Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

Archivio per 2 aprile 2011

Beffa italiana a Parigi

Pubblicato da fidest su sabato, 2 aprile 2011

Parigi, 2 aprile – Petrolio e barconi nella fontana del Trocadero, sotto la Torre Eiffel a Parigi. La ‘beffa’, tutta made in Italy, è di CasaPound Italia, che nella notte ha colorato di nero l’acqua della fontana, lasciando in uno di quei luoghi che fanno l’orgoglio d’Oltralpe sei canotti con attaccate le facce di immigrati tunisini con su la scritta ‘Sarko, aidez nous’, ‘Sarko, aiutaci’. Tutto intornoi parigini hanno potuto trovare i volantini siglati con la tartaruga frecciata: i primi piani dei nordafricani davanti, un piccolo testo sul retro. ”Vi siete presi la Gioconda – si legge – Vi siete presi Gucci. Vi siete presi Bulgari. Vi siete presi Galbani. Vi siete presi Parmalat. Vi siete presi Alitalia. Vi siete presi Bnl. Vi siete presi Edison. Vi siete presi il petrolio libico che usavamo noi. Vi siete presi il gas libico che usavamo noi. Vi siete presi i contratti libici che prima erano nostri. Ora prendetevi anche i barconi di immigrati. Ci sono italiani che non si vendono e non si arrendono”. ‘’Un gesto – sottolinea Cpi – che è uno scatto d’orgoglio di quegli italiani che non si vendono e non si arrendono contro l’arroganza di un Paese che non ha esitato ad assassinare l’idea stessa di Europa pur di strappare all’Italia l’egemonia economica in Libia e che non ci ha pensato due volte a respingere alla frontiera e a rispedire a Ventimiglia i ‘fratelli tunisini’ che, in fuga da un paese devastato,tentavano di tornare alla ‘casa’ di un tempo’’.

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“L’Europa muore a Tripoli, l’Italia muore a Lampedusa”

Pubblicato da fidest su sabato, 2 aprile 2011

Questo il testo dello striscione che questa mattina i militanti di CasaPound Italia hanno srotolato davanti all’ambasciata francese a Roma ”per stigmatizzare il comportamento vergognoso delgoverno italiano e dell’Unione europea sulla guerra in Libia e sulla gestione del tragico esodo di profughi e immigrati dal Nordafrica che sta facendo del nostro Paese, da Ventimiglia a Lampedusa, la prima vittima dell’ingordigia anglo-americana e dell’irresponsabile egoismo francese”.

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Indebito aumento bolletta elettrica

Pubblicato da fidest su sabato, 2 aprile 2011

enel brindisi / cerano, italia [ salento ]

Image by Paolo Margari via Flickr

“L’aumento del 3,9% della bolletta elettrica da oggi, nonostante i gravi problemi che stanno penalizzando l’approvvigionamento delle Fonti primarie, è sbagliato e inopportuno”, sostiene Carlo De Masi, Segretario Generale della FLAEI-CISL. “La bolletta elettrica, al contrario, dovrebbe diminuire, sgravandola di oneri impropri, di accise e tasse (anche su oneri e accise) che, applicate in maniera indifferenziata, penalizzano maggiormente i Pensionati, le Famiglie e i meno abbienti”, prosegue il Sindacalista. “La bolletta elettrica deve essere resa innanzitutto di facile lettura e trasparente, non solo nelle imputazioni dei capitoli di spesa ma anche per far sapere, ai Cittadini /Consumatori, quanto viene effettivamente utilizzato e verso quali obiettivi (Vettoriamento, Trasporto, Distribuzione, Generazione, Vendita, Rinnovabili, Ricerca ecc.). “La struttura tariffaria deve essere rivista nel suo complesso, legandola alle scelte di strategia energetica del Paese (che la Politica dovrebbe assumersi la responsabilità di fare) a partire dagli incentivi alle Rinnovabili che devono essere trasferiti sulla fiscalità generale e non gravare sulla bolletta elettrica” aggiunge il n°1 della FLAEI. “Solo a queste condizioni si eviteranno ulteriori aumenti e si potranno agevolare le fasce deboli, redistribuendo i rivoli finanziari in funzione del Sistema elettrico nazionale e di sviluppo e occupazione diretta e indotta.” conclude il n. 1 della FLAEI.

