Il “Mare nostrum” continua a farlo da protagonista. “Nostro”, per intenderci, soprattutto per i paesi che si affacciano lungo le sue coste. Abbiamo da poco sedata la “guerra balcanica” e le sue profonde ferite non sono ancora del tutto rimarginate mentre in Cisgiordania e in Libano si continua a giocare la partita con il gatto e il topo tra ebrei, palestinesi, libanesi e sullo sfondo i siriani e un po’ più staccati i Giordani. Ora le turbolenze sono passate ad Egitto, Tunisia e Libia. Mentre i primi due paesi, dopo una iniziale resistenza da parte dei due “dittatori”, hanno ceduto ai clamori della piazza la mano ora passa alle nuove figure politiche, e non è detto che si instauri un’altra dittatura e non certo migliore di quella abbattuta, in Libia, invece, la sommossa popolare ha perso il “momento magico” e ora rischia di essere sopraffatta dopo che per un intero mese vi è stato solo il “bla,bla, delle grandi potenze dagli Usa alla Russia e dalla Cina alla Gran Bretagna passando dalla Francia. L’Italia ha tentennato. Non si sa sino a che punto tale indecisione sia stata determinata dal “baciamano” di Berlusconi a Gheddafi o dall’attendismo tutto levantino, in attesa di capire da che parte stare. Alla fine una “nota diplomatica” ha convinto il nostro Presidente del consiglio a dichiarare che “Gheddafi non sembra avere più il controllo del Paese”. E se oggi assistiamo alla piena disponibilità del nostro governo alle decisioni assunte dal vertice di Parigi della Nato, del segretario dell’Onu e dalla inusitata fretta di mettere a disposizione dell’alleanza le basi militari dislocate al sud del paese, dopo un rapido e non certo indolore voto del Parlamento sulla politica estera, lo dobbiamo al rischio di essere tagliati fuori dai nostri interessi economici ed energetici che ci legano alla Libia. Indubbiamente la situazione è delicata. I pozzi di petrolio libici e le riserve di gas fanno gola a molti. E capire da che parte sta il vincitore significa poter meglio trattare con lui dopo aver dimostrato di averlo sostenuto. Se è giusta questa diagnosi si spiega l’attendismo degli occidentali per un intervento militare, ma ora pur sapendo che la partita la sta vincendo Gheddafi e la repressione si può dire oramai scontata da parte delle truppe lealiste, deve essere prevalso il timore che le assicurazioni di Gheddafi non siano più sufficienti e si pensa ad una diversa leadership. Forse un generale. Forse un “re travicello”. In tutto questo resta l’amaro in bocca: le mosse della politica sono taroccate. Non si pensa alla popolazione che soffre, non si pensa alle vittime di una rivolta che si sta trasformando in un genocidio, ma solo ad assicurarsi un posto al sole per meglio gestire l’immensa ricchezza del sottosuolo libico. I morti? Sono solo un danno collaterale. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)
Archivio per 19 marzo 2011
La partita Mediterranea e i “venti di guerra”
Pubblicato da fidest su sabato, 19 marzo 2011
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Caccia francesi distruggono carri armati
Pubblicato da fidest su sabato, 19 marzo 2011
