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Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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Farmacisti in ospedale

Pubblicato da fidest su giovedì, 22 marzo 2012

Il nostro è l’unico Paese in Europa a disporre di Servizi Farmaceutici Territoriali in grado di funzionare da tramite tra l’ospedale, i cittadini e i medici di famiglia. La SIFO (Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie) è protagonista al Congresso della EAHP (European Association of Hospital Pharmacists) che si apre oggi Milano con la partecipazione di 3500 iscritti. E nel seminario tradizionalmente dedicato alla nazione ospitante grande spazio è riservato al ruolo dei farmacisti delle Asl. “Questi professionisti rispondono in modo ottimale alle esigenze legate alla progressiva deospedalizzazione – afferma la dott.ssa Laura Fabrizio, presidente SIFO -. Infatti si sono formati in ambiti particolarmente strategici del Servizio Sanitario Nazionale: operano presso farmacie ospedaliere e Servizi Farmaceutici Territoriali dove gestiscono non solo medicinali di fascia A e C ma anche dispositivi medici, diagnostici, radiofarmaci, farmaci orfani e farmaci di fascia H innovativi ed ad alto costo, nonché prodotti galenici sterili e non sterili preparati in laboratori ad elevato livello tecnologico”. Il nostro Paese si distingue in Europa anche per l’eccellenza raggiunta nella formazione. “Siamo gli unici a prevedere l’obbligatorietà delle scuole di specializzazione, che sono 22 nel nostro territorio – sottolinea la dott.ssa Francesca Venturini, membro del Consiglio Direttivo SIFO -. Inoltre, attraverso la condivisione dei programmi accademici su un’unica piattaforma informatica, abbiamo assicurato uno standard uniforme del percorso formativo”. Una delle lacune da colmare, in particolare rispetto ai Paesi anglosassoni, riguarda il rapporto farmacista/posti letto che in Italia non è ancora regolato da norme. “Il farmacista di reparto è una realtà consolidata da tempo ad esempio in Inghilterra e Germania – continua la dott.ssa Nicoletta Ambrogi della Asl 4 di Terni -. È la figura professionale che, affiancando il medico in corsia, porta significativi vantaggi sia ai pazienti, in termini di sicurezza e di maggiore consapevolezza delle cure cui si sottopongono, sia al Servizio Sanitario in termini di risparmio, grazie a un uso più efficiente delle risorse. La SIFO ha condotto una sperimentazione in cui questa figura è stata introdotta nei dipartimenti oncologici di cinque ospedali italiani. Ma per estenderla a tutti i reparti è necessario aumentare il numero dei farmacisti in rapporto ai posti letto”. Tema del Congresso EHAP è la cura dei pazienti più fragili, in particolare bambini e anziani. “È essenziale – conclude la dott.ssa Fabrizio – definire standard di cura dal punto di vista del farmacista ospedaliero per questi gruppi di pazienti che presentano caratteristiche uniche e che richiedono maggiori attenzioni”.

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Le aziende più ammirate del mondo

Pubblicato da fidest su sabato, 3 marzo 2012

St. Jude Medical, multinazionale leader nella progettazione, produzione e commercializzazione di dispositivi medicali per il trattamento delle patologie cardiovascolari e neurologiche, è stata indicata dalla rivista FORTUNE come una tra “le aziende più ammirate del mondo” per l’anno 2012 e nominata l’azienda più apprezzata nella categoria apparecchiature medicali.La società risulta nella lista di Fortune Magazine da sette anni. Quest’anno St. Jude Medical ricopre, insieme a Stryker Corporation, il primo posto nella categoria Medical Equipment (riconoscimento ricevuto anche nel 2007 e nel 2008) e rientra tra le prime 50 società più ammirate al mondo.“È un onore essere riconosciuti ancora una volta da FORTUNE come una delle aziende più ammirate al mondo”, ha affermato Daniel J. Starks, Presidente e Chief Executive Officer di St. Jude Medical. “È un importante riconoscimento del lavoro svolto da St. Jude Medical, che, con oltre 16.000 dipendenti in tutto il mondo e tecnologie avanzate, è impegnata nella ricerca, nel trattamento e nello sviluppo di dispositivi medici per pazienti affetti da patologie cardiache e neurologiche e che soffrono di dolore cronico”.In Italia St. Jude Medical è presente dal 1994 con sede e centro di distribuzione in Agrate Brianza (MB). In oltre 15 anni lo sviluppo del business, grazie anche a diverse acquisizioni strategiche e integrazioni, ha contribuito all’ampliamento dell’organico aziendale passato da 15 dipendenti a quasi 200.Ampiamente considerato come un indicatore della reputazione aziendale, FORTUNE presenta la lista delle società “Most Admired” – “Più ammirate” dopo aver raccolto un elenco di aziende classificate nella Fortune 1000 e Global 500 e altre importanti società non statunitensi. In seguito, dirigenti e amministratori di quelle aziende ritenute ammissibili, insieme agli analisti finanziari del settore, utilizzano questionari personalizzati per classificare la reputazione complessiva di un’azienda. La posizione di St. Jude Medical riflette i punteggi ricevuti per ciascuna delle nove aree di valutazione utilizzati dalla rivista.

