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Archivio per la categoria ‘Università’

University

Paul U. Unschuld a Bologna per una Lezione Magistrale

Pubblicato da fidest su mercoledì, 27 febbraio 2013

Bologna 16 marzo 2013, ore 9 – Ingresso Gratuito Aula Magna dell’Istituto di Anatomia Umana Normale, Università di Bologna, Via Irnerio 4
Su invito dell’Associazione per la Medicina Centrata sulla Persona ONLUS il Prof. Paul U. Unschuld per la prima volta tiene una Lezione Magistrale a Bologna, dal titolo dal titolo “Chinese Medicine between Tradition and invented tradition”. Il Prof. Unschuld è uno dei più importanti sinologi viventi e le sue ricerche sono delle pietre miliari della conoscenza del Pensiero e della Cultura Tradizionali Cinesi.
Ha fondato e ne è il Direttore del Horst-Goertz-Institute for the Theory, History, and Ethics of Chinese Life Sciences alla Charité-Universitaetsmedizin di Berlino. E’ Presidente della International Society for the History of East Asian Science, Technology and Medicine.
Nel maggio 2012, su invito della Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli del Presidente Romano Prodi e dell’Università di Bologna, è stato tra i principali relatori del primo “Dialogue on Human Health between Traditional Chinese Medicine Culture and Western Medicine Culture (TCM Dialogue)”.
In occasione della Lezione Magistrale, verrà firmata una convenzione di collaborazione tra il Horst-Goertz-Institute e l’Associazione per la Medicina Centrata sulla Persona ONLUS nel campo della didattica e della ricerca.

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In ricordo di Rita Levi Montalcini

Pubblicato da fidest su venerdì, 11 gennaio 2013

Rita Levi Montalcini, 20 april 2009

Rita Levi Montalcini, 20 april 2009 (Photo credit: Wikipedia)

Il 2012 si è concluso con la perdita di una delle menti più fulgide e illuminate della scienza italiana. Rita Levi Montalcini è stata un esempio per intere generazioni di cosa significhi passione per la ricerca biomedica. Nomi come il suo e quello di Renato Dulbecco, scomparso lo scorso febbraio, hanno scritto pagine di storia della medicina, inducendo molti ragazzi a intraprendere percorsi di studio che avessero come obiettivo quello di incrementare le conoscenze al fine di migliorare la salute delle persone. Rita Levi Montalcini, però, era anche molto altro. Dotata di grande passione civica non ha mai mancato di dare il suo appoggio a battaglie di libertà e giustizia sociale. Divenne Senatrice a vita a 92 anni e si dichiarò subito più felice di questo riconoscimento che del Nobel vinto nel 1986 per le scoperte sul Fattore di crescita nervoso (Ngf). Da giovane, aveva dovuto lasciare l’Italia per le leggi razziali. Mai, però, abbandonò la ricerca, anche in situazioni di enorme precarietà. Conosceva bene il valore della vita ed era una grande combattente. Chi scrive ha avuto modo di conoscerla nei giorni caldi della fiducia al Governo Prodi, maggio 2006. In Senato c’era chi la sbeffeggiava e con grande insolenza le offriva in aiuto delle stampelle. Non ne aveva bisogno. Ogni volta che si trovava a parlare lei si alzava in piedi e a gran voce declamava il suo pensiero. Parlammo privatamente proprio della difficile situazione politica e mi dichiarò con fermezza che non si sarebbe fatta intimorire da nessuno e che lei il sostegno, a Prodi, non l’avrebbe fatto mancare. Poi incominciò l’intervento pubblico all’insegna delle sue parole d’ordine di sempre: giovani e ricerca.
Amava Bertrand Russell, in particolare queste parole in cui si riconosceva appieno e che per noi rappresentano il suo più meritato epitaffio: “Tre passioni semplici ma irresistibili hanno governato la mia vita: la ricerca della conoscenza, la sete d’amore e una struggente compassione per le sofferenze dell’umanità”. Nicola Miglino

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Guida ai consigli d’istituto