(Da Il Messaggero del 19 marzo) Si ripete un film già visto: la descrizione di bombardamenti, gli effetti visivi, senza tenere in alcun conto che dentro quei carri armati ci sono persone comandate e mandate a morire. Il giorno del bombardamento di Baghdad toccò al fidofede fare la radiocronaca di quella carneficina, ma non si ascoltavano parole di pietà per le vittime, ma solo una asettica descrizione dei fatti visivi: ”A sinistra esplode un missile, mentre si ode il crepitare delle mitragliatrici; in fondo un’altra esplosione, certamente mirata per colpire obiettivi strategici….” Ogni tanto, interrompendo lo spettacolo per pochi minuti, venivamo informati che quel rotolo di carta igienica contava 10 piani di morbidezza. Lo scopo era chiaro, ma venne capito da pochi: scongiurare e neutralizzare l’orrore della guerra, diventata, per l’occasione, uno spettacolo gratuito, di grande audience con l’inevitabile intercalare della immancabile pubblicità. I dittatori esistono perchè a qualcuno, uomo o nazione che sia, è convenuto che ci fossero. Saddam venne armato dagli USA e bombardato dagli USA, così come Gheddafi è stato osannato da Berlusconi che ora si accinge a bombardarlo, quando una decisa azione diplomatica preventiva avrebbe azzerato tutte le cause, scongiurando gli effetti. Ora è una roulette, per tirare a sorte dove collocarsi, per poter salire in fretta a soccorrere il vincitore. Per morire i tiranni pretendono la morte di innocenti, perché la tirannia trascina con sé l’odio che anima l’uomo e lo schiera contro il suo simile. Non si tratta di barattare la vita di un uomo contro milioni di barili di petrolio, che già sarebbe assurdo; ora il conto è all’inverso: milioni di vite anche per un solo barile di petrolio. Certamente c’è chi ride per quanto sta accadendo, immaginando futuri scenari nei quali saranno chiamati a speculare. (Rosario Amico Roxas)
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Libia: I francesi danno il via ai bombardamenti
Pubblicato da fidest su sabato, 19 marzo 2011
Alle ore 17,45 di oggi la prima squadriglia di aerei francesi ha compiuto un raid in Libia. Sono stati colpiti mezzi corazzati e blindati individuati a 150 Km da Bengasi. La forza aerea francese consiste in venti aerei e due fregate di difesa aerea e si sono posizionate al largo della Libia. Mentre scriviamo gli attacchi si sono estesi alla capitale Tripoli e alla residenza fortificata di Gheddafi. A questo punto si sono aggiunti gli aerei inglesi, americani e Spagnoli. Si presume che i bombardamenti proseguiranno senza interruzione per tutta la notte. Subiranno una interruzione nella mattinata per consentire ad una delegazione della Lega araba di contattare Gheddafi per indurlo alle dimissioni. Come contropartita si è disposti a concedergli un salvacondotto e la promessa che non sarà giudicato da un tribunale internazionale. I proclami di Gheddafi non mancano e nemmeno le minacce nei confronti dei paesi della coalizione. E’ presa di mira soprattutto la Francia. Per Muammar Gheddafi “Siamo vittime di una nuova crociata da parte dei francesi e del loro presidente, il noto ebreo sionista Sarkozy”.
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S.Giuseppe: auguri al Papa
Pubblicato da fidest su sabato, 19 marzo 2011
In occasione dell’onomastico di Sua Santità, Benedetto XVI, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha inviato al Segretario di Stato Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, il seguente telegramma: «Santità, a nome mio e della Giunta Capitolina le formulo i più devoti auguri in occasione del Suo onomastico. La città di Roma, di cui mi onoro di essere il primo cittadino, vuole testimoniarLe attraverso di me l’affetto e la riconoscenza per quanto Ella fa per la nostra città come pastore e vescovo».
