Mentre la disoccupazione è in aumento. Mentre milioni impoveriscono ogni giorno sempre di più. Mentre il governo studia altre gabelle e si è inventata persino la tassa sui cani, poi smentita dopo l’alzata di scudi popolare. Mentre si abbatte sui detentori di redditi da lavoro o di pensione l’addizionale Irpef, nuove strette per ridurre sempre di più la gratuità dei ticket sanitari, il caro carrello della spesa, gli aumenti a due cifre sui consumi di gas e luce. Mentre l’Imu finirà con dimezzare le tredicesime e per chi è in affitto nuovi rincari, il cavaliere non trova di meglio che presentare il suo leitmotiv con una proposta che si traduce in pratica nella sua autocandidatura alla Presidenza della Repubblica, per spirito di servizio, egli dice, e noi dovremmo credergli. E soggiunge: se il partito me lo chiede sono pronto. Manca solo un particolare: il partito è il suo e lo sta già gestendo come meglio gli aggrada e pare che in proposito sia stato aperto il toto candidature parlamentari per la prossima legislatura.
L’impressione che ne traiamo è che stiamo vivendo nel surreale tra chi spende in una manciata di anni 20 milioni di euro per regalie alle sue “ragazze” che frequentano le sue ville per spettacoli “burlesche” e chi non riesce ad arrivare alla fine del mese con stipendi e pensioni ridotti al lumicino. E ancora che razza di “gnoccoloni” che siamo se continuiamo a votare i soliti politici, i soliti partiti e al massimo ci limitiamo a disertare le urne facendo il loro gioco? E ora la sfida è aperta con questa candidatura di un uomo che non gli sono bastati 20 anni per mettere in ginocchio il paese e vuole persino raschiare il fondo. Si dice: chi si contenta gode ma è godimento davvero da masochisti per questo popolo di poeti ecc. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)
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il Cavaliere non esclude il Quirinale…
Pubblicato da fidest su lunedì, 28 maggio 2012
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Europa: indicazioni salutiste
Pubblicato da fidest su sabato, 26 maggio 2012
Pubblicato il Registro europeo delle indicazioni salutiste (health claims, come tecnicamente li definisce il Regolamento UE 1924/06) che potranno essere riportate su integratori ed alimenti. Un procedimento complesso, impegnativo, durato 6 anni e non ancora terminato, a termine del quale risultano autorizzate 222 indicazioni sulla salute. Ne erano state proposte quasi 5 mila al vaglio iniziale di EFSA, Autorità europea per la sicurezza alimentare. Risultato? “Lo zinco contribuisce al metabolismo acido base” oppure “la betaina contribuisce al metabolismo dell’omocisteina”.
Queste sono alcune delle indicazioni salutiste valutate positivamente che si potranno presto leggersi sulle etichette degli integratori.“Ci chiediamo anzitutto se sia stato fatto un buon lavoro per il consumatore” dichiara Germano Scarpa Presidente FederSalus, Associazione che rappresenta le aziende italiane operanti nel settore degli integratori e dei prodotti salutistici “temiamo che l’acquirente, a fronte di simili indicazioni, resti perplesso e confuso e finisca per abbandonare i nostri prodotti. Ne avrà così un danno tanto il consumatore quanto l’industria”. Le perplessità suscitate dai lavori sono infatti numerose ed arrivano anche da Bruxelles “Il metodo di valutazione delle prove scientifiche su alcuni health claims sembra essere sproporzionato” ha pubblicamente dichiarato Renate Sommer, eurodeputata del Gruppo PPE. “Come risultato, i criteri risultano essere in contraddizione con quelli rispettati a livello internazionale. La procedura di valutazione impone dei criteri che difficilmente possono essere soddisfatti da parte delle Piccole e Medie imprese”. Infatti, secondo una stima elaborata da uno studio inglese (GBC Ltd, Study on NHCR Economic Impact Assesment), l’impatto del Regolamento UE 1924/2006 avrà esiti devastanti proprio sulle piccole e medi imprese, ricordate dall’europarlamentare, che producono e commercializzano integratori alimentari. Questi prodotti, senza possibilità di comunicare il loro valore salutistico, verranno penalizzati negli acquisti di almeno il 25 % con una conseguente perdita di 13.300 posti di lavoro. I dati sono tanto più preoccupanti se inseriti nel contesto di grave crisi economica ed occupazionale che l’Italia e la Ue stanno attraversando.
