Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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Farmacie: grossisti preoccupati

Pubblicato da fidest su mercoledì, 22 febbraio 2012

Cresce tra i grossisti del farmaco la preoccupazione per l’aumento dei costi logistici legati al caro-gasolio. La prima botta seria era arrivata a dicembre dal Governo, che nella Manovra “salva Italia” aveva aumentato di 10 centesimi l’accise sulla benzina e di 13,6 centesimi quella sul carburante diesel. Poi, tra gennaio e febbraio, sono arrivate le fluttuazioni dollaro-euro e l’instabilità dei mercati nazionali e il risultato è che ormai un pieno di gasolio arriva a costare tra il 30 e il 40% in più rispetto a un anno fa. Una bella tegola per le imprese della distribuzione intermedia, i cui costi di trasporto hanno mediamente sul conto economico delle aziende un’incidenza tra l’1 e l’1,4%. Se si tiene conto che dall’estate del 2010 il margine dei grossisti è sceso al 3% e la recente delibera Aifa sul ripiano del deficit 2010 l’ha ulteriormente limato al 2,93%, si ha un’idea dell’entità del problema.
Per molti distributori gli aumenti comportano innanzitutto una rinegoziazione dei contratti in outsourcing: soltanto tra le cooperative dei farmacisti, infatti, un terzo appena delle imprese trasporta su mezzi propri mentre le restanti esternalizzano ad altre cooperative o ai cosiddetti “padroncini”. All’orizzonte, quindi, si profilano rinnovi onerosi, tanto che alcune aziende hanno già messo in conto aumenti tra il 7 e il 10%. Ed ecco allora che la parola d’ordine diventa risparmiare e guadagnare efficienza. Nel novembre scorso, per esempio, l’Osservatorio nazionale trasporti aveva varato una delibera che fissava i costi minimi per i contratti di settore; un’ipotesi attualmente allo studio è quella di ottenere una deroga a tali minimi in considerazione delle dimensioni ridotte dei mezzi impiegati dalla filiera (furgoncini al di sotto della tonnellata). Altra ipotesi, sulla quale si sta ragionando in Adf, è quella di una razionalizzazione delle consegne attraverso lo sviluppo di sinergie tra distributori e vettori: in sostanza, laddove le situazioni locali lo consentissero si potrebbero valutare consegne raggruppate di più grossisti, in modo da evitare recapiti ridondanti e illogici. Il tema è sul tavolo (fonte farmacista33)

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Prezzi record per la benzina

Pubblicato da fidest su sabato, 31 dicembre 2011

Italiano: rifornimento con benzina verde Engli...

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Ancora aumenti per la benzina il cui costo ha raggiunto livelli record ed altri aumenti sono possibili dal primo gennaio, quando , con ogni probabilità, vi saranno gli aumenti delle accise regionali. L’ulteriore aumento della benzina, farà infiammare ancora di più l’inflazione e questo darà un ulteriore colpo alla nostra economia e danneggerà milioni di italiani, già in grosse difficoltà – ha dichiarato il segretario nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo. Aumentare ,come sempre, la benzina, è facile e di immediata resa – ha sottolineato Fatuzzo – ma ha effetti devastanti, dal momento che il trasporto merci, in Italia, viene effettuato prevalentemente su gomma, l’aumento del prezzo dei carburanti in genere, si ripercuote sui costi dei trasporti e quindi sulle merci, facendo lievitare i prezzi. E’ una spirale perversa che bisogna stroncare e non alimentare. Siamo sulla strada sbagliata – ha concluso Fatuzzo – ed il Governo farebbe bene ad attivarsi per evitare aumenti del prezzo “ alla pompa “ , per i carburanti, rivedendo al ribasso, le accise, aumentate in maniera assurda, le scorse settimane.Prezzo record benzina

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Adozioni internazionali: costi

