Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 26 n° 230

Archive for August 31st, 2011

Rimedi politici: di Mario Segni

Posted by fidest on Wednesday, 31 August 2011

Quando abbiamo lanciato la campagna referendaria per la abrogazione del porcellum e il ripristino del collegio uninominale, ho sentito, accanto a molti incoraggiamenti e adesioni, una perplessità che si riassumeva in una domanda: ma in un momento così tragico, mentre l’Italia e il mondo vivono una crisi economica e finanziaria senza pari con prospettive paurose, è giusto imbarcarsi una campagna bella, giusta sin che si vuole, ma del tutto lontana dai problemi angosciosi che ormai toccano qualunque cittadino. Ne vale la pena? E’ una domanda sensata, e proprio per questo merita una risposta. E non ho dubbi: la risposta è sì. Intendiamoci, nessuno di noi è così pazzo da pensare che una vittoria referendaria calmerebbe i mercati. Ma a parte l’ovvia considerazione che un Parlamento autorevole rafforzerebbe la capacità del sistema Italia di affrontare la crisi, c’è un’altra considerazione più forte e più immediata. Oltre che economica la crisi italiana è politica, anzi è forse sopratutto politica. Mi spiego. La crisi investe tutto l’Occidente, e forse tutto il mondo. I dati economici dell’Italia non sono fra i peggiori, anzi. Ma noi abbiamo una caratteristica tutta particolare: la straordinaria debolezza politica, con un governo debole e una opposizione evanescente. E’ questo che rende drammatica la nostra situazione. Se negli altri paesi non si sa che cosa si debba fare per uscire dalla crisi, in Italia nessuno sa chi possa fare qualcosa contro la crisi. Lo scioglimento anticipato del Parlamento ha dato alla Spagna una ventata di speranza e ha migliorato la sua posizione sui mercati. Il motivo è chiaro: di fronte a un governo ormai esausto c’è una opposizione pronta a prenderne il posto, con il suo leader, con i suoi uomini, con il suo programma. Nessuno sa se farà meglio o peggio, ma intanto l’alternativa c’è, è pronta. E’ questa la grande risorsa della democrazia: la possibilità di cambiare. In Italia non c’è. Il governo perde la fiducia dei cittadini ma questi non la rivolgono all’opposizione. Di qui il senso crescente d angoscia, di sfiducia, che incide pesantemente sull’economia.Di qui la accusa crescente della gente verso una classe dirigente sempre più definita “casta”, qualcosa di lontano e di estraneo. Il porcellum, che ha istituito il “parlamento dei nominati”, è uno degli strumenti più forti di chiusura, di immobilismo e quindi di conservazione della “casta”. E’ il tappo che blocca una pentola che bolle sempre più forte. Non so se la sua cancellazione avvantaggerebbe qualcuno. Quello che so è che provocherebbe un ricambio enorme, creerebbe un parlamento di uomini nuovi. Azzardo una facile previsione. Dai collegi uninominali uscirebbe un rappresentanza parlamentare quasi completante nuova. Pochi tra gli attuali parlamentari sarebbero in grado di sottoporsi a un giudizio diretto degli elettori. La dirigenza politica non ama il nostro referendum e ha tutta l’intenzione di votare per la terza volta con la lista bloccata. Crede di salvarsi e si condanna invece a una sorte peggiore. Un parlamento per la terza volta “nominato” sarebbe del tutto screditato e privo di ogni consenso. Solo un bagno di democrazia, una assemblea di parlamentari scelti uno per uno dai cittadini può rilanciare la classe politica. Con la sua chiusura questa si sta suicidando. Ma il dramma non è il suo suicidio, ma la morte della democrazia, se non si cambia legge elettorale. (Mario Segni)

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Italiani grandi lavoratori

Posted by fidest on Wednesday, 31 August 2011

Avete sempre pensato che gli abitanti del Nord Europa siano dei veri e propri stakanovisti mentre noi Italiani tendiamo a “prendercela comoda” sul lavoro? Leggendo i risultati dello studio fatto da Hotels.com dovrete ricredervi! Hotels.com, leader nella prenotazione di hotel online con un’offerta di oltre 140.000 strutture, ha analizzato i giorni di ferie concessi ai lavoratori dipendenti di 12 Paesi in tutta Europa, scoprendo che noi Italiani siamo i terzi nel continente per numero di giorni lavorativi durante l’anno. Con un totale di 32 giorni di vacanza all’anno (di cui 12 giorni festivi e 20 di ferie)*, gli abitanti del Bel Paese sono tra i lavoratori più infaticabili: più di noi, infatti, lavorano soltanto gli Irlandesi (29 giorni totali di ferie), gli Olandesi (29) e gli Inglesi, ultimi con soltanto 28giorni di ferie all’anno. Facendo un raffronto fra i 12 Paesi presi in analisi da Hotels.com si scopre che la media di giorni di ferie di un lavoratore europeo si aggira intorno ai 34 giorni all’anno; gli Italiani, quindi, ogni anno fanno circa due giorni di vacanza in meno rispetto ai colleghi europei! A sorpresa, gli Svedesi sono i lavoratori ai quali vengono concessi più giorni di riposo, con un totale di 39 giorni all’anno, a pari merito con i Portoghesi e seguiti da Tedeschi e Danesi con 38 giorni di vacanza ogni anno. Solo un giorno lavorativo in più all’anno per i Norvegesi, che possono godere di 37 giorni di riposo.

