Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 24 n° 213

Archivio per la categoria ‘Politica’

Politics

Finanziamento partiti

Pubblicato da fidest su giovedì, 24 maggio 2012

“Quanto avvenuto ieri in Aula è vergognoso. Non solo stiamo dimostrando che la politica resta un passo indietro rispetto al sentire dei cittadini. In quest’Aula, oggi, si è aperto un rischio ben più grave, una strada che facilmente può aumentare il vortice di denaro che gira intorno ai partiti e renderlo ancora più occulto di quanto non sia stato fino ad ora”. E’ quanto affermano, in una nota congiunta, il presidente dei deputati dell’Idv, Massimo Donadi e il capogruppo Idv in commissione Affari Costituzionali, David Favia.
“Il primo scandalo è l’approvazione dell’articolo 2 – spiegano Donadi e Favia – un articolo che di fatto legalizza lo scambio di favori tra le aziende private ed i partiti. Ai privati, in sostanza, converrà dare contributi alla politica, visto che avranno agevolazioni fiscali inspiegabili. In più, non sarà necessario rendere pubblica la motivazione di tali stanziamenti che non difficilmente si tradurranno in vere e proprie mazzette”. “Non meno grave è quanto verrebbe fuori dall’articolo 5 – aggiungono i due dipietristi – che permetterebbe a società pubbliche di dare contributi a fondazioni presiedute da parlamentari. Ci auguriamo che almeno questa norma del testo venga corretta”.

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La giunta Cota è sfiduciata

Pubblicato da fidest su mercoledì, 23 maggio 2012

La conferma della condanna nei confronti di Michele Giovine, consigliere regionale per i Pensionati per Cota, segna un ulteriore passo in avanti nella crisi della maggioranza presieduta da Roberto Cota. La crisi della maggioranza regionale a questo punto non è più esclusivamente politica, ma anche formale. Una maggioranza sostenuta da una lista che ha prodotto documentazione fasulla non si può non considerare essa stessa fasulla. Nei giorni scorsi qualcuno aveva cercato di fare passare la linea del “così fan tutti”. Non è vero!Noi non accettiamo che l’illecito sia la consuetudine. In un momento di allontanamento della popolazione dalla politica dobbiamo dare un segnale forte. Questa maggioranza prenda atto della gravità dei fatti e faccia un passo indietro. (Monica Cerutti, Sinistra Ecologia Libertà)

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La politica del G8

Pubblicato da fidest su martedì, 22 maggio 2012

 

Si è concluso l’ennesimo G8, un altro fine settimana di incontri fra i Grandi durante il quale la comunità finanziaria internazionale ha seguito con apprensione i lavori del Vertice anche per comprendere se le questioni e le tensioni nell’Area Euro potranno essere finalmente risolte. Si interverrà con decisione questa volta? Il tempo è scaduto la politica deve rendersene conto – dichiara il Segretario Generale di Unità Sindacale Falcri Silcea Aleardo Pelacchi – Le distorsioni della finanza speculativa – continua Pelacchi – hanno prodotto danni immensi all’economia reale, basta guardare il nostro Paese. Disoccupazione record soprattutto tra i giovani che non riescono ad immaginare un futuro, imprese che non ce la fanno, disperazione, suicidi, cittadini disorientati che sfogano la loro rabbia contro altri cittadini anch’essi vittime di questo disastro sociale. Diciamo basta. La verità è che l’economia è sempre più distante dalle persone. E’ necessario affermare con forza l’idea che il sistema bancario deve sostenere la crescita attraverso il sostegno alle famiglie ed alle imprese, come peraltro chiesto in ogni occasione da Unisin. Ultimamente, oramai preoccupati dal possibile credit crunch, questa necessità è stata sostenuta con maggiore determinazione anche da autorevoli pareri in campo economico. E’ necessario che dalle parole si passi finalmente ai fatti poiché non esiste altra via per uscire da questa lunga crisi. Unisin, come è noto, ha indicato da tempo anche un’altra priorità – conclude il Segretario Generale Aleardo Pelacchi – che è quella di valorizzare le lavoratrici ed i lavoratori. Anche in questo caso non c’è una via diversa per gestire i profondi cambiamenti che anche il nostro settore dovrà affrontare nel prossimo futuro. La fase recessiva, purtroppo, non si attenuerà in tempi brevi nonostante le perentorie indicazioni fornite da quest’ultimo G8 che sono orientate a favorire la crescita in Europa. Non si potrà quindi scaricare gli oneri di questa congiuntura sul lavoro ma occorrerà ragionare in termini di sviluppo e di occupazione.