Ad alimentare dubbi sugli esiti del processo di autorizzazione contribuiscono anche esponenti della ricerca scientifica. Diversi ricercatori europei hanno dichiarato in un documento di consenso scientifico (Scientific substantiation of health claims: Evidence-based nutrition” Elsevier Nutrition Journal – 2011) che il lavoro svolto da EFSA “non è appropriato per la valutazione di claims per gli alimenti” in quanto sarebbero stati assunti parametri idonei a misurare l’efficacia dei farmaci ma totalmente inadeguati ad appurare l’attività benefiche di sostanze alimentari. Ma allora, a che giova l’applicazione in questi termini del Regolamento sugli health claims? “Crediamo a nessuno” risponde Germano Scarpa “pensiamo anzi che, così come attuato, finisca per alimentare una serie infinita di ricorsi alla Corte di Giustizia contraddicendo in tal modo le sue premesse inziali: chiare informazioni al consumatore e sviluppo della ricerca industriale”.
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Alimenti per l’infanzia: Ieo studia functional food e probiotici
Pubblicato da fidest su venerdì, 13 aprile 2012
Sarà avviato presso l’Istituto europeo di oncologia (Ieo) un progetto di ricerca per individuare alimenti e molecole funzionali in grado di promuovere il corretto sviluppo del sistema immunitario del bambino al fine di migliorare le sue difese e di ridurre il rischio di patologie immunitarie come allergie, malattie infiammatorie intestinali, morbo celiaco ed eventualmente tumori. Lo studio è condotto da un gruppo di ricercatori guidati da Maria Rescigno, esperta in immunologia, e nasce da un accordo tra l’Istituto e il Gruppo Heinz proprietario di Plasmon. «L’oggetto principale delle investigazioni» si legge in una nota Ieo « è l’approfondimento della capacità dei probiotici di fornire alcune proprietà funzionali agli alimenti in maniera naturale, vale a dire durante la loro semplice crescita all’interno di quest’ultimi, processo definito fermentazione». Il progetto rientra in un programma di studi più ampio che l’azienda sostiene da diversi anni e che ha l’obiettivo di studiare e sviluppare alimenti funzionali per applicazioni esclusive nei prodotti per l’Infanzia. «Gli alimenti funzionali, oltre ad avere un valore nutrizionale» ricorda lo Ieo «agiscono positivamente su una o più funzioni dell’organismo in maniera rilevante per migliorare lo stato di salute e/o ridurre il rischio di malattie. Tali effetti sono di particolare interesse in età pediatrica, quando l’organismo non è ancora completamente maturo, perché possono aiutare il corretto sviluppo del bambino fornendo benefici sia a breve che a lungo termine».(fonte farmacista33)
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Tecnologia HYST: dalle biomasse alimenti ed energia sostenibile
Pubblicato da fidest su venerdì, 24 febbraio 2012
Il giorno 23 febbraio 2012, presso la sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Montelibretti (RM), si è tenuto il convegno di studio “Tecnologia HYST: dalle biomasse alimenti ed energia sostenibile” organizzato dal CNR Area della Ricerca RM1 e dall’associazione Scienza per l’Amore, in collaborazione con la società BioHyst.
L’incontro è stato aperto dal Responsabile dell’Area Ricerca CNR Roma 1, Renzo Simonetti, il quale ha brevemente illustrato le attività dei vari dipartimenti che afferiscono alla struttura.
