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Quotidiano di informazione – Anno 21 n° 334

Archivio per la categoria ‘Politica’

Politics

Detrazioni fiscali per le spese veterinarie

Pubblicato da fidest su Sabato, 28 Novembre 2009

Gabriella Giammanco e Aldo Di Biagio, ai quali si sono aggiunti altri “Onorevoli animalisti”, hanno depositato un emendamento alla finanziaria che eleva a 774,68 euro, raddoppiandolo, l’importo degli oneri deducibili in dichiarazione dei redditi sostenuti per le  spese veterinarie per la cura di animali detenuti a scopo di compagnia. L’emendamento presentato fa seguito ad un ordine del giono della stessa Giammanco al decreto milleproroghe, accolto dal Governo. “Questo emendamento – precisa in una nota la Giammanco – se verrà accolto dalla Commissione Bilancio della Camera, porterà il nostro Paese in linea con quanto già avviene nel resto d’Europa per quanto riguarda la cura degli animali da compagnia, contro il cui abbandono non bastano le campagne informative, ma servono anche condizioni più favorevoli al loro mantenimento e, tra queste prioritariamente, un più favorevole regime fiscale per le spese sostenute. Un provvedimento questo – conclude la Giammanco – che ha un costo stimato di appena 30 milioni di euro per il triennio 2010-2012 ma che può, non solo rappresentare un piccolo aiuto al sostegno del reddito delle famiglie italiane ma , ad esempio, dare una mano a quelle strutture che offrono trattamenti clinico-terapeutici con i cani per disabili con le tecniche della cosiddetta pet therapy, peraltro riconosciuta come «cura ufficiale» dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 28 febbraio 2003″.

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Automobili italiane Ecosostenibili

Pubblicato da fidest su Sabato, 28 Novembre 2009

Il Governo italiano per il 2009 ha realizzato un pacchetto di incentivi per favorire l’acquisto di auto a impatto ambientale ridotto, gli automobilisti italiani, però, sembrano adattarsi lentamente a queste politiche amiche dell’ambiente. A confermare questa tendenza è anche lo studio condotto da Assicurazione.it, primo comparatore online di preventivi RC auto e moto, che prendendo in considerazione le vetture assicurate negli ultimi sei mesi e immatricolate con doppia alimentazione fin dall’origine, rileva che solo il 4% possiede un’alimentazione Ecosostenibile. A peggiorare la situazione è anche la scarsa diffusione dei distributori di Gpl/Metano. Non a caso le regioni che si aggiudicano il primato della presenza più consistente di auto inquinanti, Sardegna e Friuli Venezia Giulia (con appena l’1% delle auto circolanti alimentate in modo ecologico)  e la Calabria (con il 2%), sono anche le regioni con il numero più basso di distributori di Metano o Gpl. Basti pensare che nell’Isola i distributori a metano sono inesistenti, in Friuli  e in Calabria non raggiungono neanche la decina e quelli di gpl sono pepite più che rare. Per alcune regioni i dati sono più confortanti. Nonostante, a livello nazionale, la percentuale di auto a impatto ambientale ridotto sia molto bassa, in Emilia Romagna la diffusione di veicoli ad alimentazione ecosostenibile è del 7% (quasi il doppio della media nazionale), nelle Marche raggiunge il 6,5% , mentre in Piemonte e Veneto, arriva al 5%.  Sebbene a livello nazionale diesel e benzina praticamente si equivalgano (49% vs 47%), se si va a vedere il sesso degli automobilisti si notano differenze nette. Le donne guidano prevalentemente veicoli a benzina (59,5% delle automobiliste italiane); mentre gli uomini guidano soprattutto macchine alimentate con sistema diesel (54% degli automobilisti maschi). Le donne, anche se di poco, guidano più veicoli a basso impatto ambientale (5% vs 4%).  Il grande vantaggio dei veicoli alimentati a Gpl, Metano o Elettricità, oltre all’ovvio rispetto dell’ambiente, è anche il costo molto ridotto del carburante; per questo motivo, specie in un momento in cui contenere i costi è un obbligo, può non sorprendere che le categorie professionali che hanno assicurato il maggior numero di veicoli di questo tipo sono insegnanti e impiegati

