Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 26 n° 170

Archive for December 4th, 2011

Consiglio ministri a sorpresa

Posted by fidest on Sunday, 4 December 2011

A dire il vero già da qualche giorno era ventilata la possibilità che il consiglio dei ministri potesse essere convocato nel tardo pomeriggio di domenica anticipando così quanto era stato programmato per la giornata del lunedì. La spiegazione più ovvia va ricercata nel fatto che i provvedimenti presi avrebbero potuto influire sull’andamento dei mercati alla riapertura, per l’appunto, del lunedì. Un’altra ragione com’è noto, è la fretta. In entrambi i casi si sta cercando una forzatura temporale anche perchè più passano le ore più sarà difficile al governo far digerire al parlamento e al paese una medicina tanto amara quanto impopolare e, a nostro avviso, frutto di un out out comunitario che ha il solo scopo di far levare all’Italia le castagne dal fuoco mentre ben altri dovrebbero essere gli incaricati a tali funzioni: vedasi la Francia e la Germania in primo luogo, interessati come sono a salvaguardare le rispettive economie a spese degli altri.
Resto sempre più convinto che si tratta di una sporca faccenda che dobbiamo subire come abbiamo già fatto ai tempi della presidenza del Consiglio Ciampi e Amato per poter aderire alla moneta unica, la stessa che oggi ci procura tanti affanni e rischia di vanificare sia i sacrifici passati sia i presenti. Ma ciò che ci sconcerta è l’atteggiamento degli italiani così come accade ad un pugile che incassa un diretto al volto e rimane, per un attimo, imbambolato in piedi prima di crollare al tappeto. Siamo al Ko e non certo per quel 10% degli italiani che continua a sguazzare nella propria ricchezza ma a chi ha perso anche quei miseri ma preziosi dieci euro di rivalutazione della pensione al costo della vita, per non dire altro come l’aumento esponenziale dell’addizionale Irpef delle amministrazioni locali, delle tariffe dei trasporti pubblici delle bollette della luce, gas e del telefono ecc. ecc. Il tutto si traduce in un introito per le casse dello Stato di 24 miliardi tutti a carico dei redditi medio bassi e solo una “infarinatura” per gli altri. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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E.U.:Analisi economica e monetaria

Posted by fidest on Sunday, 4 December 2011

Possiamo fissare alcuni termini per definire le ambasce europee in un contesto mondiale dove appare sempre più evidente il tentativo di stabilire a livello mondiale una nuova leadership economico-finanziaria. L’Europa comunitaria, in questa circostanza, appare più esposta alla speculazione internazionale proprio perchè si mostra una sorta di gigante dai piedi di argilla. Un’Europa che ha voluta compiere un passo coraggioso percorrendo la strada unitaria per meglio competere a livello internazionale, ma glissando quelli che sono gli aspetti che oggi si rivelano determinanti per assicurare al colosso la sua performance. Essi sono una politica economica, industriale, finanziaria, e diplomatica comune come si addice ad una comunità che voglia marciare all’unisono con i propri compagni di cordata. Tutto, infatti, tende ad incrociarsi e la politica economica sarà valida se preserva la stabilità dei prezzi e l’ancoraggio di tali aspettative costituisce un presupposto necessario affinchè la politica monetaria contribuisca alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro nell’area dell’euro. Lo stesso discorso vale per l’analisi economica dove ci si attende che la crescita del Pil, in termini reali nell’area dell’euro, sia tonificato da un rapporto virtuoso dei bilanci dei singoli stati comunitari. Le tensioni in atto in alcuni segmenti di mercati finanziari dell’area dell’euro e su scala mondiale possono essere aggravate dalle spinte protezionistiche e da una possibile correzione disordinata degli squilibri internazionali.
Il tutto induce a credere che potenziando e promuovendo la competitività, e migliorando la flessibilità e il potenziale di crescita nel medio-lungo termine, sarà possibile uscire dal tunnel nel quale ci siamo infilati. A tale riguardo la Banca d’Italia, giustamente, rileva che “le riforme strutturali a partire dal mercato del lavoro, per potenziare la flessibilità salariale e seguite dall’incremento della concorrenza nei mercati di beni e soprattutto di servizi”, sono essenziali. Ma vorrei che ci soffermassimo su qualcosa di più considerando che vi sono valori irrinunciabili ai quali dobbiamo conferire la priorità anche se hanno un costo ma che possono essere resi più virtuosi con una spesa più attenta e avere al tempo stesso il coraggio e la fermezza di tagliare, senza tentennamenti, le spese, per quanto importanti ma non necessarie nell’attuale situazione, come quelle per gli armamenti (in due anni abbiamo speso 22 miliardi di euro) o la costruzione di opere civili faraoniche (vedasi stretto di Messina) o per spingersi molto avanti con l’innovazione tecnologica e dei trasporti (pensiamo all’alta velocità) se non consolidiamo opere di minore prestigio ma più aderenti ad una crescita omogenea del sistema paese. E il caso del trasporto su rotaia è classico con un’Italia che migliora il trend viario diciamo da Roma in su e lascia praticamente immutata la rete nella parte meridionale del paese e delle isole. Ma il discorso potrebbe dilatarsi alle reti tecnologiche, all’industria e al terziario. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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L’Italia non s’è desta