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Aiccre: federalismo solidale

Posted by fidest on Wednesday, 31 August 2011

Le conseguenze della manovra finanziaria 2011 sulle autonomie locali e regionali, il tema al centro del dibattito dell’Ufficio di Presidenza dell’Associazione italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa – Aiccre, che si è riunito il 30 agosto, presso la sede nazionale dell’Associazione, a Roma. “Ci sentiamo innanzitutto di esprimere solidarietà ai comuni, soprattutto a quelli più piccoli, alle province ed alle regioni che hanno reagito con maturità e senso di responsabilità, con argomentazioni convincenti e propositive. Siamo attenti al fatto che il Governo non si sia arroccato sulle proprie decisioni, ma che abbia prestato orecchio alle voci di tutte le associazioni rappresentanti degli enti locali e regionali e le abbiano in parte recepite.
La questione dell’autonomia finanziaria impositiva è legata agli aspetti istituzionali: infatti l’autentico federalismo si avrà soltanto con un rinnovato Senato che sia espressione delle autonomie e delle Regioni. All’interno delle Regioni deve essere istituito il Consiglio delle Autonomie locali, in modo da non sostituire al centralismo dello stato quello regionale. Così come bisogna analizzare con serenità il ruolo delle province, intorno al quale si è scatenato un dibattito a volte foriero di demagogia e di commenti superficiali. Anche per l’AICCRE non è pensabile continuare a mantenere 110 uffici Inps, 110 uffici Inail, 110 uffici Inpdap e altrettanti sedi dell’amministrazione pubblica: tesoro, entrate, prefetture, questure, lavoro, soprintendenze in tutte le Province. Vanno eliminati gli enti intermedi non legittimati democraticamente tra Comune e Regione, come i Consorzi, gli Enti strumentali, le Agenzie, che costano di soli consigli di amministrazione 2,5 miliardi di euro.
L’AICCRE guarda anche all’Europa e partire da essa per portare a termine riforme che siano rispettose delle singole identità territoriali per un’ integrazione vera con l’Europa. Le proposte dell’AICCRE vanno nella direzione del federalismo, nel convincimento che esso si impone nelle relazioni tra diversi soggetti istituzionali che insieme vogliano cooperare, tanto più quanto maggiore è il numero dei soggetti interessati.”

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Cardiologia: bandiera blu

Posted by fidest on Wednesday, 31 August 2011

Cardiologia (1)

Image by Ministério da Saúde via Flickr

Assegnare la “bandiera blu” ai reparti di cardiologia italiani, ovvero certificare la qualità del percorso di cura che i centri ospedalieri italiani sono in grado di offrire ad un paziente con infarto e promuovere un unico livello di assistenza sanitaria: questo è lo scopo dell’iniziativa presentata in anteprima oggi dall’ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri). Traendo spunto dal sistema sanitario inglese, l’ANMCO ha illustrato il progetto pilota che coinvolge 10 cardiologie in Italia distribuite equamente tra il nord e sud della penisola per standardizzare il trattamento. Con l’intenzione di farlo adottare dalle oltre 400 unità coronariche e invitarle quindi a guadagnarsi la “bandiera blu” della cardiologia.
Il progetto annunciato nel corso del Congresso di Parigi è in linea con una tendenza generale dei paesi europei testimoniata dall’altra grande novità del Congresso ESC (European Society of Cardiology): dopo 4 anni dall’ultimo aggiornamento, sono state presentate le nuove linee guida per l’infarto NON STEMI (evento cardiaco meno grave). Nelle nuove linee guida sono stati inseriti i nuovi farmaci antitrombotici, tra cui il prasugrel che rappresenta un superamento delle opzioni terapeutiche già presenti poiché più rapido e più efficace; L’infarto NON STEMI ha un forte impatto sul Sistema Sanitario italiano sia in termini di ospedalizzazioni sia di costi sanitari. Ogni anno si ricoverano in Italia 130 mila pazienti di cui 60% è NON STEMI; nel 40% dei casi si tratta di anziani (70 anni), con una lunga storia di malattia cardiaca. Prasugrel è attualmente indicato per i pazienti con sindrome coronarica acuta sia in casi NON STEMI che nei casi di infarto più severi, ovvero STEMI, sottoposti a rivascolarizzazione per via percutanea. Nell’ultimo aggiornamento delle linee guida ESC per l’infarto STEMI, presentate nel 2010, prasugrel è stato inserito con il livello più alto di raccomandazione, grazie alle evidenze cliniche apparse nello studio TRITON.
I dati in possesso dell’ANMCO stimano che il costo annuo per il trattamento dell’infarto miocardico in Italia è di circa 1 miliardo di euro annuo (la patologia è tra i primi 5 DRG per voce di spesa). E il contenimento dei costi, con la diminuzione degli sprechi è tra gli obiettivi a lungo termine anche del percorso intrapreso dall’Anmco. “Il progetto Standard of Care, se esteso a tutti i centri della penisola, potrebbe permettere un contenimento dei costi sul trattamento dell’infarto di circa il 15%” sottolinea Scherillo. Le realtà pilota interessate:
U.O. Cardiologia A.O. “Ospedale Di Circolo Di Busto Arsizio” di Saronno (VA)
U.O. di Cardiologia e UTIC “Ospedale Civile” di Legnano
S.C. Cardiologia A.O.U. “Ospedali Riuniti-Ospedale Cattinara” di Trieste
Cardiologia Interventistica “Ospedale Ca’ Foncello” di Treviso
Cardiologia Ospedale Civile “Augusto Murri” di Fermo
Divisione Cardiologia e UTIC “Ospedale San Filippo Neri” di Roma
Cardiologia Interventistica e UTIC Azienda Ospedaliera “G. Rummo” di Benevento
Cardiologia – UTIC “Ospedale San Paolo” di Bari
U.O. Cardiologia e UTIC Ospedale Civile “San Giovanni di Dio” di Crotone
C e Cardiologia Interventistica Ospedale Civile “Pugliese” di Catanzaro

