Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

Archivio per 15 aprile 2012

Prevenzione delle malattie cardiovascolari

Pubblicato da fidest su domenica, 15 aprile 2012

Napoli “E’ importante vivere a lungo ma soprattutto vivere bene. La prevenzione rappresenta una assoluta priorità in tal senso. Una adeguata dieta alimentare e uno stile di vita corretto rappresentano il punto di partenza per una salute duratura. Con oggi inizia un percorso che ogni anno ci farà conoscere meglio come difenderci dalle malattie più diffuse”. Lo dichiara la professoressa Annamaria Colao, tra le prime cento scienziate italiane nel mondo, presentando il1° simposio internazionale “Club della scienza … l’Altra Italia”, una iniziativa rivolta proprio alla prevenzione e alla diagnosi precoce. “Un incontro tra scienziati e artisti per mettere a disposizione dei cittadini un patrimonio di conoscenze e di comportamenti per vivere meglio. Una azione di prevenzione fondamentale che rilanciamo anche sul campo”, prosegue la Colao che ha preannunciato la presenza alla Fiera della casa del Villaggio della Salute.
“Il Club della Scienza presentato oggi presso la sede dell’Istituto di cultura meridionale – dichiara Gaetano Cerrito, direttore artistico organizzativo dell’evento – adotta un taglio divulgativo, tale da contribuire alla diffusione di una nuova concezione di benessere psichico, in piena coerenza con l’assunto filosofico Mens sana in corpore sano ma vuole essere anche un nuovo modo di fare divulgazione scientifica che approdi nelle menti e nei cuori di tantissimi italiani, perché il mondo della ricerca scientifica e le Istituzioni lavorino insieme al fine di spingere il piede sull’acceleratore per altri studi importanti che rispondano alle legittime aspettative della gente che soffre”, conclude Cerrito.
“Abbiamo l’obiettivo di spingere il pubblico a far propri concetti come prevenzione e diagnosi precoce. L’auspicio è che si inizi ad adottare una serie di buone pratiche atte a ridurre il rischio dell’insorgenza di svariate patologie, ma soprattutto per intervenire tempestivamente nella diagnosi e nella terapia di malattie già in atto”, spiega Tommaso Mandato, presidente del Villaggio della Salute.
La mattina del 16 Aprile presso l’Istituto di Cultura Meridionale un incontro tra gli scienziati con il Presidente del comitato scientifico Annamaria Colao, i Presidenti Onorari Aldo Pinchera e Silvio Garattini, il Presidente del Villaggio della Salute Tommaso Mandato e il direttore artistico – organizzativo Gaetano Cerrito decreterà la nascita del “Club della Scienza … L’Altra Italia”.
Il Talk tv alle ore 17:00 presso l’Agorà Morelli vedrà la presenza di numerosi tra i principali esperti italiani del settore cardiovascolare a cui è dedicata la prima edizione del Simposio (Riccardo Cappato del Policlinico S. Donato Milanese, Carla Giordano dell’Università di Palermo, Antonio Amodeo dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma, Bruno Trimarco dell’Università Federico II di Napoli, Carlo Pappone del Gruppo Villa Maria di Ravenna, Maurizio Cutolo dell’Università di Genova, Raffaele Calabrò della II Università di Napoli) che si alterneranno ai testimonial artistici dell’iniziativa come Little Tony, Martine Brochard, Francesco Postiglione, Alfonso De Nicola, Enzo Garramone, Pino De Maio, Maurizio De Giovanni.
Il simposio sarà condotto da Rosanna Lambertucci e presieduto da Silvio Garattini e Aldo Pinchera. A tutti verrà conferita una targa ricordo del M° Egidio Ambrosetti, poeta del bronzo e scultore di fama internazione,
Alla conferenza stampa è stata letta una lettera della professoressa Giuseppina Tripodi, consigliere delegato della Fondazione Rita Levi Montalcini che ha voluto testimoniare la vicinanza e identità di azione del premio Nobel alla manifestazione e, in particolare, all’opera di prevenzione che sta conducendo la professoressa Annamaria Colao, Presidente del comitato scientifico.
Hanno partecipato alla presentazione, tra gli altri, Tommaso Mandato Presidente del Villaggio della Salute Onlus, Gaetano Cerrito Direttore artistico dell’evento, Gennaro Famiglietti Presidente dell’Istituto di cultura meridionale, console onorario di Bulgaria, e importanti rappresentanti del mondo sanitario come Guido Bourelly, Flavia Fumo, Massimo Petrone, Attilio Coppola direttore commerciale dell’Hospital Consulting, nonché il presidente della Banca di credito cooperativo di Napoli Amedeo Manzo.

