Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

Archivio per la categoria ‘Diritti’

Human rights – Law

EU fight against organised crime: first set of legislative measures and other actions to be approved

Pubblicato da fidest su lunedì, 6 maggio 2013

The next meeting of the Special Committee on Organised Crime, Corruption and Money Laundering (CRIM) will take place on Tuesday 7 May, in room JAN 4Q2. The committee will vote on the interim report drafted by CRIM rapporteur Salvatore Iacolino. Almost 750 amendments have been tabled.
The committee will also hold an interparliamentary committee meeting with representatives from the relevant national parliaments’ committees to debate their experiences and role in the fight against organised crime, corruption and money laundering. The keynote speech will be given by Ms Cecilia Malmström, Commissioner for Home Affairs. Mr Iacolino will also address the meeting.

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SIS II starts its operations today

Pubblicato da fidest su mercoledì, 10 aprile 2013

“an enormous improvement for the security of EU citizens”, MEPs say The second generation of the Schengen Information System (SIS II) starts operating today, 9 April 2013. Its implementation will protect the free movement of citizens, reinforcing their security.Commenting on the start of operations of SIS II, Civil Liberties, Justice and Home Affairs rapporteur Carlos Coelho (EPP, PT) and other Members of the European Parliament that have worked on this file, Ioan Enciu (S&D, RO) and Monika Hohlmeier (EPP, DE), said:”The Schengen Information System is by far the most important instrument for the security of the Schengen area, which is rightly considered the backbone of a Europe without borders and the area of freedom, security and justice. Today (9th of April) the second generation of the Schengen Information System will start operating – it is expected to operate 365 days a year, 24 hours per day.The Members of the European Parliament that have worked as rapporteurs and shadows on this file would like to highlight this major achievement. For several years, we have upheld the need for the establishment of a second generation of the SIS (so-called SIS II), not only because it will end the intergovernmental management and create a real European Schengen Information System.

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Made In: marchio d’origine deve essere obbligatorio per prodotti importati

Pubblicato da fidest su sabato, 19 gennaio 2013

Secondo il Parlamento europeo, l’Unione deve rendere obbligatorio l’uso del marchio d’origine per i beni importati da paesi terzi. Gli eurodeputati hanno reiterato la loro domanda giovedì, durante un dibattito in plenaria e in una risoluzione. Dopo aver criticato la decisione della Commissione di ritirare il regolamento sul “made in” proposto, che aveva ricevuto il forte sostegno del Parlamento nel 2010, gli eurodeputati hanno chiesto una nuova proposta.
Cristiana Muscardini (ECR, IT), relatrice per il dossier legislativo sul “made in”, durante un dibattito con il Commissario per il commercio Karel de Gucht, ha detto: “Il mercato globalizzato porta sviluppo solo se le regole sono comuni e condivise”. Con riferimento all’esistenza di norme sul marchio d’origine in paesi concorrenti come Brasile, Cina e USA, Muscardini ha detto: “L’Europa non può dirsi giusta verso i propri cittadini se non è capace di difenderne i diritti” approvando le stesse norme o chiedendone l’abrogazione nei paesi competitori, e ha chiesto un incontro con Commissione e Consiglio per superare l’impasse.
Poiché gli Stati membri non sono riusciti a mettersi d’accordo sull’indicazione del paese d’origine obbligatoria per i prodotti importati nell’UE, quali abiti, scarpe e gioielli, la Commissione deve esplorare altre strade per garantire “condizioni di parità tra le imprese dell’UE e i loro concorrenti dei paesi terzi” e la tutela dei consumatori, chiede il Parlamento.
Solo un’etichettatura con l’indicazione del paese d’origine di un prodotto può garantire una scelta informata da parte dei consumatori, affermano i deputati, che pertanto chiedono alla Commissione di proporre un nuovo testo in tal senso.
I deputati sottolineano infine che nell’UE non si applicano norme comuni sull’attestazione di origine delle merci importate, ad eccezione di determinati casi nel settore agricolo e che paesi quali Brasile, Canada, Cina e Stati Uniti già impongono tale obbligo su alcuni prodotti.

