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Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

Archivio per 28 maggio 2012

“Lobbying e processi democratici. Divergenze e congiunture”

Pubblicato da fidest su lunedì, 28 maggio 2012

 

Salerno

Salerno (Photo credit: Wikipedia)

Salerno 29 maggio presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Salerno la lezione su “Lobbying e processi democratici. Divergenze e congiunture” Ne discutono Gianfranco Macrì e l’autore di “Lobbying & lobbismi. Le regole del gioco in una democrazia reale” Gianluca Sgueo. Come si possono conciliare una democrazia partecipativa, in cui tutti i cittadini hanno la possibilità di influenzare le decisioni pubbliche, con un sistema di lobby, in cui sono le multinazionali a influenzare le scelte della politica? Esiste un lobbying trasparente? Chi sono i lobbisti in Italia? Saranno questi alcuni dei temi del dibattito organizzato a Salerno per martedì 29 Maggio alle ore 9 presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Salerno, Aula SP/4. Il dibattito sarà l’occasione per la presentazione di “Lobbying & lobbismi. Le regole del gioco in una democrazia reale”, il nuovo libro del Coordinatore dei rapporti con il cittadino, sito web e flussi informativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri Gianluca Sgueo, edito da Egea. L’autore discuterà della possibilità che democrazia partecipativa e lobbying interagiscano per creare un sistema pubblico più efficiente e trasparente. Nel corso della lezione verranno discusse alcune recenti iniziative del governo, tra cui la consultazione pubblica sulla spending review.
Le cronache degli ultimi anni in Italia, il caso Bisignani, ultimo in ordine di tempo, e l’opposizione alle proposte di liberalizzazioni avanzate dal governo Monti, hanno rafforzato le connotazione negative associate alle lobby, viste come raggruppamenti di affaristi, difensori di caste e faccendieri. Nel suo volume Lobbying & lobbismi. Le regole del gioco in una democrazia reale (Egea 2011, 263 pagg., 24 euro) Gianluca Sgueo mostra invece come fare lobbying può essere un’attività trasparente e regolamentata con un ruolo fondamentale per il buon funzionamento della democrazia e dell’economia, disegnando le linee guide per favorire in Italia una crescita culturale nei confronti del lobbying e instaurare un sistema efficace e funzionale.
Come sostiene infatti nella sua prefazione Giuseppe Mazzei, direttore dei Rapporti istituzionali del Gruppo Allianz, in Italia permane “la congiura dell’ignoranza…dove la parola lobby è usata quasi sempre a sproposito come sinonimo di attività illecite o traffici immorali.” Mentre invece “il lobbismo corretto e ben regolamentato è un elemento cruciale per migliorare la competitività del sistema imprenditoriale e in genere del sistema democratico”.
Nel volume infatti Sgueo illustra in maniera vivace e dettagliata la funzione dei lobbisti in una democrazia contemporanea, funzione che fa parte del meccanismo che favorisce una democrazia partecipativa in cui viene incentivato il coinvolgimento dei cittadini nell’assunzione delle decisioni. Il fenomeno viene così fotografato, con esempi tratti sovente dal mondo anglosassone, illustrando i benefici ma anche i problemi senza timore di sottolineare aspetti e esempi negativi. Benefici che in termini di ritorno economico sono stati valutati dalla University of Kansas in uno studio che ha preso in considerazione un’attività di lobbying di 300 milioni di dollari che ha avuto un ritorno di 220 volte il capitale investito. (2012) pp. 264 Egea € 20,40 (formato cartaceo); € 13,99 (formato e-pub)

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X I V C o r s o d i S t u d i P o l i t i c i

Pubblicato da fidest su lunedì, 28 maggio 2012

Palazzo Chiaramonte, Palermo.

Palazzo Chiaramonte, Palermo. (Photo credit: Wikipedia)

Palermo Martedì 29 maggio 2012 alle ore 17.00 presso lo “Steri” – Palazzo Chiaramonte, Piazza Marina, 61 si terrà la dodicesima lezione del XIV Corso di Studi Politici sul tema “Riaffermare il primato della politica: l’uomo al centro, la sussidiarità, e una nuova classe dirigente per le imprese, il lavoro e le riforme” promossa dall’Accademia Nazionale della Politica, presieduta dal Prof. Bartolo Sammartino. Modera Bartolo Sammartino, Presidente dell’Accademia Nazionale della Politica. Partecipa Notker Wolf (Bad Grönebach [Germania], 1940) ha studiato filosofia, teologia e scienze naturali a Roma e Monaco di Baviera. Nel 1961 entra nell’abbazia benedettina di Sankt Ottilien am Ammersee nei pressi di Monaco e nel 1977 viene eletto abate. Dal 2000 è abate primate dell’ordine dei Benedettini e risiede a Roma, nell’abbazia di Sant’Anselmo sull’Aventino. Ha particolarmente a cuore la collaborazione con paesi come Cina e Nord Corea e con le altre religioni.