Posted by fidest on Sunday, 4 December 2011

Ciò che ci sta accadendo è davvero impressionante. Stiamo assistendo al più grave e proditorio scippo della storia patria, praticamente senza battere ciglio. E dire che i precedenti, sia pure in misura più ridotta, li abbiamo messi in conto al tempo dei governi Ciampi ed Amato. Allora, si disse, che dovevamo entrare nell’Euro, se volevamo salvarci dal tracollo, e il prezzo che pagammo fu molto salato non per chi aveva i soldi ma per la povera gente. Oggi ci vengono a dire che noi dobbiamo salvare l’Europa e la sua moneta unica e per questo ogni sacrificio è sacrosanto, e dovremmo crederci. Allora il potere d’acquisto per un cambio con la lira si ridusse del 50%, oggi visto che, almeno per il momento, non dobbiamo cambiare moneta, il taglieggiamento è fiscale, sul costo della vita, sulla salute e sulla previdenza. Allora i responsabili di quella “tosatura” furono i governi che si richiamavano al centro sinistra oggi, per farla più “pulita”, ma con il medesimo intendimento, ci pensa un governo cosiddetto “tecnico”. E noi che facciamo? Stiamo a guardare come si fa assistendo ad uno spettacolo televisivo un po’ noioso ma nulla di più. Ma cosa potremmo di diverso, considerato che esiste una classe politica generata dal “popolo sovrano” (come si enfatizza da più parti) e che questa non trova di meglio che rivoltarsi contro gli stessi diritti e interessi dei suoi elettori? Possibile che il popolo non riesca ad esprimere una sua autonoma volontà e quel che più conta, qualcuno ne sia il fedele interprete? La risposta a questo interrogativo, con molta probabilità, i nostri padri dovrebbero incominciare a trovarla negli anni che seguirono le due grandi guerre mondiali e, i loro figli, a quanto è accaduto il giorno dopo la caduta del muro di Berlino. Ci ritroviamo con un popolo in letargo e quindi privo di una visione realistica dei fatti, incapace di reagire, perchè schiavo delle suggestioni, degli imbonitori di turno. L’Italia è diventata il laboratorio per l’affermazione di una nuova classe dominante dove la ricchezza è il fine e la povertà lo sfruttamento. Dove si può governare pur rappresentando il 10% della popolazione nazionale perchè il restante 90% è condannato all’emarginazione senza diritti, senza valori dove ammalarsi è un lusso, dove la vecchiaia diventa un dramma dove il lavoro è un privilegio, dove l’istruzione è un privilegio di casta. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Durban climate talks: US must stand aside

Posted by fidest on Sunday, 4 December 2011

“This is not a dress rehearsal, a week of belligerence, bickering and backstabbing needs to now give way to real deals about the future of our planet. Those who are not interested in saving lives, economies and environments, like the US, must now stand aside and let those with the political will move forward,” said Kumi Naidoo, International Executive Director, Greenpeace International.This draft of part of the final agreement is long on pages and short on definition. A week may be a long time in politics but it far too short for the task ahead.By the end of next week Governments need to:
• Ensure a peak in global greenhouse gas emissions by 2015
• Ensure that the Kyoto Protocol continues and provide a mandate for a comprehensive legally binding instrument
• Deliver the necessary finance to tackle climate change
• Set up a framework for protecting forests in developing countries
• Ensure global cooperation on technology and energy finance
• Ensure international transparency in assessing and monitoring country commitments and actions
“Protecting vulnerable communities, countries and habitats costs money, that money was to be put on the table here in Durban, but so far we don’t even know where the money will come from. There is a real risk we walk away from durban with empty pockets. And that failure will be measured in lives, economies and habitats,” said Tove Ryding, Greenpeace Co-ordinator for climate policy.If Governments don’t move on without the US the final agreement will be stripped of any possibility of protecting the climate.

