Roma Giovedì 28 giugno a Workshop alla Camera dei deputati e “View from the top” due eventi a Roma sul tema “The Challenges of the Internet of the Future”. Workshop alla Camera dei deputati e “View from the top” Sarà Robert M. McDowell Commissario della FCC l’ ospite d’onore L’iniziativa è organizzata da Puntoit insieme all’Associazione EGO, a Key4biz ed al Corriere delle Comunicazioni International Telecommunication Regulations: la revisione delle norme mondiali sulle tlc al centro dei due eventi organizzati da Puntoit-EGO in collaborazione con Key4biz e Corriere delle Comunicazioni L’iniziativa è promossa in vista della World Conference on International Telecommunications che si svolgerà a dicembre a Dubai. I due eventi riuniranno rappresentati delle Istituzioni e dell’Industria europea ed americana che si confronteranno sulla necessità di riesaminare le regole internazionali sulle telecomunicazioni. Il workshop e “View from the top” dedicati al tema “The Challenges of the Internet of the Future” intendono fornire una piattaforma per i responsabili politici, del mondo accademico e i rappresentanti del settore così da trovare un terreno comune o almeno individuare le aree in cui avviare nel futuro una più stretta collaborazione. Un dibattito politico di alto livello che si propone di portare sul tavolo problemi e proposte inerenti la revisione delle norme internazionali che regolano il mercato, coinvolgendo in questa fase iniziale del processo il maggior numero possibile di protagonisti del settore.
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Workshop alla Camera dei deputati
Pubblicato da fidest su lunedì, 28 maggio 2012
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Lotta alla contraffazione
Pubblicato da fidest su lunedì, 28 maggio 2012
Roma Campidoglio firma sul protocollo d’intesa tra Roma Capitale e l’Agenzia delle Dogane. Il fenomeno della contraffazione in Italia costituisce un vero e proprio sistema commerciale ed industriale che si sviluppa attraverso tutta una serie di canali di vendita e di distribuzione, nonché di sofisticati centri di produzione e di ‘assemblaggio’. Un danno economico rilevante che, visto il campo estremamente vasto della contraffazione che va dai marchi agli alimenti passando per i farmaci , non solo colpisce le tasche dei cittadini ma, molto spesso, anche la salute.
L’Agenzia delle Dogane, in virtù dei moderni e sofisticati sistemi informatici e della grande professionalità dei propri funzionari, ha già da qualche anno intrapreso questa politica di contrasto al fenomeno della contraffazione in grande stile che ha portato al conseguimento di imponenti risultati. E’ il caso di ricordare che negli ultimi 5 anni l’Agenzia delle Dogane è saldamente al primo posto a livello europeo per il maggior numero di sequestri effettuati sia in termini quantitativi che numerici di merci contraffatte. In virtù dell’altissima specializzazione raggiunta nel contrasto al fenomeno, appare “pertanto irrinunciabile l’apporto del personale dell’Agenzia delle Dogane con la polizia municipale di Roma Capitale attraverso questa iniziativa con lo scopo di affrontare il fenomeno della contraffazione con determinazione ed incisività. “
“L’impegno contro le vendite abusive, la contraffazione, le false griffe, i prodotti senza origine e di qualità nel migliore dei casi sconosciuta: con questo spirito è il protocollo d’intesa di oggi a Roma. Rispetto a questo problema, flagello per i produttori e i commercianti onesti e per i consumatori che si punta a realizzare, nel territorio romano una concreta e forte collaborazione Istituzionale.” Il mercato del falso e del contraffatto rappresenta un fenomeno crescente e di particolare preoccupazione, che crea concorrenza sleale e la cui gravità è accentuata dalla sua origine e convivenza con forme di illegalità e di criminalità diffusa, collegata anche alla perdita di introiti fiscali e contributivi a danno dell’erario e degli enti previdenziali. La sua diffusione è preponderante nel settore delle attività di commercio itinerante, attraverso il proliferare dei venditori ambulanti abusivi.
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L’Atac e gli “istigatori”
Pubblicato da fidest su sabato, 26 maggio 2012
“E’ paradossale che l’Atac, dopo essere stata coinvolta in quel fenomeno che rimarrà impresso nella memoria collettiva della città come “parentopoli”, si permetta ora anche di fare la voce grossa presentando un esposto-querela nei confronti di chi invita l’utenza alla disobbedienza civile e minacciando anni di galera, fino a cinque, a chi praticherà tali misure, quali il “salto del tornello” o il mancato pagamento del biglietto. Un goffo tentativo di intimidazione nei confronti di chi a Roma sta organizzando la “resistenza dei cittadini” contro gli abusi di coloro che stanno dilapidando, giorno dopo giorno, il patrimonio pubblico della città. Non è tollerabile che i ceti meno abbienti debbano ancora una volta pagare per le responsabilità di altri in questa città, ad iniziare da quelle politiche della giunta Alemanno e della sua maggioranza di centrodestra. Contro questa ridicola iniziativa, messa in campo dall’Atac di “parentopoli”, siamo tutti pronti a autodenunciarci come istigatori. Peccato, però, che l’iniziativa dell’Atac sia purtroppo “debole” proprio sul piano strettamente tecnico-giuridico, visto che l’articolo 414 del codice penale si applica nei confronti di coloro che istigano al compimento di reati e, fino a prova contraria, il mancato pagamento di un biglietto non può essere assimilato ad un reato penale. L’Atac, invece di fare la voce grossa, dovrebbe ricordarsi di essere una società di diritto privato a capitale pubblico e iniziare a garantire finalmente un servizio pubblico efficiente agli utenti e carichi di lavoro adeguati ai lavoratori, tagliando gli emolumenti agli amministratori e dirigenti della società che assorbono circa 12 milioni all’anno, quasi quanto un bilancio di un Municipio”. E’ quanto dichiara Giovanni Barbera, membro del comitato politico romano del Prc-Federazione della Sinistra e presidente del Consiglio del XVII Municipio.
