Bologna. Il Consorzio Agrario di Bologna e Modena (CAIP) chiude in attivo la gestione corrente anche nel 2011, per il quarto anno consecutivo. L’utile di esercizio balza a 10,6 milioni di euro ed il margine operativo, al netto delle operazioni straordinarie, ammonta a 2,3 milioni. “Questo risultato, conseguito nel corso di una crisi economica, forse la peggiore del dopoguerra – commenta il presidente Gabriele Cristofori – dimostra che l’azienda ha consolidato in questi anni il suo equilibrio e riesce a superare anche dinamiche di mercato negative in situazioni economico finanziarie sfavorevoli”. “Anche il livello di indebitamento netto – aggiunge il direttore generale Angelo Barbieri, che da oltre un anno ricopre analogo incarico al CAP di Reggio Emilia – di 44 milioni su un consolidato di 366 è da considerarsi fisiologico, come confermato anche dalla società di revisione”.
Ricavi della capogruppo Caip: 181,1 milioni di euro (159,8 nel 2010) +13,3%
Valore della produzione aggregata: 366,6 milioni (362,1 nel 2010) +1,2%
I ricavi della capogruppo CAIP sono cresciuti di oltre 21 milioni grazie soprattutto all’aumento dei listini nel comparto dei cereali e proteici (valore 55 milioni), alla conferma dei brillanti risultati nel settore macchine (valore 26 milioni circa), alle positive dinamiche delle agroforniture (valore totale circa 87 milioni) in particolare concimi e sementi. In questo contesto il CAIP Bologna-Modena si conferma al primo posto in regione per giro d’affari ed al secondo posto nel sistema nazionale dei Consorzi Agrari, e leader di mercato nelle due province nei mezzi tecnici, nelle macchine e nello stoccaggio cereali con quote del 50% in provincia di Bologna e del 30% in quella di Modena”. Fra i dati salienti del bilancio la performance nei cereali e proteici dove Caip ha ritirato quasi 2,5 milioni di quintali contro i 2,3 del 2010 con incrementi del 15,4% per il grano tenero, del 17,7% per mais e sorgo.
Quanto alle società controllate e collegate, l’incremento di oltre 4 milioni del fatturato aggregato del Gruppo Caip (oltre 366 milioni) si collega all’aumento dei prezzi delle materie prime, in particolare carburanti e cereali. In forte aumento il risultato di Eurocap Petroli (87 milioni) e di SIS-Società Italiana Sementi (33,8 milioni).
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Bilancio Consorzio Agrario di Bologna
Pubblicato da fidest su sabato, 26 maggio 2012
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L’Atac e gli “istigatori”
Pubblicato da fidest su sabato, 26 maggio 2012
“E’ paradossale che l’Atac, dopo essere stata coinvolta in quel fenomeno che rimarrà impresso nella memoria collettiva della città come “parentopoli”, si permetta ora anche di fare la voce grossa presentando un esposto-querela nei confronti di chi invita l’utenza alla disobbedienza civile e minacciando anni di galera, fino a cinque, a chi praticherà tali misure, quali il “salto del tornello” o il mancato pagamento del biglietto. Un goffo tentativo di intimidazione nei confronti di chi a Roma sta organizzando la “resistenza dei cittadini” contro gli abusi di coloro che stanno dilapidando, giorno dopo giorno, il patrimonio pubblico della città. Non è tollerabile che i ceti meno abbienti debbano ancora una volta pagare per le responsabilità di altri in questa città, ad iniziare da quelle politiche della giunta Alemanno e della sua maggioranza di centrodestra. Contro questa ridicola iniziativa, messa in campo dall’Atac di “parentopoli”, siamo tutti pronti a autodenunciarci come istigatori. Peccato, però, che l’iniziativa dell’Atac sia purtroppo “debole” proprio sul piano strettamente tecnico-giuridico, visto che l’articolo 414 del codice penale si applica nei confronti di coloro che istigano al compimento di reati e, fino a prova contraria, il mancato pagamento di un biglietto non può essere assimilato ad un reato penale. L’Atac, invece di fare la voce grossa, dovrebbe ricordarsi di essere una società di diritto privato a capitale pubblico e iniziare a garantire finalmente un servizio pubblico efficiente agli utenti e carichi di lavoro adeguati ai lavoratori, tagliando gli emolumenti agli amministratori e dirigenti della società che assorbono circa 12 milioni all’anno, quasi quanto un bilancio di un Municipio”. E’ quanto dichiara Giovanni Barbera, membro del comitato politico romano del Prc-Federazione della Sinistra e presidente del Consiglio del XVII Municipio.