 

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Ballottaggi amministrative: voto di Parma

Pubblicato da fidest su martedì, 22 maggio 2012

Parma 2007

Parma 2007 (Photo credit: ho visto nina volare)

“Non nascondiamo la testa sotto la sabbia: il risultato di Parma offusca ogni altra vittoria del Pd”. Lo afferma l’europarlamentare del Pd Debora Serracchiani, commentando l’affermazione del candidato del Movimento 5 Stelle, Federico Pizzarotti, al ballottaggio a Parma.Secondo Serracchiani “sarebbe ingiusto sminuire un risultato elettorale che porta il centrosinistra ad amministrare 18 capoluoghi su 26 che andavano al voto, ma gli elementi di forte riflessione che vengono da Parma, oggi, non devono assolutamente essere accantonati dai leader nazionali del Partito democratico”.Per l’esponente democratica “se la credibilità di una leadership politica si rivela nel percepire e nell’accompagnare i mutamenti e i bisogni della società, per Bersani questo è il momento di dimostrare che il Pd è all’altezza delle vittorie e impara sul serio dalle sconfitte. Dopo Parma, il motto ‘rinnovarsi o morire’ non è una critica alla segreteria ma – conclude – una proposta concreta”.
(Giancarlo Lancellotti)

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Appello alle regioni: decreto sulle rinnovabili

Pubblicato da fidest su lunedì, 21 maggio 2012

Fondazione per lo Sviluppo sostenibile, Greenpeace Italia, Kyoto Club, Legambiente, Symbola e WWF Italia chiedono alla Conferenza delle Regioni e agli enti locali di fare pressione sul Governo al fine di apportare una profonda revisione dei decreti sulle rinnovabili elettriche e sul fotovoltaico. In caso contrario meglio non dare il parere e bloccare i provvedimenti. Dopo le associazioni di categoria con gli ‘Stati Generali delle Rinnovabili e dell’Efficienza Energetica’, i Sindacati, un vasto movimento di opinione pubblica, le Regioni e, ieri anche il Senato, con l’approvazione delle mozioni che chiedono al Governo di definire un sistema di incentivazione che garantisca una prospettiva di crescita di lungo termine, anche Associazioni come Fondazione per lo Sviluppo sostenibile (presidente Edo Ronchi), Greenpeace Italia, Kyoto Club, Legambiente, Symbola (presidente Ermete Realacci), WWF Italia chiedono in un comunicato congiunto alla Conferenza delle Regioni e agli enti locali di fare pressione sul Governo al fine di apportare una profonda revisione dei decreti sulle rinnovabili elettriche e sul fotovoltaico che, se approvati nell’attuale versione, darebbero un colpo durissimo al settore e all’occupazione. Altrimenti, a giudizio delle Associazioni, sarebbe addirittura preferibile che le Regioni negassero il loro parere bloccando di fatto il provvedimento.

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Proposte centro-sinistra per il Piemonte

