Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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Acqua, vita, ambiente e fattore economico

Pubblicato da fidest su venerdì, 11 gennaio 2013

“Il nostro impegno nel ricercare la migliore compatibilità fra esigenze irrigue per l’agricoltura ed obbiettivi della Direttiva Europea sulle Acque si chiama Irriframe, un sistema intelligente che, attraverso la combinazione di più fattori, permette il miglior consiglio per l’irrigazione, garantendo risparmi pari ad almeno il 20% nel fabbisogno idrico. La stessa Unione Europea ha avvalorato l’efficienza del progetto, voluto dall’ANBI e già operante in molte regioni italiane.”
Lo afferma Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche Irrigazioni (A.N.B.I.), intervenendo al workshop “Servizi di consulenza ed assistenza per l’irrigazione”, organizzato a Roma unitamente ad I.N.E.A. (Istituto Nazionale Economia Agraria) e Gru.S.I. (Gruppo Studi Irrigazione).
“L’acqua – prosegue Gargano – è un fattore fortemente economico, perché è determinante per quel sistema territorio, brand inclonabile del nostro Paese, universalmente riconosciuto vincente e per questo copiato. Non solo: si prevede che, nel 2030, l’insufficienza idrica a livello globale raggiungerà il 40%. Il pericolo, senza adeguate politiche di gestione della risorsa, è l’esplodere di conflitti, conseguenza della mancata tenuta dei principi di coesione sociale. Sono questioni, verso le quali serve una maggiore attenzione del mondo politico, cui si offrirà l’opportunità di nuovi investimenti sul Piano Irriguo Nazionale: in particolare –conclude il Presidente A.N.B.I. – bisogna guardare con grande attenzione all’asse 2 della nuova Politica Agricola Comune 2014-2020, che offre rinnovate opportunità, tra le quali collocare anche l’innovazione nell’irrigazione.”

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L’acqua minerale naturale Courmayeur debutta in Italia con un party esclusivo

Pubblicato da fidest su lunedì, 28 maggio 2012

Pozzuoli 30/5/2012 E’ a tema ambientato a Palazzo Sisto V, delizioso castello di inizi Novecento adagiato sul lungomare di Pozzuoli (Napoli) In principio furono Valle d’Aosta e Francia. Ora, invece, la preziosa acqua minerale naturale Courmayeur, che sgorga a 1.224 metri d’altezza ai piedi del Monte Bianco, sbarca anche nel resto d’Italia e lo fa in pompa magna con un esclusivo party a tema a due passi dal mare. Negli ospitali spazi di Palazzo Sisto V, per la precisione, un delizioso castello risalente ai primi del Novecento incastonato ad hoc sul lungomare di Pozzuoli (Napoli). È qui che, mercoledì 30 maggio, a partire dalle ore 21, saranno presentate in anteprima italiana (si parte dal Sud), dai vertici del gruppo francese Alma, proprietario della fonte; dal responsabile commerciale per il Centro-Sud Enrico Cuomo; dal distributore regionale esclusivista, Giuseppe Maisto, patron di una delle più importanti aziende di distribuzione campane; e dal figlio Giuliano; le tante virtù dell’acqua minerale naturale più ricca di calcio e magnesio. La nuova acqua si colloca nell’area dietetico-salutistica, in quanto le sue proprietà sono di riprovato valore scientifico, utili ad un’equilibrata diuresi, ad un apporto prezioso di calcio e ad un elemento ancor più prezioso quale il magnesio, nostro alleato contro lo stress.
Per l’occasione, i selezionatissimi ospiti del maniero di via Napoli verranno coinvolti in una piacevole full immersion acquatica da vivere nei vari angoli della location con vista sul Golfo. Tra una portata e l’altra del gustoso menu, ci si potrà così far coccolare dalla massoterapista Maria Napoletano con massaggi e trattamenti a base di acqua Courmayeur e pietre calde; sorseggiare particolari infusi e tisane; o scoprire qualcosa in più su se stessi grazie alla lettura dei cristalli d’acqua, particolare oracolo ideato dallo scienziato giapponese Masaru Emoto. Sulla spettacolare terrazza, prenderà poi forma una performance site-specific ideata e interpretata dall’artista Maria Manna e da Mauro Maurizio Palumbo. Quest’ultimo, autore anche della mostra pittorica “Tuttoscorre:Accadueo” costellata da una serie di tele water effect. E ancora, sedute di rilassamento guidato ad opera degli psicologi Germano Guarna e Stefania Montalto per rivivere i più bei momenti legati all’acqua (dal liquido amniotico in poi) e pose divertenti per tutti da sfoggiare nell’originale photo booth allestito in torretta. Tema “eau”, e non potrebbe essere altrimenti, anche per la lunga e travolgente colonna sonora della serata.(Annalisa Palmieri)

