Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

Archivio per 23 maggio 2011

Doppio podio per Alberto Cerqui a Portimao

Pubblicato da fidest su lunedì, 23 maggio 2011

Il giovane pilota bresciano del Team BMW Italia fin dalle prove libere aveva mostrato tutte le sue intenzioni con il miglior tempo nella seconda sessione (1’52.222). In qualifica Cerqui è stato praticamente perfetto siglando la pole position (1’51.174) con un unico giro lanciato dove ha mostrato una sicurezza e una consapevolezza dei propri mezzi straordinari per un esordiente. La grande performance è proseguita in gara uno dove Alberto ha sfruttato al massimo la partenza lanciata ed è uscito davanti a tutti dalla prima curva per poi mantenere un ritmo costantemente elevato, sostenuto solo dal suo compagno di squadra Thomas Biagi e da Andrea Bertolini (Maserati). Nel corso del settimo giro la leadership è passata nelle mani del campione in carica e le posizioni si sono stabilizzate fino alla bandiera a scacchi, che ha sancito il secondo posto e il primo podio di Cerqui da pilota ufficiale BMW. Di assoluto spessore anche gara due, che ha visto Alberto scattare nuovamente in maniera perfetta e prendere autorevolmente il comando prima di cedere all’attacco di Bertolini, privo però di zavorra sportiva, e a quello di Biagi. Dopo il ritiro del pilota Maserati nella settima tornata Biagi e Cerqui hanno fatto progressivamente il vuoto dietro di sé per poi giungere sul traguardo in parata in una giornata che ha celebrato, grazie anche ai risultati di Stefano Gabellini, una doppia tripletta per il Team BMW Italia.
Nella classifica generale Cerqui è attualmente sesto con 48, a 28 punti dal leader Biagi; tra i rookies mantiene invece il comando con 18 punti, 8 di vantaggio su Francesca Linossi.
La Superstars Series tornerà in pista il prossimo 5 Giugno a Misano in un evento valido solo per il Campionato italiano.

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Milano: Videoarte

Pubblicato da fidest su lunedì, 23 maggio 2011

Milano 23 Maggio ore 19.30 Cinema Gnomo Via Lanzone, 30 La Galleria Riccardo Crespi, con il patrocinio del Comune di Milano, presenta Video Night, una serata al cinema Gnomo dedicata alla video arte. La proiezione dei film sarà introdotta dagli interventi di Gabi Scardi, Andrea Lissoni e Antonio Somaini. I video presentati sono opere del duo spagnolo-islandese Libia Castro e Ólafur Ólafsson (Caregivers, 2008), dell’italiana Francesca Grilli (Gordon, 2007), dell’artista israeliano Roee Rosen (Hilarious, 2010) e dell’anglo-pakistano Shezad Dawood (Feauture, 2008). L’arte contemporanea esce dai luoghi solitamente a lei dedicati per offrire, anche ad un pubblico di non addetti ai lavori, la possibilità di entrare in contatto diretto con le opere di quattro artisti che hanno scelto video e performance come luogo privilegiato per la loro espressione artistica.
Libia Castro & Ólafur Ólafsson: Caregivers, 2008, 14′ La coppia di artisti (Padiglione Islanda 2011/ 54a Biennale di Venezia) usa diverse tecniche per affrontare problemi sociali e politiche urbane. Caregivers è un music-video che documenta un fenomeno crescente, quello delle badanti che dall’Europa dell’Est si spostano nei paesi occidentali per prendersi cura degli anziani.
Francesca Grilli, Gordon, 2007, 16′ Il film nasce da una lunga serie d’interviste tra l’artista e i membri della sua famiglia. Un progetto che vuole fare riflettere sui rapporti umani, sull’eredità della propria storia e sull’identificazione che ciascuno trova con se stesso.
Roee Rosen, Hilarious, 2010, 21′ L’artista israeliano (vincitore, con il mediometraggio Tse (Out), del Premio Orizzonti Mediometraggio alla 67.Mostra del Cinema di Venezia nel 2010) analizza in questo film i meccanismi dell’umorismo, mescolando fatti reali e di finzione, politiche culturali, sessualità, brutti scherzi e situazioni relamente macabre. Il linguaggio è provocatorio e incalzante.
Shezad Dawood: Feature, 2008, 55′ Una serie di performance filmate e collegate da uno spunto narrativo comune, la battaglia di Little Big Horn, forse il più famoso scontro tra Indiani e Governo Federale. Il paesaggio inglese, tramite l’introduzione di personaggi simbolici, come ‘Billy da Krishna’, un melting pot fra Billy the Kid e la divinità induista Krishna, diviene campo di contestazione e scambio tra pubblico e attori. Immagine: Roee Rosen, Hilarius, 2010, 21′

