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Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

Archivio per la categoria ‘Lettere al direttore’

Letters to the publisher

L’omosessualità e le bistecchine di maiale nelle Sacre Scritture

Pubblicato da fidest su domenica, 6 maggio 2012

Chiave Biblica

Chiave Biblica (Photo credit: illuminato)

Lettera al direttore. Al seminario dell’apertura degli scout cattolici dell’Agesci, padre Francesco Compagnoni ha dichiarato: “Le relazioni tra persone omosessuali, secondo la Sacra Scrittura, sono gravi depravazioni. Per questo, le persone omosessuali sono chiamate alla castità”. Il ragionamento del perspicace sacerdote non fa una piega. E’ scritto nella Sacra Scrittura (per essere precisi, nell’Antico Testamento e in san Paolo ma non nel Vangelo), e quindi così è. Il prete ha ragione. Infatti, il Levitico recita:”Con un uomo non giacerai come si giace con una donna: è un abominio!” (18, 22). Più avanti, invece, ordina: “Se un uomo è giaciuto con una donna durante le sue regole, e ne ha scoperto la nudità, ha messo a nudo la fonte del suo sangue ed essa ha scoperto la fonte del suo sangue: siano eliminati ambedue in mezzo al loro popolo” (Lv 20,18). Quindi tutti gli uomini che si uniscono ad una donna che ha le mestruazioni, peccano. E’ scritto nella Sacra Scrittura e quindi così è. E peccano anche tutte le persone (abominevoli!) che mangiano bistecchine di maiale (cf Levitico 11, 7). E’ scritto nella Sacra Scrittura e quindi così è. Il ragionamento non fa una piega. E se le dicessi, gentile padre Compagnoni, che in realtà riprovevole è tutto ciò che reca danno al prossimo, tutto ciò che è contrario al comandamento fondamentale di Gesù, e quindi che gli atti d’omosessualità sono leciti giacché non vanno contro il comandamento dell’amore? Farebbe una piega il ragionamento? (renato Pierri)

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Il discorso del Presidente Napolitano

Pubblicato da fidest su martedì, 3 gennaio 2012

Lettera al direttore. “Molti, moltissimi hanno approvato il discorso del Presidente della Repubblica: “L’Italia può e deve farcela…. I sacrifici sono inevitabili, per tutti, e non saranno inutili. Gli italiani devono accettarli per assicurare un futuro ai propri figli…”. A me ha fatto rabbia e tristezza ad un tempo. Non si offenda Giorgio Napolitano, ma io in queste parole non posso non vedere dell’ipocrisia, ovviamente inconsapevole (potrebbe essere altrimenti, considerata la moralità della persona?). Inconsapevole, innocentissima ipocrisia. Sacrifici per tutti? O forse non capisco? Sarebbe così gentile il nostro amato Presidente da spiegarci in concreto in che cosa consisteranno i sacrifici dei ricconi del nostro bel Paese? Un giorno di vacanza in meno? Una barca leggermente meno grande? Una villa più modesta? Un gioiello in meno? Un appartamento un po’ meno lussuoso? Così potrò fare un confronto con i sacrifici di chi non riesce a pagare le bollette della luce e del gas prima della scadenza, oppure non riesce a pagarle neppure dopo la scadenza. A me viene in mente, sempre senza offesa, il noto “Armiamoci e partite!” del Guerrini. (Attilio Doni Genova) E nel merito Doni commenta: “Tranne OGGI.It e alcuni siti internet come Apocalisselaica, Fidest, Politicamentecorretto, nessun giornale (neppure Il Giornale!) ha avuto il coraggio di pubblicare. Evidentemente affermare che nelle parole di Giorgio Napolitano c’era della inconsapevole innocentissima ipocrisia, è un inconsapevole innocentissimo reato”. (n.r. non sono uno di quei italiani che pensa all’infallibilità degli uomini e delle donne che sono chiamati ad assumere eminenti ruoli nelle estituzioni. Abbiamo criticato l’attuale Papa e lo facciamo oggi con il presidente della Repubblica, pur rispettandone il ruolo. Lo facciamo convinti che non è questa la strada che ci porta ad una sana democrazia. Non si può benedire il sacrificio di coloro che hanno sempre dato, e ci sta bene, e dimenticare che vi sono altri che mai hanno dato e quel che è peggio continuano a non dare.)