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Processo breve: Siamo all’ultimo atto

Pubblicato da fidest su Venerdì, 27 Novembre 2009

Il disegno di legge sul processo breve, presentato in Parlamento come “panacea per i mali della Giustizia”, rappresenta un’amnistia mascherata utile solo ai potenti ed una scorciatoia che, senza toccare il cuore dei problemi, non risponde alle esigenze di giustizia dei cittadini.  La RdB P.I si chiede come possa l’Avv. Alfano sbandierare ai 4 venti che si sta lavorando alla modernizzazione della Giustizia attraverso il “processo telematico”, le notifiche on-line e la digitalizzazione degli atti giudiziari, quando la realtà dei fatti ci dice invece che in tutta l’Organizzazione Giudiziaria esistono in pianta organica appena 580 informatici a fronte di 2.133 uffici giudiziari, pari quindi a circa ¼ di unità per ufficio. Con questi numeri appare inevitabile che il processo telematico interessi attualmente appena lo 0.04 % degli uffici, senza contare che gli scanner sono quasi assenti e non vi è alcun indirizzo di posta elettronica certificata per l’invio delle notifiche. E non solo. La proposta di Contratto Integrativo, presentata lunedì scorso ai sindacati, invece di prevedere le nuove professionalità, necessarie alle esigenze di un’Amministrazione più moderna, ha riesumato antiche figure professionali, parcellizzato le funzioni e dequalificato le mansioni. Una modalità vecchia e riferita a oltre 20 anni fa, quando il personale in servizio ammontava a oltre 53.000 unità, mentre ora si è scesi a scarse 41.000 unità con la previsione (da fonte ministeriale) di un ulteriore calo di 5.000 unità per i prossimi tre anni causa pensionamenti. I fatti dimostrano inoltre che i carichi di lavoro aumentano in maniera proporzionale alle riforme, il personale diminuisce a ritmo vertiginoso grazie ai tagli in pianta organica, ai pensionamenti e al blocco delle assunzioni, le risorse sono ridotte al lumicino, gli strumenti vecchi ed obsoleti, i palazzi di giustizia fatiscenti.  La RdB P.I. ritiene che, se il ministro della Giustizia intende veramente rispondere alle esigenze dei cittadini, deve intervenire sul collega del Tesoro, affinché già dalla prossima Finanziaria vengano stanziate le risorse economiche che rendano possibile la velocizzazione dei processi. Da parte sua, la RdB P.I. attuerà ogni forma di mobilitazione e protesta dei lavoratori giudiziari a difesa della dignità e del salario.

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Giustizia, e processo breve

Pubblicato da fidest su Venerdì, 27 Novembre 2009

Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario di Radicali italiani: “La rissa sui processi che vede impegnate le fazioni berlusconiane e antiberlusconiane del Regime italiano è destinata ad incattivirsi ancora di più nei prossimi giorni e settimane, con un solo risultato certo: impedire ogni vera riforma della giustizia che non sia destinata a salvare Berlusconi dai suoi processi e l’assetto corporativo dell’ordine giudiziario.  Mentre Parlamentari e dirigenti radicali sono con Rita Bernardini giunti al sesto giorno di sciopero della fame per chiedere che il Parlamento affronti i problemi esplosivi dell’ultimo anello della malagiustizia italiana, quello di un sistema carceri totalmente fuorilegge, Radicali Italiani ribadisce l’urgenza assoluta di porre fine alla condizione di delinquenza abituale dello Stato italiano che, con 10 milioni di processi pendenti, lascia milioni di cittadini senza tutela e determina lo sfascio economico e sociale dell’Italia.  Il cosiddetto “processo breve” non è una riforma bensì una rimozione della giustizia. Aumenterebbe i 200 mila procedimenti penali che ogni anno vanno in prescrizione, legalizzando ed aggravando l’impunità realizzata attraverso l’ amnistia strisciante e di classe. Di tutto questo nessuno, nemmeno Di Pietro, sembra dolersi.  L’alternativa alla farsa del processo breve non è però il nulla assoluto opposto dal Partito Democratico e dal partito dei giudici. Riformare la giustizia è davvero la priorità del Paese. Per realizzarla occorre avere il coraggio, contro l’amnistia di fatto che già oggi cancella indiscriminatamente ogni reato, di spiegare agli italiani la necessità di una grande amnistia legale, cioè una scelta politica di selezione dei reati da amnistiare che liberi gli stessi magistrati dall’abnorme arretrato che altrimenti vanificherebbe qualsiasi riforma. Affiancando ad essa anche una vasta azione di depenalizzazione dei reati senza vittima, a partire dai reati connessi al consumo di sostanze stupefacenti, che ingolfano inutilmente tribunali e carceri e provocano tragedie evitabili come quelle di Aldo Bianzino e Stefano Cucchi”.