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Nucleare: il trucco della pausa di riflessione
Pubblicato da fidest su sabato, 19 marzo 2011
Il governo sta pensando di prendere una ‘pausa di riflessione’ sul nucleare. Scoprono ora, dopo aver spinto sull’acceleratore, sordi ad ogni critica, l’esigenza di riflettere. L’apocalisse di Fukushima (definizione della Ue) ha fatto cambiare improvvisamente le strategie del governo (e della lobby nuclearista). Strategie politiche? No. Energetiche? Neanche. Di comunicazione. Semplicemente. Ragioni di opportunità comunicativa spingono gli alfieri dell’atomo ad una ritirata tattica, solo momentanea. La ragione è semplice: la tragedia giapponese rischia di diventare una catastrofe atomica planetaria e l’opinione pubblica potrebbe sommergere con il voto referendario il piano nucleare del governo. Sanno che, mantenendo la posizione nuclearista, sarebbero travolti dal referendum. E temono anche per le amministrative. Molto. La loro ‘pausa di riflessione’ serve solo ad una cosa: far passare la buriana, far placare il flusso di informazioni provenienti dal Giappone per aggirare il referendum e attuare il piano nucleare in un secondo momento. Adottano un profilo basso oggi per poter avere le mani libere domani. Sono i soliti imbroglioni, di questa gente non ci si può fidare. Parlano anche di centrali costruite con il consenso della popolazione e delle regioni, ma hanno approvato norme che bypassano il confronto con le regioni ed i territori, militarizzando le centrali. Non è una pausa di riflessione, ma un’arma di distrazione di massa. Vogliamo essere chiari per una volta? La domanda al governo è una sola: il nucleare va definitivamente in soffitta sì o no? Se la risposta è no (perché ci sono interessi enormi…) la risposta sarà una soltanto: il voto al referendum che spazzerà via l’incubo atomico dal nostro paese. (Massimo Donadi Parlamentare Idv)
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Berlusconite cronica
Pubblicato da fidest su sabato, 19 marzo 2011
Si pensava che fosse una “malattia rara” ma invece è diventata cronica e persino infettiva e capace di diffondersi come una pandemia. Di certo tra 30-40 anni e forse più si potrà discutere con più serenità ed obiettività su questo quasi ventennio, che come l’altro ventennio, ci perseguita mettendo a nudo i lati meno esaltanti del nostro essere cittadini del mondo, votati alla solidarietà e al rispetto delle altrui opinioni. Sembrano a questo punto diventate un delirio di fantasticherie le parole pronunciate da Francois-Marie Arouet, più noto col nome di Voltaire, che scrisse (“Trattato sulla tolleranza”) sull’argomento: “Io non approvo quel che tu dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di poterlo dire”. Emergono, invece, i lati più oscuri della nostra natura esaltando il mentire con il cinismo di chi afferma: quando la verità è brutta solo la menzogna par bella”. Esaltando l’edonismo con il compiacersi del proprio e altrui erotismo come pratica di vita. Esaltando la spregiudicatezza negli affari che si prendono beffa delle leggi. Esaltando le debolezze umane per soggiogare i più deboli di carattere, i più venali, i più inclini alla sudditanza e al servilismo. Esaltando il consumismo per il quale il benessere e ancor meglio la ricchezza sono le sole chiavi d’accesso al paradiso in terra ed è una realtà che si tocca a differenza di quello celeste. E se poi tutto questo si trasforma in un genocidio di popoli, nella morte per fame di milioni di bambini, nell’avvelenamento sistematico dell’ambiente, nella distruzione dei valori, nell’accentramento delle ricchezze e delle risorse vitali, poca importa: mors tua vita mea. Ci sfugge l’idea che chi ci guida debba esserci, in primis, d’esempio per uscire dalle nebbie delle nostre debolezze e consentirci di guardare lontano con serenità e fiducia. Ci sfugge l’idea che non ci è consentito di chiuderci a riccio entro le quattro mura di una casa, di tapparci le orecchie per non sentire, di coprirci gli occhi per non vedere perché in una società composita come la nostra il bene come il male, il progresso come il regresso non si evitano tacendo ma operando perché emergano le buone intenzioni che come l’aria ci attraversano e ci consentono di vivere. Se tutto ciò ci sfugge i nostri figli non avranno un futuro. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)