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Lettera aperta al ministro della Difesa

Pubblicato da fidest su mercoledì, 7 dicembre 2011

Signor Ministro della Difesa Paolo Dipaola
Il giorno 02 agosto 2010 ho scritto una lettera aperta al presidente del CoCeR Interforze ma indirizzata anche al Capo di Stato Maggiore della Difesa ed al Comandante Generale dell’Arma nella quale, fra l’altro, segnalavo la mia perplessità in ordine “ai tempi di risposta, da parte del Comandante affiancato alle numerosissime delibere del CoCeR Carabinieri”. Una lettera ove chiedevo un autorevole intervento nella Sede Centrale Interforze ed in tutte le altre Sedi ritenute opportune nell’esclusivo interesse dell’Istituzione e dei Carabinieri di ogni ordine e grado affinchè la normativa potesse trovare una corretta applicazione ovvero che, in assenza di risposta, il CoCeR/CC sottoponesse le numerosissime problematiche deliberate alla S.V. per il tramite del Presidente del CoCeR Interforze. Risulta ancora oggi difficile pensare che le suddette delibere, in gran parte originate dalla “Base”, otterranno mai quella doverosa risposta e già mi torna in mente e si spiega meglio il perché dell’invito, da parte del Generale Luciano Gottardo (già Comandante Generale) quando ha invitato i Comandanti delle Unità di base ed intermedie, in un clima di reciproco rispetto delle delicate funzioni ricoperte; a confermare il loro impegno nel valorizzare, in ogni circostanza, le componenti della Rappresentanza Militare, favorendo il dialogo con i Consigli, rispettando i tempi di risposta alle delibere e superando eventuali difficoltà che possano rallentare il regolare funzionamento degli Organismi. Ho imparato, in questi anni, che il governo del personale dovrebbe essere preoccupazione di chi è al comando di unità e reparti anche ai minori livelli: esercizio questo di alta responsabilità da svolgere con equilibrio e serenità in primo luogo e sostanziato dall’esempio, non dimenticando mai che dietro ogni Carabiniere c’è prima di tutto un uomo.”
Anche queste ultime affermazioni, del tutto condivisibili del Generale Gianfrancesco Siazzu (già Comandante Generale) tradivano tuttavia una minore consapevolezza del fatto che “…..ormai, da parte di alcuni comandanti”, si è “persa quella capacità di percepire ed intuire situazioni di disagio….” Aspetto confermato, sempre il Generale Gianfrancesco Siazzu, quando è tornato sull’argomento nella Sua lettera datata 16/11/2006. Anche il Capo di Stato Maggiore della Difesa, nel corso di un precedente incontro (marzo 2005) con il CoCeR Interforze, ha percepito un certo stato di disagio dei delegati, dichiaratamente riferibile alla carenza di un giusto riconoscimento del ruolo della Rappresentanza e, in particolare, degli Organismi di base ed intermedi, da parte dei comandi a vari livelli.
Signor Ministro, In occasione della Sua prossima visita presso il Comando Generale dell’Arma, purtroppo, non credo vi sarà l’occasione di un incontro con il CoCeR Carabinieri che non è convocato in riunione. Possa quindi, questa articolata ma doverosa premessa, essere utile ad una riflessione anche sulla validità e sull’efficacia dello strumento “Rappresentanza Militare” affinchè le ragioni dei militari trovino finalmente quel favorevole consenso attraverso la mediazione ed una guida maggiormente “europeista” del Suo Ministero. Nei prossimi mesi si dovranno prendere decisioni anche in merito ai numerosi progetti sulla riforma della Rappresentanza dei militari. La proroga anche di questo mandato, imposta per due anni, aveva questo come principale scopo e responsabilità nei confronti dei cittadini in divisa. Dovranno quindi necessariamente essere considerate le forti aspettative di minori limitazioni a quei diritti fondamentali che sono garantiti dalla Costituzione. Aspettative che potranno essere soddisfatte solo grazie a valutazioni più aderenti all’evoluzione ed al nuovo contesto sociale. L’eventuale apertura ad una forma di rappresentanza di tipo sindacale o associativa, sono convinto, oltre al notevole risparmio di risorse economiche, rispecchierebbe quei principi di garanzia e di pluralismo già richiamati dalla Comunità Europea nel quadro di una maggiore integrazione.Diversamente, il disagio e la disapprovazione da parte di tutti i militari per una proroga del mandato del tutto ingiustificabile sarà alimentato proprio perché rimasta ingiustificata. Rispettosamente Delegato CoCeR CC Michele Fornicola

