Da oggi a mercoledì 13 ottobre 2010 Casa dell’Architettura in piazza Manfredo Fanti, 47 Palazzo della Cultura in via del Portico d’Ottavia 73 a cura di Ariela Piattelli, Raffaella Spizzichino e Shulim Vogelmann. Confronti con: Edoardo Albinati, Giulio Busi, Sergio Campailla, Benedetto Carucci, Simonetta Della Seta, Manuel De Sica, Riccardo Di Segni, Alain Elkann, Alessandra Farkas, Bruno Gambarotta, Paolo Giordano, Howard Jacobson, Erika Jong, Ron Leshem, Yarona Pinhas, Alessandro Piperno, Meir Shalev, Ronny Someck, Raiz & Radicanto, Enrico
Vanzina, Daniel Vogelmann. Un confronto tra due giovani scrittori, uno italiano e uno israeliano, che hanno conquistato il pubblico internazionale grazie ai loro romanzi d’esordio: Giordano, autore di “La solitudine dei numeri primi” (Mondadori, 2008) intervista Leshem, autore di “Tredici soldati” (Rizzoli, 2007).
Alla Cabbalà è dedicata un’intera giornata del Festival, domenica 10 ottobre. Il termine ebraico Cabbalà, che nel linguaggio talmudico significa semplicemente “tradizione”, è
utilizzato per definire la mistica ebraica e le tradizioni esoteriche dell’ebraismo. La Cabbalà è la saggezza di “ciò che è nascosto” e i cabbalisti sono “gli uomini dell’interiorità”, che perseguono instancabilmente la loro ricerca della luce e della verità nascoste in tutto ciò che esiste. La Cabbalà ha sempre esercitato un grande fascino sull’uomo in cerca di risposte sulle grandi questioni dell’esistenza. È un percorso suggestivo e profondo, ma anche pericoloso se l’avvicinarsi alle profondità dello spirito e alle altezze dell’insondabile non viene affrontato con serietà e rigore. Con l’aiuto della scrittrice eritrea Yarona Pinhas (“L’uomo e l’universo tra lettere e numeri” alla Casa dell’Architettura alle ore 11.00), del rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni e del Professor Giulio Busi, massimo esperto internazionale di Cabbalà (“Spiegare la Cabbalà” al Palazzo della Cultura in Via Portico d’Ottavia 73 alle ore 18.00 – l’incontro è seguito da un aperitivo) si cercherà di raccontare che cos’è esattamente la
mistica ebraica, di svelarne le profondità e – in parte – i misteri, tracciando una netta distinzione tra ciò che è semplice superstizione e ciò che è frutto di un vero e sincero studio dei testi ebraici.
La giornata di lunedì 11 ottobre il poeta israeliano di origine irachena Ronny Someck sarà intervistato dallo scrittore e poeta italiano Edoardo Albinati (“Blues del terzo bacio. Poesia” alla Casa dell’Architettura alle ore 18.30). Someck è considerato uno dei maggiori poeti israeliani della giovane generazione, è spesso invitato a festival di poesia negli Stati Uniti, in Africa e in Europa. Ha pubblicato nove antologie di poesia e un libro per bambini. È giornalista e critico letterario e creatore di opere visive e musicali. Albinati si è sempre interessato a situazioni e storie in cui i personaggi si trovano in stato di emergenza, e devono sfruttare tutte le loro risorse per sopravvivere e vincere.
