“Il mare di mezzo” Al tempo dei respingimenti
Pubblicato da fidest su domenica, 8 agosto 2010
Il nuovo libro di Gabriele Del Grande, il fondatore di Fortress Europe. Tre anni di inchieste lungo i confini dell’Europa. Alla ricerca delle storie che fanno la storia. La storia che studieranno i nostri figli, quando nei testi di scuola sarà scritto che negli anni duemila morirono decine di migliaia di emigrati nei mari d’Italia. Mentre tutti fingevano di non vedere. Dopo il successo dell’opera prima – “Mamadou va a morire” – Gabriele Del Grande torna in libreria con un nuovo libro inchiesta. Si intitola “Il mare di mezzo” e a quattro mesi dalla pubblicazione ha già battuto tutti i record. Dall’8 aprile 2010 al 29 luglio, l’autore ha presentato la sua opera in 78 eventi organizzati in 62 città di 15 regioni Italiane. Uniche assenti: Val d’Aosta, Trentino, Abruzzo, Molise e Basilicata… In compenso il libro è stato richiesto addirittura oltre confine, con una presentazione a Bruxelles, una a Marsiglia e una addirittura a Tangeri, in Marocco. E insieme alle presentazioni sono arrivate ristampe (due in tre mesi) e i riconoscimenti. Tre premi nazionali: il premio Ivan Bonfanti, la Colomba d’oro dell’Archivio disarmo e il premio Mandela della Uisp. E un premio internazionale: il Pro Asyl Hand, che sarà assegnato all’autore il 4 settembre 2010 a Francoforte. Nel suo nuovo lavoro, Del Grande ci racconta dei padri dei ragazzi algerini dispersi in mare e dei sindacalisti delle miniere tunisine che l’Italia ha rimpatriato negando loro l’asilo. Durante le sue ricerche, Del Grande finisce nella lista nera dei servizi segreti tunisini e viene espulso dal paese. Allora si mette sulle tracce dei somali e degli eritrei respinti in Libia, facendo luce su uno dei più misteriosi naufragi mai verificatisi sulla rotta per l’Italia. La rete di informatori dell’Autore si allarga dalla costa meridionale del Mediterraneo all’Italia e ai centri di espulsione. Ne nascono inchieste sulle truffe dell’accoglienza italiana e sui pestaggi della polizia. E parecchi guai. Ma – come insegnano i pescatori di Mazara – non ci si può girare dall’altra parte. E il viaggio alla ricerca della verità continua, nelle nuove Italie, che senza fare rumore vanno nascendo dalle campagne del Nilo ai villaggi del Burkina Faso. Con il patrocinio di Amnesty International, Asgi, Cric.