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Aziende fallite nel 2011

Pubblicato da fidest su martedì, 24 gennaio 2012

Nell’anno appena concluso in Italia si sono registrati 11.707 fallimenti, con una crescita del +4% rispetto agli 11.289 casi del 2010 ma un ben più preoccupante +25% rispetto ai 9.383 casi del 2009, quando la crisi economica aveva già cominciato a manifestarsi in tutta la sua gravità. Nel quarto trimestre 2011, in particolare, i fallimenti sono stati 3.313, in crescita rispetto ai primi 3 trimestri dell’anno quando i casi rilevati erano stati rispettivamente 2.908 (a fine marzo), 3.301 (a fine giugno) e 2.185 (a fine settembre). E’ quanto emerge dall’Analisi dei fallimenti in Italia realizzata da CRIBIS D&B, la società del Gruppo CRIF specializzata nella business information. La maggior parte dei fallimenti in Italia ha coinvolto realtà della Lombardia, dove del resto è concentrata una grossa fetta delle imprese italiane: più precisamente da gennaio a dicembre 2011 sono state 2.613 le procedure concorsuali rilevate in questa regione, di gran lunga la più interessata dal fenomeno. Seguono, con meno della metà di casi, Lazio e Veneto rispettivamente con 1.215 e 1.122 casi. Più distanti Campania (1008), Emilia Romagna (899), Toscana (857), Piemonte (843) e Sicilia (601). I settori maggiormente in difficoltà sono quelli dell’edilizia e del commercio, in cui si concentrano maggiormente i fallimenti nei primi 12 mesi dell’anno appena concluso. Il più colpito è risultato essere il comparto della “costruzione di edifici” (1.378), seguito da commercio all’ingrosso di beni durevoli (917), installatori (916), servizi commerciali (702), commercio all’ingrosso di beni non durevoli (650). Secondo l’analisi di CRIBIS D&B nel 2011 un numero elevato di fallimenti ha coinvolto anche imprese del settore immobiliare (479 casi), dell’industria manufatti in metalli (459), dei trasporti e servizi merci su gomma (451), ma anche ristoranti e bar (446). “Il quadro che emerge dall’osservazione di questi dati – afferma Marco Preti, Amministratore Delegato di CRIBIS D&B – fornisce una ulteriore conferma del momento di estrema difficoltà che stanno vivendo le imprese italiane, specie quelle più fragili e quelle appartenenti a settori che, più di altri, stanno risentendo della congiuntura economica negativa. Del resto, gli avvenimenti che hanno contraddistinto il secondo semestre 2011 hanno peggiorato ulteriormente uno stato di salute di molte imprese, già minato da una crisi economica che perdura ormai da oltre 3 anni”.

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Nasce il “plateaux green&waterproof”

Pubblicato da fidest su sabato, 17 dicembre 2011

Istrana (Treviso) E’ un’alternativa alla plastica poichè realizzata con cartone riciclato e perfettamente riciclabile, ma capace di rispondere alle esigenze tecniche del trasporto di prodotti umidi grazie al sottilissimo film di poliestere capace di resistere all’umidità. Pro-gest, il gruppo veneto guidato da Bruno Zago e leader in Italia nella carta e nel cartone, ha ideato dei plateaux (le cassette con cui si trasportano frutta e verdura) realizzati interamente con cartone riciclato, esteticamente curati e personalizzabili con la grafica del cliente, resi adatti all’uso alimentare, e in particolare al trasporto di prodotti umidi, dalla presenza di un sottilissimo film di poliestere (di uno spessore di circa 10-12 micron). Uno strato che è talmente sottile da permettere al plateaux di essere ugualmente riciclabile al 100%. Tra i primi a credere in questa soluzione c’è il Consorzio di Tutela del Radicchio Rosso di Treviso IGP, il prodotto principe del trevigiano e riconosciuto in tutto il mondo come eccellenza del Made in Italy. La stagione 2011-2012 sarà caratterizzata dall’utilizzo di questi plateaux. <La collaborazione tra Pro-gest e il Consorzio per questo packaging innovativo ha alla base l’obiettivo comune del rispetto della natura – spiega Paolo Manzan, presidente del Consorzio – Questo progetto ci trova molto d’accordo perché il nostro prodotto, il Radicchio Rosso di Treviso, è quanto di più naturale si possa trovare sul mercato. Per questo speriamo, con questa nuova collaborazione, di dare vita a un modo nuovo di comunicare l’eccellenza del Radicchio Rosso. Un’eccellenza che d’ora in poi sarà basata non solo sulla qualità intrinseca del prodotto, ma anche sulla scelta di un contenitore ecosostenibile>. <Realizziamo da 3 anni plateaux di cartone – spiega Bruno Zago, a.d. Pro-gest – nell’azienda del gruppo Trevikart, che ha sede a Ospedaletto di Istrana (Treviso). Ma di recente è emersa la necessità di realizzare un supporto adatto a contenere dei prodotti umidi. Abbiamo sperimentato questa formula con il film di poliestere collaudandola per resistere all’umidità. E funziona. Da questo momento in poi si apre una nuova strada a servizio di tutti quei produttori ortofrutticoli che hanno a cuore l’ambiente e l’ecosostenibilità di ogni fase del loro processo produttivo, quindi anche quella del packaging>.
Nell’aprile 2011 Pro-gest ha investito nell’acquisto di diverse macchine formatrici affidate in comodato d’uso ad alcune realtà produttive in tutta Italia consentendo così di gestire in loco la fase di montaggio per un risparmio importante sul trasporto dei plateaux che possono così essere inviati occupando molto meno spazio.
<Per il 2012 – prosegue Zago – abbiamo già parecchi ordini importanti da parte di grosse catene italiane e siamo pronti a sempre nuovi sviluppi del nostro prodotto, sempre nell’ottica di diminuire al massimo l’utilizzo di plastica e puntare sul riutilizzo di materia prima proveniente da riciclo>.
Il Gruppo Pro-gest nel 2011 ha dato nuova vita a oltre 1 milione di tonnellate di carta da macero diventata preziosa materia prima, con una importante crescita a dispetto delle 800.000 tonnellate del 2010. Con le sue 19 aziende distribuite in 7 regioni e i suoi oltre 1000 dipendenti, Pro-gest gestisce l’intero ciclo produttivo della carta, utilizzando al 100% cellulosa da riciclo. Un “impero” che in numeri è tradotto in un fatturato di 300.000.000 di euro consolidati + 80.000.000 fuori consolidato e che si concretizza in 800.000.000 mq di cartone ondulato prodotto, in 1.500.000.000 di imballaggi prodotti e in 10.000 tonnellate di prodotti tissue trasformati.