La serata di lunedì 11 ottobre (alle ore 20.30 alla Casa dell’Architettura) riserva un appuntamento in esclusiva per il Festival: la presentazione del nuovo libro del romanziere israeliano Meir Shalev, uscito in Italia il 29 settembre, “È andata così” (Feltrinelli, 2010). Sarà Simonetta Della Seta, Consigliere per gli Affari Culturali dell’Ambasciata d’Italia in Israele, studiosa e giornalista specializzata in Storia del Medio Oriente e Storia del Popolo Ebraico, ad intervistare l’autore, noto per la sua straordinaria vena poetica ed ironica al tempo stesso.
martedì 12 ottobre (alla Casa dell’Architettura alle ore 10.30) al poeta, filosofo e artista goriziano Carlo Michelstaedter (1887-1910), morto suicida per un colpo di rivoltella, nell’anno del centenario della sua morte. Lo scrittore, saggista, critico letterario e accademico italiano Sergio Campailla e Benedetto Carucci Viterbi, preside delle scuole ebraiche di Roma e vice direttore del Corso di Laurea in Studi Ebraici del Collegio Rabbinico Italiano, ricorderanno e illustreranno al pubblico e agli studenti la figura e il pensiero di Michelstaedter.
Nella serata di martedì 12 ottobre (alla Casa dell’Architettura alle ore 18.30) si terrà un originale “Dialogo sull’umorismo”, un incontro tra lo scrittore, giornalista, conduttore televisivo e radiofonico Bruno Gambarotta, lo sceneggiatore Enrico Vanzina e Daniel Vogelmann, fondatore della casa editrice fiorentina Giuntina e curatore del recente volume “Le mie migliori barzellette ebraiche” (La Giuntina, 2010).
Concludono la giornata di martedì 12 ottobre (alla Casa dell’Architettura alle ore 20.30) la corrispondente del Corriere della Sera a New York Alessandra Farkas e la scrittrice americana Erica Jong per l’incontro sulla letteratura ebraica americana al femminile “Paura di volare”, dal titolo del primo romanzo della Jong, scritto nel 1973 e pubblicato in Italia da Bompiani nel 2000.
Grande chiusura, mercoledì 13 ottobre (alle ore 22.00 presso il Palazzo della Cultura in Via Portico d’Ottavia 73) con il concerto “Musica Immaginaria Mediterranea” di Raiz & Radicanto. Arrangiando la canzone napoletana come una cantiga sefardita o cantando un tradizionale mediorientale come potrebbe fare Sergio Bruni, il progetto cerca di mettere in risalto tutte le cose in cui le differenti culture musicali del mediterraneo si assomigliano – “immaginando” appunto una musica unica e panregionale – portando indirettamente così anche un messaggio di pace e mutuo riconoscimento in una parte di mondo ancora attraversata da dolorosi conflitti. (de sica, i curatori, ron, conf)
Archivio per 9 ottobre 2010
Festival Internazionale di Letteratura Ebraica
Pubblicato da fidest su sabato, 9 ottobre 2010
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“Il volontariato al Centro”
Pubblicato da fidest su sabato, 9 ottobre 2010
Lecce 9 ottobre, in Piazza Sant’Oronzo, da questa mattina e fino a tarda sera è in corso il IV Forum Provinciale “Il volontariato al Centro” promosso e organizzato da CSV Salento. Sono presenti 108 associazioni di volontariato che nei loro stand presentano alla cittadinanza i loro progetti e le loro attività, oltre all’aspetto espositivo è prevista anche una vastissima gamma di iniziative nell’arco dell’intera giornata: seminari, laboratori didattici, musica, danza, dimostrazioni pratiche, spettacoli di giocoleria circense e tanto altro. All’importante iniziativa è stato invitato anche il gruppo di ragazzi di “GPace – Giovani per la Pace”, studenti dell’Istituto Costa di Lecce e promotori del movimento “Repubblica Salentina”. Non essendoci la possibilità di avere uno stand fisico per tutte e 108 le associazioni coinvolte, i Giovani per la Pace non si sono persi d’animo e si sono rivolti alla loro fervida e
già collaudata creatività: «Non c’è uno stand dove la gente può venire a conoscerci? Non c’è problema. Saremo noi stessi il nostro stand e saremo noi ad andare verso la gente». In fondo l’antica storia di Maometto insegna. Questa la loro idea. Hanno pensato di creare uno stand che “cammina”, un quadrato di tre metri per tre, recintato da un tubo in plastica e corredato da pannelli identificativi. La particolarità è che dentro questo quadrato ci sono i ragazzi di GPace, sono loro stessi che si sono messi in esibizione. Chi stava agli angoli ha sorretto la struttura mentre tutti gli altri hanno distribuito piccoli depliant alla gente che incontrano lungo il loro percorso. I volantini raccontano e diffondono la loro campagna “More Fun No More War” contro l’uso dei baby-soldato nei Paesi in conflitto. Tutti i ragazzi hanno indossato t-shirt auto personalizzate con icone e messaggi di pace.