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Operazioni di evacuazione umanitaria
Pubblicato da fidest su sabato, 19 marzo 2011
Ginevra Grazie ad un’operazione umanitaria di evacuazione congiunta, messa in atto dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) con il sostegno di un gran numero di paesi, sono stati evacuati più di 50.000 migranti bloccati nei campi in Egitto e Tunisia. Altre decine di migliaia sono stati rimpatriati con aerei e navi messi a disposizione dai propri governi. “E’ una delle evacuazioni più massicce nella storia” ha dichiarato il Direttore Generale dell’OIM, William Lacy Swing. Le due organizzazioni lanciano un appello ai Governi donatori al fine ottenere un ulteriore supporto economico e logistico per la seconda fase delle evacuazioni. L’OIM stima che in Libia siano ancora presenti più di un milione di migranti lavoratori,molti dei quali provenienti dall’Africa sub-sahariana. All’apice dell’esodo, oltre 17.000 persone fuggite dalla Libia sono confluite nel campo gestito dall’UNHCR alla frontiera con la Tunisia. Molti di loro hanno atteso assistenza per poter ritornare nei loro paesi d’origine. Ad oggi soltanto 6.500 persone rimangono bloccate in Tunisia, 2.500 in Egitto e 1.500 in Algeria e Niger. La maggior parte sarà evacuata questo weekend con voli organizzati da UNHCR e OIM al fine di rendere la situazione più facile da gestire alla frontiera dove continuano ad arrivare gruppi di persone in fuga dalla Libia.OIM e UNHCR prevedono che ogni giorno continueranno ad attraversare la frontiera tra 1.500 e 2.500 persone che hanno necessità di lasciare la Libia. Le due organizzazioni chiedono ai governi di mettere urgentemente a disposizione le risorse necessarie a garantire il proseguimento delle operazioni di evacuazione. “I generosi contributi finanziari e in natura ottenuti fino ad ora ci hanno permesso di evacuare in sicurezza più di 50.000 migranti che volevano disperatamente tornare a casa dalle loro famiglie. Ma ci sono ancora migliaia di persone bisognose d’aiuto.” afferma il Direttore Generale dell’OIM, William Lacy Swing.Nelle ultime settimane hanno lasciato la Libia circa 300.000 persone. Con il proseguire degli scontri in Libia, UNHCR e OIM sono pronte ad assistere nuovi gruppi in arrivo per trasportarli nei rispettivi paesi d’origine. Nel frattempo l’UNHCR si sta impegnando nel trovare una soluzione per un crescente numero di persone che provengono da situazioni di guerra e persecuzione e che non hanno la possibilità di essere rimpatriati.
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Concerto Marco Da Silva Jazz Quartet
Pubblicato da fidest su sabato, 19 marzo 2011
Roma 21 – Dalle ore 19 via Pietro Micca 7/a Micca club (Porta Maggiore)– APERITIVO SWING LIVE – ore 21.30 concerto Marco Da Silva Jazz Quartet (swing jazz) – stage gratuito di ballo swing – Dj Lalla Hop (50′s) Il lunedì al Micca Club si arricchisce delle performance di Live Bands d’eccezione che intratterranno piacevolmente il pubblico a suon di Swing, Rock’n'Roll e Rockabilly, grazie a Lalla-Hop che ha collaborato con la direzione artistica della serata. Lalla-Hopvi condurrà con la sua musica nei fantastici anni ’50, sognando pin-up, macchine decappottabili, gonne a ruota e brillantina. Un djset dall’America 40′s e 50′s, Swing e Rockabilly si accompagna all’insuperabile aperitivo espresso
preparato dallo chef e accoglie tutti quanti vogliano mettere alla prova i loro passi sulla pista da ballo. Per chi ha voglia di imparare l’arte del ballo swing: Lalla-Hop sarà felice di insegnarvi, attraverso un semplice stage, i passi base di questo ballo travolgente.• MARTEDI 22 – Dalle ore 19: Aperitivo FUNK SESSION N° ONE e COCKTAIL STORY con degustazione gratuita – Djset Corry X (funk 70′s)• MERCOLEDI 23 – evento speciale! Apertura straordinaria per RITUAL