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Scuola italiana di potatura della vite

Pubblicato da fidest su sabato, 10 dicembre 2011

Italiano: Uva Durella

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Al via fra gennaio e febbraio il terzo anno della Scuola Italiana di potatura della Vite ideata dai Preparatori d’uva, ovvero i due tecnici friulani Marco Simonit e Pierpaolo Sirch che, dopo oltre 20 anni di lavoro sperimentale nei vigneti di tutt’Italia, hanno dato vita a questa singolare e ormai seguitissima scuola nelle grandi regioni del vino della penisola : new entry 2012 sarà il Veneto. Venendo incontro alle molteplici richieste, i corsi saranno 10, organizzati in collaborazione con prestigiose università e istituti di ricerca legati al mondo della vite, interessati al Metodo Simonit&Sirch di potatura ramificata della vite: l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e Slow Food in Piemonte, la Fachschule, l’Istituto Sperimentale e l’ Associazione ex alunni di Laimburg in Alto Adige, l’ Istituto Agrario di San Michele all’Adige e la Fondazione Edmund Mach in Trentino, il Dipartimento di viticoltura ed enologia dell’Università di Udine in Friuli Venezia Giulia, il Centro Studi Enzo Morganti a Castelnuovo Berardenga e il Dipartimento di patologia del Corso di laurea di viticoltura ed enologia dell’Università di Firenze in Toscana, l’Istituto Agrario De Sanctis di Avellino in Campania, Centopassi-Libera Terra in Sicilia. Corsi si terranno anche al CIRVE di Conegliano Veneto e in due storiche cantine: Bellavista di Terre Moretti in Franciacorta, in collaborazione con la Facoltà di Agraria dell’Università di Milano, e Bolla del GIV in Veneto in collaborazione con il prof. Maurizio Boselli del Dipartimento di biotecnologie dell’Università di Verona e il prof. Attilio Scienza della Facoltà di agraria dell’Università di Milano. A numero chiuso (massimo 35 partecipanti), aperte a viticoltori e non, le Scuole sono un centro di formazione permanente. Organizzeranno 3 giorni di lezioni invernali, con 20 ore di corso focalizzate su teoria e pratica della potatura ramificata sulle forme di allevamento a spalliera e della tradizione presenti nei vari territori in cui ciascuna di loro si trova. Alla parte teorica si affiancherà quella pratica, in vigneti già potati secondo il Metodo Simonit&Sirch. Nei successivi 2 giorni (12 ore) primaverili si affronterà teoricamente e praticamente la gestione del verde. Il programma si trova sul sito http://www.simonitesirch.it, dove si possono anche fare le iscrizioni online. L’obiettivo della Scuola, in cui viene insegnato il metodo di potatura ramificata della vite messo a punto da Simonit&Sirch ormai adottato da una sessantina di primarie aziende in Italia ed Europa, è quello di recuperare l’antico mestiere del potatore che, come un chirurgo, decide il destino della vite con interventi il più possibile rispettosi della salute della pianta, che permettono di allungarne considerevolmente il ciclo vitale: spesso infatti le viti si ammalano per una dissennata impostazione delle potature che fanno crescere, in misura esponenziale, le infezioni al legno. Il che implica un importante risparmio per le aziende, la riduzione considerevole dei costi in vigna con la diminuzione delle ore di potatura (dal 30 al 50%) e, soprattutto, piante più sane e longeve che danno uve, e quindi vini, di qualità superiore.
“L’interesse suscitato dalla Scuola ha superato ogni nostra aspettativa – commenta Marco Simonit – In questi tre anni vi hanno partecipato vignaioli, studenti, appassionati del verde e ora abbiamo decine di richieste da tutt’Italia. Siamo orgogliosi delle importanti partnership con istituti di ricerca e università che abbiamo instaurato. E lo siamo altrettanto per il fatto di aver contribuito a recuperare un mestiere antichissimo, quello del potatore, e di averlo aperto ai giovani, che vi possono trovare interessanti prospettive di lavoro.”