Pubblicato da fidest su mercoledì, 21 dicembre 2011

Italia

Image by Y♥YNTL via Flickr

I costi che le famiglie adottive sostengono in Italia per i servizi resi dagli enti autorizzati che si occupano di seguire il percorso pre e post adozione, oggi superano i 4 mila euro. Ma gli Enti stessi, per ogni adozione, affrontano costi per circa 7.500 Euro. Questi i dati più eclatanti emersi da una ricerca realizzata dal Cergas Bocconi in collaborazione con gli Enti Autorizzati. “Questa disparità – fa notare Paola Crestani, presidente del CIAI, l’Ente che per primo ha introdotto in Italia l’adozione internazionale nel 1968 e che fa parte del Coordinamento Oltre l’Adozione- deriva principalmente dal fatto che i costi sono stati fissati nel 2003 dalla CAI, e da allora mai più aggiornati”. “E tutto ciò a fronte di adozioni -prosegue Paola Crestani- che sono sempre più complesse perché bambini che vengono segnalati sono frequentemente grandi o con problemi di salute, i cosiddetti ‘special needs’”. Adozioni come queste richiedono una maggiore professionalità da parte degli enti per dare alle famiglie il più corretto supporto non solo nella fase pre adozione ma anche e soprattutto nel post adozione. La sostenibilità economica di un ente che lavori seriamente – in Italia e all’estero- con personale qualificato, è quindi a rischio e da anni pesa negativamente sui Bilanci degli Enti che spesso evidenziano risultati in perdita. “Chi, come il CIAI- sottolinea Paola Crestani- non intende assolutamente abbassare gli standard qualitativi è costretta a chiedere grandi sacrifici ai propri operatori e a cercare forme di autosostentamento”. L’unico modo per evitare un aumento nei costi a carico delle coppie, secondo il CIAI potrebbe essere l’istituzione di un contributo pubblico diretto agli Enti. A ciò si aggiunga una drastica riduzione del numero di Enti autorizzati.

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Pensionati in rivolta

Pubblicato da fidest su martedì, 6 dicembre 2011

Il Forum dei Pensionati con sede a Roma in via di Porta San Lorenzo A/15 nella persona del suo segretario nazionale Michele De Cesare ha inviato una lettera aperta ai segretari dei maggiori partiti nazionali di questo tenore: “Il Forum dei pensionati riunitosi in data odierna ha analizzato i provvedimenti che il governo Monti ha ritenuto d’inserire nel Dl di stabilizzazione dei conti pubblici. Si tratta dell’ennesimo intervento correttivo che porta a 20 le manovre subite dagli italiani negli ultimi 12 anni per un ammontare complessivo di 600 miliardi di euro. Dalla manovra “natalizia” – prosegue la lettera – ci aspettavamo come promesso, soprattutto equità e non lacrime e sangue come invece, per l’ennesima volta, lavoratori e pensionati dovranno caricarsi sulle proprie spalle. Il blocco delle perequazioni delle pensioni per gli anni 2012 e 2013 , il ritorno dell’Ici sulla prima casa e il consistente aumento sulla seconda, la revisione degli estimi catastali, l’introduzione di ulteriori ticket sulla sanità, i riflessi derivanti dall’ennesimo aumento dell’iva, sono solo alcuni dei provvedimenti che colpiranno in modo definitivo il potere di acquisto degli assegni di altri due terzi dei pensionati, andando ad ingrossare il numero di chi già vive nella fascia di povertà assoluta. Il solo congelamento della scala mobile comporterà sacrifici ben superiori a quelli richiesti alle altre componenti sociali del Paese che, tradotto in cifre, ammontano ad un mancato aumento delle pensioni nell’ordine di 100 euro mensili. Anche il prof. Monti ritiene di far cassa intervenendo sulle pensioni di chi i sacrifici li fa da troppo tempo e che farà sentire la propria voce sino in fondo nel contrastare le scelte sbagliate. Per questi motivi non daremo tregua, non abdicheremo al nostro ruolo fino al varo della manovra nei due rami del Parlamento, ma soprattutto non ci faremo intenerire dalle lacrime del ministro Fornero.” (n.r. Ci pare opportuno aggiungere che il prof. Monti avrebbe potuto agevolmente evitare questo modo di fare cassa con tre semplici provvedimenti: recuperare i 13 miliardi di euro previsti per l’acquisto di caccia bombardieri, tenendo conto che non siamo un paese in guerra, di 2 miliardi di consulenze, di recupero di 3 miliardi di euro aumentando il contributo per il rientro dei capitali scudati. Sono 18 miliardi di cui non si ha traccia pur nei severi provvedimenti del Presidente del Consiglio. E’ davvero un “bel modo” per dare fiducia nelle istituzioni.al paese E queste cifre, sia chiaro, possono da subito fare cassa, forse più e meglio dei 100 euro sottratti ai pensionati in due anni dopo che le pensioni sono rimaste congelate per 5 anni.)