Lo stand, l’idea, la protesta, tutta l’iniziativa di questa mattina è stata dedicata alla “loro” Sarah Scazzi, “loro” per tutti i motivi elencati sulla pagina in Facebook “Sarah, una di noi” che hanno dedicato alla povera ragazza salentina e che in due giorni ha raccolto oltre 3000 testimonianze di solidarietà e commozione da parte di altrettanti giovani in tutta Italia. I ragazzi di GPace si sono sentiti particolarmente feriti da quanto è accaduto ad Avetrana e hanno scelto il “luogo” più caro a Sarah e più caro a loro stessi per comunicare tutto il loro sgomento: il social network Facebook.
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Cisl e Uil: una manifestazione da manuale
Pubblicato da fidest su sabato, 9 ottobre 2010
Roma 9 ottobre 2010. «La manifestazione di Piazza del Popolo della Cisl e Uil sulla riforma fiscale è stata una manifestazione veramente esemplare sia per contenuti che per organizzazione. Nei contenuti, Cisl e Uil hanno dimostrato che è possibile difendere gli interessi dei lavoratori con uno spirito costruttivo e riformista. Le tesi di Cisl e Uil sulla riforma fiscale e sullo sviluppo sono da appoggiare con convinzione. Io mi auguro che il Governo prenda spunto da questa manifestazione per lanciare quel patto sociale che è necessario per rimettere in moto l’economia e la coesione sociale nel nostro Paese». Lo dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. «Ma anche dal punto di vista organizzativo, lo dico da Sindaco, questa manifestazione è stata esemplare perché è riuscita a mostrare una grande forza numerica e di comunicazione, riducendo al minimo i disagi per il traffico e la vita dei cittadini». «Questo dimostra – conclude il Sindaco – che non è necessario mandare in tilt la città per farsi vedere e per farsi sentire, difendendo i diritti dei lavoratori nei confronti del Governo e delle altri parti sociali. Credo che questa manifestazione, dal punto di vista organizzativo, sia la migliore premessa per i tavoli di concertazione che il Prefetto dovrà riunire la settimana prossima per firmare il protocollo sulle manifestazione e sui cortei».
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Agguato in Afghanistan
Pubblicato da fidest su sabato, 9 ottobre 2010
Quattro morti ed un ferito tra gli alpini italiani del 7° Reggimento di Belluno, della Brigata “Julia”, vittime di una imboscata al ritorno di una missione nella valle del Gulistan situata nella provincia di Farah. I militari erano a bordo di un blindato Lince, in servizio di scorta ad un convoglio di 70 camion civili. Nell’attentato hanno perso la vita il primo caporal maggiore Gianmarco Manca (nato ad Alghero il 24 settembre 1978); il primo caporal maggiore Francesco Vannozzi (nato a Pisa il 27 marzo 1984); il primo caporal maggiore Sebastiano Ville (nato a Lentini, provincia di Siracusa, il 17 settembre 1983) e il caporal maggiore Marco Pedone (nato a Gagliano del Capo, in provincia di Lecce, il 14 aprile 1987). Il militare rimasto ferito è il caporal maggiore scelto Luca Cornacchia (nato a Pescina, in provincia dell’Aquila, il 18 marzo 1979), il quale «é cosciente, ha riportato ferite a un piede e traumi da esplosione ma non è in pericolo di vita». In merito alle gravi notizie provenienti dall’Afghanistan è intervenuto Vincenzo Galizia Presidente nazionale del movimento “Fronte Verde Ecologisti Indipendenti” che ha dichiarato: «esprimiamo il nostro cordoglio ai famigliari delle vittime dei militari caduti oggi. Purtroppo questa missione di “pace” continua ad essere una vera e propria guerra, che vede ancora una volta i nostri soldati uccisi. Con oggi siamo arrivati a 34 vittime nell’Afghanistan quasi come in Irak dove sono stati 35. Un bilancio che deve far riflettere il Governo italiano a prendere l’unica decisione sensata, quella di un ritiro graduale, ma con inizio immediato, del nostro contingente».