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Aziende: missione in Albania

Pubblicato da fidest su mercoledì, 30 novembre 2011

Skanderbeg Square in Tirana, Albania

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Bilancio più che positivo per le imprese pugliesi e lucane che hanno aderito alla “Missione imprenditoriale in Albania”, organizzata dal 23 al 25 novembre 2011 da Unioncamere Puglia – membro del Consorzio Bridg€conomies, partner della rete Enterprise Europe Network – in collaborazione con la sede Unioncamere Puglia di Tirana. Apprezzamenti oltremodo positivi sulla qualità degli incontri e sulle opportunità profilatesi. Oltre cento i business to business che hanno visto protagoniste le 12 aziende che hanno incontrato in Albania imprenditori locali, selezionati dalla sede Tirana di Unioncamere Puglia. La delegazione ha partecipato altresì il 23 novembre presso il Palazzo della Cultura a Tirana ad un workshop dedicato agli aspetti fondamentali degli scambi economici in materia commerciale, fiscale e doganale, nonché agli aspetti qualitativi degli scambi, con riguardo al mercato albanese. Tra gli intervenuti: il dr. L. Triggiani, Direttore della Sede Unioncamere Puglia di Tirana; il dr. A. Papajani, Direttore del “Dipartimento del Contribuente”, Direzione Generale Tasse Imposte; l’Avv. F. Duka, consulente in diritto societario; il dr. S. Lacej, Direttore del Settore “Tariffe, Origine, Valore”, Direzione Generale delle Dogane. La missione in Albania, rivolta alle aziende del settore metalmeccanico ed engineering (materiali e sistemi per l’edilizia e bioedilizia; produzione macchinari, utensili, carpenteria metallica) è stata completata dalle visite aziendali e ha avuto lo scopo di favorire accordi di cooperazione tecnologica, licence agreement, trasferimento di know-how e accordi commerciali con imprese ed enti albanesi. Gli incontri BtoB si sono svolti allo Sky Hotel di Tirana il 24 novembre. Oltre cinquanta tra imprenditori, enti ed istituzioni albanesi intervenuti al brokerage event.
Le aziende partecipanti: F.I.A.S. srl, Galatone (Lecce); Sud Calce srl, Taurisano (Lecce); Arkilight, Lecce; Cestaro & Rossi, Bari; Lamin Project, Altamura (Bari); SRB costruzioni, Monopoli (Bari); Panebianco costruzioni di Palo del Colle (Bari); Officine Tecniche De Pasquale srl – Modugno (Bari); Area Turismo S.r.l. Melendugno (Lecce); Cooperativa La Traccia di Matera; Innova di Matera; F.C. srl di Taranto

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Nuova classe di composti antimalarici