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Aumenti record per fiori e lumini

Pubblicato da fidest su mercoledì, 2 novembre 2011

Cemetery in Milan / Cimitero monumentale in Mi...

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Aumenti record per la festa dei morti. Anche quest’anno costerà molto alle famiglie italiane andare a trovare i propri cari a causa della tendenza al rialzo dei prezzi che si stanno registrando in questi giorni. Dall’indagine a campione effettuata nelle 10 principali città italiane emergono speculazioni che non risparmiano chi soffre per aver perso i propri cari.
Una sola rosa, in questi giorni, può arrivare a costare a Milano fino a 5 euro, se acquistata nei pressi di un cimitero. La media italiana comunque è di 4,10 euro, +5,6% rispetto al 2010. Ma se raffrontato con il mese di settembre l’incremento è del 410%. Contribuenti.it ha, infatti, rilevato che il prezzo medio di una rosa nella prima metà del mese di ottobre era di 1 euro. “La festa dei morti – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Ital iani – è vissuta dai vivi come la festa delle speculazioni. I fiori freschi, diversamente dagli altri beni, non possono che essere acquistati in loco, essendo beni deperibili”. Alla speculazione dei fiori si aggiunge quella dei lumini che vengono accesi sulle tombe, che sono passati da 2,50 euro del 2010 a 5 euro del 2011, con un aumento del 100%.
Secondo le stime effettuate da Krls Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it Magazine, ogni famiglia italiana spenderà, per questa ricorrenza, mediamente 22,30 euro per ricordare i propri cari. Una speculazione da 410 milioni di euro che i contribuenti italiani subiscono, molto spesso, senza neanche ottenere, all’atto dell’acquisto, uno scontrino fiscale. «Dall’analisi degli studi di settore – conclude Carlomagno – emerge che i fiorai, unitamente alle agenzie di pompe funebri dichiarano redditi sotto la soglia della povertà».

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Nuovi aumenti benzina

Pubblicato da fidest su giovedì, 29 settembre 2011

An Esso petrol station run by NTUC FairPrice. ...

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Ancora una volta dobbiamo annunciare un andamento dei prezzi della benzina in costante aumento in tutta Italia, con un andamento inversamente proporzionale rispetto al Brent Dated. Lo comunica in una nota il Segretario Nazionale dell’Associazione per la tutela del Cittadino Assotutela.net Pietro Bardoscia. Per il Mese di Settembre nonostante l’andamento del Brent Dated, utilizzato per i confronti con i prezzi dei carburanti italiani ed europei, abbia registrato negli ultimi giorni un calo del costo del Barile pari a 108,5 Dollari rispetto ai picchi dei circa 120 registrati nei primi giorni, il costo della Benzina nei distributori è aumentato notevolmente.
Nell’Agip siamo passati da 1,606 per la Benzina del 2 Settembre ad 1,633 del 29 Settembre mentre per la Diesel da 1,484 a 1,523 euro ed infine per il GPL da 0,715 a 0,720. Alla Total Erg aumenti simili con la Benzina passata dal 2 al 29 Settembre da 1,610 ad 1,635, per il Diesel da 1,489 a 1,524. Alla Esso dall’ 1,612 della Benzina, 1,487 della Diesel a 0,719 del Gpl oggi costa 1,628 per la prima, 1,515 per la seconda e 0,728 euro per il terzo. Come abbiamo annunciato piu volte – conclude Bardoscia – Assotutela continuerà queste verifiche, insieme ad altre indagini che stiamo conducendo su altri settori come quello ortofrutticolo, perché riteniamo doveroso tutelare il consumatore finale “vittima indifesa” di questi rialzi, chiedendo un intervento delle autorità preposte per capire se tutto questo sia lecito o meno.