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Ultime notizie Fidest

Pubblicato da fidest su domenica, 15 aprile 2012

Ultime notizie fidest dal blog: http://fidestnews.blog.com
Volti del Madagascar
Mostra: sua maestà il gatto
“Through the journey”
4° Festival del Cortometraggio
Successo Unicam in Russia
26° trofeo Valerio Albrizio
Protezione civile: aumenta la benzina
Piccoli imprenditori in Europa
Un gancio in mezzo al cielo
Mediaset-Rai: frequenze gratis?
La crisi del tessile
I fasti dell’asino di Buridano
Libro: A un piede fu ferito
Le conversazioni di Don Chisciotte
Conferenza Episcopale Siciliana
La piccola impresa
Sangue: quando c’è bisogno
Scienza e scienziati
Fondi per l’editoria
Il problema degli esodati
Una proposta per l’Italia e per l’Europa
L’antico e la musica
Architettura del moderno
Roma: gestione rifiuti
Agenda sindaco comune Roma
Lettere buffe de Il Giornale
Rimborsi elettorali
Archivio storico: tesori
The velveteen dolls

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Maria Aprile è il nuovo Marcom Manager di Garmin Italia

Pubblicato da fidest su domenica, 15 aprile 2012

L’azienda leader nella navigazione satellitare è con un’offerta di prodotti GPS per il mercato Automotive, Fitness&Outdoor, Marine e Avionica. A lei spettano coordinamento di tutte le attività di comunicazione, marketing e trade marketing dell’azienda avvalendosi dell’esperienza dei Marketing e dei Sales Manager di riferimento e la definizione del posizionamento delle linee di prodotto AUTOMOTIVE. Gestisce un team di cinque persone, coordina il customer care e da marzo ha assunto il coordinamento anche dell’area Fitness & Outdoor e Marine. Risponde direttamente al Managing Director Stefano Viganò. Classe 76, è sposata con con Gian Luca e mamma del piccolo Pietro, ama la cucina, la lettura, la barca a vela, lo sci e le passeggiate all’aria aperta.(Maria Aprile)

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Recupero energetico da rifiuti urbani in Italia

Pubblicato da fidest su domenica, 15 aprile 2012

Italiano: BREMACH con allestimento COMPATTATOR...

Italiano: BREMACH con allestimento COMPATTATORE RIFIUTI (Photo credit: Wikipedia)

ENEA e Federambiente hanno presentato oggi a Roma la terza edizione del Rapporto sul recupero energetico da rifiuti urbani in Italia che fornisce una fotografia aggiornata e dinamica del sistema industriale di valorizzazione energetica dei rifiuti urbani nel nostro Paese.
Il terzo Rapporto mostra una tendenza in continua evoluzione e crescita del sistema impiantistico di recupero energetico, il cui ruolo è ormai indispensabile per una piena attuazione di un sistema di gestione integrata dei rifiuti urbani e allo sviluppo del quale sono associati anche benefici ambientali. Il parco impiantistico nazionale è in linea, se non addirittura all’avanguardia, con le realtà più avanzate a livello europeo, in particolar modo per ciò che concerne le tecniche adottate e le prestazioni conseguite in campo ambientale. La ricerca effettua un’analisi dei dati tecnici di progetto ed esercizio caratteristici dell’impiantistica nazionale, fornendo informazioni puntuali in merito alla gestione dei rifiuti urbani e mettendo in luce l’evoluzione del settore nel breve periodo, sia in termini di dotazione e caratteristiche del parco impiantistico, sia di nuove tecnologie o tecniche via via adottate.
L’ing. Giovanni Lelli, Commissario ENEA, ha dichiarato: “Questa terza edizione del Rapporto, che è frutto di una consolidata collaborazione tra ENEA e Federambiente, permette di valorizzare le competenze di carattere ingegneristico e impiantistico e l’esperienza che l’ENEA ha maturato nella gestione dei rifiuti, con particolare riguardo ai trattamenti termici innovativi che consentono il recupero combinato di energia e di materia dai rifiuti, e che sono state messe a disposizione di Federambiente, che gestisce la maggior parte degli impianti di recupero energetico da rifiuti urbani presenti sul territorio nazionale. Questa collaborazione è stata recentemente formalizzata con un Protocollo d’Intesa e sono fiducioso che potranno essere conseguiti risultati di elevato interesse tecnico-scientifico, trasferibili al sistema Paese”.
“Questo Rapporto, il terzo, si configura – ha affermato il presidente di Federambiente, Daniele Fortini – come uno strumento di lavoro completo, aggiornato e d’alto valore tecnico grazie alla collaborazione tra i migliori esperti italiani dell’ENEA e i gestori degli impianti. Anche in questo settore, e nonostante le difficoltà economiche, sono state introdotte innovazioni, soprattutto nel campo dell’abbattimento dei fattori di rischio professionale e ambientale. Innovazione si è anche introdotta sul piano dell’efficienza, cosicché il recupero d’energia dai rifiuti si conferma essere una modalità, pienamente legittimata dall’Unione Europea, a supporto del recupero di tutti quei rifiuti non utilmente riciclabili. Restiamo convinti che la via maestra sia quella del massimo recupero di materia dai beni giunti a fine vita e ugualmente siamo convinti che il ricorso alle discariche debba essere necessario soltanto per i rifiuti non più recuperabili. Auspichiamo che le conoscenze scientifiche abbiano crescente divulgazione e che emergano i dati reali rispetto a timori e reticenze”.

