Siamo costretti a sospendere la nostra attività per alcuni giorni. Ci scusiamo con i nostri lettori e collaboratori per questa circostanza. Ci ripromettiamo, quanto prima, di riprendere i nostri lanci d’agenzia con le consuete modalità.
Archivio per la categoria ‘Fidest – interviste’
by Fidest
La Fidest sospende la sua attività
Pubblicato da fidest su lunedì, 28 maggio 2012
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La Fidest sospende la sua attività
Pubblicato da fidest su lunedì, 28 maggio 2012
Siamo costretti a sospendere la nostra attività per alcuni giorni. Ci scusiamo con i nostri lettori e collaboratori per questa circostanza. Ci ripromettiamo, quanto prima, di riprendere i nostri lanci d’agenzia con le consuete modalità.
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Nicole Minetti? La “cicciolina” del Pdl
Pubblicato da fidest su mercoledì, 16 maggio 2012
“Nicole Minetti? L’Italia ha messo in Parlamento anche Cicciolina, e la Minetti può avere quel tipo di elettorato lì, che si riconosce in quello stile, nel suo modo di lavorare. Rappresenta un tipo di elettore che guarda all’estetica”. Lo dice il senatore del Pdl Mario mantovani, coordinatore del Pdl in Lombardia, alla Zanzara su Radio 24, facendo un parallelo tra Nicole Minetti e l’ex pornostar Cicciolina, che entrò in Parlamento coi radicali. “D’altra parte – aggiunge Mantovani – a Monza Cicciolina si è presentata, dunque chiunque può presentarsi per cercare i voti. Nel futuro anche la Minetti se vuole dovrà prendersi i voti. Credo che i suoi elettori non siano il mio genere, ma il Pdl è un partito di ampie vedute”. Poi Mantovani difende la Minetti dagli attacchi di alcuni esponenti del Pdl, tra cui Guido Crosetto che si era detto pronto a fare una colletta per le dimissioni del consigliere regionale: “Io non provo nessun imbarazzo per la sua presenza e non credo ci faccia perdere voti. Crosetto sbaglia. Anzi ora organizzo una cena così si conoscono meglio e fanno pace”. “La Minetti – dice ancora Mantovani a Radio 24 – è un capro espiatorio. E’ una brava consigliera regionale, sempre presente, una che fa delle proposte. Non capisco questo accanimento nei suoi confronti”.(Maria Luisa Chioda)
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Imu: ingiusta e incostituzionale
Pubblicato da fidest su lunedì, 7 maggio 2012
Italiano: primo piano di Giuliano Pisapia all’iniziativa “Un sindaco per Milano” (Photo credit: Wikipedia)
“Io penso che l’imu così come è stata strutturata dal decreto Salva Italia, approvata dal parlamento, dalla maggioranza parlamentare è sbagliata, ingiusta, ingiustificata e ha anche evidenti profili di incostituzionalità. Perché prevede che un’imposta municipale così come ha deciso la costituzione che ci fosse, comportasse che una parte dei proventi di questo tributo andassero al governo. Preso atto di questo dato di fatto io credo che bisogna fare di tutto e impegnarsi perché il governo cambi rotta, cambi strada anche perché strangolare i comuni significa strangolare coloro che danno una risposta ai bisogni primari dei cittadini” . Così il sindaco di Milano Giuliano Pisapia interviene sull’Imu a Radio 24, e aggiunge “l’alternativa è molto chiara, se il governo, il parlamento ha la necessità di avere a propria disposizione quelle somme per sanare il paese, faccia una tassa autonoma, che può essere una tassa di scopo o un’altra tassa, ce ne sono purtroppo tantissime, e ci metta la faccia e non faccia sì che invece i Sindaci diventino gli esattori del governo. Per cui i cittadini pensino che quella tassa o quell’introito del governo vadano per i servizi ai cittadini mentre invece i sindaci o gli amministratori locali non vedono neppure una parte di quell’importo”. Sulla manifestazione dell’Anci a Venezia, il primo cittadino di Milano pensa che “potrà dare una sveglia al governo su un tema delicato. Che non