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Saluggia: scorie nucleari

Posted by fidest on Sunday, 4 December 2011

Saluggia 5 dicembre 2011, alle ore 10.30, presso la sede del Partito Democratico del Piemonte (Via Masserano 6/a), a Torino, conferenza stampa dell’On. Luigi BOBBA (Vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati), del Segretario regionale del PD Gianfranco MORGANDO e di Paola OLIVERO (Capogruppo PD Comune di Saluggia) sulla questione della realizzazione del deposito D2 a Saluggia (Vercelli) dove verranno concentrati i rifiuti nucleari presenti sul territorio. “Mercoledì la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti sarà a Saluggia per una serie di sopralluoghi – spiega l’On. Luigi BOBBA – Questa sarà l’occasione per ribadire al nuovo Governo la richiesta di procedere con urgenza all’individuazione del sito del deposito unico nazionale delle scorie nucleari e per illustrare le posizioni di contrarietà del Partito Democratico alla costruzione del deposito D2, che da ‘temporaneo’ rischia di diventare ‘definitivo’ e la cui realizzazione potrebbe comportare costi elevati per i cittadini e un grave danno erariale”.

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Il medico di famiglia del futuro

Posted by fidest on Sunday, 4 December 2011

Oltre 800 giovani l’anno nel nostro Paese scelgono di diventare medici di famiglia ma, ad oggi, indossano il camice senza aver sostenuto un solo esame in questa disciplina. Tutti, tranne gli studenti di Medicina dell’Università di Modena. L’ Ateneo è l’unico in Italia ad aver previsto un insegnamento specifico, la 36ma disciplina obbligatoria per laurearsi. Ma non solo: dal 2012 in città nascerà il primo master universitario di II livello dedicato all’insegnamento clinico della Medicina Generale nelle Cure Primarie. “Un traguardo che conferma la nostra eccellenza in questo settore: Modena rappresenta davvero un modello da imitare, noi insegnando la Medicina Generale agli studenti di Medicina, formiamo i medici del futuro, che sceglieranno la specializzazione a ragion veduta – afferma la dottoressa Maria Stella Padula, Coodinatore didattico-scientifico del progetto e referente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) -. L’insegnamento di una disciplina così importante richiede la scelta di docenti qualificati e adeguatamente preparati, che avranno attraverso questo master un titolo accademico. Vanno infatti appresi nuovi strumenti per insegnare le peculiarità della Medicina Generale, nel contesto delle Cure Primarie, cioè della Medicina extraospedaliera. In particolare i futuri docenti clinici acquisiranno metodologie innovative come role playing, gestione di focus group e simulazioni, tutorato in studio e a domicilio dei pazienti. Siamo capofila nazionali in un processo che ci porta ad adeguarci alle direttive europee: nel resto del continente la Medicina Generale è già insegnamento obbligatorio. In Italia il D.M. 270/04 ne aveva previsto l’adozione in tutti gli atenei ma è rimasto inapplicato, tranne nella nostra “isola felice”. Il master “Imparare a insegnare” è patrocinato da SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) che proprio nel 2012 compie trent’anni e dedica gran parte della sua mission alla formazione delle nuove leve. “Non possiamo esimerci dal pensare al futuro e dobbiamo essere in grado di offrire a chi si avvia oggi alla professione gli strumenti per essere competente e competitivo, anche sul mercato internazionale – continua la Padula. – Non solo dobbiamo trasmetter loro il patrimonio della nostra Società scientifica, ma anche occuparci di un aspetto fondamentale per l’apprendimento come la formazione dei docenti”. Il corso, di durata biennale, si volgerà presso la Facoltà di Medicina di Modena e Reggio Emilia ed è realizzato in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione, con la SIPeM (Società Italiana di Pedagogia Medica), la SIMG, la Scuola di Medicina Generale di Modena e la partecipazione di Studenti di Medicina del SISM (il Segretariato Italiano degli studenti di Medicina). Il Master prenderà il via da marzo 2012 per concludersi a dicembre 2013. Le domande d’iscrizione possono essere presentate entro il 3 febbraio 2012: sono ammessi 30 discenti e 6 uditori (studenti). I criteri di accesso sono specificati nel Bando reperibile al sito http://www.unimore.it/Bandi/StuLau-Master.html.

