l’adiposità distrettuale non ne viene influenzata. E’ ovvio, quindi, che queste situazioni vadano affrontate in modo diverso. Nel caso dell’adiposità distrettuale valida e risolutiva è la soluzione chirurgica. Ma ci sono pazienti che preferiscono le metodiche non invasive. Sono tornati di moda dopo un periodo di silenzio tutti i trattamenti a base di ultrasuoni, la cosiddetta cavitazione. Va detto però che allo stato attuale ancora non si dispone di studi scientifici seri in questo campo, che documentino che l’utilizzo di ultrasuoni, anche a bassa frequenza come quelli di ultima generazione, siano realmente utili nel trattamento dell’adiposità distrettuale. Se applico una corrente sulla superficie dello strato adiposo creo, soprattutto se lo infiltro con soluzione fisiologica, facendo cioè la cavitazione con idrolipoclasia, vado a frantumare il tessuto adiposo. Non è ancora chiaro però se questa ‘frantumazione’ possa andare a far danno anche altrove, al di là del tessuto adiposo. Anzi. Questa tecnica non va utilizzata in modo erroneo sull’addome, perché può causare
emorragie interne o emorragie uterine. Va fatta da mani esperte, senza improvvisazioni. E’ più che mai necessaria una regolamentazione che sembra purtroppo di là da venire. Si tratta di una tecnica potenzialmente pericolosa. Gli ultrasuoni sono onde sonore, in questo casa di bassa frequenza (prima si usavano da 1 a 3 Mhz, mentre adesso si usano quelle a più bassa frequenza). La cavitazione è l’effetto provocato dall’onda ultrasonora applicata sui tessuti biologici. L’infiltrazione di soluzione fisiologica, amplifica l’azione degli ultrasuoni, determinando la ‘rottura’ del tessuto adiposo. Se si utilizza solo l’onda sonora, si ottiene comunque un effetto di cavitazione però molto ridotto rispetto a quello che si può ottenere con il liquido introdotto nella zona da trattare. Le metodiche cercano di essere il meno aggressive possibile perché questo è ciò che chiede il mercato. Le persone non vogliono tecniche dolorose e quindi la cavitazione con ultrasuoni, può essere per molte preferibile all’idrolipoclasia ultrasonica, anche se meno efficace. La radiofrequenza è un’onda radio che non riscalda la superficie ma il tessuto sottocutaneo; questo determina un’alterazione del tessuto creando una sorta di fibrosi, una contrazione del tessuto che diventa più compatto; questo dovrebbe associare alla riduzione del tessuto anche una maggiore azione tonificante e un ripristino dell’elasticità cutanea. In cosa consiste l’elettrolipolisi associata a mesoterapia? Si tratta della ripresa di una vecchia metodica utilizzata negli anni ‘80. In questo caso di tratta dell’applicazione di onde elettriche per “distruggere” lo strato adiposo. Si tratta di una metodica abbastanza invasiva e dolorosa in quanto fa uso di aghi e onde elettriche. Nel caso della mesoterapia, che è sempre un evergreen per questa condizione, vengono presentate nuovi principi attivi? Sostanze nuove non ci sono ma stanno venendo alla ribalta le cure omeopatiche. E infine c’è la carbossiterapia… La usiamo da oltre vent’anni, ma all’inizio era vista come una cosa assurda. Oggi sta finalmente prendendo piede, anche se la carbossidoterapia è abbastanza dolorosa; per questo se ne sono in parte appropriati chirurghi plastici, che le propongono magari alla fine di un altro trattamento, dopo aver fatto la liposuzione, o le utilizza su aree di adiposità localizzata che sono rimaste e che non è necessario trattare chirurgicamente. C’è poi l’Ultra-Shape Contour. Questa macchina, utilizzata da qualche anno, dovrebbe sostituire il trattamento chirurgico dell’adiposità localizzata; emette degli ultrasuoni che focalizzati (più ‘concentrati’ rispetto alle macchine che emettono ultrasuoni) che raggiungono il tessuto adiposo e frantumano le cellule adipose. Il manipolo dell’Ultra Shape, rispetto al manipolo degli ultrasuoni effettua contemporaneamente anche una sorta di massaggio. E a proposito di massaggi, “per combattere la cellulite ci sono anche le tecniche del massaggio microalveolare, dall’Endermologie alla vibrator stimulation. Vi sono, ovviamente, anche le creme, ma sia chiaro da sole non possono risolvere i problemi, ma possono senz’altro migliorare la superficie cutanea. Inoltre permettono alle persone di avere un contatto con il proprio corpo, con la propria fisicità”.qui,
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“Il labirinto”
Pubblicato da fidest su domenica, 9 maggio 2010
