Pozzuoli (Na) Martedì 29 maggio (dalle ore 15,00 alle 18,00) all’Istituto Pareto seminario La mediazione civile e commerciale, unopportunità per tutti. Al convegno, aperto a tutti, intervengono: professoressa Donatella Mascagna, (Dirigente scolastico Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri Vilfredo Pareto) su la mediazione quale alternativa professionale di lungo periodo; professor Francesco De Rosa (Dirigente scolastico dellIpia Marconi Giugliano in Campania): mediazione come strumento di risoluzione delle controversie in ambito scolastico; avvocato Raffaele Barone (Docente di Mediazione e Conciliazione presso Università degli studi di Napoli Parthenope Facoltà di Giurisprudenza): Normativa della Mediazione Civile e Commerciale e sua evoluzione, Procedura della mediazione; Il funzionamento degli Organismi di mediazione accreditati al Ministero di Giustizia (la conciliazione nella Pubblica Amministrazione, le camere di conciliazione presso le Istituzioni Pubbliche); dottor Giovanni Passaro (Economista e Formatore – esperto nellanalisi dei fabbisogni e percorsi formativi Mediatore Professionista): Titoli e competenze di accesso alla professione di mediatore professionista. Aggiornamento professionale del Mediatore Professionista; dottor Francesco Ferraro (Commissario ex Corecom Campania Cultore della materia Diritto dellEconomia Università Pegaso, mediatore professionista): La mediazione nel settore delle telecomunicazioni e L’imparzialità nella mediazione; dottor Daniele Passaro (Avvocato e Mediatore professionista): Il ruolo e la posizione dellavvocato nella mediazione civile e commerciale. Al termine del convegno previsto spazio per le domande e dibattito. Segue rinfresco e consegna attestati di partecipazione. Iniziativa organizzata dallIstituto Pareto in collaborazione con Arbiter Alternative Dispute Resolution
Archivio per la categoria ‘Economia’
Economy – Finance – Business – Technology
La mediazione civile e commerciale, una opportunità per tutti
Pubblicato da fidest su lunedì, 28 maggio 2012
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La Germania premia la tecnologia made in Napoli
Pubblicato da fidest su lunedì, 28 maggio 2012

In occasione della visita del neo presidente Josè Drummond, lo stabilimento Whirlpool di Napoli si fregia del riconoscimento che l’istituto tedesco assegna valutando sicurezza, durata e robustezza degli elettrodomestici. Drummond:«Una prova ulteriore della bontà del nostro sistema produttivo» Lavatrici con standard qualitativi da tecnologia tedesca, ma made in Napoli, più precisamente nella fabbrica Whirlpool di via Argine. È in questo stabilimento, infatti, che sono prodotte le prime lavatrici (modello Ecostyle per il marchio Bauknecht e Carisma per il marchio Whirlpool) ad aver ottenuto la prestigiosa certificazione di qualità TUV (www.tuv.com). Il riconoscimento da poco arrivato dalla Germania coincide con la prima visita, oggi 25 maggio, nello stabilimento campano del neo presidente Whirlpool EMEA, il brasiliano Josè Drummond, che dichiara: «La certificazione TUV è una prova ulteriore dell’attenzione che il personale dello stabilimento di Napoli riserva al fattore qualità, pienamente convinto e capace di applicare con successo i principi del Whirlpool Production System (WPS) ai processi lavorativi. Un riconoscimento di questo tipo costituisce il miglior esempio di come il WPS impatti sui valori aziendali influenzando in maniera determinante la scelte per gli acquisti dei consumatori». Il programma di Drummond a Napoli prevede la visita degli impianti e l’incontro con i dipendenti
La TUV è un’organizzazione di soggetti indipendenti e specializzati nell’analisi sicurezza, durata, e robustezza dei prodotti più diversi. Tutte le auto tedesche, ad esempio, sono certificate TUV, marchio che rappresenta una garanzia per il consumatore. Il protocollo della certificazione TUV per le lavatrici a carica frontale prevede test molto selettivi. La fabbrica di Napoli è stata interessata dall’audit dei tecnici TUV e nove lavatrici sono state sottoposte ai test nel laboratorio TUV in Renania, dove hanno funzionato per sei mesi e per oltre 2mila 500 cicli seguiti dall’organizzazione Global Product Development di Whirlpool. Anche elementi come sportelli, cassetti e bottoni sono stati sottoposti agli stress test più impegnativi. Un elettrodomestico certificato TUV è garantito per oltre 10 anni per durata, qualità, affidabilità e robustezza.(2096)
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Profilo del Gruppo Chiesi
Pubblicato da fidest su domenica, 27 maggio 2012
Fondato nel 1935 a Parma, il Gruppo Chiesi ha realizzato nel 2011 il fatturato di 1.057 milioni di euro e investimenti in R&S superiori ai 169 milioni di euro (16% sul fatturato), un livello che l’azienda intende mantenere per i prossimi anni. Il Centro Ricerche di Parma e i siti di Parigi, Rockville (USA) e Chippenham (UK) collaborano ai programmi di ricerca preclinica, clinica e registrativa. Il Gruppo, principalmente attivo nelle patologie respiratorie, nella neonatologia e nelle malattie rare, conta 24 consociate ed è presente in oltre 60 Paesi con i suoi farmaci, prodotti presso gli stabilimenti di Parma, Blois (Francia) e Santana de Parnaìba (Brasile). L’organico supera le 3.800 persone, di cui circa 330 ricercatori.