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Impresa creativa e culturale

Posted by fidest on Sunday, 4 December 2011

Aquileia 5 dicembre 2011 ore 17.30 Centro Convegni dell’Azienda Agricola Ca’ Tullio Via Beligna, 41 Le imprese creative rappresentano la frontiera più avanzata dello sviluppo economico contemporaneo. La Camera di Commercio di Udine vuole approfondire il tema nella settima “Serata per le imprese”, appuntamento con cui, due volte l’anno, l’ente camerale si muove sul suo territorio per affrontare, con rappresentanti di categorie, enti locali e imprenditori, argomenti d’interesse comune. E scegliendo di volta in volta luoghi simbolici: in questo caso, sarà Aquileia, lunedì 5 dicembre, alle 17.30, al Centro Convegni dell’Azienda Ca’ Tullio (via Beligna, 41). Oltre al presidente della Cciaa Giovanni Da Pozzo e all’assessore regionale alle attività produttive Federica Seganti, costruiranno la serata Romano Toppan, professore ed esperto di economia legata al turismo e alla cultura e Claudio Bocci, Direttore di Federculture. Case history eccellenti per concretizzare le potenzialità dell’impresa culturale: quelle di Paola Manfroni, dell’agenzia di comunicazione Marimo di Roma, e Loris Tramontin di Azalea Promotion. «La Cciaa di Udine, anche con il suo progetto Friuli Future Forum, sta puntano molto sulla promozione del binomio cultura-economia – spiega Da Pozzo –, convinta che si tratti di una combinazione originale e vincente, imprescindibile per sviluppare le risorse più particolari e creative del territorio. Il sostegno all’“intangibile”, che sempre più coordina cultura con innovazione e rispetto dell’ambiente, è dunque quanto di più utile all’evoluzione concreta della società, di una società che vuole guardare al futuro». Come ricorda una recente ricerca di Unioncamere e Symbola, l’industria culturale rappresenta il 4,9% del Pil, 1.400.000 occupati e 400.000 imprese. All’interno del macrosettore si ritrovano attività riconducibili alle forme di espressione culturale (cinematografia, editoria, musica, patrimonio artistico-storico, arti visive) e attività in cui la dimensione espressiva si combina a manifattura o servizi (architettura, comunicazione e branding, artigianato artistico, industria del design e agroalimentare). A conclusione di serata, grazie alla collaborazione con il Consorzio Fvg Via dei sapori, una passeggiata tra prodotti della tradizione e i piatti rielaborati da cinque tra i top-chef del territorio, che cucineranno “live”. Per info e prenotazioni del pubblico interessato: tel. 0432 2735-47/33 (adesioni fino al raggiungimento dei posti disponibili).

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Crisi: lavoratori alla sbarra

Posted by fidest on Sunday, 4 December 2011

“Unità dei lavoratori, salvaguardia delle pmi, infrastrutture, rilancio del pubblico impiego, lotta alle delocalizzazioni e quoziente familiare: queste le linee guida della nostra azione sindacale che daranno vita al prossimo Congresso Confederale dell’Ugl, indetto per il 29, 30, 31 marzo, nel quale rinnoveremo la Confederazione senza per questo recidere le nostre radici”. Lo ha detto Giovanni Centrella, segretario generale dell’Ugl, chiudendo i lavori del Consiglio Nazionale di Chianciano e sottolineando come “il sindacato, e così l’Italia, non deve subire la crisi ma coglierla come opportunità, puntando su piccole idee immediatamente realizzabili. Un obiettivo possibile grazie alla presenza di un ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, molto disposto ad ascoltare e a realizzare progetti per la crescita e per lo sviluppo”. Rivolgendosi all’assemblea il sindacalista ha detto che “la nostra squadra deve essere ancora più salda perché anche il più piccolo errore di valutazione potrebbe essere fatale, perché non dobbiamo necessariamente subire e possiamo anzi protestare, senza per questo scioperare o ricorrere alle aule dei tribunali, facendo perdere soldi ai lavoratori o, peggio, abdicando dal nostro ruolo fondamentale che è quello della mediazione. Abbiamo il dovere di decidere, perché pagheremmo molto caro l’errore di non decidere per non sbagliare, questo vale per le scelte macroeconomiche, come le riforme, e per la salvaguardia delle aziende a rischio chiusura, tra le quali vanno sostenute prioritariamente le piccole e medie imprese, tra le meno ‘corazzate’ dal punto di vista del lavoro e degli strumenti di protezione. Poiché in questo grave contesto da soli non si arriva da nessuna parte, il nostro obiettivo è e sarà impegnarci per costruire insieme alle altre tre Confederazioni un percorso comune per scongiurare divisioni tra lavoratori, pur mantenendo distinte le nostre identità e le nostre battaglie ‘storiche’”. “Da oggi – ha sottolineato Centrella – non inizia solo il percorso che ci porterà al Congresso ma anche la campagna elettorale per il rinnovo della rappresentanza del pubblico impiego, che stavolta dobbiamo e possiamo vincere, dimostrando a tutti coloro che ancora tentano di escluderci che non potranno mai più ignorarci. La nostra proposta è molto semplice: rilanciare e rivalutare il ruolo e le professionalità del pubblico impiego”. “Infine – ha concluso – per salvare il Paese servono le infrastrutture al Sud, anche per superare le divisioni che hanno lacerato l’Italia, perché senza il Mezzogiorno il Paese intero non potrà crescere e affinché il Nord non si senta più deprivato o depauperato dai ritardi di un pezzo importante del nostro stivale. Anche per questo lanceremo a breve una nostra battaglia, con una raccolta di firme, mirata a chiedere misure adeguate al governo per contrastare il fenomeno delle delocalizzazioni, che sta facendo e farà tante vittime nel mondo del lavoro e della produzione. Così come continueremo ad insistere con il nostro cavallo di battaglia storico a sostegno delle famiglie: l’introduzione del quoziente familiare nella riforma fiscale”.