Pubblicato da fidest su lunedì, 21 novembre 2011

İsviçre Basel'deki Novartis binası

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Basilea, Novartis, in collaborazione con altri partner, scopre una nuova classe di composti a doppia azione, con le potenzialità sia per prevenire sia per trattare le infezioni malariche
· Una nuova classe di candidati farmaci inibisce il parassita della malaria a livello epatico e sanguigno nei modelli malarici
· I trattamenti antimalarici più diffusi agiscono sulle infezioni del sangue, tuttavia i ricercatori ritengono che, per eliminare la malaria, sia necessario trattare sia le infezioni del sangue che quelle del fegato
· I dati sono stati resi pubblici per facilitare l’impegno nella ricerca a livello mondiale
· Negli ultimi dieci anni, Novartis ha reso disponibili, a prezzo di costo, oltre 400 milioni di trattamenti antimalarici a base di Coartem®, per l’utilizzo nella sanità pubblica, in più di 60 paesi a diffusione endemica di malaria
Nei risultati delle ricerche viene descritto come gli scienziati abbiano sviluppato un nuovo metodo di analisi per determinare l’attività a livello epatico delle minuscole molecole candidate, utilizzando successivamente questo metodo e altri strumenti per identificare e ottimizzare una sorta di ‘ponte’ chimico in grado di agire sui parassiti sia a livello epatico che sanguigno nei modelli malarici sui topi. Numerose altre classi di composti, anche a doppia azione, sono state descritte e pubblicate da Novartis tramite il ChEMBL – Neglected Tropical Disease all’indirizzo https://www.ebi.ac.uk/chemblntd.
Gli scienziati del Novartis Institute for BioMedical Research, tramite il Genomics Institute of the Novartis Research Foundation (GNF) e il Novartis Institute for Tropical Diseases (NITD), hanno collaborato con lo Scripps Research Institute e lo Swiss Tropical and Public Health Institute. La ricerca è stata sostenuta da Wellcome Trust di Singapore, Economic Development Board e Medicines for Malaria Venture. Si tratta della seconda classe di antimalarici scoperta dallo stesso gruppo negli ultimi due anni e, se dovesse ricevere tutte le conferme, rappresenterebbe una promettente nuova generazione di trattamenti.
I ricercatori ritengono che, per avvicinarsi maggiormente al traguardo dell’eliminazione globale della malattia, i prossimi antimalarici dovranno agire sia a livello epatico che sanguigno. Il parassita della malaria infetta prima il fegato, per poi spostarsi ai globuli rossi e generare i sintomi della malattia. Tuttavia, anche in seguito alla ‘pulizia’ del sangue, nel fegato possono rimanere serbatoi di parassiti, che causano ricadute e ostacolano l’eliminazione della patologia. Ogni anno si verificano circa 250 milioni di casi di malaria e quasi un milione di decessi, la maggior parte dei quali tra i bambini in Africa3.È importante sviluppare nuove classi di trattamenti che siano sempre un passo avanti rispetto ai parassiti, nel caso, come segnalano i ricercatori, i parassiti dovessero sviluppare una resistenza ai trattamenti disponibili. Il NIBR, in collaborazione con altri partner, sta lavorando per sviluppare una pipeline di candidati come possibili nuovi trattamenti per la malaria farmaco-resistente. La classe degli spiroindoloni, rappresentata da NITD6094, sviluppata l’anno scorso, è ora oggetto di osservazione nel corso di studi clinici di Fase I sugli esseri umani, e l’inizio degli studi di Fase II è previsto per gli inizi del 2012
Un impegno ancora maggiore per combattere la malaria: Novartis Malaria Initiative Questa ricerca fa parte di un più ampio disegno che vede impegnata Novartis nella lotta alla malaria. Novartis Malaria Initiative è uno dei più vasti programmi di accesso ai farmaci messi in atto dall’industria farmaceutica, con focus su trattamenti, accesso, capacity-building e ricerca &sviluppo. Negli ultimi dieci anni, grazie al programma sono stati messi a disposizione della sanità pubblica, a prezzo di costo, oltre 400 milioni di trattamenti in più di 60 paesi, contribuendo a salvare più di un milione di vite umane2. Novartis ritiene che, per migliorare l’accesso ai farmaci nei paesi in via di sviluppo, non sia sufficiente acquistare i farmaci e distribuirli, ma si debbano promuovere e diffondere pratiche cliniche corrette, una gestione efficiente a livello logistico e altre competenze, in modo da garantire un approccio sostenibile a lungo termine per migliorare la salute delle persone. Per maggiori informazioni, visitate il sito http://www.malaria.novartis.com.
Novartis Institutes for BioMedical Research (NIBR) è la struttura globale di ricerca farmaceutica di Novartis. Il network di ricerca del NIBR è costituito da oltre 6.000 tra scienziati, medici e professionisti, dislocati tra più di dieci differenti location, che collaborano per scoprire farmaci innovativi per il trattamento di patologie che presentano i maggiori bisogni terapeutici insoddisfatti. La GNF ha sede a San Diego, California, il NITD a Singapore. Per maggiori informazioni, visitate il sito http://www.nibr.com
Il NIBR, che ha la sua sede principale a Cambridge, nel Massachussetts, è una consociata del Gruppo Novartis che fornisce soluzioni sanitarie innovative per i bisogni, in costante evoluzione, di pazienti e società. Con sede a Basilea, in Svizzera, Novartis offre un portfolio diversificato per meglio rispondere a queste esigenze: farmaci ad alto contenuto di innovazione, prodotti per la cura dell’occhio, farmaci generici a costi competitivi, vaccini preventivi e dispositivi diagnostici, prodotti per automedicazione e per la salute degli animali,. Novartis è la sola azienda al mondo a detenere una leadership in tutte queste aree. Nel 2010, le attività in prosecuzione del Gruppo hanno registrato un fatturato di 50,6 miliardi di dollari, mentre circa 9,1 miliardi di dollari (8,1 miliardi di dollari escluse le svalutazioni e gli ammortamenti) sono stati investiti in Ricerca & Sviluppo. Novartis conta circa 121.000 collaboratori, in oltre 140 Paesi del mondo. Ulteriori informazioni sono disponibili nei siti http://www.novartis.it e http://www.novartis.com

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Certificazione forestale

Pubblicato da fidest su martedì, 8 novembre 2011

palazzo lombardia

Image by Obliot via Flickr

Milano, 22 Novembre, nella nuova sede della Regione (Palazzo Lombardia, via Melchiorre Gioia 27). Una data non scelta a caso, perché sarà il giorno successivo alla Giornata nazionale dell’Albero, organizzata dal Ministero dell’Ambiente. - Tre eventi in uno. Un appuntamento per celebrare uno dei soggetti più importanti a livello nazionale nel settore della certificazione, per selezionare le aziende più innovative nel campo delle produzioni sostenibili per le foreste e per premiare le testate giornalistiche più attente a comunicare in modo preciso ed equilibrato le opportunità dello sviluppo sostenibile. L’occasione è offerta dalle celebrazioni del Decennale del Pefc Italia, la sezione nazionale dello schema di certificazione delle foreste gestite in modo sostenibile più diffuso al mondo. All’evento, oltre ai vertici del Pefc Council, prenderanno parte i rappresentanti del Ministero delle Politiche agricole, della Regione Lombardia, di Federlegno e di Assolegno. Un’occasione anche per fare il punto sulle importanti – e spesso poco conosciute – ricadute economiche e sociali degli investimenti mirati a valorizzare la filiera legno. A seguire, saranno conferiti i premi alle migliori aziende e realtà produttive impegnate a diffondere un modo diverso e più responsabile di utilizzo della materia prima legno. Saranno premiate quattro “best practice”: un premio per il settore “Foreste”; uno per la migliore “Catena di Custodia”; uno per la “Certificazione di progetto”; e un premio per la promozione e divulgazione. Tra le quattro realtà premiate sarà poi scelto il vincitore assoluto. Dopo le aziende, sarà la volta delle testate giornalistiche. Un compito, quello dei giornalisti ambientali, spesso sottovalutato dal mondo della comunicazione, nonostante proprio attraverso di loro passi la possibilità di spiegare all’opinione pubblica gli enormi vantaggi – economici, ambientali e collettivi – dell’uso corretto delle risorse naturali. Per questo il Pefc Italia ha deciso di premiare una testata per ogni mezzo di comunicazione: agenzie di stampa, quotidiani, periodici, tv e web.

