Giornata mondiale della salute
Pubblicato da fidest su sabato, 14 aprile 2012
(Centro Maderna) Le prospettive di vita si allungano, ma con esse anche i rischi per la salute corredati all’invecchiamento della popolazione. Questo è quanto emerge dai dati diffusi dall’Oms per la Giornata Mondiale della Salute, quest’anno dedicata a “invecchiamento e salute”. Secondo il documento presentato dall’Oms, entro la metà di questo secolo, ci saranno almeno 400 milioni di persone ultraottantenni, contro i 14 milioni del 1950. Ma vivere anni in più non significa necessariamente viverli in salute. La vita da anziano, rileva l’Oms, non è facile per i numerosi problemi di salute cui i meno giovani devono far fronte: innanzitutto la disabilità che riguarda più del 46% degli ‘over 60′. C’è poi la sordità, l’ipertensione, mentre solo dal 4 al 14% riceve un adeguato trattamento. Un altro problema sono le cadute, mentre i maltrattamenti interessano il 4-6% della popolazione anziana. L’organizzazione pone perciò l’accento sulla necessità di dotarsi per tempo di strutture e sistemi assistenziali soprattutto in quei Paesi dov’è previsto il maggior aumento di anziani, ovvero quelli a basso e medio reddito, che al momento si affidano principalmente all’assistenza in famiglia. I familiari che si occupano degli anziani, però – rileva il documento – spesso soffrono di livelli alti di stress, problemi psicologici e non godono di buona salute. Secondo l’Oms è venuto il momento di agire e per questo ha messo a punto una serie di suggerimenti su strategie preventive a basso costo ma ad alta efficacia, come l’imposizione di tasse aggiuntive su alcolici e tabacco, il divieto di fumo nei locali pubblici e di lavoro, la riduzione del sale nei cibi, controlli sull’ipertensione e campagne di sensibilizzazione sulla corretta alimentazione e l’esercizio fisico. Secondo l’Oms bisogna anche cambiare il modo di intendere la terza età, incoraggiando e facilitando la partecipazione degli anziani alla vita sociale.