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Acea, Legambiente: ecco la verità sul Contratto di Servizio dell’illuminazione pubblica

Pubblicato da fidest su domenica, 6 maggio 2012

Q10 via della stazione Ostiense ACEA 1000519

Q10 via della stazione Ostiense ACEA 1000519 (Photo credit: Wikipedia)

39 milioni di Euro, per l’esattezza 39.560.943 di Euro. È questo il valore del contratto di servizio tra Acea e Roma Capitale per l’illuminazione pubblica della città, dopo la ricontrattazione definita nella Delibera della Giunta Capitolina 122/2010, che ha ridotto l’importo del contratto iniziale del valore di 55.791.744 di Euro. Legambiente torna su Acea nel giorno della grande manifestazione “Roma non si vende”, dopo l’Assemblea degli azionisti, per rendere noti altri numeri e raccontare nuove verità sull’operazione folle di vendita della Giunta Alemanno.”Ecco qua il topolino per il quale Alemanno vuole vendere la montagna Acea, a chi vuol far credere che per un contratto da 39 milioni si deve cedere ai privati un quinto della società? -– domanda Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio -. Buffo poi che nella relazione all’Assemblea degli azionisti si affermi che il nuovo accordo sull’illuminazione è stato stipulato appena un mese fa e ancora più ridicolo che nella delibera Roma Capitale dichiara di non voler procedere alla dismissione di quote societarie.”
Torniamo alle carte. Il Comune di Roma aveva stipulato, nel 1998, con Acea un contratto relativo all’affidamento del servizio di Illuminazione Pubblica di durata trentennale, riservandosi la possibilità di rinegoziazione dei parametri qualitativi e quantitativi. Nella delibera 122/2010 si modifica proprio questo, visti i “miglioramenti che sarebbero intercorsi nel tempo sulla rete e sugli impianti.” Poi sulla durata del contratto, come affermato anche nella relazione agli azionisti, si dice che “le parti si danno atto che la concessione del s.p.l. è stata deliberata dal consiglio comunale (n.29 del 17.3.1997) confermandone all’articolo 2 della convenzione del 23.6.1999 la durata trentennale, con scadenza al 31.12.2027 e che il contratto di servizio – stante la sua funzione accessiva, di regolarne l’esercizio – deve avere pari durata.” Nella stessa delibera il Comune dichiara e sottoscrive “la decisione di Roma Capitale di non procedere alla dismissione di quote societarie eccedenti il 40% e progressivamente il 30% del capitale determinando la cessazione anticipata ex. Articolo 23 bis del D.L. n. 122/08 conv.to nella L. 133/08 dell’affidamento.”
“Sempre più ridicolo, un mese fa è stato firmato un accordo fino al 2027 anche sull’illuminazione nel quale il Comune afferma di non voler cedere quote e ora il Sindaco vuole fare l’esatto contrario – ha affermato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Sembra di trovarsi in uno strano gioco del Monopoli, con le carte e le casette di legno, peccato che questo modo di procedere stia mettendo a rischio la stessa società, che perde credibilità sui mercati e tra i cittadini. Ben venga l’attenta vigilanza della Consob, finchè la società non sarà ripubblicizzata, come hanno indicato col referendum i romani, il titolo in borsa non può assolutamente essere esposto ad attacchi speculativi, sarebbe un danno grave per i cittadini.”

