No Smoking Be Happy
Pubblicato da fidest su giovedì, 23 febbraio 2012
La Fondazione Umberto Veronesi e la Fondazione Pfizer, nell’ambito della Campagna No Smoking Be Happy, hanno voluto indagare su quali sono i motivi per cui gli italiani adulti non riescono ad abbandonare il vizio delle ‘bionde’. L’indagine, che ha coinvolto 1000 persone di età compresa tra i 30 e i 64 anni, sia ex-fumatori che fumatori, è stata organizzata anche con lo scopo di capire qual è il ruolo delle Campagne antifumo e di come implementare ulteriormente gli strumenti che la Fondazione Veronesi e la Fondazione Pfizer, da anni, mettono a disposizione del pubblico per prevenire l’iniziazione del fumo e favorirne il percorso di disassuefazione.I risultati più importanti hanno evidenziato che soltanto il 22,2% di chi ha provato a smettere ha avuto successo, mentre il 54,5% non ci è mai riuscito. Invece, il 23,3% degli intervistati che non ha mai provato a smettere di fumare, ha affermato di non aver nessun interesse a farlo (37,3%) oppure che è un piacere al quale non sa rinunciare (27,9%). Questo risultato è in linea con i motivi per cui chi ha provato a smettere non ci è riuscito, cioè la poca forza di volontà (58,2%) o una dipendenza psico-fisica che non vuole, o riesce, a combattere (22,9%).I motivi principali che hanno spinto gli intervistati a provare ad abbandonare la sigaretta sono stati il miglioramento della salute in generale (62,1%) e il ritorno ad avere migliori relazioni sociali e riscoprire sapori e profumi (48,8%). Sorprendentemente, la preoccupazione per la salute delle famiglia e, in particolar modo, dei figli, è stato un fattore determinante solo per il 32,6% degli intervistati, quasi al pari del miglioramento nelle attività fisiche (33%).
Per quanto riguarda i metodi per smettere di fumare, i centri antifumo (48,3%) e Internet (45,9%) sono considerate le fonti migliori per reperire informazioni, seguite a stretto giro dal medico (44,8%). Sorprendentemente, considerando che gli intervistati sanno dove è possibile reperire informazioni, il 43% di loro ha dichiarato di non essere abbastanza informato su come smettere di fumare. Infine, è stato confermato il dato che evidenzia che le donne continuano a fumare perché è l’unico modo che hanno per rilassarsi. «Le donne – afferma il prof. Paolo Veronesi – sono sempre state uno dei target, insieme ai giovani, che abbiamo privilegiato, in quanto colpite in modo particolare dai danni provocati dal fumo. Questo dato va però letto anche in una chiave più estesa. Bisogna, infatti, pensare al fatto che questo è un periodo di grande crisi, sempre più fonte di ansia e stress. Quindi, è necessario tenere presente che questo trend potrebbe toccare sempre di più anche il mondo maschile che, dai dati in nostro possesso, dimostra già uno scarso interesse ad intraprendere una strada di disassuefazione».
No Smoking Be Happy è un programma educativo realizzato grazie al sostegno della Fondazione Pfizer, e che ha come obiettivo primario di prevenire l’iniziazione al fumo, favorire un maggiore orientamento ai servizi disponibili per la disassuefazione dal vizio e educare alla tutela della propria salute. La campagna si rivolge agli adulti fumatori per cercare di dissuaderli, ma al contempo parla ai giovani in termini di prevenzione.
La Fondazione Umberto Veronesi nasce nel 2003 allo scopo di sostenere la ricerca scientifica, attraverso l’erogazione di borse di ricerca per medici e ricercatori e il sostegno a progetti di altissimo profilo. Ne sono promotori scienziati, tra i quali ben 6 premi Nobel che ne costituiscono anche il Comitato d’Onore, il cui operato è riconosciuto a livello internazionale.
La Fondazione Pfizer è stata costituita il 20 febbraio 2002 per dar seguito alla volontà dell’azienda farmaceutica Pfizer di dar vita ad un’entità, da essa indipendente e organizzativamente autonoma, capace di contribuire alla crescita della cultura e della conoscenza scientifica in Italia.