Roma 15 maggio 2010 Teatro Biblioteca del Quarticciolo Via Ostuni, 8 Evento promosso
dal Municipio Roma VII con Irene Faccio, Giorgia Furbetta, Giorgia Guerra, Nicola Liberato,
Gildo Marciante, Giordana Morandini, Brunella Petrini, Alessio Rizzitello, Giuseppe Vitolo con la partecipazione di Giuseppe Luciani e con il contributo dei richiedenti asilo del Centro di Prima Accoglienza di Via della Riserva Nuova Riduzione e adattamento: Isabella Moroni Musiche: Oscar Bonelli e Kalipada Adikhary Progetto Scenografico: Marco Berrettoni Carrara Décor: Brunella Petrini Il progetto è stato realizzato in collaborazione con il Centro Culturale Polivalente Giorgio Morandi Municipio Roma VII. La storia di Arianna, Teseo e Minosse, del labirinto e del Minotauro ha affascinato molteplici autori ed ognuno di loro ha inventato un’immagine di labirinti che si affianca o si sovrappone a quella degli altri creando un gioco di specchi, una
complessità della parola e del gesto. In ogni labirinto è racchiuso un Minotauro. Un essere diverso. Un essere che è il prodotto e l’essenza della stessa civiltà: una presenza ancestrale, ingombrante, un simbolo di cui si è -in qualche modo- schiavi, e che si deve nascondere e tutelare, dimenticare e conservare. Ed ogni Labirinto, per esistere, ha bisogno di un Teseo. Di un eroe che ne scardini il senso e conduca la civiltà ad un nuovo stadio, ad una rigenerazione. Questi labirinti con i loro simboli verranno proposti provocatoriamente nel cuore del mito, si intrecceranno o si sovrapporranno all’immaginario romantico di Asterione, Arianna e Teseo per offrirci uno spunto in più di riflessione: quella sulla nostra stessa diversità.La collaborazione tra parola e musica crea una sinergia che esalta la drammaticità del testo e lo rende estremamente fruibile grazie alle suggestioni ed alle emozioni evocate dai misteriosi strumenti che provengono dalla tradizione sciamanica, dal Tibet, dall’India e dalle tribù aborigene dell’Australia. (labirinto)
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“Nothing to lose” art-show
Pubblicato da fidest su domenica, 9 maggio 2010
Milano Via Assab 1, “Nothing To Lose” art-showBiokip Gallery presenta: “Nothing to lose” art-show Maggio 2010 @ s.e. Assab One L’insoddisfazione, l’ansia ed il malcontento che ci tengono compagnia oggi, figli dell’incertezza come unica certezza, non sono poi così diversi da quelli che hanno portato i giovani di un paio di generazioni fa a “fare il ‘68”. In fondo, il mondo che si cercava di ri-costruire nel ’68 era basato su ideali e valori così solidi da rasentare l’utopico ma, a piantargli gli occhi dritti negli occhi a quel mondo ora, si fissa una realtà in cui davvero pochi se la cavano. Gli squali hanno ancora più fame di prima, il numero di pesci piccoli cresce giorno su giorno (come la sfiducia nel sistema); forse forse qualcosa è andato storto, e in più ci si aiuta di meno, ci si conosce di meno, ci si sorride di meno. Insomma, l’attuale situazione sociale sembra un flash-back del ’68: essere è avere, volere il potere, l’infinito finito di un trito dovere. I giovani del ’68 assomigliano ai giovani d’oggi, invischiati tra nepotismi, spintarelle, raccomandazioni e favoritismi vari, ma decisi e pronti a muoversi per cambiare le cose, che così non va, che così non si può. Lo scopo della Biokip Gallery è di incanalare questo fermento così energico (senza prediche e sofismi, ma con ironia e complicità) nella retta via, quella scomoda e difficile, ma l’unica coerente e costruttiva. La nuova esposizione della Biokip Gallery “Nothing To Lose” non vuole essere una vuota critica contro chi “ha fatto il ‘68”, né vuole generalizzare o banalizzare la generazione in questione. La coerenza, l’impegno, la voglia di fare-cambiare, l’energia creativa di certe persone (quelle che davvero “hanno fatto il ’68, protagoniste di rivoluzioni umane e culturali) sono solo da rispettare e da ammirare. Piuttosto, ”Nothing To Lose” sarà una sorta di déjà vu creativo, un sogno rivelatore, oppure una “post eventum”, ma soprattutto l’invito, a tutti i giovani e non, di prendere solo il meglio del ’68 (che di buono ce n’è stato) per non ricommettere gli errori di ieri, così che oggi si possa sul serio cambiare il domani. In fin dei conti, sarà un inno alla speranza, una speranza ribelle e rumorosa, una speranza che non s’aspetta le cose cambino da sole, ma una speranza che s’ingegna in prima linea per (cercare di) migliorare la società in cui viviamo.
