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Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

Riforma del lavoro e le sue “pecche”

Pubblicato da fidest su domenica, 15 aprile 2012

“Un governo tecnico di alto profilo istituzionale non puo’ intestardirsi, per motivi di prestigio, nel difendere una riforma del lavoro sbagliata. Le forze politiche che lo appoggiano non vogliono mettere in discussione la stabilita’ e sono assolutamente disposte a trovare soluzioni ragionevoli, anche se il disegno di legge non lo meriterebbe. Anche il governo pero’ deve fare la sua parte e rendersi conto del fatto che il provvedimento, nella sua impostazione attuale, irrigidirebbe in modo insostenibile il mercato del lavoro ed impedirebbe, nei fatti, alle imprese di assumere proprio in un momento in cui si aprono scenari ancora più critici sull’occupazione. Non si può fare una riforma del lavoro avendo contro tutto il mondo delle imprese, del lavoro autonomo e delle professioni. E dalla propria parte soltanto la CGIL di cui si e’ cercato, prioritariamente e ad ogni costo, il consenso”. (Giuliano Cazzola)

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