Al suo intervento ha fatto seguito quello del prof. Pier Paolo Dell’Omo (Dipartimento di Ingegneria Astronautica, Elettrica ed Energetica dell’Università La Sapienza). “Con la tecnologia HYST”, ha spiegato l’ing. Dell’Omo, “non solo potremmo produrre biometano a prezzi estremamente bassi (circa 0,6 € a litro di benzina equivalente), ma anche in quantità tali da soddisfare entro il 2020 l’obbligo europeo di sostituire il 10% del fabbisogno energetico con biocarburanti: un risultato che nessuno degli attuali sistemi di produzione di biogas di seconda generazione è in grado di ottenere”.Successivamente il prof. Luca Malagutti, del Dipartimento di Scienze Animali dell’Università di Milano, ha presentato i risultati relativi all’utilizzo della tecnologia HYST nell’alimentazione animale, mostrando come alcuni costituenti tipici degli alimenti zootecnici, quali la crusca e le paglie di cereali, divengano più digeribili e maggiormente nutrienti se sottoposti al trattamento HYST. “Abbiamo sottoposto a trattamento HYST crusca di cereali e stocchi di mais, poi abbiamo effettuato delle analisi chimiche e biologiche per determinare il valore nutrizionale e la digeribilità delle frazioni. […] La tecnologia HYST applicata a sottoprodotti agricoli permette di ottenere prodotti paragonabili a una farina nobile”.Per quanto riguarda l’alimentazione umana, la dott.ssa Luciani dell’Istituto Superiore di Sanità ha poi spiegato come, con la lavorazione HYST, sia possibile ottenere dalla crusca una farina estremamente ricca di proteine, vitamine e micronutrienti, che sono invece carenti nelle farine di uso comune. Con un processo totalmente naturale, la tecnologia HYST rende disponibili prodotti di elevata qualità nutrizionale da sottoprodotti (attualmente considerati “di scarto”) dell’industria molitoria, e proprio per questo rappresenta una irripetibile opportunità per il supporto all’alimentazione nei Paesi in Via di Sviluppo.La seconda parte dell’incontro si è focalizzata sull’aspetto umanitario della tecnologia. Luca Urdich, dell’associazione Scienza per l’Amore, ha illustrato il progetto Bits of future: food for all. “Il progetto”, ha spiegato Urdich, “mira a combattere la fame e a favorire l’ottimale utilizzo delle risorse nei Paesi in Via di Sviluppo attraverso l’uso della tecnologia HYST. Ben cinque paesi africani hanno già aderito ufficialmente al progetto con l’intento di arrivare in tempi brevi alla realizzazione delle prime installazioni industriali”.Il dott. Daniele Lattanzi, della società BioHyst – che gestisce per conto dell’Associazione Scienza per l’Amore gli aspetti economici legati alla tecnologia – ha concluso i lavori evidenziando l’impatto economico, occupazionale e d’investimento che avrebbe l’introduzione della HYST in Italia. Il suo intervento si è concentrato particolarmente sul settore strategico dei biocarburanti. “Non solo con HYST l’Italia potrà ottemperare agli impegni presi in sede comunitaria”, ha detto Lattanzi, “ma sarà possibile far partire sul territorio nazionale una filiera agro-energetica che, a regime, produrrà fatturati per oltre 2 miliardi di euro (il 17% del mercato della benzina italiano) creando oltre 12000 nuovi posti di lavoro”. “Anche nel settore alimentare vediamo grandi possibilità di sviluppo”, ha continuato Lattanzi “sap! piamo di avere prodotti al vertice del mercato funzionale, in un segmento che fattura ogni anno oltre 9 miliardi di euro su scala globale, ed è ritenuto uno dei settori trainanti dell’economia del futuro”.L’intervento è quindi terminato con uno sguardo al mondo politico: “Il progetto HYST ha coinvolto Università di tutta Italia e oggi il più importante istituto scientifico italiano, il CNR. Dopo quest’appuntamento, non resterà che portare il progetto all’attenzione dei massimi vertici istituzionali italiani, per creare un programma di sviluppo tecnico ed economico”.