Pubblicato da fidest su venerdì, 11 gennaio 2013

Oltre mille Consigli d’istituto nuovi di zecca stanno partendo, ma nessuno si preoccupa di formarne i componenti. I più navigati sanno per esperienza che per fare un buon lavoro è sempre utile conoscere i meccanismi segreti ed è per questo che AGe Toscana ha pensato di pubblicare una guida unica nel suo genere: “Come (non) funziona il Consiglio d’istituto”.
Analisi e suggerimenti sono stati messi a punto da Sara Ruffo, una ragazza di Verbania che, frequentando il corso di laurea in “Scienze cognitive e processi decisionali” (il cui focus è lo studio di gruppi sociali), per la tesi finale ha rivolto la sua attenzione al Consiglio d’istituto. Ne ha analizzato tutte le caratteristiche sia sotto il profilo socio – psicologico, che sotto quello della sua composizione e amministrazione, intervistando tutti i dirigenti e le varie componenti scolastiche delle scuole del suo territorio. “A mano a mano che il lavoro si sviluppava –commenta Sara- il mio interesse verso questo gruppo di lavoro aumentava, portandomi a pormi delle domande e a cercare delle risposte. Questo è il motivo per cui mi sono rivolta all’Associazione genitori A.Ge. Toscana:volevo trovare delle risposte concrete alle problematiche che oggi albergano all’interno del Consiglio d’istituto”. Noi di AGe Toscana siamo stati ben lieti di farci intervistare prima e pubblicare poi l’elaborato di Sara, che abbiamo trovato di grande qualità. “La nostra ‘ricetta’ –dichiara la presidente Rita Manzani Di Goro- consiste semplicemente nella formazione, che dovrebbe essere obbligatoria per tutti coloro che fanno parte degli organi rappresentativi. La guida è stata inviata a tutti i Consigli di circolo e d’istituto della Toscana e può essere scaricata dal nostro sito http://www.agetoscana.it alla pagina Documenti scaricabili”. Ecco alcuni dei contenuti principali: La scala della partecipazione è suddivisa in otto livelli; nel mezzo della scala si trovano i tre livelli di tokenism (“dare un contentino”): l’informazione, la consultazione e la soluzione dei conflitti; all’apice della scala di partecipazione ci sono la partnership, la delega di potere e il controllo popolare (es: il referendum).
L’obiettivo per essere tale deve innanzitutto essere chiaro: il gruppo deve sapere esattamente cosa deve fare.A differenza dell’obiettivo che indica il “perché”, lo scopo del lavoro di gruppo, il compito indica l’attività che il gruppo deve svolgere, il lavoro che deve fare per raggiungere l’obiettivo prefissato. Se il compito non è chiaro, il gruppo si troverà in difficoltà poiché non ha a disposizione gli strumenti necessari per raggiungere l’obiettivo.
La strategia è utile per semplificare il compito che deve svolgere il gruppo di lavoro. Un approfondimento necessario riguarda le risorse che il gruppo ha a disposizione, ad esempio il tempo: se il tempo passato è stato speso male, non si può tornare indietro.
Il conflitto, se ben gestito, non è un fattore negativo, anzi può portare dei cambiamenti positivi all’interno del gruppo attraverso il confronto tra i membri; se invece viene mal gestito o addirittura ignorato può sfociare in un atteggiamento negativo che può portare addirittura allo scioglimento del gruppo stesso.
La minoranza è composta da tutti quei membri che si trovano in disaccordo con il resto del gruppo e se è in grado di giocare al meglio le proprie carte può influenzare il processo decisionale e portare cambiamenti significativi.
Ci sono ruoli comuni in tutti i gruppi? indubbiamente la figura del leader, del nuovo arrivato e del capro espiatorio, che ha una funzione fondamentale nel gruppo poiché permette agli altri membri di risolvere i propri conflitti interni, proiettandole su di lui.
Il leader più efficiente è l’individuo meglio equipaggiato per aiutare il gruppo a raggiungere i suoi obiettivi in tale contesto. In un altro momento o in un altro luogo qualcun altro può emergere come leader. Lo stile di leadership vede leaders che impartiscono comandi ed esortano i membri a osservare le regole e ruoli gerarchici; altri che invece danno e chiedono spiegazioni, consigli, opinioni, creando così una forte interazione tra i membri dl gruppo.
Il Consiglio d’istituto è un gruppo di lavoro anomalo, perché vede la compresenza di due leaders, il dirigente scolastico e il presidente del Consiglio d’istituto, con caratteristiche ben definite: competenza in materia e rappresentanza dell’istituto l’uno, guida dell’organo di indirizzo l’altro. Per riequilibrare il sistema, l’unica possibile soluzione è la formazione mirata del Presidente e degli altri Consiglieri; una formazione che potrebbe essere svolta gratuitamente dalle Associazioni professionali e dei genitori, oppure da coloro che già hanno ricoperto cariche elettive nella scuola.