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Giugno! mese della prevenzione antiteatrale

Pubblicato da fidest su lunedì, 23 maggio 2011

Napoli Dal 1 al 30 giugno 2011 in vico Santa Maria del pozzo 43 b (adiacenze metro p.zza Cavour), presso il Laboratorio Antiteatrale (lunedì martedì mercoledì venerdì – dalle 16 alle 20 giovedì – dalle 15.30 alle 19.30) 5280 minuti di studio ed azione per scoprire se e come non fare teatro Per giorni complessivi 22 Per ore complessive 88. Il lavoro proposto è indirizzato sia a chi ha già maturato altre esperienze formative, sia a chi si cimenta per la prima volta. Per i primi, si tratterà di una modalità lavorativa “altra” rispetto a quelle già sperimentate. Per i secondi, potrebbe trattarsi di un vero e proprio imprinting. L’idea alla base di questa proposta formativa è che prima di arrivare ad un agire teatrale sia necessario (o utile almeno) attivare un duplice processo di focalizzazione e decentramento da se stessi.Focalizzazione: prendere coscienza di ciò che ci è comunicativamente proprio e di ciò che è puro automatismo nel nostro agire relazionale. Decentramento da se stessi: l’identità non è una monade sorda, ma il complesso prodotto di ascolto “nel presente” e risposte “irripetibili” (perché prodotte in quell’istante e non automatizzate) al flusso delle sollecitazioni. Gli operatori che gestiscono le sessioni di lavoro sono Massimo Maraviglia (autore, regista e formatore), Ettore Nigro (attore, regista e formatore), Arturo Muselli (attore, regista e formatore),Adhirai Roberto Frati (istruttore di tecniche di meditazione), Caterina Leone (musicoterapeuta ed insegnante). Il costo è di 120 euro, più 30 di quota associativa che vale un anno, nel caso si decidesse di proseguire il proprio lavoro di ricerca e formazione presso il Laboratorio Antiteatrale, a partire da settembre 2011.