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Mediazione civile e riforma forense

Pubblicato da fidest su venerdì, 11 gennaio 2013

Rispettate le attese fortemente volute dall’ANPAR. Nella riforma forense recentemente approvata dal Senato in merito alla controversie stragiudiziali (mediazione civile e commerciale compresa) si e’ tenuto conto che le parti in lite “possono” richiedere prestazione di consulenza ed assistenza agli avvocati”. Una vera manna dal cielo questa norma per i mediatori, perche’ nel caso in cui la parte o le parti chiamate a mediare non siano in grado di ottenere autonomamente i risultati desiderati potranno farsi assistere o chiedere consiglio ad un avvocato. E’ stata dunque lasciata libera la volonta’ delle parti di partecipare da solo alla mediazione e non di essere “obbligatoriamente costretta a servirsi di un legale”, come paventato in prima una prima stesura della norma. “Questo e’ un risultato che ci fa onore che abbiamo fortemente voluto – dice Pecoraro presidente dell’associazione nazionale per la l’arbitrato e la conciliazione, dal 1995, unica associazione regolamentata ai sensi della Direttiva europea del 7 settembre 2005 e e dell’art. 26 della legge n. 206/2007 a rappresentare i mediatori civili e commerciali alla relativa piattaforma di Bruxelles. Con questa norma, gli avvocati non hanno piu’ alibi da contrapporre alla mediazione se hanno a cuore veramente gli interessi dei propri clienti. Questa norma tra l’altro, si adatta benissimo anche a quanto previsto dall’art. 55/bis del codice deontologico forense. Infatti, entro un anno dall’entrata in vigore della legge, un nuovo decreto legislativo disciplinera’ le societa’ tra Avvocati, i quali dovranno limitarsi a un unico campo o materia di studio:
o essere societa’ di mediatori o di avvocati. Il decreto legislativo, sara’ emanato sulla base della delega conferita al Governo per disciplinare l’esercizio della professione forense in forma societaria; tra i suoi principi e criteri direttivi, la previsione che l’esercizio della professione forense in tale forma sia consentito esclusivamente a societa’ di persone, a societa’ di capitali o societa’ cooperative i cui soci siano Avvocati iscritti all’Ordine. Tra gli altri criteri direttivi della delega, l’impossibilita’ di far parte di piu’ di una societa’, l’inammissibilita’ di estranei negli organi di gestione, la responsabilita’ disciplinare, la qualificazione dei redditi prodotti dalla societa’ come redditi di lavoro autonomo, l’esclusione della societa’ come attivita’ di impresa e dunque l’esclusione dall’assoggettamento e dalla procedura fallimentare.

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Regole più severe per salvare il tonno rosso

Pubblicato da fidest su domenica, 27 maggio 2012

Uno, e DUE!

Uno, e DUE! (Photo credit: tegoblue)

Bruxelles, Parlamento europeo. Nonostante la situazione del tonno rosso sia recentemente migliorata, le catture illegali e le flotte di pesca devono essere ridotte al fine di garantire lo sviluppo sostenibile dello stock. Mercoledì, i deputati voteranno per aggiornare la legislazione dell’UE, introducendo misure concordate a livello internazionale per ridurre le quote e rafforzare i controlli.

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Banche: stop speculazioni sulle carte di credito

Pubblicato da fidest su sabato, 26 maggio 2012

MasterCard Classic

MasterCard Classic (Photo credit: Wikipedia)

“La sentenza del Tribunale europeo sulle carte di credito segna un importante passo avanti nella strada per incentivare l’uso della moneta elettronica”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), esprimendo soddisfazione per la decisione dei giudici di Lussemburgo di vietare le commissioni interbancarie multilaterali applicate dalla MasterCard. “Come già aveva dichiarato la Commissione europea nel 2007 -ricorda Dona- queste commesse limitavano la concorrenza e facevano lievitare i costi sostenuti dai commercianti che accettavano il pagamento con carta di credito. Oggi -prosegue l’avvocato Dona- la decisione dei giudici europei equipara la moneta elettronica al denaro contante garantendo il ‘principio dell’indifferenza del commerciante’ per cui il negoziante non avrà più alcun svantaggio ad essere pagato con carta di credito piuttosto che in contanti. A tutto beneficio dei consumatori !” “Ci auguriamo -conclude Massimiliano Dona- che la sentenza avrà le giuste ripercussioni anche su altri procedimenti relativi alle commissioni nazionali in corso negli Stati membri”.