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Aumenti tariffe Atac: il pianto greco

Pubblicato da fidest su venerdì, 15 luglio 2011

«La situazione di Atac che abbiamo davanti è di una gravità tale che è completamente fuori luogo, oltre che inutile, fare polemiche o dare libero sfogo alla demagogia. I conti aziendali relativi alle perdite accumulate sono lo specchio drammatico di una situazione che non era più sostenibile, in un settore cruciale e importante nei servizi pubblici erogati alla cittadinanza». Così l’assessore al Bilancio e allo Sviluppo economico, Carmine Lamanda, replica alle critiche dell’opposizione sul piano industriale presentato oggi dall’azienda dei trasporti.
«La vera storia delle perdite di Atac – prosegue Lamanda – è negli oltre 3 mld e 400 mln di euro accumulati tra il 1990 e il 2002 quando il Comune di Roma faceva fronte alle perdite societarie indebitandosi con le banche. Il debito con le banche è ancora là e concorre al grande indebitamento che i cittadini romani pagano di tasca propria con oltre 200 mln di euro all’anno da versare alle casse dello Stato per il finanziamento della gestione commissariale: tasse che pagano inefficienze mai affrontate. Nel 2002 – puntualizza l’assessore – una legge ha opportunamente vietato il ricorso all’indebitamento per il ripianamento delle perdite limitandone l’utilizzo per i soli piani di investimento. Da allora le perdite, non più fronteggiabili con il debito, si sono accumulate sul patrimonio dell’azienda. Dal 2002 al 2007 per altri 800 mln di oneri con un ritmo di oltre 100 mln all’anno ridotti solo negli ultimi tre. Le misure adottate sul piano patrimoniale dall’Amministrazione hanno inteso restituire ad Atac le basi per la propria autosufficienza sul piano gestionale così che la stessa è oggi in grado di programmare circa 460 mln di investimenti per migliorare la qualità del servizio. L’intervento sulla tariffa – precisa Lamanda – è un contributo solo parziale a un piano di risanamento che contiene importanti apporti pubblici per il rilancio della qualità del servizio ed è improntato a un criterio di tipo selettivo che non riguarderà le cosiddette fasce deboli, anziani, invalidi, studenti e disoccupati e prevede un modesto incremento di 5 euro al mese per gli utenti abituali lasciando così indenni dalla manovra circa mezzo milione di cittadini e concentrando i suoi effetti sugli utenti occasionali, i cd city users, con un incremento che comunque mantiene la tariffa di Roma sotto il benchmark nazionale e verrà compensato da un allungamento sul tempo di utilizzo del ticket». (n.r. tutto questo dovrebbe spiegare il perché si aumenta il biglietto dell’autobus al 50% e a tenere sporchi gli autobus e a giustificare i disservizi. E’ una bella lezione di cinismo politico).

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Aumento biglietto bus Roma

Pubblicato da fidest su venerdì, 15 luglio 2011

“Si apprende ora come, con buona probabilità, il costo dei biglietti per i mezzi pubblici passerà da 1 euro a 1,50 e l’abbonamento annuale da 230 a 280 euro. Ma i lor signori membri del Cda Atac non si vergognano di imporre un aumento sul costo del biglietto fornendo un servizio indecente? Sugli autobus romani non funziona lo scivolo per i disabili, l’aria condizionata è una rarità, e si viaggia in una situazione non troppo dissimile da una deportazione. Sono, infatti, numerosi i malori di anziani dovuti all’eccessivo caldo e affollamento dei mezzi. La gente entra fino al limite entro il quale non si chiudono più le portiere. Prima di pianificare aumenti i dirigenti Atac facciano un giro sui bus periferici. Aggiungo che se c’è bisogno di far cassa è perchè gli stranieri che fruiscono del servizio pubblico non pagano quasi mai il biglietto,queste mancanze le dobbiamo pagare noi?” Lo dichiara in una nota Stefano Tersigni, Segretario Romano della Fiamma Tricolore Destra Sociale.