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Giù le mani dall’acqua

Pubblicato da fidest su giovedì, 12 gennaio 2012

Bosco dei Monti Sibillini

Image by Lollodj via Flickr

Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto. Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica. Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato. Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.
Noi non ci stiamo.
L’acqua non è una merce, ma un bene comune che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato. I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria. Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia: nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano. Chiediamo con determinazione al governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa.
Chiediamo a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano. Chiediamo alle donne e agli uomini di questo paese di sottoscrivere questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del voto referendario.Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.

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Sabbia nell’acqua, Legambiente scrive a Garante Regionale Servizio Idrico Integrato

Pubblicato da fidest su giovedì, 12 gennaio 2012

“Per frenare la giusta preoccupazione delle persone, vanno messe a sistema le diverse segnalazioni, fornite immediate informazioni ai cittadini, effettuate e rese pubbliche le analisi del caso, verificata la pericolosità per la salute pubblica del fenomeno, identificate cause e soluzioni.” si chiude così la lettera che Legambiente Lazio ha inviato all’Avv. Raffaele Di Stefano, Garante Regionale del Servizio Idrico Integrato. La lettera riporta la preoccupazione per le “molteplici segnalazioni che ci sono pervenute su ‘sabbia’ presente nell’acqua dei rubinetti di abitazioni dell’area di Roma nord e del nord ovest del Lazio che, in queste ore va allargandosi in numerosi quartieri della Capitale dal Flaminio al Tuscolano, Primavalle, Portuense, Ostia, Monteverde, San Giovanni, Piazza Irnerio, Ottavia, Balduina, Trionfale, Cassia, La Storta, Cesano, Olgiata e poi dai Comuni di Morlupo, Formello, Fiumicino, Santa Marinella, Cerveteri, Civitavecchia.” “Sembra certo -continua il testo della nota- che i primi episodi ormai risalgano a circa due mesi fa ad Aranova nel Comune di Fiumicino, e su quelli esisterebbero delle analisi svolte dal gestore Acea Ato 2 e dal Servizio interzonale Acque potabili della ASL Rm C tramite l’ARPA Lazio, come su altri campioni a Santa Marinella. I risultati evidenziano che in alcuni campioni si riscontra “sedimento tipizzato come carbonato di calcio” (ossia calcare), mentre in altri materiale “sabbioso-terroso”, rispettando comunque la “piena conformità ai limiti fissati dalla normativa vigente per le acque destinate al consumo umano”. Ora, pur non volendo creare nessun inutile allarmismo, nemmeno è possibile semplicemente liquidare un fenomeno così esteso come una improvvisa allucinazione collettiva, per questo riteniamo sia fondamentale un suo intervento come Garante del Servizio idrico integrato, al fine di tutelare e garantire gli interessi degli utenti ai sensi della L.R. 26/98, coinvolgendo nei modi e nelle forme che riterrà più opportune le segreterie tecniche e la Consulta degli utenti e dei consumatori, alla quale siamo invitati a partecipare in modo permanente come Legambiente Lazio, per affrontare in modo coordinato e univoco la situazione. In tal senso sorprende che il gestore, dopo aver annunciato a mezzo stampa che “i risultati delle analisi effettuate con le Asl competenti sono disponibili sul sito” poi si corregga dicendo che in realtà i risultati non saranno pubblicati.” Tutto ciò è ancor più stupefacente dopo i referendum di qualche mese fa, che hanno evidenziato con grande chiarezza l’attenzione che i cittadini hanno per l’acqua e per i servizi pubblici, chiedendo a ragione che anche la gestione di risorse come queste torni saldamente in mano pubblica.