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Ricerca su dinamica quantistica di nanomagneti molecolari

Pubblicato da fidest su sabato, 20 ottobre 2012

Le nanostrutture magnetiche (con dimensioni dell’ordine del miliardesimo di metro) sono componenti fondamentali in tecnologie emergenti quali laspintronica e la computazione quantistica. Rispetto a un tipico materiale magnetico, la piccolissima taglia di questi sistemi dà luogo a fenomeni caratteristici della meccanica quantistica che possono essere sfruttati nella progettazione di algoritmi di calcolo e di dispositivi in grado di superare decisamente qualunque controparte tradizionale.Un aspetto cruciale della ricerca in questo campo è la comprensione della dinamica, ovvero del modo in cui lo stato degli elettroni che danno origine al magnetismo evolve nel corso del tempo. Essendo questa dinamica caratterizzata da scale di tempo e di lunghezza molto piccole (rispettivamente dell’ordine del millesimo di nanosecondo e di frazioni di nanometro), una sua misura diretta non era finora stata possibile.Nello studio Spin dynamics of molecular nanomagnets unravelled at atomic scale by four-dimensional inelastic neutron scattering, appena uscito sulla prestigiosa rivistaNature Physics, svolto nell’ambito di una collaborazione internazionale che vede protagonista un gruppo di ricercatori dell’Università di Parma, viene illustrato unnuovo approccio che rende possibile determinare direttamente questa dinamica su scala atomica a partire da sofisticate misure di spettroscopia neutronica.L’efficacia di questa metodica è stata dimostrata su un anello di otto atomi di Cromo, uno dei più studiati nanomagneti molecolari per via della sua dinamica fortemente quantistica. Questo risultato apre notevoli prospettive sia di carattere fondamentale che tecnologico, per le potenziali applicazioni degli anelli molecolari come unità fondamentali (qubit) dei computer quantistici. Il gruppo di fisici teorici di Parma che ha partecipato a questa ricerca e collaborato all’esperimento è costituito dai proff. Giuseppe Amoretti, Stefano Carretta e Paolo Santini ed è da anni all’avanguardia nella ricerca sul magnetismo molecolare, che svolge nell’ambito di numerose collaborazioni internazionali e di progetti finanziati da Unione Europea, MIUR e Fondazione Cariparma.

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“Lobbying e processi democratici. Divergenze e congiunture”

Pubblicato da fidest su lunedì, 28 maggio 2012

 

Salerno

Salerno (Photo credit: Wikipedia)

Salerno 29 maggio presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Salerno la lezione su “Lobbying e processi democratici. Divergenze e congiunture” Ne discutono Gianfranco Macrì e l’autore di “Lobbying & lobbismi. Le regole del gioco in una democrazia reale” Gianluca Sgueo. Come si possono conciliare una democrazia partecipativa, in cui tutti i cittadini hanno la possibilità di influenzare le decisioni pubbliche, con un sistema di lobby, in cui sono le multinazionali a influenzare le scelte della politica? Esiste un lobbying trasparente? Chi sono i lobbisti in Italia? Saranno questi alcuni dei temi del dibattito organizzato a Salerno per martedì 29 Maggio alle ore 9 presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Salerno, Aula SP/4. Il dibattito sarà l’occasione per la presentazione di “Lobbying & lobbismi. Le regole del gioco in una democrazia reale”, il nuovo libro del Coordinatore dei rapporti con il cittadino, sito web e flussi informativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri Gianluca Sgueo, edito da Egea. L’autore discuterà della possibilità che democrazia partecipativa e lobbying interagiscano per creare un sistema pubblico più efficiente e trasparente. Nel corso della lezione verranno discusse alcune recenti iniziative del governo, tra cui la consultazione pubblica sulla spending review.
Le cronache degli ultimi anni in Italia, il caso Bisignani, ultimo in ordine di tempo, e l’opposizione alle proposte di liberalizzazioni avanzate dal governo Monti, hanno rafforzato le connotazione negative associate alle lobby, viste come raggruppamenti di affaristi, difensori di caste e faccendieri. Nel suo volume Lobbying & lobbismi. Le regole del gioco in una democrazia reale (Egea 2011, 263 pagg., 24 euro) Gianluca Sgueo mostra invece come fare lobbying può essere un’attività trasparente e regolamentata con un ruolo fondamentale per il buon funzionamento della democrazia e dell’economia, disegnando le linee guide per favorire in Italia una crescita culturale nei confronti del lobbying e instaurare un sistema efficace e funzionale.
Come sostiene infatti nella sua prefazione Giuseppe Mazzei, direttore dei Rapporti istituzionali del Gruppo Allianz, in Italia permane “la congiura dell’ignoranza…dove la parola lobby è usata quasi sempre a sproposito come sinonimo di attività illecite o traffici immorali.” Mentre invece “il lobbismo corretto e ben regolamentato è un elemento cruciale per migliorare la competitività del sistema imprenditoriale e in genere del sistema democratico”.
Nel volume infatti Sgueo illustra in maniera vivace e dettagliata la funzione dei lobbisti in una democrazia contemporanea, funzione che fa parte del meccanismo che favorisce una democrazia partecipativa in cui viene incentivato il coinvolgimento dei cittadini nell’assunzione delle decisioni. Il fenomeno viene così fotografato, con esempi tratti sovente dal mondo anglosassone, illustrando i benefici ma anche i problemi senza timore di sottolineare aspetti e esempi negativi. Benefici che in termini di ritorno economico sono stati valutati dalla University of Kansas in uno studio che ha preso in considerazione un’attività di lobbying di 300 milioni di dollari che ha avuto un ritorno di 220 volte il capitale investito. (2012) pp. 264 Egea € 20,40 (formato cartaceo); € 13,99 (formato e-pub)