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Ritardi Pagamenti PA: emergenza nazionale

Pubblicato da fidest su domenica, 15 aprile 2012

Roma 17 aprile (ore 11.30) presso l’Hotel Nazionale di Piazza Montecitorio. E’ questo il titolo della conferenza stampa, promossa dal Taiis – il Tavolo Interassociativo Imprese di Servizi, che si terrà il prossimo Nel corso della conferenza stampa saranno resi noti gli ultimi dati relativi all’ammontare dei debiti della P.A. nei confronti delle imprese di servizi e saranno delineate possibili soluzioni a questo inaccettabile fenomeno, tutto italiano, che costringe ogni giorno un numero crescente di aziende al fallimento. Alla conferenza stampa prenderanno parte imprenditori e Associazioni che illustreranno casi paradigmatici di aziende con bilanci in attivo, ma in crisi a causa dei debiti contratti e non onorati dalle pubbliche amministrazioni, nonché numerosi rappresentanti parlamentari.

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Sbagliato tassare i dottorati

Pubblicato da fidest su domenica, 15 aprile 2012

«Apprezziamo l’introduzione della esenzione da imposizione fiscale delle borse di studio entro l’importo di 11.500 euro, perché si tratta di un importante incentivo ai datori di lavoro privati e pubblici e un altrettanto importante sostegno a chi, quasi sempre giovane, ne è il destinatario. Tuttavia riteniamo iniquo ed irragionevole gravare di una ulteriore imposizione le borse di studio per i dottorati, i post-dottorati e i corsi di specializzazione, somme che garantiscono il minimo sostentamento per migliaia di giovanissimi ricercatori e specializzandi, quasi sempre fuori sede, che sempre più a fatica, in questo periodo di crisi, tentano di costruirsi una esistenza indipendente e dignitosa».
Così il Consiglio Direttivo del Forum Nazionale dei Giovani commenta uno degli emendamenti al testo della legge di conversione del cosiddetto “decreto fiscale” n.16 del 2 marzo 2012, approvato dal Senato e pertanto incluso nel testo ora passato alla Camera per l’approvazione definitiva.
Secondo tale disposizione (inserita all’art. 3 comma 16 ter, che introduce quella che è stata chiamata la “franchigia per le borse di studio”) tutti i contributi, erogati a soggetti non legati all’erogante da rapporto di lavoro subordinato, a titolo di borsa di studio o di specializzazione o addestramento professionale, non saranno più assimilati, ai fini della tassazione sui redditi delle persone fisiche, al reddito da lavoro subordinato, entro l’importo annuale lordo complessivo di 11.500 euro.
Questa disposizione, apprezzabile nella parte in cui intende escludere dalla tassazione come reddito da lavoro dipendente le borse di studio erogate da soggetti diversi dalle università e dalle regioni, attualmente sottoposte integralmente a tassazione, ha tuttavia l’effetto negativo di imporre il prelievo fiscale sulle borse di studio per la frequenza dei corsi di dottorato di ricerca, di perfezionamento e di specializzazione erogate dalle università, nonché gli assegni di studio erogati dalle regioni, tutti importi attualmente esentati a norma della legge 476 del 13 agosto 1984. «Chiediamo al Governo e a tutti i gruppi parlamentari – conclude la nota del Forum – di correggere adeguatamente tale disposizione in occasione del passaggio alla Camera dei Deputati, affinché un emendamento che può garantire effetti molto positivi non finisca per produrre contemporaneamente effetti ancora più iniqui».

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Staminali cordonali all’estero