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“Fino All’Ultima Goccia”

Pubblicato da fidest su lunedì, 17 ottobre 2011

Acqua

Roma 18/19 Ottobre – Ore 10 – Conferenza Stampa Ore 11 – Piazza Capranica 101  Forum Nazionale sull’Acqua organizzato dal Consiglio Nazionale dei Geologi. “Nel Lazio fortunatamente non si hanno problematiche relative a carenze idriche, in quanto il fabbisogno viene sufficientemente garantito da sistemi idrogeologici, contenuti sia in sequenze carbonatiche che vulcaniche, che ospitano enormi “reservoir” acquiferi ed offrono ampie disponibilità. Di fatto però la fornitura diretta e finale alle utenze subisce un drastico decremento, con forti riduzioni di erogazione e limitazioni di utilizzo, per effetto di due concause. La prima è di natura infrastrutturale ed endemica, diffusa più o meno su tutto il territorio nazionale e risiede nell’elevatissimo grado di fatiscenza e scarsità di manutenzione delle reti di distribuzione, con percentuali di perdita che, nei casi di alcuni vecchi impianti comunali della nostra Regione, raggiunge anche il 75%”. Lo dichiara Roberto Troncarelli, Presidente dell’Ordine dei Geologi del Lazio, alla vigilia dell’importante
“La seconda causa, particolarmente sentita nelle zone della Regione Lazio dove le falde freatiche sono ospitate in sequenze magmatiche – ha proseguitoTroncarelli - è quella legata alle alte percentuali di arsenico e fluoro presenti nelle acque destinate al consumo umano. Come, ad esempio, nei distretti vulcanici del Lazio centro-settentrionale, Sabatino, Vulsino, Vicano, Cimino e Colli Albani, dove circa il 65% dei campioni analizzati dai diversi enti ha presentato concentrazioni di arsenico superiori a 10 mg/l, che rappresentano la concentrazione massima ammissibile (CMA) per le acque destinate al consumo umano, stabilita dalle norme comunitarie. Questi valori non sono in aumento rispetto al passato poiché non dipendono dalle attività umane ma dalla naturale “contaminazione” che subiscono le acque attraversando i terreni vulcanici. Tuttavia, direttive europee hanno ridotto nel tempo i limiti di accettabilità della concentrazione di questi elementi nelle acque le quali, quindi, oggi risultano “non a norma”. Questo non ha destato affatto preoccupazione tra gli amministratori regionali e locali che invece di predisporre, in generale, programmi seri e a lungo termine per perseguire un’efficace politica di prevenzione e tutela della qualità dell’ambiente e della salute pubblica ed in particolare della salubrità delle acque destinate all’uso idropotabile, non hanno trovato di meglio che l’inerzia assoluta, movimentata solo da una lunga serie di richieste di deroghe inoltrate alla Comunità Europea. Con l’ultima deroga, che scadrà il 31.12.2012, provvedimento tipicamente italico, era stato chiesto di innalzare di 5 volte (!!) la CMA rispetto ai limiti europei, portandola a 50 mg/l.

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Congresso internazionale acqua

Pubblicato da fidest su sabato, 2 luglio 2011

Roma, 13-14 luglio 2011 Congresso Internazionale “Acqua: irrigazione, energie rinnovabili, ambiente. La sfida dei Consorzi di bonifica”, organizzato dall’ANBI L’atteso incontro farà il punto sulla molteplicità di funzioni dell’irrigazione, una pratica da cui dipende non solo l’84% del “made in Italy” agroalimentare, ma soprattutto il futuro della lotta alla fame nel mondo. Il Congresso evidenzierà anche il ruolo ambientale della rete irrigua nel rimpinguamento delle falde acquifere (elemento indispensabile alla vita in carenza del quale non può esserci alcuna ipotesi di sviluppo del territorio), così come nella produzione di energia idroelettrica, un processo virtuoso che contribuisce allo sviluppo sostenibile. Un apposito spazio sarà dedicato alla Direttiva Europea sulle Acque, le cui possibili interpretazioni avranno rilevanti conseguenze sul futuro del settore primario italiano. Quanto affermato sarà suffragato dalle relazioni di illustri docenti universitari, esperti e tecnici di chiara fama, a livello nazionale ed internazionale, ma anche dai dati della prima indagine fra le aziende agricole (curata dall’Istituto SWG) sul tema “Acqua: da bene universale a strumento per la competitività”. Il consesso, cui sono annunciate molte presenze istituzionali tra cui il Ministro, Romano, sarà anche occasione per presentare l’avvio operativo del sistema IRRIFRAME, voluto dall’Associazione Nazionale Bonifiche ed Irrigazioni e che, grazie alla combinazione di diversi parametri, permetterà l’ottimizzazione d’uso della risorsa idrica in agricoltura garantendo, a regime, un risparmio del 20% sugli attuali volumi già scesi, grazie alle innovazioni tecnologiche e colturali, sotto il 50% del fabbisogno idrico del Paese. (logo)