Pubblicato da fidest su lunedì, 21 maggio 2012

Torino, Anche il Gruppo regionale di Sinistra Ecologia Libertà ha firmato l’esposto che chiede l’intervento della Corte dei Conti volto a valutare la regolarità dell’approvazione del Bilancio Preventivo 2012. Noi non siamo il partito dei ricorsi, crediamo che debba essere l’azione politica lo strumento principe da mettere in atto, volto anche a ridare autorevolezza a una politica sempre meno credibile. In questo caso però siamo convinti dell’irregolarità formale dell’atto. Dal punto di vista politico ribadiamo che il bilancio risulta un documento che mette in secondo piano i reali bisogni dei piemontesi, scritto senza una vera regia politica sulle priorità della Regione. Non basterà dunque ricorrere al parere della Corte dei Conti, ma l’opposizione intera dovrà trovare la strada dell’alternativa politica.Il centrosinistra deve dimostrare ai cittadini che è una forza di governo e lo può fare dicendo quali sono le sue priorità da affrontare con urgenza, a partire da politiche sociali, trasporto pubblico locale e diritto allo studio. La nostra battaglia deve essere dunque duplice: da una parte garanzia che le regole vengano rispettate, dall’altra intenti chiari da mettere in pratica quando i piemontesi ci accorderanno la loro fiducia.

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MFE: “Unione europea in un vicolo cieco”

Pubblicato da fidest su sabato, 19 maggio 2012

View of Athens from the Acropolis, Greece Ital...

View of Athens from the Acropolis, Greece Italiano: Veduta di Atene dall’acropoli, Grecia (Photo credit: Wikipedia)

“La crisi in Grecia ha fatto un nuovo passo verso il baratro, e con essa la crisi dell’eurozona. Se non interverrà un fatto radicalmente nuovo sarà impossibile impedire il fallimento di Atene e, di conseguenza, l’implosione della moneta unica e della stessa Unione europea. Le conseguenze sarebbero drammatiche non solo sul piano economico e politico in Europa, ma anche per le ripercussioni sull’ordine economico-monetario e
politico-strategico mondiale”, è la drammatica analisi del Movimento Federalista Europeo (MFE) che esorta a “riconoscere che l’Unione europea è arrivata ad un vicolo cieco. È la sua intera struttura istituzionale che non consente un governo della moneta, dell’economia, della fiscalità, della politica estera ad essere inadeguata. Per arrestare la valanga, l’Europa deve saper dare un segnale di forte e concreta unità e solidarietà”. Ma la solidarietà, continua il MFE “esige l’unità politica, che oggi è possibile solo tra i paesi dell’area dell’euro. E’ dunque tempo di fare un salto di qualità nell’affrontare la crisi. La Grecia mostra che tagli e tasse soffocano l’economia e il debito, invece di scendere, è salito”. Pertanto, per i federalisti europei “è necessario inquadrare, subito, in un patto politico, sia il patto sul necessario risanamento dei conti degli Stati – ricordando che l’era dello sviluppo a debito, sulle spalle del resto del mondo, è definitivamente tramontata per gli europei – sia il lancio di un improcrastinabile patto per lo sviluppo sostenibile”(fonte aiccre)

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Liberalizzazioni, ancora incerto il destino del ddl integrativo

Pubblicato da fidest su mercoledì, 16 maggio 2012

Cominciano già a farsi incerti i destini del ddl approvato la settimana scorsa dal Governo per dettare disposizioni integrative sulle liberalizzazioni dell’articolo 11. Ancora non risulta che il testo sia approdato alle Camere e tra gli osservatori si fa fatica a trovare una spiegazione: i correttivi del disegno di legge su direzione della farmacia (applicazione rinviata di tre anni, con esclusione dei rurali sussidiati) e sul concorso straordinario (rimosso il limite dei 40 anni per la partecipazione associata) dovrebbero entrare in vigore in tempi rapidissimi, per anticipare i bandi di gara che le Regioni dovrebbero emanare entro fine giugno e stoppare la scadenza imposta da qualche Asl ai t itolari ultra65enni per la nomina del direttore.
Invece l’impressione è che il Governo si sia impigrito, quasi si fosse dimenticato delle considerazioni che avevano spinto il ministro Balduzzi a tornare sulle liberalizzazioni con questo ddl. Per ripassarle basta scorrere la relazione che i tecnici del suo dicastero hanno allegato al testo: sulle farmacie soprannumerarie, per esempio, è scritto a chiare lettere che senza le precisazioni dettate dal disegno di legge (che definisce tali le sedi istituite in base al solo criterio topografico) tutti i titolari dei comuni con un numero di farmacie superiore a quello spettante in base al parametro demografico «potrebbero ritenersi legittimati a iscriversi al concorso»; sulla partecipazione associata, i tecnici della Salute scrivono che il limite dei 40 anni rischierebbe di essere censurato «sotto il profilo costituzionale e del rispetto della normativa comunitaria»; sulla Pianta organica (abolizione delle sedi e libero spostamento delle farmacie sull’intero territorio comunale, previa autorizzazione del sindaco) «l’intervento regolatorio intende evitare e superare qualsiasi possibile contenzioso» per realizzare un sistema di assegnazione delle farmacie «lineare e coerente» anche attraverso «l’abrogazione dell’istituto del decentramento».
È in sostanza la conferma di quello che gli esperti dicevano da settimane: l’articolo 11, così com’è stato riscritto dalla commissione Industria del Senato, toglierà forse lavoro alle farmacie ma certo ne darà tanto agli avvocati. Resta da capire perché, alla luce di queste infauste previsioni, il Governo abbia voluto imboccare la strada del ddl anziché quella della decretazione d’urgenza. Ma forse questo si capirà meglio nei giorni a venire, quando risulterà più chiaro il livello di priorità che spetta al provvedimento.(fonte farmacista33)