DELUXE EXOTIK KABARET – spettacolo fetish burlesque-djset- bondage• Special guest burlesque: Beatrix Von Bourbon (Londra) – Dj The Secretary (torture garden-londra)• GIOVEDI 24 – evento speciale! TRIBUTO A MINA con Giorgia Bassano e Ials Jazz Big Band – Dalle ore 19 Appetito diVino aperitivo con degustazione gratuita vino e finger food – Djset con Misterstereo8 (60′s, beat italiano, soul-funk)L’ingresso dalle 19.00 alle 22.00: Drink + Free buffet 10 euro L’ingresso venerdì e sabato dopo le 22.00 è di 10 euro in lista su http://www.miccaclub.com/ 15 euro non in lista. Negli altri giorni della settimana dopo le 22 l’ingresso è libero salvo eventi. La domenica l’ingresso è libero salvo eventi (da silva, giorgia, voci di corridoio)
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La festività di Naw-Rúz 2011
Pubblicato da fidest su sabato, 19 marzo 2011
Parma 20 marzo 2011 – ore 17.00 presso i locali della Biblioteca Internazionale Ilaria Alpi a partire dalle ore 17.00 la Comunità Baha’i celebrerà la festività di
Naw Rùz offrendo così a tutta la cittadinanza la possibilità di vivere e conoscere una delle feste più importanti della Fede Baha’i. Una nuova occasione quindi per favorire il dialogo, l’incontro e la comprensione fra le culture e per scoprire i ricchissimi riferimenti culturali, artistici e spirituali della Festività di Naw Ruz .La Festività di Naw Rúz, celebrata il giorno in cui il sole entra nella costellazione dell’Ariete, ossia il giorno dell’equinozio di primavera, ha antiche origini. Secondo la religione zoroastriana, che guidò la fioritura dell’antica civiltà persiana di Ciro, Dario e Serse, esso segna il capo d’anno. Con il diffondersi di questa civiltà anche questa festa si è diffusa nelle regioni circostanti. Nel XIX secolo Bahá’u’llah , Fondatore della Fede Baha’i, ha scelto il Naw Rúz come inizio dell’anno per tutti coloro che seguono la Sua Fede. Per i bahá’í il Naw Rúz del 2011 dà inizio all’anno 168. In poco più d’un secolo, la Rivelazione bahá’í si è sparsa in tutti i continenti, diventando la seconda religione del mondo per diffusione geografica dopo il Cristianesimo. Con essa anche l’osservanza del Naw Rúz si è ulteriormente diffusa in moltissime località (anche in Italia, compresa Parma) fino a ricevere un riconoscimento ufficiale dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite lo scorso anno.Saluti di benvenuto: Luciano Mazzoni – Presidente Istituzione Biblioteche Comune di ParmaE un Rappresentante della Comunità Baha’i A seguire intervengono: Faezeh Mardani“Origini e significato del Naw Ruz, primo giorno di Primavera” e “Le poesie dei grandi poeti persiani dedicate al Naw Ruz” Alaedin Rajaby “Il Santur e la musica tradizionale persiana” Proiezione del video: “Naw Ruz intorno al mondo” HAFT SIN Allestimento della tavola tradizionale con i simboli del capodanno a cura di Ebraimi Susan e Mojdeh Silani Con l’adesione Dell’Associazione Tunisini Giuseppe Verdi di Parma/Associazione dei Musulmani per il dialogo di Parma. mIngresso libero (A view of the Shrine)
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Reims: due dottorati finalisti
Pubblicato da fidest su sabato, 19 marzo 2011
I dottorandi Unicam Aida Capone e Matteo Valzano hanno partecipato al Forum europeo rivolto alle Start up innovative che si svolgerà a Reims i prossimi 29 e 30 Marzo, posizionandosi tra i ventotto finalisti, su oltre duemila progetti partecipanti, che concorreranno per i primi tre premi. Innovact Campus Awards 2011 è un evento che dà la possibilità di sviluppare e trovare i finanziamenti per progetti imprenditoriali innovativi e stimolanti. Il Forum nei due giorni riunisce, infatti, le reti, i professionisti e le informazioni, creando le giuste condizioni per favorire scambi fruttuosi, partnership durature e nuovi incontri. I due dottorandi Unicam, che afferiscono al gruppo di ricerca coordinato dal Prof. Guido Favia, Professore Associato di Parassitologia, hanno presentato un progetto di ricerca inerente il tema dei rapporti “simbionti-zanzare” e ha ad oggetto la creazione di un’impresa che possa sviluppare metodiche di controllo di malattie trasmesse da insetti vettori mediante “l’utilizzo di microorganismi simbionti”. I vincitori dell’ Innovact Campus Awards 2011 riceveranno un premio in denaro del valore di 3.000 euro, al secondo e al terzo classificato andranno 1.500 euro. La dott.ssa Capone e il dott. Valzano sono stati invitati a presentare il loro progetto a Reims, nel corso della 15° edizione del Forum europeo per le start-up che vedrà la partecipazione di oltre duemila professionisti provenienti da 20 paesi europei e 200 nuove imprese europee. La cerimonia di premiazione è prevista per il 30 marzo 2011. (dottorandi)