significa evasione fiscale anzi bisogna combatterla e quindi non significa neppure violare le leggi, ma significa spingere affinché ci sia equità fiscale e quindi equità sociale”. Rispetto alla disobbedienza fiscale annunciata da alcuni sindaci leghisti, per Pisapia: “Un sindaco rappresenta le istituzioni a livello locale e non può commettere reati o avere comportamenti illegali. Anzi il sindaco deve dare l’esempio, e l’esempio è quello che tutti i cittadini. – e il sindaco di Milano a Radio 24 propone – I Sindaci si impegnino e si mobilitino per una maggiore giustizia fiscale e sociale, in quanto hanno una maggiore sensibilità rispetto ai bisogni dei cittadini di quella di un Presidente del Consiglio o un Ministro che non sentono ogni giorno le proteste dei cittadini e non vivono le difficoltà a volte estreme. Da nord al sud”. E infine conclude a Radio 24: “Non capisco la protesta fiscale dei sindaci leghisti. La Lega è stata al governo fino a pochi mesi fa ed è una delle forze politiche e dei partiti responsabile del disastro in cui ci siamo trovati. E’ troppo facile fare adesso azioni propagandistiche illegittime e illegali, doveva pensarci prima. Adesso credo che debbano impegnarsi insieme all’Anci affinché si modifichi una legge che anche loro ritengono errata. Ognuno si assuma la propria responsabilità e la Lega è l’ultima che può dire una parola su questo tema visto che sono quantomeno corresponsabili”.
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Ultime notizie: http://fidestnews.blog.com
Pubblicato da fidest su mercoledì, 25 aprile 2012
• Carlos Gasparinho «Time Lapse»
• Teatro: L’Uomo del Destino
• Berlinguer: protagonista al femminile
• Diritto alla vita
• Quote better calcio
• Lavoriamo per il futuro
• Nuovo sistema per il 118
• Giornata di supervisione
• Gli stranieri e la Repubblica Romana
• Il governo delle tasse
• Tassa di scopo
• La Francia e la politica italiana
• Fisco: no a nuove tasse
• Tariffe telefoniche in Italia
• Università: Musica Sapienza
• Monti sotto osservazione
• La moda è di moda?
• Agenda sindaco comune Roma
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• Dal bunga-bunga al Burlesque
• Politici distratti
• Festa del libro
• Oppy De Bernardo: Scacciapensieri
• Teatro: Il monaco nel letto
• Camerino: attività di ricerca
• Viaggiare in auto risparmiando
• Imola: Thomas Biagi sul podio
• I soldi dei partiti
• La solidarietà e l’inclusione sociale
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Diana De Feo alla Zanzara su Radio 24
Pubblicato da fidest su martedì, 24 aprile 2012
“Emilio voleva restare ancora qualche mese, niente di più. Sarebbe stato contento così. Non meritava questo trattamento dopo aver dato una vita per Mediaset. Si poteva aspettare un po’…ma non voglio entrare in polemica con Fedele Confalonieri”. Lo dice Diana De Feo, senatrice del Pdl e moglie di Emilio Fede, alla Zanzara su Radio 24. “Anche lui si è intestardito – dice la senatrice De Feo – e ora è bene che si riposi un po’, si prenda qualche mese di relax. Tornerà a fare tv? Penso di sì. E perchè non dovrebbe farlo? D’altra parte abbiamo presidenti della Repubblica che lavorano e sono lucidi a oltre ottant’anni…perchè non può continuare anche Emilio?”. Che rapporto ha con suo marito, chiedono i conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo? “Non ci vediamo mai – racconta la De Feo alla Zanzara – lui ha altri giri, altre cose da fare…Sa, quando una coppia è sposata da 45 anni, si parla solo al telefono e ci vediamo alle feste comandate”. Un rapporto virtuale, insistono i conduttori. “Beh, ripeto, dopo 45 anni di matrimonio…ormai Emilio è come un parente prossimo. Siamo come separati. Se cerco un messaggio tenero che mi ha mandato devo risalire molto indietro nella memoria” (Maria Luisa Chioda)
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Maroni e la “scopa”