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L’italia sostiene il popolo egiziano

Pubblicato da fidest su domenica, 13 maggio 2012

egitto_alessandria

egitto_alessandria (Photo credit: [jazzalnero])

Il Cairo – Il governo italiano, nella persona dell’Ambasciatore d’Italia in Egitto, Claudio Pacifico, e il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP), rappresentato dal Direttore del WFP in Egitto, Gianpietro Bordignon, hanno firmato oggi un accordo, alla presenza del Ministro per gli Approvvigionamenti e il Commercio Interno, Gouda Abdel-Khaled, per fornire alimenti – per un valore di 2 milioni di euro (circa 2,6 milioni di dollari) – da destinare al sistema di sicurezza alimentare egiziano.
Grazie al sostegno finanziario della Cooperazione Italiana allo Sviluppo, il WFP acquisterà sul mercato internazionale circa 1.100 tonnellate di zucchero e, su quello locale, circa 1.000 tonnellate di olio vegetale fortificato. Le derrate alimentari verranno consegnate al Ministero egiziano per gli Approvvigionamenti e il Commercio Interno affinché vengano distribuite a circa 600.000 beneficiari, che si trovano nel governatorato di Beni Suef, uno tra quelli a più alto rischio di insicurezza alimentare in Egitto.Il sistema di sovvenzioni alimentari rappresenta un elemento vitale per circa 64 milioni di egiziani che ricevono gli alimenti di base attraverso le tessere di razionamento.
Un rapporto del WFP, reso pubblico lo scorso anno, basato su dati governativi del 2009, mostra come i governatorati dell’Alto Egitto, che includono Beni Suef e Fayoum, rischiano maggiormente l’insicurezza alimentare a causa delle precarie condizioni economiche.
L’Egitto è il più grande importatore di grano del mondo dipendendo dall’estero per oltre il 50 per cento dei suoi consumi nazionali. La maggior parte del grano è destinata alla produzione del pane “baladi”, sovvenzionato dallo Stato. Si tratta dell’alimento base per la maggioranza della popolazione egiziana, di cui il 40 per cento vive con meno di 2 dollari al giorno.
Attualmente, il Ministero per gli Approvvigionamenti e il WFP stanno mettendo a punto un progetto avanzato di “Panificio Modello”, da realizzare a Qalioubia, allo scopo di incrementare l’efficienza e migliorare l’efficacia economia dell’industria di panificazione del “baladi”. Il progetto di “Panificio Modello” sarà finanziato nuovamente dall’innovativo sistema di conversione del debito italo-egiziano da destinare allo sviluppo.
Attualmente, oltre 685.000 persone in Egitto usufruiscono dell’assistenza del WFP attraverso programmi mirati a rafforzare la sicurezza alimentare e nutrizionale. Tali obiettivi sono perseguiti combattendo la fame, sin dal suo sorgere, ed eliminando il lavoro minorile grazie all’istruzione, promuovendo una migliore nutrizione attraverso la fortificazione degli alimenti di base nazionali e sostenendo i gruppi vulnerabili con la creazione, tra gli altri, di beni strumentali.