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Tu non paghi? E Acea ti sigilla il contatore

Pubblicato da fidest su mercoledì, 29 giugno 2011

ACEA fermi immediatamente i distacchi dell’acqua ai cittadini. Legambiente a sostegno della richiesta del Comitato Romano Acqua Pubblica chiede di intervenire al Presidente della Provincia di Roma anche in veste di presidente della consulta dei Sindaci dell’ATO 2, al Garante regionale del Servizio Idrico Integrato nell’ambito dei lavori della consulta idrica e al Comune di Roma come azionista di maggioranza della holding capitolina, per fermare l’assurda e odiosa procedura di distacco.  L’ultimo caso sarebbe quello di Francesco C., che in una casa popolare a Velletri, accudisce la madre con una invalidità permanente, che necessita di cure e ovviamente di acqua, e avrebbe ricevuto una sola fattura da 1200 euro, dopo tre anni di silenzio da parte del gestore idrico. E non è un caso isolato, ma una prassi che si sta ripetendo in diverse zone della capitale e dei castelli. “L’acqua non è una merce, senza acqua si muore, il comportamento di Acea è scandaloso e non trova nessuna giustificazione – ha commentato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. – È ora di smetterla, l’acqua è un bene indispensabile e non si può piegare alle logiche del profitto e della speculazione, gli italiani lo sanno bene e lo hanno chiarito ai politici con 27 milioni di voti ai referendum di pochi giorni fa. Chiediamo dunque che il gestore interrompa immediatamente le procedure di distacco e ripristini gli allacci: il caso ACEA dimostra bene che anche le società miste pubblico-privato non funzionano, siamo per la gratuità dei primi 50 litri per i privati, ma anche gli assetti societari e le pratiche gestionali devono tener conto delle situazioni e delle difficoltà in cui possono trovarsi gli utenti e soprattutto del fatto che l’acqua è un bene comune, che appartiene a tutti”.

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I Re del legno, dell’acqua e del sole

Pubblicato da fidest su martedì, 28 giugno 2011

A Lutago in Valle Aurina (BZ) si svolgerà dal 4 al 10 luglio 2011 il secondo “Simposio della scultura in legno”: il tema cui dovranno ispirarsi gli artisti è legato ai corsi d’acqua e allo sfavillare del sole tra le vette della zona alpina L’incontro del 2010, il primo in assoluto, si svolse a Cadipietra ed ebbe un enorme successo. Grazie al grande interesse suscitato, più di 60 artisti e scultori da tutto il mondo hanno chiesto di partecipare all’edizione di quest’anno. Per ragioni organizzative il numero dei partecipanti è stato purtroppo limitato a 12. La tradizione e la storia, e non ultima la natura della Valle Aurina si esprimeranno nelle forme dell’arte moderna e contemporanea. Il tema del Simposio non potrebbe essere più adatto. L’ispirazione verrà infatti fornita dai piccoli corsi d’acqua, dalle cascate e anche dall’Ahr (Aurino), il fiume che dà il nome alla nostra valle. L’intero paese di Lutago si trasformerà per qualche giorno in un laboratorio a cielo aperto.Gli artisti saranno dislocati in giro per Lutago e, nelle diverse postazioni, saranno liberi di esprimersi, creare e lasciar correre la fantasia. Gli spettatori avranno così la possibilità di ammirare in presa diretta la nascita delle opere, abbandonandosi alla meraviglia al cospetto di abilità che si tramandano da secoli. Le sculture intagliate nel corso della manifestazione verranno esposte lungo il cammino del sole e fino alla cascata del Rio Nero. Una giuria valuterà infine i migliori lavori e proclamerà il vincitore: il più abile artista e artigiano del legno, fino al prossimo Simposio. (scultura)