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Confindustria: manca attenzione per i consumatori

Pubblicato da fidest su venerdì, 25 maggio 2012

“Chi si aspettava un cambio di marcia rispetto alla Presidenza di Emma Marcegaglia non può che essere rimasto deluso”. E’ questa l’opinione di Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), rispetto alla presentazione dell’ agenda per il confronto con il Governo del neo Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che ha trascurato ogni serio riferimento ai consumatori.
“E’ sorprendente -dichiara Dona- che Confindustria continui ad operare come un normalissimo lobbysta senza preoccuparsi di aprire la propria politica ad una maggiore attenzione dei diritti dei consumatori: finché gli industriali non comprenderanno che la crescita deve necessariamente fare leva su una maggiore correttezza e trasparenza del mercato -conclude Dona- le nostre aziende perderanno competitività tanto sul mercato internazionale quanto su quello europeo”.

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Antitrust e pratiche commerciali scorrette

Pubblicato da fidest su venerdì, 25 maggio 2012

Siamo fortemente preoccupati per le recenti decisioni adottate dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato in materia di tutela del consumatore. Infatti, il principio in base al quale l’esistenza di una normativa settoriale sottrae la competenza all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato rischia di privare i consumatori italiani di una reale ed efficace tutela nei confronti delle scorrettezze e degli abusi messi in campo dalle aziende.Per questo è partita questa mattina una lettera destinata alle maggiori Istituzioni ed al Ministro dello Sviluppo Economico, nella quale Adiconsum, Adoc, Adusbef, Cittadinanzattiva, Federconsumatori e Movimento Consumatori chiedono che la competenza relativa all’applicazione della normativa del Codice del Consumo, e in particolare relativamente alle pratiche commerciali scorrette, torni di competenza dell’Antitrust su tutti i settori, anche quelli in cui vi sia un’autorità specifica.Il sistema in atto finora ha infatti portato ad esperienze e risultati positivi: dal 2008 al 2011 l’Autorità ha concluso oltre 1000 procedimenti istruttori, emanando sanzioni nell’80% dei casi, per un ammontare di circa 100.000.000 Euro.Una funzione importantissima quella svolta dall’Antitrust, che non può e non deve venir meno in nessun settore, a maggior ragione in un momento di crisi economica come quello che il Paese sta attraversando, in cui si rischierebbe di lasciare i consumatori in balia dei comportamenti speculativi delle aziende intente solo a salvaguardare i propri bilanci. Un rischio che i cittadini e l’intero Pese non possono permettersi, perché vorrebbe dire alimentare ulteriormente la sfiducia nel mercato, che già è ai minimi storici, con grave danno all’intera economia.

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Vietato denunciare tassisti abusivi a Termini