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L’impatto sociale del dolore cronico

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Italiano: Dolore acuto e cronico

Italiano: Dolore acuto e cronico (Photo credit: Wikipedia)

Copenaghen dal 29 al 31 maggio p.v. si terrà il terzo Simposio Europeo sull’Impatto Sociale del Dolore Cronico – Societal Impact of Pain (SIP 2012). Il Simposio si svolge durante il semestre di presidenza danese del Consiglio d’Europa. Più di 300 tra medici, manager della sanità pubblica e privata, esponenti politici e di associazioni di pazienti, provenienti da tutta Europa, si incontreranno per portare all’attenzione dei governi Europei il problema dell’impatto sociale del dolore cronico. Si confronteranno sulle “best practices” per la cura del dolore presenti nelle rispettive nazioni, con l’obiettivo di promuovere l’attuazione della “Road Map for Action”, il piano d’azione risultato del secondo Simposio SIP, svoltosi a Bruxelles nel maggio 2011, presso il Parlamento Europeo. La “Road Map for Action” è il risultato più importante del SIP 2011. Individua i sette aspetti politici chiave che le istituzioni della UE e gli stati membri devono aver ben presenti per affrontare in modo efficace il problema del dolore cronico (la versione integrale del documento è disponibile nel sito http://www.sip-meeting.org/2011). Lo stato di attuazione della Road Map for action, nell’ambito delle politiche nazionali per la salute, sarà il tema centrale della discussione del SIP 2012.Particolare attenzione sarà rivolta al punto 1: riconoscimento del dolore come condizione che incide fortemente sulla qualità della vita dei pazienti e che deve essere tra le priorità di ogni sistema sanitario nazionale. Come spiega il Professor Hans Kress, presidente della Federazione Europea delle Associazioni per lo Studio del Dolore (European Federation of IASP® Chapters – EFIC®: “Mentre il dolore acuto, in seguito a lesione o intervento chirurgico, è direttamente correlato all’evento traumatico e quindi agisce come segnale utile che allerta di un pericolo imminente, il dolore cronico di solito persiste per un periodo di tempo più lungo, quando ha perso l’utilità di sintomo ‘segnale d’allarme’. Inoltre, il dolore cronico produce nel paziente un complicato insieme di cambiamenti fisici, psicologici e sociali tali da avere nella maggior parte dei casi rilevanti ricadute socio-economiche. Il dolore cronico grava pesantemente sull’individuo, ma anche sulla società, che si fa carico di enormi costi economici per il sistema sanitario. Tramite la piattaforma SIP stiamo cercando di far comprendere sempre di più queste conseguenze negative, e di sostenere e incoraggiare le politiche dell’Unione Europea e dei Paesi Membri per un miglioramento della percezione del dolore cronico e del trattamento dei pazienti in Europa”. Pia Frederiksen, presidente dell’Associazione Danese dei pazienti affetti da dolore cronico, FAKS, così esprime le sue aspettative riguardo al SIP 2012: “Vogliamo ottenere il riconoscimento del dolore cronico come condizione grave e debilitante e fare divulgazione sul trattamento del dolore, per poter aiutare ogni singolo paziente e i familiari a gestire al meglio la propria condizione. Come presidente dell’Associazione Danese dei pazienti affetti da dolore cronico, spero vivamente che la discussione all’interno del SIP 2012 contribuisca in maniera sostanziale a rendere visibile questo problema non soltanto in Danimarca, ma in tutti i paesi dell’Unione Europea. Insieme ad altre associazioni di pazienti, la FAKS continuerà a sensibilizzare politici e amministratori perché rivedano la loro percezione del dolore cronico e lo riconoscano come uno stato di salute a sé stante rispetto alle altre malattie croniche, con un impatto significativo sulla qualità della vita dei pazienti, così come sul budget economico dei sistemi sanitari”.

 

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1°corso formativo sulla terapia ricreativa

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Limestre in provincia di Pistoia lunedì 28 e martedì 29 maggio presso gli spazi di Dynamo Camp 1°corso formativo sulla terapia ricreativa nato dalla collaborazione tra Dynamo Camp e Novartis La terapia ricreativa, base scientifica dei programmi che il Dynamo Camp offre gratuitamente ai bambini affetti da patologie gravi e croniche oncoematologiche e non, consiste in un approccio innovativo che aiuta i piccoli ospiti a mettere sullo sfondo la malattia e a scoprire nuove potenzialità, possibilità di apprendimento e di confronto con i coetanei.L’innovativo incontro di formazione è rivolto a medici, infermieri e associazioni di pazienti.
Come ha dichiarato Philippe Barrois, Amministratore delegato e Country President di Novartis in Italia “Novartis in questa iniziativa vede riaffermati i principi che ispirano da sempre la propria attività: mettere al centro i bisogni dei pazienti, che in questo caso proprio per l’età richiedono maggiori cure ed un approccio che con delicatezza si affianchi alle terapie più innovative, aiutandoli a riappropriarsi della propria infanzia”.