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CrediFriuli 2011: bilancio in buona salute
Pubblicato da fidest su lunedì, 21 maggio 2012
L’assemblea dei soci approva un bilancio in forte crescita e rivaluta il valore delle quote sociali I circa 400 soci presenti all’assemblea annuale di CrediFriuli, hanno approvato all’unanimità il bilancio di esercizio per il 2011. Inoltre, hanno deliberato la rivalutazione del valore nominale delle azioni possedute al massimo consentito dalla legge: il 2,7 per cento, passando dai 25,82 euro a un valore di 26,51 euro ad azione posseduta. L’utile d’esercizio del 2011 ha raggiunto i 2,9 milioni di euro, con una variazione positiva del 32,7 per cento sul 2010. La raccolta complessiva ha superato gli 841 milioni di euro, con una crescita del 2,87 per cento. Molto bene è andata la raccolta dalla clientela con un aumento del 2,93 per cento (oltre 638 milioni di euro). La raccolta indiretta è cresciuta del 2,7 per cento (avvicinandosi ai 203 milioni di euro) e la raccolta obbligazionaria ha avuto un incremento dell’1,32 per cento, superando la cifra di 241 milioni di euro. Rispetto all’anno precedente si è registrata una crescita degli impieghi pari al 5,62 per cento (praticamente più del doppio rispetto alla media del sistema bancario regionale). Il totale degli impieghi ha raggiunto i 544,8 milioni di euro e il nuovo credito erogato ha superato gli 80 milioni di euro.
CrediFriuli, anche nel 2011, ha continuato a operare secondo la propria mission statutaria confermandosi appieno nel ruolo di vera banca del territorio attivando 421 interventi a beneficio delle comunità locali, attraverso sponsorizzazioni ed erogazioni di contributi a enti, associazioni e istituzioni, per quasi 350 mila euro. Anche la compagine sociale ha vissuto un notevole incremento nel 2011 e nei primi mesi del 2012 raggiungendo, a oggi, i quasi 5.000 soci. Al 31 dicembre del 2011, CrediFriuli operava con 165 dipendenti e 34 filiali (la Bcc con la presenza più diffusa in Fvg). La banca, inoltre, gestiva 7 tesorerie pubbliche.
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Monica Cerutti: “Un bilancio senza anima che non risponde ai problemi del Piemonte”
Pubblicato da fidest su venerdì, 18 maggio 2012
Ieri si è chiuso il lunghissimo iter dell’approvazione del Bilancio Regionale. I tempi spropositamente lunghi non possono essere addebitati ad un eventuale ostruzionismo dei Gruppi di opposizione, ma alla non coesione che è interna alla maggioranza stessa: un fattore da non sottovalutare che sicuramente avrà ripercussioni nell’applicazione dello stesso. La Regione con questo Bilancio non risponde alle vere problematiche del territorio e non esprime una politica di programmazione economica per il Piemonte. Non possiamo non apprezzare gli sforzi che sono stati fatti per ridurre i tagli al trasporto pubblico locale ed alle politiche sociali, ma siamo convinti e consapevoli che non sia ancora abbastanza.Siamo profondamente insoddisfatti per quanto si è scelto per l’Edisu. E’ evidente il ridimensionamento che subirà l’ente: nel Bilancio si parla di 11 milioni, giustificati con il fatto che verrebbero introdotti criteri di merito in modo da selezionare maggiormente i beneficiari. Non siamo assolutamente d’accordo! Passare da 10000 borse di studio degli anni passati a circa 3500 erogabili con queste risorse non puo’ essere ascritto semplicemente all’introduzione del principio della meritocrazia.Ad aggravare la situazione ci risulta che vi siano alcuni vizi formali ed è per questo che abbiamo sottoscritto anche noi l’esposto che verrà presentato dall’opposizione alla Corte dei Conti. Se questo aspetto non fosse stato di rilevante importanza avremmo sicuramente votato contro questo Bilancio, ma davanti ai fatti abbiamo deciso di non partecipare alla votazione dello stesso.
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Parlamento rinvia l’approvazione del bilancio 2010 dell’Agenzia per la sicurezza alimentare
Pubblicato da fidest su sabato, 12 maggio 2012
Il Parlamento europeo ha approvato giovedì i conti della Commissione europea per il 2010, nel corso della procedura annuale di discarico del bilancio comunitario. I deputati hanno “certificato” i conti della maggioranza delle agenzie e delle istituzioni europee e del Fondo di sviluppo regionale. Tuttavia, l’Aula ha rinviato, fra gli altri, il discarico del Consiglio e dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare di Parma.
Discarico della Commissione I deputati continuano a criticare la mancanza di sanzioni per la cattiva gestione finanziaria nei Paesi membri, l’uso di strumenti d’ingegneria finanziaria e il pre-finanziamento dei progetti comunitari. Tuttavia, si sono detti rassicurati dalle parole del Commissario per il controllo dei conti, Algirdas Šemeta, che ha promesso di migliorare la gestione finanziaria in questi settori.