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Spettacolo: Ammaliata

Pubblicato da fidest su lunedì, 23 maggio 2011

Roma 30 maggio alle ore 20.4 rassegna Autogestito del Teatro Quirino in Via delle Vergini. drammaturgia e regia Giuseppe L. Bonifati con Luigi Tabita, Fabio Pappacena, Maurizio Semeraro Roberta De Stefano, Adele Tirante, Cheikh Tidiane Ndyae percussioni Antonio Merola canzoni Giuseppe L. Bonifati disegno luci Luca Migliaccio tecnico Giuseppe Falcone
referente progetto Giorgio Testa (ETI – Centro Teatro Educazione) Spettacolo Vincitore “ETI – I Teatri del Sacro” I edizioneOgni tema superstizioso viene da lontano, rievoca distanti visioni del mondo e immagini seppellite, e ci sarebbe da chiedersi qual è il loro naturale significato e la loro funzione all’interno di un’epoca che trova sempre più i suoi fondamenti nella tecnologia. Che apparentemente respinge tali immagini e tuttavia ricorre quotidianamente ad esse. Mi piace ricercare una spiegazione di questo genere negli studi di antropologia: le pratiche superstiziose appaiono come particolari meccanismi di difesa e di rassicurazione, attraverso i quali gli individui o i gruppi immaginano giustificazioni dei loro fallimenti o incertezze. E’ caratteristica in questo senso, la diffusa credenza del malocchio, rapportata all’azione indeterminata di un’energia estranea e particolarmente influente. Fra le credulità greche ereditate dalla nostra società agricola e pastorale del passato, riconducibili al malocchio, vi è una forma particolare, molto diffusa nel meridione d’Italia, un po’ come tutte le pratiche superstiziose: il fàscino (dal latino fàscinum, malìa) – dovuto allo sguardo involontario che colpisce una persona con una lode eccessiva o desiderosa. Questo fenomeno si distingue però dalla jettatura (dal latino jàcio, getto) – che è un cattivo influsso determinato dalla presenza di certe persone. Alla base di tutto ciò sono gli occhi, come centro dal quale può promanare l’influsso, positivo o negativo. Attualmente si chiama affascinante un personaggio capace di attrarre la nostra attenzione e simpatia per le sue qualità fisiche e intellettuali.

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Europafrica Spaziottagoni

Pubblicato da fidest su lunedì, 23 maggio 2011

Roma 25 maggio ore 19.00 Via Goffredo Mameli 9 Galleria Spazio Ottagoni “I piedi di Abele Bikila” spettacolo performance di Stefano Lucarelli. Le influenze dell’arte africana sulle avanguardie del ventesimo secolo sono ben note tanto da essere incluse in ciò che i nazisti definirono “arte degenerata”. Ciò che risulta curioso, paradossale e inquietante è il fatto che mentre l’arte occidentale andava sempre più aprendosi a mondi e culture altre, senza alcuna discriminazione razziale e prefigurando quella che sarebbe divenuto un pianeta multiculturale, la società si chiudeva in forme di segregazione sempre più ferree fino a giungere all’eliminazione sia delle persone fisiche sia delle arti che a quella mescolanza di forme e modelli si andava ispirando. Gli artisti delle avanguardie storiche, nell’aprirsi alle forme d’arte africana, sperimentavano in senso positivo quella de soggettivazione dell’identità che nei lager nazisti veniva imposta come privazione di qualunque diritto umano. Molti furono gli artisti che s’ispirano alle teorie intraviste, nelle sculture e geometrie decorative africane, come nuove forme di interazione dello spazio e del tempo. Fra questi Picasso, Braque, Derain, Matisse, Kleee Modigliani, per citarne solo alcuni.
Una mostra che unisca oggi artisti contemporanei su temi che vanno dall’avanguardie storiche, alla schiavitù, alla Shoah, all’Africa e all’Europa incrementa il dialogo fra i due continenti, quello europeo e quello africano, in un unico spazio culturale unito dall’arte. E come gli artisti occidentali vedevano nei volti delle maschere africane un archetipo con il quale confrontarsi, oggi, che sempre più i volti i gesti della shoah ci appaiono come maschere, il confronto è con un archetipo che è la stessa memoria. La rassegna si arricchisce, nei giorni di esposizione delle opere, con i seguenti eventi:
25 maggio h 19 “Variazioni su Al Jolson” ovvero “Il Dolore del Contrasto” Ro’ Rocchi performance Alpha Dieme ai tamburi h 20 Ondula Movula Isabella Venantini danza AFRO-EMBE’ di Artale Afro Percussion Band musica Laura Boldrini e Anna Foa (Immigrazioni e concetto di Genocidio)
27 maggio h 18 Gemma Vecchio Associazione Casa Africa Incontro.
28 maggio h 18 letture dei poeti Roberto Piperno, Deborah D’Agostino, Ribka Sibhatu , Ndjock Ngana, Michele De Luca,Michela Zanarella, Rossella Pompeo, Lucia Cenni.