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Berlusconi e il mare “comunista”

Pubblicato da fidest su sabato, 2 aprile 2011

Mare trasparente a Lampedusa

Image by marcomolinari.it via Flickr

Uno ci mette tutta la sua buona volontà, tutto il suo smagliante sorriso, promette impossibili campi da golf e casinò, acquista un villa sull’isola, s’impegna a sgombrare Lampadusa dagli immigrati entro due giorni. Difficile che riuscirà a mantenere le promesse del campo del campo golf e del casinò, ma una cosa è certa: non può mantenere l’impegno dello sgombero entro 48 ore. E per colpa di chi? Del mare comunista che si è agitato alla vista del Cavaliere. (Veronica Tussi)

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Ritrovato bassorilievo marmoreo del ’500

Pubblicato da fidest su sabato, 2 aprile 2011

Salemi – Importante ritrovamento nei giorni scorsi nel centro storico di Salemi. Durante una ispezione in uno dei locali annessi all’ex Chiesa Madre, in Piaza Alicia, è stata rinvenuta una lapide sepolcrale, datata intorno al ’500, un tempo posta a chiusura dell’ingresso della cripta maggiore.  Realizzata in fine marmo bianco «la lastra – spiega il seminarista della Diocesi di Mazara del Vallo, Nino Gucciardo, che ne ha ricostruito l’origine sulla base di una iscrizione posta sulla stessa lapide – riproduce in bassorilievo le spoglie mortali dell’Arciprete Niccolò Di Nuccio, canonico onorario della Chiesa Cattedrale di Mazzara, morto nell’anno 1583, che ricoprì la carica di Arciprete della città di Salemi per ventiquattro anni a partire dal 1° giugno 1559»  Il Sacerdote viene raffigurato disteso nel cataletto, la testa leggermente reclinata poggiante su un cuscino, le mani raccolte sull’addome. Indossa la veste talare, un paio di guanti e la berretta (copricapo tipico dei chierici secolari).   «Essendo originariamente collocata sulla pavimentazione della chiesa la lapide – aggiunge Gucciardo – risulta alquanto usurata dal tempo specie nella zona del capo, nonché frammentata in vari pezzi, non permettendo di cogliere con precisione le fattezze del volto del defunto; tuttavia si percepisce chiaramente che il sacerdote porta barba e baffi, conformemente alla «moda» del XVI sec. Tutt’intorno, entro una semplice cornice, corre un’iscrizione non del tutto leggibile dalla quale è stato possibile risalire all’identità del soggetto raffigurato. Padre Cremona infatti, nel suo manoscritto «La Città di Salemi» del 1762 trattando di personaggi illustri riporta il nome di un tal “Niccolò Nuccio di Calatafimi”» (bassorilievo, chiesa madre, sagrato)

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“Per filo e per segno”

Pubblicato da fidest su sabato, 2 aprile 2011

Roma Da martedì  5 a venerdì 22 aprile 2011 ore 21 (domenica ore 18; lunedì riposo) Costo biglietto: Intero €12,00; Ridotto €8,00  Atelier Meta-Teatro Via Natale del Grande 21, Regia: Pippo Di Marca e con Luca Archibugi Con: Cloris Brosca, Alberto Di Stasio e Veronica Zucchi Scene e costumi: Luisa Taravella Musiche: Arvo Part. Il testo, una commedia iperreale con cadenze da «thriller metafisico», ha per protagonista Troppo, una sorta di Ulisse sperduto, residuo del Moderno, un uomo incline a perdere e a perdersi, affetto da disturbi di memoria, senza arte né parte, ridicolo e melodrammatico al tempo stesso, il quale ritorna, per così dire, a casa. Il climax sospeso e ambiguo di Per filo e per segno, che risale alla metà degli anni ottanta e vinse il Premio Under 35, ha creato riferimenti molteplici verso la drammaturgia del secolo passato più impregnata di teatro metafisico e dell’assurdo. Di tutto ciò hanno cercato di fare tesoro Pippo Di Marca e i tre attori per restituire con attenta e rigorosa scrittura scenica quello che si può considerare uno dei più riusciti testi di Luca Archibugi. (cloris)