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“Io ci sono” di Mario Melazzini

Pubblicato da fidest su lunedì, 28 maggio 2012

The Certosa of Pavia.

The Certosa of Pavia. (Photo credit: Wikipedia)

Pavia 29 maggio 2012, alle ore 18 incontro di presentazione del libro “Io ci sono” di Mario Melazzini, valtellinese e presidente della Associazione Aisla onlus, che si terrà in Aula Scarpa L’incontro è organizzato dall’Associazione Alunni dell’Università di Pavia
Programma
Saluti del rettore, prof. Angiolino Stella
Intervengono:
Renata Crotti, Consiglio Direttivo dell’Associazione Alunni dell’Università di Pavia e delegata del rettore
Maria Pia Vairetti, coordinatrice del Gruppo Universitari della Valtellina
Ne parlano con l’Autore
don Franco Tassone, parroco del SS. Salvatore di Pavia, professore di religione al Liceo-Ginnasio Ugo Foscolo di Pavia
Giovanni Belloni, Presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Pavia
Coordina Marino Casella, direttore Corriere Medico
L’Associazione Alunni con questa iniziativa vuole avviare la costituzione di gruppi di laureati accomunati dall’essere provenienti dalla stessa area geografica, quasi a imitazione delle associazioni di studenti che in epoca medievale si chiamavano nationes proprio a sottolineare il rapporto con le zone di provenienza, dice Renata Crotti del Consiglio direttivo dell’Associazione. Durante l’incontro Mario Melazzini aderirà ufficialmente all’Associazione consegnando nelle mani del rettore la scheda e la quota di iscrizione.

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Per combattere le micosi cutanee basta una foto

Pubblicato da fidest su domenica, 27 maggio 2012

Cologno Monzese, “Pelle in-foto” è una campagna educazionale realizzata da Janssen Italia per aiutare il Medico di Medicina Generale nell’attività di sensibilizzazione dei pazienti a tenere sotto controllo pelle ed unghie e a individuare precocemente un’eventuale manifestazione cutanea.
L’iniziativa mette in evidenza l’importanza della collaborazione attiva del paziente che, attraverso un’opportuna informazione, viene invitato dal proprio medico curante a inviargli, in caso di dubbio o sospetto, una foto dell’area cutanea o ungueale interessata (da un cellulare o via email). Il medico, a sua volta, ne valuterà la rilevanza clinica, rispondendo con le istruzioni del caso (ad es. “nulla di rilevante”, “monitora la situazione” o “urge una visita”).
Si tratta di un momento educazionale attivo nella massima stagionalità delle micosi, ma che potrebbe aiutare anche nella diagnosi precoce di tutte le varie patologie dermatologiche. L’obiettivo è di stimolare una maggior attenzione alla pelle da parte della popolazione generale, di agevolare una migliore relazione medico-paziente e di fornire un servizio a supporto del Medico di Medicina Generale.
Il progetto si inserisce all’interno del programma di informazione dermatologica “Pelle In-forma”, che si avvale di una serie di strumenti digitali. Sono infatti attivi il sito web pelleinforma.com e, grazie alla collaborazione della Dr.ssa Sandra Lorenzi, un canale @pelleinfoto su Twitter, uno tra i social media più utilizzati al mondo. Questi canali innovativi sono volti alla veloce divulgazione di suggerimenti e informazioni che i medici potranno trasferire ai pazienti per il miglior controllo delle dermatomicosi.
La Dottoressa Sandra Lorenzi, specialista in Dermatologia e Venereologia all’Università degli Studi di Bologna e dell’Istituto Dermatologico Europeo di Milano, cura interamente i contenuti scientifici del Programma “Pelle In-forma”. “Le dermatomicosi sono una patologia molto frequente e diffusa, che interessa tutte le fasce di età. Twitter è un canale in più, un metodo moderno e veloce di comunicare nell’ambito di un progetto più vasto di informazione e di interazione col pubblico, sempre mediata dal medico, che all’occorrenza consente anche di visualizzare in foto la patologia” afferma la Dottoressa.
Sul sito pelleinforma.com il medico trova un archivio di immagini cliniche sulle micosi cutanee organizzate per diagnosi, che costituiscono un riferimento e un modello di comparazione per l’interpretazione delle foto dei pazienti. Attraverso una seconda sezione, creata ex novo, ogni medico registrato può inserire il proprio album fotografico digitale con le immagini da lui diagnosticate. Un supporto dunque per l’intera comunità scientifica, che potrà non solo attingere ma anche contribuire a questo canale per il raggiungimento di un obiettivo comune: una diagnosi appropriata e una terapia mirata per una sempre maggiore attenzione al paziente, per aiutarlo a prevenire le micosi cutanee o a ottimizzare i risultati della terapia farmacologica.
Per completare il progetto e rendere ancora più agevole la consultazione clinico-iconografica e farla diventare un reale ausilio alla diagnosi delle micosi cutanee, Janssen da settembre renderà disponibile un’applicazione sulle dermatomicosi per iPhone /iPad. (eleonora cossa)