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L’acqua minerale naturale Courmayeur debutta in Italia con un party esclusivo

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Pozzuoli 30/5/2012 E’ a tema ambientato a Palazzo Sisto V, delizioso castello di inizi Novecento adagiato sul lungomare di Pozzuoli (Napoli) In principio furono Valle d’Aosta e Francia. Ora, invece, la preziosa acqua minerale naturale Courmayeur, che sgorga a 1.224 metri d’altezza ai piedi del Monte Bianco, sbarca anche nel resto d’Italia e lo fa in pompa magna con un esclusivo party a tema a due passi dal mare. Negli ospitali spazi di Palazzo Sisto V, per la precisione, un delizioso castello risalente ai primi del Novecento incastonato ad hoc sul lungomare di Pozzuoli (Napoli). È qui che, mercoledì 30 maggio, a partire dalle ore 21, saranno presentate in anteprima italiana (si parte dal Sud), dai vertici del gruppo francese Alma, proprietario della fonte; dal responsabile commerciale per il Centro-Sud Enrico Cuomo; dal distributore regionale esclusivista, Giuseppe Maisto, patron di una delle più importanti aziende di distribuzione campane; e dal figlio Giuliano; le tante virtù dell’acqua minerale naturale più ricca di calcio e magnesio. La nuova acqua si colloca nell’area dietetico-salutistica, in quanto le sue proprietà sono di riprovato valore scientifico, utili ad un’equilibrata diuresi, ad un apporto prezioso di calcio e ad un elemento ancor più prezioso quale il magnesio, nostro alleato contro lo stress.
Per l’occasione, i selezionatissimi ospiti del maniero di via Napoli verranno coinvolti in una piacevole full immersion acquatica da vivere nei vari angoli della location con vista sul Golfo. Tra una portata e l’altra del gustoso menu, ci si potrà così far coccolare dalla massoterapista Maria Napoletano con massaggi e trattamenti a base di acqua Courmayeur e pietre calde; sorseggiare particolari infusi e tisane; o scoprire qualcosa in più su se stessi grazie alla lettura dei cristalli d’acqua, particolare oracolo ideato dallo scienziato giapponese Masaru Emoto. Sulla spettacolare terrazza, prenderà poi forma una performance site-specific ideata e interpretata dall’artista Maria Manna e da Mauro Maurizio Palumbo. Quest’ultimo, autore anche della mostra pittorica “Tuttoscorre:Accadueo” costellata da una serie di tele water effect. E ancora, sedute di rilassamento guidato ad opera degli psicologi Germano Guarna e Stefania Montalto per rivivere i più bei momenti legati all’acqua (dal liquido amniotico in poi) e pose divertenti per tutti da sfoggiare nell’originale photo booth allestito in torretta. Tema “eau”, e non potrebbe essere altrimenti, anche per la lunga e travolgente colonna sonora della serata.(Annalisa Palmieri)

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In scadenza concorso premio Bindi

Pubblicato da fidest su lunedì, 28 maggio 2012

Santa Margherita Ligure, Liguria, Italia

Santa Margherita Ligure, Liguria, Italia (Photo credit: Wikipedia)

L’ottava edizione dal 6 all’8 luglio a Santa Margherita Ligure È ormai riconosciuto come uno dei principali appuntamenti italiani dedicati alla canzone d’autore. È il Premio Bindi di Santa Margherita Ligure (GE), il prestigioso evento di canzone d’autore intitolato all’indimenticato cantautore genovese e rivolto a talenti italiani emergenti ma che ospita anche importanti artisti del panorama italiano.
Quest’anno si terrà dal 6 all’8 luglio, mentre è in scadenza il bando di concorso, che terminerà il 31 maggio.
Il concorso è riservato a cantautori, ovvero a singoli o band che compongano le proprie canzoni. I brani possono essere anche già pubblicati e non ci sono preclusioni per il tipo di proposte artistiche, da quelle più tradizionali a quelle più innovative, dalla canzone d’autore classica a quella di estrazione indie.
Fra tutti gli iscritti, una commissione selezionerà dieci artisti che si esibiranno nelle finali del 6 e 7 luglio 2012 a Santa Margherita Ligure, di fronte ad una prestigiosa giuria composta da musicisti, giornalisti e addetti ai lavori. L’iscrizione è gratuita. La domanda deve essere spedita a: PREMIO BINDI c/o Associazione Culturale Le Muse Novae Via Vinelli 34/2 16043 Chiavari (GE).
Il bando completo è disponibile on-line sul sito http://www.premiobindi.com. Il vincitore assoluto sarà premiato con una Targa e potrà inoltre esibirsi in concerto nell’autunno 2012 a Roma, al live club “L’Asino che vola”.
Saranno inoltre premiati con targhe di riconoscimento anche il miglior testo, la miglior musica e la migliore interpretazione.
Il concorso è indetto dal Comune di Santa Margherita Ligure con il patrocinio della Regione Liguria e della Provincia di Genova. Le passate edizioni del Premio sono state vinte da Lomè (2005), Federico Sirianni (2006), Chiara Morucci (2007), Paola Angeli (2008), Piji (2009), Roberto Amadè (2010), Zibba (2011), artisti che nel tempo si sono sempre più affermati nel panorama della nostra canzone. Il Premio Bindi, organizzato dall’Associazione Culturale Le Muse Novae di Chiavari con la consulenza di Enrico Deregibus, si articolerà in tre giornate, dal 6 all’8 luglio. Oltre al concorso, la rassegna ospiterà durante le serate grandi esponenti della canzone d’autore italiana e nei pomeriggi, nella stupenda terrazza del castello, gli incontri “Intorno alla canzone d’autore”, la mostra della “Stanza del cantautore” e parte delle finali del concorso.