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Più libri più liberi, resterà a Roma
Pubblicato da fidest su venerdì, 25 maggio 2012
English: The Palazzo dei Congressi in Rome. Italiano: Il Palazzo dei Congressi a Roma. (Photo credit: Wikipedia)
Roma la fiera nazionale della piccola e media editoria, resterà a Roma. La conferma viene dopo l’intesa raggiunta oggi a Roma nel corso del tavolo di lavoro per la manifestazione, costituito oltre che dall’Associazione Italiana Editori (AIE), organizzatrice dell’evento, da Roma Capitale, Provincia di Roma, Regione Lazio, Camera di Commercio di Roma e Centro per il Libro e la Lettura del Ministero per i Beni e le Attività culturali e riunitosi nella sede dell’assessorato guidato dall’assessore alla Politiche culturali e Centro storico Dino Gasperini. “Siamo soddisfatti – ha commentato al termine della riunione il presidente di AIE Marco Polillo -. La riunione ha confermato la grande attenzione delle Istituzioni locali e del Ministero a questo appuntamento, ritenuto da tutti fondamentale per la tutela del pluralismo culturale nel nostro Paese, e ancor più significativo in un momento come questo, particolarmente difficile per l’editoria e per il libro. Le Istituzioni hanno ritenuto di stringersi attorno alla manifestazione per garantirne con il loro sostegno la continuità”. L’undicesima edizione della manifestazione di svolgerà dal 6 al 9 dicembre, come sempre al Palazzo dei Congressi dell’EUR.
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Roma-Corcolle: discarica rifiuti
Pubblicato da fidest su venerdì, 25 maggio 2012
English: Hadrian’s Villa, Tivoli, Lazio, Italy. The Maritime Theatre. Français : Villa d’Hadrien, Tivoli, Latium, Italie. Le Théâtre maritime. (Photo credit: Wikipedia)
Dichiarazione di Elisabetta Zamparutti, deputata radicale in Commissione Ambiente, e Rocco Berardo , consigliere regionale del Gruppo Lista Bonino-Pannella-Federalisti Europei, vicepresidente Commissione Ambiente “Ci rivolgiamo al Premier Monti affinché ascolti i Ministri Clini ed Ornaghi e non avalli la decisione del Commissario Pecoraro che vorrebbe far costruire una discarica a Corcolle, luogo poco distante da Villa Adriana patrimonio dell’Unesco. Questa scelta, qualora venisse confermata, non farebbe altro che peggiorare lo stato già comatoso in cui versa la nostra presunta democrazia. Dopo aver assistito all’apertura di invasi nel Parco nazionale del Vesuvio, dove sono stati individuati gli stessiterreni utilizzati dalla camorra per interrare i rifiuti tossici, non ci meraviglia, purtroppo, più nulla. In nome dell’emergenza si continuano a devastare territori di elevatissimo pregio ambientale ed archeologico. Il tutto viene fatto attraverso il principio della deroga che, di fatto, protrae il massacro delle leggi. Ci corre l’obbligo di far notare come, in merito alla questione rifiuti di Roma, questa urgenza sia stata prodotta dalla partitocrazia, visto che, con i loro comportamenti, non hanno mai rispettato nessuna normativa in materia ambientale. Infatti, sì è
continuato per tantissimi anni a buttare il “tal quale” a Malagrotta impedendo il funzionamento a regime degli impianti di trattamento meccanico biologico, si è boicottata la raccolta differenziata e si è
rallentata la costruzione degli impianti di compostaggio. E’ bene rammentare ai tanti presunti distratti che una discarica può essere considerata di servizio, e quindi rispettosa delle normative dell’Unione
europea, quando questa contiene materiale residuale e preventivamente trattato. A Roma, allo stato attuale, nessuna delle due caratteristiche può essere rispettata, questo perché ci troviamo a livelli di riciclo
molto basse e gli impianti di trattamento non funzionano a regime. Alemanno, Polverini e Pecoraro hanno peggiorato una situazione già molto critica. La gente, proprio per questo, è giustamente diffidente verso le
parole pronunciate dagli attori istituzionali. Noi crediamo che ci sia un urgente bisogno di un’operazione verità che metta al centro il rientro nella legalità. Per evitare l’emergenza, anche se non complici di questo
disastro, facciamo una proposta: si sottoscriva un patto chiaro “per e con i cittadini”. Tale accordo dovrebbe prevedere lo stanziamento rapido di quei fondi necessari ad avviare la raccolta differenziata porta a porta in tutta Roma ed a costruire ed ammodernare gli impianti di compostaggio necessari a supportare il programma straordinario di recupero del materiale umido. Inoltre si giunca a rendere economicamente sconveniente conferire il “tal quale” in discarica e si obblighi i gestori e le autorità competenti a mettere a regime tutta l’impiantistica presente nel Lazio. Questo è il patto che chiediamo al Governo Monti di proporre ai
cittadini. Queste azioni proposte sono l’unico modo di rientrare nella legalità. Nessun cittadino dei territori interessati, senza questo, si fiderà della tanto decantata provvisorietà.”