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Così fa Mozart

Pubblicato da fidest su sabato, 2 aprile 2011

Firenze 5 aprile 2011 alle 20.30 via del Proconsolo 4 museo nazionale del Bargello si terrà l’ultima delle sei serate del festival tra musica e arte, in un inedito connubio tra le meraviglie scultoree e quelle musicali. In quest’ultimo appuntamento il noto pianista fiorentino Gregorio Nardi proporrà un imperdibile programma che, in un ampio gioco di rimandi, si articolerà tra le più belle pagine di Kurtag, come Hommage à Jehuda Elkana 70 e Un brin de bruyère à Witold, affrontando anche la Sonata kv 570 diMozart, ma anche Beethoven e Liszt. I grandi capolavori mozartiani affiancati dalle opere dei più importanti compositori del Novecento, in un singolare omaggio al grande genio, definito come “il compositore più universale nella storia della musica occidentale”. Un appassionante viaggio nel repertorio di tutti i tempi, un’occasione per riscoprire la genialità compositiva e la modernità di Mozart e di tutti quegli innovatori del linguaggio musicale che hanno influenzato la storia della musica fino ad oggi. Si conclude anche quest’anno, avendo riscosso un grande successo, la bella rassegna musicale che tra febbraio e aprile ha animato la splendida Sala del Michelangelo del Museo Nazionale del Bargello. Gregorio Nardi è nato a Firenze nel 1964, ha studiato con i nonni Rio Nardi e Gregoria Gobbi, ed è stato l’ultimo allievo di Wilhelm Kempff. (nardi)

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Arte Accessibile Milano

Pubblicato da fidest su sabato, 2 aprile 2011

Milano 7 aprile 2011 ore 20.30 (8/9 aprile 2011: 12.00/22.00 10 aprile 2011: 12.00/20.00) Sede Il Gruppo 24 Ore Via Monte Rosa, 91 ingresso gratuito Il Direttore Artistico e il suo Team di 10 Curatori  danno appuntamento nel famoso edificio di Renzo Piano, sede del Gruppo 24 Ore per la terza edizione di Arte Accessibile Milano 2011. Un evento straordinario nel quale le proposte più giovani, innovative ed estemporanee, saranno presentate da oltre 60 prestigiose Gallerie d’Arte Contemporanea, con progetti inediti accanto alle opere dei Maestri. Quattro giorni in vetrina ricchi di contenuto: incontri, convegni, seminari, performance artistiche e musicali, workshop elaboratori per bambini. Un’esperienza da non perdere http://www.arteaccessibile.com (shopocalypse)

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Fotografia: Cristalli di luce