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Workshop alla Camera dei deputati

Pubblicato da fidest su lunedì, 28 maggio 2012

Roma Giovedì 28 giugno a Workshop alla Camera dei deputati e “View from the top” due eventi a Roma sul tema “The Challenges of the Internet of the Future”. Workshop alla Camera dei deputati e “View from the top” Sarà Robert M. McDowell Commissario della FCC l’ ospite d’onore L’iniziativa è organizzata da Puntoit insieme all’Associazione EGO, a Key4biz ed al Corriere delle Comunicazioni International Telecommunication Regulations: la revisione delle norme mondiali sulle tlc al centro dei due eventi organizzati da Puntoit-EGO in collaborazione con Key4biz e Corriere delle Comunicazioni L’iniziativa è promossa in vista della World Conference on International Telecommunications che si svolgerà a dicembre a Dubai. I due eventi riuniranno rappresentati delle Istituzioni e dell’Industria europea ed americana che si confronteranno sulla necessità di riesaminare le regole internazionali sulle telecomunicazioni. Il workshop e “View from the top” dedicati al tema “The Challenges of the Internet of the Future” intendono fornire una piattaforma per i responsabili politici, del mondo accademico e i rappresentanti del settore così da trovare un terreno comune o almeno individuare le aree in cui avviare nel futuro una più stretta collaborazione. Un dibattito politico di alto livello che si propone di portare sul tavolo problemi e proposte inerenti la revisione delle norme internazionali che regolano il mercato, coinvolgendo in questa fase iniziale del processo il maggior numero possibile di protagonisti del settore.

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La mediazione civile e commerciale, un’a opportunità per tutti

Pubblicato da fidest su lunedì, 28 maggio 2012

Pozzuoli (Na) Martedì 29 maggio (dalle ore 15,00 alle 18,00) all’Istituto “Pareto” seminario “La mediazione civile e commerciale, un’opportunità per tutti. Al convegno, aperto a tutti, intervengono: professoressa Donatella Mascagna, (Dirigente scolastico Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Vilfredo Pareto”) su “la mediazione quale alternativa professionale di lungo periodo”; professor Francesco De Rosa (Dirigente scolastico dell’Ipia “Marconi” Giugliano in Campania): “mediazione come strumento di risoluzione delle controversie in ambito scolastico”; avvocato Raffaele Barone (Docente di Mediazione e Conciliazione presso Università degli studi di Napoli “Parthenope” Facoltà di Giurisprudenza): “Normativa della Mediazione Civile e Commerciale e sua evoluzione”, “Procedura della mediazione”; “Il funzionamento degli Organismi di mediazione accreditati al Ministero di Giustizia (la conciliazione nella Pubblica Amministrazione, le camere di conciliazione presso le Istituzioni Pubbliche)”; dottor Giovanni Passaro (Economista e Formatore – esperto nell’analisi dei fabbisogni e percorsi formativi – Mediatore Professionista): “Titoli e competenze di accesso alla professione di mediatore professionista. “Aggiornamento professionale del Mediatore Professionista”; dottor Francesco Ferraro (Commissario ex Corecom Campania – Cultore della materia “Diritto dell’Economia” Università Pegaso, mediatore professionista): “La mediazione nel settore delle telecomunicazioni” e “L’imparzialità nella mediazione”; dottor Daniele Passaro (Avvocato e Mediatore professionista): “Il ruolo e la posizione dell’avvocato nella mediazione civile e commerciale”. Al termine del convegno previsto spazio per le domande e dibattito. Segue rinfresco e consegna attestati di partecipazione. Iniziativa organizzata dall’Istituto “Pareto” in collaborazione con Arbiter – Alternative Dispute Resolution