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“Esame incrociato”

Posted by fidest on Sunday, 4 December 2011

Con il legal thriller “Esame incrociato” (pp. 464, euro 19,50, ISBN: 978-88-95709-98-7 ), dell’avvocato Michele Barbera, le Edizioni La Zisa inaugurano la collana “La linea gialla” Cos’è più difficile: accettare l’uccisione del proprio migliore amico o assumere la difesa del suo assassino? Marco Billemi, giovane avvocato penalista, dovrà affrontare una lotta che non si svolgerà solo nelle aule di giustizia. Scoprirà ben presto che il processo cui partecipa come difensore lo coinvolge a livelli più profondi, sino a mettere in crisi la sua coscienza di avvocato e di uomo. L’omicidio del giudice Beppe Maisano diventa un crocevia di emozioni e di situazioni trascinanti in cui le rigide regole processuali si piegano di fronte alla ineluttabilità degli eventi ed all’impeto di forze che trascendono il singolo individuo e tentano di condizionare non solo la sentenza, ma anche l’esistenza stessa dei protagonisti. Quando il confronto tra accusa e difesa metterà a fuoco un verdetto di condanna che si preannuncia fin troppo scontato, Marco, con lucida determinatezza, affronterà ciò che un destino cinico e violento ha seminato sul suo cammino, anche a costo di perdere gli affetti e di rischiare la propria vita per salvaguardare una verità che molti preferiscono rimanga nascosta. Dalle atmosfere ovattate di un elegante studio legale sino alle aspre campagne dell’entroterra siciliano, passando per le fredde aule dei palazzi di giustizia: un legal thriller che non può che essere metafora della stessa esistenza umana, in cui la crudeltà del male può essere sconfitta solo dalla tenacia del bene. Michele Barbera è nato a Castelvetrano (TP) nel 1969, fa l’avvocato e collabora con diversi periodici e siti web con i suoi racconti noir, gialli e horror. Nel 2009 ha pubblicato Neri di Sicilia e nel 2011 ha vinto il premio nazionale NeroBrand con il racconto In punto di morte. Sempre nel 2011, il giallo Qualcosa di importante è stato pubblicato in un’antologia edita da Mondadori e dedicata alle investigazioni dell’Arma dei Carabinieri.

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Manovra sui carburanti

Posted by fidest on Sunday, 4 December 2011

Franco Ferrari Aggradi, Presidente di Assopetroli-Assoenergia, in merito alla bozza di manovra in cui è prevista all’art. 7 comma 4, la liberalizzazione dei carburanti attraverso l’eliminazione, per igestori, dell’esclusivita’ sui contratti di rifornimento nei confronti dei rivenditori e dei proprietari degli impianti, che giunge a distanza di pochi mesi dall’approvazione dell’art. 28 contenuto nella manovra di agosto e che non ha potuto dispiegare i propri effetti positivi, afferma che “La norma non solo e’ scritta male perche’ fa riferimento a non precistate <<violazioni di norma imperativa di legge>> che non esistono, ma e’ devastante per il settore, per i consumatori e per gli operatori in particolare per gli indipendenti fautori del fenomeno delle pompe bianche, oltre ad essere manifestamente incostituzionale perche’ “scipperebbe”, nella peggiore tradizione degli espropri senza corrispettivo attuati dai regimi totalitari, i proprietari dei loro impianti di distribuzione che gia’ li concedono gratis ai gestori in cambio di un contratto in esclusiva per il rifornimento del carburante. Contratto che – ricorda Ferrari Aggradi – e’ obbligatorio e l’unico previsto dalla legge 32/98. I proprietari degli impianti non potranno piu’ assicurare la qualita’ del prodotto servito alla pompa dai gestori restandone comunque responsabili. Il pericolo per i cittadini quindi e’ che non solo non ci sara’ nessun effetto in termini di riduzione del prezzo alla pompa, ma questi non potranno piu’ essere certi della qualita’ della benzina con cui riforniranno i loro mezzi di trasporto rischiando – se gli va bene – il blocco del motore nell’eventualita’ venga loro venduto del carburante scadente o impuro. Inoltre – prosegue Ferrari Aggradi – nella bozza di decreto si impedisce di fatto ogni modifica contrattuale tra le parti per mitigare la portata deflagrante di una norma sballata. Insomma siamo all’ennesimo tentativo di esproprio forzato che rischia di far chiudere bottega a migliaia di piccole e medie aziende che operano nella commercializzazione dei carburanti con pesantissimi effetti sull’occupazione. Da un Governo tecnico – conclude Ferrari Aggradi – ci saremmo aspettati ben altro: la revisione delle accise ad esempio che è l’unica via percorribile per incidere effettivamente sul costo finale dei carburanti e l’unica forma capace di garantire al consumatore finale un effettivo calo del prezzo alla pompa. Ci auguriamo quindi che il Governo, riveda la propria posizione al fine di non danneggiare ulteriormente un settore – quello della distribuzione dei carburanti – gia’ pesantemente colpito dalla Robin Tax, anche questa una norma incostituzionale figlia di una politica energetica incapace di guardare oltre l’immediata necessita’ di fare cassa”.