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Ictus: si può prevedere negli anziani con un test di disegno

Pubblicato da fidest su domenica, 27 maggio 2012

(Centro Maderna) Un test con un disegno può prevedere il rischio di decesso in seguito al primo ictus negli uomini anziani. Il Trail Making Test (TMT), che consiste nel disegnare con una matita delle linee verticali ascendenti tra numeri o lettere il più velocemente possibile, sarebbe infatti in grado di prevedere chi è maggiormente a rischio di morte da ictus. Lo rivela una ricerca dell’Università di Uppsala in Svezia e pubblicata sul British Medical Journal Open. “Il TMT è un buon indicatore delle funzioni cognitive, e assieme a altri test è largamente usato per le diagnosi di demenza senile. In particolare, il TMT identifica dei difetti cognitivi latenti, causati da malattie cerebrovascolari che non hanno ancora manifestato altri sin tomi”, hanno spiegato i ricercatori. “Abbiamo analizzato 1000 uomini anziani tramite questi test e monitorato il loro stato di salute dal 1991 al 2006. Di questi – hanno proseguito – 155 hanno subito un ictus grave o leggero, e più della metà di loro è deceduta entro 2 anni dall’evento”. Prendendo in considerazione altri fattori come età, pressione sanguigna e istruzione, i ricercatori hanno determinato che gli anziani con bassi punteggi nel TMT avevano 3 volte più probabilità di morire in seguito al primo ictus rispetto agli altri: “Questo ci porta a concludere che questo semplice test scritto è un predittore affidabile del rischio di decesso da ictus”, hanno concluso i ricercatori.

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Discinesia Tardiva

Pubblicato da fidest su sabato, 26 maggio 2012

Copertina del wikibook Disturbi mentali

Copertina del wikibook Disturbi mentali (Photo credit: Wikipedia)