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Montecatini Terme sede finali di Miss Italia

Pubblicato da fidest su lunedì, 23 maggio 2011

Montecatini Terme è stata indicata alla Rai come sede delle Prefinali e delle Finali di Miss Italia, in programma a settembre. La decisione è stata presa oggi dalla patron del Concorso Patrizia Mirigliani e, come detto, comunicata alla Rai, che prenderà i necessari contatti con i responsabili della città. La città toscana in provincia di Pistoia è stata preferita a oltre venti località di tutta Italia che si erano candidate dopo la rinuncia di Salsomaggiore Terme. La Toscana non è nuova come sede Miss Italia. Enzo Mirigliani portò qui le miss nel 1979 in Versilia, alla Bussola delle Focette di Sergio Bernardini, anche se il titolare era allora Walter Fioroni. Si festeggiarono i 40 anni del Concorso e, presente Delia Scala, fu la prima volta che l’assegnazione del titolo fu ripresa dalla televisione. «La richiesta da parte di molti Comuni di ospitare le finali – ha aggiunto la patron – è la dimostrazione che Miss Italia appartiene veramente a tutti e tutti la sentono propria. Se fosse possibile, sarebbe giusto allestire una manifestazione itinerante nelle città che si sono candidate e che aspettavano le nostre ragazze. I sindaci e i rappresentanti delle località che erano pronte ad accoglierci hanno la mia gratitudine e spero che in futuro possano essere soddisfatte in qualche modo le loro richieste. Un pensiero va a Lampedusa e ai suoi eroici abitanti: non è stato possibile allestire da loro le Prefinali, come ipotizzato in un primo momento, ma ho incaricato la nostra responsabile Paola Bresciano di verificare se esiste il modo di allestire una manifestazione, una grande festa, ed eleggere la miss dell’isola»

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Noi Sud

Pubblicato da fidest su lunedì, 23 maggio 2011

“Mi ritrovo nelle parole dell’on. Arturo Iannaccone, con l’auspicio che un partito del Sud possa rappresentare l’obiettivo ultimo di un percorso che ha come partenza un “Noi Sud” forte e compatto” lo dichiara l’on. Americo Porfidia di Noi Sud “Invito i miei amici dell’ufficio politico – aggiunge Porfidia – a riunirci intorno ad un tavolo per trovare una sintesi per il futuro. La costituzione di un grande partito che possa raggruppare tutti i movimenti che si pongono seriamente il problema del meridione è per me una grande speranza. La nascita di un gruppo parlamentare che rappresenti le istanze del Sud, che dia più forza ai territori del meridione è un obiettivo che può essere raggiunto, anche se gradualmente, senza determinare scossoni nella maggioranza e senza contraccolpi al governo. Invito di nuovo – conclude il deputato campano – il segretario nazionale on. Iannaccone a riunire l’ufficio politico per discutere ed affrontare questi problemi” (On. Americo Porfidia)

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Una Speranza Per L’Italia

Pubblicato da fidest su lunedì, 23 maggio 2011

Roma 26 maggio 2011 – ore 16.00 Pontificia Università della Santa Croce Istituto Superiore di Scienze Religiose all’Apollinare – Aula “Alvaro del Portillo” P.zza Sant’Apollinare, 49 Dal Sud una proposta per educare alla vita buona del Vangelo In questi tempi di degrado culturale, politico e sociale, sembra più facile alzare la voce per una denuncia, che non cercare strade per una ripresa di vita e di coraggio. Abbiamo celebrato 150 anni di unità nazionale, ma si avverte la fatica e la precarietà di una unità tutta ancora da raggiungere. In queste pagine, il teologo Antonio Staglianò, da più di due anni vescovo della diocesi di Noto (SR), ripercorre i molti interventi della Chiesa italiana e delle Chiese locali evidenziando quegli aspetti relativi al Sud, al suo patrimonio di cultura, di fede e di tradizioni religiose che contribuiscono ad alimentare quella speranza di cui si avverte tutta l’urgenza. Di questo libro si parlerà in un incontro organizzato dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose della Pontificia Università della Santa Croce. Intervengono
• S.E. Mons. Diego Coletti, Vescovo di Como
• S.E. Mons. Domenico Graziani, Arcivescovo di Crotone – S. Severina
• Prof. Giovanni Maria Vian, Direttore de L’Osservatore Romano
Modera Prof. Don Marco Porta, Direttore ISSR all’Apollinare Sarà presente l’Autore