Pubblicato da fidest su mercoledì, 23 maggio 2012

Roma. Di seguito il testo dell’Interpellanza depositata dalla senatrice Radicale Donatella Poretti al Senato e dalla deputata del Partito democratico Paola Concia alla Camera
Interpellanza al ministro della Difesa Premesso che:
in data 22 maggio 2012, alle ore 10.50, la sottoscritta senatrice Donatella Poretti insieme all’onorevole Paola Concia uscendo dalla Stazione di Roma Termini lato piazzale dei Cinquecento siamo state assalite dalle purtroppo note richieste e offerte dei tassisti abusivi. Abbiamo risposto ai signori di non insistere altrimenti li avremmo denunciati, e cosi’ infatti abbiamo pensato di fare visto che proprio nel marciapiede tra le uscite della Stazione e la coda delle persone in attesa dei taxi c’era parcheggiata una macchina dei Carabinieri, con un carabiniere in servizio. Ci siamo rivolte al carabiniere segnalando la presenza dei tassisti abusivi indicando i diversi signori in questione, denunciando quindi l’attivita’ illecita che in quel momento si stava consumando davanti ai nostri occhi. Il carabiniere con nostra meraviglia ha risposto con le seguenti parole: “non ci sono tassisti abusivi, io non ne vedo. Se volete fare una denuncia andate a farla in caserma”. Esterrefatte dalla risposta abbiamo insistito indicando i signori, ritenendo che se li identificavamo sul posto avremmo aiutato nella denuncia, ma il carabiniere insisteva che secondo lui non c’erano tassisti abusivi e che lui non ne vedeva. Nel frattempo questi trovandosi a pochi metri da noi si stavano dileguando tra la folla che continuava a radunarsi intorno. Il carabiniere, scocciato dalla nostra insistenza ci ha chiesto di fornirgli i documenti per identificarci. Cosi’ abbiamo fatto dandogli i tesserini rilasciati rispettivamente dal Senato della Repubblica e dalla Camera dei Deputati. Nella concitata fase in cui non riuscivamo a capire perche’ il carabiniere chiedeva a noi i documenti e non interveniva contro i tassisti abusivi, lo stesso ha chiamato i suoi superiori. Prima sono arrivati due carabinieri e poi infine un maresciallo. A fronte delle nostre ripetute richieste di riavere i documenti, che venivano trattenuti senza farne alcun uso, alla fine, su richiesta del maresciallo hanno trascritto i nostri dati su un foglio, richiedendoci altresi’ anche la residenza. Cosi’ e’ stato fatto anche per almeno due passanti.Alle nostre reiterate richieste che ci venisse fornito il nominativo del carabiniere in questione, ne’ il carabiniere ne’ i superiori ci hanno dato soddisfazione. Non e’ quindi stato possibile identificarlo.La situazione e’ apparsa paradossale fin dalla prima risposta del carabiniere che in seguito ha cercato di dare una versione diversa, dopo aver visto i nostri documenti, dicendo che non eravamo noi che dovevamo fare la denuncia in caserma, ma che lui avrebbe portato in caserma i tassisti abusivi, versione insostenibile visto che aveva negato l’esistenza dei tassisti abusivi fin dall’inizio e solo quando erano andati via ci ha chiesto dove erano. Quando gli abbiamo fatto notare sorridendo che ormai non c’erano piu’, con fare minaccioso e duro mi ha chiesto perche’ ridevo e alla persona che si trovava accanto a lui in quel momento, che in precedenza gli avevamo indicato come uno dei tassisti abusivi, ha chiesto i documenti per poterlo avere come testimone del mio atteggiamento provocatorio e oltraggioso. Nel frattempo l’onorevole Concia ha preannunciato che una volta arrivata alla Camera dei Deputati si sarebbe rivolta alla Polizia. Uno dei carabinieri arrivati in un secondo momento ha replicato: “tanto voi siete la casta!”. Riottenuti finalmente i nostri documenti dopo una ventina di minuti siamo finalmente riuscite a prendere un autobus e a lasciare la stazione Termini.
Considerato che:i fatti in premessa costituiscono un evidente disincentivo per i cittadini a collaborare con le forze dell’ordine per denunciare palesi illegalita’ e violazioni di legge, fatti su cui ci riserviamo in altra sede di sporgere denuncia querela per omissione d’intervento,
Si chiede: di svolgere un atto di sindacato ispettivo interno all’Arma dei Carabinieri ai fini di accertare l’operato del carabiniere in questione, identificandolo e piu’ in generale della Caserma dei carabinieri della Stazione di Roma Termini per il controllo, la denuncia e la repressione del fenomeno dell’esercizio dei tassisti abusivi. Sen. Donatella Poretti – Parlamentare Radicali -Partito Democratico

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Divorzio breve

Pubblicato da fidest su martedì, 22 maggio 2012

“Quella sul divorzio breve è una legge di civiltà. Da statistiche è dimostrato che solo l’1% delle coppie separate tornano sui loro passi, mentre sono moltissime quelle che vanno all’estero, dove i tempi per ottenere il divorzio sono più brevi. Italia dei Valori è favorevole ad un accorciamento dei tempi. Su temi, quali i diritti civili, il Parlamento si mostra troppe volte in ritardo” lo dichiara in una nota l’on. Antonio Borghesi, vicepresidente del gruppo IDV alla Camera. “Serve un approccio laico, al passo con le esigenze delle società, ispirato alla scrittura di buone leggi in favore di quei cittadini che vivono non solo le difficoltà affettive provocate dalla fine di un matrimonio, ma anche quelle burocratiche e tempi troppo lunghi della giustizia civile” spiega Borghesi. “Accorciare i tempi non significa svilire l’istituto del matrimonio, un’unione tra due persone che si basa su profondi valori. Significa semplicemente venire incontro a chi, ad esempio, intende regolarizzare nuove situazioni affettive sorte nel frattempo” conclude Borghesi

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Tutelare i diritti e la salute delle donne