Pubblicato da fidest su sabato, 2 aprile 2011

Venezia dal 9 al 21 aprile 2011 Bistrot de Venice Calle dei Fabbri, San Marco 4685 –  inaugurazione sabato 9 aprile 2010, ore 17:30 rassegna a cura di Andrea Zaccarelli La produzione fotografica di Fabrizio Uliana spazia tra i più svariati generi: spiccano i reportages a sfondo sociale e taluni lavori di stampo minimalista in cui gli oggetti anche banali del quotidiano, ripresi da prospettive inusuali, vengono svuotati da ogni materialità oggettiva, mutandosi in imprevedibili astrazioni grafiche di sorprendente effetto visuale. Uliana nasce nel 1954 a Roma dove rimane fino al 1969. Dopo aver soggiornato in varie località italiane, attualmente vive tra Venezia e la Bretagna. Per impegno sociale si è sempre occupato di studi, ricerche, progettazione ed organizzazione di servizi sociali.
Fabrizio Uliana est né en 1954 à Rome, où il resté jusqu’en 1969. Après avoir vécu dans diverses localités d’Italie, il vit actuellement entre Venise et Dinard en Bretagne. Son engagement social l’a porté à constamment s’intéresser aux droits de l’homme et aux droit civiques, en particulier à ceux des mineurs et des handicapés ; dans son métier il s’occupe d’études, de recherches, de projets et d’organisation de services sociaux. Depuis son enfance il s’est passionné pour la photographie et en 1998 est devenu membre du Cercle « La Gondole » à Venise. De 2005 à 2009 il a été l’un des quatre responsables de la galerie photographique de Venise « Al Bacaro » où ont été réalisées des présentations d’auteurs contemporains et du passé ; elles ont offert au public vénitien et international l’occasion de connaître la photographie de la tradition et celle d’aujourd’hui. Il a participé à de nombreuses expositions collectives et en a aussi organisé de  personnelles. Ses photographies – visibles sur le site http://www.cflagondola.it, publiées sur des catalogues, des revues, des journaux, des livres, des sites web, figurent dans des collection privées et publiques en Italie et à l’étranger.
Fabrizio Uliana was born in Rome in 1954 where he lived up to 1969. He lived in various places in Italy and at present has his home in both Venice and Dinard (Brittany).He has always been committed to human and civil rights, in particular with regard to minors and disabled persons. After taking a degree in social sciences, he did a masters course in “Drafting European projects” and in “Immigration, migration and social changes”. By profession he deals with studies, researches as well as the drafting and implementation of projects in the field of social services. Since he was a child he has been a photography fan. In 1998 he joins the Venice-based circle “La Gondola”. From 2005 to 2009 he was one of the four administrators of the Venetian photo gallery “Al Bacaro” and organized shows of contemporary and historic photographers, thus offering to the Venitian and international public an opportunity of becoming acquainted with both traditional and contemporary photography. His photos may be seen on the website http://www.cflagondola.it and have been published in catalogues, books, magazines and newspapers. He has taken part in numerous collective shows and organized various personal shows.

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Montezemolo: cresce la voglia di politica

Pubblicato da fidest su sabato, 2 aprile 2011

Montezemolo2005

Image via Wikipedia

(da una notizia apparsa su Il Messaggero del 1° Aprile 2011) L’ipotesi di un ingresso in politica di Luca Cordero di Montezemolo potrebbe  rappresentare un segnale di novità per riaccendere la voglia di operare sul serio, lontano dai cucù, dai bunga bunga, dalle leggi ad personam, dalle menzogne e dalle promesse mai mantenute. Un rischio voglio palesarlo, quello di passare da un conflitto di interessi ad un altro conflitto di interessi. Un ricordo appanna l’immagine del presidente della Ferrari, quando venne intervistato a proposito dei gadget della Ferrari prodotti in Cina; in quell’occasione ebbe a sostenere che una “polo” con lo stemma Ferrari a 150 euro  era una sciocchezza, un prezzo vile…. Prima di decidere un suo  avvicinamento alla politica, farebbe bene a visitare le periferie delle grandi città, i mercati rionali dove pensionati al minimo giornalmente devono decidere quale dei due pasti quotidiani devono sopprimere.
• Scordi di essere un miliardario ed entri nei panni della stragrande maggioranza del paese che miliardaria non è;
• scordi di paragonare l’Italia ad una Ferrari nata per correre e vincere;
• scordi le retribuzioni da favola riconosciute ai piloti di F.1
• scordi i metodi padronali di Marchionne con i suoi ricatti sul bisogno di lavorare;
• scordi la famiglia Agnelli perchè non rappresenta la realtà economica nazionale, ma solo una famiglia che ha molto ricevuto dallo Stato e restituito molto poco, con il ricatto di vertice dei licenziamenti di massa;
• cerchi di diventare italiano medio… poi ne riparliamo. (rosario Amico Roxas)