Pubblicato da fidest su domenica, 22 aprile 2012
“Non mi dimetto dal Senato perchè qualcuno mi ha scelto, ma bisogna avere le palle per prendere certe decisioni, uscire dalla Lega. Io ho le palle, altri no. Maroni? Un opportunista, uno come tanti che adesso fanno le verginelle. Come faceva a non sapere dato che era sempre nella sala di comando?”. Lo dice Lorenzo Bodega, ex senatore della Lega ora nel gruppo Misto, alla Zanzara su Radio24. Bodega ha lasciato la Lega in questi giorni dopo l’espulsione di Rosi Mauro e dice: “Viva la Mauro, viva i terroni nella Lega, sono sicuro che non ha preso un euro dal partito. Come si fa a mandare via una come lei che si è spesa così tanto, una che ha dato la vita per il leader? E’ solo una resa dei conti, una lotta per il potere”. Bodega, alla Zanzara, attacca ancora Roberto Maroni: “Come si fa a trattare Bossi in quel modo? Mentre il capo piangeva sul palco, Maroni a Bergamo rideva con la ramazza in mano. Lui spiato? E per cosa? Non ci credo, è una bufala. Non ha carisma, con lui la Lega si spacca e al massimo arriva al quattro per cento”. E ancora: “Con Belsito fa la verginella, ma lo ha nominato anche lui”. Altri usciranno dalla Lega?: “Soprattutto a livello locale c’è molto malumore, ma in pochi hanno le palle come me e pensano di non poter vivere senza poltrona”.(Maria Luisa Chioda)
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Last news from http://fidestnews.blog.com
Pubblicato da fidest su giovedì, 19 aprile 2012
- Amorevolmente
- Nomination David di Donatello
- You are not a salmon
- Va in scena “Can Can”
- Festival del verde e del paesaggio
- Patrimoniale sui partiti
- Accesso al credito
- Neuroni specchio
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- D.L. lavoro: acque agitate
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- Congresso nazionale Fuci
- Bici, circolazione e rischi
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Di Pietro: un tempo il ladro faceva il latitante oggi va in parlamento
Pubblicato da fidest su martedì, 17 aprile 2012
“Nel ’92 i ladri, male che andava, facevano i latitanti. Oggi il ladro, male che vada, fa il parlamentare”. Così Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, ospite di “24 Mattino” di Radio 24 attacca il Parlamento sul tema della corruzione. “Non è cambiato nulla rispetto al ’92 se non l’ingegnerizzazione del sistema – ha aggiunto Di Pietro a Radio 24 -. Nel ’92 trovavamo la mazzetta nello sciacquone del cesso e nel pouf di casa Poggiolini. Oggi si fa la consulenza, si fa la nomina a Fincantieri come a Belsito, vengono utilizzati strumenti formalmente leciti per raggiungere fini illeciti. Una volta nella guerra tra guardie e ladri, la guardia aveva possibilità di raggiungere il ladro e male che andava il ladro faceva il latitante, oggi il ladro, male che vada, fa il parlamentare. Ci sono in Parlamento oltre 150 tra inquisiti da una parte e avvocati di inquisiti dall’altra. Voi immaginate che questo Parlamento faccia provvedimenti per far funzionare la giustizia? Questi sono tutto tranne che masochisti. Ci sono persone in Parlamento che hanno provvedimenti di cattura a carico”. Di Pietro è tornato sull’accusa già fatta in Parlamento al premier Monti di avere sulla coscienza i suicidi delle persone che si tolgono la vita per disperazione. “Io facevo un discorso all’interno della Camera durante un voto di fiducia che per l’ennesima volta indebitava le famiglie e costringeva le imprese a chiudere mentre non proponeva nulla per la crescita. Non estrapoliamo una frase detta in Parlamento, non in un bar di periferia. Questo sistema sta portando alla disperazione migliaia di famiglie e di lavoratori e imprenditori. E’ una fotografia, non si devono arrabbiare con me se faccio il fotografo. Chi si ammazza non è che si ammazza perché gli fa piacere, ma perché non ce la fa più. Affrontiamo il toro