Parma. Sviluppare una stretta collaborazione tra i due specialisti chiamati a trattare il paziente affetto da disturbi psichiatrici, il cui trattamento farmacologico provoca disturbi extrapiramidali determinando importanti limitazioni nel movimento e nella attività quotidiana. È questa l’idea che ha ispirato i convegni DISCINESIE TARDIVE: area di confine fra Neurologia e Psichiatria (Catania, 11 maggio) e MENTE E MOVIMENTO: i disturbi del Movimento tra Neurologia e Psichiatria (Roma, 31 maggio) organizzati con il contributo incondizionato di Chiesi Farmaceutici, azienda impegnata nella realizzazione di servizi di counselling per il paziente e di informazione per il medico (www.discinesia.it) e l’organizzazione di eventi specifici per neurologi e psichiatri. A Catania il tema delle discinesie tardive è stato trattato attraverso un confronto tra i due diversi punti di vista, quello neurologico e quello psichiatrico. “Il riconoscimento della discinesia tardiva è importante e necessario per avviare un adeguato trattamento. La valutazione di questa condizione si avvale di scale cliniche che consentono anche di monitorare l’efficacia clinica del trattamento intrapreso. Scopo dell’incontro di Catania è stato quello di attenzionare queste problematiche a specialisti neurologi e psichiatri” ci spiega il professor Mario Zappia, U.O.C. di Neurologia – Università di Catania. La prevenzione ed il trattamento dei disturbi del movimento saranno oggetto del convegno di Roma attraverso un confronto tra neurologi e psichiatri sull’analisi di casi clinici “è importante che fra neurologi e psichiatri si torni a parlare un linguaggio comune e vi sia un’osmosi di competenze, soprattutto nell’ambito dei disturbi del movimento. Il nostro corso sarà basato sulla presentazione di video di pazienti sia per illustrare la semiologia dei disturbi del movimento, che per presentare casi clinici su cui discutere il percorso diagnostico e le scelte terapeutiche” ci spiega la professoressa Anna Rita Bentivoglio – Ist. di Neurologia, Università Cattolica del S. Cuore di Roma.
La discinesia tardiva è un disturbo del movimento, che si manifesta con movimenti facciali involontari a carico della muscolatura della lingua, della bocca, delle labbra e talvolta movimenti coreoatetosici di arti e tronco. La sua insorgenza avviene in seguito al trattamento a lungo termine con neurolettici. Sebbene l’esatta patogenesi rimane ancora sconosciuta, si possono identificare alcuni fattori di rischio in relazione al trattamento farmacologico. La maggiore incidenza di disturbi extrapiramidali (EPS) si manifesta infatti nei pazienti in trattamento con antipsicotici di prima generazione, anche se vi sono dati di un rischio non trascurabile con gli antipsicotici “atipici”. La prevalenza della discinesia tardiva si segnala intorno al 20-30% e rappresenta una condizione difficile da trattare e persistente anche dopo la sospensione del trattamento farmacologico. Per questo la prevenzione gioca un ruolo fondamentale, unitamente ad un attento monitoraggio dei segni e sintomi neurologici in corso di trattamento con farmaci antipsicotici. L’importanza della formazione, dell’aggiornamento e di una sensibilizzazione del personale medico e sanitario sono quindi determinanti, sia dal punto di vista sociale che del segno ancora associato agli effetti iatrogeni del trattamento psicofarmacologico.

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Porte aperte alle imprese

Pubblicato da fidest su giovedì, 24 maggio 2012

Pavia. Con più di 2500 presenze durante tutta la giornata, si è conclusa positivamente oggi la tredicesima edizione di Porte Aperte alle imprese, il Career Day d’Ateneo organizzata dal Centro Orientamento dell’Università di pavia
200 gli stage offerti dalle circa 90 aziende presenti con i loro stand nei cortili dell’Università, stage che già nei giorni scorsi erano pubblicati sulla bacheca on line e che sono stati visualizzati da circa 4000 utenti. 150 neolaureati hanno avuto oggi la possibilità di sostenere colloqui di lavoro con le aziende direttamente nella sede della manifestazione. Anche per l’edizione 2012 Porte Aperte alle Imprese è stato un banco di prova per gli studenti che hanno potuto avere un check sul proprio CV. Porte Aperte ha offerto anche la possibilità di migliorare e perfezionare il proprio Curriculum Vitae grazie a un servizio gratuito di CV-check fornito dallo staff di Jobadvisor e di Walk on Job che sono stati a disposizione per dare suggerimenti sulla presentazione di una candidatura efficace. Buono l’afflusso agli stand degli Ordini Professionali, dagli avvocati ai medici, dai chimici agli psicologi ai commericialisti e ingegneri, che hanno offerto utili consigli. “Porte Aperte alle Imprese” ha visto la collaborazione di importanti realtà del territorio che, a diverso titolo, offrono servizi e opportunità di orientamento al lavoro: l’Unione degli Industriali della Provincia di Pavia, la Camera di Commercio, la Provincia di Pavia, la sede territoriale della Regione, il Comune di Pavia, UBI-Banca Popolare Commercio e Industria che offre finanziamenti a tassi agevolati per gli studenti che vogliono perfezionarsi negli studi, lo IUSS l’Istituto Universitario di Studi Superiori con proposte di master e formazione post laurea. Tutte le informazioni sull’orientamento al lavoro sono disponibili sul sito: http://cor.unipv.eu/site/home/ orientamento-al-lavoro.html (Stefania Muzio)

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Studenti a lezione sul ruolo del farmaco equivalente