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Lotta alla contraffazione

Pubblicato da fidest su lunedì, 28 maggio 2012

Roma Campidoglio firma sul protocollo d’intesa tra Roma Capitale e l’Agenzia delle Dogane. Il fenomeno della contraffazione in Italia costituisce un vero e proprio sistema commerciale ed industriale che si sviluppa attraverso tutta una serie di canali di vendita e di distribuzione, nonché di sofisticati centri di produzione e di ‘assemblaggio’. Un danno economico rilevante che, visto il campo estremamente vasto della contraffazione che va dai marchi agli alimenti passando per i farmaci , non solo colpisce le tasche dei cittadini ma, molto spesso, anche la salute.
L’Agenzia delle Dogane, in virtù dei moderni e sofisticati sistemi informatici e della grande professionalità dei propri funzionari, ha già da qualche anno intrapreso questa politica di contrasto al fenomeno della contraffazione in grande stile che ha portato al conseguimento di imponenti risultati. E’ il caso di ricordare che negli ultimi 5 anni l’Agenzia delle Dogane è saldamente al primo posto a livello europeo per il maggior numero di sequestri effettuati sia in termini quantitativi che numerici di merci contraffatte. In virtù dell’altissima specializzazione raggiunta nel contrasto al fenomeno, appare “pertanto irrinunciabile l’apporto del personale dell’Agenzia delle Dogane con la polizia municipale di Roma Capitale attraverso questa iniziativa con lo scopo di affrontare il fenomeno della contraffazione con determinazione ed incisività. “
“L’impegno contro le vendite abusive, la contraffazione, le false griffe, i prodotti senza origine e di qualità nel migliore dei casi sconosciuta: con questo spirito è il protocollo d’intesa di oggi a Roma. Rispetto a questo problema, flagello per i produttori e i commercianti onesti e per i consumatori che si punta a realizzare, nel territorio romano una concreta e forte collaborazione Istituzionale.” Il mercato del falso e del contraffatto rappresenta un fenomeno crescente e di particolare preoccupazione, che crea concorrenza sleale e la cui gravità è accentuata dalla sua origine e convivenza con forme di illegalità e di criminalità diffusa, collegata anche alla perdita di introiti fiscali e contributivi a danno dell’erario e degli enti previdenziali. La sua diffusione è preponderante nel settore delle attività di commercio itinerante, attraverso il proliferare dei venditori ambulanti abusivi.

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“Io ci sono” di Mario Melazzini

Pubblicato da fidest su lunedì, 28 maggio 2012

The Certosa of Pavia.

The Certosa of Pavia. (Photo credit: Wikipedia)

Pavia 29 maggio 2012, alle ore 18 incontro di presentazione del libro “Io ci sono” di Mario Melazzini, valtellinese e presidente della Associazione Aisla onlus, che si terrà in Aula Scarpa L’incontro è organizzato dall’Associazione Alunni dell’Università di Pavia
Programma
Saluti del rettore, prof. Angiolino Stella
Intervengono:
Renata Crotti, Consiglio Direttivo dell’Associazione Alunni dell’Università di Pavia e delegata del rettore
Maria Pia Vairetti, coordinatrice del Gruppo Universitari della Valtellina
Ne parlano con l’Autore
don Franco Tassone, parroco del SS. Salvatore di Pavia, professore di religione al Liceo-Ginnasio Ugo Foscolo di Pavia
Giovanni Belloni, Presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Pavia
Coordina Marino Casella, direttore Corriere Medico
L’Associazione Alunni con questa iniziativa vuole avviare la costituzione di gruppi di laureati accomunati dall’essere provenienti dalla stessa area geografica, quasi a imitazione delle associazioni di studenti che in epoca medievale si chiamavano nationes proprio a sottolineare il rapporto con le zone di provenienza, dice Renata Crotti del Consiglio direttivo dell’Associazione. Durante l’incontro Mario Melazzini aderirà ufficialmente all’Associazione consegnando nelle mani del rettore la scheda e la quota di iscrizione.

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La Germania premia la tecnologia made in Napoli

Pubblicato da fidest su lunedì, 28 maggio 2012

In occasione della visita del neo presidente Josè Drummond, lo stabilimento Whirlpool di Napoli si fregia del riconoscimento che l’istituto tedesco assegna valutando sicurezza, durata e robustezza degli elettrodomestici. Drummond:«Una prova ulteriore della bontà del nostro sistema produttivo» Lavatrici con standard qualitativi da tecnologia tedesca, ma made in Napoli, più precisamente nella fabbrica Whirlpool di via Argine. È in questo stabilimento, infatti, che sono prodotte le prime lavatrici (modello Ecostyle per il marchio Bauknecht e Carisma per il marchio Whirlpool) ad aver ottenuto la prestigiosa certificazione di qualità TUV (www.tuv.com). Il riconoscimento da poco arrivato dalla Germania coincide con la prima visita, oggi 25 maggio, nello stabilimento campano del neo presidente Whirlpool EMEA, il brasiliano Josè Drummond, che dichiara: «La certificazione TUV è una prova ulteriore dell’attenzione che il personale dello stabilimento di Napoli riserva al fattore qualità, pienamente convinto e capace di applicare con successo i principi del Whirlpool Production System (WPS) ai processi lavorativi. Un riconoscimento di questo tipo costituisce il miglior esempio di come il WPS impatti sui valori aziendali influenzando in maniera determinante la scelte per gli acquisti dei consumatori». Il programma di Drummond a Napoli prevede la visita degli impianti e l’incontro con i dipendenti
La TUV è un’organizzazione di soggetti indipendenti e specializzati nell’analisi sicurezza, durata, e robustezza dei prodotti più diversi. Tutte le auto tedesche, ad esempio, sono certificate TUV, marchio che rappresenta una garanzia per il consumatore. Il protocollo della certificazione TUV per le lavatrici a carica frontale prevede test molto selettivi. La fabbrica di Napoli è stata interessata dall’audit dei tecnici TUV e nove lavatrici sono state sottoposte ai test nel laboratorio TUV in Renania, dove hanno funzionato per sei mesi e per oltre 2mila 500 cicli seguiti dall’organizzazione Global Product Development di Whirlpool. Anche elementi come sportelli, cassetti e bottoni sono stati sottoposti agli stress test più impegnativi. Un elettrodomestico certificato TUV è garantito per oltre 10 anni per durata, qualità, affidabilità e robustezza.(2096)