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Coltivazione domestica di Canapa

Pubblicato da fidest su sabato, 2 aprile 2011

Bologna 3 aprile 2011, ore 9-19 Sala Piazza Via Marco Polo 51 (Centro Civico zona Lame) Assemblea nazionale per la regolamentazione della coltivazione domestica di Canapa a cura dell’Associazione per la Sensibilizzazione sulla Canapa Autoprodotta in Italia (ASCIA) e con la partecipazione di ARA (Associazione Radicale Antiproibizionista), ENCOD, PIC (Pazienti Impazienti Cannabis) e ALC (Associazione Luca Coscioni), con i seguenti obiettivi:
• Evidenziare il carattere repressivo e discriminatorio della legge 49/06 denominata “Fini-Giovanardi“
• Denunciare l’innegabile profitto offerto dal proibizionismo alla criminalità organizzata
• Costituire un Fronte unitario per la richiesta della “regolamentazione della coltivazione domestica”I lavori dell’Assemblea si apriranno con le relazioni tematiche, alle quali seguiranno gli interventi delle componenti antiproibizioniste e proibizioniste che avranno dato la loro adesione. Dalle 15,00 i lavori proseguiranno con gli interventi dei rappresentanti delle forze politiche (all’Assemblea hanno aderito esponenti del PR, dei Verdi, del PD, di SEL, del PRC) Dalle 17,00, dopo la proiezione delle video interviste rilasciate dal Prof. Gianluigi Gessa e da Jacopo Fo, lo spazio sarà dedicato al dibattito aperto con il pubblico.La legge Berlusconi-Fini-Giovanardi ha gravemente inasprito sia le pene per la coltivazione di canapa per uso personale e il possesso di quantità, anche modeste, superiori ai limiti massimi previsti dalla legge, sia le sanzioni amministrative per la detenzione di quantità inferiori a tali limiti, criminalizzando persone colpevoli soltanto di essere estimatrici di una pianta. L’Associazione per la Sensibilizzazione sulla Canapa Autoprodotta in Italia (ASCIA) ritiene che questo sia inaccettabile e si propone come punto di connessione fra le diverse realtà che chiedono la legalizzazione dell’autocoltivazione per uso personale. L’ASCIA intende sensibilizzare il mondo politico e la società civile sui danni del proibizionismo e stimolare la diffusione di un’informazione libera da pregiudizi sull’utilizzo consapevole della canapa, una pianta nota da millenni in tutto il mondo e dotata di innumerevoli proprietà sui piani alimentare, terapeutico, agricolo, ecologico, spirituale, culturale, artigianale, industriale.La canapa ha una storia che non va dimenticata.  Era usata intensivamente per fare fibre tessili e corde, oltre che fumata dai messicani e dai neri. L’olio di canapa era usato per illuminazione dove ancora non c’era elettricità. Il motore Diesel è stato concepito per essere alimentato con olio di canapa e colza. Molti ottimi preparati farmaceutici contenevano derivati attivi della canapa. La carta veniva prodotta prevalentemente a partire da fibre tessili, stracci, la qualità era maggiore di quella prodotta con la pasta di cellulosa e il metodo consentiva un efficiente riciclaggio delle risorse.  Ma a segnare una svolta alla canapa ci pensò la DuPont allorchè iniziò a fare la carta dalla cellulosa. DuPont aveva forti dipendenze economiche dalla Mellon bank (mr. Mellon è il ministro del tesoro USA e suo nipote, Anslinger, era a capo dell’ufficio narcotici ed è stato un “genio” del proibizionismo alcolico). Hearst (editore), a sua volta, ottiene i diritti di sfruttamento di vasti appezzamenti di foreste. Fiuta l’affare e tralascia l’uso della canapa nonostante fosse più vantaggiosa da coltivare e produce carta migliore. Mettendo la canapa fuori gioco questi personaggi possono guadagnare moltissimo ricavando carta dal legno, I petrolieri, a loro volta, contribuiscono alla campagna di disinformazione sulla canapa al solo scopo di eliminare dal mercato la risorsa concorrente ed imporre kerosene e benzina (che, a differenza degli oli e del metanolo ottenibile dalle fibre vegetali, sono risorse ad esaurimento, non riproducibli). Prevale, quindi, l’interesse commerciale e l’avidità di taluni imprenditori statunitensi e le loro multinazionali per fare della canapa il loro nemico numero uno e non facendosi scrupolo di trasformarlo in un nemico per tutta l’umanità.