Pubblicato da fidest su martedì, 22 maggio 2012

Roma. Università La Sapienza. La scadenza dei brevetti che coprono i farmaci ha fornito alle imprese farmaceutiche l’opportunità di sviluppare e produrre “copie” che vengono immesse sul mercato a prezzi più bassi rispetto agli originali, fornendo cure efficaci a basso costo. Il medicinale equivalente offre le stesse garanzie di qualità, efficacia e sicurezza del prodotto originatore, perché arriva nelle farmacie dopo essere stato sottoposto dall’AIFA agli stessi controlli di qualità di tutte le altre specialità e segue precisi standard applicati anche negli Paesi europei. L’opportunità di risparmio per i cittadini e per il Servizio Sanitario Nazionale è legata alla mancanza di coperture brevettali e ciò comporta un risparmio medio del 55% rispetto ai farmaci di marca.
Ma nonostante la richiesta di generici sia in continua crescita in tutti gli altri Paesi dell’Unione Europea, in Italia rappresentano solo il 15-16% della quota di mercato. Un risparmio medio di almeno il 30% rispetto all’originatore potrebbero invece consentire i farmaci biotecnologici biosimilari, dato il costo inferiore.
Questi, a differenza degli equivalenti, non sono “i generici” dei farmaci biotecnologici, perché la loro natura e il complesso processo produttivo non consentono la riproduzione di una molecola identica all’originale. Proprio per queste peculiarità, l’European Medicines Agency ha richiesto linee guida ad hoc per garantire la qualità, l’efficacia e la sicurezza dei prodotti immessi in commercio. Poiché sono usati soprattutto in ambito ospedaliero, il risparmio sarebbe significativo per il Sistema Sanitario Nazionale, liberando risorse sia per l’accesso di un numero più elevato di soggetti alle terapie innovative, sia per la sostenibilità economica dei sistemi sanitari. Nonostante le differenze strutturali e regolatorie tra generici e biosimilari, le controversie sviluppatesi dopo la loro immissione in commercio sono molto simili e permangono dubbi e resistenze tra i consumatori e tra la classe medica. Per spiegare ai futuri medici e farmacisti che il generico è un farmaco che equivale in termini di qualità, efficacia e sicurezza al corrispettivo medicinale di marca, la facoltà di Farmacia e medicina di Sapienza Università di Roma ha organizzato, con il contributo di Teva, azienda leader nel mercato degli equivalenti, una lezione per illustrare gli aspetti regolatori, farmacologici e clinici degli equivalenti, i problemi ancora aperti riguardanti i farmaci biosimilari e il ruolo di questi medicinali nella pratica clinica. L’appuntamento è nato dopo il successo dello scorso anno, che ha visto la partecipazione di oltre 600 studenti. “Riteniamo molto valida questa iniziativa che abbiamo volentieri ospitato,” ha sottolineato il prof. Eugenio Gaudio, Preside della facoltà di Farmacia e Medicina della Sapienza “data l’importanza che ha per farmacisti, medici e cittadini la conoscenza delle potenzialità dei farmaci equivalenti, sia in termini di efficacia e sicurezza terapeutica, sia come contributo significativo alla razionalizzazione della spesa del sistema sanitario nazionale.”
Nel nostro Paese però la strada è ancora lunga. Se infatti in Germania e in Inghilterra il 50-70% dei farmaci dispensati è generico, in Italia lo è solo il 12%, anche se questa percentuale sta crescendo di anno in anno.
“Il farmaco equivalente in Italia continua a non avere vita facile. Eppure offre le stesse garanzie di qualità, efficacia e sicurezza del prodotto originatore, perché i procedimenti adottati per la sua produzione devono rispettare i principi e le linee guida delle Norme di Buona Fabbricazione al pari dei farmaci di marca. La differenza fondamentale è il prezzo, inferiore fino al 20-60%. Nonostante questi evidenti vantaggi permangono dubbi e perplessità, che il decreto liberalizzazioni non ha contribuito a smorzare” ha precisato il dott. Giorgio Foresti, AD di Teva Italia e presidente di Assogenerici. “È bene ricordare il valore di responsabilità sociale legato all’utilizzo di questi farmaci, che dovrebbe essere comunicato di più anche a livello di pubblico, con iniziative come questa realizzata con gli studenti universitari. Non si può dimenticare che liberando risorse del sistema sanitario, l’utilizzo massiccio di generici permetterebbe l’allocazione di maggiori fondi per la prescrizione di farmaci innovativi, ancora molto costosi, favorendo così l’accesso alle migliori cure da parte dei pazienti. Il risparmio generato potrebbe essere indirizzato alle attività di ricerca medico scientifica, per la messa a punto di nuove molecole”.
Teva Pharmaceutical Industries Ltd. (Nasdaq: TEVA) è una delle principali aziende farmaceutiche mondiali. È impegnata nell’accrescere l’accesso ad un’assistenza sanitaria di qualità attraverso lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di farmaci generici a prezzi accessibili, così come di farmaci innovativi e di specialità e ingredienti farmaceutici attivi. Con sede in Israele, Teva è il più grande produttore di farmaci equivalenti al mondo, con un portfolio prodotti globale di oltre 1.300 molecole e una presenza diretta in circa 60 paesi. Per quanto riguarda i farmaci innovativi, Teva concentra la sua attività di sviluppo nell’area delle malattie neurologiche, di quelle oncologiche, respiratorie e della salute della donna, oltre che nel settore dei farmaci biotecnologici e biosimilari. Teva impiega circa 46.000 persone in tutto il mondo e ha registrato 18,3 miliardi di dollari in ricavi netti nel 2011.