Pubblicato da fidest su domenica, 15 aprile 2012

L’Antitrust e’ intervenuta per dare alcune dritte sulle informazioni che alcune societa’ che raccolgono il sangue cordonale per stoccarlo in banche estere. Si tratta delle staminali contenute nel cordone ombelicale, che la nostra legislazione vieta di usare in modo autologo (per se stessi) se non per patologie preesistenti al momento della raccolta, legislazione che consente invece la conservazione -sempre autologa- in banche estere oppure la conservazione in banche italiane ma in forma anonima e a disposizione di chiunque ne faccia richiesta. Una situazione che ha e sta favorendo il turismo sanitario verso l’estero, con l’aggiunta di pesanti tasse che ogni Regione fa pagare per autorizzare il trasferimento. Situazione che ha anche favorito la comparsa sul mercato di offerte anche un po’ dubbie, ma che ora, dopo l’intervento dell’Antitrust e le sue verifiche, ci fa sentire tutti un po’ piu’ tranquilli. Il problema che pero’ resta, grosso come un macigno, e’ perche’ ci si debba sottoporre a questo turismo (o rinunciarvi come avviene per la maggior parte dei cordoni che finiscono nella spazzatura). Il motivo sono i pruriti ideologici di parte dei nostri governanti, pruriti che pero’, per non fare a cazzotti con quello che avviene in tutti gli altri Paesi Ue e non solo, pare che siano soddisfatti dalla non-contaminazione del nostro territorio con questi residui sanguigni, e il loro trasferimento verso i “cattivi” stranieri. Non solo, ma il prurito che consente la conservazione autologa per patologie preesistenti la raccolta del cordone e ancora piu’ ipocrito e violento: mette il veto preventivo a qualunque innovazione e scoperta scientifica che -fatta dopo la propria raccolta- possa dare giovamento attraverso le staminali cordonali (la legge dice in pratica: che se la vedano gli stranieri….). Quanto ci costa tutto questo? Molto e troppo. In senso scientifico, medico, culturale ed economico. Scientifico. Chi si impegna in una ricerca del settore con simili normative a disposizione? Meglio andare all’estero! Medico. Le prime applicazioni con l’uso di staminali autologhe stanno avendo successo… ma bisogna andare all’estero e pagarsi il tutto.
Culturale. Nessuno obbliga nessuno. Ma la cultura di chi crede che il proprio giusto debba essere quello di tutta la comunita’ e’ fortemente radicata in chi ci governa piu’ che nel Paese, che sui temi cosiddetti etici ha sempre -quando gli e’ stato concesso di farlo- dato ragione alle libere scelte dell’individuo (aborto e divorzio, fanno scuola). Economico. Quanti soldi buttati via: da parte dei cittadini che pagano salassi per portare le staminali cordonali all’estero, da parte delle istituzioni (inclusa l’Antitrust) che devono vigilare per la corretta applicazione di leggi che son messe li’ solo per fare bella mostra di una ideologia minoritaria imposta alla maggioranza. E meno male che questo dovrebbe essere il Paese che sia avvia verso la semplificazione…. ci rendiamo conto che l’attuale Governo “tecnico” e’ bene che non si addentri nel presumibile pantano che monterebbero i contrari alla liberta’ di scelta di fronte ad una proposta liberalizzatoria, ma ci auguriamo che quanto accade in questi momenti possa servire da stimolo perche’ tutti coloro che sono sensibili alla questione riprendano in mano i remi che sembra siano stati in barca durante questi ultimi mesi: il banco di prova elettorale del prossimo anno sara’ bene che si misuri anche su questioni del genere. (fonte Aduc)

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Europa e disoccupazione giovanile

Pubblicato da fidest su domenica, 15 aprile 2012

EPP Summit 23 March 2006

EPP Summit 23 March 2006 (Photo credit: Wikipedia)

Roma Lunedì 16 aprile alle ore 15.30 presso la sede dell Ufficio d’Informazione in Italia del Parlamento europeo, Sala delle Bandiere, in via IV Novembre, 149, il Vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani e il Vicepresidente del Parlamento europeo Roberta Angelilli incontrano i giovani del Pdl per il dibattito #Occupyjob . L iniziativa, promossa dall associazione di giovani del Pdl Officina Futura, si inserisce nel ciclo di appuntamenti organizzati per affrontare la questione della disoccupazione giovanile in Italia e in Europa coinvolgendo gli attori principali: le Istituzioni ma soprattutto i giovani.
Nel corso dell incontro, infatti, saranno presentate dai rappresentanti delle Istituzioni comunitarie le ultime iniziative del Parlamento europeo e della Commissione europea. Sarà lanciata inoltre da parte dei giovani una petizione sui temi della formazione e dell occupazione. Parteciperà l avvocato Antonino Galletti, Consigliere dell Ordine degli Avvocati di Roma e Presidente dell Associazione forense Azione Legale, per un focus sul caso dei praticanti avvocati. Introduce: Tommaso Della Longa- giornalista. Intervengono: Annagrazia Calabria – Coordinatore Nazionale Giovane Italia, Carlo De Romanis Segretario generale dei Giovani del PPE, Antonio De Napoli Presidente Forum Nazionale dei Giovani, Jessica De Napoli e Holljwer Paolo dirigenti Officina Futura, Marco Cossu – Arcadia, Mauro Fantera – Eurota, Riccardo Iotti Giovane Italia, Daniele Sabatini Giovane Italia, Antonella Sberna Coordinatrice Giovane Italia Viterbo. Il convegno è accreditato presso l Ordine degli Avvocati di Roma.

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Sclerosi multipla

Pubblicato da fidest su domenica, 15 aprile 2012

Italiano: sclerosi multipla varianti cliniche ...

Italiano: sclerosi multipla varianti cliniche schema multiple sclerosis (Photo credit: Wikipedia)