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Pensionati in rivolta

Pubblicato da fidest su martedì, 6 dicembre 2011

Il Forum dei Pensionati con sede a Roma in via di Porta San Lorenzo A/15 nella persona del suo segretario nazionale Michele De Cesare ha inviato una lettera aperta ai segretari dei maggiori partiti nazionali di questo tenore: “Il Forum dei pensionati riunitosi in data odierna ha analizzato i provvedimenti che il governo Monti ha ritenuto d’inserire nel Dl di stabilizzazione dei conti pubblici. Si tratta dell’ennesimo intervento correttivo che porta a 20 le manovre subite dagli italiani negli ultimi 12 anni per un ammontare complessivo di 600 miliardi di euro. Dalla manovra “natalizia” – prosegue la lettera – ci aspettavamo come promesso, soprattutto equità e non lacrime e sangue come invece, per l’ennesima volta, lavoratori e pensionati dovranno caricarsi sulle proprie spalle. Il blocco delle perequazioni delle pensioni per gli anni 2012 e 2013 , il ritorno dell’Ici sulla prima casa e il consistente aumento sulla seconda, la revisione degli estimi catastali, l’introduzione di ulteriori ticket sulla sanità, i riflessi derivanti dall’ennesimo aumento dell’iva, sono solo alcuni dei provvedimenti che colpiranno in modo definitivo il potere di acquisto degli assegni di altri due terzi dei pensionati, andando ad ingrossare il numero di chi già vive nella fascia di povertà assoluta. Il solo congelamento della scala mobile comporterà sacrifici ben superiori a quelli richiesti alle altre componenti sociali del Paese che, tradotto in cifre, ammontano ad un mancato aumento delle pensioni nell’ordine di 100 euro mensili. Anche il prof. Monti ritiene di far cassa intervenendo sulle pensioni di chi i sacrifici li fa da troppo tempo e che farà sentire la propria voce sino in fondo nel contrastare le scelte sbagliate. Per questi motivi non daremo tregua, non abdicheremo al nostro ruolo fino al varo della manovra nei due rami del Parlamento, ma soprattutto non ci faremo intenerire dalle lacrime del ministro Fornero.” (n.r. Ci pare opportuno aggiungere che il prof. Monti avrebbe potuto agevolmente evitare questo modo di fare cassa con tre semplici provvedimenti: recuperare i 13 miliardi di euro previsti per l’acquisto di caccia bombardieri, tenendo conto che non siamo un paese in guerra, di 2 miliardi di consulenze, di recupero di 3 miliardi di euro aumentando il contributo per il rientro dei capitali scudati. Sono 18 miliardi di cui non si ha traccia pur nei severi provvedimenti del Presidente del Consiglio. E’ davvero un “bel modo” per dare fiducia nelle istituzioni.al paese E queste cifre, sia chiaro, possono da subito fare cassa, forse più e meglio dei 100 euro sottratti ai pensionati in due anni dopo che le pensioni sono rimaste congelate per 5 anni.)

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Luca Marco Comellini, ha scritto al Ministro della difesa