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Afghanistan: da La Russa frasi di circostanza
Pubblicato da fidest su sabato, 9 ottobre 2010
“Leggo dalle agenzie il solito botta e risposta fra lo stizzito Ministro della difesa Ignazio La Russa e chi sollecita il ritiro delle truppe dalla guerra in Afghanistan. È il caso che il Ministro la smetta di fare i suoi annunci di circostanza quando sa pèrfettamente che sono solo sue le responsabilità di quanto accaduto oggi in Afghanistan visto che dopo le promesse di inviare i blindati Freccia che sono rimaste tali, sono sue le decisioni di impiegare i militari italiani della task force 45 in prima linea nella caccia ai talebani. Forse il Ministro si aspettava reazioni diverse da chi ha messo da parte l’ipocrisia e chiama questa missione con il suo vero nome: “GUERRA”. ” Lo dichiara Luca Marco Comellini , Segretario del Pdm.
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Odo Camillo Turrin: Linguaggi Musicali
Pubblicato da fidest su sabato, 9 ottobre 2010
Roma fino al 23/10/2010 Via Margutta, 103, Galleria Vittoria. A cura di Tiziana Todi e Tina de Falco L’arte di Odo Camillo Turrini affonda le radici nel modernismo che nacque come protesta per rivendicare la spiritualità della vita, come surrogato della religione, come fuga dalla realtà. Ma l’artista ha i piedi ben saldi nella contemporaneità e il suo sguardo non e’ smarrito o nostalgico ma fermo e attraversato dalle inquietudini dell’oggi. L’artista ritiene che l’arte possa cambiare la vita contribuendo a ricondurre “misteriosamente” il mondo in uno stato di bellezza ed emancipazione, non a caso ha scelto la tecnica del raku. Tuttavia il “fare” di Turrini non e’ soggetto al dominio totale dell’ornamento che ricopre tutto, prigioniero di un concetto di bellezza chiuso ermeticamente ma esso e’ inequivocabilmente orientato e dischiuso con chiara consapevolezza sui contenuti concreti, a volte angoscianti, del nostro vivere quotidiano. Ricorrente, poi, e’ la figura della donna collegata metaforicamente al mistero della terra, al mondo vegetativo e buio, una “Femme fatale: vita – femme fragile: spirito” che allo stesso tempo pero’ “porta i jeans” dell’emancipazione. (Tiziana Todi)
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Afghanistan: una guerra senza senso
Pubblicato da fidest su sabato, 9 ottobre 2010
Quattro militari italiani sono stati uccisi stamattina in Afghanistan, vittime di un’imboscata a Farah. Quattro ragazzi che torneranno in Italia all’interno di una cassa mortuaria e saranno salutati, per l’ultima volta, con i funerali di Stato. Un film già visto. Di loro non si parlerà più nel giro di una settimana. Resterà il dolore delle famiglie, le foto attaccate ai muri. Sono già 34 i nostri soldati uccisi in questa guerra senza senso. Illogica. Il nostro Vietnam, questo è oggi l’Afghanistan.