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Ridurre gli sprechi e rilanciare l’economia
Pubblicato da fidest su sabato, 26 maggio 2012
Bruxelles, Parlamento europeo.Ottimizzare l’uso efficiente e il recupero delle risorse naturali renderà l’economia dell’UE più competitiva e rispettosa dell’ambiente, secondo una risoluzione che sarà
messa ai voti giovedì. I deputati richiederanno norme più severe in materia di gestione dei rifiuti e l’abolizione delle sovvenzioni dannose per l’ambiente. Mentre i leader europei si riuniranno mercoledì per discutere di crescita, i deputati affermeranno che si sta sprecando un grande potenziale economico. In risposta al rincaro dei prezzi dei beni di consumo, i deputati proporranno d’introdurre, gradualmente, un divieto generale dello smaltimento dei rifiuti nelle discariche e abolire l’incenerimento dei rifiuti riciclabili
entro il 2020. Inoltre, l’UE dovrebbe orientare i suoi finanziamenti a favore delle attività di
riciclaggio.
Nel progetto di risoluzione, i deputati sostengono il passaggio dalle tasse sul lavoro a una
tassazione ambientale e ritengono che le sovvenzioni che danneggiano l’ambiente o incentivano l’uso inefficiente delle risorse rinnovabili dovrebbero essere gradualmente abolite entro il 2020. I deputati aggiungono che l’UE dovrebbe accordarsi sull’utilizzo d’indicatori comuni entro il 2013 per fare un passo in avanti verso un impiego più efficiente delle risorse.
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Broward County Home Prices Continue to Rise
Pubblicato da fidest su sabato, 26 maggio 2012
Miami, FL In April, the median sales price of single-family homes in Broward County was $205,000, up 17 percent compared to April 2011 and 14 percent compared to the previous month, according to the 25,000-member MIAMI Association of REALTORS and the local Multiple Listing Service (MLS) systems. The median sales price for condominiums increased 17.4 percent to $84,300 compared to a year prior and 14.3 percent compared to the previous month. Broward County condominium prices have increased 15 out of the last 16 months.
The median sales prices for non-distressed properties sold in April in Broward were $264,000 for single-family homes and $99,750 for condominiums.The average sales price for total single-family homes increased 12 percent, from $256,979 to $287,302. The average sales prices for condominiums rose 10 percent, from $120,689 in April 2011 to $137,173 last month. The average sales prices for non-distressed properties sold in April in Broward were $374,670 for single-family homes and $166,854 for condominiums.
Statewide median sales prices in April increased 10.2 percent to $$144,350 for condominiums and 16.1 percent to $108,000 for single-family homes, according to data from Florida Realtors Industry Data and Analysis department and vendor partner 10K Research and Marketing. The national median existing-home price for all housing types was $177,400 in April, a 10.1 percent increase from April 2011.
The inventory of residential listings in Broward County over the last year has decreased 30 percent from 15,781 to 11,086. Compared to the previous month, the total inventory of homes
dropped four percent. Total housing inventory nationally rose 9.5 percent at the end of April but was 20.6 percent below a year ago.
In April, 38 percent of all closed residential sales in Broward County were distressed, including REOs (bank-owned properties) and short sales, compared to 50 percent in April 2011 and 41 percent the previous month.
