Governo Monti: il peggiore in assoluto
Pubblicato da fidest su giovedì, 22 marzo 2012
Dall’unità d’Italia non abbiamo memoria di un governo che ha così palesemente messo le mani nelle tasche degli italiani, ma sia chiaro solo riguardo gli italiani che non fanno parte della casta che sono una maggioranza nel paese ma contano quanto un soldo falso.
E’ stato detto: “È inutile chiedere giustizia, diritti e rispetto a un governo come il governo Monti, a Napolitano che lo ha nominato e lo spalleggia. Il governo Monti è illegittimo oltre che illegale e anticostituzionale. Gode della fiducia solo dei banchieri, degli industriali, dei ricchi e dei loro lacchè. È il governo che ignobilmente calpesta la Costituzione e i diritti dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati, dei pensionati, dei poveri. Non merita nessun riguardo, nessuna fiducia, nessun rispetto. Inquina il paese, porta la popolazione all’esasperazione e alla disperazione!”
Ma la colpa è soprattutto nostra, per i nostri errori, per la nostra indifferenza. Disprezziamo la politica, ma è pur sempre la politica a governarci e lo farà con sempre maggiore arroganza se noi decidessimo di non andare a votare. Tra qualche anno avremo la “magica” occasione di operare una reale svolta epocale alla politica se concordemente non votassimo gli attuali partiti che ci hanno affossato e che prediligono le candidature di chi ha guai con la giustizia per poterli condizionare a piacimento. Perché non scegliamo i partiti minori della destra e della sinistra e anche del centro scartando il Pd, il pdl e il terzo polo di Casini e di Fini? Si può obiettare: rendete l’Italia ingovernabile. Ma anche se fosse sarebbe meglio del marasma attuale. In effetti non è così perché i partiti così detti minori lo sono proprio perché li votano in pochi per un solo demerito: non hanno soldi, sponsor e contributi pubblici. Ma è un demerito che li rende preziosi perché interessano poco ai soli affaristi della politica e polarizzano, per contro, l’interesse di chi ha un’idea alta della politica e del bene comune. In questo modo si realizza il sogno di quanti vedrebbero una organizzazione delle masse popolari e della loro capacità di prendere in mano il paese e “costituire un governo composto da persone di fiducia disposte a dare forma e forza di legge a provvedimenti che salvaguardino dignità e diritti dei lavoratori e assicurino un lavoro e quanto necessario per vivere a ogni persona disposta a fare la sua parte di lavoro”. E qui si tratta di tutelare due importanti diritti: quello alla vita e a vivere. E vivere significa garantire a tutti l’assistenza, l’istruzione, il lavoro, la sicurezza e una serena vecchiaia. E le risorse non mancherebbero se ci scrollassimo di dosso i parassiti della società che speculano su tutto pur di trarne personale profitto. Ma gli italiani ne avranno la consapevolezza? (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)