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Non si può vivere di sole manovre

Posted by fidest on Wednesday, 31 August 2011

Renato Brunetta

Image via Wikipedia

Ma, soprattutto, è bene di manovre non morire. In poco più di un anno, dal luglio 2010, abbiamo varato tre decreti di aggiustamento dei conti pubblici che, sul periodo 2011-2014, determineranno un effetto correttivo cumulato sui saldi di bilancio superiore ai 180 miliardi di euro. Erano necessari e urgenti. Ma forse non dobbiamo dimenticare il vecchio aforisma secondo il quale per affrontare ciò che è urgente, si rischia di non trovare tempo e determinazione per ciò che è importante.
L’attacco speculativo sui debiti sovrani è dovuto essenzialmente alla crisi dell’Europa, ma se l’Italia è stata considerata un possibile obiettivo lo dobbiamo a due fatti incontrovertibili: il livello del debito pubblico, il quarto del mondo; e il basso tasso di crescita. Anche la riduzione del ritmo di crescita viene da lontano. Al netto di crisi e recessioni congiunturali, il tasso di crescita medio annuo decennale dell’Italia si è ridotto a partire dagli anni Settanta di un punto percentuale a decennio; fino ad arrivare, nell’ultimo periodo, vicino alla stagnazione. Il debito accumulato non ha certo aiutato, in quest’ultimo ciclo, a invertire la tendenza. Se oggi stiamo ancora a discutere di pensioni di anzianità, e a inseguire la fiducia dei mercati con una successione affannata di manovre, lo dobbiamo anche a questo. Ma nulla è più urgente dell’importanza di dare una risposta strutturale alla domanda di riduzione della spesa pubblica e di liberare risorse per la ricerca, per l’istruzione, per le infrastrutture, con al primo posto quelle informatiche. Ebbene su queste procedure di attuazione di una politica già decisa dal governo siamo in ritardo di quasi due anni. Perché? Di chi la responsabilità? Mentre le norme approvate sulla riforma del pubblico impiego, sulla semplificazione amministrativa, sulla digitalizzazione della Pubblica amministrazione incontrano sempre motivi contingenti per ritardarne l’applicazione.
Chi sostiene che il dibattito nella maggioranza sia tra il partito della spesa e chi si batte per il risanamento fiscale dice ancora un banale e interessato falso. Il contrasto è tra chi pensa che si possano passare decenni a turare le falle di una diga vecchia e permeabile e chi sostiene che è necessario rifare la diga e, soprattutto, investire nella sistemazione idrogeologica per regolare le acque che premono contro la diga stessa. Ma più semplicemente ci chiediamo quale sia la verità che il governo avrebbe nascosto. I fatti dell’economia e dei bilanci sono descritti da una abbondanza di statistiche ufficiali non solo italiane, a disposizione di tutti, non solo del governo.
La verità che andava detta è probabilmente quella del lungo scontro tra riformisti e tardo-corporativisti (delle due sponde). Tant’è che il richiamo autorevole, con correttezza bipartisan, ai comportamenti ostruzionistici dell’opposizione riecheggia questa verità. (Renato Brunetta in sintesi da “Il Foglio”)