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“Cuori senza frontiere”

Pubblicato da fidest su lunedì, 23 maggio 2011

Torino, 27 maggio, alle ore 21 al Teatro Colosseo, Via Madama Cristina, 71 a per assistere al gran galà di musica , cabaret e poesia “Cuori senza frontiere” Artisti uniti per l’associazione Neuroblastoma Infantile. La serata inzierà con il poeta Ermanno Eandi che reciterà una sua opera sensibilissima Dopo il cabarettista Franco Neri , inseme a molti cantanti tra i quali Graziano Rey (Rey Band), Fabio Perversi (Matia Bazar), Danilo Amerio, Franco Fasano Valerio Liboni e Silvano Borgatta (Nuovi Angeli) ecc. (vedi locandina allegata)… si esibiranno per portare una speranza e una luce ai bambini affetti da una terribile malattia. Condurra il galà Maurizio Scandurra Tutto l’incasso della serata sarà devoluto all’Associazione Italiana per la lotta al neuroblastoma Onlus.

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La narcosi della politica italiana

Pubblicato da fidest su lunedì, 23 maggio 2011

Una narcosi intesa come torpore che lascia al risveglio uno stato tra la rassegnazione e indifferenza. E’ quanto si sta verificando in questi giorni, ma che ha un back ground più distante nel tempo. Questa tendenza è frutto di un calcolo, di un processo di annichilimento delle volontà, nell’individuale e nel collettivo, che funge da succedaneo alle dittature non più riproponibili, almeno con i vecchi sistemi. I segnali sono evidenti. Li riscontriamo con il circa 40% dell’elettorato che diserta le urna. Lo notiamo in quanti restano nelle proprie nicchie nell’ambito della famiglia o al massimo nella vita di parrocchia. Lo registriamo nei comportamenti passivi di fronte ai grandi temi sociali e culturali.
Faceva osservare in proposito Domenico Pompili nel suo libro “Il nuovo nell’antico” (Edizioni Paoline): “La narcosi, per Mc Luhan, ci rende servomeccanismi dei sistemi che noi stessi abbiamo costruito e ci trasforma in “idioti tecnologici”, talmente immersi in uno stato onirico ed euforico, in cui la tecnologia sembra realizzare magicamente tutti i nostri sogni, da non renderci conto dei rischi che questo stesso ambiente comporta e da non saperne cogliere pienamente le opportunità, cosa che riesce solo se si è ben svegli.”
Manca in noi l’esigenza del “vigilare” non per precludere i indiscriminatamente un accesso agli estranei di una cultura secolarizzata in cui siamo immersi e siamo incapaci di comunicare se non agli addetti ai lavori. Vigilare per quei valori condivisi che formano la cultura dell’individuo e di un popolo e ne distinguono i caratteri. Ma come possiamo farlo se si abbassano i contenuti e si svilisce lo stesso significato della verità che si declassa con il subire processi di appropriazione e impoverendo, di conseguenza, la capacità di significare una rigenerazione e di indicarci insieme un significato e una direzione nel dare alla nostra esperienza un nome e una forma che ci aiutino ad orientare in modo consapevole la nostra esistenza in mezzo a ciò che ci accade? E’ questo il pericolo latente che oggi si manifesta con le esternazioni di chi dovrebbe svegliarci per renderci sempre più consapevoli del valore della vita nel suo impegno quotidiano ed invece ci addormenta con un sentire debole. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Gli opposti non si attraggono