A nome mio e dell’Italia dei Valori esprimo profondo cordoglio alle famiglie delle vittime. Siamo sempre stati vicini a tutti quei soldati impegnati in missione e che quotidianamente mettono a repentaglio la propria incolumità. E lo siamo ancora. Oggi è il giorno del lutto, e dovremmo stare in silenzio, ma sono stati troppi i silenzi su questa guerra. Credo sia giunto il momento che il governo si assuma le proprie responsabilità e richiami immediatamente il nostro contingente. L’Italia dei Valori in Parlamento ha chiesto il ritiro dei nostri militari. La missione che avrebbe dovuto essere di pace ha cambiato i suoi connotati, trasformandosi in missione di guerra. Non ha più senso né logica rimanere in Afghanistan in queste condizioni. Ma poi, chi stiamo difendendo? Qual è il reale scenario politico di quel Paese? Che ci facciamo ancora in un posto dove i nostri soldati sono esposti al rischio della morte un giorno sì e l’altro pure? E fino a quando dobbiamo restarci? Dal Governo continuano a dirci che dobbiamo rimanere in Afghanistan perché bisogna rispettare gli impegni presi. Quali impegni? Quelli di continuare a prelevare dalle casse dello stato circa 500 milioni di euro all’anno? O quelli di lasciare più vittime italiane possibili sul territorio afghano? (Antonio Di Pietro)
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Afghanistan: i morti e la politica
Pubblicato da fidest su sabato, 9 ottobre 2010
Tocca, questa volta, al generale Massimo Fogari, capo ufficio stampa dello stato maggiore difesa, dare la notizia della morte di quattro alpini e del ferimento del quinto in seguito ad un attacco del talebani ad un convoglio logistico nel distretto del Gulistan a circa 200 Km a est di Farah al confine con Helmand. “E’ avvenuto – precisa il generale – alle 9,45 locali. L’ordigno esploso ha investito in pieno il blindato Lince sul quale si trovavano i cinque militari”. E’ seguito un breve ma intenso conflitto a fuoco.
Subito dopo la notizia il mondo delle istituzione e della politica si è affrettato ad esternare il proprio cordoglio. Lo hanno fatto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del Consiglio Silvio Berlusconi. Il primo con “profonda commozione per i militari “impegnati per la pace e la stabilità in Afghanistan” e il secondo esprime dolore alla notizia, ma anche gratitudine per i militari che “consentono al nostro paese di mantenere i suoi impegni internazionali a favore della pace.” Il ministro degli esteri Franco Frattini si sofferma “sull’altissimo costo umano che siamo costretti a pagare per una missione fondamentale per la nostra sicurezza nazionale”. Coglie, altresì, l’occasione per ricordare la riunione dei rappresentanti speciali dei ministri degli esteri dei governi impegnati in l’Afghanistan e in Pakistan che si svolgerà a Roma il 18 ottobre prossimo e dove sarà presente anche il ministro degli esteri Afghano Zalmai Rassoul. Per l’opposizione Pierluigi Bersani al cordoglio aggiunge l’invito al governo di “puntualizzare la sua strategia nella regione afghana e sul modo d’affrontare una situazione sul campo che si sta rendendo sempre più difficile.” Piero Fassino, responsabile esteri del Pd non ha dubbi: “dobbiamo stare lì finchè il paese non diventa stabile, fino a che non sappiamo che cosa lasciamo” e ciò implica il rischio che alle vittime odierne se ne aggiungano altre. Di altro avviso è Antonio Di Pietro. Per lui è un giorno di lutto e s’impone il silenzio ma nonostante ciò certe cose vanno dette e subito: “Dobbiamo dire basta a questa guerra fraticida”. “Il governo si assuma le sue responsabilità e richiami immediatamente il nostro contingente”. “L’Italia dei valori in Parlamento -aggiunge Di Pietro- ha chiesto il ritiro dei nostri militari. La missione che avrebbe dovuto essere di pace ha cambiato i suoi connotati, trasformandosi in missione di guerra. Non ha più senso nè logica rimanere in Afghanistan in queste condizioni”. In effetti cresce nell’opinione pubblica il “partito” del disimpegno e della consapevolezza che ci siamo imbarcati in una avventura bellica estranea alla nostra cultura e alla nostra visione del mondo. Non dobbiamo permettere che altri morti funestino il paese più di quanto non dobbiamo contarne sino ad oggi, e sono già tanti.