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Fimp, in alimenti freschi tossine oltre la soglia
Pubblicato da fidest su mercoledì, 22 febbraio 2012
Si riapre il dibattito sulla genuinità degli alimenti specifici per l’infanzia da 0 a 3 anni rispetto a quella degli alimenti freschi, a seguito della pubblicazione dei risultati dell’analisi voluta dalla Federazione italiana dei medici pediatri con la collaborazione dell’Università Federico II di Napoli. La Fimp, si legge in un comunicato, ha sviluppato un’analisi sistematica di cibi e prodotti alimentari indirizzati all’infanzia per verificare le effettive composizioni alimentari che ha confermato quanto emerso in merito alla presenza di micotossine e altre sostanze al di sopra delle percentuali previste. «Questi dati sono stati inviati al ministero della Salute e alle autorità competenti» scrive la Fimp «per un’ulteriore verifica di merito». «Abbiamo voluto fare questa verifica scientifica» ha comentato Giuseppe Mele presidente Fimp «con l’obiettivo di valutare l’eventuale presenza di componenti dannose per la salute dei più piccoli, che ci è stata puntualmente confermata, in modo da poterli salvaguardare nel momento più delicato del loro sviluppo, l’età pediatrica. I primi 3 anni sono, infatti, fondamentali per la salute del bambino ed è quindi decisivo per le famiglie disporre di alimenti sicuri».(fonte farmacista33)
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“Tecnologia HYST: dalle biomasse alimenti ed energia sostenibile”
Pubblicato da fidest su giovedì, 16 febbraio 2012
Montelibretti (RM) 23 Febbraio 2012 – ore 10.00/13.00 CNR: Area della Ricerca RM1 Via Salaria Km 29.300 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l’Associazione Scienza per l’Amore, in collaborazione con la società BioHyst, organizzano il convegno: “Tecnologia HYST: dalle biomasse alimenti ed energia sostenibile”. La tecnologia HYST (Patent Application WO 2011/061595A1) è un sistema di trattamento delle biomasse, che agisce per via esclusivamente fisica “disaggregando” le strutture dei vegetali attraverso ripetuti stadi d’urto ad alta velocità tra i frammenti del materiale processato. È un procedimento semplice, a basso costo e a impatto ambientale nullo, alternativo ai comuni processi che modificano la materia per via chimica o termochimica. I risultati sin qui conseguiti autorizzano a ritenere che il sistema HYST possa essere una soluzione per la valorizzazione di molte biomasse, tra cui scarti e sottoprodotti, al fine di conciliare necessità alimentari ed energetiche. Impiegare la stessa biomassa per più scopi è il concetto chiave: una risorsa per cibo, energia, chimica, farmacopea. La tecnologia HYST nasce nell’ambito di un progetto umanitario, oggi chiamato Bits of Future: food for all, promosso dall’Associazione Scienza per l’Amore. Lo scopo di tale progetto è quello di sostenere la crescita dei Paesi in Via di Sviluppo ottimizzando, attraverso la HYST, l’utilizzo delle risorse locali per combattere la fame, la povertà e le carenze energetiche. In questo contesto, il Convegno vuole rappresentare un momento di incontro e dialogo tra ricercatori, realtà socio-economiche e industria, per una disamina dei risultati ottenuti e per tracciare nuovi percorsi di ricerca e sviluppo. Programma: http://www.scienzaperlamore.it/allegati/Programma_CNR.pdf
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Sostanze vietate in alimenti ma presenti negli integratori
Pubblicato da fidest su martedì, 7 febbraio 2012
Alcuni integratori alimentari di origine vegetale contengono una sostanza tossica, l’alchilbenzene, in quantità tale da determinare, come dimostrato da sperimentazioni sugli animali, un aumento di casi di cancro al fegato. La sostanza è già vietata nell’Unione europea come aromatizzante per gli alimenti, ma non ancora vietata per gli integratori alimentari. Lo ha segnalato uno studio pubblicato su Food and nutrition sciences, in cui un team di ricercatori dell’università di Wageningen, nei Paesi Bassi, e dell’università di Milano, ha scoperto che sono in vendita alcuni integratori alimentari vegetali contenenti tali sostanze a livelli paragonabili a quelli che aumentano i casi di cancro nei test sperimentali sugli animali. Nell’analisi sono stati valutati 30 composti di integratori alimentari a base di basilico, finocchio, noce moscata, sassofrasso, cannella o calamo o i loro oli essenziali, e alcuni di questi prodotti contengono livelli relativamente alti di alchilbenzeni o composti del gruppo degli alcaloidi pirrolizidinici. L’uso di questi ultimi è già proibito per i cibi e per gli integratori alimentari vegetali nella maggior parte degli Stati membri dell’Unione, così come è proibito l’uso di alcuni alchilbenzeni (estragolo, metileugenolo, safrolo o beta-asarone) come sostanze aromatizzanti negli alimenti, ma mancano ancora le norme che stabiliscano limitazioni sulla presenza degli alchilbenzeni negli integratori alimentari.