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Roma: parcheggio Ara Pacis
Pubblicato da fidest su venerdì, 25 maggio 2012
«Roma Capitale, esaurito l’iter amministrativo, ha deciso di non procedere all’aggiudicazione della gara per l’affidamento di lavori pubblici per la progettazione e l’esecuzione dei lavori di un sottopasso e per la progettazione esecutiva, la costruzione e gestione di un parcheggio multipiano in Lungotevere in Augusta in Roma. La decisione è stata presa in quanto nessuno dei progetti presentati è conforme al progetto preliminare predisposto dall’ufficio capitolino Città Storica e posto a base di gara.
In particolare, tutti gli elaborati grafici presentati dalle imprese partecipanti prevedono ingresso e uscita del parcheggio su via di Ripetta e non su via Federico di Savoia, come previsto nel progetto preliminare a base di gara e come peraltro prescritto dalla Sovrintendenza statale». È quanto rende noto l’ufficio Città Storica di Roma Capitale.
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Corcolle: scelta poco chiara
Pubblicato da fidest su venerdì, 25 maggio 2012
Roma “Il Presidente del Consiglio Monti su Corcolle sbaglia due volte. Sbaglia ad avvallare le indicazioni ormai tutt’altro che tecniche del prefetto Pecoraro, e sbaglia a non considerare le fondate opposizioni a questa scelta che sono state espresse, non solo da un vasto movimento di comitati e associazioni, ma dagli stessi ministri Clini e Ornaghi.” Lo dichiarano i senatori del Pd Roberto Della Seta, Francesco Ferrante e Roberto Di Giovan Paolo che continuano – “E’ francamente inaccettabile che il Presidente del Consiglio dia il via libera ad un sito che il Ministro dell’Ambiente ha definito come vulnerabile sotto troppi aspetti, e che il Ministro dei Beni culturali ha bollato come inappropriato per la vicinanza al sito Unesco di Villa Adriana. Dubbi e motivazioni che sono state comunicati a Monti anche con una lettera. Allora la domanda viene spontanea: come è possibile che se un tema così specifico la posizione del Governo prescinde da quella dei due ministri competenti?”
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Roma: Riqualificazione urbana Porta Portese
Pubblicato da fidest su venerdì, 25 maggio 2012
Roma L’Assessore alle Attività Produttive Davide Bordoni ha partecipato alla presentazione dei risultati della selezione dei Programmi locali di sviluppo urbano del Lazio (PLUS), nel corso della quale la Presidente Polverini ha illustrato i progetti dei Comuni ammessi ai finanziamenti dell’Asse V – ‘Sviluppo urbano e locale’ del Por Fesr Lazio 2007-2013.In risposta al bando di finanziamento dei Programmi locali di sviluppo urbano (PLUS) pubblicati dalla Regione Lazio nell’ambito del Por Fesr, Roma Capitale, nell’ambito dell’obiettivo “Rigenerazione delle funzioni economiche, sociali e ambientali delle aree urbane”, ha presentato la proposta di riqualificazione urbana “Porta Portese: una risorsa per Roma”, per un finanziamento di circa 11 milioni di euro. Il piano, alla base di una strategia di recupero urbano del territorio di Porta Portese, è stato condiviso dai diversi Dipartimenti dell’Amministrazione interessati per i vari interventi di riqualificazione, supporto alla micorimprenditorialità e inserimento socio-lavorativo. L’area a cui fa riferimento l’intervento è localizzata nel XVI Municipio e interesserà la riqualificazione dell’edificio pubblico ex GIL, del mercato domenicale di Porta Portese e di tutta l’area compressa tra il fiume Tevere e la ferrovia. “Questo finanziamento – ha detto Bordoni – è un’occasione preziosa che permetterà di sviluppare e riqualificare un quadrante come Porta Portese, strategico per la città di Roma dal punto di vista non solo commerciale ed economico, ma anche urbanistico e occupazionale. Abbiamo avviato oggi un percorso che realizzeremo in collaborazione con le imprese romane, alla fine del quale consegneremo alla cittadinanza un’area urbana e un mercato definitivamente rivalutati e riqualificati dopo tanti, troppi anni di attesa. Desidero rivolgere un ringraziamento alla Regione per il lavoro svolto e la fiducia accordata alla proposta di Roma Capitale”.
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Nuovi treni alla metropolitana di Roma
Pubblicato da fidest su giovedì, 24 maggio 2012
Roma «Saranno diciassette, due più del previsto, i nuovi treni in servizio sulle linee B e B1 della Metropolitana. La gara per la fornitura dei convogli indetta dal Dipartimento Mobilità e Trasporti si è infatti conclusa con un risparmio di circa diciassette milioni di euro rispetto all’investimento preventivato, cifra che l’Amministrazione capitolina ha deciso di utilizzare immediatamente per l’acquisto di ulteriori due convogli rispetto ai quindici iniziali. La fornitura comprende anche cinque anni di manutenzione programmata e circa sette milioni di euro di materiali di ricambio. L’acquisto dei nuovi convogli, nonostante un momento assai delicato per quanto riguarda il reperimento di risorse, conferma il grande lavoro che l’Amministrazione sta facendo per rinnovare le infrastrutture del trasporto pubblico e offrire ai cittadini un servizio che abbia standard qualitativi sempre più alti». Lo dichiara Antonello Aurigemma, assessore alla Mobilità di Roma Capitale.
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Scuola dei nativi digitali
Pubblicato da fidest su giovedì, 24 maggio 2012
Roma 25 e 26 maggio 2012 (Tempio di Adriano, piazza di Pietra), la prima Conferenza nazionale del PD per la scuola dei nativi digitali. E’ un importante appuntamento politico al quale prenderanno parte il Segretario nazionale del Pd Pier Luigi Bersani e il Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca Francesco Profumo, il presidente del gruppo Pd alla Camera Dario Franceschini, i capigruppo Pd delle Commissioni Cultutra e Istruzione Manuela Ghizzoni e Antonio Rusconi, gli ex ministri Giuseppe Fioroni e Luigi Berlinguer, il Presidente del Forum Istruzione PD Giovanni Bachelet e molti altri parlamentari. Ospite d’onore sarà Marc Prensky, esperto internazionale di tecnologie digitali e modelli di apprendimento: sua la lectio magistralis di venerdì 25. Con lui, ci sarà anche Gerard van Wolferen, capo del programma di ricerca in Design Creativo per l’Inclusione presso la l’Università di Utrecht “School of the Arts”.