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Digital Agenda for Europe

Posted by fidest on Wednesday, 31 August 2011

Agenda Digital

Image via Wikipedia

Brussels 3rd October 2011, The Square, As fully recognised by the EU 2020 Strategy and the Digital Agenda, the Internet is increasingly changing our daily lives in a positive way and used as a key enabler for industry sectors and contributor to societal challenges such as climate change and an ageing population. High performance networks providing fast access to innovative, quality services and products are essential for the success of the Digital Agenda for Europe. The exponential growth in data traffic over fixed and mobile broadband networks, driven mainly by over-the-top (OTT) applications such as video, requires huge investment in order to deploy additional network capacity. A new equilibrium will be essential to ensure that players generating large amounts of data traffic also contribute to the investment challenge ahead. Without clear economic and investment incentives, network congestion will increasingly affect innovation and growth. At this crucial time, ETNO and the Financial Times are proud to present a Summit to foster dialogue between all actors of the Internet eco-system to debate how to allow innovative services to be launched, how the current commercial model may need to evolve and how new revenues can be generated to justify infrastructure investments. It will also look at the role policy makers can take in supporting these initiatives to achieve a viable, sustainable Internet for the benefit of all. Decisions taken now will affect the way the Internet is developed and used and we are proud to convene a distinguished speaker line up to discuss the way forward. The Summit will feature a keynote presentation from European Commissioner Neelie Kroes and two high-level CEO panel debates. Proceedings will be chaired by the Financial Times. Agenda
09:30 Welcome by the Chair Michael Skapinker, Assistant Editor and Editor, Special Reports, Financial Times
09:40 Introductory remarks Luigi Gambardella, Executive Board Chairman, ETNO
09:55 Future Internet models and trends Jonathan Liebenau, Reader in Technology Management, London School of Economics
10:10 Keynote presentation: Enabling a sustainable digital economy Neelie Kroes, European Commissioner for Digital Agenda, European Commission
11:00 Panel session I: Making the Internet more sustainable: How should the current commercial model evolve? Without the necessary investment in infrastructure, traffic congestion will inhibit innovation and internet usage.
14:10 Panel session II: Enabling a sustainable global digital society: Meeting the demand for services and productsThis panel session will look at how telecom service providers are enabling sustainable economic development and social progress whilst also generating new services revenue to help justify their network infrastructure investments.
16:30 Close of Summit http://www.ftconferences/etno/

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Medici: Riscatto servizio militare

Posted by fidest on Wednesday, 31 August 2011

Esercitazioni invernali

Image by fabiopon via Flickr

E così dal recente vertice governativo -ha affermato il Segretario Nazionale Ugl Medici Ruggero Di Biagi- arriva, tra altre, la sgangherata e confusa proposta di rapinare il riscatto del servizio militare, degli anni di laurea e specializzazione a fini pensionistici, mantenendoli pero’ validi ai fini del calcolo della pensione. Che vuol dire di preciso? E chi lo sa…Ma di sicuro sono rogne e indebite rapine. Per i medici -e solo per loro- tale iniquo intervento eliminerebbe le pensioni di anzianità dato che fino a 30 anni il medico e’ bloccato per legge su laurea e pure specializzazione e farebbe strame non solo di ogni normativa vigente ma di ogni patto morale e sociale, agendo anche assurdamente in maniera retroattiva. Per di piu’ -ha continuato Di Biagi- fino a 66 anni tale categoria -e solo tale categoria- rimarrebbe inchiodata al posto di lavoro (finche’ morte non vi separi, diceva qualcuno…), bloccando ogni speranza di ingresso ai giovani e peggiorando il livello di efficienza del sistema. Nel frattempo -ha concluso il Segretario Ugl Medici- i parlamentari, casta privilegiata, vanno in pensione dopo due anni e mezzo di servizio! Rapinano a chi ha meno per mantenere previlegi di ordine feudale. Non ci sono parole…