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Acqua uliveto “certificata” unicam

Pubblicato da fidest su martedì, 28 giugno 2011

Camerino. L’Università di Camerino certifica la qualità dell’acqua minerale Uliveto. Il notissimo marchio di acqua minerale si aggiunge infatti alle altre aziende che nelle loro bottiglie espongono l’etichetta che attesta le proprietà dell’acqua grazie alle analisi effettuate dall’Università di Camerino. L’etichetta Unicam, dunque, già presente nelle bottiglie delle acque minerali Rocchetta, Nerea, Galvanina, Frasassi, Tinnea, Roana ed altri quindici marchi, sarà ora posta anche su quelle della Uliveto. Le analisi ufficiali per il Ministero della Salute e riportate nelle etichette sono state affidate per gli aspetti chimici, alla Scuola di Scienze Ambientali e per gli aspetti microbiologici al Centro Ricerche Scienze igienistiche e sanitarie-ambientali della Scuola del Farmaco e dei Prodotti della Salute, guidato dal prof. Mario Cocchioni. Salgono così ad oltre 4 milioni al giorno, le bottiglie prodotte che portano il nome di Unicam. Di queste, circa 400 mila al giorni sono quelle destinate al mercato estero con particolare riferimento a Francia, Germania, Inghilterra, Canada, Cina e Giappone. “Siamo molto soddisfatti – ha sottolineato il prof. Cocchioni – di aver ottenuto questo incarico da una prestigiosa azienda quale è la Uliveto, a conferma della qualità del nostro Laboratorio di ricerca ed analisi di acque minerali e termali, che vanta una esperienza trentennale nel settore delle acque e che da qualche anno ha anche ottenuto l’accreditamento nazionale ed internazionale ACCREDIA, ILAC-MRA secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025. Con orgoglio infatti – prosegue il prof. Cocchioni – possiamo affermare che UNICAM è l’unica Università italiana che ha operativo un laboratorio riconosciuto dal Ministero della Sanità e contemporaneamente accreditato a livello internazionale per analisi e ricerca su acque minerali e termali”. Un laboratorio accreditato garantisce competenza tecnica e gestionale ed è in grado di fornire standard di conformità rispetto alla normativa vigente che vengono costantemente verificati a garanzia dell’utente. (laboratorio igiene)

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Referendum Acqua. E ora?