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Economie del Mediterraneo meridionale dopo la Primavera araba

Pubblicato da fidest su domenica, 13 maggio 2012

Jebel Ressas as seen from the Lake of Tunis, T...

Jebel Ressas as seen from the Lake of Tunis, Tunisia (Photo credit: Wikipedia)

Bruxelles, parlamento europeo. La risoluzione parlamentare sostiene che la povertà è “un male persistente nelle campagne” e sottolinea che la “disoccupazione cronica” colpisce soprattutto i giovani; ad esempio, il 45% dei laureati in Tunisia sono senza lavoro. Il Parlamento indica nelle nuove opportunità create dal rovesciamento della maggior parte dei dittatori lo strumento per aprire le economie della regione e creare un’autentica economia di mercato. Sollecita dunque l’UE a fare uso della sua competenza esclusiva in materia di politica commerciale e d’investimento per “fornire una risposta efficace alle rivolte e contribuire al progresso economico e sociale nei paesi del Mediterraneo meridionale”.

 

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Creare democrazia nei paesi della Primavera araba

Pubblicato da fidest su sabato, 12 maggio 2012

L’UE deve fare di più per promuovere la democrazia e la stabilità nei paesi del Mediterraneo meridionale, promuovendo relazioni commerciali reciprocamente vantaggiose, sostiene il Parlamento. Gli sforzi dovranno essere concentrati soprattutto sulle piccole imprese, in quanto principali motori di creazione di occupazione e ricchezza. In una risoluzione sulla strategia commerciale dell’UE per il Mediterraneo meridionale, adottata giovedì con 476 voti a favore, 64 contro e 40 astensioni, i deputati chiedono all’UE e agli Stati membri maggiori sforzi per sostenere la transizione verso la democrazia nei paesi della Primavera araba. “Fino ad ora, la risposta politica alla Primavera araba è stata debole”, ha dichiarato il relatore Niccolò Rinaldi (ALDE, IT). “La mia relazione spiega ciò che gli europei possono fare per aiutare queste persone, che si stanno avvicinando alla democrazia, a comprendere che esistono prospettive per una vita migliore”, ha aggiunto Rinaldi.

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Una Corte internazionale per la pirateria marittima

Pubblicato da fidest su sabato, 12 maggio 2012

Bruxelles. I deputati ritengono che la lotta contro la pirateria non possa essere vinta solo con strumenti militari. In una risoluzione approvata giovedì, l’Aula chiede ai governi nazionali di rinforzare la protezione militare delle navi europee, ma allo stesso tempo di finanziare progetti che affrontino le cause del fenomeno. I deputati domandano inoltre l’istituzione di tribunali speciali per i pirati. L’EU e la NATO dovrebbero coordinarsi meglio per far fronte alla crescente minaccia alle imbarcazioni internazionali da parte della pirateria, soprattutto nella zona a largo della Somalia e del Corno d’Africa. I deputati deplorano che il numero delle navi messe a disposizione dagli Stati membri per l’operazione UE NAVFOR ATALANTA sia stato ridotto da 8 ad appena 2-3 all’inizio del 2012 e sollecitano pertanto gli Stati membri a “mettere a disposizione maggiori risorse navali per garantire il successo della missione”. Il Parlamento chiede all’Alto rappresentante UE per la politica estera Catherine Ashton e ai governi nazionali di trovare urgentemente una soluzione per liberare i 191 marinai ancora in ostaggio e di assicurare il rilascio delle 7 navi dirottate. I deputati inoltre ricordano alle autorità regionali che, in base al diritto internazionale, “nessuna autorità diversa da quella dello Stato di bandiera può ordinare provvedimenti di arresto o di blocco di una nave”.
La Commissione e il Consiglio devono trovare un accordo su regole comuni per l’uso, sempre più frequente, di personale armato autorizzato a bordo delle navi, continuano i deputati, che sottolineano anche che “il ricorso ad agenti armati privati è una misura che non può sostituirsi alla necessaria soluzione generale dell’articolato problema della pirateria”. Per combattere il fenomeno alla radice, la comunità internazionale deve adottare una “strategia globale per la situazione in Somalia, che stabilisca un nesso tra sicurezza, da un lato, e sviluppo, Stato di diritto e rispetto dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale, dall’altro”, afferma il testo adottato. La strategia dovrebbe mirare a migliorare le strutture giudiziarie e a rendere possibile la creazione di tribunali speciali anti-pirateria nella regione.