Pubblicato da fidest su martedì, 22 novembre 2011

“Ill.mo Sig. Ministro Di Paola, nell’esprimerLe il più cordiale augurio di buon lavoro mi permetto di rappresentarLe la prepotente esigenza di vedere effettivamente riconosciuti ai militari quei diritti e quelle prerogative che la Costituzione e le leggi già gli affidano in quanto cittadini italiani. Sono numerose le iniziative e le interrogazioni parlamentari presentate alla Camera dei Deputati per contrastare le negazioni del diritto e dei diritti che da anni si verificano nei confronti del personale militare, come ad esempio le continue richieste di proroga del mandato dei Consigli della Rappresentanza militare che gli attuali membri dei Cocer hanno rivolto al suo predecessore, privando così gli stessi loro colleghi del diritto di poter liberamente esprimere con il voto i loro rappresentanti.
Le chiedo, fin da ora, di avviare le procedure per il rinnovo dei Consigli della Rappresentanza militare al fine di rimettere il potere di rappresentanza nelle mani di tutti i militari titolari di quel diritto di voto che per ben due volte gli è stato negato al solo scopo di assecondare le ingiustificabili pretese degli attuali membri del Cocer a vantaggio esclusivo dei loro soli interessi personali.A seguire, inoltre, Le rappresento sinteticamente le proposte e le richieste che ritengo essere necessarie per portare le Forze armate e le Forze di polizia verso l’Europa, attraverso una attenta razionalizzazione delle risorse umane ed economiche che consentirebbero, inoltre, di ottenere non trascurabili risparmi valutabili in più di 7 miliardi di euro/anno:
1) unificazione delle Forze di polizia – smilitarizzazione dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza per ridurre la duplicazione delle spese che necessariamente si hanno quando sul territorio operano contemporaneamente le Forze di polizia a ordinamento civile e quelle a ordinamento militare;
2) sospensione dei programmi di acquisizione JSF e rimodulazione della spesa destinata all’acquisizione di nuovi armamenti in rapporto alla sostenibilità dell’attuale modello Difesa;
3) estensione dei diritti sindacali al personale delle Forze armate al fine di una completa integrazione nell’ambito dell’Unione Europea che oggi vede l’Italia ultima sul fronte dei diritti e delle tutele dei cittadini militari;
4) promozione in sede europea di una iniziativa per la creazione di un Esercito comune europeo con funzioni e organizzazione subordinate ai principi dell’Unione, secondo una logica di maggiore razionalizzazione delle risorse singole e collettive.
Nella convinzione che quanto precede riceverà da parte Sua la dovuta considerazione, resto a Sua disposizione per eventuali chiarimenti in merito. Cordiali saluti.” (Luca Marco comellini Segretario del Partito per la tutela dei diritti di militari e Forze di polizia)

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American troops in Iraq will be home

Pubblicato da fidest su domenica, 23 ottobre 2011

Official presidential portrait of Barack Obama...

Image via Wikipedia

Letter to editor. I’m James Kvaal, the new policy director for President Obama’s 2012 campaign. You’ll be hearing from me occasionally about the President’s policies and those of our opponents, and how we can all help bring about change for our country. Yesterday, we accomplished one major change when President Obama announced that all American troops in Iraq will be home before the holidays. With that action, the Iraq war will end. And one of the President’s central promises will have been kept. Both as Americans and as supporters of President Obama, this is something for us to reflect on, and be proud of.
Watch the video of the President’s announcement — then please pass this on:The war in Iraq was a divisive, defining issue in our country for nearly nine years, and was the catalyst for many Americans to get involved in politics for the first time. Now, thanks to the actions of this President, we can say that conflict is coming to a close. The end of this war reflects a larger transition in our foreign policy as, in the President’s words, “the tide of war is receding.” The drawdown in Iraq has allowed us to refocus on the fight against al Qaeda, even as we begin to bring troops home from Afghanistan. And of course, this week also marked the definitive end of the Qaddafi regime in Libya. These outcomes are an example of what happens when a leader sets a plan and sees it through. In the last campaign, the President committed to getting American troops home while leaving behind a stable and secure Iraq. You rallied around that vision, and now that promise has been fulfilled. On behalf of this campaign and supporters of the President across the country, I want to thank the more than 1 million Americans who have served in Iraq, and all those who worked to make this possible. (James Kvaal
Policy Director Obama for America)

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Lettera aperta a Serracchiani

Pubblicato da fidest su martedì, 18 ottobre 2011

Monte Siguret, Val di Susa

Image by arboreus via Flickr

Lettera al direttore “Cara Debora, ma dove sei stata negli ultimi quattro mesi, da luglio ad oggi, caratterizzati da continui attacchi al cantiere di Chiomonte, causando decine e decine di feriti tra le forze dell’ordine? Dov’eri negli ultimi quattro mesi, quando antagonisti da tutta Europa giungevano in Valle di Susa per addestrarsi al ‘tiro al poliziotto’, senza che nessuno si sentisse in dovere di prendere una posizione pubblica forte e netta, mentre solo ora, dopo che quei figuri sono scesi a devastare Roma sentiamo un coro di condanne e di indignazioni? Le leggi attuali, purtroppo, consentono a questi mascalzoni, teppisti ed eversori di potersi muovere impunemente e di devastare la capitale, assaltando chiese e bruciando blindati. È necessario un nuovo provvedimento legislativo, speciale o no non mi interessa, per impedire a costoro di circolare. Nel nostro ordinamento non esiste alcuna norma, se non l’arresto preventivo che non credo tu consideri uno strumento utile, che consenta di fermare gruppi in parte composti da pluridenunciati. Da qui la proposta di un provvedimento legislativo sul modello del Daspo per impedire ai violenti di venire a inquinare qualsivoglia manifestazione. Per una volta che Di Pietro, invocando una legge Reale bis, non si è messo a inseguire le demagogie grilline, anziché criticarlo sarebbe stato meglio ascoltarlo. Infine, concordo invece con te sul fatto che serve una grande battaglia da parte del PD, affinché il Governo non tagli altri 60 milioni di euro alla forze dell’ordine”. (On. Stefano ESPOSITO Parlamentare PD)

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Getting to Charlotte

Pubblicato da fidest su sabato, 8 ottobre 2011

Collage of Charlotte, North Carolina.