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Webcam privacy a rischio

Posted by fidest on Wednesday, 31 August 2011

Minoru 3d webcam with screen shot

Image via Wikipedia

Sono sempre più piccole, i loro costi sono bassissimi e sono presenti su ogni pc, tablet, portatile di ultima generazione anche perché la diffusione di programmi di condivisione delle immagini tipo Skype che consentono di videochiamarsi in rete le rende pressoché indispensabili ai giorni d’oggi. Sono utilissime, quindi, le webcam ossia quelle microscopiche videocamere che ormai rappresentano degli occhi che vigilano nelle nostre case, nei nostri uffici, ma anche nei luoghi più impensabili, tipo parchi, strade ed altri spazi pubblici. Vi è da dire, però che la loro miniaturizzazione, ha consentito che gli ultimi ritrovati sono diventati degli “occhi” pressoché completamente autonomi, in quanto si collegano direttamente alla rete attraverso un proprio indirizzo IP ed la cui unica finalità è inquadrare costantemente ed anche ventiquattrore su ventiquattro ciò che l’obiettivo sta inquadrando. Molto utili quindi per la videosorveglianza ma anche strumenti assai invasivi della privacy e della riservatezza delle persone se non utilizzate per i fini a cui dovrebbero essere legalmente demandate. Tant’è che è sufficiente che le impostazioni di sicurezza della rete locale non vengano regolate correttamente, il mini-sito della webcam è infatti visibile da chiunque via Internet e basta digitare su qualsiasi motore di ricerca alcune particolari parole per trovarne di accessibili in ogni parte del mondo. Tra l’altro, molto spesso questo tipo di camere digitali sono anche comandabili a distanza per puntarle in varie direzioni e regolarne lo zoom. V’è da dire però che l’utilizzo per la vigilanza pubblica in Inghilterra ha consentito una vera e propria caccia ai crimini sul web, attraverso la possibilità da parte di comuni cittadini di mettersi a controllare sul monitor di casa una serie di “occhi” elettronici pubblici puntati in determinate zone del paese. Si è scatenata così una vera e propria “caccia al ladro” in versione hi tech che ogni mese mette in palio premi fino a 1’000 sterline a chi guadagna più punti segnalando il maggior numero di atti criminali. Per ovvie ragioni alcune associazioni che difendono i diritti civili e sulle quali concordiamo, hanno immediatamente condannato questo che è ormai divenuto un vero e proprio gioco soprannominato “Internet Eyes” poiché da una parte evidentemente troppo invadente per la privacy e dall’altro perché potrebbe generare una pericolosa “caccia alle streghe” che non a nulla a che vedere con la lotta alla criminalità. Se quindi, le webcam possono essere preziosamente utilizzate dalle forze di polizia cui riteniamo deve essere univocamente affidato il contro della sicurezza dei cittadini, dall’altra possono trasformarsi addirittura in un vile mezzo di ricatto. Non è raro il caso di cibercriminali o hacker che carpiscono le immagini di ignari cittadini infiltrandosi nei loro pc e procedono alla registrazione o alla visione di quanto c’è dall’altra parte della telecamera. Sono segnalati, peraltro, in rete i casi di cronaca di spregiudicati soggetti che una volta acquisiti i video o le immagini le utilizzavano come arma di ricatto, minacciando i malcapitati e le malcapitate di renderle pubbliche o di mandarle a parenti e amici. (Giovanni D’Agata)

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Il Viaggio – Calendario Anforah 2012

Posted by fidest on Wednesday, 31 August 2011

Appena realizzato, scaricabile gratuitamente sul Web alla Home Page della Webagalleria Anforah (www.Anforah.Artenetwork.net), è il quarto Calendario Anforah 2012 di Poesia e Immagine dal titolo Il Viaggio, iniziativa collegata al XIV Festival Internazionale Trieste Poesia che si terrà, nel Capoluogo giuliano, dal 28.11 al 3.12.11 e vedrà premiato il dominicano Rei Berroa.
Riportiamo, per rendere parziale idea dell’opera, il commento introduttivo del curatore Fedele Boffoli:
“Dalle remote percorrenze di popoli nomadi agli spostamenti quotidiani delle genti contemporanee, il Viaggio, quale realtà integrante per l’Uomo, rappresenta, da sempre, un movimento necessario per la vita. “L’andare”, “Il muoversi, verso o contro” L’impulso dinamico attrattivo/repulsivo che può suscitare l’incontro fecondatore e creativo ma anche generare lo scontro, la fuga o la morte. Come ogni cosa al mondo, il Viaggio non si sottrae alla sua natura reciproca e paradossale. Si può viaggiare in movimento ma anche stando fermi (il pensiero ha una sua dinamica); mistici, pensatori, poeti, filosofi e artisti ecc. hanno esperienza di questo. Tutto ciò che comporta per l’umanità percorso è Viaggio: un gesto, un’azione, un pensiero, un’opera d’arte. Per gli artisti- viaggiatori di Anforah (alcuni come Davoli, realmente tali) viaggi per eccellenza, sono le opere, intese, alchemicamente, come percorsi dell’anima, che traducono, rendendone testimonianza, il fecondo e immaginifico mondo delle idee in forme e fatti, sostanziali e tangibili.”
Partecipano all’iniziativa: Fedele e Francesco Boffoli, Paride Alessandro Cabas, Alfredo Davoli, Suor Rosalba Facecchia ASC, Franco Folla, Pino Giuffrida, Giuseppina Labellarte, Salvatore Marchesani, Rita Marziani, Francesco Mignacca, Marina Postogna, Fabio Russo, Mariagrazia Semeraro.