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Roma e i suoi servizi
Pubblicato da fidest su mercoledì, 23 maggio 2012
«Incrementare la crescita del numero di eventi congressuali ed avviare iniziative per la crescita del turismo d’affari rappresenta un obiettivo ambizioso sul quale l’Amministrazione Capitolina sta puntando molto. Per questo, all’interno del dipartimento turismo, abbiamo istituito una struttura dedicata al turismo congressuale, che costituisce un valido supporto per tutte le iniziative collegate a eventi congressuali, che vedono la città di Roma protagonista». A parlare Antonio Gazzellone, delegato al turismo di Roma Capitale durante una conferenza stampa che si è svolta a Francoforte nell’ambito dell’Imex, una delle più importanti fiere di settore a livello internazionale.
«Il turismo congressuale rappresenta per Roma una reale possibilità di sviluppo economico – ha detto Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma. “Le infrastrutture già ultimate e quelle in via di ultimazione, come il centro congressi “Nuvola”, attendono che il lavoro di tutti renda da subito concrete le loro enormi potenzialità. Per questo abbiamo accolto con grande favore la proposta di Roma Capitale di presentare un’offerta congressuale unitaria della città: serve da subito un forte segnale che indichi al mercato internazionale che non esiste una pluralità disaggregata di singoli operatori, ma un ‘sistema Roma’ che funziona ed è pronto a proporre un prodotto articolato e completo». «Abbiamo accolto favorevolmente l’invito di Roma Capitale a partecipare a questa importante manifestazione fieristica che vede per la prima volta istituzioni e privati uniti nella promozione dell’offerta MICE della Città Eterna. – afferma il Presidente della Sezione Industria del Turismo di Unindustria Roberto N. Rajata. «Roma ha le carte in regola per poter competere con altre destinazioni che hanno fortemente investito nel segmento congressuale; il Nuovo Centro Congressi di Fuksas darà ulteriore valore al lavoro che strutture ricettive, PCO ed operatori stanno già realizzando egregiamente» «Cuore del sistema congressuale romano sarà il Nuovo Centro Congressi – afferma il direttore di Eur Congressi Roma, Plinio Malucchi, “la “nuvola”, progettata dall’architetto Massimiliano Fuksas e di proprietà di Eur Congressi Roma; la struttura, la cui inaugurazione è prevista per il 2013, è in grado infatti di rispondere al 98% della domanda della meeting industry mondiale; avrà una capienza di oltre 8.000 posti, suddivisi tra lo spettacolare auditorium sospeso, le grandi sale congressuali modulari e un’ampia e scenografica area polifunzionale, il forum, utilizzabile per esposizioni, accoglienza, catering e cene di gala”». All’iniziativa partecipa quale azienda privata Cinecittà Eventi, che all’interno degli Studios di Via Tuscolana ospita in Teatri di Posa e Set Permanenti, tra i quali la Roma Antica, la Firenze Medievale, la Broadway dell’800 di Martin Scorsese, convention e cene di gala caratterizzate dalla suggestione del luogo che accoglie ogni anno le più prestigiose produzione del cinema e della televisione, oltre ai migliori spot pubblicitari. Una rinnovata politica commerciale che ha portato oltre 50 marchi celebri a nella struttura nel corso del 2011, legando il mondo della comunicazione a quello della celluloide e offrendo anche intrattenimento culturale con Cinecittà Shows Off, il percorso espositivo permanente all’interno degli Studios.«Per la prima volta Roma Capitale si presenta al pubblico internazionale, nella Fiera Imex 2012, in partnership con le realtà congressuali della città – conclude Gazzellone – per evidenziare la forte volontà di operare nel settore facendo sistema e per garantire la massima efficienza ed affidabilità per ogni evento convegnistico».
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Studenti a lezione sul ruolo del farmaco equivalente
Pubblicato da fidest su martedì, 22 maggio 2012
Roma. Università La Sapienza. La scadenza dei brevetti che coprono i farmaci ha fornito alle imprese farmaceutiche l’opportunità di sviluppare e produrre “copie” che vengono immesse sul mercato a prezzi più bassi rispetto agli originali, fornendo cure efficaci a basso costo. Il medicinale equivalente offre le stesse garanzie di qualità, efficacia e sicurezza del prodotto originatore, perché arriva nelle farmacie dopo essere stato sottoposto dall’AIFA agli stessi controlli di qualità di tutte le altre specialità e segue precisi standard applicati anche negli Paesi europei. L’opportunità di risparmio per i cittadini e per il Servizio Sanitario Nazionale è legata alla mancanza di coperture brevettali e ciò comporta un risparmio medio del 55% rispetto ai farmaci di marca.
Ma nonostante la richiesta di generici sia in continua crescita in tutti gli altri Paesi dell’Unione Europea, in Italia rappresentano solo il 15-16% della quota di mercato. Un risparmio medio di almeno il 30% rispetto all’originatore potrebbero invece consentire i farmaci biotecnologici biosimilari, dato il costo inferiore.