Pubblicato da fidest su giovedì, 16 giugno 2011

I referendum sull’acqua hanno abrogato la possibilità che il servizio idrico sia affidato ad aziende private e che gli investimenti dei privati siano remunerativi. Da quanto ci dicono gli analisti del voto, grossomodo la metà degli elettori era consapevole di questo, mentre l’altra metà ha votato SI’ solo per prendersela con il Governo. Cosa succederà ora alla nostra acqua? “Nostra” perche’ era -prima del referendum- e resterà pubblica. Una crassa e diffusa disinformazione ha fatto il suo gioco. Un esempio per tutti: sabato 11 giugno al TG3 delle 23, lo specifico spot istituzionale diceva: “si vota per abrogare l’obbligo della Pa a far gestire il servizio idrico ai privati”. Ora il gioco e’ concluso com’era -raggiunto il quorum- facilmente prevedibile. Le societa’ private che oggi gestiscono il servizio idrico devono quindi essere dismesse e sostituite da enti pubblici e ai privati che hanno investito capitali bisogna far presente che i loro soldi non sono piu’ remunerati. A Firenze, per esempio, Publiacqua spa deve essere mandata a casa e sostituita da, presumibilmente, un consorzio dei Comuni che fruiscono di quel servizio. I Comuni dove prenderanno i soldi per la gigantesca operazione che Publiacqua ha avviato di risistemazione della rete? Da dove li prendono tradizionalmente: i tributi e il pagamento del servizio in se’. E cosa diremo all’Ue rispetto all’obbligo di concorrenza anche nei servizi di pubblica utilita’? Boh!! Queste cose si sapevano anche prima e sono confermate dal responso referendario. Abbiamo una pessima impressione, che chi la prendera’ in saccoccia saranno i soliti, cioe’ chi ha votato in un modo, che poi si ritrovera’ con norme diverse. Non sarebbe la prima volta. Come dimenticare che gli italiani hanno bocciato il finanziamento pubblico ai partiti, che oggi e’ presente anche piu’ consistente di prima, solo che lo chiamano rimborso spese elettorali? Come dimenticare che gli italiani abolirono il ministero dell’Agricoltura e poi fu fatto, e continua ad esserci, il ministero delle Politiche Agricole? Come dimenticare che gli italiani abrogarono le norme che impedivano la responsabilita’ civile dei magistrati, e poi furono introdotte norme che scaricavano sullo Stato questa responsabilita’? Perche’ non dovrebbe accadere questo anche per l’acqua? O c’e’ forse qualcuno che pensa, sempre per restare all’esempio fiorentino, che Publiacqua spa verra’ mandata a casa e sara’ sostituita con qualcosa tipo “Acquedotto Pugliese”? O che il governatore della Toscana, Enrico Rossi, gran sostenitore del SI’ ai referendum acqua, sosterra’ di triplicare o quadruplicare le attuali bollette idriche che’ altrimenti non ci sara’ un becco di un quattrino per finire di rimodernare la rete e quindi evitare di usare il modello pugliese, cioe’ quello di una rete fatta di buchi con intorno pezzi di tubo? E per passare all’esempio pugliese, dove trovera’ i soldi e la managerialita’ il governatore Nichi Vendola, per i propri tubi bucati se non nella conferma dell’attuale gestione, magari con qualche partitocrate piu’ fedele alla sua maggioranza? Sembra che non si alternativa al tradizionale motto: fatta la legge gabbato lo santo. Dove la legge e’ il responso referendario, e il santo sono gli elettori, per l’ennesima volta’ esautorati nella loro funzione legislativa (pur se solo abrogativa) prevista dalla Costituzione. Siamo estremi nel considerare che non ci sia alternativa a fregare chi ha vinto? (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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“Sull’acqua non si scherza, siamo per il sì”

Pubblicato da fidest su giovedì, 9 giugno 2011

“Per i due quesiti referendari sull’acqua siamo per il ‘Sì’ mentre per tutti gli altri non diamo indicazioni di voto”. Lo dichiara Giovanni Centrella, segretario generale dell’Ugl, spiegando come “su nucleare e giustizia non vogliamo prestarci in alcun modo ad eventuali e inevitabili strumentalizzazioni. Il Paese si sta già ‘perdendo’ in una serie di divisioni, alle quali non vogliamo contribuire”. “Ma sull’acqua – aggiunge Centrella – ci sentiamo obbligati a dichiarare il nostro pensiero perché lo riteniamo un bene pubblico per eccellenza e indispensabile per la collettività, di conseguenza siamo contrari sia ad un affidamento del servizio ad operatori privati sia ad una de¬ter¬mi¬na¬zione della ta¬riffa del ser¬vi¬zio stesso in base all’adeguata re¬mu¬ne¬ra¬zione del ca¬pi¬tale in¬ve¬stito”.

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Un referendum che fa acqua

Pubblicato da fidest su lunedì, 30 maggio 2011

Roma 6 giugno ore 17:30 Auditorium dell’Ara Pacis Via di Ripetta, 190 Un referendum che fa acqua Le risorse idriche sono un bene pubblico, ma che va gestito secondo le regole di mercato se si vuole renderle efficienti. Invece, l’approccio ideologico del fronte referendario rischia di bloccare il tentativo di fermare gli sprechi. Ne discutono
• Giovanni Alemanno, sindaco Roma Capitale
• Roberto Bazzano, presidente Federutility
• Raffaele Bonanni, segretario generale Cisl
• Alessandro Cecchi Paone, conduttore e giornalista televisivo
• Sergio Chiamparino, già sindaco Torino
• Raffaele Fitto, ministro Rapporti Regioni e Coesione Territoriale
• Vito Gamberale, presidente e amministratore delegato F2i Sgr
• Antonio Massarutto, docente Politica Economica Università Udine e autore de “Privati dell’acqua? ” (Il Mulino)
• Alessandro Ortis, già presidente Autorità energia elettrica e gas
• Marco Staderini, amministratore delegato Acea
Conduce • Enrico Cisnetto, “Roma InConTra”

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Acqua: 26 marzo tutti in piazza!