In Italia ogni quattro ore viene diagnosticato un nuovo caso, ogni anno 1800 persone si ammalano, 63 mila sono gli italiani, per lo più donne tra i 20 e i 40 anni, che ogni giorno combattono contro una malattia devastante: la sclerosi multipla.
Numeri che fanno riflettere e che portano a cercare nuove soluzioni capaci di combattere questa malattia, tra le più gravi del sistema nervoso, e di permettere ai malati e ai loro familiari di avere una buona qualità di vita.
Per due giorni (12-13 aprile) la sclerosi multipla sarà al centro del dibattito tra neurologi e rappresentanti delle istituzioni al “BEST EVIDENCE IN MULTIPLE SCLEROSIS” (BEMS), in programma al MAXXI, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, a Roma. L’evento, promosso da Teva Italia, una delle maggiori aziende farmaceutiche del mondo, da anni attiva nella ricerca di farmaci innovativi nelle aree del sistema nervoso centrale, dell’oncologia e delle malattie autoimmuni, offre la possibilità di un confronto concreto su temi gestionali, organizzativi, clinici ed economici, instaurando una più stretta collaborazione tra gli attori coinvolti nell’ambito di uno scenario complesso come quello della sclerosi multipla.
Numerosi sono i progressi compiuti negli ultimi anni dal punto di vista terapeutico, eppure attualmente non esiste ancora una cura risolutiva per la SM. Esistono terapie farmacologiche efficaci in grado di modificarne il decorso, riducendo la frequenza e la gravità delle ricadute e rallentando la progressione della disabilità. Teva è da sempre vicina a questi malati con farmaci innovativi come il Copaxone, il trattamento più usato al mondo per la cura della sclerosi multipla, sviluppato clinicamente da Teva e da marzo ritornato nel portfolio dell’azienda.
“Teva, che organizza e promuove questa prima edizione del Bems, da anni porta avanti la ricerca sulla sclerosi multipla per dare nuove speranze di cura ai malati”, commenta Giorgio Foresti, AD di Teva Italia. “Oggi il neurologo ha a disposizione diverse opzioni terapeutiche come il Copaxone per la cura di questa patologia ma per combattere la sclerosi multipla è essenziale un costante confronto scientifico, tra medici esperti in questo settore, e il coinvolgimento del mondo della politica. È necessaria infatti una maggiore e proficua collaborazione per fornire risposte sempre più concrete ai pazienti e alla società civile”.
Nonostante la ricerca stia facendo progressi per trovare soluzioni terapeutiche sempre più efficaci, la sclerosi multipla incide pesantemente sulla qualità di vita del paziente colpito in un momento particolare della vita, in cui generalmente si fanno progetti personali e professionali.
Secondo i dati di un’indagine internazionale promossa dalla National Multiple Sclerosis Society su 1.200 persone affette da sclerosi multipla emerge che più della metà dei malati (61%) lamenta una difficoltà a lavorare, con conseguente impatto negativo sulla situazione economica. Il 65% riporta problemi di deambulazione che in 1 caso su 5 li costringe a cambiare o ad abbandonare la propria professione. La sclerosi multipla è anche una delle malattie socialmente più costose (fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità). Da un’indagine dell’Associazione italiana sclerosi multipla (Aism ) risulta che in Italia il costo sociale totale è di due miliardi e 400 mila euro all’anno. La spesa media che ogni malato e la sua famiglia devono sostenere è di 32mila euro all’anno, che variano a seconda del grado della malattia.
Per analizzare la patologia a 360 gradi, il Bems si aprirà, il 12 aprile, con una tavola rotonda sul tema “Modelli di gestione della sclerosi multipla: una condivisione di esperienze.” Al centro del dibattito i programmi e le attività ritenute essenziali a livello tecnico-scientifico e politico. In un contesto in cui la crescente competenza delle regioni in materia sanitaria e sociale diventa centrale, i relatori analizzeranno i nuovi modelli di gestione e di assistenza in Italia, con un confronto con le diverse esperienze a livello europeo. Un’attenzione particolare verrà riservata al complesso universo che ruota intorno ai pazienti, le cui esigenze e attese sono un obiettivo di confronto prioritario, partendo dal punto di vista degli stessi malati.
La seconda giornata (13 aprile) verterà su tematiche più prettamente clinico-scientifiche: gli aspetti genetici, i trattamenti, gli scenari futuri. L’intervento dei clinici sarà supportato dall’utilizzo di strumenti tecnologici avanzati e favorirà importanti momenti di discussione.
“La sclerosi multipla è una malattia infiammatoria cronica autoimmune che causa gravi disabilità. Si sviluppa a causa di un anomalo attacco al sistema nervoso centrale da parte del nostro sistema immunitario” spiega il professor Giancarlo Comi, Direttore del Dipartimento di Neurologia e Istituto di Neurologia Sperimentale, Università Vita – Salute San Raffaele di Milano, uno dei massimi esperti nella cura della sclerosi multipla. “Per il trattamento di questa patologia invalidante si sono prospettate alcune novità terapeutiche importanti, tra le quali una molecola sviluppata da Teva e ciò conferma la capacità della ricerca italiana, che si unisce agli investimenti da parte di aziende farmaceutiche mondiali come Teva”.
Teva Pharmaceutical Industries Ltd. (Nasdaq: TEVA) è una delle principali aziende farmaceutiche mondiali. È impegnata nell’accrescere l’accesso ad un’assistenza sanitaria di qualità attraverso lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di farmaci generici a prezzi accessibili, così come di farmaci innovativi e di specialità e ingredienti farmaceutici attivi.