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Falsi alimenti biologici
Pubblicato da fidest su giovedì, 8 dicembre 2011
La “megatruffa” scoperta dalla Guardia di Finanza del Comando di Verona ha portato al sequestro di oltre 700 mila tonnellate di prodotti alimentari falsamente etichettati come biologici. Sebbene al momento non si parli di minaccia per la salute dei consumatori, la frode, a causa delle sue inaudite dimensioni, è comunque gravissima. L’operazione condotta dai militari di Verona – ha dichiarato Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum – merita sicuramente il plauso dei consumatori e degli operatori onesti della filiera del biologico, ma dimostra come il fenomeno della contraffazione continui a prosperare sia all’interno che all’esterno dei nostri confini nazionali. Ora chiediamo che si faccia chiarezza fino in fondo – ha proseguito Giordano – e che ai consumatori si faccia sapere chi intratteneva rapporti commerciali con le sei persone fermate. Soltanto la conoscenza dei canali di vendita cui era destinata la merce sequestrata, infatti, può evitare che ora la prevedibile sfiducia dei consumatori possa mettere in crisi l’intero settore.
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Sanità Lazio: malati di reni in rivolta
Pubblicato da fidest su giovedì, 24 novembre 2011
I malati di reni, in rivolta, si appellano alla Regione Lazio. Il finanziamento previsto per l anno in corso di 3.700.000 euro sull erogazione gratuita dei farmaci aproteici, prolunganti l attività renale, impegnato con la delibera di Giunta 570 del 4/12/2010, è terminato e le rassicurazioni della Regione che avevano fatto ben sperare le associazioni sono finite nel dimenticatoio. Le preoccupazioni dei pazienti interessati aumentano, perché vedono profilarsi una sostanziosa spesa mensile fissa per curarsi, se possono permettersela , fanno sapere i vertici delle associazioni interessate.
Per questo, è partita una lettera indirizzata alla Governatrice Polverini e all Assessore Aldo Forte, per avere risposte concrete sulla questione. Abbiamo pazientemente atteso, ma tutte le dichiarazioni in tema sembrano essere sfavorevoli , spiegano il Segretario dell associazione Malati di reni, Roberto Costanzi e quello regionale di Cittadinanzattiva, Giuseppe Scaramuzza. Chiediamo di essere informati con urgenza sulle iniziative in atto sia verso i farmacisti sia per reperire nuovi fondi regionali e avere una data certa per il ripristino dell erogazione degli alimenti . In assenza di risposte, ci riserviamo il diritto di qualsiasi tipo di azione a tutela dei malati nefropatici , concludono.
Sull argomento, sono partite due interpellanze al Presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mario Abbruzzese, a firma di Giulia Rodano, consigliera del gruppo Idv alla Pisana e Ivano Peduzzi (Fds), il quale invita a considerare anche l allarme lanciato dal Segretario nazionale dell associazione del cittadino Assotutela , secondo cui i pazienti con insufficienza renale cronica non hanno più la possibilità di usufruire del contributo regionale e ciò sta causando dei gravi problemi economici a tutti coloro che ne usufruivano. Rilevato che ad oggi oltre 5.000 malati sono ancora senza una risposta e non hanno, quindi, la possibilità di effettuare la spesa mensile dei prodotti aproteici gratuitamente, indispensabili per ritardare il loro ingresso in terapia dialitica , si legge nel testo del documento redatto, invece, dalla Rodano, si chiede all Assessore alle Politiche Sociali e alla Presidente della Regione, quali provvedimenti la Regione intenda prendere in merito alla situazione e di dare, a tutela dei malati di insufficienza renale cronica, una data certa per il ripristino dell erogazione degli alimenti aproteici .
La spesa per gli alimenti aproteici per persona da parte della Regione è di 120,00 euro al mese; 160,00 per i bambini, mentre il costo di un mese di dialisi è di 2.500 euro.