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Diminuitio capitis

Pubblicato da fidest su mercoledì, 12 ottobre 2011

Berlusconi

Image by Alessio85 via Flickr

Il Pdl non accetterà mai di riconoscere 18 anni di fallimenti verso la nazione, compensati dai grandi affari che gli hanno permesso di pagare i debiti delle sue fallimentari aziende e di diventare uno degli uomini più ricchi del mondo. Per lui accettare di farsi indietro sarebbe una diminuitio capitis, una lesa maestà, convinto come è di essere “er più” di Arcore calato a Palazzo Ghigi per incarico divino. E’ convinto di essere:
Il più grande Pdl degli ultimi 150 anni,
Il migliore imprenditore del pianeta,
cantante che incanta,
barzellettiere gustoso,
amatore infaticabile, di cui le donne si innamorano perdutamente,
generoso intrattenitore di cene eleganti,
diplomatico efficace e autorevole,
onesto, corretto, trasparente, come nessun altro al mondo,
mediatore democratico,
politico illuminato,
umile e fedele servitore della Chiesa e dei suoi comandamenti,
disinteressato soccorritore degli amici in difficoltà,
non teme di essere intercettato perché non ha nulla da nascondere,
sostenitore della sacralità della famiglia,
legislatore illuminato per il bene della nazione.
… e nessuno della sua corte lo contraddice.
Ma la migliore definizione l’ha data il fedelissimo Rotondi “Santo puttaniere”. La migliore identificazione del suo partito/azienda l’ha data lui stesso “Forza gnocca”. (Rosario Amico Roxas)

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Mercato del lavoro in Italia

Pubblicato da fidest su sabato, 25 giugno 2011

Il 42% dei lavoratori dipendenti ritiene il proprio impiego poco o per niente sicuro, sia per gli scarsi segnali di ripresa che provengono dal mondo economico sia per il rischio di non vedersi rinnovare i contratti con cui sono attualmente impiegati. La preoccupazione aumenta per le donne e per i lavoratori “giovani”. Nell’ultimo anno la percezione di insicurezza lavorativa si è amplificata per oltre il 60% dei lavoratori ed in sei aziende su dieci si è verificata una riduzione di “lavoro” in termini di taglio degli straordinari, riduzione di permessi/ferie ed in certi casi anche di riduzione del personale. Rispetto al 2009, il prolungarsi della crisi economica rende più difficile la possibilità di trovare una nuova occupazione, aumentando la percezione di un mercato del lavoro chiuso. Sono questi gli elementi principali emersi da un’indagine di Panel Data ( http://www.paneldata.it ), l’istituto di sondaggi di Padova, su un campione di 800 lavoratori italiani.
Il perpetuarsi della crisi economica continua a riflettersi sul lavoro. Le opinioni dei lavoratori intervistati sono un’ulteriore campanello d’allarme: ben il 42% sente instabile il posto di lavoro che ricopre. Questa insicurezza sembra aver investito tutto il mondo lavorativo: se nel 2009 il 31,6% degli intervistati riteneva il proprio lavoro molto sicuro, oggi questa percentuale si è ridotta al 12,0%. A percepire una situazione di maggiore instabilità sono i giovani (18-34 anni) e le donne. Le motivazioni di chi sente poco o per niente sicuro il proprio posto di lavoro risiedono essenzialmente nella constatazione che l’azienda in cui sono impiegati opera in un mercato/settore che ancora stenta a ripartire (42,3%), a cui si aggiunge un 35% di occupati che temono che non possa venire confermato il contratto a termine con cui attualmente sono impiegatii.
Nell’ultimo anno le preoccupazioni lavorative sono aumentate per il 64% degli intervistati, risultato che non sorprende visto che in 6 aziende su 10 si è verificata una qualche riduzione del “lavoro”. Viene segnalata la riduzione o interruzione degli straordinari o il ricorso alla cassa integrazione in quasi il 60% dei casi, circa uno su quattro degli intervistati ha aderito alla richiesta da parte dei datori di lavoro di utilizzare permessi o ferie a causa di flessioni nei volumi di lavoro, ed in oltre il 20% dei casi vi è stata una riduzione del personale (licenziamenti 2,6%, scadenza contratto 17,9%).
Il mercato del lavoro risulta nel complesso bloccato: l’89,6% degli intervistati ritiene che oggi incontrerebbe molte o abbastanza difficoltà a trovare una nuova collocazione lavorativa, percentuale aumentata di oltre il 15% rispetto al 2009. Le difficoltà diventano più consistenti nel caso degli over 54 e dei lavoratori maschi. L’indagine fotografa dunque un sentimento di forte preoccupazione tra i lavoratori – evidenziano i ricercatori di Panel Data – che sentono poco sicuro il loro posto di lavoro a causa di una ripresa economica che stenta a ripartire e di una mancanza di misure che consentano di sbloccare un mercato del lavoro che allo stato attuale non offre molte prospettive per il futuro.