Pubblicato da fidest su sabato, 26 marzo 2011

Roma Piazza della Repubblica alle ore 14.00 appuntamento per formazione del corteo per concludere in Piazza San Giovanni con il concerto degli artisti per l’acqua. Il popolo dell’acqua torna in piazza con una grande Manifestazione promossa dal Comitato Referendario 2 Sì per l’Acqua Bene Comune e dal Forum dei Movimenti per l’Acqua, e alla quale stanno aderendo moltissime realtà rappresentanti dell’ampio arco sociale che si riconosce nella difesa dei beni comuni.  Siamo convinti che una vittoria dei Sì ai referendum convocati per il 12 e il 13 giugno possa costituire una prima e fondamentale tappa, contro la privatizzazione dell’acqua, per fermare il nucleare e in difesa dei Beni Comuni. Per questo chiamiamo tutte le donne e gli uomini a partecipare ad una manifestazione aperta, allegra e plurale. Per dire che un’altra Italia è possibile.

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Giornata mondiale dell’acqua

Pubblicato da fidest su martedì, 22 marzo 2011

In tutto il mondo, 1,1 miliardo di persone non ha accesso a forniture di acqua potabile e ogni anno circa 1,4 milioni di bambini muoiono per malattie prevenibili legate all’acqua, come la diarrea. In Pakistan 60 milioni di persone non hanno accesso all’acqua sicura e ogni anno più di 100.000 bambini muoiono per aver bevuto acqua non potabile. In occasione della Giornata mondiale dell’acqua in Pakistan si vuole sottolineare l’importanza dell’acqua potabile per la salute e lo sviluppo economico sociale dei bambini e delle loro famiglie. Il tema di quest’anno, potabile. Le malattie legate all’acqua sono collegate alla scarsa qualità delle acque al momento dell’utilizzo, ad esempio quando viene consumata a casa o a scuola. Secondo una ricerca del Pakistan Council for Research in Water Resources oltre l’80% dei campioni di acqua sono stati contaminati con batteri al momento dell’utilizzo. L’UNICEF sta collaborando con alcuni partner – tra cui il Ministero dell’Ambiente del governo pakistano e UN HABITAT e alcune scuole – per promuovere una campagna – con protagonista il bambino – per purificare l’acqua al momento dell’utilizzo. Più di 840 bambini di 143 scuole di Islamabad, Rawalpindi, Lahore, Peshawar, Quetta, Vehari e Kabirwala hanno lavorato nel corso degli ultimi mesi sui modi per mantenere l’acqua potabile a casa e a scuola. I bambini presenteranno oggi le proprie idee in occasione di eventi organizzati a livello locale. I loro suggerimenti aiuteranno a costituire la base di un manuale sulla depurazione delle acque nei punti di utilizzo che verrà distribuito nelle scuole in tutto il Pakistan. In Iraq l’UNICEF e l’Unione Europea celebreranno Giornata Mondiale dell’Acqua in Iraq con iniziative in 23 scuole di tutto il paese (6 scuole di Baghdad e una scuola per ognuno degli altri 17 governatorati): verranno coinvolti 11.000 bambini della scuola elementare, che chiederanno maggiori investimenti nelle infrastrutture idriche e nella conservazione delle risorse idriche. Con il sostegno dell’Unione Europea, l’UNICEF distribuirà materiale di sensibilizzazione (t-shirt, poster, adesivi, ecc) nelle scuole; inoltre sul tema è stata lanciata una campagna televisiva. In Iraq 6 milioni di iracheni – di cui 3 milioni bambini e adolescenti- non hanno accesso all’acqua potabile.

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