Il ministro della Difesa Ignazio La Russa nel corso di una conferenza stampa tenuta a Milano presso il comando dell’Aeronautica Militare ha dato i nomi dei militari deceduti: Sebastiano Ville, 27 anni, originario di Francofonte (Siracusa). Era maresciallo e la sua base era in Veneto, a Belluno, Gianmarco Manca, di Alghero, 32 anni, e Marco Pedone, di Patù (Lecce), di 23 anni. Entrambi erano di stanza al VII Reggimento Alpini di Belluno.
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A Tolentino: le mamme tornano a scuola
Pubblicato da fidest su sabato, 9 ottobre 2010
Le alunne della prima elementare di qualche anno fa si sono ritrovate per festeggiare la maestra e per l’occasione hanno allestito la vecchia aula così com’era una volta. E accaduto a Tolentino la sera del primo ottobre all’Hotel 77. La prima classe elementare sezione B
femminile della scuola “Don Bosco” degli anni settanta si è incontrata con la maestra Adriana Occhibianchi. Erano 18 le compagne di classe che si sono riviste dopo diversi anni come se fosse il primo giorno di scuola. E l’incontro non poteva così iniziare se non con l’appello dell’ex insegnante, con tanto di registro dell’epoca, nell’aula allestita per l’occasione grazie al contributo del tolentinate Antonio Meccarelli che da anni sta raccogliendo materiale al fine di creare il Museo della civiltà contadina e dell’archeologia industriale di Tolentino. All’appello, della classe tutta al femminile, si sono presentate 18 alunne. Un tuffo nel passato. Sembrava proprio di essere tornati ai vecchi tempi in quell’aula ricreata come all’epoca con tanto di vecchi banchi, lavagna con gessetti e “cimosa”, cattedra con portapenne e pedana, sedia della maestra, vecchie cartine dell’Italia ed Europa, cartelloni, libri, quaderni, cartella, penna “biro”, matite, gomme, temperini. C’erano anche il colletto bianco con il fiocco rosa ed il mazzo di fiori sulla cattedra. Di solito in primavera le alunne raccoglievano i fiori nel proprio giardino per donarli alla maestra. E dopo l’appello c’è stata anche una sorta di interrogazione come all’epoca, sulla coniugazione dei verbi, la geografia, le province delle regioni, la matematica. E’ stato emozionante per l’ex insegnante di Tolentino rivivere quei momenti. E’ stata una grande sorpresa, mai vissuta in precedenza, per la maestra che ha incontrato anche il capitano Cosimo Lamusta, comandante della compagnia dei carabinieri di Tolentino. “Mi fate emozionare – ha detto alle alunne – non dovevate fare tutto questo”. Le ricordava tutte la maestra. Insieme hanno raccontato le lezioni di grammatica, matematica mettendo in evidenza l’importanza che hanno avuto nelle loro esperienze lavorative, la prima gita della scuola, i momenti dedicati alla musica e per l’occasione tutte hanno cantato “Pippi Pippi Calzelunghe”. Alla fine le ragazze hanno donato alla “signorina” maestra un mazzo di rose bianche ed una cornice in argento con tutte le loro firme per racchiudere una foto di gruppo con la loro “signorina”. La festa si è conclusa davanti ad una tavola imbandita con tanto di segnaposto dalla forma di piccola lavagna. (Carla Passacantando)
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Alessandro Commini
Pubblicato da fidest su sabato, 9 ottobre 2010
Firenze fino al 25/10/2010 via Sant’Antonino, 11, Galleria SACI Sogni di un giardiniere. Fotografie. L’attrazione per le piante unito al continuo studio lo porta ad utilizzare sempre piu’ spesso il mezzo fotografico per le proprie ricerche. Nel 2007 Alessandro Commini realizza, con il fratello Giorgio, un sito web (http://www.gardennauta.com) aperto agli appassionati che pubblica gratuitamente fotografie di piante e giardini inviate dagli utenti.