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Caro carburanti: prezzi alle stelle

Pubblicato da fidest su sabato, 9 luglio 2011

Ci troviamo di fronte all’ennesimo esempio di come il Governo infila la mano nel portafoglio dei contribuenti e, inoltre, di come si aiuti a mandare in ulteriore crisi un settore già ferito come quello dell’auto. Oramai gli italiani sono rassegnati come ai tempi del fascismo e non riescono a reagire.
Secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, gli aumenti sono destinati a produrre effetti dirompenti sul sistema e sulle tasche dei cittadini, insomma un bel negalo nel periodo di ferie e di grande mobilità. Infatti nell’ultima settimana le quotazioni del greggio sono aumentate del 2,1% (+1,64 euro al barile), in presenza una lieve flessione della valuta comunitaria sul dollaro, attestatosi su 1,43 dollari per 1 euro mentre sul mercato interno, i prezzi alla pompa per la benzina hanno fatto registrare quindi variazioni nell’ordine di +0,015 euro /litro (prodotto che sul mercato Platt’s registra un aumento di +0,014 euro/litro con IVA) e di +0,009 euro/litro per il gasolio (che sul mercato Platt’s e’ aumentato in ragione di +0,012 euro/litro). Nel panorama europeo dei prezzi, l’Italia e’ balzata al quinto posto per il prezzo della benzina ed al quarto posto per il prezzo del gasolio. A parte la media del periodo il prezzo nominale di riferimento alla pompa da sabato 2 luglio a venerdi’ 8 luglio 2011 e’ aumentato per la benzina di +0,015 euro/litro (pari a +0,94 %), ed e’ aumentato per il gasolio di +0,009 euro/litro (pari a +0,61 %). Tutto questo, nonostante il calo dei costi d’estrazione e produzione sostenuti dalle compagnie petrolifere. Sì, perché in base alle rilevazioni dell’Unione Petrolifera citate dal quotidiano il Corriere della Sera, se il costo industriale del carburante è sceso di tre centesimi al litro, quello alla pompa è invece salito di 4,4 centesimi, spinto dall’aumento delle tasse. A causa dell’aumento dei costi operativi, in particolare del carburante nell’offerta di Grandi Navi Veloci, Moby Lines e Sardinia Ferries c’è una media di rincari di oltre il 70 per cento, nel periodo luglio-agosto sulle tratte Genova-Olbia, Genova-Porto Torres e Livorno-Golfo Aranci. Risultato: una famiglia di quattro persone con auto al seguito per il viaggio Genova-Porto Torres potrebbe arrivare a spendere ad agosto oltre 1000 euro, 400 in più di un anno fa.

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Assicurazioni auto: ancora aumenti

Pubblicato da fidest su mercoledì, 22 giugno 2011

“Virtuosi o no, non fa alcuna differenza per le assicurazioni auto del nostro Paese”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), denunciando i continui aumenti delle polizze RC auto, diventate delle vere e proprie vessazioni per i consumatori. “Il prezzo delle assicurazioni nell’ultimo anno è aumentato in qualche caso anche del 20 per cento -afferma Dona- tanto che tra polizza, bollo, manutenzione e benzina l’automobile sta tornando ad essere un lusso. E’ vero che in Italia è molto alta la percentuale di sinistri fraudolenti, ma non è giusto che a pagare siano gli automobilisti ‘diligenti’ ”. “A fronte dell’obbligo di assicurare il proprio autoveicolo è necessaria una seria politica per contrastare gli abusi -conclude Dona. L’istituzione dell’agenzia antifrode, dunque, è diventata un’esigenza sia per tutelare le compagnie dalle truffe che per evitare alle più scorrette di rivalersi sugli assicurati”.

