Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 26 n° 170

Italiani: manovra accettata?

Posted by fidest on Friday, 6 January 2012

l Presidente Monti sostiene che la manovra, che è diventata legge da qualche giorno e che ha segnato una profonda lacerazione nel paese, è stata accettata di buon grado dagli italiani, intesi nella loro totalità. Chi scrive è stato, ovviamente, escluso essendone dissenziente, ma cosa rappresento se non me stesso?
Ma ad un certo punto mi chiedo se sono proprio il solo. Vediamo l’atteggiamento dei partiti: tanto per cominciare hanno votato contro la lega e l’Idv, quest’ultima sia pure in seconda battuta, e una manciata di altri parlamentari, in ordine sparso. Diciamo che ci avviciniamo al 15% senza aggiungere, ovviamente, quelli che hanno detto si a malincuore. E fuori dal palazzo vi anche un’altra fetta di scontenti che non dovrebbero essere scartati dalla conta: mi riferisco ai sindacati, ai movimenti e alla gente in genere dove vi albergano pensionati, precari, cassa integrati, disoccupati e persino famiglie monoreddito. Dovremmo dire che sono contenti? Che hanno accettato di buon grado d’essere tartassati al posti di quanti l’hanno fatta franca? Dovremmo forse dire come aveva osservato in una lettera una lettrice con un sillogismo sulle tasse che “Se io affermo che gli alunni della mia classe con la pelle bianca non hanno fatto merenda oggi e non la faranno neppure domani, significa che quelli che hanno fatto merenda oggi e la faranno domani sicuramente non hanno la pelle bianca. Fila il ragionamento? Bene, se affermo che gli italiani stanno facendo sacrifici oggi e dovranno farli domani, significa che quelli che i sacrifici non li stanno facendo oggi e non li faranno domani, non sono italiani. Giusto? Deduzione: il politici e i ricchi del nostro beato Paese non sono italiani” e allora perché non se vanno? I paradisi fiscali, d’altra parte, sono anche famosi per essere terre ospitali e con un clima oltremodo gradevole. Questa riflessione mi ricorda tanto quella tra i plebei e i patrizi nell’antica Roma. Mi chiedo se al posto dei plebei se ne fossero andati i patrizi cosa sarebbe successo ai superstiti? Con molta probabilità allora, come oggi, i plebei se la sarebbero cavata meglio dei patrizi, e allora caro presidente non sarebbe stato più corretto dire: chi non vuole sacrificarsi nell’interesse generale se ne vada pure, non ci serve. E avrebbe avuto anche il mio plauso. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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