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Istat: over 65 a rischio per l’alcol

Pubblicato da fidest su domenica, 15 aprile 2012

(Centro Maderna) I comportamenti a rischio nel consumo di alcol riguardano otto milioni e 179 mila persone. I dati arrivano dal report dell’Istat “L’uso e l’abuso di alcol in Italia”, secondo cui le fasce di popolazione in cui i comportamenti a rischio sono più diffusi sono gli anziani di 65 anni e più (il 43,0% degli uomini contro l’10,9% delle donne), i giovani di 18-24 anni (il 22,8% dei maschi e l’8,4% delle femmine) e gli adolescenti di 11-17 anni (il 14,1% dei maschi e l’8,4% delle femmine). Il modello di consumo degli anziani è di tipo essenzialmente tradizionale, caratterizzato, in particolare, dal consumo di vino durante i pasti. Per questo motivo, in queste fasce di popolazione il tipo prevalente di comportamento a rischio è pressoché coincidente con un consumo giornaliero non moderato, soprattutto durante il pasto (81,9% degli uomini e 66,4% delle donne). La presenza molto elevata di anziani tra i consumatori a rischio va anche messa in relazione alla possibile non conoscenza da parte di questo segmento di popolazione della quantità di alcol da consumare senza incorrere in rischi per la salute. Gli anziani probabilmente mantengono comportamenti acquisiti nel corso della vita, non consapevoli degli aumentati rischi per la salute all’avanzare dell’età. Infatti, le unità alcoliche considerate a rischio per la popolazione adulta fino a 64 anni sono 4 o più per i maschi e 3 o più per le femmine, mentre per gli over 65, già una quantità di 2 o più unità è considerata a rischio.
È comunque importante sottolineare il trend discendente che si osserva negli ultimi anni nella quota di popolazione di 65 anni e più con un consumo giornaliero non moderato di bevande alcoliche (più di 1 unità al giorno). Infatti, tra il 2003 e il 2011 tale quota passa dal 49,8% al 42% per gli uomini e dal 13% al 10,3% per le donne.

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Le lobby e l’Europa

Pubblicato da fidest su domenica, 15 aprile 2012

Bruxelles-01

Bruxelles-01 (Photo credit: Wikipedia)

Bruxelles, 04 – 08 giugno 2012 Da oltre venti anni le Istituzioni dell’Unione europea attraggono a Bruxelles la presenza dei gruppi di pressione in settori come l’ambiente, le risorse energetiche, l’economia, i diritti umani, il welfare, la cultura e molti altri ancora. Attualmente, all’interno della capitale si registrano più di 2600 uffici di lobby ed oltre 15.000 professionisti, consulenti ed esperti che orbitano a Bruxelles in rappresentanza di interessi pubblici o privati. L’attività di lobby è infatti da sempre parte integrante dell’iter legislativo dell’Unione europea, che riflette l’interazione e lo scambio dinamico tra le Istituzioni ed i gruppi di interesse.

Il Corso di EU Lobbying – Skills and Strategies è pensato per coloro che vogliono intraprendere e sviluppare la propria carriera di lobbista all’interno del panorama europeo ed avrà luogo a Bruxelles dal 4 all’8 giugno 2012.Nei cinque giorni di corso, i partecipanti potranno migliorare, attraverso lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche, le proprie capacità di comunicazione e negoziazione, oltre ad apprendere le tecniche necessarie ad implementare una campagna di lobby di successo. Il programma d’insegnamento sarà tenuto in lingua inglese da un team internazionale di esperti lobbisti. Al termine della formazione, l’Ufficio Europea della Camera di Commercio Belgo-italiana offrirà ai partecipanti tre mesi di consulenza gratuita per lo sviluppo delle proprie attività di progettazione e di lobby.
Per iscriversi al corso è necessario compilare il modulo in allegato ed inviarlo, con tutta la documentazione indicata per e-mail o per fax, entro l’11 maggio 2012.Maggiori informazioni sul programma e le modalità d’iscrizione sono disponibili sul sito http://www.europeanlobby.eu.

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Riforma del lavoro e le sue “pecche”

Pubblicato da fidest su domenica, 15 aprile 2012

“Un governo tecnico di alto profilo istituzionale non puo’ intestardirsi, per motivi di prestigio, nel difendere una riforma del lavoro sbagliata. Le forze politiche che lo appoggiano non vogliono mettere in discussione la stabilita’ e sono assolutamente disposte a trovare soluzioni ragionevoli, anche se il disegno di legge non lo meriterebbe. Anche il governo pero’ deve fare la sua parte e rendersi conto del fatto che il provvedimento, nella sua impostazione attuale, irrigidirebbe in modo insostenibile il mercato del lavoro ed impedirebbe, nei fatti, alle imprese di assumere proprio in un momento in cui si aprono scenari ancora più critici sull’occupazione. Non si può fare una riforma del lavoro avendo contro tutto il mondo delle imprese, del lavoro autonomo e delle professioni. E dalla propria parte soltanto la CGIL di cui si e’ cercato, prioritariamente e ad ogni costo, il consenso”. (Giuliano Cazzola)

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Incontro con studenti disabili

Pubblicato da fidest su domenica, 15 aprile 2012

Parma

Parma (Photo credit: Wikipedia)