Pubblicato da fidest su martedì, 22 maggio 2012

“Chiediamo al governo il rispetto della legge 194 su tutto il territorio nazionale, la piena applicazione della legge a tutela dei diritti e della salute delle donne, ed iniziative, finalizzate all’assunzione di personale non obiettore in maniera tale da garantire il servizio” lo ha detto in Aula, Antonio Palagiano, capogruppo IDV in Commissione affari sociali e Responsabile Sanità di IDV, in merito alla discussione generale sulle mozioni concernenti iniziative per la tutela del diritto all’obiezione di coscienza in campo medico e paramedico.
“Chiediamo, inoltre, al governo di attivarsi, al fine di assicurare il pieno ed efficiente espletamento da parte degli enti ospedalieri delle procedure e degli interventi di interruzione della gravidanza e ad assumere ogni iniziativa affinché la gestione organizzativa e del personale delle strutture ospedaliere sia realizzata in modo da evitare che vi siano presidi con oltre il 50 per cento di obiettori” ha detto Palagiano.
“In Italia il 70,7 per cento dei ginecologi del servizio pubblico è obiettore di coscienza. Il dato più elevato di obiettori di coscienza riguarda il Sud, con una media di oltre 8 obiettori su 10. La principale conseguenza di un numero così elevato di obiettori è quella di rendere sempre più difficoltosa l’applicazione della 194. La ricerca di un medico non obiettore comporta allungamento dei tempi, interlocutori non sempre disponibili, donne che devono spesso migrare da una regione all’altra e, sopratutto tra le immigrate, il possibile ricorso all’aborto clandestino” ha spiegato il responsabile Sanità di IDV.
“Compito del legislatore è coniugare il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza della donna e quello all’obiezione di coscienza del personale sanitario. Due principi legittimi che idealmente dovrebbero convivere ma che, nella realtà, trova difficoltà poiché i medici obiettori spesso si rifiutano di segnalare alle pazienti un medico non obiettore o un’altra struttura sanitaria autorizzata all’interruzione volontaria di gravidanza” ha spiegato Palagiano.
“L’obiezione di coscienza è sì un diritto, ma quello che è diritto del singolo non deve esserlo per l’intera struttura sanitaria, che deve garantire prestazioni sanitarie e personale atto a svolgerlo, soprattutto per non discriminare le donne e le pazienti economicamente più deboli” ha concluso il responsabile Sanità IDV.

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Dipendenti pubblici: mediatori si, mediatori no

Pubblicato da fidest su domenica, 20 maggio 2012

Ci son voluti due anni per il dipartimento della funzione pubblica per dire che i mediatori appartenenti alla pubblica amministrazione possono, nel rispetto di determinati principi, offrire la propria disponibilità a mediare al fine di essere designati per la risoluzione di controversie in materie civili e commerciali. E’ da due anni che il ministero di Giustizia ha risolto il quesito posto dall’A.N.P.A.R. ed ha autorizzato i cancellieri dei tribunali e dipendenti ad esercitare l’attività di mediatore.
Il dipartimento della funzione pubblica infatti dice la medesima cosa dell’autorizzazione rilasciata dal ministero di Giustizia a suo tempo. Dice infatti che “l’autorizzazione allo svolgimento dell’attività di mediatore civile e commerciale per il pubblico dipendente può essere concessa solo nel caso in cui questa non generi incompatibilità con la funzione pubblica (ovvero quando sussiste un conflitto di interesse) né quando implichi una vera e propria attività professionale. E’ pertanto auspicabile che, al fine di assicurare una certa omogeneità di trattamento e per conferire il massimo grado di trasparenza, ogni amministrazione adotti dei criteri generali per il rilascio delle autorizzazioni. E’ quanto stabilito dalla nota n.3357/2012 del dipartimento della Funzione pubblica, che fornisce indicazioni in merito al regime autorizzatorio per lo svolgimento di attività di mediatore civile e com! merciale da parte dei pubblici dipendenti. Nel silenzio delle disposizioni legislative in materia, il dlgs n.28/2010 e il dm n.180 del 18.10.2010, la Funzione pubblica precisa che occorre richiamare i principi sull’incompatibilità previsti all’articolo 53 del dlgs n.165/2001. Norma che non consente al dipendente pubblico lo svolgimento di incarichi retribuiti, anche se occasionali, che non sono compresi nei compiti e doveri d’ufficio, senza la preventiva autorizzazione dell’amministrazione di appartenenza.
Onde procedere all’autorizzazione, l’amministrazione, in sede di istruttoria, dovrà dunque verificare la natura dell’incarico che dovrà essere caratterizzato dall’occasionalità e non dovrà presentare alcun profilo di conflitto di interesse rispetto all’attività istituzionale. Inoltre, l’eventuale autorizzazione dovrà contenere espressamente la “clausola” che l’incarico dovrà svolgersi al di fuori dell’orario di lavoro, eventualmente utilizzando gli strumenti oggi vigenti (ferie, permessi personali), sempre che questi siano compatibili con le esigenze dell’amministrazione.

