Boris Virani Mangia la zuppa, amore
Pubblicato da fidest su sabato, 9 aprile 2011
Edizioni Il Foglio http://www.ilfoglioletterario.it Pag. 150 – Euro 12,00 ISBN 9788876063121 Non c’è più speranza di vedere qualcosa di nuovo che non possa essere ricondotto alla mia paletta e al mio secchiello, non riesco più a
creare qualcosa di diverso da quel nano laggiù, quel cane, quella pietra, questi discorsi, la piazza, la birra alla spina, le spine della birra alla spina, i miei compagni, quella persiana, questi discorsi. Sempre la stessa roba, origami mentali unti e segnati dai solchi delle piegature, tutte cose previste e aspettate proprio lì, in quel punto e in quel momento, tutte cose che posso paragonare ad altre cose, tutte cose che posso incolonnare dietro altri volti, immagini, tazze da tè o esperienze già vissute, e mi sento solo e malato, un panico che cammina con un manico nel palato e con un magone che sale dal pancreas. Un mondo monodimensionale di cartone, costituito da un appartamento lunare e da una torre storta, è la scenografia di uno spettacolo improvvisato e volutamente banale. Sul palcoscenico si muovono un ragazzo, una ragazza, una bicicletta e un cane, circondati da una civiltà di piccioni e di manichini, fra i quali spiccano un coinquilino robot, un cacciatore metropolitano e un proprietario insetto. Uno spicchio di umanità inizialmente irriconoscibile nel profumo familiare di una strana zuppa che satura l’aria creando confusione, confusione che poi mano a mano si dirada lasciando spazio a un finale inaspettatamente lucido. Una semplicità caotica fine a se stessa, labirinti di parole, di contraddizioni e di nessi apparentemente incomprensibili, ecco il libro dell’esordiente Boris Virani, presentato al premio Strega 2011.Boris Virani nasce una ventina d’anni fa a Pistoia. Questo è il suo primo libro. Piacerebbe a Raymond Queneau e a Guillermo Cabrera Infante. (boris virani)