Image via Wikipedia

Letter to editor from Barack Obama: “We’re now just 64 days out from the 2012 election, the country is buzzing, and tens of thousands of supporters like you are gathering in Charlotte, North Carolina, to nominate Barack Obama for President. The 2012 Convention will be unlike any before it — and I’m not just saying that because I happen to call North Carolina home. The campaign wants it to be an event not just for the 35,000 who will attend, but for the millions of people across the country whose values it will reflect. For the first time ever, supporters like you will have an in-depth look into what’s going on in Charlotte and unprecedented access to the nominating process itself. That’s the first reason you should sign up today to get updates from the 2012 Democratic Convention. The second is that when you do, you’ll automatically be entered for a chance to join us at the convention in Charlotte less than a year from now. We’ll pay for your flight and hotel, all you have to do is say you want to be in the know between now and then”.
“In 2004, I met then-State Senator Obama at the Democratic National Convention in Boston. It was the night after the speech that catapulted him into the national spotlight. When I greeted the future president he looked at me and said, “I don’t have a seat.” Four years later I watched him accept the Democratic nomination for the Presidency of the United States in Denver. It was a powerful moment for a lot of reasons, but for many of us who were there, the point was driven home: It was so important that we were nominating a candidate who reflects our hopes and our core values — someone who’s looking out for all Americans, not just those with the most money or the most power. As a native North Carolinian, I couldn’t be more proud to be hosting next year’s convention in Charlotte, a dynamic community that reflects the diversity of our country, and of this campaign. We promise this will be our party’s most inclusive convention yet”.

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Lettera aperta ai parlamentari

Pubblicato da fidest su martedì, 27 settembre 2011

Palazzo Chigi

Image by agenziami via Flickr

Egregio onorevole, mi consenta rivolgerle una mia riflessione. Esiste un disagio diffuso nell’opinione pubblica che non può essere sottaciuto. Lo riscontriamo non solo tra chi sdegnosamente dichiara di non voler andare a votare (e siamo già al 30% dell’elettorato), ma anche tra chi non vuole sottrarsi dal diritto-dovere di votare. In tutti questi casi si guarda al “palazzo” (dalle aule parlamentari a Palazzo Chigi) come ad un qualcosa di estraneo alla volontà popolare. Tutto ciò mi appare un non senso se è vero, come è vero, che chi siede sugli scranni delle aule parlamentari e lì per esplicita volontà popolare. E allora, mi chiedo, cosa ci sta accadendo? Cosa non sta funzionando? Di certo vi è uno scollamento di costume prima ancora dall’essere politico. Ed è una morale che non è solo frutto di un’etica religiosa. E allora è d’obbligo chiederci se esiste in questa nostra società un partito che vuole sposare il malcostume per calcolo e farne un porta bandiera ed indirizzarci ad un diverso modo d’interpretare l’etica della vita. Sarebbe, per davvero, una velenosa e insidiosa mistificazione della verità, contrabbandata per gli spiriti semplici come una invenzione mediatica, e che sta minando nel profondo le coscienze, i valori che sono la parte costituente del nostro essere e del nostro divenire. Occorre spezzare questa spirale che produce “comportamenti licenziosi e relazioni improprie e determina un danno sociale e ne ammorba l’aria…” Sono le parole del cardinale Bagnasco e non è per questo richiamo dell’autorità religiosa che si risveglia in me un profondo disagio quanto nella convinzione che non esistono confini laici o confessionali nel rispetto della persona umana, nella sacralità dei valori, nell’etica della politica e del sociale. Allora egregio onorevole, se vuole che si riconcili con la politica quella parte che la vede snaturata ne tragga le conseguenze e compia quel passo verso il riavvicinamento del rapporto eletto-elettore restituendo dignità alle istituzioni se non altro perché noi tutti abbiamo una forte responsabilità nel dover consegnare il testimone alle generazioni future senza lordarlo di infamie e di miserie e questo dovere non possiamo subordinarlo al calcolo, alla plageria e alla cortigianeria per 30 miseri denari. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Lettera di un italiano al “Foglio”

Pubblicato da fidest su sabato, 17 settembre 2011

Pizza Berlusconi, so-called ‘best pizza in the...