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Alcuni dati statistici sul mondo dell’informazione

Pubblicato da fidest su lunedì, 6 giugno 2011

Il 20% delle testate quotidiane ovvero a quota trenta, detiene il 95% delle copie vendute (6 milioni) mentre il restante 80% delle aziende giornalistiche “ristagna” e, di conseguenza, non crea occupazione nel settore bensì tende a perderla sistematicamente. La fascia di età più alta di lettori dei quotidiana è data dai 35 ai 60 anni e lo stesso dicasi per i settimanali mentre per le riviste non settimanali l’indice si sposta verso i più giovani. Se andiamo ad analizzare i lettori dei quotidiani per aree geografiche ci accorgiamo che la quota più alta di lettori la troviamo nelle regioni del Nord-est con una media del 68% contro il 64% del Nord Ovest, il 60% del Centro, il 44% del Sud ed il 50% delle Isole. Secondo una recente ricerca della “Sapienza, dipartimento dei corsi di laurea in scienza delle comunicazione dell’Università di Roma”, solo l’11% dei giovani universitari iscritti alla facoltà pensa di costruire il suo futuro come reporter, il 30% punta sul marketing e pubblicità, mentre il 45% non ha fatto ancora alcuna scelta. Prova ne è che solo il 5% degli studenti sceglie la tesi di laurea in giornalismo.

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Agli Imprenditori le aziende confiscate alla mafia

Pubblicato da fidest su mercoledì, 30 marzo 2011

Dare la possibilità a giovani imprenditori e manager di gestire le aziende confiscate alla mafia: è un’iniziativa dei Giovani di Confapi, al centro di un protocollo siglato di recente con il ministero dell’Interno e presentata stamani alla Camera di Commercio di Bari dalla presidente nazionale Valentina Sanfelice di Bagnoli. L’incontro è stata promosso dalla Consulta Giovanile dell’ente camerale barese, che raggruppa tutte le associazioni dei Giovani Imprenditori: “E’ un’iniziativa che la Consulta camerale ha fatto propria, il primo di una serie di interventi a vantaggio dei giovani imprenditori”, ha assicurato il coordinatore Sergio Ventricelli.Alla Confapi hanno già stilato un elenco di imprenditori: sono una trentina e provengono da tutta Italia, sei da Bari. La lista – sulla base anche del protocollo siglato con l’Agenzia – verrà inviata alle 26 Procure che poi, nella fase di sequestro, sceglieranno gli imprenditori a cui affidarle, in base alle competenze settoriali. “Le imprese sono esseri viventi – ha detto in chiusura il presidente della Cdc di Bari, Alessandro Ambrosi – e la proposta di Confapi è davvero virtuosa ed indirizzata al bene comune: un vero e proprio processo, quindi, di reinserimento nella “società economica” dell’impresa confiscata, che ha vantaggi immediatamente leggibili: conservare il patrimonio; offrire l’opportunità ai giovani manager di mettere a frutto la propria professionalità; mantenimento dei livelli occupazionali, evitando quindi drammatici impatti sulle comunità di riferimento”. Presente all’incontro anche Vincenzo Panzarino dell’Abi, che ha assicurato la collaborazione del sistema bancario ad operare in un quadro di sostegno istituzionale e categoriale alle aziende confiscate.Dida foto (libera da diritti): da sinistra: Sergio Ventricelli, coordinatore Consulta Giovani della CdC di Bari, Alessandro Ambrosi, presidente CdC di Bari, Valentina Sanfelice, presidente Giovani Confapi, Erasmo Antro, presidente Confapi Bari-Bat e vice pres. CdC di Bari, Giuseppe Panzarino, Abi Puglia  (dida foto)

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Imprenditori e aziende confiscate alla mafia