Questi, a differenza degli equivalenti, non sono “i generici” dei farmaci biotecnologici, perché la loro natura e il complesso processo produttivo non consentono la riproduzione di una molecola identica all’originale. Proprio per queste peculiarità, l’European Medicines Agency ha richiesto linee guida ad hoc per garantire la qualità, l’efficacia e la sicurezza dei prodotti immessi in commercio. Poiché sono usati soprattutto in ambito ospedaliero, il risparmio sarebbe significativo per il Sistema Sanitario Nazionale, liberando risorse sia per l’accesso di un numero più elevato di soggetti alle terapie innovative, sia per la sostenibilità economica dei sistemi sanitari. Nonostante le differenze strutturali e regolatorie tra generici e biosimilari, le controversie sviluppatesi dopo la loro immissione in commercio sono molto simili e permangono dubbi e resistenze tra i consumatori e tra la classe medica. Per spiegare ai futuri medici e farmacisti che il generico è un farmaco che equivale in termini di qualità, efficacia e sicurezza al corrispettivo medicinale di marca, la facoltà di Farmacia e medicina di Sapienza Università di Roma ha organizzato, con il contributo di Teva, azienda leader nel mercato degli equivalenti, una lezione per illustrare gli aspetti regolatori, farmacologici e clinici degli equivalenti, i problemi ancora aperti riguardanti i farmaci biosimilari e il ruolo di questi medicinali nella pratica clinica. L’appuntamento è nato dopo il successo dello scorso anno, che ha visto la partecipazione di oltre 600 studenti. “Riteniamo molto valida questa iniziativa che abbiamo volentieri ospitato,” ha sottolineato il prof. Eugenio Gaudio, Preside della facoltà di Farmacia e Medicina della Sapienza “data l’importanza che ha per farmacisti, medici e cittadini la conoscenza delle potenzialità dei farmaci equivalenti, sia in termini di efficacia e sicurezza terapeutica, sia come contributo significativo alla razionalizzazione della spesa del sistema sanitario nazionale.”
Nel nostro Paese però la strada è ancora lunga. Se infatti in Germania e in Inghilterra il 50-70% dei farmaci dispensati è generico, in Italia lo è solo il 12%, anche se questa percentuale sta crescendo di anno in anno.
“Il farmaco equivalente in Italia continua a non avere vita facile. Eppure offre le stesse garanzie di qualità, efficacia e sicurezza del prodotto originatore, perché i procedimenti adottati per la sua produzione devono rispettare i principi e le linee guida delle Norme di Buona Fabbricazione al pari dei farmaci di marca. La differenza fondamentale è il prezzo, inferiore fino al 20-60%. Nonostante questi evidenti vantaggi permangono dubbi e perplessità, che il decreto liberalizzazioni non ha contribuito a smorzare” ha precisato il dott. Giorgio Foresti, AD di Teva Italia e presidente di Assogenerici. “È bene ricordare il valore di responsabilità sociale legato all’utilizzo di questi farmaci, che dovrebbe essere comunicato di più anche a livello di pubblico, con iniziative come questa realizzata con gli studenti universitari. Non si può dimenticare che liberando risorse del sistema sanitario, l’utilizzo massiccio di generici permetterebbe l’allocazione di maggiori fondi per la prescrizione di farmaci innovativi, ancora molto costosi, favorendo così l’accesso alle migliori cure da parte dei pazienti. Il risparmio generato potrebbe essere indirizzato alle attività di ricerca medico scientifica, per la messa a punto di nuove molecole”.
Teva Pharmaceutical Industries Ltd. (Nasdaq: TEVA) è una delle principali aziende farmaceutiche mondiali. È impegnata nell’accrescere l’accesso ad un’assistenza sanitaria di qualità attraverso lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di farmaci generici a prezzi accessibili, così come di farmaci innovativi e di specialità e ingredienti farmaceutici attivi. Con sede in Israele, Teva è il più grande produttore di farmaci equivalenti al mondo, con un portfolio prodotti globale di oltre 1.300 molecole e una presenza diretta in circa 60 paesi. Per quanto riguarda i farmaci innovativi, Teva concentra la sua attività di sviluppo nell’area delle malattie neurologiche, di quelle oncologiche, respiratorie e della salute della donna, oltre che nel settore dei farmaci biotecnologici e biosimilari. Teva impiega circa 46.000 persone in tutto il mondo e ha registrato 18,3 miliardi di dollari in ricavi netti nel 2011.
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Festival Nazionale dell’Archeologia
Pubblicato da fidest su lunedì, 21 maggio 2012
Roma, martedì 22 maggio alle 12.00, presso la sede della Banca Monte dei Paschi di Siena spa (ingresso via Minghetti, 30/A) conferenza stampa in occasione del Festival nazsionale dell’archeologia che si terrà a Chianciano Terme e Val di Chiana dal 6 al 21 luglio) Mostre, spettacoli, incontri ed eventi in occasione de “Le Notti dell’Archeologia”Interverranno:
Gabriello Mancini, Presidente della Fondazione Monte dei Paschi
Luigi Maria Di Corato, Direttore Generale della Fondazione Musei Senesi
Gabriella Ferranti, Sindaco di Chianciano Terme
ARCHEOFEST 2012 è una produzione Fondazione Monte dei Paschi di Siena e Vernice Progetti Culturali, con il coordinamento scientifico di Fondazione Musei Senesi in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Toscana, Provincia di Siena e Comune di Chianciano Terme e la partecipazione dei Comuni di Cetona, Chiusi, Montepulciano, Sarteano, Pienza, San Casciano dei Bagni, Trequanda e dell’Unione dei Comuni della Val di Chiana Senese.