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Alimenti e giocattoli: nuova normativa
Pubblicato da fidest su mercoledì, 20 luglio 2011
Oggi entra in vigore la Direttiva europea 2009/48 sui giocattoli abbinati agli alimenti (uova, patatine, dolci, ecc.). I piccoli giocattoli abbinati ai prodotti alimentari possono essere pericolosi perchè, specie nei bambini piu’ piccoli, vengono scambiati per cibo, portati alla bocca e ingeriti. Proprio il mese scorso si e’ verificato un incidente con un giocattolo contenuto in un sacchetto di patatine, che e’ stato inghiottito, il che ha provocato un successivo intervento medico. I giocattoli devono essere inclusi in una confezione tale da non essere inghiottiti e non devono contenere sostanze nocive o allergizzanti. Inoltre, e’ prevista l’indicazione della sorveglianza di un adulto quando si utilizzano giocattoli collegati agli alimenti.
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Controlli Nas su origine di frutta e verdura
Pubblicato da fidest su sabato, 4 giugno 2011
In relazione ai comunicati del Codacons e della Federconsumatori sul già noto batterio E.coli, che oggi si presenta in una mutata e misteriosa variante, il Ministero della Salute comunica che il Ministro Fazio ha già dato disposizione ai Nas di intensificare i controlli sui rivenditori di frutta e verdura circa l’ apposizione del cartellino indicante il luogo di origine della merce posta in vendita, così come ha richiesto agli Uffici sanitari di frontiera di potenziare i controlli sugli alimenti importati.
Per quel che riguarda la richiesta di bloccare l’importazione di frutta e verdura, il Ministero rende noto che l’Unione europea ha chiesto alla Russia l’immediato ritiro del divieto di importazioni di prodotti vegetali europei e che non esiste al momento alcuna evidenza che il batterio sia trasmesso dai prodotti vegetali. Inoltre, alle autorità sanitarie tedesche è stato anzi chiesto dalla task force sanitaria europea di intensificare i controlli sui centri locali di confezionamento dei prodotti alimentari. Non appena si conoscerà la fonte della contaminazione verranno assunte le deliberazioni conseguenti, come indica il Ministero della Salute nell’aggiornamento dei comunicati. (Silvana Stazzone).
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Indice glicemico degli alimenti
Pubblicato da fidest su domenica, 29 maggio 2011
Rossano Calabro. Per una persona con diabete è fondamentale conoscere la composizione quali-quantitativa di ciò che mangia – in particolare i carboidrati – per aggiustare di conseguenza l’insulina da iniettare o comunque per seguire l’alimentazione più corretta che la malattia richiede. Un’informazione utile, ma non sempre conosciuta da tutti, è l’indice glicemico. In pratica l’indicatore di quanto velocemente i carboidrati di un alimento vengono assimilati e assorbiti, concorrendo a far crescere più o meno velocemente la glicemia: indice glicemico basso uguale glicemia sale più lentamente, e viceversa. “Per aiutare le persone con diabete in tutto il mondo, International Diabetes Federation (IDF), la federazione mondiale, ha deciso di raccogliere in un prontuario l’indice glicemico di tutti i principali alimenti delle varie tradizioni alimentari”, spiega Antonio Ceriello, Membro del Board europeo IDF, che ha presentato il progetto al XVIII Congresso nazionale di diabetologia dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD). “L’Associazione Medici Diabetologi ha raccolto l’idea e ha suggerito di rendere disponibile questa informazione anche tramite la tecnologia informatica, che ormai estremamente semplificata è in grado di aiutare le persone nella vita di tutti i giorni”, spiega Giacomo Vespasiani, Past-President AMD, che sta lavorando allo sviluppo dell’applicazione per IPhone per conto di IDF. “L’app dovrebbe essere pronta e presentata ufficialmente a New York, a settembre, in occasione del Summit ONU sul controllo e la prevenzione delle malattie non trasmissibili, tra le quali il diabete occupa purtroppo il ruolo di protagonista, con 285 milioni di malati oggi, destinati per l’IDF a diventare 438 milioni nei prossimi 20 anni”, conclude Vespasiani.