The MIAMI Association of REALTORS was chartered by the National Association of Realtors in 1920 and is celebrating its 90th year of service to Realtors, the buying and selling public, and the communities in South Florida. Comprised of four organizations, the Residential Association, the Realtors Commercial Alliance, the Broward County Board of Governors, and the International Council, it represents more than 25,000 real estate professionals in all aspects of real estate sales, marketing, and brokerage. It is the largest local association in the National Association of Realtors, and has partnerships with more than 100 international organizations worldwide. MIAMI’s official website is www.miamire.com.
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Mercato immobiliare del territorio in provincia di Varese
Pubblicato da fidest su sabato, 26 maggio 2012
Crollano le case di piccole dimensioni. Resistono invece le abitazioni medio-grandi. Non solo: a fronte di zone che risentono più della crisi, emergono nuove aree dove le compravendite sono in crescita. Questo il quadro che emerge dai dati dell’Agenzia del Territorio sulla provincia di Varese. Possiamo parlare di una fotografia a “due facce” per il mercato immobiliare? «Il dato di partenza resta di una forte crisi, anche se possiamo osservare delle nicchie dove il mercato sostanzialmente sembra tenere», risponde Carmelo Candore, notaio con studio ad Arcisate, tra i maggiori della provincia varesina.
«Il 2011 è stato un anno in cui le vendite immobiliari sono calate notevolmente. I dati parlano di una diminuzione del 6,15 per cento, passando dalle 10.703 abitazioni vendute nel 2010 alle 10.042 dell’anno scorso. In particolare, sui 141 Comuni della provincia risulta che quasi uno su due (52%) ha subito un calo delle compravendite, mentre meno di un terzo (31%) ha avuto un incremento». Possiamo parlare quindi di una fase di calo non generalizzata? «Contrariamente a quanto si possa ipotizzare in un periodo di crisi, la fascia di abitazioni medio-grandi ha subito una contrazione inferiore rispetto al taglio piccolo. Per i monolocali, le contrattazioni sono diminuite di quasi l’8 per cento, mentre per i bilocali il calo è del 12 per cento. Le abitazioni composte da tre, quattro o cinque locali hanno avuto un decremento minimo, intorno all’1 per cento, rimanendo sostanzialmente stabili», prosegue il notaio. Le motivazioni di un andamento così differente potrebbero essere molte: da una crisi che ha colpito e colpisce prevalentemente i redditi medio bassi, ma anche ad una crisi che costringe ad abbassare i prezzi in particolare sulle case più grandi. «Resta un fatto: a Varese c’è una grande attenzione e un forte attaccamento al bene-casa. Basta pensare che, secondo le ultime statistiche, quasi il 90 per cento delle famiglie è proprietario della propria abitazione», commenta il notaio.
La zona che ha risentito maggiormente del calo è quella del basso Varesotto. Andando a vedere il numero delle transazioni di compravendita infatti emerge un calo forte sui principali centri urbani. Continua Candore: «Significativa è il dato di una città come Saronno che è passata dalle 441 unità vendute nel 2010 alle 338 del 2011 con un decremento del 23 per cento, oppure di Caronno Pertusella che è passata dalle 424 alle 302 con una diminuzione complessiva 29 per cento». Sembrano tenere meglio, anche se il segno resta negativo, città come Busto Arsizio (-10%) e Gallarate (-13%). Per trovare dei segni positivi occorre spostarsi verso Varese. «Qui, sempre stando ai dati dell’Agenzia del Territorio siamo passati dalle 844 abitazioni vendute nel 2010 alle 890 del 2011, con un incremento del 5 per cento», continua il notaio. «Un vero e proprio “asse d’oro” sembra essere la tratta che passa per Varese, Malnate (+28%), Tradate (+36%) e Fagnano Olona (+15%). In generale le zone vicine alla Svizzera, data la forte presenza di frontalieri, riescono a contenere meglio la dilagante crisi economica, riuscendo in alcuni casi a raggiungere risultati positivi, con le dovute eccezioni come Luino che in un anno ha perso circa l’11 per cento delle vendite». Il 2012 sta dando segnali di ripresa? «Difficile per il momento avere un quadro certo – risponde Candore – Nei primi quattro mesi dell’anno continua il trend negativo; anzi nel complesso, non intravvedendo alcuna ripresa sostanziale, la crisi del mercato della casa sembrerebbe ancora più marcata».
