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Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

Editoriale: L’Italia politica tra Nord e Sud

Pubblicato da fidest su lunedì, 16 agosto 2010

Editoriale Fidest Abbiamo suscitato qualche perplessità in un nostro precedente editoriale dove facevamo, tra l’altro, la conta dei neo “partiti del Sud”, ma ora, senza voler passare alle repliche, vorremmo, semmai, dilatare il discorso, che in quella occasione abbiamo lasciato nel vago, incentrando la nostra attenzione sul valore e la portata di una rappresentanza. Tutti conoscono il travaglio della prima ora di Umberto Bossi allorché pose le basi per la costruzione di un movimento che oggi, a distanza di un quarto di secolo, può dirsi solidamente assestato sul territorio e gode persino l’ambizione di spaziare altrove se stiamo alla richiesta di Maroni di avere un sindaco leghista a Napoli. Ora ci chiediamo: avrebbe ottenuto lo stesso risultato se la leadership sarebbe stata diversa? Se in corso d’opera avessimo avuto, che dire? Maroni e poi altri ancora? Eppure Bossi è stato gravemente ammalato ma nessuno dei suoi luogotenenti ha mai avanzato una candidatura alternativa. Oggi può dire con enfasi: i miei non mi tradiscono, sono un gruppo omogeneo e coriaceo. Lo stesso è accaduto con il fondatore di Forza Italia. La sua leadership viaggia incontrastata e solo oggi è appena sfiorata dalle contestazioni di Fini, ma si badi bene, non critica la guida ma solo talune prese di posizione ritenute troppo autoritarie e personali. Al Sud, invece, cosa abbiamo avuto? Appena Raffaele Lombardo, attuale governatore della Sicilia, ha costituito il Partito del Sud si è sollevato un coro di proteste che hanno messo in discussione tutto: dal fondatore all’ultimo supporter. Alla fine l’iniziativa è rimasta a bagnomaria. Ora ci sono altri soggetti politici che dalla Calabria alla Sicilia si richiamano al Sud e se andiamo a leggere i loro programmi è l’idea di un risveglio meridionalista che essi invocano. In pratica intendono rappresentare la Lega del Sud, in opposizione a quella del Nord, ma con un progetto ancora più ambizioso perché, ci dicono, tutta l’Italia è un gran Sud sia per via delle massicce immigrazioni interne degli anni sessanta sia per ragioni geografiche rispetto al continente Europeo. E’ senza dubbio un’idea apprezzabile se non ci fosse un ma. Chi si assume l’onore e l’onore di essere il Bossi del Sud? Ci riferiamo ad una leadership indiscussa. Parliamo di un uomo che sappia trovare il consenso tra la gente, diventi, per intenderci, un apripista per un movimento da tutti vagheggiato ma che nessuno ha cercato sino ad oggi di concretizzare. Deve saper trovare il punto d’unione tra la sete di giustizia e di legalità della gente e il modo come esprimerlo in concreto. Una specie di quadratura del cerchio anche perché è forte la diffidenza, date le delusioni passate. Ora si tratta di fare una scelta che non significa necessariamente di un blasonato ma di uno che sa parlare al popolo, che vive tra la gente, che è uno di loro e conosce i problemi esistenziali perché li vive quotidianamente. Ma con una raccomandazione che è il futuro stesso di un movimento grande quanto può esserlo l’Italia, facciamo in modo di sostenerlo, di mettere da parte i tatticismi e le ambizioni personali. Dobbiamo far squadra e ambire alla logica del primus inter pares. In caso contrario andremo incontro ad un’altra cocente delusione. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

2 Risposte a “Editoriale: L’Italia politica tra Nord e Sud”

  1. francesco detto

    Egregio Direttore,
    in questo articolo, si sarebbe potuto parlare degli STATI GENERALI DEL SUD che democraticamente stiamo facendo conoscere a tutti i Movimenti e Partiti che vogliono impegnarsi per questa causa, ribadisco… “senza mettere carri davanti ai buoi”! Si vuole solo trovare modo di confrontare le varie mozioni politiche in una sorta di “VERIFICA SUL CAMPO”… E’ da lì che potrebbe nascere non l’Anti-Bossi, ma un soggetto come da Lei auspicato che sappia interpretare, parlare e d agire per il SUD con la gente del SUD, ma… senza per questo porsi in contrasto “aprioristico” con chicchessia.
    Mi auguro che voglia sempre di più approfondire le motivazioni che stanno alla base di questa nostra iniziativa degli STATI GENERALI DEL SUD a Palermo, per comprendere come non si debba vanificare questo grande sforzo di confronto democratico!
    Grazie dell’attenzione

  2. Aldo Cannavò detto

    Aggiungere nuovi partiti agli attuali,che sono già troppi,appesantisce ulteriormente l’attuale governo e ne aumenta i costi,che pesano già troppo sugli italiani.Se i ministri in carica,eletti dai meridionali non sanno fare gli interessi del sud, la colpa è dei loro elettori.Non ci sarà comunque governo adatto,se non sarà possibile emanciparsi dalle collusioni con le varie mafie ed associazioni segrete e non si instaurerà la lealtà e la trasparenza.

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