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Addio sesso debole

Posted by fidest on Sunday, 4 December 2011

Oggi le donne guidano le relazioni e gli uomini faticano a tener loro testa. Lo pensa il 35% dei maschi italiani, il 40% si sente inadeguato a rispondere alle aspettative di chi lo vuole contemporaneamente marito perfetto, amante, buon padre. Tensioni che si riflettono sulla vita intima: il 70% degli italiani, indica proprio in performance non appaganti la causa principale di un legame di coppia insoddisfacente. Gli esperti riuniti a Milano per il 14° Congresso Europeo della Society for Sexual Medicine puntano l’attenzione su un nuovo disturbo: l’ansia da “superprestazione”, che colpisce il 40% degli italiani. “Le difficoltà di ordine psicologico riguardano soprattutto i più giovani e possono dare origine a un problema permanente spiega il prof. Francesco Montorsi, Professore Ordinario di Urologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e membro dell’Advisory Board del Congresso -. Non dobbiamo banalizzarle ma intervenire per evitare che diventino “croniche”. I farmaci rappresentano una delle opzioni a disposizione e fra questi l’ultimo arrivato, la “mentina dell’amore”, il nuovo vardenafil orodispersibile, offre in più praticità e discrezione. “La percentuale di uomini che affronta con il medico l’argomento. Resta scarsa – afferma Montorsi -. In Italia solo il 17% si rivolgerebbe allo specialista dopo un episodio di disfunzione erettile contro, ad esempio, il 25% dei brasiliani. Secondo l’indagine internazionale, presentata oggi al Congresso, i giovani sotto i 40 anni sono i più restii a confrontarsi: il 25% prova imbarazzo”. La ricerca è stata condotta su 4409 persone dai 18 ai 75 anni intervistate in 4 paesi (Italia, Germania, Canada e Brasile) ed ha confrontato le abitudini per area geografica e fascia d’età.
Il Congresso europeo, che riunisce a Milano fino al 4 dicembre oltre 2.000 esperti da tutto il continente per affrontare il benessere sessuale a 360°, dalle problematiche femminili (contraccezione, terapia ormonale sostitutiva, disturbi del desiderio, ecc.) a quelli maschili. In testa vi è la disfunzione erettile che rappresenta, con l’eiaculazione precoce, il primo per diffusione: in tutto il mondo sono oltre 152 milioni le persone che ne soffrono, in Italia circa 3. Tra i 40 e i 70 anni, la fascia di età più a rischio, riguarda circa il 13% degli uomini ma ben il 50% ha avuto un episodio nel corso della vita. “La sessualità è profondamente cambiata – spiega Montorsi – proprio perché è il risultato di una complessa interazione tra fattori biologici, psicologici, socio-economici, culturali, etici e religioso/ spirituali. I ruoli di genere non sono più chiaramente definiti e si è modificato l’equilibrio delle relazioni. Basti aggiungere un ulteriore dato: il 75% degli uomini vorrebbe avere rapporti più frequentemente di una volta o due a settimana, ma solo il 12% ottiene questo risultato”. Per quelli di “mezza età” (40-59 anni), lo stress è il motivo prevalente (24%) di una vita sessuale insoddisfacente: sono però più preoccupati del loro benessere rispetto ai più anziani (over 60) e sono più propensi a parlare dei propri problemi sessuali con la partner (64%) o lo specialista (43%) rispetto ai più giovani. La disfunzione erettile è invece considerata “fisiologica” dal 31% degli ultrasessantenni anche se tendono a nasconderla agli amici più stretti (58%) e cercano invece correttamente informazioni sulle terapie indicate dal proprio medico o dal farmacista (72-73%).