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Banche: stop speculazioni sulle carte di credito
Pubblicato da fidest su sabato, 26 maggio 2012
“La sentenza del Tribunale europeo sulle carte di credito segna un importante passo avanti nella strada per incentivare l’uso della moneta elettronica”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), esprimendo soddisfazione per la decisione dei giudici di Lussemburgo di vietare le commissioni interbancarie multilaterali applicate dalla MasterCard. “Come già aveva dichiarato la Commissione europea nel 2007 -ricorda Dona- queste commesse limitavano la concorrenza e facevano lievitare i costi sostenuti dai commercianti che accettavano il pagamento con carta di credito. Oggi -prosegue l’avvocato Dona- la decisione dei giudici europei equipara la moneta elettronica al denaro contante garantendo il ‘principio dell’indifferenza del commerciante’ per cui il negoziante non avrà più alcun svantaggio ad essere pagato con carta di credito piuttosto che in contanti. A tutto beneficio dei consumatori !” “Ci auguriamo -conclude Massimiliano Dona- che la sentenza avrà le giuste ripercussioni anche su altri procedimenti relativi alle commissioni nazionali in corso negli Stati membri”.
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Bilancio Consorzio Agrario di Bologna
Pubblicato da fidest su sabato, 26 maggio 2012
Bologna. Il Consorzio Agrario di Bologna e Modena (CAIP) chiude in attivo la gestione corrente anche nel 2011, per il quarto anno consecutivo. L’utile di esercizio balza a 10,6 milioni di euro ed il margine operativo, al netto delle operazioni straordinarie, ammonta a 2,3 milioni. “Questo risultato, conseguito nel corso di una crisi economica, forse la peggiore del dopoguerra – commenta il presidente Gabriele Cristofori – dimostra che l’azienda ha consolidato in questi anni il suo equilibrio e riesce a superare anche dinamiche di mercato negative in situazioni economico finanziarie sfavorevoli”. “Anche il livello di indebitamento netto – aggiunge il direttore generale Angelo Barbieri, che da oltre un anno ricopre analogo incarico al CAP di Reggio Emilia – di 44 milioni su un consolidato di 366 è da considerarsi fisiologico, come confermato anche dalla società di revisione”.
Ricavi della capogruppo Caip: 181,1 milioni di euro (159,8 nel 2010) +13,3%
Valore della produzione aggregata: 366,6 milioni (362,1 nel 2010) +1,2%
I ricavi della capogruppo CAIP sono cresciuti di oltre 21 milioni grazie soprattutto all’aumento dei listini nel comparto dei cereali e proteici (valore 55 milioni), alla conferma dei brillanti risultati nel settore macchine (valore 26 milioni circa), alle positive dinamiche delle agroforniture (valore totale circa 87 milioni) in particolare concimi e sementi. In questo contesto il CAIP Bologna-Modena si conferma al primo posto in regione per giro d’affari ed al secondo posto nel sistema nazionale dei Consorzi Agrari, e leader di mercato nelle due province nei mezzi tecnici, nelle macchine e nello stoccaggio cereali con quote del 50% in provincia di Bologna e del 30% in quella di Modena”. Fra i dati salienti del bilancio la performance nei cereali e proteici dove Caip ha ritirato quasi 2,5 milioni di quintali contro i 2,3 del 2010 con incrementi del 15,4% per il grano tenero, del 17,7% per mais e sorgo.
Quanto alle società controllate e collegate, l’incremento di oltre 4 milioni del fatturato aggregato del Gruppo Caip (oltre 366 milioni) si collega all’aumento dei prezzi delle materie prime, in particolare carburanti e cereali. In forte aumento il risultato di Eurocap Petroli (87 milioni) e di SIS-Società Italiana Sementi (33,8 milioni).