Parma, Lunedì 16 e martedì 17 aprile, dalle 9.30 alle 18, presso la sede del Servizio per studenti disabili e fasce deboli – Servizio per studenti con DSA “Le Eli-Che” (Vicolo dei Mulini 5 – Parma), gli studenti con disabilità e con DSA e i loro genitori e tutor potranno incontrare la prof.ssa Emilia Caronna, Delegata del Rettore alle Iniziative per studenti disabili e fasce deboli, e i suoi collaboratori. Verranno fornite loro informazioni su quanto l’Università di Parma offre a studenti e studentesse con invalidità di qualsiasi percentuale, con DSA e/o appartenenti alle fasce deboli. La prof.ssa Caronna e i suoi collaboratori, che nei giorni degli Open Day non potranno essere a disposizione dei visitatori in quanto impegnati all’estero in un convegno internazionale, sono disponibili a incontrare gli studenti anche in qualsiasi altro giorno dell’anno, meglio se su appuntamento.

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Mother Ship Disrupted and Crew Freed by NATO Ship

Pubblicato da fidest su domenica, 15 aprile 2012

Combined Task Force 151 - 090220-N-1082Z-197

Combined Task Force 151 - 090220-N-1082Z-197 (Photo credit: Wikipedia)

The NATO ship HDMS Absalon disrupted a dhow, detained 16 suspected pirates and freed the 12-member dhow crew. During a patrol off the Somali east coast, HDMS ABSALON, part of NATO’s Counter Piracy Operation Ocean Shield spotted an Iranian-flagged dhow which was hijacked one month ago and was currently being used as a mother ship by suspected pirates operating in the area. HDMS ABSALON was tasked to approach the mother ship to carry out a disruption. After stopping the mother ship, HDMS ABSALON sent her boarding team to search the vessel. The team conducted a compliant boarding and assumed full control over the mother ship. On board the mother ship were 16 Somalis suspected of piracy, as well as a crew of 12 from Pakistan and Iran who had been held hostage on the mother ship throughout the last month. The operation was achieved without the use of arms. After questioning the original crew, they were released with their vessel. “I am glad that we successfully disrupted another suspected pirate attack group and freed hostages as well. I am sure that our resolute operations discourage the pirates.” said Rear Admiral (LH) Sinan Azmi TOSUN, Commander of NATO Counter Piracy Task Force

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Quando la Chiesa sapeva parlare di equità