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I “pretoriani” dell’on. Paolo Russo

Pubblicato da fidest su sabato, 2 aprile 2011

In una recente intervista rilasciata a Clandestino web e riportata dalla Fidest l’on.le Paolo Russo riferendosi alla due giorni parlamentare dove è accaduto di tutto e di più paventa la necessità che si formi una squadra di “pretoriani” per fare quadrato a difesa del progetto di Berlusconi. Un “progetto” che dovremmo leggere a favore del processo breve e data la posizione giudiziaria del presidente del consiglio indubbiamente “anche” ad personam. La prima domanda che mi pongo riguarda la parola “pretoriani”. Questa forza di elite wikipedia la definisce: “La Guardia fu un mezzo per affermare nuovi imperatori o mantenere i vecchi al potere. La storia dei pretoriani quindi segue, se non è l’artefice, la storia romana imperiale in tutti i suoi risvolti”. Ovvero allora come oggi costituisce l’elemento d’interdizione per affermare lo status quo di un regime più che per offrire spazi operativi ai nuovi. La seconda domanda si riallaccia all’interrogativo che si è posto Rosario Amico Roxas su “qual è la differenza tra persecuzione giudiziaria e reiterazione dei reati” La reiterazione, come si sa, “è una figura retorica consistente nel ripetere uno stesso concetto con altre parole.” In linea di principio le due “figure” appaiono eslege tra loro. Ma se analizziamo più a fondo i due aspetti dobbiamo supporre che chi si proclama vittima di una “persecuzione giudiziaria” può, attraverso questa difesa, cercare di sviare l’attenzione per continuare la reiterazione del reato. E’, tuttavia, un rapporto di non facile colleganza anche perché esiste una presunzione d’innocenza che non è stata scalfita, nella fattispecie, da un verdetto passato in giudicato. D’altra parte già in altre occasioni, affrontando dal punto di vista non giudiziario ma valutando il clima del tempo in cui si maturavano in Berlusconi queste forme di corruzione, ebbi a dire che era difficile, per un imprenditore d’assalto, non trovarsi nelle condizioni di corrompere per ottenere certe corsie preferenziali. E qui pariamo, per rendere il quadro ben delineato nei suoi contorni, di un uomo che era partito con un capitale di appena dieci milioni di lire (e si dice presi a prestito) per diventare oggi un miliardario non in lire ma in euro, ovvero in poco più di 40 anni. Quindi, per essere chiari un corruttore tra corruttori per corrotti e corruttibili. Questa è stata l’Italia che negli anni novanta esplose con “mani pulite” ma che di pulito ancora non se vede il punto di arrivo. Da qui possiamo capire il ragionamento berlusconiano e dei suoi amici vecchi e nuovi: se questo è stato l’andazzo perché oggi prendersela solo con uno dei tanti? E solo perché ha fatto un salto di qualità andando a coprire un posto dove può muovere meglio e a suo piacimento le leve del potere? E’ forse e solo invidia? D’altra parte ha dimostrato di saper fare il suo mestiere di grande affabulatore ed è forse un suo difetto se gli altri non sono all’altezza del suo fascino mediatico? Chi, politicamente parlando, è riuscito a sbarrargli la strada? Nessuno. Invero ci è riuscito Prodi ma Berlusconi non si è scomodato nemmeno a rifarsi nel round successivo dato che ci hanno pensato a farlo gli stessi compagni di Prodi. E allora che vogliamo di diverso? E’ l’opposizione che reitera se stessa con il solito vizietto di dividersi per far imperare gli altri. E’ questa, e non altri, la vera anomalia italiana. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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4° Changing Diabetes Barometer Forum