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Chirurgia vertebrale e innovazione terapeutica
Pubblicato da fidest su domenica, 20 maggio 2012
Intervista a Giuseppe Costanzo Chirurgo Ortopedico, Professore ordinario al Polo Pontino, Facoltà di Farmacia e Medicina, Sapienza Università di Roma Il Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia Vertebrale G.I.S. (Gruppo Italiano Scoliosi) è arrivato alla sua XXXV edizione: dalla prima edizione a Pisa, nel 1977, la Chirurgia vertebrale ha avuto uno straordinario sviluppo. Qual era lo scenario della disciplina fino a qualche anno fa? La Chirurgia Vertebrale si sviluppa e assume dignità autonoma verso gli Anni ’50-’60 con la messa a punto di tecniche di cura della scoliosi e delle ernie del disco. Inizialmente erano i chirurghi generali a occuparsi di queste patologie, ma nel tempo la disciplina si è andata specializzando, per cui attualmente si sono definite specifiche competenze, ortopediche per le deformità e successivamente neurochirurgiche per le patologie midollari e radicolari: lo sviluppo dei reparti di Neurochirurgia in Italia si ha a partire dagli Anni ’60. Negli Anni ’70-’80, ad esempio, per intervenire sulla scoliosi si utilizzava un sistema di trazione con una barra e due uncini posizionati sulle vertebre ai due estremi della curva in modo da tener dritta la colonna. Chi si sottoponeva a questo intervento doveva rimanere ingessato e immobile per svariati mesi e veniva addirittura fornito di occhiali prismatici per poter guardare in avanti: senza, avrebbe dovuto tenere lo sguardo fisso al soffitto.
D. E lo scenario attuale?
R. Oggi i progressi nelle tecnologie degli impianti e degli strumentari, lo sviluppo della Chirurgia mini-invasiva e assistita dal computer consentono ai pazienti di affrontare gli interventi senza essere costretti a fermare per mesi la loro vita. Siamo in grado di eseguire interventi per scoliosi in 4-5 ore, con risultati decisamente migliori e decorso post-operatorio brevissimo: dopo 1 o 2 giorni i pazienti sono già in piedi e non hanno quasi mai bisogno di corsetto; tutte le vertebre della curva sono tenute in posizione da viti e/o uncini fissati a due barre longitudinali parallele, un po’ come le traversine delle ferrovie sono fissate ai binari.
Anche per quanto riguarda le fratture, 20-30 anni fa il trattamento erano gessi e corsetti, adesso ci sono dei sistemi d’intervento sempre più sofisticati e sempre più precoci, anche in caso di danno del midollo, che consentono di ridurre al minimo l’immobilizzazione. Certo, un midollo sezionato non si sistemava quarant’anni fa e non si sistema adesso, tuttavia la parte ossea di sostegno viene riparata e stabilizzata in modo che il paziente possa essere rapidamente messo in condizioni di essere sottoposto a riabilitazione.
Per quanto riguarda l’ernia del disco, all’intervento classico di asportazione dell’ernia si sono andate associando altre tecniche che sono tecniche riabilitative, col microscopio, col laser, con sistemi di radiofrequenza e quant’altro.
D. Quali sono le innovazioni che hanno modificato negli ultimi tempi la Chirurgia Vertebrale?
R. Oltre agli strumentari sempre più perfezionati, stabili e resistenti, che in qualche caso è possibile inserire in modo meno invasivo, per i pazienti anziani con fratture osteoporotiche abbiamo sviluppato una serie di procedure che, utilizzando iniezioni di cemento, consentono l’eliminazione del dolore e l’immediata ripresa del movimento.
Esiste inoltre la possibilità, con piccoli interventi ancor meno invasivi, di applicare degli spessori tra una vertebra e l’altra: a soggetti molto anziani, in cui la degenerazione dei dischi e l’ingrossamento delle articolazioni creano una compressione cronica con difficoltà a camminare, è possibile, con interventi a volte fatti in anestesia locale, ridare un po’ di sollievo e mobilità.
D.Il mal di schiena affligge milioni di persone e rappresenta, tra l’altro, la prima causa d’assenza dal lavoro: quali sono le ragioni di questa diffusione e come affrontare il problema?
R.Il problema coinvolge schiere sempre più ampie della popolazione per due motivi: l’allungamento della durata media fa sì che si diventi più anziani, per cui i fenomeni degenerativi aumentano, i dischi cedono, le articolazioni vertebrali si deformano, un po’ come accade per anche e ginocchia; al contempo il tipo di vita che si conduce è sempre più sedentario e questo non mantiene la colonna in buone condizioni, in elasticità. Da ciò deriva l’aumento delle persone con patologie degenerative dolorose della schiena, che possono peggiorare fino all’invalidità. Il chirurgo vertebrale deve comunque saper mantenere un atteggiamento equilibrato e operare solo quando serve, anche se i sistemi a disposizione sono sempre più perfezionati.
D. Parliamo ora di ernia del disco: secondo dati dell’ISS non recenti, l’8,2% della popolazione italiana ha problemi di ernia del disco (7,3% maschi e 9,3% femmine): la chirurgia rimane l’unica opzione?
R. Nel passato, una volta individuata la presenza di un’ernia del disco, non si poteva far altro che ricorrere alla chirurgia. Tuttavia, se quel disco è nel nostro organismo è perché ha una specifica funzione, per cui l’asportazione non risolve sempre la situazione e può determinare in casi particolari un’insufficienza meccanica della colonna: ogni intervento crea una cicatrice di riparazione che a volte dà fastidio come un’ernia.
È dunque consigliabile, in prima battuta, lasciar riassorbire l’ernia, che è composta da materiale gelatinoso, per mezzo di una serie di trattamenti anche antidolorifici. Questi trattamenti di attesa non sono però indicati in caso di compressione della radice nervosa con compromissione del movimento, per la possibilità che si determini un danno motorio permanente del paziente.