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R.C. auto “Ancora aumenti”

Pubblicato da fidest su venerdì, 10 giugno 2011

E’ ormai un mantra nel campo delle assicurazioni. Dopo i rincari registrati lo scorso anno, in media del +18%, quest’anno le tariffe per assicurare la propria auto continuano a salire. Secondo i dati dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori l’incremento medio è del +12%.b. Crescono in misura maggiore le tariffe per i neopatentati, con picchi di aumento che superano anche il 25%, così come sono aumentate le tariffe per i cinquantenni (fino al 20% in più). È ora di fare qualcosa su questo versante. Anche perché, alla luce dei nuovi aumenti registrati quest’anno, cresce ancora l’impressionante bilancio dei rincari registrati dal 1994 ad oggi, che si attesta ad oltre 186%! Un aumento intollerabile ed inspiegabile, a maggior ragione se confrontato con i dati relativi all’incidentalità: quest’ultima dal 2001 ad oggi è diminuita del 22%, al contrario le tariffe RCAUTO, che non fanno che aumentare! Ad aggravare la situazione, inoltre, contribuiscono anche le azioni di disdetta e l’abbandono di intere zone da parte delle compagnie, soprattutto nel Sud. Infatti, sono sempre più numerose le denunce ai nostri sportelli di compagnie assicurative che disdicono i contratti assicurativi senza motivazione alcuna, per poi riproporli con aumenti esagerati, che raggiungono anche il doppio delle tariffe precedenti, spingendo così i contraenti a cambiare compagnia. Federconsumatori e Adusbef ritengono che queste azioni rappresentino una violazione dell’obbligo a contrarre, azioni contro le quali sono state già avviate delle vertenze. “Una condotta vergognosa – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori ed Adusbef – che richiede interventi immediati, tesi soprattutto ad incrementare la competitività in tale settore.” In particolar modo, come richiediamo da anni, è necessario potenziare il ruolo degli agenti plurimandatari. Inoltre, alla luce di tale andamento, chiediamo all’Isvap di avviare dei seri controlli sulla determinazione delle tariffe, per una maggiore trasparenza e chiarezza nei confronti dei cittadini che, quotidianamente, lamentano questi continui aumenti presso i nostri sportelli.

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Aumenti benzina

Pubblicato da fidest su domenica, 29 maggio 2011

Puntuali, in vista della festività del 2 giugno, arrivano i rincari dei carburanti. Per il terzo giorno consecutivo, infatti, sulla rete italiana si registrano aumenti dei prezzi alla pompa. “Si tratta della solita speculazione legata alle partenze degli italiani – afferma Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio, di cui fanno parte Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori – In Italia pochi giorni prima di esodi, ponti e festività varie, i listini di benzina e gasolio subiscono variazioni al rialzo, producendo un aggravio di spesa a danno dei cittadini. In base alle nostre stime, quest’anno gli automobilisti che si sposteranno per il ponte del 2 giugno, dovranno fare i conti con una stangata sui carburanti pari a 55 milioni di euro”. “Rispetto allo stesso periodo del 2010 infatti – spiegano Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori – la benzina costa oggi il 12,7% in più, mentre per il gasolio l’aumento sfiora il 15%. Tradotto in soldoni, si tratta di 8,8 euro in più per un pieno di verde, e 9,3 euro in più per un pieno di diesel. Rincari che produrranno una stangata di circa 55 milioni di euro a carico di chi si sposterà per la festa del 2 giugno”.