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Kenya: rafforzata la presenza nel complesso di Dadaab

Pubblicato da fidest su lunedì, 28 maggio 2012

English: Women and children waiting to enter D...

English: Women and children waiting to enter Dadaab camp in Kenya. One of thousands of refugee families who have recently arrived from Somalia fleeing the drought and conflict. (Photo credit: Wikipedia)

Ieri è stato inaugurato il nuovo ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) in Kenya nord-orientale, nell’ambito dell’impegno dell’Agenzia a garantire continuità ai fondamentali servizi di assistenza per le oltre 460.000 persone che vivono nel complesso di campi per rifugiati di Dadaab. Quello di Dadaab è il più grande insediamento di rifugiati al mondo e si estende su un’area di oltre 50 chilometri quadrati. Il nuovo ufficio UNHCR, inaugurato alla presenza delle autorità keniane, si chiama Alinjugur e si trova nel distretto di Fafi, a circa 80 chilometri dal confine con la Somalia e a circa 20 dalla base principale dell’Agenzia a Dadaab. Da ieri quindi Alinjugur ospita staff dell’UNHCR, di altre agenzie e di organizzazioni non governative. I team di operatori che fanno base a Alinjugur copriranno i siti di Hagadera e Kambioos che accolgono circa 150.000 rifugiati somali. L’ufficio di Alinjugur consentirà all’Agenzia di essere più vicina alle comunità di rifugiati e quindi di fornire migliori servizi ai rifugiati e alle comunità locali che li accolgono. L’apertura dell’ufficio è il risultato dei colloqui e della collaborazione con le autorità keniane mirati a decongestionare i campi e ad accrescere la presenza sul terreno dell’UNHCR e delle altre organizzazioni umanitarie. Inoltre è in atto una stretta collaborazione con la comunità d’accoglienza, al fine di favorire la positiva coesistenza con i rifugiati. L’UNHCR è fiducioso che i nuovi sviluppi consentiranno all’Agenzia di estendere lo spazio umanitario e facilitare le operazioni di assistenza.
Negli ultimi 6 mesi la sicurezza ha costituito a Dadaab una vera e propria sfida, costringendo l’Agenzia a ridimensionare le proprie operazioni sul terreno. Col perdurare di minacce quali sequestri, dirottamenti di veicoli, ordigni esplosivi improvvisati e scorrerie, la situazione resta complessa e tesa.
Da due decenni il complesso di Dadaab fornisce protezione, alloggio e assistenza umanitaria ai rifugiati somali, spesso in circostanze difficili e complesse. Tra queste il cronico sovraffollamento, il rischio di malattie e le inondazioni stagionali.

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Sud-Sudan: operazioni umanitarie

Pubblicato da fidest su lunedì, 28 maggio 2012

Refugees queue for water in the Jamam camp, So...

Refugees queue for water in the Jamam camp, South Sudan (Photo credit: DFID – UK Department for International Development)