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In Sanità occorre rivedere i tagli, oltre che la spesa
Pubblicato da fidest su sabato, 26 maggio 2012
“Sarebbe molto pericoloso sottovalutare i segnali di allarme per il sottofinanziamento che vengono dalle Regioni impegnate nei piani di rientro, in particolare quelle che sono riuscite ad adottare modelli efficaci, capaci di coniugare l’equilibrio dei conti e il mantenimento di un elevato livello di assistenza”. Questo il bilancio che Francesco Colantuoni, vicepresidente di AssoGenerici con delega alle politiche regionali, trae dagli incontri avuti con le amministrazioni locali nelle ultime settimane. “Abbiamo avuto modo di riscontrare che nelle Regioni che hanno realmente imboccato la strada del rientro, grazie anche e soprattutto alla promozione del ricorso al farmaco equivalente e al biosimilare, ancora si risentono i pesanti effetti dei tagli ai finanziamenti attuati a più riprese dal precedente Governo, che rischiano di vanificare l’opera di risanamento”. Per AssoGenerici si sta verificando una convergenza di fattori che può compromettere quanto di positivo si è ottenuto finora. “Malgrado l’esperienza concreta dimostri gli effetti positivi di equivalenti e biosimilari sulle dinamiche di spesa, il Decreto liberalizzazioni ha di fatto interrotto la tendenza positiva dei mesi precedenti, tanto che si registra un arretramento del 5% del settore. Inoltre, anche misure pur necessarie per dare respiro all’economia italiana, come la certificazione dei debiti delle ASL, può sbilanciare ulteriormente le Regioni vincolate al piano di rientro” spiega Colantuoni. “E’ evidente che è mancato il raccordo dei diversi provvedimenti ed è mancata una correzione degli errori fatti in precedenza – i cosiddetti tagli lineari – e, infine, è evidente che il decreto sulle liberalizzazioni è stato quantomeno ambiguo, se anche il Ministro della Salute sente la necessità di ribadire che l’orientamento del Governo è quello di promuovere il ricorso a equivalenti e biosimilari. Accanto alla necessaria spending review è ormai evidente che in sanità occorre anche una revisione dei tagli, se non si vuole che il welfare italiano imploda”.
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Confindustria: manca attenzione per i consumatori
Pubblicato da fidest su venerdì, 25 maggio 2012
“Chi si aspettava un cambio di marcia rispetto alla Presidenza di Emma Marcegaglia non può che essere rimasto deluso”. E’ questa l’opinione di Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), rispetto alla presentazione dell’ agenda per il confronto con il Governo del neo Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che ha trascurato ogni serio riferimento ai consumatori.
“E’ sorprendente -dichiara Dona- che Confindustria continui ad operare come un normalissimo lobbysta senza preoccuparsi di aprire la propria politica ad una maggiore attenzione dei diritti dei consumatori: finché gli industriali non comprenderanno che la crescita deve necessariamente fare leva su una maggiore correttezza e trasparenza del mercato -conclude Dona- le nostre aziende perderanno competitività tanto sul mercato internazionale quanto su quello europeo”.
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Antitrust e pratiche commerciali scorrette
Pubblicato da fidest su venerdì, 25 maggio 2012
Siamo fortemente preoccupati per le recenti decisioni adottate dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato in materia di tutela del consumatore. Infatti, il principio in base al quale l’esistenza di una normativa settoriale sottrae la competenza all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato rischia di privare i consumatori italiani di una reale ed efficace tutela nei confronti delle scorrettezze e degli abusi messi in campo dalle aziende.Per questo è partita questa mattina una lettera destinata alle maggiori Istituzioni ed al Ministro dello Sviluppo Economico, nella quale Adiconsum, Adoc, Adusbef, Cittadinanzattiva, Federconsumatori e Movimento Consumatori chiedono che la competenza relativa all’applicazione della normativa del Codice del Consumo, e in particolare relativamente alle pratiche commerciali scorrette, torni di competenza dell’Antitrust su tutti i settori, anche quelli in cui vi sia un’autorità specifica.Il sistema in atto finora ha infatti portato ad esperienze e risultati positivi: dal 2008 al 2011 l’Autorità ha concluso oltre 1000 procedimenti istruttori, emanando sanzioni nell’80% dei casi, per un ammontare di circa 100.000.000 Euro.Una funzione importantissima quella svolta dall’Antitrust, che non può e non deve venir meno in nessun settore, a maggior ragione in un momento di crisi economica come quello che il Paese sta attraversando, in cui si rischierebbe di lasciare i consumatori in balia dei comportamenti speculativi delle aziende intente solo a salvaguardare i propri bilanci. Un rischio che i cittadini e l’intero Pese non possono permettersi, perché vorrebbe dire alimentare ulteriormente la sfiducia nel mercato, che già è ai minimi storici, con grave danno all’intera economia.