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Benzina: togliere le accise

Pubblicato da fidest su sabato, 5 marzo 2011

I consumatori pagano caro ed ingiustamente gli effetti della crisi nord-africana, che produce aumenti del costo del barile del petrolio, con riflessi pesantissimi di rincaro nel weekend prossimo. È tempo – dichiara Pietro Giordano, Segretario nazionale Adiconsum – che il Governo abbatta le accise sulla benzina, per ridare fiato ai redditi di lavoratori e pensionati, ma anche per ridare fiato alla produzione italiana, soprattutto per ciò che riguarda i beni ed i servizi di prima necessità. L’ondata di aumenti che si stanno registrando e che si registreranno tra qualche settimana, dovuti all’aumento dei costi di produzione delle aziende, faranno rialzare il tasso d’inflazione e procureranno una spirale perversa a tutto danno dei consumatori e delle aziende. Pane, pasta e molti beni di prima necessità subiranno aumenti erodendo ancora di più il reddito spendibile delle famiglie, deprimendo i consumi e quindi anche le produzioni. Ciò – continua Giordano – in un momento in cui l’uscita dalla crisi è appena iniziata e rischia di tramutarsi in una stagflazione che condannerebbe il nostro Paese a tassi di sviluppo inesistenti e disoccupazione crescente. Il Governo – conclude Giordano – tagli le accise, frutto dell’assemblaggio di una polverizzazione di tasse per fatti accaduti decine di anni fa! Ecco l’elenco completo comprende le seguenti accise:
• 1,90 lire per il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935;
• 14 lire per il finanziamento della crisi di Suez del 1956;
• 10 lire per il finanziamento del disastro del Vajont del 1963;
• 10 lire per il finanziamento dell’alluvione di Firenze del 1966;
• 10 lire per il finanziamento del terremoto del Belice del 1968;
• 99 lire per il finanziamento del terremoto del Friuli del 1976;
• 75 lire per il finanziamento del terremoto dell’Irpinia del 1980;
• 205 lire per il finanziamento della guerra del Libano del 1983;
• 22 lire per il finanziamento della missione UNMIBH in Bosnia Erzegovina del 1996;
0,020 Euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004.

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Aumento dei prezzi del cibo

Pubblicato da fidest su venerdì, 4 marzo 2011

E’ molto preoccupante. Milioni di persone stanno scivolando nella povertà mentre faticano ad acquistare le scorte essenziali di cibo e sono sempre più numerosi coloro che rischiano di soffrire la fame. Una strategia attendista dei governi, nella speranza che arrivino buoni raccolti nei prossimi mesi, significherebbe giocare d’azzardo con la vita di milioni di persone e aumentare le probabilità di una grave crisi alimentare globale. C’è bisogno di una risposta coordinata a livello internazionale per affrontare le cause dell’aumento dei prezzi del cibo. Al contrario, decisioni prese individualmente e basate sugli interessi nazionali peggiorerebbero soltanto la situazione. La risposta della comunità internazionale dovrebbe includere un’azione di contrasto alla speculazione per calmare i mercati, maggiore trasparenza sulle scorte di cibo e una marcia indietro sui biocarburanti. E’ inoltre necessario sostenere i piccoli agricoltori, affinché accrescano la produzione di cibo e siano parte di una soluzione sostenibile. E’ ciò di cui tutti abbiamo bisogno di fronte alle minacce dei cambiamenti climatici”.

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Gas: aumenti bollette?

Pubblicato da fidest su mercoledì, 2 marzo 2011

“Se il blocco del gas proveniente dalla Libia perdurasse fino alla fine dell’anno, ci sarebbero aumenti nelle bollette degli italiani tra il 7 e il 9% cioè tra 28 e 36 euro a famiglia”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC).”L’interruzione della fornitura del gas libico -continua Dona- ripropone ancora una volta il tema della sicurezza energetica nel nostro Paese così come accadde nel corso della crisi tra Russia e Ucraina”. “Il settore energetico -conclude il Segretario generale dell’UNC- è essenziale per la sicurezza nazionale. L’eccessiva dipendenza dell’Italia da alcuni Paesi per l’approvvigionamento di petrolio e gas deve essere progressivamente ridimensionata”.

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