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RC Auto: 18 milioni di Italiani non potranno più avere sconti sul 730

Pubblicato da fidest su mercoledì, 16 maggio 2012

secondo un’analisi fatta dal comparatore Facile.it su oltre 40.000 polizze RC Auto emesse negli ultimi due mesi, saranno più di 18 milioni gli automobilisti italiani che, a seguito dell’entrata in vigore della Riforma Fornero, perderanno la possibilità di dedurre dal 730 il contributo SSN incluso nei premi RC Auto.
Con la modifica prevista dalla riforma, ora al vaglio del Senato, tutti i conducenti che pagano un premio assicurativo netto inferiore ai 381 euro non avranno alcun rimborso in fase di dichiarazione dei redditi. Ad essere più colpiti dalle modifiche, paradossalmente, saranno i guidatori migliori; quelli cioè che pagano premi più bassi.(ufficio stampa Facile it)

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Termometri elettronici: cautele

Pubblicato da fidest su mercoledì, 16 maggio 2012

“Quando è in gioco la nostra salute l’accuratezza nella misurazione è fondamentale”. È quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), in merito ai dubbi sollevati da alcuni medici sulla minore precisione degli attuali termometri elettronici rispetto ai classici al mercurio.
“I termometri al mercurio sono stati banditi nel 2009 -spiega Agostino Macrì, esperto di sanità pubblica dell’UNC- in quanto giudicati pericolosi in caso di rottura e nocivi per l’ambiente. Da allora sono in commercio solo quelli elettronici, la cui precisione può leggermente variare in base a diverse contingenze esterne, come temperatura e umidità”. “Sul sito del Ministero della Salute (www.gov.salute.it) -prosegue Macrì- alla sezione dispositivi medici, sono illustrate nel dettaglio le informazioni che il consumatore deve ottenere all’atto dell’acquisto del termometro. È fondamentale dunque leggere sul foglietto illustrativo: le modalità d’uso (per evitare di commettere errori nell’utilizzo), i dati relativi alla ditta produttrice, il marchio.

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Guida senza patente: sanzioni amministrative

Pubblicato da fidest su domenica, 13 maggio 2012

Guai grossi chi viene sorpreso alla guida nonostante il ritiro della patente. Rischia una multa di oltre 7000 €, la revoca e il fermo amministrativo, questo anche in assenza di un provvedimento del Prefetto se l’automobilista non ha chiesto la restituzione del titolo di guida. Ad evidenziarlo è Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, a seguito della lettura della sentenza numero 7032 del 9 maggio 2012. Protagonista della vicenda un automobilista al quale era stata ritirata la patente perché trovato in stato di ebbrezza. La suprema Corte ha accolto la sentenza del Tribunale di Catania che aveva respinto il ricorso contro il verbale che accertava la violazione dell’articolo 218 Cds per guida nonostante l’avvenuta sospensione della patente. Nello statuito gli ermellini, hanno distinto tra ritiro e sospensione della patente, sottolineando la disposizione secondo cui l’agente accertatore rilascia permesso provvisorio limitatamente al periodo necessario per condurre il veicolo nel luogo di custodia indicato dall’interessato, concludendo che, ove vi fossero stati i presupposti il ricorrente avrebbe potuto chiedere la restituzione ma non guidare senza patente.
Oltremodo i giudici di legittimità della sesta sezione civile, osservando che è stato contestato il provvedimento sanzionatorio ex articolo 218 Cds per avere il trasgressore circolato senza patente durante il periodo di ritiro della stessa, in vista del provvedimento di sospensione, hanno ritenuto legittima la notifica dopo l’accertamento della nuova trasgressione.
Sulla scorta di tali argomentazioni, Giovanni D’Agata rileva con l’occasione che, laddove è stata ritirata la patente, il trasgressore può richiedere la restituzione, se entro quindici giorni non vi è l’emissione del provvedimento prefettizio. Ma, se la richiesta non è stata fatta e l’automobilista è stato sorpreso a guidare, scatta la sanzione secondo l’articolo 218 del Codice della strada.

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