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Beatificazione Giovanni Paolo II
Pubblicato da fidest su sabato, 19 marzo 2011
Roma città del Vaticano. E’ ripartita ieri dal Vaticano la Fiaccola di Lolek accesa sulla Toma di Giovanni Paolo II da 5 giovani rugbysti dell’Accademia Nazionale di Roma “Lorenzo Sebastiani”, Sami – Adriano – Francesco – Alain e Luca, che hanno saputo vivere questo particolare momento nella grandezza dei suoi valori, gli stessi che riportano in campo insegnando come va
vissuto lo Sport sui campi da gioco. La Fiaccola è salita sulla Cupola, il punto più
alto della Basilica Vaticana, brillando alta nel cielo avvolta in un panoramico e magico scenario della Città Eterna, accompagnata anche dai Sbandieratori di Borgo Spante, da alcuni giovani atleti e da tanti amici. Sono stati momenti carichi di gioia, entusiasmo, grinta, in una ascesa verso quei veri valori della vita tanto gridati da Giovanni Paolo II ai suoi amati giovani, tutti racchiusi nella forza della fede, della speranza e della carità. La Fiaccola di Lolek, Domenica 20 marzo alle ore 17.30, arriverà a Benevento dove verrà accolta dalle autorità locali, dalle associazioni sportive e da tutta la città.
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Roma: presentazione libro
Pubblicato da fidest su sabato, 19 marzo 2011
Grande soddisfazione per la Scuola di Specializzazione in Diritto civile dell’Università di Camerino. Lo scorso 16 marzo, a Roma, nella stupenda
cornice del Palazzo Spagna l’Ambasciatore di Spagna presso la Santa Sede, Francisco Vázquez y Vázquez, ha presentato il libro “Il controllo di legittimità costituzionale e comunitaria come tecnica di difesa. Corte costituzionale italiana e spagnola a confronto” che raccoglie gli atti del convegno svoltosi a Camerino nel 2007, in collaborazione con la Prefettura di Macerata, in occasione della ricorrenza dei cinquanta anni della Corte costituzionale. Il libro, curato dalla Prof.ssa Lucia Ruggeri, direttore della Scuola di Specializzazione in Diritto civile e dai Prof.ri Lorenzo Mezzasoma e Vito Rizzo dell’Università di Perugia, è incentrato sui rapporti tra Corte costituzionale, Corte di Giustizia e Corte Europea dei diritti dell’uomo e sui principi costituzionali applicati nella giurisprudenza delle varie corti. L’incontro è stato aperto dal saluto dell’Ambasciatore il quale ha evidenziato la forte connessione e affinità tra Italia e Spagna e dal saluto del Prof. Pietro Burrascano, del Centro di Studi Giuridici sui Diritti dei Consumatori dell’Università di Perugia. E’ seguita una relazione di presentazione svolta dal Prof. Domingo Bello Janeiro, dell’Università di La Coruña. Il Prof. Agustin Luna Serrano dell’Università “Ramon Llul” di Barcellona ha effettuato un’interessante analisi su come principi e valori comuni abbiano avuto modo di sviluppare diversi sistemi di tutela dei diritti. Il Prof. Pietro Perlingieri, Presidente della Società italiana degli studiosi del diritto civile e del Comitato scientifico della Scuola di Specializzazione camerte nella successiva relazione ha evidenziato il carattere “aperto” del sistema costituzionale italiano: un sistema che contempla la possibilità che fonti esterne ai nostri confini dispieghino i loro effetti sul territorio nazionale. Fonti comunitarie e internazionali convivono con fonti interne determinando un sistema complesso che rende straordinariamente attuale la carta costituzionale italiana.(ruggeri)
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The Economist: il futuro dello stato
Pubblicato da fidest su sabato, 19 marzo 2011