Il linguaggio artistico proprio della Biokip Gallery è una fusione di tecniche e stili differenti che crea un’innovativa armonia creativa. Artisti, grafici, illustratori e street-artist, fotografi e video-maker dai più disparati retroterra culturali lavorano fianco a fianco, mentre le tecniche di ognuno compensano e completano quelle dell’altro. Il risultato è un “satura lanx” artistico che parla con la voce di video installazioni interattive, papercut, effetti sonori in surround, parole, immagini ed installazioni di altri vari generi. (foto2)
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“U.T. Gandhi – diario di un’autodidatta”
Pubblicato da fidest su domenica, 9 maggio 2010
Artegna 14 maggio, alle 20.30, presentazione del libro “U.T. Gandhi – diario di
un’autodidatta” Al via l’edizione 2010 della rassegna “Seres di Mai”, iniziativa organizzata dall’associazione “Amici del Teatro” di Artegna e giunta alla 14ma edizione. Contenitore culturale che ogni anno offre al pubblico eventi di grande respiro valorizzando produzioni, artisti e interpreti friulani di diversi generi, dimostrando una particolare sensibilità per le radici, la storia, la tradizione e il patrimonio del territorio, “Seres di Mai” propone tre appuntamenti (con alcune proposte inedite) tra musica, teatro e multimedialità. Linguaggi diversi, che attraverso le loro espressioni, interpreteranno il tema di fondo di questa edizione: l’uomo e il suo incontro con se stesso, con gli altri, con Dio. Questo sarà, infatti, il filo conduttore delle serate in programma al Nuovo Teatro Monsignor Lavaroni (piazza Marnico 20, Artegna), realizzate con il sostegno della Provincia di Udine, il patrocinio dell’Ert (Ente regionale teatrale del Fvg) e il supporto degli sponsor: Iob Silvano & C., Eurotech e Cignini arredamenti. Oggi (martedì 4 maggio), nella sede dell’Ert Fvg, a Udine, la presentazione ufficiale del cartellone da parte del presidente degli “Amici del Teatro” Mauro Facini, dell’assessore alla cultura del comune di Artegna, Giuseppina Cozzutti e Renato Manzoni, direttore dell’Ert Fvg, il circuito teatrale regionale del quale fa parte la struttura arteniese e l’associazione Amici del Teatro che ne gestisce l’attività con risultati lusinghieri, specie per quel che riguarda il coinvolgimento dei giovani e del territorio. Alla presentazione sono intervenuti anche il maestro Cristiano Dell’Oste (per il Coro Fvg), Antonella Maurizio e Maria Rosa Loffreda per il secondo e terzo spettacolo in programma. (big band)
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Il turismo in crisi non tocca Roma
Pubblicato da fidest su domenica, 9 maggio 2010
«Roma chiude il 2009 con un -1.3 %, a fronte di importanti perdite delle altre Capitali europee: -9 di Londra, -8 di Parigi, -16 di Vienna, oltre che rispetto alle altre città d’arte italiane. Il risultato lievemente negativo del 2009 è dovuto soprattutto al primo quadrimestre dell’anno, ampiamente recuperato nei restanti otto mesi, fino al raggiungimento del sostanziale pareggio. Il fatto straordinario che va registrato è che nel primo quadrimestre 2010 Roma guadagna un +5/6 % conclamando la fine della crisi ed il consolidamento della ripresa, con un picco eccezionale, nel periodo di Pasqua del +9.2% – spiega il Vicesindaco che ieri ha presentato lo stato di avanzamento dei lavori del Secondo Polo turistico della Capitale in un workshop all’Università Luiss insieme con le università Luiss, Tor Vergata e Sapienza. - Come tutte le società di ricerca internazionali certificano, Roma rimane la meta più desiderata al mondo. Anche secondo Trivago.fr, il portale leader in Europa per la comparazione dei prezzi degli hotel, i francesi sceglieranno Roma come meta nel weekend dell’Ascensione (13-16 maggio). Sta crescendo la domanda turistica sia dall’Europa, come la Francia, sia da paesi più lontani come il Giappone o gli Stati Uniti – ha aggiunto Cutrufo – Roma si conferma meta ambita non solo per le vacanze, anche sulle pagine della stampa estera. Keith Miller nel suo articolo sul quotidiano inglese “Daily Telegraph” scrive che, se potesse, sceglierebbe proprio la città eterna come luogo in cui vivere perché, per mille motivi diversi è semplicemente perfetta. E’ evidente che anche la nostra politica di marketing internazionale – ha concluso Cutrufo - in questi 22 mesi ha dato i suoi frutti».
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