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Salisburgo apre le porte ai vini dei Colli Orientali del Friuli
Pubblicato da fidest su venerdì, 25 maggio 2012
Al rientro dal Wine Tasting organizzato dal Consorzio “Friuli Colli Orientali e Ramandolo” a Salisburgo, le valutazioni degli operatori sono assai positive. L’evento, supportato dalla collaborazione della Camera di Commercio Italo-Tedesca di Monaco di Baviera, ha attirato oltre 200 invitati nelle sale della Kavernen 1595: un suggestivo locale letteralmente scavato nella montagna Mönchsberg, a ridosso del centro storico cittadino. Venticinque le aziende dei Colli Orientali, presenti con 125 etichette in rappresentanza di tutta la produzione di vini autoctoni, internazionali e spumanti della collina friulana.
«La soddisfacente presenza numerica e professionale di operatori del settore enogastronomico e turistico, conferma l’interesse del mercato austriaco per i nostri prodotti e per la nostra Regione», ha commentato il presidente del Consorzio, Pierluigi Comelli. Durante le degustazioni guidate, Annemarie Foidl, presidente dell’Associazione Sommelier Austriaca, ha presentato con competenza e creatività la terra dei Colli Orientali, i vitigni e i relativi vini. La prima sessione è stata dedicata a due vini bianchi: quattro i Friulano e altrettanti Sauvignon, abbinati a due prodotti Dop d’eccellenza del Fvg: il formaggio Montasio e il prosciutto di San Daniele. La seconda ha avuto come protagonisti i vini rossi autoctoni e caratteristici della produzione regionale: due Pignolo, tre Schioppettino e tre Refosco dal peduncolo rosso. Entrambe seguite con interesse e stupore, le degustazioni sono state una rivelazione per molti dei presenti soprattutto per quanto riguarda i vini rossi, meno conosciuti dei bianchi, ma con manifestazioni di forti potenzialità.
Il personale dell’Agenzia nazionale per il turismo ha completato la presentazione del Fvg, dal punto di vista più specificatamente turistico, presentando depliantistica e favorendo l’interesse dei viaggiatori alla conoscenza del Fvg compresi i locali caratteristici dei Colli Orientali, al soggiorno negli agriturismi e alla visita alla storica città di Cividale.(degustazione)
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Debiti pubblica amministrazione
Pubblicato da fidest su venerdì, 25 maggio 2012
L’Associazione Sviluppo Lavoro accoglie con grande favore la notizia dell’approvazione del decreto che sbloccherà una prima tranche dei debiti della Pubblica Amministrazione nei confronti delle imprese. Si parla di circa 20-30 miliardi di euro di arretrati da erogare entro la fine del 2012, oltre all’intendimento di rispettare i tempi massimi dettati dall’UE a partire dall’anno prossimo.
Il Presidente di Sviluppo Lavoro Gabriele Manconi, che da tempo aveva fatto presente la necessità di provvedimenti del genere, ha commentato con entusiasmo la notizia: “È un raggio di sole in mezzo alla tempesta, un segnale di speranza che arriva nel periodo più difficile della storia recente del nostro Paese”.
La soddisfazione di Manconi riguarda anche il coinvolgimento delle banche attraverso l’impegno assunto dall’ABI di mettere a disposizione 20 miliardi di euro per far ripartire l’economia: “Finalmente è arrivato un segnale di apertura da parte delle banche, senza il cui supporto non è neppure pensabile una ripresa”.
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Turbine a gas per Israele
Pubblicato da fidest su venerdì, 25 maggio 2012
Ashkelon, Israele e Houston, USA (NYSE: GE) ha annunciato la spedizione di dodici turbine a gas di derivazione aeronautica, modello LM-6000PC Sprint™, alla centrale elettrica Dorad Energy di Ashkelon, in Israele, per soddisfare parte del contratto da 200 milioni di dollari con Wood Group GTS. L’impianto svolgerà un ruolo determinante nell’innalzare i livelli di affidabilità del sistema elettrico nazionale israeliano, rappresentando uno dei primi e il più grande impianto energetico indipendente presente sul territorio da quando, alcuni anni fa, il mercato elettrico è stato deregolamentato.GE prevede l’avvio delle operazioni commerciali per la seconda metà del 2013. I generatori delle turbine a gas sono prodotti presso l’impianto di Veresegyház, vicino a Budapest, in Ungheria, attivo dal 2000 e base della produzione di componenti di turbine GE nella regione dell’Europa centrale.