Nato a Roma il 9.2.1957, Commini ha vissuto fin dall’età di 10 anni a Firenze, città di origine della famiglia materna. Ha frequentato l’Istituto Tecnico Agrario e successivamente corsi di specializzazione in agricoltura e giardinaggio. Dopo alcune esperienze lavorative piu’ strettamente agricole (cooperativa Montagnana, azienda agricola sperimentale dell’Università di Firenze) si appassiona sempre piu’ all’aspetto ornamentale delle piante e si dedica al giardinaggio realizzando numerosi giardini per conto di privati. Cura il restauro del giardino della SACI di cui diventa “Gardener consultant”. (Alessandro commini)
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Marina Paris: Domus, 2010
Pubblicato da fidest su sabato, 9 ottobre 2010
Roma 12 ottobre, ore 18,30 Palazzo Valentini presso la sala Stampa di Palazzo Valentini (apertura fino al 13 novembre 2010). L’opera Domus apre il quarto e ultimo appuntamento
con le “installazioni d’artista”. Con l’opera Domus, Marina Paris presenta un’installazione fotografica collocandola in uno spazio preesistente, che sembra tuttavia edificato appositamente per accogliere questo lavoro.
Per Upside down l’artista rielabora lo spazio architettonico della sala manipolandone la percezione visiva e creando così un luogo dove si riconosce l’esile legame tra ciò che è vero e ciò che appare solamente verosimile.
Le potenzialità espresse nel superamento delle formalità dell’architettura sono, per l’artista, le lenti attraverso le quali poter leggere la realtà, fatta di infinite angolazioni che offrono chiavi di interpretazione sempre nuove. Un “sotto e sopra”, un “vero e falso” che formano un percorso nel quale non sempre è facile l’incedere a passo sicuro, e che impone continui interrogativi su quale strada intraprendere. Nel “doppio” risiede la chiave di una visione circolare della realtà, dove vero e verosimile hanno le stesse potenzialità di lettura e di attraversamento.
Un’opera che si fa riconoscere lentamente nello spazio della sala e che aggiunge ambienti e vie d’uscita.
Il Progetto ABC Arte Bellezza Cultura, fortemente voluto dal Presidente della Provincia di Roma, è nato per sostenere le eccellenze culturali e territoriali al fine di avvicinare i cittadini, specie i più giovani, al “bello” e ai suoi luoghi fisici. (immagine 003)
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Jean Pierre Buscaglia
Pubblicato da fidest su sabato, 9 ottobre 2010
Milano fino al 25/10/2010 Via Sant’Agnese 12/8 Studio D’Ars Le tre eta’ della donna Lo scultore Jean Pierre Buscaglia, nato a Losanna nel 1935, dedica ognuna delle tre settimane della mostra ad una diversa fase della vita della donna. Le sue opere rappresentano, nella loro linearità, la ricerca plastica della figura umana in una forma surrealista. Dal 5 all’11 ottobre, l’artista pone sulla base un’unica scultura in gesso raffigurante un busto femminile; nella settimana successiva, dal 12 al 18 ottobre, insieme alla scultura espone 7 bronzetti che rappresentano la figura umana stilizzata; nell’ultima settimana di mostra, dal 19 al 25 ottobre, la medesima scultura e’ affiancata da alcune figure realizzate in marmo.
Jean Pierre Buscaglia vive a Casale Corte Cerro (VB). Espone dagli anni ’80; tra le sue piu’ recenti partecipazioni, ricordiamo la realizzazione della targa commemorativa della Resistenza, posata nel 2006 a Pian di Boit in Valgrande, e la scultura in bronzo Il Lago dei Cigni creata nel 2010 per il Centro Culturale Il Cerro a Casale Corte Cerro. (età donna)
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