Pubblicato da fidest su sabato, 2 aprile 2011

Roma 12 aprile, ore 9-14 Tempio di Adriano Piazza di Pietra, Le patologie croniche non trasmissibili rappresentano una delle sfide più difficili per tutti i sistemi sanitari, sia nei Paesi industrializzati sia in quelli in via di sviluppo, a causa delle loro continua e inesorabile crescita. L’esempio più paradigmatico è rappresentato senz’altro dal diabete mellito: si stima che il numero di persone affette nel mondo crescerà dai 171 milioni del 2000 ai 366 milioni nel 2030. Anche nel nostro Paese, negli ultimi anni, si è assistito a una vera e propria esplosione del fenomeno: alla fine del secolo scorso il diabete interessava meno di 4 italiani su 100, oggi siamo a 5 su 100. Rispetto a 10 anni fa ci sono oggi in Italia quasi un milione di persone in più con diabete diagnosticato. Da diversi anni, in Italia le Associazioni di volontariato delle persone con diabete, le Società scientifiche e professionali e le Istituzioni hanno intrapreso un percorso comune di confronto e collaborazione, con l’obiettivo di unire impegno e risorse per affrontare le sfide che il diabete pone già oggi alla società. Una delle principali iniziative in tal senso è il Changing Diabetes Barometer Forum, capitolo italiano di un progetto internazionale che vede protagoniste le organizzazioni pubbliche e private coinvolte sulla malattia, ideato, promosso e sostenuto dal supporto non condizionato dell’industria farmaceutica Novo Nordisk.

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Lombardia: vendite a domicilio

Pubblicato da fidest su sabato, 2 aprile 2011

La vendita diretta a domicilio è l’unico comparto economico italiano che, nonostante la congiuntura economica ancora sfavorevole, ha segnato una decisa crescita. Il fatturato dell’anno scorso ha toccato la cifra di 824 milioni di euro (+9% rispetto al 2009). La Lombardia ha dimostrato il proprio dinamismo facendo registrare quasi 100 milioni di euro di fatturato, corrispondente al 12,1% di quello nazionale. Di più: è in costante e robusto aumento anche la forza vendita. Gli incaricati delle aziende Univendita (Unione italiana vendita diretta) nel 2010 hanno superato le 52mila unità. Di questi, oltre 4.500 addetti alla vendita operano in lombardia; cifra pari all’8,7% del totale nazionale.  «I numeri parlano da soli -commenta Luca Pozzoli, presidente di Univendita-: l’economia italiana continua a vacillare; le notizie relative al Mercato Italia non sono rosee; ma nel nostro Paese c’è ancora qualcuno che cresce e sostiene la nostra economia in maniera costante. La vendita a domicilio piace e la nostra presenza in Lombardia è una costante che si consolida di anno in anno. I dati del 2010, ci confermano il trend di crescita di una regione dove domanda e offerta si avvicinano sempre di più». Una crescita che si concretizza sull’intero territorio nazionale: «Il nostro comparto -conclude Pozzoli- è una risposta per quelle persone che si trovano in difficoltà, che devono reinserirsi nel mondo del lavoro, che cercano nuovi stimoli oppure ancora che desiderano avere una seconda fonte di reddito per far fronte alla “crisi della quarta settimana”. La professionalità delle nostre aziende associate e la qualità dei prodotti e servizi che sono la migliore guida sulla strada della ripresa economica».