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Egregio Direttore. Ho letto la lettera inviatale da Berlusconi. Mi consenta replicare. Premetto, a scanso di equivoci, che non intendo contestare quanto il presidente le ha scritto ma mi limito a fare qualche riflessione. Pare evidente che esistono due versioni opponenti tra loro. Da una parte esistono dei magistrati che hanno aperto un fascicolo nei confronti di Berlusconi con particolari infamanti sulla sua vita sessuale e quanto altro. Dall’altra si afferma che è tutta una montatura giudiziaria e mediatica. Se debbo credere al capo del governo ne consegue che ci troviamo al cospetto di una magistratura “eversiva e golpista” come è stato ripetutamente affermato dalla “vittima”. Ora mi domando se al cospetto di questo “vulnus” che colpisce gravemente la tenuta stessa della democrazia, tanto che lo stesso Berlusconi ha lasciato trasparire il sospetto che la procura di Napoli voglia interrogarlo come testimone solo per “incastrarlo” ovvero per coglierlo in flagranza di reato e quindi arrestarlo non essendo prevista, in questo caso, l’immunità parlamentare, non pensa, che a questo punto, egregio direttore, vi sia materia sufficiente per mandare i carabinieri ad arrestare questi “golpisti”? Ma se ciò non accade qualche dubbio sull’innocenza del presidente mi viene spontanea. Caspita, mi chiedo, è stato indagato, mi dicono, per ben 50 volte e mai un procedimento ha avuto modo di essere celebrato fino alla sentenza finale se non fossero intervenute le prescrizioni e le leggi ad personam e persino la derubricazione del reato di falso in bilancio. Glielo dica lei, egregio direttore, si faccia almeno una volta processare, dimostri di non temere la giustizia, dimostri che l’Italia è un Paese a democrazia compiuta e che i diversi poteri dello stato funzionano. Ha persino un precedente illustre: quello del senatore a vita Giulio Andreotti. Ma a questo punto non è tanto la difesa d’ufficio quanto l’intelligenza ad essere messa duramente alla prova. Per ogni cosa vi è un limite e questo limite, di là delle vicende giudiziarie, è stato superato. Non le pare? (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Lettera Berlusconi al “Foglio” di Ferrara