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Quando la frutta diventa un gioco
Pubblicato da fidest su sabato, 7 maggio 2011
L’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia, per mantenersi in forma, di mangiare almeno 400 grammi al giorno di frutta e verdura, fare un po’ di moto, evitare il fumo e limitare gli alimenti grassi o troppo zuccherati. L’indicazione è semplice e apparentemente facile da seguire ma la realtà presenta dati molto preoccupanti. Oltre un milione di bambini in Italia sono in sovrappeso e 400 mila sono obesi. Si tratta, rispettivamente del 22,9% e dell’11,1% di tutti i bimbi tra gli 8 e i 9 anni in Italia. (Fonte: Istituto Superiore di Sanità). D’altra parte è noto che le buone abitudini alimentari si apprendono dall’infanzia e quindi diventa fondamentale riuscire a proporre la frutta e la verdura in un contesto che non
sia il solito banale fine pasto. E’ per questo che nasce la Frutteria Almaverde Bio , il marchio leader del biologico in Italia, a Mirabilandia che con i suoi 85 ettari è il Parco Divertimenti più grande d’Italia e che con una presenza annuale di circa 2.000.000 di visitatori è leader del settore divertimento La Frutteria è uno spazio allegro e coloratissimo, in cui è possibile pranzare o fare un veloce spuntino per rinfrescarsi e caricarsi di energia con la frutta fresca biologica pronta da gustare senza conservanti e coloranti disponibile in tanti pezzi tagliati e serviti in invitanti coppe miste come il gelato oppure in comode vaschette monodose .Per un pranzo salutare ed energetico si potranno scegliere le ricche insalatone pronte al consumo, o richiedere i frullati, i centrifugati, le spremute tutto esclusivamente a base di prodotti certificati biologici. Non mancheranno ovviamente i succhi di frutta, le bevande a base di tutti i tipi di frutta, la frutta, secca e le polpe fresche. Un trionfo di benessere ed energia per i visitatori di Mirabilandia che potranno trovare un ristoro naturale unico in Italia per potersi poi dedicare alle montagne russe più emozionanti d’Europa e alle attrazioni più divertenti dell’intero stivale. (piraccini)
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Resistenza agli antibiotici in crescita in Europa
Pubblicato da fidest su domenica, 10 aprile 2011
Ogni anno nella sola Unione Europea (UE) oltre 25.000 persone muoiono di infezioni batteriche resistenti agli antibiotici, la maggior parte delle quali contratte in ospedale. Nella Regione Europea dell’OMS che comprende 53 Paesi, il numero totale dei decessi è sconosciuto per mancanza di dati, ma la situazione è verosimilmente più seria. Medici e scienziati temono che un uso imprudente degli antibiotici, con conseguente insorgenza e diffusione di malattie dovute a batteri antibiotico-resistenti, ci riconduca ad un’era “pre-antibiotica” in cui infezioni comuni possono mettere in pericolo la vita umana poiché non rispondono ai trattamenti terapeutici. Gli alimenti sono una via di trasmissione di antibiotico-resistenza agli esseri umani ben documentata. In occasione della Giornata Mondiale della Salute il 7 aprile, il Centro Europeo Ambiente e Salute dell’OMS organizza un seminario di sanità pubblica a Roma in cui presenta una nuova pubblicazione Combattere la resistenza agli antibiotici nell’ambito della sicurezza alimentare in Europaper esplorare le opportunità per prevenire e contenere l’antibiotico-resistenza nella catena alimentare. Nonostante l’uso degli antibiotici per promuovere la crescita degli animali sia bandito nella UE fin dal 2006, in molti Paesi della Regione Europea non è ancora regolamentato. In alcuni Paesi l’uso degli antibiotici in campo veterinario è perfino più diffuso che in medicina umana. In particolare, preoccupa la resistenza agli antibiotici essenziali per la medicina umana che vengono largamente utilizzati anche in campo veterinario e negli allevamenti. Ad esempio nel 2008 nella UE la resistenza ai fluorochinolonici, una delle classi di antibiotici più importanti per trattare le malattie nell’uomo, era del 18% nei