per le corna, invece di dire ‘non mi devi dire questo’”. Di Pietro ha criticato la riforma del mercato del lavoro: “Soprattutto puntiamo al mantenimento fermo dell’articolo 18 che, come direbbe il vecchio Di Pietro, non c’azzecca assolutamente niente con la causa della situazione economica del Paese”. Infine sui rimborsi elettorali, il leader Idv ha ribadito che il suo partito rinuncerà all’ultima tranche in arrivo a luglio di circa 4 milioni: “Noi ritireremo la quota e la gireremo seduta stante con un assegno circolare a Elsa Fornero, il ministro che ha più necessità di venire incontro alle fasce sociali più deboli. Se non li ritirassimo verrebbero ridivisi tra gli altri partiti. Faremo un bell’assegno, poi chiederemo dove li mette e che cosa ci fa”. (maria Luisa Chioda)
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Veronica Pivetti su La Lega
Pubblicato da fidest su martedì, 17 aprile 2012
“Di là di quello che stabilirà l’inchiesta, la Lega ha fatto un autogol. Questo è vermante uno scossone spaventoso per il loro elettorato. Poi adesso se la prendono tutti col Trota, ma – voglio dire – non è che sembrasse Eistein anche prima”. Lo afferma l’attrice Veronica Pivetti – sorella di Irene, ex presidente leghista della Camera – durante la trasmissione Non ci sono più le mezze stagioni, di Roberta Giordano, su Radio 24, commentando le notizie che stanno emergendo dall’inchiesta sulla Lega Nord. “Premetto” sottolinea Pivetti “che non sono mai stata leghista, non condivido nulla della Lega, ma questo è un partito che c’è da tanto tempo e c’è tanta gente che ci ha creduto fortemente. A parte che ora ci sarà l’inchiesta, ma quello che è saltato fuori è molto penoso, ed è soprattutto un enorme tradimento per l’elettorato leghista. Io credo che le ultime cose che sono venute fuori sulla Lega sia stato un vero shock per i leghisti”. E a proposito degli espulsi e dei graziati dal partito, Pivetti, sempre durante la trasmissione di Roberta Giordano, osserva: “Adesso se la prendono tutti col Trota, ma – voglio dire – non è che sembrasse Eistein anche prima. Se son vere le cose a suo carico – se saranno appurate – sono di una bassezza tremenda, anche per come vengono fuori.. Però, insomma, non è che neanche prima il Trota fosse l’immagine dell’Italia del futuro”. Quanto all’epurazione di Rosy Mauro, l’attrice commenta: “Qualcuno dovevano fare fuori in modo brutale. Intanto è una donna. Io cero non la difendo, Ma, in quanto donna, è stata facilissima da colpire. Qualcuno da tirare via come un birillo ci doveva essere. Però io vorrei anche sapere: Calderoli cosa ci racconta?”.
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Last news fidest
Pubblicato da fidest su lunedì, 16 aprile 2012
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Wiener Mozart Trio
A Spino Fiorito, di vino in bio
Una stella nel cielo del Molise
Sicurezza nucleare
Nuovi bus per Roma
Morte Morosini e proposte legge
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8° Giornata Mondiale Emofilia
Storia dell’arte: Esercizi singolarità
Incontro su: 1000 Genomes
Il malato e il medico
Studi sul Settecento romano
L’Europa al tempo della crisi
Gli antropologi raccontano l’Unesco
Il mercato delle rinnovabili
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Il comitato di salvezza nazionale
Agenda sindaco comune Roma
Il buon gusto di Umberto Galimberti
Teatro: Sangue sul collo del gatto
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Ultime notizie Fidest
Pubblicato da fidest su domenica, 15 aprile 2012
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Volti del Madagascar
Mostra: sua maestà il gatto
“Through the journey”
4° Festival del Cortometraggio
Successo Unicam in Russia
26° trofeo Valerio Albrizio
Protezione civile: aumenta la benzina
Piccoli imprenditori in Europa
Un gancio in mezzo al cielo
Mediaset-Rai: frequenze gratis?