Pubblicato da fidest su sabato, 17 settembre 2011

Berlusconi-comizio

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Caro direttore,
è vero, come Lei scrive, che il mio comportamento, così come descritto dai giornali in questi giorni, appare scandaloso. Ma il mio comportamento non è stato assolutamente quello che viene descritto ed io Le confermo, come ho già avuto modo di dirLe, che non ho fatto mai nulla di cui io debba vergognarmi. E’ invece, per fare un esempio, del tutto inaccettabile e addirittura criminale che persone che sono solo state presenti a mie cene con numerosi invitati siano marchiate a vita come “escort”. Mi dispiace anche, per fare un altro esempio, dei falsi pettegolezzi che sono stati creati grazie ai soliti brogliacci telefonici sulla signora Arcuri, che è stata invece mia ospite inappuntabile in Sardegna e a Palazzo Grazioli.
Non ho affatto intenzione di respingere una richiesta di testimonianza, che è mio interesse rendere, tanto che ho già inviato una dichiarazione scritta ma che ha, così come congegnata, l’aria di un trappolone politico-mediatico-giudiziario. Pretendo però come ogni cittadino che i magistrati rispettino anche loro la legge. Da tre anni sono sottoposto a un regime di piena e incontrollata sorveglianza il cui evidente scopo è quello di costruirmi addosso l’immagine di ciò che non sono, con deformazioni grottesche delle mie amicizie e del mio modo di vivere il mio privato, che può piacere o non piacere, ma che è personale, riservato e incensurabile. Il problema però è che da tre anni è in atto un mascalzonesco tentativo di trasformare la mia vita privata in un reato. Ed è questo uno scandalo intollerabile da parte di un circuito mediatico e giudiziario completamente impazzito di cui nessuno sembra preoccuparsi e di cui nessuno si scusa.
Questo incommensurabile scandalo non riguarda solo me. Decine, centinaia di persone sono esposte al ludibrio e al linciaggio, senza alcuna remora sia quando si tratti di gente comune o di personalità della vita pubblica e di questioni di bottega domestica sia perfino quando si tratti di vicende che determinano lo status del Paese sulla scena internazionale. Non è mai successo prima.
Nessun uomo di Stato è stato fatto oggetto di una aggressione politica, mediatica, giudiziaria, fisica, patrimoniale e di immagine come quella a cui sono stato sottoposto io. È un trattamento inaccettabile, che si accompagna a una campagna di delegittimazione che punta a scardinare il funzionamento regolare delle istituzioni per interessi fin troppo chiari. La campagna si è intensificata quando ho vinto le elezioni per la terza volta, quando il sistema è stato semplificato e reso più trasparente in senso bipolare, quando si è capito che era alle porte una legislatura aperta alle riforme necessarie alla crescita di questo Paese e alla sua modernizzazione. Missione difficile per la quale ho cercato di mettere in campo gente nuova, estranea ai vecchi giochi dell’establishment, gente giovane e votata al “fare”. Questa campagna non è mai finita, si è nutrita di attacchi a me, al mio partito, ai miei uomini, ai miei ministri, alla generazione di giovani che ho promosso in politica, e si è sparso su tutti il magma eruttivo dello scandalismo per ridurre in cenere una alta popolarità e una grande speranza. Sfruttando ogni aspetto della mia vita privata e della mia personalità, cercando di colpirmi definitivamente con mezzi diversi da quelli della critica politica e della verifica elettorale.
Lei dice bene: Berlusconi è uno scandalo permanente, perché è scandalosa la pretesa di governare stabilmente un Paese con il mandato degli italiani, è scandaloso che un imprenditore rubi il mestiere a una classe politica fallimentare, è scandalosa la pretesa di fronteggiare la grande crisi mondiale con mezzi e con propositi diversi da quelli tradizionali. Ho presentato il mio governo alle Camere nel 2008 chiedendo uno sforzo comune per la crescita e proponendo una fase nuova e pacificata nella vita nazionale dopo le drammatiche divisioni del passato e l’imbarbarimento del linguaggio e dei metodi politici. Ho cercato di fare il mio dovere e di riunificare il Paese, come con il discorso di Onna il 25 aprile. Ho ammonito tutti, nel gennaio di quest’anno, sulla necessità di arrivare alla primavera-estate, mentre nuove regole e parametri incombevano sul sistema finanziario europeo e mondiale, con la più grande frustata della storia al cavallo dell’economia.
Non tutto quello che in politica si vuole è poi possibile ottenerlo, e non nego anche miei possibili errori. Ma l’obiettivo di distruggere un uomo politico e una leadership, usando mezzi impropri e di dubbia legalità, come ha fatto e fa il circuito mediatico-giudiziario, costituisce un tentativo che sa di profonda, radicale ingiustizia e che va combattuto per la libertà di ciascuno di noi.
Io non mollo, caro direttore. Per quanto lo spionaggio sistematico e l’accanimento fazioso mi abbiano preso di mira, e con me vogliano arrivare a pregiudicare l’autonomia e la sovranità del Parlamento e del popolo elettore, c’è ancora in questo Paese, in questa Italia che amo e che è stata divisa da una partigianeria senza principi, un’opinione pubblica, un insieme di persone e di gruppi leali allo spirito repubblicano, una maggioranza di italiani che non sono disponibili ad avventure e a nuovi ribaltoni decisi nei salotti, nelle redazioni e in certi ambienti giudiziari.
Il mio appello è a tutte le persone e le forze responsabili, e non deriva da interesse personale. È un appello in nome dei valori di libertà, di autonomia e di indipendenza dell’individuo di fronte allo Stato, un monito che viene raccolto ogni giorno da molti e il cui frutto sarà pronto per il giudizio dei cittadini quando si terranno, nel 2013, le prossime elezioni politiche.
Alcuni circoli mediatico-finanziari anglofoni mi hanno giudicato inadatto a governare l’Italia ma gli italiani sono stati di diverso parere, e ho dalla mia, dal tempo in cui entrai in politica, risultati che saranno scritti nei libri di storia. Saranno ancora una volta gli italiani, e poi gli storici, a dare il loro giudizio su un Paese in cui si fanno centomila e poi altre centomila intercettazioni ancora per devastare attraverso i media il lavoro quotidiano di chi ha avuto l’investitura democratica per guidare l’Italia in questi anni difficili.