Pubblicato da fidest su domenica, 15 aprile 2012

Si è tanto parlato di misure di equità per superare l’attuale crisi economica che attanaglia l’Italia, l’Europa e tutto il mondo occidentale; l’appello fatto a Mario Monti di intervenire in tali misure in Italia ed Europa, suggerì un’ondata di fiducia e di speranza, alimentate dalla defenestrazione del governo Berlusconi, che aveva furtivamente negato la crisi, aggravandone l’esito che stava diventando finale. Discutere di equità non servirebbe a nulla senza disporre di un punto solido di riferimento a cui ispirarsi.
Fu la Chiesa che, anticipando i tempi, inquadrò il problema sociale nell’ambito della solidarietà e, conseguentemente dell’equità. Purtroppo possiamo parlarne solo al passato, perché il vertice attuale della Chiesa sembra voler contrastare i principi della solidarietà universale, dedicandosi, piuttosto, alla separazione tra mondo occidentale, liberista, detentore delle radici cristiane e il resto del mondo, appartenente ad una razza diversa, destinata alla sottomissione. Per parlare in positivo preferisco driblare l’attualità del non-insegnamento dell’attuale gerarchia varticana, per ricordare le pagine più significative che hanno anticipato tutto ciò che, ineluttabilmente, sta accadendo. Il Concilio vaticano II inquadrò i problemi dell’uomo, dilatandolo ai problemi di tutti gli uomini, affidando alla riflessione quella
COSTITUZIONE PASTORALE SULLA CHIESA NEL MONDO CONTEMPORANEO GAUDIUM ET SPES;
molto probabilmente la ragione principale per l’aperta ostilità che l’attuale vaticano manifesta verso l’intero Concilio. Se oggi riprendo quel tema è per la sua attualità mortificata.
La “Gaudium et Spes”, specie nella 2° parte, cap. 3°, affronta il problema sociale sotto un profilo più ampio che non quello dato dalle precedenti Encicliche sociali, che volgevano lo sguardo ai problemi delle singole nazioni.
La Chiesa comprese bene come il concetto di “sviluppo” si sia dilatato oltre le frontiere dei singoli Stati, diventando un elemento fondamentale dell’economia. Difficilmente la Chiesa è riuscita ad anticipare l’evoluzione dei tempi, ha sempre analizzato tale evoluzione per dire la Sua parola: la Rerum Novarum fu la risposta della Chiesa al “Capitale” di Carlo Marx dopo 50 anni ! Con la “Gaudium et Spes”, specie a rivederla alla luce degli accadimenti attuali dopo 60 anni dalla promulgazione, ci rendiamo conto come la Chiesa, in questo caso, abbia anticipato i tempi, prevedendo ciò che sarebbe accaduto. Si tratta di un intervento prettamente “politico”, cioè del comportamento che l’uomo assume di fronte a determinati eventi, in questo caso l’etica ha la sua parola da dire, per questo la Chiesa intervenne. Non si guardò più all’aiuto che i paesi ricchi devono elargire a quelli poveri, ma essa trasformò quest’intervento in problema politico e di politica planetaria.
Al centro del problema si pose lo sforzo che tutti devono compiere, a cominciare dai paesi progrediti, per regolare le leggi dell’economia e orientare le singole politiche sociali dei singoli paesi nel quadro generale di una economia del benessere globale. Venne anche indicata la via da seguire, sottolineando come l’oggetto di una sana politica economica non deve limitarsi alla sola moltiplicazione dei beni, né al profitto, né alla potenza, bensì deve porsi al servizio dell’uomo, considerato nella gerarchia delle sue necessità materiali, spirituali e religiose: “d’ogni uomo, d’ogni gruppo di uomini, senza distinzioni di razza, di continente, di cultura o di religione”. (Gaudium et Spes” parte II, cap. III). Così il Concilio insegnò che lo sviluppo non poteva essere abbandonato né alla discrezione dei “grandi interessi”, né all’arbitrio degli Stati più sviluppati, né “all’egemonia delle grandi Potenze né agli automatismi dell’economia”.
Sembra leggere la condanna anticipata della globalizzazione dei mercati, che oggi viene presentata come una naturale ed automatica evoluzione dell’economia. Per la prima volta, molto tempo prima della fine della guerra fredda con la divisione del mondo in Est e Ovest; molto tempo prima della nuova divisione del mondo in Nord e Sud, in paesi ricchi e in paesi poveri, in nazioni produttrici e nazioni consumatrici, in popoli creditori e popoli debitori, si entrò nel vivo della problematica della cooperazione internazionale. Emerge anche una nuova visuale: nel secolo XIX, con l’inizio del Magistero Sociale della Chiesa, si passò dal “paternalismo” alla “giustizia sociale”, con la Gaudium et Spes si impose la costruzione di una “comunità mondiale”, antitesi perfetta di quello che, invece, è accaduto con la promozione della globalizzazione dei mercati. La “comunità mondiale” non escluderebbe l’aiuto che il più forte deve dare al più debole, ma tale aiuto, senza tornare a cadere nel “paternalismo” ormai superato, deve avvenire al di sopra delle disparità di fatto, nel riconoscimento di una eguaglianza fondamentale di diritto.
Altro che radici cristiane dell’Europa, ridotte ad elemento di antropologia culturale, come il naso adunco degli Aztechi. Ritengo che non si possa negare la lineare continuità del pensiero sociale della Chiesa, almeno fino a Gioovanni Paolo II e alla Centesimus Annus, pur nel costante adeguamento alle situazioni diverse dei tempi e della società.
Leone XIII fece il primo passo, in risposta al marxismo che stava già guadagnando proseliti; si rivolse ad una società statica e individualistica, fondamentalmente ostile al diritto di associazionismo, e rivendicò, per primo, il diritto dei corpi intermedi alla propria esistenza e alla loro autonomia in seno alla comunità.
Pio XI e Pio XII si ritrovarono in una società in movimento, minata dalla contrapposizione di gruppi già legalmente riconosciuti, ma ostili fra di loro; questa realtà li portò ad insistere sul concetto di un ordine corporativo in grado di unificare armonicamente in un solo corpo sociale gli interessi più diversi.
Giovanni XXIII aprì il Concilio su un mondo in pieno processo di socializzazione, esteso in ogni campo dell’attività umana. Questa evoluzione spiega il tramonto dell’idea del corporativismo, sostituita con l’idea del cooperativismo; l’internazionalizzazione del cooperativismo non potrà che diventare “integrazione fra i popoli”, in alternativa e in contrasto con la globalizzazione dei mercati promossa e imposta, anche con la forza, dalla minoranza opulenta del mondo occidentale alla maggioranza bisognosa del resto del pianeta.
La globalizzazione guarda ai mercati e divide il mondo in nazioni produttrici e nazioni consumatrici; è un ritorno al materialismo, quello stesso materialismo che il sistema liberal-democratico ha sempre combattuto a parole, cadendo però nel materialismo edonistico; il cooperativismo torna ad appropriarsi della centralità dell’uomo, ponendo l’economia al servizio dell’uomo e di tutti gli uomini, solo così potrà realizzarsi l’etica economica. Immutato rimane l’invito, da parte della sociologia del Nuovo Umanesimo, alla partecipazione di tutti nella edificazione della società; sostanzialmente identico resterà il modello teorico a cui si ispira, quello di un insieme pluralistico di istituzioni a natura privatistica, tra loro in posizione di parità giuridica, ma regolate dal diritto pubblico in quegli aspetti che toccano direttamente il bene comune; ma offre una versione più aderente alla nuova realtà, sempre in evoluzione, più moderna e “socializzata”. (cfr.37° Settimana sociale del Canada, Syndacalisme et organisation professionelle, Atti Ufficiali, Trois-Rivières 1960, pag. 12) (Rosario Amico Roxas)

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