D.Rispetto alle patologie della rachide che ha indicato è possibile parlare di pratiche di prevenzione?
R. Oggi siamo sempre più capaci di eseguire interventi, sia complessi sia meno, che possano dare soluzione anche a casi importanti.
Tuttavia, è possibile e molto importante per tutti fare prevenzione, che consiste nel far lavorare bene la schiena, un organo estremamente complesso che svolge contemporaneamente funzioni di sostegno, movimento e, non meno importante, di protezione del midollo e delle radici nervose. Tra le attività semplici consigliate, è utile anche solo camminare per 30-40 minuti al giorno, e alzarsi e stirarsi, allungando i muscoli della schiena se si deve stare seduti a lungo; se questo non si può fare, è bene eseguire dell’attività fisica 2-3 volte la settimana e utilizzare delle posizioni di lavoro alla scrivania che siano di buon sostegno della colonna.
Un’attività fisica adeguata aiuta quindi a mantenere in forma la colonna limitando gli interventi chirurgici. Oggi le percentuali di successo della Chirurgia Vertebrale sono intorno all’85%: ciò vuol dire che se operiamo 20 persone, 17 ci ringraziano, le altre 3 non migliorano, si convincono di essere state operate male… e si rivolgono all’avvocato.D. E lo scenario attuale?
R. Oggi i progressi nelle tecnologie degli impianti e degli strumentari, lo sviluppo della Chirurgia mini-invasiva e assistita dal computer consentono ai pazienti di affrontare gli interventi senza essere costretti a fermare per mesi la loro vita. Siamo in grado di eseguire interventi per scoliosi in 4-5 ore, con risultati decisamente migliori e decorso post-operatorio brevissimo: dopo 1 o 2 giorni i pazienti sono già in piedi e non hanno quasi mai bisogno di corsetto; tutte le vertebre della curva sono tenute in posizione da viti e/o uncini fissati a due barre longitudinali parallele, un po’ come le traversine delle ferrovie sono fissate ai binari.
Anche per quanto riguarda le fratture, 20-30 anni fa il trattamento erano gessi e corsetti, adesso ci sono dei sistemi d’intervento sempre più sofisticati e sempre più precoci, anche in caso di danno del midollo, che consentono di ridurre al minimo l’immobilizzazione. Certo, un midollo sezionato non si sistemava quarant’anni fa e non si sistema adesso, tuttavia la parte ossea di sostegno viene riparata e stabilizzata in modo che il paziente possa essere rapidamente messo in condizioni di essere sottoposto a riabilitazione.
Per quanto riguarda l’ernia del disco, all’intervento classico di asportazione dell’ernia si sono andate associando altre tecniche che sono tecniche riabilitative, col microscopio, col laser, con sistemi di radiofrequenza e quant’altro.
D. Quali sono le innovazioni che hanno modificato negli ultimi tempi la Chirurgia Vertebrale?
R. Oltre agli strumentari sempre più perfezionati, stabili e resistenti, che in qualche caso è possibile inserire in modo meno invasivo, per i pazienti anziani con fratture osteoporotiche abbiamo sviluppato una serie di procedure che, utilizzando iniezioni di cemento, consentono l’eliminazione del dolore e l’immediata ripresa del movimento.
Esiste inoltre la possibilità, con piccoli interventi ancor meno invasivi, di applicare degli spessori tra una vertebra e l’altra: a soggetti molto anziani, in cui la degenerazione dei dischi e l’ingrossamento delle articolazioni creano una compressione cronica con difficoltà a camminare, è possibile, con interventi a volte fatti in anestesia locale, ridare un po’ di sollievo e mobilità.
D.Il mal di schiena affligge milioni di persone e rappresenta, tra l’altro, la prima causa d’assenza dal lavoro: quali sono le ragioni di questa diffusione e come affrontare il problema?
R.Il problema coinvolge schiere sempre più ampie della popolazione per due motivi: l’allungamento della durata media fa sì che si diventi più anziani, per cui i fenomeni degenerativi aumentano, i dischi cedono, le articolazioni vertebrali si deformano, un po’ come accade per anche e ginocchia; al contempo il tipo di vita che si conduce è sempre più sedentario e questo non mantiene la colonna in buone condizioni, in elasticità. Da ciò deriva l’aumento delle persone con patologie degenerative dolorose della schiena, che possono peggiorare fino all’invalidità. Il chirurgo vertebrale deve comunque saper mantenere un atteggiamento equilibrato e operare solo quando serve, anche se i sistemi a disposizione sono sempre più perfezionati.
D. Parliamo ora di ernia del disco: secondo dati dell’ISS non recenti, l’8,2% della popolazione italiana ha problemi di ernia del disco (7,3% maschi e 9,3% femmine): la chirurgia rimane l’unica opzione?
R. Nel passato, una volta individuata la presenza di un’ernia del disco, non si poteva far altro che ricorrere alla chirurgia. Tuttavia, se quel disco è nel nostro organismo è perché ha una specifica funzione, per cui l’asportazione non risolve sempre la situazione e può determinare in casi particolari un’insufficienza meccanica della colonna: ogni intervento crea una cicatrice di riparazione che a volte dà fastidio come un’ernia.
È dunque consigliabile, in prima battuta, lasciar riassorbire l’ernia, che è composta da materiale gelatinoso, per mezzo di una serie di trattamenti anche antidolorifici. Questi trattamenti di attesa non sono però indicati in caso di compressione della radice nervosa con compromissione del movimento, per la possibilità che si determini un danno motorio permanente del paziente.