Il sistema elettrico di Israele è caratterizzato da minimi margini di riserva o di capacità aggiuntiva per fare fronte ai periodi di picco; questo significa che in presenza di un forte aumento della richiesta vi è il rischio di interruzioni nella fornitura. Le turbine a gas aeroderivate LM6000-PC Sprint di GE sono delle unità a elevata potenza altamente efficienti la cui configurazione permetterà di attivarne e disattivarne intere sezioni in maniera molto rapida senza introdurre perdite in termini di efficienza energetica. Questo garantirà i massimi livelli di flessibilità ed efficienza dell’impianto in qualsiasi modalità operativa. La centrale utilizza un design a ciclo combinato: il calore generato dalle turbine a gas viene riutilizzato per produrre vapore e alimentare due generatori basati su turbina a vapore, a vantaggio di un ulteriore incremento dei livelli complessivi di output con percentuali di efficienza più elevate.
GE ha firmato l’accordo con Wood Group GTS, l’impresa EPC (engineering, procurement and construction) che si occupa della costruzione della centrale per conto di Dorad Energy. Divisione di John Wood Group PLC, Wood Group GTS fornirà inoltre i generatori con turbine a vapore e le relative attrezzature di supporto.Gli utenti finali di vari settori e la Israel Electric Corporation (IEC) acquisteranno l’energia prodotta dall’impianto, mentre la rete IEC si occuperà della trasmissione e distribuzione della stessa. Data la sua importanza, l’impianto potrà utilizzare due combustibili diversi, principalmente gas naturale ma anche distillati petroliferi se necessario.Molti clienti hanno scelto GE per supportare l’infrastruttura energetica di Israele. Negli ultimi sei mesi GE ha ricevuto, ad esempio, commesse per la fornitura di altre quattro unità LM6000 da destinare a diversi progetti di centrali elettriche situate a Ramle, Ashdod e Ramat Negev: con queste installazioni la base complessiva di potenza installata di turbine LM6000 in Israele arriverà alle 17 unità.In un mondo in continuo cambiamento e con esigenze energetiche diverse, il portafoglio di innovative soluzioni per l’energia distribuita di GE, che vanno da 100 chilowatt a 100 megawatt, offre alle aziende e alle comunità di tutto il mondo la capacità di generare energia affidabile ed efficiente utilizzando un’ampia varietà di combustibili ovunque, sia on-the-grid sia off-the grid. Le soluzioni per l’energia distribuita di GE offrono a clienti di tutti i tipi – dalle industrie alle comunità in via di sviluppo, fino ai funzionari governativi che gestiscono catastrofi e altre situazioni di emergenza – la capacità di generare energia affidabile e sostenibile quando e dove serve. L’offerta per l’energia distribuita di GE comprende turbine a gas di derivazione aeronautica, motori a gas Jenbacher e Waukesha e soluzioni per il recupero del calore di scarto.
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Imprese: intesa Italia-Brasile
Pubblicato da fidest su giovedì, 24 maggio 2012
San Paolo (Brasile), 22 maggio 2012 – E´stato firmato oggi a San Paolo, nell´ambito della Missione di Sistema Governo, Regioni e Sistema Camerale, un Memorandum d´intesa tra Italia e Brasile per aprire nuove importanti opportunita´ alle imprese nel settore della nautica. Il documento e´ stato siglato dal Ministero dello Sviluppo Economico, l’Unione Nazionale dei Cantieri e delle Industrie Nautiche e Affini (Ucina), il Ministero dello Sviluppo, Industria e Commercio Estero della Repubblica Federativa del Brasile e l’Associazione brasiliana dei Costruttori di Barche e suoi Componenti (Acobar).
L´accordo mira a favorire la cooperazione bilaterale in un comparto economico ad alto potenziale in Brasile e con ampio sviluppo in Italia, attraverso la costituzione di un partenariato finalizzato a promuovere: la realizzazione di uno o più Poli della Nautica da Diporto in Brasile; l’aumento del contenuto locale nell’industrializzazione dei prodotti; la collaborazione tra imprese della filiera dei fornitori, in modo di dare sostegno a tutta la filiera; l’accesso delle imprese della nautica di origine italiana, installate in Brasile, agli strumenti che possano facilitare lo sviluppo delle loro attività produttive; lo scambio di informazioni e conoscenze tecnologiche tra Italia e Brasile e la formazione di risorse umane in Brasile nel settore della nautica. A questo scopo l´accordo prevede l´istituzione di un Gruppo permanente di Lavoro, la promozione di incontri tra operatori economici italiani e brasiliani e di missioni commerciali in Italia e Brasile dirette a informare le imprese sulle opportunità di mercato esistenti per il settore.