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Parlamento rinvia l’approvazione del bilancio 2010 dell’Agenzia per la sicurezza alimentare

Pubblicato da fidest su sabato, 12 maggio 2012

Il Parlamento europeo ha approvato giovedì i conti della Commissione europea per il 2010, nel corso della procedura annuale di discarico del bilancio comunitario. I deputati hanno “certificato” i conti della maggioranza delle agenzie e delle istituzioni europee e del Fondo di sviluppo regionale. Tuttavia, l’Aula ha rinviato, fra gli altri, il discarico del Consiglio e dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare di Parma.
Discarico della Commissione I deputati continuano a criticare la mancanza di sanzioni per la cattiva gestione finanziaria nei Paesi membri, l’uso di strumenti d’ingegneria finanziaria e il pre-finanziamento dei progetti comunitari. Tuttavia, si sono detti rassicurati dalle parole del Commissario per il controllo dei conti, Algirdas Šemeta, che ha promesso di migliorare la gestione finanziaria in questi settori.
I deputati da tempo cercano di individuare le soluzioni più efficaci per migliorare il controllo sulle spese dei fondi comunitari da parte delle autorità nazionali e locali, la cosiddetta “gestione comune”. Pur non avendo poteri di gestione diretti, la Commissione è responsabile per l’utilizzo di questi fondi che rappresentano circa l’80% del bilancio UE. Il Parlamento chiede ai governi nazionali di assumersi maggiore responsabilità sulla gestione dei fondi comunitari, anche se la responsabilità finale spetterebbe alla Commissione. Ciò potrebbe essere attuato introducendo delle “dichiarazioni di gestione nazionali”, firmate dai responsabili politici nazionali. Šemeta ha affermato che la Commissione “è con il Parlamento” su questa questione, che è parte dei negoziati in corso con i governi nazionali sul regolamento finanziario 2014-2020.
Le altre istituzioni UE
I deputati hanno garantito il discarico a tutte le istituzioni, incluso lo stesso Parlamento, con la sola eccezione del Consiglio. Fra i deputati e il Consiglio è in corso da tempo una discussione su come si possano garantire le giuste condizioni per permettere al Parlamento di eseguire in maniera adeguata il suo compito di controllore dei conti. Poiché non è stata ancora trovata una soluzione, il Parlamento ha deciso di rinviare il discarico. Il Parlamento ha approvato i conti di tutte le agenzie UE ad eccezione dell’Agenzia sulla sicurezza alimentare (EFSA), con sede a Parma, di quella per i medicinali con sede a Londra e dell’Agenzia per l’ambiente di Copenaghen. Secondo la maggioranza dei deputati, il costo medio del consiglio di amministrazione dell’EFSA, composto da 15 membri (EUR 92.630, o EUR 6.175 per membro), è eccessivo e richiede “tagli drastici”.
Il testo approvato sottolinea anche il recente caso di conflitto d’interesse, con la presidente del consiglio d’amministrazione che avrebbe, secondo quanto riportato sui media, dei legami con l’industria alimentare e sarebbe membro del consiglio dei direttori dell’International Life Science Institute (ILSI). L’agenzia ha annunciato le sue dimissioni il giorno precedente al voto del Parlamento (mercoledì).
Per migliorare la gestione finanziaria dell’Agenzia per i medicinali, i deputati chiedono un piano d’azione per rendere più efficaci le procedure sugli appalti e sui contratti e vogliono garanzie sull’imparzialità delle assunzioni del personale e degli esperti nazionali, distaccati temporaneamente. Infine, i deputati hanno criticato il rifiuto dell’agenzia di predisporre un nuovo sistema di pagamenti, come richiesto.
Per quanto riguarda l’Agenzia per l’ambiente, i deputati criticano che dal giugno 2010 all’aprile 2011 il direttore esecutivo fosse stato anche membro dell’International Advisory Board della ONG Earthwatch. Alcuni membri dello staff, incluso il direttore, si sono recati in missione di “ricerca” per far visita a alcuni progetti di Earthwatch nei Caraibi e nel Mediterraneo, per i quali, secondo il direttore, l’agenzia ha versato all’ONG 33.791 euro. I deputati chiedono all’agenzia di presentare un resoconto dettagliato su queste missioni e sulle cifre pagate a Earthwatch.