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La manovra che non convince

Posted by fidest on Wednesday, 31 August 2011

“È davvero scandaloso che in questi ultimi giorni si torni a parlare di riforme costituzionali per dimezzare il numero dei parlamentari o per ridurre il numero delle province”. Queste le dichiarazioni di Antonio Gaudioso, vicesegretario generale di Cittadinanzattiva in merito alle novità che emergono in sede di manovra correttiva. “Perché si continua a ventilare un percorso lungo e tortuoso come quello dell’iter costituzionale per realizzare finalmente il taglio dei costi della politica? L’unica risposta che abbiamo è che si vuole continuare a rimandare, e quindi affossare di fatto le riforme che i cittadini tanto auspicano. D’altra parte, quando in passato i partiti hanno voluto modificare una legge fondamentale per l’effettività del diritto di voto dei cittadini come la legge elettorale – proprio quella che oggi fa del parlamento un’assemblea di nominati – l’hanno fatto in una notte. Perché non usare oggi la stessa rapidità? E ancora: possiamo davvero ritenere che i parlamentari attualmente in carica si rendano disponibili a tagliare da soli il ramo sul quale stanno seduti, decidendo fin da adesso per legge che al prossimo turno elettorale non potranno più essere eletti? Alla luce di queste semplici domande ci pare chiaro l’estremo tentativo del Governo, in primo luogo, e della classe politica in generale, di rimandare e non affrontare la questione. Una cosa simile è già avvenuta a proposito delle liberalizzazioni, quando si cercò di dare alla Costituzione responsabilità che la Costituzione non poteva avere, e che erano tutte della politica, incapace di decidere e di adottare misure rapide e concrete”.

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Manovra: Ferrari Aggradi: Robin Tax

Posted by fidest on Wednesday, 31 August 2011

supercortemaggiore

Image by Paolo Margari via Flickr

“Ci riconosciamo nelle posizioni espresse dai Presidenti dell’Autorita Energia Elettrica e Gas e della Corte dei Conti circa gli effetti indesiderati che potrebbero derivare dall’applicazione della Robin Tax” lo afferma in una nota Franco Ferrari Aggradi, presidente di Assopetroli-Assoenergia, associazione di categoria che raggruppa le imprese che operano nella commercializzazione dei carburanti, dei combustibili, nella trasformazione razionale dei combustibili in energia e nella produzione delle energie rinnovabili, che gia’ nei giorni scorsi aveva espresso la propria netta contrarieta’ all’aumento dell’addizionale Ires che, con la nuova manovra arriva addirittura al 10,5 per cento. “Ribadiamo con forza – prosegue Ferrari Aggradi – la nostra contrarieta’ ad una misura che rischia di mettere in ginocchio l’intero settore energetico del Paese con gravissime ripercussioni sul piano occupazionale e sullo sviluppo dello stesso. Questo – precisa Ferrari Aggradi – senza contare i palesi profili di incostituzionalita’ della norma. In particolare, l’eventuale inasprimento della tassa finira’ per assestare un colpo difficilmente assorbibile da parte delle p.m.i. che assicurano la distribuzione e la commercializzazione di prodotti petroliferi garantendo la pluralita’ dell’offerta. Imprese stremate dal fatto che stanno sostenendo interi pezzi dell’economia del Paese attraverso dilazioni finanziarie che esorbitano le normali pratiche commerciali causa il protrarsi della congiuntura economica. Imprese che comprano e rivendono al miglior prezzo in un mercato fortemente competitivo, i cui bilanci sono gonfiati per oltre il 60% da accise che versano anticipatamente allo Stato, gravate da un elevatissimo rischio credito, che non possono, in quanto price takers, traslare alcunche’ e che, strutturalmente, non possono soddisfare le richieste di controllo antitraslazione dell’Autorita’ che provocano l’aggravio di costi amministrativi insostenibili quanto inutili. E’ ora di prestare attenzione e di tutelare anche gli “invisibili”, quelle migliaia di imprenditori che, a costo di grandi sacrifici, silenziosamente, fanno il proprio dovere. Ci auguriamo – conclude Ferrari Aggradi – che il Governo elimini o quanto meno escluda dalla Robin Tax le p.m.i di natura commerciale per consentire la sopravvivenza di questo importante segmento e per il rilancio degli investimenti nel settore, pressoche’ bloccati dal 2008, anno della sua introduzione, anche al fine di evitare interminabili contenziosi giudiziari”. (Franco Ferrari Aggradi Presidente Assopetroli-Assoenergia)

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Berlusconismo e capitalismo liberista

Posted by fidest on Wednesday, 31 August 2011

Pizza Berlusconi, so-called ‘best pizza in the...