Pubblicato da fidest su lunedì, 23 maggio 2011

Roma 26 maggio 2011 ore 11.00 aula Ponzo – dipartimento di Psicologia dei processi di sviluppo e di socializzazione via dei Marsi 78, Lo psicologo Glenn Wilson alla Sapienza spiega perché essere simili fa bene alla coppia La Sapienza ospita lo psicologo britannico Glenn Wilson per il seminario La scelta del partner e il successo di una relazione, organizzato da Antonio Chirumbolo, docente di Psicometria e Teoria e tecniche dei test. Glenn Wilson, che è stato allievo di Eysenck, ha elaborato il cosiddetto Quoziente di Compatibilità (QC) giungendo alla conclusione che, in barba al vecchio adagio secondo il quale gli opposti si attraggono, sono invece le somiglianze a garantire la longevità di una coppia. Wilson ha standardizzato il suo strumento attraverso un’indagine su un campione di oltre 2.000 individui, validandolo successivamente su campioni composti da coppie. Il questionario considera un’ampia gamma di caratteristiche fisiche e psicologiche, come aspetto fisico, percezione della propria bellezza e intelligenza, preferenze musicali, opinioni politiche, personalità, atteggiamenti e stili di vita, arrivando a isolare 25 elementi che effettivamente sono discriminanti della soddisfazione e della felicità di una relazione. Coppie stabili e consolidate risultano avere livelli più elevati di QC, che si rivela anche predittivo di maggiore attrazione fisica reciproca tra persone che non si conoscono e devono decidere un appuntamento al buio.
In che modo scegliamo il nostro partner e possiamo essere aiutati nel fare la scelta migliore? Uomini e donne hanno sviluppato evolutivamente diverse strategie indirette allo scopo di selezionare, attrarre, cacciare, mantenere i propri compagni/e. Tutte orientate nel massimizzare le probabilità di perpetuare i propri geni nelle generazioni successive. Sono stati ideati molti sistemi per indagare le affinità tra partner ma l’unico che ha ottenuto il supporto dell’evidenza scientifica è basato sul principio della similarità: l’appaiamento di partner che si somigliano in aspetti chiave che riguardano tratti di personalità, atteggiamenti e preferenze. Il Quoziente di Compatibilità (Compatibility Quotient) è stato per l’appunto sviluppato come predittore del successo della relazione fra partner, con applicazioni che vanno dagli incontri e frequentazioni scaturite da internet (internet dating) alla consulenza prematrimoniale.

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Andamento dell’economia giapponese

Pubblicato da fidest su lunedì, 23 maggio 2011

Non si ha ancora l’esatta indicazione del danno economico conseguente agli effetti del terremoto devastante che l’11 marzo scorso ha colpito il Giappone e ha seriamente compromesso le infrastrutture della regione. E’ risultata inoltre danneggiata la centrale nucleare di Fukushima, benché sia ancora difficile valutare con esattezza le implicazioni economiche della devastazione, è probabile che l’impatto complessivo sull’attività dipenda dall’evolversi della calamità nucleare e dai tempi di ripristino della capacità produttiva oltre all’impatto negativo sulle esportazioni. Come reazione alla catastrofe, durante la settimana successiva al terremoto, la Banca del Giappone ha fornito al sistema finanziario liquidità aggiuntiva d’emergenza su scala senza precedenti attraverso operazioni di finanziamento a un giorno. Ha inoltre annunciato un aumento delle dimensioni del programma di acquisto di attività finanziarie da circa 5000 a 40mila miliardi di yen e di mantenere invariato l’obiettivo per il tasso sui depositi overnight non garantiti da collaterale, entro un intervallo compreso fra lo 0,0 e lo 0,1%. (fonte B.I.)