Con la nuova ondata di arrivi iniziata la scorsa settimana, la popolazione del campo per rifugiati di Yida in Sud Sudan ha superato quota 35.000 e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) sta potenziando le operazioni di assistenza. È stato il peggioramento delle condizioni di sicurezza e umanitarie nella loro regione di provenienza – Nuba Mountains in Sudan a indurli alla fuga, come riferiscono gli stessi nuovi arrivati nel campo. Durante il mese di maggio in media sono arrivati 430 rifugiati ogni giorno, il 47% in più rispetto alla media del mese precedente. Se l’afflusso dovesse proseguire su questi ritmi, alla fine del mese la popolazione del campo supererebbe le 40.000 unità.Per i rifugiati, tuttavia, Yida resta una località non sicura a causa delle sua vicinanza alla frontiera. Proseguirà, pertanto, l’impegno per incoraggiare i rifugiati a spostarsi volontariamente in aree più interne, ma allo stesso tempo, con l’approssimarsi dell’inizio della stagione delle piogge, verranno potenziate le operazioni di assistenza per migliorare la situazione. Nelle ultime due settimane l’UNHCR ha distribuito teli di plastica, zanzariere, materassi e coperte ad oltre 12.700 persone, attività tuttora in corso. Nelle fasi iniziali la priorità è stata assegnata alle persone più vulnerabili, come gli anziani, i minori non accompagnati e le famiglie con a capo una donna. L’Agenzia sta ora estendendo l’assistenza a tutti i rifugiati. Molti rifugiati arrivano in condizioni precarie, dopo un viaggio attraverso la fitta boscaglia. La maggior parte di loro entra in territorio sud-sudanese attraverso la contesa area di confine di Jau, l’unica via di fuga verso Yida. Viaggiano a piedi con i pochi averi che riescono a portare con loro. I nuovi arrivati dalla regione dei monti Nuba – nello stato del South Kordofan – arrivano affamati e presentano sempre più evidenti sintomi di malnutrizione.
Al loro arrivo a Yida i rifugiati vengono registrati e immediatamente assistiti con acqua e biscotti ad alto contenuto energetico. Successivamente vengono sottoposti a screening medico e quindi dotati di una razione iniziale di cibo sufficiente per due settimane fornita dal Programma Alimentare Mondiale (PAM) che utilizzeranno in attesa della successiva distribuzione generale di aiuti alimentari. Altre agenzie umanitarie si occupano delle cure mediche urgenti e dell’alimentazione terapeutica. Anche più a ovest, nello stato di Upper Nile, l’UNHCR sta affrontando notevoli sfide. Gli operatori dell’Agenzia sul terreno hanno constatato l’arrivo di circa 12.000 rifugiati sudanesi che hanno attraversato il confine dallo stato di Blue Nile dallo scorso fine settimana. Tale flusso porta il numero totale di rifugiati nello stato di Upper Nile ad oltre 80.000. Dopo aver camminato per diversi giorni, i rifugiati arrivano esausti. Fuggono dal Blue Nile raccontano – dove perdurano la fame e i combattimenti tra le Forze Armate Sudanesi (SAF) e il Movimento di Liberazione Popolare Sudanese Nord (SPLM-N). Molti hanno dovuto separarsi dai propri familiari. L’UNHCR ha trasferito 1.285 rifugiati nel nuovo campo di Yusuf Batil, a 120 chilometri dalla frontiera. Si tratta del terzo insediamento per rifugiati che l’Agenzia ha contribuito ad allestire nell’Upper Nile, dopo Doro e Jamam. Altri rifugiati vengono trasferiti anche a Jamam. I convogli dell’UNHCR per il trasferimento possono impiegare anche 4 ore per percorrere un tratto di 20 chilometri e i rifugiati a bordo devono trascorrere la notte a Jamam. L’Agenzia inoltre prevede che le condizioni delle strade peggioreranno sensibilmente durante la stagione delle piogge, rendendo il viaggio più difficile e l’accesso ai rifugiati anche impossibile.
Con il rapido aumento della popolazione di rifugiati inoltre l’UNHCR è estremamente preoccupato per l’insufficiente disponibilità di acqua nello stato di Upper Nile e per i rischi per la salute ad essa connessi. Per far fronte a ogni possibile insorgenza di patologie legate all’acqua nell’area, l’Agenzia e i suoi partner hanno predisposto in ogni insediamento forniture mediche e unità di cura. L’UNHCR sta anche trasportando acqua su autocisterne e scavando pozzi. Il Sud Sudan attualmente accoglie oltre 115.000 rifugiati sudanesi provenienti dalle regioni di Nuba Mountains e Blue Nile. Altre 32.500 persone, provenienti dallo stato del Blue Nile, hanno trovato rifugio in Etiopia occidentale.

