Condizioni per la crescita dell’eolico in Italia
Pubblicato da fidest su domenica, 1 agosto 2010
Come ANEV ha potuto illustrare ai membri della Commissione riuniti per l’audizione, l’eolico è la fonte di produzione elettrica che si è mostrata più dinamica negli ultimi anni, registrando importanti tassi di crescita e contribuendo, nello scenario di Impegno europeo al 2020, per circa l’8% alla produzione nazionale elettrica lorda. Questo porterà a coprire consumi di oltre 23 milioni di persone pari ai consumi elettrici per il settore domestico delle seguenti province Roma, Milano, Napoli, Torino, Bari, Palermo, Firenze, Bologna, Genova, Venezia, Perugia, Cagliari, Trento, Ancona, Potenza, Catanzaro, L’Aquila, Trieste, Campobasso e Aosta. Gli studi di fattibilità tecnico-economica dell’ANEV prevedono inoltre che gli obiettivi fissati per il 2020 non solo potranno essere raggiunti ma anche superati: l’eolico è infatti tra le fonti rinnovabili che ha raggiunto nel 2009 una maturità industriale, configurandosi come esportatrice di tecnologia, servizi e componentistica e costituendosi sempre più come un’opportunità per l’Italia in termini di occupazione, indipendenza energetica, riduzione dei rischi ambientali e peso sulla bilancia estera. Un’opportunità riconosciuta dagli stessi italiani che secondo un’indagine ISPO apprezzano le ricadute positive in termini ambientali (80%) dell’eolico e le opportunità offerte in termini economici (77%) Affinché ai riconosciuti benefici ambientali e occupazionali offerti dalla produzione elettrica da fonte eolica possano aggiungersi benefici economici, l’ANEV ha auspicato una riforma del sistema degli incentivi. Oltre alla riforma degli incentivi il settore può trarre giovamento dalle nuove regole in merito ai percorsi di autorizzazione degli impianti eolici che da un lato godranno di procedure unificate a livello nazionale dall’altro dovranno beneficiare dell’ulteriore semplificazione prevista dalla Direttiva 2009/28/CE nel rispetto delle tutele ambientali, paesaggistiche e urbanistiche che l’Associazione si è impegnata a rispettare già dal 2002 con il protocollo redatto da Legambiente e sottoscritto negli anni da WWF e Greenpeace.
PIERO IANNELLI detto
LEGAMBIENTE?.. siamo a posto!
Paolo Stefanini scrive:
(..Legambiente e Verdi che si ammantano di credenziali ecologiste, propugnano l’eolico sempre, dovunque e comunque e fanno opera di convincimento verso i cittadini,esaltando solo aspetti positivi ?
C’è stata un’inchiesta del Secolo XIX di Genova nell’agosto scorso che ha sollevato clamore.
Infatti è stato portato alla luce un accordo commerciale tra Gamesa ed i Verdi (per il tramite di equologia v. sito,promosso da Fabio Roggiolani, responsabile regionale dei Verdi e consigliere regionale),in sintesi Gamesa si accollava i costi di convegni nei quali i Verdi,sfruttando la propria immagine e credibilità ambientale promuovevano l’eolico,sempre,dovunque e comunque, facevano cioè attività di lobby , naturalmente,en passant,il tutto targato Gamesa.
In questo appoggiati da Legambiente, chissà perché?..)
Fonte:
http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=3&ved=0CB0QFjAC&url=http%3A%2F%2Fwww.medicinademocratica.org%2Farticle.php3%3Fid_article%3D181&ei=0q9STOuGNM-tsAbcw4nLAQ&usg=AFQjCNHK8626ZhSmETkkXltB1VSSribHLQ&sig2=pwnV0h_PmSflHSfssm-rhQ
Questo è l’art. del giornale di cui sopra.:
http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=2&ved=0CBoQFjAB&url=http%3A%2F%2Fwww.italianostra.org%2Fsezioni_consigli_regionali%2Fimages%2Feolico_scansano_secoloXIX.pdf&ei=w7JSTL_TIJGgsQapxOSXAg&usg=AFQjCNH_-oWSeniOatBfpQftovo7i-9Nvw&sig2=ZtZtlUfUuLKjylucQEcBiw
Non di meno. la stessa BONINO dichiara:
Sarà bene prevedere quanto prima un confronto pubblico con i sostenitori dell’eolico ad oltranza che difendono tecnologie non solo impattanti e inadatte all’Italia, ma anche inefficienti, se è vero che 4.850 MW installati hanno realizzato solo il 14% del loro potenziale (6.076 GWh nel 2009).
Perché?
Perché sono stati messi dove non c’è vento a sufficienza, grazie anche alla speculazione indotta dal prezzo garantito dei Certificati Verdi. Le inchieste, che riguardano in primis l’associazione degli industriali del vento ANEV, i sequestri, gli arresti, le collusioni con la malavita organizzata, tutto ciò dovrebbe far riflettere gli oltranzisti in buona fede, almeno un pò.
MA DEL FOTOVOLTAICO?…
Per comprendere…
Basta cercare “Salento DEVASTATO dal fotovoltaico. L’ira della Provincia”
Paghiamo 48 cent. un kW “RINNOVABILE”
Il prezzo corrente è 6 cent. Credo sia il caso di verificare cosa bolle in “PENTOLA”..
Cordialmente.
Piero Iannellii