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Farmaci: più risparmi se distribuiti da ospedali e asl

Pubblicato da fidest su sabato, 2 aprile 2011

Razionalizzare la spesa farmaceutica ospedaliera si può, e si deve a causa dell’arrivo di molecole sempre più costose e della cronicizzazione di molte patologie. Uno dei sistemi più semplici ed efficaci è la distribuzione diretta dei medicinali ai pazienti in dimissione e, nel caso di malati cronici, tramite l’Asl e in assistenza domiciliare. Se tale sistema fosse attuato in ogni regione, consentirebbe un risparmio significativo per il Sistema Sanitario Nazionale. Un risparmio ancora maggiore è realizzabile evitando il canale delle farmacie private: una recente indagine della Guardia di Finanza lo ha quantificato per il quadriennio 2004-2008, per i farmaci del Prontuario ospedaliero per la continuità terapeutica a pazienti cronici e/o seguiti dalle strutture pubbliche, in poco meno di 900 (892) milioni di euro. “Nonostante da anni i farmacisti ospedalieri e delle Asl pongano l’accento sulla distribuzione diretta dei farmaci – afferma Laura Fabrizio, presidente della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO) – non molto è stato fatto, se si eccettuano esperienze di distribuzione a domicilio attuate in alcune Asl di Liguria, Umbria e Calabria e altre lodevoli iniziative purtroppo isolate. E oggi addirittura alcuni propongono l’opposto: portare alcuni medicinali di fascia H anche al di fuori dell’ospedale e delle Asl. Un controsenso, almeno per due motivi: primo, per i mancati risparmi, dato che la distribuzione diretta tramite le farmacie territoriali costa di più perché vi si aggiungono le spese di distribuzione per i farmacisti privati, oneri che variano in base ad accordi regionali fino ad arrivare al 12% sul prezzo al pubblico compreso di IVA; secondo, perché si tratta di medicinali di uso ospedaliero proprio perché necessitano di una particolare attenzione per aspetti legati al monitoraggio dell’efficacia e degli effetti collaterali, e quindi alla loro sicurezza e appropriatezza di utilizzo, verificabili mediante il continuo controllo dei rispettivi piani terapeutici depositati presso i servizi farmaceutici del Sistema Sanitario Nazionale e il monitoraggio attraverso il Registro dell’Agenzia italiana del Farmaco (AIFA)”. “Al contrario, i farmacisti delle farmacie territoriali, non conoscendo il piano terapeutico – spiega Pietro Finocchiaro, segretario nazionale SIFO – non sono in grado di valutare l’appropriatezza prescrittiva che è il parametro più avanzato e complesso sul quale anche gli studi più recenti ci dicono sia necessario agire per diminuire ulteriormente la spesa, in particolare per i farmaci complessi che necessitano di un monitoraggio intensivo come quelli ospedalieri e innovativi”. “Monitorare i consumi di per sé non ha alcun senso né valore – risponde Francesco De Vita, segretario regionale SIFO Abruzzo, a chi propone di spostare alcuni principi attivi del prontuario ospedaliero anche al territorio -, se non si ha la possibilità di incidere sugli stessi. Del resto il mero monitoraggio dei consumi è già banalmente ottenibile giorno per giorno presso i servizi farmaceutici del SSN, i quali, all’atto della distribuzione controllano i piani terapeutici e le schede di segnalazione, certificano la rispondenza tra prescrizione e terapia, e, contemporaneamente alla dispensazione, validano un controllo di appropriatezza prescrittiva.” “In tutti questi ambiti la SIFO è inoltre impegnata a stabilire intese e sinergie con i medici specialisti – conclude Laura Fabrizio -, ad esempio con gli oncologi dell’AIOM, a ulteriore garanzia e tutela della qualità dell’assistenza farmaceutica ai cittadini.”

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