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Violenza sulla donna

Pubblicato da fidest su lunedì, 28 maggio 2012

C’è una danza che fuoriesce da ogni riga letta, una crociera del dolore e della sofferenza, un rumore persistente che straripa nei tanti articoli di giornale, nelle trasmissioni televisive, negli incontri organizzati per parlare di questo fenomeno che è diventato una somma che non sta più nella casella predisposta per contenerne l’urto.
Il reato è di per sè un’azione ignobile, l’omicidio ne è l’estensione più palese, per cui stare a polemizzare, a perdere tempo sulla declinazione da affibbiare a chi uccide una donna, disquisendo si tratti di femminicidio o più semplicemente del reato di assassinio.
Non mi pare il caso di giocare con il codice penale, è un azzeramento del valore della vita umana, è l’annullamento di un ruolo complementare ben preciso, per cui c’è in atto un vero e proprio distoglimento dalla sacralità della donna-femmina, della figlia-madre, della compagna-moglie. Come a voler significare che in una società come la nostra, attraversata da una illegalità diffusa, dove erroneamente è indicata la nicchia-minoranza formata dal malaffare, dalla criminalità, dai soliti noti, invece la furbizia omertosa, la disonestà sotto i più impensabili artifizi, conferma la maggioranza degli individui: dal vandalismo adolescenziale, al bullismo scolastico, al ritenere legale comprare, vendere e consumare droga per ottenere denari, per farsi e ubriacarsi, dal non pagare l’iva, non rilasciare scontrini fiscali, quindi non richiedere le ricevute per non dovere pagare di più, e via compagnia cantando.
Questo in-agire quotidiano partorisce un preciso interesse personale che tocca ogni ambito e ogni tasca, quella piena e quella vuota, producendo minore attenzione verso la regola, il senso civico, l’azione morale che sta a responsabilità di ognuno.
Una prassi che consegna lauree e incensi al più lesto di mano, alimentando la miseria umana, la miserabilità più profonda che alberga nel cuore dell’uomo, del maschio, del conduttore per eccellenza.
Quando la vita diventa una semplice stanzialità sociale, priva di sentimenti e passioni eccezionali, ciò riduce aspettative, sogni e speranze, la stessa fiducia è una fiamma destinata a consumarsi, allora maturano le situazioni di degrado, lo scarso valore di autostima, di rispetto della propria persona e competenze, comporta l’annullamento dell’altro, in questo caso della donna, che rimane anello debole, presenza fragile, compagna di viaggio da sottomettere, opprimere e colpire.
Omicidio-femminicidio, è agire riconducibile a una violenza condensata, contratta e proiettata sulla donna, dentro il focolare ma pure fuori dove il tavolo dei valori è un documento di identità sbandierato bene, invece è violenza condensata nelle gestualità, nelle parole infide, che rappresentano il contrario e l’antitesi della buona educazione e credibilità.
La famiglia ha fallito, il nucleo educativo per eccellenza ha fallito, l’adulto nella sua infanzia e adolescenza ha fallito, così il modo di percepire la relazione, i sentimenti, l’amore, diventa un doppio salto mortale: lo sguardo non è mai indietro a indagare, a verificare, elaborare, ma lanciato in avanti, dove ciò che è ritenuto ostile, si configura come una sbalorditiva secessione praticata con il maglio, con il taglio, mai con la mediazione della coscienza adulta che sa fare i conti con i bilanci più fallimentari.
La violenza in famiglia, dentro la coppia non è tema da prendere sottogamba, da licenziare con una sorta di indifferenza intellettuale, è sbagliato domiciliarsi sulla sponda dell’irreversibilità, della accettazione di un male sociale, ben sapendo che il sopruso, la prepotenza letale, non sono gagliardetti acquistati al supermercato degli infanti a vita.
Questa violenza non è eredità biologica, né sommossa neuronica accidentale, è il prodotto di una cultura, di una illegalità, di un apprendimento di partenza, un conformismo ideologico che banalizza gli ideali più alti senza alcuna vergogna.(Vincenzo Andraous)

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Il microcredito in aiuto ai terremotati

Pubblicato da fidest su lunedì, 28 maggio 2012

A meno di una settimana di distanza dal sisma che ha colpito le province di Modena, Ferrara e Bologna, un dato è ormai evidente: sono le imprese ad aver subito i danni economici più ingenti, danni destinati ad aumentare di giorno in giorno a causa del rallentamento o addirittura dell’arresto delle attività produttive. Etimos Foundation, la fondazione che ha ideato e coordinato il progetto di inclusione finanziaria post terremoto “Microcredito per l’Abruzzo” e che ora sta lanciando un Fondo di Microcredito per l’Italia per estendere l’esperienza ad altre regioni (anche in risposta alla grave situazione di crisi economica e disagio sociale), crede che anche nel contesto dell’Emilia Romagna il microcredito possa essere lo strumento più adatto per aiutare in modo efficace e non assistenziale il sistema produttivo locale: «Ci rivolgiamo ai principali soggetti politici ed economici del territorio colpito dal terremoto, in primo luogo agli enti pubblici, sollecitandoli a valutare l’utilizzo dello strumento del microcredito a sostegno delle imprese danneggiate, soprattutto quelle di piccola e media dimensione». «Siamo pronti fin da subito – annuncia Santori – a mettere a disposizione la nostra esperienza e le competenze maturate in Abruzzo, coordinandoci con le politiche di ricostruzione degli enti deputati e lavorando in alleanza alle forze economiche e sociali del territorio».Con un fondo iniziale di 4 milioni e mezzo di euro, i finanziamenti erogati grazie al progetto “Microcredito per l’Abruzzo” sono stati pari a 5 milioni di euro in un anno e mezzo, risorse destinate al 90% proprio alle imprese danneggiate dal sisma, con un plafond potenziale di oltre 50 milioni: «Un modello di intervento che ha trovato una delle leve maggiori della propria efficacia nel network di attori costruito in loco» conclude sempre Santori.

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