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Elezioni amministrative, affluenza in calo

Pubblicato da fidest su martedì, 8 maggio 2012

I dati dell’affluenza alle urne, per questo significativo test politico-amministrativo, segnano alla chiusura dei seggi una “importante” flessione. A questa bisognerà aggiungere l’ammontare delle schede bianche, nulle e non attribuibili, che in aggiunta agli elettori che non si sono recati alle urne caratterizzerà il dato astensionistico finale, sempre più praticato dagli italiani, rispetto al fortissimo appeal che negli anni scorsi le elezioni invece esercitavano su di essi. E’ su questo terreno reale, vale a dire sulla conta effettiva dei voti andati a segno (o su quelli persi), che si dovrebbero confrontare i politici all’indomani del voto, e non solo sulle percentuali ingigantite da una metodica di calcolo effettuata sui soli voti utili.
Questa apparente sottigliezza, di dubbia democraticità soprattutto in un Paese come l’Italia dove la politica è sempre stata la padrona assoluta di tutto, ha sempre permesso all’interlocutore politico di ricorrere poi alle solite esternazioni di demagogia e vittoriosità, vantate anche a fronte di sonore e paradossali sconfitte.
Ciò, al fine di far passare inosservate anche le evidenze più conclamate, determinate dalle emorragie di voti, come starebbe emergendo anche in questa tornata elettorale a spese, stavolta, dei partiti maggioritari.
In attesa dei dati definitivi dello spoglio, la CVDP pertanto invita ogni testata giornalistica, impegnata a seguire gli esiti elettorali sia su scala locale che nazionale, ad evidenziare anche le risultanze numeriche dei voti espressi, rapportandoli possibilmente in percentuale anche al complessivo degli aventi diritto al voto. Forse, grazie a questa semplice accortezza, si inizierà finalmente ad invertire quella proverbiale prepotenza dei politici, e, di conseguenza, anche a contrastare quella pratica di maggior distacco degli elettori nei loro confronti che è l’astensionismo. Che molto impropriamente, e da più parti, viene spesso dipinto come “antipolitica”. (Antonio Forcillo)

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Lusi e la dignità del Parlamento

Pubblicato da fidest su lunedì, 7 maggio 2012

Italiano: L'europarlamentare italiana Debora S...

Italiano: L’europarlamentare italiana Debora Serracchiani (Photo credit: Wikipedia)

“Il Partito democratico ha sempre sostenuto che il seggio parlamentare non è uno scudo che serve a proteggere dall’azione della magistratura: ora si tratta di essere coerenti con questa nostra linea e concedere l’autorizzazione all’arresto”. Lo afferma l’europarlamentare del Pd Debora Serracchiani, dopo che la Procura della Repubblica di Roma ha chiesto al Senato l’autorizzazione all’arresto del senatore Luigi Lusi. Secondo Serracchiani “stanno emergendo notizie di comportamenti che sarebbero già infamanti per qualunque cittadino comune, ma che commessi da un membro del Parlamento confinano con il tradimento del mandato popolare. Il più delicato dei compiti, cioè l’amministrazione dei fondi pubblici che devono servire al funzionamento della democrazia, è stato trasformato in un losco affare d’interesse privato”. Per l’esponente democratica “è necessario che il Pd prenda la leadership del rinnovamento e della trasparenza, e contribuisca senza esitazione a preservare la dignità del Senato e la credibilità della politica”. (Giancarlo Lancellotti)

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