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Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

Nuova riforma pensioni

Pubblicato da fidest su domenica, 27 maggio 2012

Roma. Il consigliere comunale di Roma del Pdl Fabrizio Santori mi ha inviato un messaggio informandomi che ha indetto per il 28 maggio alle 16 presso la Sala Protomoteca del Campidoglio una giornata seminariale per trattare il sistema pensionistico anche alla luce del recente decreto “Salva Italia” varato dal governo Monti. Punto focale della discussione, mi pare di capire, sarà il ruolo assegnato agli istituti di patronato e “più in particolare alla luce del fatto che soprattutto l’Inpdap ha radicalmente cambiato le sue funzioni e la sua struttura utilizzando sempre di più il mezzo informatico e telematico e coinvolgendo i patronati nella sua fase di innovazione prevedendo la stampa e la rettifica delle posizioni previdenziali e la trasmissione telematica delle domande di pensione.”
Argomenti di sicuro interesse che, tuttavia, non alleviano il “vulnus” inferto dal Governo con la riforma delle pensioni e il conseguente blocco degli aggiornamenti delle pensioni al costo della vita e il conseguente aumento dell’addizionale irpef dei comuni che di fatto hanno ridotto le rendite di un buon 10% mentre rincara il carrello della spesa per oltre il 4%, le tariffe della luce e del gas per il 15% complessivo e l’Imu di fatto tende a ridurre del 50% le tredicesime dei pensionati e, per chi non ha casa di proprietà, si troverà a pagare un aumento delle locazioni in maniera sensibile.
In questo momento di crisi, per quanto depressi, i pensionati hanno dimostrato di avere un grande senso dello Stato ma quest’ultimo ha dimostrato di non voler ricambiare l’impegno che pure si è assunto solennemente all’atto del suo insediamento indicando le sue linee guida con “rigore, equità e crescita”.
Il segretario dell’Aduc Primo Mastrantoni ha, in proposito, ben reso il concetto scrivendo: “In questo Bel Paese, però, ognuno ha inzuppato il biscotto nel cappuccino delle proprie convenienze. Lo hanno fatto le imprese quando ricevevano contributi che a nulla servivano, lo ha fatto la classe politica che si è attribuita privilegi, lo ha fatto la burocrazia che si è ritagliata ruoli di discrezionalità divenuti vessazioni, lo hanno fatto le categorie professionali, chiusi nella torre corporativa a difesa dei propri interessi. Ognuno ha guardato al proprio “particulare” (come direbbe il Guicciardini), al tornaconto personale, spesso procedendo come un carro armato sui diritti degli altri. Non pensiamo che l’uomo sia buono di natura ma riteniamo che le regole una volta scritte vanno fatte rispettare”.
A questo punto mi pare che i pensionati alla fine si sono ritrovati ad essere “cornuti e mazziati”, come si dice a Napoli, mentre gli altri si trovano alla finestra a godersi lo spettacolo.
La circostanza mi ha spinto, a scrivere a Monti, che conosco bene, affinchè a tutti i detentori di un reddito da lavoro o di pensione almeno si riconoscessero alcune detrazioni fiscali come ad esempio per i figli o i nipoti a carico se disoccupati, per una quota forfettaria sulle spese alimentari, sul fitto delle abitazioni, sulle spese per servizi: idraulici, elettricisti, condominiali, ecc. Gli ho lasciato capire, anche se non ve ne era bisogno, che le pezze giustificative per talune detrazioni avrebbero permesso un controllo incrociato con le dichiarazioni dei redditi di chi avesse prestato dei servizi ai contribuenti. Da mesi attendo che quelle che sono diventate, nel frattempo, quindici lettere abbiano almeno una risposta. Allora mi sono rivolto, cogliendo al volo la nomina di due esponenti del Partito Pensionati di Carlo Fatuzzo (l’on.le Lino Miserotti e il senatore Giacinto Boldrini, eletti nelle liste del Pdl, per essere da essi supportato in qualche modo. Ma dato il silenzio che è seguito, sin ad ora, lascio al giudizio di chi mi legge di trarne le dovute considerazioni.
Ora mi affido a Santori se non altro per farmi capire se il Pdl è il partito che dopo aver predicato bene continui a razzolare male o cerca di rinsavirsi. Non me ne voglia ma sono amareggiato. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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