La crisi del tessile
I fasti dell’asino di Buridano
Libro: A un piede fu ferito
Le conversazioni di Don Chisciotte
Conferenza Episcopale Siciliana
La piccola impresa
Sangue: quando c’è bisogno
Scienza e scienziati
Fondi per l’editoria
Il problema degli esodati
Una proposta per l’Italia e per l’Europa
L’antico e la musica
Architettura del moderno
Roma: gestione rifiuti
Agenda sindaco comune Roma
Lettere buffe de Il Giornale
Rimborsi elettorali
Archivio storico: tesori
The velveteen dolls
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In nome dell’anticomunismo
Pubblicato da fidest su venerdì, 30 marzo 2012
Big Three at the Potsdam Conference in Germany: Prime Minister Winston Churchill, President Harry S. Truman and Generalissimo Josef Stalin, seated in garden. (Photo credit: Wikipedia)
Il mio pensiero va oggi a coloro che nutrono delle perplessità riguardo alcune esternazioni del Presidente del Consiglio Mario Monti riguardo al fatto che in passato si è ecceduto sui diritti tralasciando i doveri con i conseguenti maggiori costi sociali. In effetti ha ragione ma con qualche riserva.
Incominciamo con il dire che il tutto ha una radice storica nella conferenza di Yalta che si tenne dal 4 all’11 febbraio del 1945, alcuni mesi prima la resa della Germania. In quell’occasione e nella successiva conferenza di Potsdam (17 luglio-2 agosto 1945) si stabilirono i termini per l’assetto geopolitico internazionale e nello specifico nella divisione dell’Europa per sfere d’influenza. Stalin in quell’occasione non mantenne gli impegni presi di favorire, nei paesi dell’Europa centro-orientale occupati dalle truppe russe, le libere elezioni e di fatto li incorporò senza mezzi termini all’U.R.S.S. Da qui ebbe inizio la Guerra fredda con le conseguenze che noi tutti sappiamo. Vi furono, inoltre, delle aree che possiamo definire “cuscinetto” come la Yugoslavia di Tito che pur dichiarandosi comunista pose dei distinguo, rispetto alla Russia, e tanto da essere blandita dall’occidente che non esitò a favorirla con il trattato di pace con l’Italia cedendole la Dalmazia. Ma anche l’Italia era vista con sospetto, avendo al suo interno il più forte partito comunista d’Occidente. E i comunisti italiani furono così pressanti sui diritti che non si trovò di meglio che allargare a dismisura questo varco in nome di una invocata pax-sociale. Diritti, stranamente a dirsi, che sia l’Urss sia l’Occidente non avrebbero riconosciuto ai loro cittadini ma che divennero per “ragioni di stato” il punto nodale della politica italiana con le deformità che ben conosciamo: sperequazioni retributive per favorire quelle corporazioni più affidabili alla tenuta dell’anticomunismo e poi ancora clientelismo, voti di scambio, corruzione, ammortizzatori sociali (gonfiando a dismisura gli organici delle imprese pubbliche e persino private dalle ferrovie alle poste e alla Fiat) e, non certo ultima, la mano tesa verso la criminalità mafiosa, per tacitarla. Di tutto questo se ne resero conto negli anni ’70 sia Moro sia Berlinguer tanto che pensarono ad un “compromesso storico” per tarpare le ali ad un andazzo che rischiava di degenerare in modo irreversibile. Ma l’occidente, ancora una volta, si mise di traverso timoroso che l’Italia, in qualche modo, potesse scivolare nell’area comunista dell’Urss. Il costo che ne derivò fu un sistematico ed irrefrenabile indebitamento pubblico da tutti conosciuto e da tutti tollerato come un male minore, doloroso ma necessario. Poi vennero, nell’ordine, il muro di Berlino e la stagione di “mani pulite”, ma la classe politica italiana non sembrò accorgersene continuando nel