Il Memorandum e´ stato siglato in occasione del Forum economico Italia-Brasile, svoltosi nella sede del Fiesp – Federazione delle Industrie dello Stato di San Paolo. Nell´ambito del Forum e´emerso il quadro di una collaborazione gia´ importante tra Italia e Brasile (705 le filiali di aziende italiane presenti nel Paese Sudamericano) a cui questa Missione dara´ nuovo impulso: 4000 le richieste di incontri business to business da parte di oltre 600 aziende brasiliane in occasione di questa Missione. L´export italiano, che ha fatto registrare un + 24% nell´ultimo anno, proviene per il 54% da pmi (che rappresentano il 98,9% delle imprese italiane esportatrici). Di particolare interesse per le imprese italiane gli imponenti progetti infrastrutturali del Brasile e il programma da 150 miliardi di dollari per l´accelerazione della crescita, oltre a piani di sviluppo nei settori trasporti, turismo e aerospazio.
Sono stati inoltre siglati altri quattro accordi: un Protocollo d´Intesa tra l´Associazione dei porti della Regione Liguria e il porto di Santos per intensificare la cooperazione nei settori porti, trasporto marittimo e logistica; un Memorandum d´Intesa tra l´Autorita´ portuale di Venezia e l´Autorita´ portuale di Santos, che sancisce una collaborazione istituzionale stabile e a lungo termine, con particolare riferimento ad attivita di educazione e formazione, ambiente, settore crocieristico, Port Community System (piattaforme informatiche), innovazione (piattaforma offshore) ed intensificazione dei flussi; un Memorandum d´Intesa tra la Regione Marche e il Sebrae – Agenzia brasiliana di sostegno alle piccole e medie imprese per rinnovare ed estendere a tutte le Regioni italiane il modello di cooperazione sviluppato con successo in Brasile (Stati del Para´e Amazonas) nel settore del mobile, consentendo la nascita di un distretto del legno nel Paese carioca che coinvolge 600 imprese brasiliane e 50 italiane; una Manifestazione di intenzioni tra Regione Marche e la Fiesp per il proseguimento della collaborazione istituzionale ed economica promuovendo incontri tra imprese dei reciproci sistemi imprenditoriali e per la ricerca di nuovi canali economici, strategie e progetti di collaborazione.
Nella giornata di oggi prendono il via gli incontri business to business tra aziende italiane e aziende brasiliane, per un totale di circa 1600 incontri programmati.
La Missione Governo, Regioni, Sistema Camerale in Brasile e´ promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero degli Affari esteri, in collaborazione con le Regioni, con il supporto dell´Ice -Agenzia per la Promozione all´estero e l´internazionalizzazione delle imprese italiane e la partecipazione del Sistema Camerale. Al Forum economico Italia-Brasile sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni e delle realta´ economiche di alto profilo: Marta Dassu´, sottosegretario del Ministero degli Affari Esteri; Gherardo La Francesca, ambasciatore d´talia in Brasile; Gian Mario Spacca, presidente della Regione Marche, coordinatore delle Attivita produttive e Internazionalizzazione delle Regioni Italiane nell´ambito della Conferenza Stato-Regioni e responsabile attuativo della Missione; Pietro Celi, direttore generale del Ministero dello Sviluppo economico; Riccardo Maria Monti, presidente Ice-Agenzia per la Promozione all´estero e l´internazionalizzazione delle imprese italiane, e Giancarlo Lanna, presidente Simest – societa italiana per le imprese all´estero. Per la parte brasiliana sono intervenuti Andre´ Puccinelli, governatore dello Stato di Mato Grosso do Sul; Dorothea Werneck, segretaria dello sviluppo economico dello Stato di Minas Gerais; Paulo Skaff, presidente Fiesp – Federazione delle Industrie dello Stato di San Paolo; Thomas Zanotto, direttore del Dipartimento Relazioni internazionali e Commercio estero della Fiesp; Luiz Eduardo Pereira Barretto Filho, presidente Sebrae – Agenzia brasiliana di sostegno alle piccole e medie imprese e Milton Luiz de Mello Santoz, presidente Nossa Caixa Desenvolvimento – agenzia di sviluppo dello Stato di San Paolo.
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