The Economist pubblica uno special report sul futuro dello Stato, che esamina le opzioni concrete che esistono per le riforme. Scritto da John Micklethwait, caporedattore di The Economist, il report individua le principali sfide dei governi di oggi – come ad esempio il costo sempre crescente di assistenza sanitaria e le pensioni – ed indica i problemi che le nazioni non possono più permettersi di ignorare. The Economist, che ha recentemente assunto Anne McElvoy come direttore per le politiche pubbliche, sostiene che la riforma dello stato sarà il tema politico dominante del nostro tempo. Micklethwait scrive: “I governi sono aumentati in dimensione in gran parte del mondo e per molti questo è sempre più insostenibile. Invertire questa tendenza sarà una delle sfide di questo secolo, sia in termini di efficienze e che di percezione del ruolo dello Stato. “Con la spesa dei governi occidentali che ad oggi è stimata essere metà del loro PIL nazionale, L’Economist mette in evidenza le inefficienze complessive di molti servizi del settore pubblico, come l’assistenza sanitaria. Il report descrive i gruppi di interesse, in particolare i sindacati del settore pubblico, che sono i maggiori ostacoli al cambiamento. L’Economist spiega che “ora l’accettazione che il governo si è rotto sembra essere di gran lunga maggiore, e gli elettori sono più disposti a dare al loro leader un margine di manovra per ripararlo.” Esaminando il ruolo dello Stato nei paesi di tutto il mondo, questo report identifica le sfide esistenti e gli insegnamenti che possono essere appresi. Analizza i motivi del deficit di 25 miliardi di dollari della California; esplora come Singapore ha costruito la reputazione di buon governo e spiega perché gli uomini d’affari sbagliano a considerare la Cina come un modello di efficienza. Micklethwait delinea un processo in tre fasi che i governi dovranno prendere in considerazione. Il primo passo è quello di abbracciare una buona gestione copiando le best practice provenienti da tutto il mondo. La seconda fase sarebbe di andare oltre e cominciare a ridurre la portata dei servizi – in particolare i benefici universali di cui gode la maggior parte degli elettori occidentali. Infine, i governi devono districare la matassa. Il report dell’ Economist si conclude inequivocabilmente, affermando che “Nulla può essere aggiunto alla felicità umana in Occidente se non un piccolo stato migliore”.
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Prosciutto di Parma: record dell’export
Pubblicato da fidest su sabato, 19 marzo 2011
E’ stato un anno record per l’export del Prosciutto di Parma che nel 2010 ha registrato un incremento del 9,5% ottenendo il miglior risultato di sempre. Sono stati infatti 2.256.000 – per un valore di 200 milioni di Euro – i prosciutti con la Corona che hanno varcato i confini nazionali raggiungendo le tavole di oltre 80 Paesi del Mondo; numeri che fanno della DOP di Parma il prodotto principe della salumeria italiana e una delle grandi icone del Made in Italy. I mercati esteri assorbono oggi il 24% della produzione di Prosciutto di Parma e rappresentano uno sbocco imprescindibile per lo sviluppo del comparto e dell’economia locale.Da segnalare lo storico sorpasso degli Stati Uniti sulla Francia, che diventano così il primo mercato export, mentre al terzo posto la Germania è stata quasi raggiunta dalla Gran Bretagna, mercato che nell’ultimo decennio ha registrato la maggior crescita in assoluto; fra i nuovi Paesi spicca il dato dell’Australia, che cresce del 56%. Uno dei fattori determinanti per lo sviluppo dell’export del Parma è rappresentato dal prodotto preaffettato, che continua a crescere a ritmi elevatissimi; con un incremento del 10% sono state oltre 60 milioni le vaschette con la corona vendute nel 2010, di cui ben 43 milioni destinate all’estero, dalla vicina Europa fino ad arrivare alla lontanissima Nuova Caledonia che lo scorso anno ha importato 22.000 vaschette di Parma. Ricordiamo che la filiera del Prosciutto di Parma è composta da 5.500 allevamenti suinicoli, 120 macelli, 162 stagionatori e che il giro di affari al consumo del Re dei Prosciutti supera gli 1,7 miliardi di euro.
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