Image via Wikipedia

Era prevedibile, anzi scontato: il capitalismo mondiale è entrato in una fase di crisi profonda. Non si tratta di una delle periodiche crisi di crescita come teorizzato da Schumpeter (v. Il capitalismo e la crisi di Rosario Amico Roxas http://www.wikio.it/article/74331558), bensì di una crisi maturata nel tempo, pronta ad esplodere ormai da decenni, ma tamponata con misure di emergenza, che ne hanno aggravato le condizioni, fino allo stato di irreversibilità. E’ proprio in questi frangenti di radicale cambiamento provocato dalla nave che affonda per incapacità dei nocchieri, che i sorci scappano. Il capitalismo è finito da parecchi decenni; ma è riuscito a sopravvivere transitando da una crisi alla’altra, identificando le varie crisi come momenti di crescita, di superamento degli schemi precedenti per inventare schemi più nuovi. Il sistema per reperire denaro non poteva che contemplare lo sfruttamento al massimo del potenziale del mercato, attraverso la mobilitazione dei media per spingere al consumo, anche ipotecandosi la casa, pur di potere seguire la moda imposta del superfluo. Era questione di tempo, ma i nodi dovevano venire al pettine, e in tutto l’occidente, nonché in quelle nazioni che si sono lasciate irretire dal consumismo sfrenato. L’Italia è stata la nazione più disgraziatamente coinvolta, perché ha avuto la maledizione di avere un presidente del consiglio impelagato fino al collo nel conflitto di interessi, e, contemporaneamente convinto promotore di un liberismo fuori dal controllo dello Stato, inadeguato ad inserirsi nella dinamica di una nazione che era riuscita ad emergere dallo sfacelo fascista con la forza del lavoro, della produzione, con il sostegno delle classi socialmente più deboli, ma messe nella condizione di lavorare e produrre. Con l’arrivo di Berlusconi le condizioni si sono capovolte;è emersa la finanza creativa, la protezione delle classi che avrebbero dovuto pilotare la produzione, attraverso condoni fiscali a ripetizione, favorendo (e giustificando) l’evasione fiscale, quindi la penalizzazione del lavoro mortificato dal precariato. Ora proclama la lotta all’evasione, ma assolvendo il capitalismo dalla patrimoniale, magari sperando di essere creduto; ma se durante il governo Prodi, in una riunione dell’Assindustria ebbe a dire che una fiscalizzazione oltre il 40% giustifica l’evasione; (questo perché prometteva riduzione di tasse e benefici per le fasce più bisognose); non è accaduto nulla di ciò, anzi le tasse aumenteranno (ma non si chiameranno più “le mani nelle tasche degli italiani” , ma SACRIFICI NECESSARI”), e il premier pretende che il popolo (bove quanto vi pare, ma non fino a questo punto) debba credergli.
Dopo avere esaltato la classe capitalista, gli imprenditori, le cordate eroiche, ora che li ritrova sull’orlo del fallimento, vorrebbe chiamare a raccolta la piccola e media borghesia del lavoro perché vada a soccorrere gli sconfitti. Salvare, poi, questo capitalismo significa salvare il boia che ha pronta la corda per impiccare la piccola e media borghesia che vive di lavoro e crede nella democrazia; questo perché il capitalismo non soltanto non ha bisogno della democrazia, ma la combatte in nome di un regime autoritario che tuteli le condizioni di privilegio che ha generato. In questo periodico transito ha preso piede l’idea portante che il capitale avrebbe potuto generare altro capitale senza ricorrere al fastidio di dover promuovere il lavoro, la produzione, la competitività, la ricerca . Fino a quando c’erano risorse il giochetto ha funzionato; ma ora le risorse sono terminate e incalza il debito pubblico, per cui mucche da mungere non ce ne sono.
A questo punto non resta che passare la mano, fingendo di volere proseguire, ma solo per avere il tempo di raggranellare quanto serve per godersi una comoda vita lontano dai guai che questo governo ha prodotto. I peones si agitano, mentre i gerarchi cercano di tenerli buoni sprizzando raggi di ottimismo e proclamando certezze solo per mantenere l’indispensabile maggioranza numerica; ma tutti stanno cercando la più agevole via di fuga, ben sapendo che un diverso governo, con diversa filosofia politica, non potrà più garantire i loro averi. Ci lasceranno alcuni decenni di ristrettezze, per ricominciare da dove eravamo 18 anni addietro, anche retrocedendo in termini di sviluppo, ormai diventato un modello insostenibile. (Rosario Amico Roxas)

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Azionariato di Trentino Tnt

Posted by fidest on Wednesday, 31 August 2011

MC-link entrerà nel capitale di Trentino NGN e consentirà il successivo ingresso di Fibra Ottica S.p.A grazie a un “portage” mediato da MC-link. che ha sede a Trento e, con 29,6 milioni di fatturato, è il maggior operatore regionale del Trentino-Alto Adige.
Fibra Ottica S.p.A. (FOS) è una holding di partecipazioni industriali in società aventi ad oggetto la progettazione, implementazione, sviluppo, realizzazione, installazione, manutenzione e gestione di infrastrutture di accesso a larga banda in fibra ottica di nuova generazione (“NGAN”). FOS è stata costituita il 18 novembre 2010 da 13 operatori (Ampersand, Cdlan,, Clio, E4A, Enter,MC–link, Maxfone, KPN Quest Italia, Fastnet, Metrolink, MNNet, Panservice, Unidata ) attivi nella fornitura al pubblico di servizi di telecomunicazioni allo scopo di favorirne, attraverso l’aggregazione in un unico soggetto giuridico, la partecipazione ai diversi progetti nazionali di infrastrutturazione NGAN degli operatori di medie e piccole dimensioni. In base all’ultimo bilancio depositato, il fatturato aggregato degli azionisti FOS è pari a 75,4 milioni di euro.
A seguito della fusione per incorporazione nel 2009 di Alpikom S.p.A., MC-link S.p.A., che ha sede legale a Trento, sede direzionale a Roma e sede operativa a Milano, rientra tra i primi dieci operatori nazionali di telecomunicazioni su rete fissa. I ricavi dell’esercizio 2010 sono stati pari a 29,6 milioni di Euro, in aumento del 6,7% rispetto al 2009 con un EBITDA di 6 milioni di Euro e un risultato operativo (EBT) ante imposte di 0,7 milioni di Euro. Presidente (e cofondatore) di MC-link è Paolo Nuti, che, tra l’altro, è anche Presidente di FOS, Fibra Ottica S.p.A., Presidente dell’Associazione Italiana Internet Provider (AIIP) e Consigliere di Amministrazione di MIX S.r.l., il punto di interscambio nazionale del traffico Internet di Milano. Vicepresidenti sono il co-fondatore Bo Arnklit e Pompeo Viganò, Presidente di Alpikom sino alla fusione in MC-link. Amministratore Delegato di MC-link è Cesare Veneziani.