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Le donne che hanno fatto l’Italia

Posted by fidest on Sunday, 4 December 2011

Roma, 6 dicembre 2011 ore 17.15  Complesso del Vittoriano Salone Centrale Via San Pietro in Carcere (Ala Brasini)  Saranno presenti:  Giuliano Amato, Presidente del Comitato dei Garanti per le Celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia  I curatori:  Marco Pizzo, Miriam Mafai, Lea Mattarella.  Il  Complesso del Vittoriano ospita  la mostra “Le donne che hanno fatto l’Italia” che, attraverso dipinti, foto, filmati, documenti, abiti, giornali, cimeli, ricostruisce un percorso che attesta come le donne abbiano fortemente contribuito al processo di unificazione, ai cambiamenti e alla crescita del Paese. La mostra, promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Unità Tecnica di Missione e dal Comitato dei Garanti per le Celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia in collaborazione con l’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, sarà inaugurata martedì 6 dicembre alle ore 18.00 alla presenza di Giuliano Amato, Presidente del Comitato dei Garanti per le Celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia. La curatela del catalogo e l’idea della mostra sono di Emanuela Bruni.

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Uso antibiotici e insufficienza renale

Posted by fidest on Sunday, 4 December 2011

il comunicato stampa congiunto tra Università di Parma e Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma relativo alla prima edizione del corso “Il corretto uso degli antibiotici nell’insufficienza renale: dalla teoria alla pratica”, organizzato dalla Unità Operativa Complessa di Clinica e Immunologia Medica (responsabile Prof. Enrico Fiaccadori) e dalla Struttura Semplice Trapianti Rene e Pancreas dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma (responsabile Dott. Umberto Maggiore), che si è tenuto lo scorso 18 novembre presso il Centro Congressi dello Starhotel Du Parc di Parma.Si tratta di un argomento particolarmente complesso, che normalmente non trova ampio spazio nei congressi delle singole discipline specialistiche: per questo il corso ha avuto un’impostazione fortemente interdisciplinare, e oltre ai clinici ha visto la partecipazione anche di eminenti farmacologi.
L’evento scientifico è stato impostato con le caratteristiche di un corso a carattere teorico-pratico al quale hanno contribuito esperti di insufficienza renale acuta e cronica, antibioticoterapia e farmacologia clinica. Durante la mattinata sono state approfondite le differenti modalità di dialisi (rene artificiale) nel paziente con insufficienza renale acuta e cronica e le possibili conseguenze sulla gestione della terapia antibiotica (Prof. E. Fiaccadori), i nuovi antibiotici e i microrganismi patogeni emergenti, soprattutto in terapia intensiva (Dott. G. Foti del Policlinico di Monza), i principi generali della terapia antibiotica e i meccanismi d’azione di alcuni antibiotici più recenti, mirati a germi multi resistenti (Proff. Scaglione e Cattaneo dell’Università di Milano) e i principi teorico-pratici sull’uso degli antibiotici nei pazienti con insufficienza renale (Dr. U. Maggiore). Le sessioni del pomeriggio sono state dedicate alla presentazione e discussione di casi clinici ad elevata complessità (Dott.ssa Parenti di Parma e Dott. S. Morabito, nefrologo del Policlinico di Roma). Le presentazioni e la discussione tra i vari specialisti hanno consentito di analizzare i numerosi problemi legati alla terapia antibiotica nell’insufficienza renale, e di individuare possibili soluzioni a riguardo, con particolare riferimento all’utilizzazione degli antibiotici più recenti in un gruppo di pazienti con problemi clinici estremamente specifici e ad elevata complessità. E’ stato ribadito il ruolo fondamentale della collaborazione tra nefrologi, infettivologi e intensivisti, individuando anche il farmacologo clinico come fondamentale supporto nella prescrizione e nello studio degli antibiotici nell’insufficienza renale. Nelle intenzioni degli organizzatori il corso sarà ripetuto in futuro sempre a Parma, che potrebbe quindi diventare sede prestigiosa di questo importante appuntamento. Al corso è stato concesso il patrocinio di importanti Società Mediche Nazionali, quali la Società Italiana di Nefrologia e la Società Italiana di Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva, oltre che della Scuola di Specializzazione di Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva dell’Università di Parma, diretta dal Prof. Guido Fanelli.