Pubblicato da fidest su lunedì, 28 marzo 2011

Bari 29 marzo alle 12,00 alla Camera di Commercio di Bari (sala giunta) sarà presente la presidente nazionale Valentina Sanfelice di Bagnoli. L’incontro è promosso dalla Consulta Giovanile dell’ente camerale barese. Interverranno il presidente della Cdc di Bari, Alessandro Ambrosi, il presidente della Confapi Bari-Bat e Puglia Erasmo Antro, rappresentanti della Prefettura e dell’Abi.   “La nostra idea – spiega la Sanfelice –  è stata quella di sperimentare un modello possibile, partendo da un confronto ampio, svoltosi in Confapi nel mese di febbraio, durante il quale abbiamo chiamato a raccolta tutti coloro che ci pareva potessero offrire un contributo valido e fattivo. Abbiamo ascoltato i pm Raffaello Magi e Francesco Menditto, rispettivamente delle procure di Caserta e Napoli, responsabili dell’indagine Spartacus che ha visto l’arresto di uno dei clan più noti dell’area casertana, quello dei Casalesi, il prefetto Mario Morcone, direttore dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Il loro contributo ha dato forza al nostro progetto che, sondata la realizzabilità dal punto di vista normativo, è stato poi presentato direttamente al Ministro Maroni, che ha manifestato grande entusiasmo. L’obiettivo, adesso, è di organizzare incontri territoriali dove verrò personalmente a spiegare il progetto. Il primo è a Bari”. Secondo l’Agenzia Nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, che fa capo al ministero dell’Interno, in Italia, al primo novembre 2010, risultano definitivamente confiscate alla mafia 1.365 aziende, di cui 91 in Puglia. “Un patrimonio non solo economico ma anche occupazionale – dichiara il presidente della Camera di Commercio di Bari, Alessandro Ambrosi – che nell’89% dei casi va in liquidazione. Una sconfitta non solo per l’economia ma anche per la società e i territori. Certe risorse non possono andare perdute, vanno anzi recuperate ai valori della legalità e del bene comune e i giovani imprenditori e manager possono dare un apporto costruttivo, in termini di continuità e di valorizzazione”.

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Aziende al future forum

Pubblicato da fidest su lunedì, 21 marzo 2011

Udine 21 marzo, promossi per le Pmi friulane dall’ufficio “Internazionalizzazione”, danno il via alle attività nella sede di Friuli Future Forum, inaugurata venerdì scorso, in via Savorgnana 14. Il primo si concentrerà sulle azioni promozionali per l’estremo oriente, dalle ore 15.45 alle ore 17. In febbraio, la Cciaa di Udine, in collaborazione con gli enti camerali di Gorizia e Pordenone, ha promosso infatti per il terzo anno consecutivo la partecipazione alla fiera Hong Kong International Wine&Spirits (3 –5 novembre 2011), ottenendo la manifestazione d’interesse a partecipare da parte di oltre 20 aziende vitivinicole regionali. Con l’obiettivo di definire il gruppo di aderenti saranno condivisi i contenuti del programma promozionale in termini di azioni e di costi. Il secondo incontro avrà invece l’obiettivo di presentare il nuovo bando Ocm 2011-2012, dalle ore 17 alle ore 18.30. Il Ministero delle Politiche Agricole, l’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea) e le Regioni stanno lavorando per la predisposizione del testo del nuovo decreto ministeriale che stabilirà i termini e le modalità di accesso alla misura contributiva 2011-2012. La Cciaa , in considerazione dell’esperienza maturata nella materia (nello specifico le due aggregazioni di aziende vinicole e gli eventi promozionali negli States, sia nel 2010 sia nel 2011) e dei vantaggi economici (possibilità di abbattere i costi promozionali per partecipazione ad eventi, fiere, viaggi aziendali, realizzazione materiale promozionale del 50%) per le aziende vitivinicole, condiverà un programma promozionale da depositare entro il 10 maggio 2011.

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Arriva l’ufficio senza carta

Pubblicato da fidest su venerdì, 4 marzo 2011

La carta sparisce dagli uffici per lasciare spazio all’archivio digitale. Una vera e propria rivoluzione per le aziende, che da un anno a questa parte sembrano essersi decise ad abbandonare il “pezzo di carta” per affidarsi alle nuove tecnologie, sempre più convenienti e sicure. «In realtà è dal 2004 che, per decreto ministeriale, le aziende possono archiviare i documenti amministrativi in modo telematico, ma finora c’è stata molta diffidenza nell’abbandonare la carta per affidarsi alla schermata di un computer» afferma Alvino Lancini, direttore commerciale di Archivist, società, che ha stretto una partnership commerciale con Siseco, azienda che si posiziona tra i leader italiani per la gestione del Crm. L’accordo riguarda Archibox, una soluzione con brevetto italiano ed europeo, 5 livelli di sicurezza e criptatura dei file con certificati a 4096 bit per l’archiviazione digitale che garantisce vantaggi immediati dietro pagamento di un canone fisso che parte da 2-300 euro mensili. Secondo un’analisi realizzata da Gartner, il boom dell’archiviazione telematica in Italia dovrebbe durare altri tre/cinque anni. «Si tratta di un mondo quasi inesplorato e ancora poco sfruttato, anche se per le aziende non è difficile percepire i vantaggi del digitale, soprattutto oggi che ogni società può dematerializzare circa il 98% dei propri documenti: la carta costa e oltretutto contribuisce all’inquinamento ambientale, i raccoglitori occupano spazio e richiedono una gestione accurata per poter ritrovare poi quello che serve. Siseco. Nata nel 1987, Siseco (www.siseco.com) è azienda leader nel settore IT e sviluppa soluzioni rigorosamente “Made in Italy” grazie a un team interno di ingegneri e tecnici. I prodotti di punta sono GAT.crm, un sistema che vanta 10 anni di esperienza ed è utilizzato da oltre 31mila utenti, e b.com il CRM di nuova generazione realizzato in un’ottica web 2.0, potente, innovativo e altamente personalizzabile.

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