D.Rispetto alle patologie della rachide che ha indicato è possibile parlare di pratiche di prevenzione?
R. Oggi siamo sempre più capaci di eseguire interventi, sia complessi sia meno, che possano dare soluzione anche a casi importanti.
Tuttavia, è possibile e molto importante per tutti fare prevenzione, che consiste nel far lavorare bene la schiena, un organo estremamente complesso che svolge contemporaneamente funzioni di sostegno, movimento e, non meno importante, di protezione del midollo e delle radici nervose. Tra le attività semplici consigliate, è utile anche solo camminare per 30-40 minuti al giorno, e alzarsi e stirarsi, allungando i muscoli della schiena se si deve stare seduti a lungo; se questo non si può fare, è bene eseguire dell’attività fisica 2-3 volte la settimana e utilizzare delle posizioni di lavoro alla scrivania che siano di buon sostegno della colonna.
Un’attività fisica adeguata aiuta quindi a mantenere in forma la colonna limitando gli interventi chirurgici. Oggi le percentuali di successo della Chirurgia Vertebrale sono intorno all’85%: ciò vuol dire che se operiamo 20 persone, 17 ci ringraziano, le altre 3 non migliorano, si convincono di essere state operate male… e si rivolgono all’avvocato.
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Congresso chirurgia vertebrale
Pubblicato da fidest su domenica, 20 maggio 2012
I progressi della Chirurgia vertebrale al centro dell’attenzione medica: se ne parla in questi giorni al XXXV Congresso Nazionale della Società di Chirurgia Vertebrale G.I.S. (Gruppo Italiano Scoliosi), in corso a Roma.
Le patologie della colonna vertebrale sono estremamente diffuse nei Paesi industrializzati e impongono ai pazienti notevoli limitazioni e forte scadimento della Qualità della Vita: per le persone con problemi o traumi alla colonna vertebrale anche le più semplici attività quotidiane possono causare dolore e sofferenza.
Il cosiddetto mal di schiena, ad esempio, colpisce dal 60 all’80% degli adulti, è la causa più rilevante d’infermità lavorativa e di disabilità sotto i 45 anni e si calcola che almeno 15.000.000 di persone soffrano di ernia del disco lombare, una malattia molto dolorosa e invalidante, che colpisce prevalentemente i giovani e gli adulti in piena età lavorativa, tra i 20 e i 50 anni, creando enormi problemi sul piano socio-sanitario ed economico. Le statistiche sanitarie indicano infatti che ogni anno vengono effettuati oltre 50.000 interventi chirurgici per tentare di risolvere problemi legati a questo problema.
Aumento dell’età media della popolazione e stili di vita troppo sedentari sono i fattori che rendono sempre più nutrite le schiere di persone che soffrono di tali patologie: i dischi cedono, le articolazioni si deformano, la colonna perde di elasticità per il poco movimento.
Fino a qualche decennio fa l’intervento chirurgico nell’ambito vertebrale era caratterizzato da operazioni estremamente complesse e invasive, come nel caso della scoliosi, per la quale si utilizzava un sistema a due barre con uncini e viti agganciati a ogni vertebra in modo da tener dritta la colonna. Chi si sottoponeva a questo intervento, inoltre, doveva rimanere ingessato e immobile per svariati mesi. Per quanto riguarda l’ernia del disco, all’intervento classico di reimpostazione dell’ernia si sono andate associando altre tecniche che sono tecniche riabilitative, che utilizzano microscopio, laser, sistemi di radiofrequenza.
Oggi, rileva il professor Giuseppe Costanzo, Chirurgo Ortopedico, Professore ordinario al Polo Pontino presso la Facoltà di Farmacia e Medicina della Sapienza Università di Roma, nonché Presidente del Congresso, «i progressi nelle tecnologie degli impianti e degli strumentari, lo sviluppo della Chirurgia mini-invasiva e assistita dal computer consentono ai pazienti di affrontare gli interventi senza essere costretti a fermare per mesi la loro vita. Siamo in grado di eseguire interventi per scoliosi in 4-5 ore, con risultati decisamente migliori e decorso post-operatorio brevissimo: dopo 1 o 2 giorni i pazienti sono già in piedi».
Le persone con problemi di colonna per i quali è indicato l’intervento chirurgico possono quindi contare su una chirurgia meno invasiva, tempi più rapidi in sala operatoria, più breve degenza, più rapida riabilitazione e minor rischio d’insuccesso. Ottime notizie anche per le persone non più giovani: sono state sviluppate una serie di procedure per i pazienti anziani con fratture osteoporotiche che, utilizzando iniezioni di cemento, consentono l’eliminazione del dolore e l’immediata ripresa del movimento. Esiste inoltre la possibilità, con piccoli interventi ancor meno invasivi in anestesia locale, di applicare degli spessori tra una vertebra e l’altra a soggetti molto anziani, in cui la degenerazione dei dischi e l’ingrossamento delle articolazioni creano una compressione cronica con difficoltà a camminare, ridando un po’ di sollievo e mobilità.
Tuttavia, come in tutti gli altri ambiti della salute, prevenire è sempre meglio di curare, per cui, sottolinea il professor Costanzo, «è bene far lavorare bene la schiena, un organo estremamente complesso che svolge contemporaneamente funzioni di sostegno, movimento e, non meno importante, di protezione del midollo e delle radici nervose. È utile anche solo camminare per 30-40 minuti al giorno, e alzarsi e stirarsi, allungando i muscoli della schiena se si deve stare seduti a lungo; se questo non si può fare, è bene eseguire dell’attività fisica 2-3 volte la settimana e utilizzare delle posizioni di lavoro alla scrivania che siano di buon sostegno della colonna».
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