batteri agenti della salmonellosi nel pollo. L’Italia riporta livelli elevati di resistenza ad alcune classi di antibiotici come ad esempio i fluorochinolonici, potenzialmente associati al loro uso non prudente negli animali. In Italia la percentuale di resistenza ai fluorochinolonici in Salmonella spp. nel 2008 ha raggiunto il 30% nel pollo e ancora più elevata è risultata la resistenza ai fluorochinolonici in Campylobacter jejuni.Molti Paesi europei hanno dimostrato che la resistenza agli antibiotici può essere combattuta. Nuovi antibiotici che facciano fronte alla diffusione della resistenza in Europa sono sempre più necessari, dato che la resistenza rende le infezioni, tra cui ad esempio quelle del sangue o respiratorie, difficili da curare anche con antibiotici di ultima generazione. Poche classi di antibiotici ormai risultano efficaci nei confronti di alcuni batteri patogeni multi-resistenti, e la diffusione a livello mondiale di geni della resistenza è considerata uno scenario di estrema preoccupazione. Gli antibiotici sono una delle più importanti difese contro i batteri e l’OMS Europa lavora insieme ai Paesi membri sulla sorveglianza dell’antibiotico-resistenza, l’uso razionale degli antibiotici, la prevenzione e il controllo delle infezioni, la ricerca e l’innovazione. Un nuovo piano d’azione strategico, lanciato in occasione della Giornata Mondiale della Salute, verrà presentato a tutti i ministri della salute europei in occasione dell’assemblea annuale OMS che si terrà in settembre 2011.In occasione della Giornata Mondiale della Salute, oltre all’incontro di Roma sulla resistenza agli antibiotici nell’ambito della sicurezza alimentare, l’OMS organizza eventi in tutta Europa tra cui: Mosca (dedicato ai Paesi di lingua russa), Londra (sui nuovi meccanismi di resistenza antibiotica), Strasburgo (sul bisogno di affrontare la mancanza di antibiotici), Kiev (sull’urgenza di affrontare la tubercolosi antibiotico-resistente), e Copenhagen (sull’uso prudente degli antibiotici e la prevenzione delle infezioni).
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“Allarme contraffazione”
Pubblicato da fidest su giovedì, 17 marzo 2011
La contraffazione dell’abbigliamento e degli accessori moda forse è quella più sotto i riflettori della cronaca, ma non è la sola e neanche la più pericolosa per la salute e la sicurezza dei consumatori. Infatti, essa riguarda oramai anche prodotti farmaceutici, cosmetici, profumi, alimenti, bevande, ma anche pezzi di ricambio per veicoli, strumenti chirurgici, apparecchiature medicali, articoli sanitari per sale operatorie e studi medici. Contraffazione che troppo spesso viene percepita dai consumatori come una forma inoffensiva di delinquenza, senza rendersi conto degli effetti devastanti:200.000 le persone che muoiono ogni anno di malaria, perché curati con farmaci contraffatti50.000 i bambini morti dopo aver ricevuto una vaccinazione antimeningite rivelatasi contraffatta100.000 i posti di lavoro persi in Europa6 miliardi di euro di evasione fiscale in ItaliaMigliaia le aziende chiuse.Questi alcuni dei dati emersi dal Forum “Allarme contraffazione” organizzato da Adiconsum in collaborazione con la Provincia di Roma, che ha visto anche la presentazione dell’indagine sulla percezione delle contraffazione da parte dei consumatori (che si allega). Le merci contraffatte e falsificate – ha dichiarato Pietro Giordano, Segretario nazionale Adiconsum – sono ormai da considerarsi attività riconducibili alla criminalità organizzata, che in questa attività troverebbe un comodo mezzo per riciclare fondi provenienti da altre attività illecite, come il traffico di armi e di droga. Adiconsum – prosegue Giordano – ha lanciato nel corso del Forum “Allarme contraffazione” la proposta di apertura di un Tavolo tra Associazioni Consumatori e le Associazioni imprenditoriali. Proposta che è stata accolta tra l’altro anche dalla Commissione riforme istituzionali della Provincia di Roma, presieduta dall’on. Piero Cucunato.
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