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VII Congresso Unci: Il messaggio di Fini

Pubblicato da fidest su Venerdì, 27 Novembre 2009

“Di fronte alle sfide poste dall’attuale fase di crisi economica mondiale, l’Italia deve far leva sulle forze più dinamiche e competitive del proprio sistema produttivo. Tali impegno di rilancio richiede non soltanto efficienti strategie di politica economica, ma anche un clima di diffusa fiducia nelle potenzialità di recupero del nostro Paese e una ferma volontà nel compiere un percorso verso livelli sempre più alti di benessere e di inclusione sociale, nella consapevolezza del ruolo svolto dalle cooperative e con l’auspicio che i lavori congressuali possano costituire un utile occasione per riflettere su questi temi.” Questo il messaggio di saluto ai lavori congressuali UNCI del Presidente della Camera dei Deputati.”(Gianfranco Fini)

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Pacchetto Telecom: nuove norme europee

Pubblicato da fidest su Venerdì, 27 Novembre 2009

Il Parlamento europeo ha approvato una revisione globale delle norme UE in materia di telecomunicazioni, che mira a rafforzare i diritti degli utenti telefonici e di Internet e incoraggiare la concorrenza fra le compagnie telefoniche. Le nuove regole, da applicarsi entro i prossimi 18 mesi, garantiranno maggiori diritti ai consumatori, la salvaguardia della libertà di Internet, la protezione dei dati personali, una maggiore concorrenza e un più moderno utilizzo delle frequenze radio.

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Berlusconi ha un solo interlocutore: Il popolo

Pubblicato da fidest su Giovedì, 26 Novembre 2009

“Se davvero il Presidente del Consiglio vuole parlare agli italiani la sede giusta è il Parlamento” lo dichiara in una nota l’on. Americo Porfidia “Questo Governo – continua il deputato – è sempre più l’ancella del premier, tutto proteso a proteggere il proprio capo dai naturali vincoli costituzionali e legali. Dopo l’inevitabile bocciatura del lodo Alfano, dimenticando i molteplici problemi del paese, primo fra tutti la crisi economica e le migliaia di lavoratori impegnati nella drammatica difesa del posto di lavoro, l’agenda politica ripone al centro del dibattito la riforma della Giustizia, l’ennesima legge ad personam che ha l’unico e dichiarato scopo di salvare Berlusconi dai processi che lo vedono coinvolto, con l’inconveniente di mettere a rischio, secondo l’Anm la metà dei processi. In questo contesto il Presidente del Consiglio, in perfetto stile populista si dice pronto a parlare direttamente agli italiani, probabilmente inscenando un nuovo monologo televisivo”.

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Il no all’arresto del sottosegretario Cosentino

Pubblicato da fidest su Giovedì, 26 Novembre 2009

E’ uno schiaffo in faccia ai cittadini e alla giustizia. E’ questa maggioranza a mostrare totale disprezzo per il Parlamento, usandolo per nascondere le proprie malefatte. Oggi più che mai è necessario ripristinare un corretto rapporto tra politica e giustizia, nel senso che la giustizia deve poter fare il proprio corso e la politica deve rientrare nei canoni dell’etica e della tutela dell’interesse generale” lo dichiara in una nota l’on. Fabio Evangelisti, vicepresidente del gruppo IDV alla Camera. Qualunque normale cittadino di fronte alle stesse accuse che gravano sul sottosegretario Cosentino sarebbe già agli arresti. E’ questa l’unica giustizia di cui dobbiamo parlare: una giustizia uguale per tutti, che non conosce differenza tra la Casta ed i cittadini. Se questo, come sostiene l’on. Lupi, è populismo dipietrista, lo rivendichiamo con orgoglio” conclude il vicepresidente Evangelisti.