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“Biodiversità Cibo e Cultura nel Lazio”

Posted by fidest on Sunday, 4 December 2011

Roma 4 dicembre 2011 a piazza Mastai a Trastevere manifestazione “Biodiversità Cibo e Cultura nel Lazio” organizzata dall’Associazione di promozione sociale TeRRRe Arte, Sostenibilità, Cultura. Un evento che si avvale del patrocinio dell’Arsial – Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio, Provincia di Roma, Municipio Roma Centro Storico e Centro Internazionale Crocevia. Si va dall’olio al vino, dal miele ai formaggi, dalle verdure alle carni, dai tartufi alle creme. Un mercato contadino in piena regola per continuare a ribadire l’esigenza della tutela della biodiversità anche alimentare del territorio laziale. Nel cuore di Roma arrivano i più genuini sapori del Lazio.
Hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa molte aziende agricole: Azienda Agricola Il Simposio (Nettuno), Società Agricola Parco della Maremma (Grosseto), Azienda Agricola Trebotti (Castiglione in Teverina), Marco Papi (Maccarese), CM Tartufi (Cerveteri), Distilleria De Marco (Roma) Azienda Agricola Colle Sant’Angelo (Serrone), Trevignano Vino (Trevignano Romano), Alessio Marzialetti, De Angelis srl (Civita Castellana), Fargnoli Santina Lucia (Cassino), Fattoria Biologica La Bottata (Talentano), Geppa S.S. (Marta), Azienda Placidi Vittorio (collevecchio), Api Nardi, Valentini, Caramadre (Fiumicino) La giornata è articolata e prevede spettaocli per bambini, un dibattito con gli esperti e proiezioni.
Alle 12 è in programma lo spettacolo dei Burattini dal titolo “il Gorilla sozzone” per bambini dai 2 a 6 anni della Compagnia “Attenti a quei due”, uno spettacolo di cultura ambientale.
Alle 17 dibattito con il professor Carlo Blasi – uno dei massimi esperti in materia quale direttore dell’Orto Botanico di Roma, direttore Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università La Sapienza di Roma e responsabile del Centro di Eccellenza per la flora vascolare e habitat: Network Nazionale della Biodiversità – e Silvano Falocco, esperto di green economy.
Alle 19 proiezione del cortometraggio “Terra Madre” (2008) di Ermanno Olmi. A seguire il film “Non cederemo né ora ne mai! Dichchi Na, Debo Na” girato dal regista Danilo Licciardello che descrive i movimenti contadini in West Bengal (India).

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Protezione dell’ambiente

Posted by fidest on Sunday, 4 December 2011

Reintroduzione e ripopolamento degli ippocampi nelle praterie mediterranee. Un progetto pilota dell’Istituto Oceanografico francese dell’isola des Embiez, sotto Tolone, sta cercando di ripopolare il Mediterraneo di cavallucci marini ormai in estinzione. In Italia l’intervento è previsto nell’habitat marino di Gallipoli. Agency provides options for device designs and studies Negli ultimi anni la popolazione dei cavallucci di mare ha subito una drastica diminuzione tanto da farli scomparire in molte aree marine. In molti ambienti la causa della scomparsa può essere ricercata nell’inquinamento e nell’eccessivo sfruttamento delle risorse marine e dei fondali che ha causato la rarefazione come anche la pesca accidentale o volontaria destinata a rifornire gli acquari. Allo stato attuale solo poche popolazioni si sono salvate ed è per questo che l’Istituto Oceanografico francese dell’isola des Embiez, sotto Tolone, ha deciso di studiare un progetto per la reintroduzione, dove scomparso, e per il ripopolamento del Mediterraneo di cavallucci marini ormai in estinzione. L’esperienza promettente è iniziata da poco. I ricercatori per salvaguardare la specie hanno allevato la prole di tre maschi catturati. Nell’arco di tre settimane hanno allevato successivamente trecento cavallucci baby. Una particolarità di questa specie di animali è che l’incubazione delle uova, avviene in una sorta di sacca ventrale presente sono negli esemplari maschi. Due siti sono stati scelti per il ripopolamento della specie. Il progetto di ripopolamento e reintroduzione dell’ippocampo è previsto anche in Italia per la ricostituzione degli habitat acquatici del mare di Gallipoli. Questa piccola cittadina sul versante ionico salentino, ormai da molti anni è conosciuta soprattutto per la notevole offerta turistica, che l’hanno elevata, insieme ad Otranto ad una delle mete estive più ambite del turismo nostrano. La molteplicità di specie animali, e vegetali, che qui trovano un substrato ideale su cui crescere e proliferare, crea una eccezionale biodiversità che necessita di essere salvaguardata e protetta, per il benessere dell’area e di tutti i fondali limitrofi. Infatti l’ospite più conosciuto e simpatico della prateria è senza dubbio il piccolo cavalluccio marino (Hippocampus guttulatus) che si ancora alle foglie ed alle alghe con la sua coda prensile.
Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” il suo successo dipenderà, oltre che dai fattori ambientali, dal rispetto che i fruitori avranno nei confronti di questa specie.

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