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Caro libri

Posted by fidest on Wednesday, 31 August 2011

Un richiamo alla responsabilità da parte di tutti, dirigenti scolastici in testa, e la proposta di detrazioni per rendere l’istruzione un investimento del Paese e non una questione delle singole famiglie. Sulla questione del caro libri di testo l’Associazione italiana genitori (Age) interviene chiedendo che siano fatte rispettare le normative ministeriale e che, anche a fronte di un difficile momento di crisi, si cambi l’atteggiamento culturale e politico nei confronti dell’istruzione. Sul primo fronte, mentre si avvicina l’inizio della scuola e come ogni anno le famiglie fanno i conti con la spesa per il corredo scolastico e, soprattutto, per l’acquisto dei libri di testo, senza dimenticare i vocabolari, gli strumenti tecnici specifici, i trasporti, si stima che l’aumento medio sarà fra il 3 e il 5%. La circolare ministeriale n. 18 del 2011 così riassume le novità inerenti l’adozione dei libri di testo:
la cadenza pluriennale per nuove adozioni (ogni cinque anni per la scuola primaria e ogni sei per la scuola secondaria di I e di II grado);
la restrizione della scelta di libri di testo a stampa per i quali l’editore si sia impegnato a mantenere invariato il contenuto per un quinquennio, fatta salva la possibilità per l’Editore di trasformare il medesimo libro di testo nella versione on line scaricabile da internet o mista.
la progressiva transizione ai libri di testo on line o in versione mista, tenendo presente che a partire dall’anno scolastico 2012/2013 non potranno essere più utilizzati testi esclusivamente a stampa;
Il rispetto dei tetti di spesa individuati per le scuole secondarie di I e di II grado;
la non modificabilità delle scelte da parte degli insegnanti e della scuola nell’arco dei due periodi previsti, “salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze”.
«Le norme sono chiare, eppure la spesa aumenta – rileva Guarmeri – . Il tetto di spesa stabilito annualmente dal ministero (quest’anno elevato in modo variabile da circa l’1,5% al 3%) è superato in moltissime scuole italiane. Le “specifiche e motivate esigenze” sono frequentissime, e di anno in anno si apportano comunque ai testi modeste variazioni (per esempio negli eserciziari), così da renderne impossibile il riuso. A ciò si aggiungano i testi “consigliati”, quindi non considerati per il rispetto del “tetto ministeriale”, testi in pratica obbligatori quando l’insegnante è in classe».
«Vogliamo fare un forte richiamo alla responsabilità di ciascun organismo – afferma il presidente dell’Associazione italiana genitori – . Chiediamo più controlli e, se serve, l’individuazione di sanzioni. Sollecitiamo, inoltre, l’attivazione di tutte le forme individuali e collettive per il risparmio: comodati, prestiti, testi on line, e-book, autoprodotti e in rete, come è il caso del bookinprogress. Che vanta alcune esperienze in giro per l’Italia». Ma insieme a queste misure, l’Age sollecita anche una inversione di tendenza nel modo di considerare le spese per l’istruzione, anche in tempi difficili, in cui le famiglie sostengono il peso dei sacrifici richiesti dalla proposta di manovra anticrisi.
L’Associazione italiana genitori (Age), attiva da più di quarant’anni per dare voce ai genitori italiani nei confronti soprattutto della scuola e delle istituzioni, è presente in Italia con 200 gruppi locali e circa 10mila iscritti. Age aderisce al Forum delle associazioni familiari e, a livello europeo, fa parte della Comitato famiglie Comunità europea (Coface) e della European Parents Association (Epa). Attraverso il Forum nazionale delle associazioni dei genitori nella scuola (Fonags) è un soggetto ascoltato e accreditato al Ministero dell’Istruzione. È membro della Consulta nazionale degli Esperti del Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio.

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