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Marchio d’origine

Pubblicato da fidest su Giovedì, 26 Novembre 2009

“Il voto a stragande maggioranza (527 a 29) a favore della proposta del regolamento sull’obbligo del marchio d’origine sui prodotti extra Ue importati é una risposta forte del Parlamento europeo alla domanda che viene dai consumatori e dalla parte migliore dell’industria manifatturiera europea, per una maggiore trasparenza e reciprocità nel commercio mondiale”.  Così dichiara l’europarlamentare Gianluca Susta (Vice presidente del Gruppo Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) in merito all’approvazione della risoluzione sul “made in”. “Il Consiglio europeo non può ignorare un voto così ampio di chi rappresenta i cittadini europei a favore di un provvedimento che, con le nuove regole di Lisbona  – ha aggiunto l’eurodeputato del PD – é soggetto alla procedura di codecisione tra il Consiglio stesso e il Parlamento europeo”. “Quindi, come previsto dalla risoluzione, invitiamo la Commissione Esecutiva europea – ha concluso Gianluca Susta – a incardinare nuovamente la procedura legislativa secondo le nuove regole per accelerarne l’approvazione”.

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Parlamento europeo: Giustizia e affari interni

Pubblicato da fidest su Giovedì, 26 Novembre 2009

Lotta al razzismo, libera circolazione delle coppie senza discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e difesa delle donne, dei minori e degli immigrati. E’ quanto chiede il Parlamento per lo spazio europeo di giustizia, auspicando più diritti per i detenuti e fondi UE per la costruzione di nuove carceri. Occorre anche tutelare la privacy e combattere la criminalità informatica, garantire una maggiore solidarietà tra i paesi UE per l’accoglienza dei rifugiati e tutelare i cittadini da terrorismo e criminalità.  Il Parlamento ha adottato una risoluzione con la quale indica la sua posizione riguardo al cosiddetto Programma di Stoccolma che stabilisce le priorità europee nel campo della giustizia e degli affari interni per i prossimi cinque anni. I leader dei governi europei affronteranno la questione al Vertice del 10-11 dicembre.  Il Parlamento sottolinea che occorre contrastare il crescente fenomeno dell’intolleranza all’interno dell’UE dando piena attuazione alla decisione quadro sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale, ma anche “adottando ulteriori misure legislative a livello europeo per quanto riguarda i reati generati dall’odio”.  I deputati ritengono inoltre necessario un quadro giuridico completo che offra alle vittime di reato – in particolare alle vittime della criminalità organizzata, della tratta di esseri umani e della violenza di genere – “la più ampia protezione”, compreso un risarcimento adeguato.  Il Parlamento chiede norme minime relative alle condizioni delle carceri e dei detenuti e una serie di diritti comuni per i detenuti nell’UE, “incluse norme adeguate in materia di risarcimento dei danni per le persone ingiustamente arrestate o condannate”. Sollecita anche la conclusione di accordi fra l’Unione europea e i paesi terzi sul rimpatrio dei loro cittadini che hanno subito condanne e la piena applicazione del principio del reciproco riconoscimento alle sentenze penali ai fini della loro esecuzione nell’Unione europea.  Il Parlamento invita gli Stati membri “a dimostrare di essere pienamente impegnati a favore dei meccanismi di solidarietà, quali il progetto pilota per la ridistribuzione interna dei beneficiari di protezione internazionale previsto dalla Commissione”. Per i deputati è  “imperativo” che la protezione dei cittadini dal terrorismo e dal crimine organizzato “sia sostenuta mediante strumenti legislativi e operativi efficaci, … e inquadrata in una legislazione chiara che offra ai cittadini UE la piena tutela dei propri diritti, incluso il diritto di contestare norme sproporzionate o ambigue e l’applicazione impropria delle norme”.  Il Parlamento sottolinea la necessità di limiti “più chiari e rigorosi” in materia di scambio di informazioni tra Stati membri e di uso di registri comuni dell’Unione europea.

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