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Gli uomini ombra: L’ergastolo

Pubblicato da fidest su lunedì, 23 maggio 2011

Verona 27 maggio alle 18 nel convento di San Bernardino, in sala Morone il tema conduttore del meeting è: L’ergastolo è paragonabile ad una morte? Interverranno il sostituto procuratore della Repubblica del tribunale di Verona Marco Zenatelli, Alberto Laggia, giornalista inviato speciale di “Famiglia Cristiana”, Giuseppe Angelini e Giuseppe Longo della comunità Papa Giovanni XXIII (il primo è impegnato a Spoleto, il secondo a Vicenza), Fra’ Beppe Prioli dell’associazione La Fraternità. E Roberto Puliero, attore. Il quesito nasce dopo avere letto il libro dell’ergastolano Carmelo Musumeci “Gli uomini ombra” edito dalla Gabrielli editori (la casa editrice che con le associazioni da sempre impegnate nel portare valore e sollievo nelle carceri, ossia la fraternità e la comunità Papa Giovanni XXIII, hanno organizzato l’incontro). Ma chi è Musumeci e perchè ha scritto un libro che ha fatto risvegliare tante coscienze? Musumeci è un ergastolano, attualmente detenuto a Spoleto. E’ siciliano. Nato a Aci Sant’Antonio in provincia di Catania è stato arrestato con l’accusa di appartenere ad un’organizzazione malavitosa, come “cosa nostra”, e detenuto all’Asinara in regime di 41 bis. Questo è da sempre il carcere di massima sicurezza, e qui Musumeci ha ripreso a studiare fino a laurearsi in giurisprudenza con una tesi in sociologia del diritto dal titolo eloquente “Vivere l’ergastolo”. A differenza dei veri uomini mafiosi lui, nonostante un cognome così pesante che evoca cosche mafiose, si è sempre comportato diversamente: ha da subito rivendicato i propri diritti, ha presentato esposti e reclami alle autorità giudiziarie, ha scritto a giudici, parlamentari, associazioni. Ha denunciato vessazioni. Si è fatto portavoce dei malesseri dei carcerati. Tutto questo nel massimo rispetto della legge, e senza mai calunniare. Per dirla con le parole di Laggia, di cui è anche la prefazione del libro, Musumeci è “uno scrittore detenuto che sconta la pena dell’ergastolo ostativo, ossia dell’ergastolo senza benefici, senza mai un giorno di permesso, senza alcuna speranza”. “Gli uomini ombra”, è un libro che si legge d’un fiato che offre una visione del mondo chiusa, soffocante e nel contempo così reale che sembra parte di un altro mondo. I suoi sono racconti “social noir” che fanno riflettere e portano a chiedersi quanti sono gli italiani che sanno che esiste una morte che ti tiene in vita ma non ti permette di vedere il sole. L’ergastolo ostativo è quanto di più crudele ci possa essere. Ma non spetterà ai relatori del convegno giudicare se questa pena sia giusta. Sarà chi ascolta, chi sentirà con le proprie orecchie i brani letti dall’attore Puliero. E le testimonianze di chi vive il mondo “di chi sta dentro”. Ogni cinque giorni muore un detenuto. Non solo, dal 1997 ad oggi sono morti 64 agenti di polizia penitenziaria, più dei militari inviati nelle cosiddette missioni di pace. A subire il carcere sono anche 50 bambini sotto i tre anni che vivono con le loro madri detenute. “Gli uomini ombra” apre uno scenario che non si vorrebbe conoscere ma che esiste. “Nella mia giovane vita avevo sopportato con forza ogni traversia, ma la prigionia non riuscivo a sopportarla. Eppure a cinquantacinque anni suonati, sono tutt’ora in prigione”, scrive Musumeci che per la prima volta, l’11 maggio ha goduto di un permesso speciale per discutere la tesi della sua seconda laurea. (sul cui evento seguiranno news dettagliate) Sul numero in uscita giovedì 19 maggio, a pag. 70, Famiglia Cristiana dedica una lunga intervista a Carmelo Musumeci e dell’ergastolano laureato in legge ne parla anche Tg3 Rai delle ore 19.00, sempre di giovedì 19 maggio (ANNA ZAGARELLI Ufficio stampa Gabrielli Editori)