suo processo degenerativo. Ora siamo giunti ad un punto nodale con il governo tecnico di Mario Monti, ma è anch’esso un fallimento dichiarato non tanto per suo demerito quanto per la mancanza di una consapevolezza collettiva sui cambiamenti in atto nella comunità internazionale e la necessità che tutti, indistintamente, si sentano coinvolti in un risanamento non tanto economico quanto nell’idea stessa di società in cui dobbiamo fare i conti ed è un fatto più culturale che politico. Da qui possiamo incominciare a parlare del presente e lo farò con il successivo articolo. (Riccardo Alfonso www.fidest.it)
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Le banche hanno vinto, anzi stravinto
Pubblicato da fidest su venerdì, 16 marzo 2012
Fedele alla sua non aurea regola che lo vuole forte con i deboli e debole con i forti, il governo Monti si è inginocchiato di fronte ai banchieri e si è impegnato a cancellare la norma che rendeva gratuite le commissioni bancarie per i pensionati sino a 1500 euro. Il sottosegretario all’Economia Polillo, quello che somiglia come una goccia d’acqua a Previti, è stato candido e trasparente nel motivare la retromarcia furiosamente ingranata: “Quella misura era un danno per gli istituti di credito”. Per la verità, grazie all’obbligo di aprire conti correnti per tutti i pensionati, le banche erano già immensamente avvantaggiate dalle misure di un governo che forse non a caso è guidato da banchieri ed ex consulenti delle grandi banche. Ma, essendo la finanza insaziabile, non si era accontentata. Per protesta contro la decisione di rendere gratuiti i conti correnti per le pensioni più basse i vertici dell’Abi si erano dimessi. Il governo ha quindi adottato un atteggiamento opposto alla grinta che sfodera quando a protestare sono pensionati, lavoratori, giovani e precari e disoccupati. Ha belato. Si è scusato. E’ tornato indietro. Molto meglio danneggiare di brutto i pensionati poveri che risultare sgraditi alle banche. (Antonio Di Pietro)
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Mills a Radio 24:”Ex premier coinvolto per colpa mia”
Pubblicato da fidest su domenica, 26 febbraio 2012
“Sono molto contento. Una condanna sarebbe stata scorretta. Ma soprattutto l’importante è che dopo 16 anni sia finito tutto”. David Mills, l’avvocato inglese, ex coimputato di Silvio Berlusconi, commenta con A Ciascuno Il Suo di Radio 24 il verdetto emesso nei confronti dell’ex premier. “La prescrizione non è il miglior risultato, ma è molto meglio di una condanna”. In un’intervista telefonica, Mills parla anche della diversa sorte giudiziaria per lui e per l’ex premier. “Io ho sempre ritenuto ingiusta anche la mia condanna, avrei preferito un’assoluzione sia per me che per Berlusconi, perché i documenti sono unanimini. Ma la prescrizione è una via di mezzo”. In Gran Bretagna, però, non esiste che un reato si estingua, no? “Vero, ma l’Italia è un Paese cattolico. O forse era. E quindi crede nel perdono. Ci sono tanti difetti nel sistema legale italiano, ma la prescrizione è un aspetto positivo”. Quanto alla storia del processo all’ ex premier, Mills dice che “è stato sacrificato. Perché lui è assolutamente innocente. Il suo coinvolgimento- dichiara Mills a Radio 24- è stato causato da un mio errore, e ho già più volte offerto le mie scuse”. L’avvocato inglese racconta inoltre a Radio 24 di essere stato “danneggiato dai processi” e raccontadi “essere diventato uno scrittore. Ora sono in pensione- dice”, specificando di non aver più ripreso i contatti con la Fininvest. (Chioda Maria Luisa)
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