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Terremoto: 2 scuole su tre non a norma

Pubblicato da fidest su lunedì, 21 maggio 2012

Mettere subito in sicurezza il 66% delle scuole italiane. Lo chiede Contribuenti.it – Associazione dei contribuenti italiani, dopo l’evento sismico che ha colpito l’Emilia Romagna. In Italia, secondo lo studio di KRLS Network of Business Ethics redatto per conto di “Contribuenti.it Magazine”, solo il 45% delle scuole ha il certificato di agibilità statica, contro il 97% della Germania, il 94% della Francia, il 92% dell’Inghilterra, l’88% della Spagna, il 77% della Polonia, il 71% del Portogallo, il 62% della Romania, il 58% della Bulgaria e il 52% della Grecia che chiude la classifica. “Prima di chiedere ulteriori sacrifici economici ai contribuenti bisogna far comprendere agli italiani come vengono spesi i loro soldi. Tre contribuenti su quattro chiedono di investire sulla sicurezza, sui giovani e sulla pubblica istruzione affinché tutti gli edifici sc olastici siano a norma ed antisismici” afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani. Nel corso della presentazione della kermesse Fisco Tour 2012 tenutasi stamane a Sorrento, il presidente Carlomagno ha denunciato che in Italia, due scuole su tre non sono a norma. Appena il 34% degli edifici, infatti, ha il certificato di agibilità statica, quello di agibilità igienico sanitaria, nonché il certificato prevenzione incendi. “Basta con il teatrino della politica. Bisogna iniziare a risolvere i problemi di tutti i giorni. Il governo tecnico deve dimostrare di saper spendere i nostri soldi in opere utili, riconquistando la fiducia dei contribuenti italiani. I dati statistici – ricorda Carlomagno – dicono che solo un cittadino su quattro capisce perché paga le tasse. Solo con la tax compliance si può combattere l’evasione fiscale”. (Associazione Contribuenti Italiani)

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Elezioni per il nuovo Direttore del Dipartimento di Scienze chirurgiche dell’Università di Parma

Pubblicato da fidest su lunedì, 21 maggio 2012

Parma. Sono state indette dal Decano del Dipartimento prof. Mario Sianesi secondo le modalità previste dal nuovo Statuto.E’ stato eletto il prof. Pierfranco Salcuni, ordinario di Chirurgia vascolare, che ha ottenuto, al primo turno di votazioni, 34 voti su 36 votanti (39 gli aventi diritto). Per questa prima votazione, ai sensi dell’art. 22 dello Statuto, era necessaria la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto.Questi i risultati ufficiali comunicati dalla Commissione elettorale:
• prof. Pierfranco Salcuni 34
• schede bianche 1
• schede nulle 1
Il prof. Pierfranco Salcuni resterà in carica per lo scorcio dell’anno solare 2012 e per il triennio 1 gennaio 2013 – 31 dicembre 2015.Entro metà giugno dovranno svolgersi le elezioni dei Direttori degli altri 14 Dipartimenti istituiti lo scorso aprile a seguito dell’entrata in vigore del nuovo Statuto, con la contestuale abolizione delle Facoltà.

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Insegnare cinese nelle scuole

Pubblicato da fidest su lunedì, 21 maggio 2012

Milano design week 2011 :: Università degli St...

Milano design week 2011 :: Università degli Studi di Milano (Photo credit: br1dotcom)

Milano Si svolge dal 25 al 29 giugno 2012 presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca la seconda edizione della Confucio Summer School, organizzata dall’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione e il Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, e realizzata grazie al patrocinio e al sostegno di Hanban. Un corso intensivo (35 ore in aula in cinque giorni) di aggiornamento e formazione dei docenti di lingua e cultura cinese nelle scuole tenuto da docenti universitari italiani e cinesi altamente qualificati. Calendario dettagliato, regolamento e modalità di iscrizione in allegato. Candidature entro domenica 3 giugno.
Per ulteriori informazioni: Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano, tel. 02.50321675 (lunedì – venerdì, dalle 10.00 alle 15.00), info.confucio@unimi.it, http://www.istitutoconfucio.unimi.it.

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