Dialisi e Trapianti nel Lazio
Pubblicato da fidest su domenica, 20 marzo 2011
I dati contenuti nel rapporto diffuso nel Gennaio 2011 sono riferiti alle persone in trattamento dialitico cronico alla data del 31 dicembre e a quelle che hanno iniziato per la prima volta la dialisi nel corso dell’anno 2009. Sono interessate tutte le persone immesse in un programma di dialisi cronica di tipo ambulatoriale o domiciliare, presso le strutture pubbliche e private presenti nella Regione Lazio. Non sono, quindi, considerati i trattamenti dialitici effettuati in regime di ricovero a favore di pazienti con insufficienza renale acuta o cronica.I Pazienti prevalenti presso un centro, un’area geografica etc.. ad una data, sono i pazienti che ad una definita data (ad es. al 31.12) dializzanostabilmente presso il centro o nell’area geografica ecc. Sono pertanto esclusi i pazienti che dializzano temporaneamente nel centro o nell’area geografica per motivi clinici, perché ospiti etc.. La prevalenza comprende tutti i pazienti che dializzano cronicamente in un centro od in un’area indipendentemente dal fatto che essi siano o no residenti nella stessa area. Ad esempio sono prevalenti nel Lazio al 31.12 tutti i pazienti che dializzano stabilmente in centri di quella regione al 31.12, anche se essi provengono da comuni di confine della Campania, Toscana, Umbria ecc.Dal rapporto Asp, nel corso degli anni si è osservato un costante incremento dell’offerta di dialisi da parte dei centri pubblici che nel 1994 costituiva il 36,3% del totale ed è divenuta prevalente nel 2002; da allora l’offerta pubblica si è collocata su valori tra il 55% e il 60%. Da riscontrare che tra i nuovi ingressi in dialisi, l’offerta di dialisi pubblica era del 36,6% nel 1994 ed è rimasta inferiore a quella privata fino al 2000 (42,5%); da allora, i nuovi ingressi in dialisi si sono verificati prevalentemente presso strutture pubbliche con lievi variazioni percentuali nel corso degli ultimi anni, fino al 57,3% osservato nel corso del 2009 (più che la tipologia di offerta si è modificata la sua classificazione, in quanto alcuni centri, prima classificati come privati sono poi stati classificati come pubblici n.d.r.).Fra i Prevalenti e gli Incidenti le nefropatie di base più frequenti erano le malattie renali vascolari (23 % – 25%), le nefropatie a eziologia incerta e/o sconosciuta (19,8 % – 21%), il diabete (17,6% – 22%). Le malattie renali vascolari erano le più frequenti nella classe di età superiore a 64 anni (28,2%), seguite dal diabete (22,6%). Nel complesso, tenendo conto anche dell’emodialisi in acetato o in bicarbonato, l’emodialisi in bicarbonato rappresentava il 73,5% e l’87,3% metodiche utilizzate, rispettivamente per prevalenti ed incidenti. Le membrane più utilizzate erano polisulfone e poliamide ed i farmaci utilizzati da almeno la metà delle persone in dialisi sono stati l’eritropoietina 85 %, gli inibitori dei recettori H2 o l’Omeprazolo (72,9%), la vitamina D (56,3%), il ferro per uso endovenoso (55,5%), gli antiaggreganti piastrinici (50,3%). Tutti i soggetti assumevano almeno una terapia. Tra i nuovi ingressi in dialisi nel 2009 all’86,7% dei pazienti è stata somministrata eritropoietina.Nel complesso le persone considerate idonee al trapianto erano il 10,8%, con una frequenza più elevata tra i presenti nei centri pubblici rispetto ai centri privati (12,9% vs. 7,9%). Sono stati 1911 i trapianti notificati dal 1.7.1994 al 31.12.2009 con un valore medio intorno ai 123 trapianti l’anno.Il 67,0% dei pazienti in dialisi è stato giudicato non idoneo al trapianto. Dal 30.6.1994 al 31.12.2009 sono stati notificati 8087 decessi. Le principali cause di morte tra i 612 decessi notificati nel 2009 sono state quelle cardiache (6,6 decessi per 100 persone in dialisi), seguite dalle vascolari e dalla cachessia (1,6). (in sintesi)