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A new tradition

Pubblicato da fidest su giovedì, 15 settembre 2011

Barack Obama and Michelle Obama

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Letter to editor. Supporters like you are the reason I’m here, and the values we share have always made our organization more than just a political campaign. So whenever I can, I want to take the opportunity to meet you. Last month, that meant I got to talk to folks in Iowa about small-business opportunities, and sit down with a group of volunteers from around the country who helped build this campaign in their communities this summer. Today, I want to ask if you’ll join me and three other supporters for a meal and conversation sometime soon.
If this sounds a bit familiar to you, it’s because we’ve done this before. In fact, my hope is that I’ll be able to keep doing these dinners throughout the campaign. They’re a chance for me to talk one on one with people like you who are taking ownership of this campaign and connect with the work going on every day in neighborhoods across the country. These dinners also set our campaign apart. No matter what our opponents do over the next 14 months, dinners like these are how we will continue to put people at the heart of this campaign — and prove that we don’t need checks from Washington lobbyists or special-interest PAC money to win an election. We can do it person to person, in our neighborhoods and backyards, and over the dinner table. (Barack Obama)

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Volunteer for 2012 in Italy?

Pubblicato da fidest su domenica, 4 settembre 2011

Official presidential portrait of Barack Obama...

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Letter to editor Riccardo A couple weeks ago, President Obama sat down for lunch with six of the campaign’s summer organizers to thank them for their work and share some of the lessons he learned when he was a first-time community organizer himself. He made the time because organizing is at the heart of this movement. It’s how we’re building our operation from the ground up over the next 14 months.As we pause this weekend to celebrate the working men and women in our country who fought for the right to organize, it’s worth taking a few minutes to listen to what the President had to say — and think about how we’ll organize this campaign in the months to come.

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Obama: frustrated

Pubblicato da fidest su giovedì, 1 settembre 2011

Barack Obama addressing a joint session of Con...

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Letter to editor. Today I asked for a joint session of Congress where I will lay out a clear plan to get Americans back to work. Next week, I will deliver the details of the plan and call on lawmakers to pass it. Whether they will do the job they were elected to do is ultimately up to them. But both you and I can pressure them to do the right thing. We can send the message that the American people are playing by the rules and meeting their responsibilities — and it’s time for our leaders in Congress to meet theirs. And we must hold them accountable if they don’t. So I’m asking you to stand with me in calling on Congress to step up and take action on jobs:
http://my.barackobama.com/Time-To-Act No matter how things go in the weeks and months ahead, this will be an important challenge for our organization. It’s been a long time since Congress was focused on what the American people need them to be focused on. I know that you’re frustrated by that. I am, too. That’s why I’m putting forward a set of bipartisan proposals to help grow the economy and create jobs — that means strengthening our small businesses, giving needed breaks to middle-class families, while taking responsible steps to bring down our deficit. I’m asking lawmakers to look past short-term politics and take action on that plan. But we’ve got to do this together.

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News on immigration

Pubblicato da fidest su venerdì, 19 agosto 2011

Barack Obama holding up a Pittsburgh Steelers ...

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Letter to editor. Riccardo.I wanted to make sure you saw the news: Today President Obama announced a common-sense policy change that will make our immigration system fairer and smarter. I’m proud to support it, and I hope you are, too. Under the administration’s guidance, immigration courts are going to focus on deporting people who have been convicted of crimes or who pose a security risk. This means that the courts will focus less on “low-priority” cases — like young people who were brought here as small children and know no other home, or veterans and military spouses.So the Department of Homeland Security and the Department of Justice will be reviewing the current deportation caseload, clearing out low-priority cases, and making sure they don’t get into the system in the first place — keeping the focus on cases that will make our country safer. It’s a smart, strategic change. And it will make a difference. But more comprehensive change requires Congress to act. And we’ll need to build momentum for this fight by raising awareness and demanding action on immigration reform. That starts with getting the word out to our friends and family about this important policy change. The Republican presidential candidates are carbon copies of the congressional Republicans who have blocked common-sense change at every turn.
In last week’s Republican debates in Iowa, the candidates talked about walls, as if higher and longer fences could magically resolve this complex issue. President Obama and the majority of Americans know that the real answer is much more complicated. That’s why he’s directing our immigration courts to focus on the cases that keep our country safe. There’s a lot more we can do to improve our broken immigration system. President Obama will need us to keep up the pressure on our members of Congress to make that change happen. (Katherine Archuleta)

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