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Andamento dell’economia in Usa

Pubblicato da fidest su lunedì, 23 maggio 2011

Il nuovo anno è iniziato con un significativo recupero. La stima del Bureau of economic analysis segnala che la crescita del Pil in termini reali è salita allo 0,8% sul periodo precedente. Tale risultato ha riflesso sia l’accelerazione della spesa per consumi e degli investimenti in attrezzature e software sia il contributo positivo dell’interscambio dovuto al fatto che le esportazioni hanno continuato a crescere e le importazioni sono diminuite. Ha invece agito da freno sulla crescita il contributo significativamente negativo dell’accumulo delle scorte. L’inflazione sui dodici mesi misurata sull’indice dei prezzi al consumo ha riflesso principalmente l’impatto del rincaro dei beni energetici, e in misura inferiore, da quelli alimentari.(fonte B.I.)

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Studi giudaici in Polonia

Pubblicato da fidest su lunedì, 23 maggio 2011

Roma, 31 maggio 2011, alle ore 18.30 presso la Biblioteca dell’Accademia Polacca delle Scienze di vicolo Doria, 2 (Piazza Venezia) conferenza sul tema la storia, il presente e le prospettive della Prof.ssa Joanna Nalewajko-Kulikov dell’Istituto di Storia dell’Accademia Polacca delle Scienze. Seguono le altre conferenze nella stessa sede:
7 giugno (martedì) alle ore 18.30: Prof. Andrzej GÓRSKI (Università Medica di Varsavia, vicepresidente dell’Accademia Polacca delle Scienze) – La trasparenza quale una condizione di fiducia della società verso scienza e medicina.
14 giugno (martedì), alle ore 18.30 Prof. Roman BÄECKER (Università Nicolò Copernico) – La Russia contemporanea tra l’autoritarismo e la modernizzazione, vista dalla Polonia.
Joanna Nalewajko-Kulikov – storico della cultura e traduttrice della lingua jiddish, ricercatrice nell’Istituto di Storia dell’Accademia Polacca delle Scienze e autrice della monografia Strategie przetrwania. Zydzi po aryjskiej stronie Warszawy (Le strategie di sopravvivenza. Gli Ebrei dalla parte ariana di Varsavia) (Warszawa 2009), Obywatel Jidyszlandu. Rzecz o zydowskich komunistach w Polsce (Il cittadino dell’Jiddishland. Studio sui comunisti ebrei in Polonia) (Warszawa 2009). La sua ricerca si concentra sulla storia degli Ebrei nell’Europa orientale nel XIX e XX secolo, le relazioni polacco-ebraiche e la storia della cultura jiddish. Attualmente si occupa della storia dell’intellighenzia ebrea raccolta intorno al “Hajnt”, uno dei principali giornali di Varsavia (1908-1939). Borsista dell’YIVO Institute for Jewish Resarch (2010-2011), è stata vincitrice del Premio Jan Karski e del Premio Pola Nirenska (2010).
Gli studi sistematici sulla storia e sulla cultura degli Ebrei sul territorio polacco ebbero inizio nel ventennio tra le due guerre con l’inaugurazione dell’Istituto Scientifico Ebraico JIWO a Vilnius (1925) e dell’Istituto degli Studi Giudaici a Varsavia (1928). L’erede di queste due istituzioni fu, subito dopo la guerra, La Commissione Centrale Storica Ebraica, presso il Comitato Centrale degli Ebrei in Polonia, di cui si venne a formare nel 1947 l’Istituto Storico Ebraico di Varsavia (ZIH), in funzione fino ad oggi,. Per molti decenni, l’Istituto rimase l’unico in Polonia a svolgere le ricerche nell’area della storia degli Ebrei polacchi. La situazione cambiò verso la metà degli anni Ottanta quando, in conseguenza ai cambiamenti politici, vennero a formarsi dei centri di studi ebraici presso le università statali di Varsavia, Cracovia, Breslavia, Lublino e Lódz.

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