I deputati da tempo cercano di individuare le soluzioni più efficaci per migliorare il controllo sulle spese dei fondi comunitari da parte delle autorità nazionali e locali, la cosiddetta “gestione comune”. Pur non avendo poteri di gestione diretti, la Commissione è responsabile per l’utilizzo di questi fondi che rappresentano circa l’80% del bilancio UE. Il Parlamento chiede ai governi nazionali di assumersi maggiore responsabilità sulla gestione dei fondi comunitari, anche se la responsabilità finale spetterebbe alla Commissione. Ciò potrebbe essere attuato introducendo delle “dichiarazioni di gestione nazionali”, firmate dai responsabili politici nazionali. Šemeta ha affermato che la Commissione “è con il Parlamento” su questa questione, che è parte dei negoziati in corso con i governi nazionali sul regolamento finanziario 2014-2020.
Le altre istituzioni UE
I deputati hanno garantito il discarico a tutte le istituzioni, incluso lo stesso Parlamento, con la sola eccezione del Consiglio. Fra i deputati e il Consiglio è in corso da tempo una discussione su come si possano garantire le giuste condizioni per permettere al Parlamento di eseguire in maniera adeguata il suo compito di controllore dei conti. Poiché non è stata ancora trovata una soluzione, il Parlamento ha deciso di rinviare il discarico. Il Parlamento ha approvato i conti di tutte le agenzie UE ad eccezione dell’Agenzia sulla sicurezza alimentare (EFSA), con sede a Parma, di quella per i medicinali con sede a Londra e dell’Agenzia per l’ambiente di Copenaghen. Secondo la maggioranza dei deputati, il costo medio del consiglio di amministrazione dell’EFSA, composto da 15 membri (EUR 92.630, o EUR 6.175 per membro), è eccessivo e richiede “tagli drastici”.
Il testo approvato sottolinea anche il recente caso di conflitto d’interesse, con la presidente del consiglio d’amministrazione che avrebbe, secondo quanto riportato sui media, dei legami con l’industria alimentare e sarebbe membro del consiglio dei direttori dell’International Life Science Institute (ILSI). L’agenzia ha annunciato le sue dimissioni il giorno precedente al voto del Parlamento (mercoledì).
Per migliorare la gestione finanziaria dell’Agenzia per i medicinali, i deputati chiedono un piano d’azione per rendere più efficaci le procedure sugli appalti e sui contratti e vogliono garanzie sull’imparzialità delle assunzioni del personale e degli esperti nazionali, distaccati temporaneamente. Infine, i deputati hanno criticato il rifiuto dell’agenzia di predisporre un nuovo sistema di pagamenti, come richiesto.
Per quanto riguarda l’Agenzia per l’ambiente, i deputati criticano che dal giugno 2010 all’aprile 2011 il direttore esecutivo fosse stato anche membro dell’International Advisory Board della ONG Earthwatch. Alcuni membri dello staff, incluso il direttore, si sono recati in missione di “ricerca” per far visita a alcuni progetti di Earthwatch nei Caraibi e nel Mediterraneo, per i quali, secondo il direttore, l’agenzia ha versato all’ONG 33.791 euro. I deputati chiedono all’agenzia di presentare un resoconto dettagliato su queste missioni e sulle cifre pagate a Earthwatch.
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Teradata annuncia i risultati per il primo trimestre 2012
Pubblicato da fidest su martedì, 8 maggio 2012
Milano, Teradata Corporation, il leader mondiale nelle soluzioni per l’analisi dei dati, ha annunciato i risultati finanziari del primo trimestre 2012 che si è concluso in data 31 marzo.Nel primo trimestre 2012 Teradata ha ottenuto ricavi globali per 613 milioni di dollari, 21 punti percentuali in più del primo trimestre del 2011 (22% a valuta costante). Il margine lordo per il primo trimestre 2012 è stato del 55,1%, in crescita rispetto al dato 2011 che era del 54,3%, con un utile di 91 milioni di dollari rispetto ai 65 milioni di dollari registrati nello stesso trimestre dell’esercizio precedente. Nella area EMEA Teradata ha fatto registrare nel primo trimestre 2012 ricavi per 136 milioni di dollari, una crescita del 9% rispetto al primo trimestre del 2011 (13% a valuta costante).
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Bilancio 2013 dell’UE: investire nella crescita
Pubblicato da fidest su sabato, 28 aprile 2012
150,9 miliardi ed un aumento del 2% rispetto all’anno scorso. A tanto ammontano gli impegni previsti nel progetto di bilancio 2013 presentato dalla Commissione europea. 62,5 miliardi di euro sarebbero destinati alla crescita e all’occupazione in Europa. Il progetto di bilancio 2013 pone anche una forte enfasi sugli aspetti del risparmio e dell’efficienza in termini di costi. Così si ridimensioneranno le linee di bilancio per i programmi che non danno prova di efficacia e si è inoltre cercato di realizzare ogni possibile risparmio su tutte le istituzioni e agenzie dell’UE, la maggior parte delle quali subirà tagli concreti al bilancio annuale(fonte: http://www.aiccre.it)
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Provincia Torino: pareggio bilancio
Pubblicato da fidest su mercoledì, 25 aprile 2012
Map of the Provincia of Torino. Italiano: Mappa della Provincia di Torino. (Photo credit: Wikipedia)
Pareggio sulla cifra di 655 milioni di Euro; spesa corrente per 394 milioni; investimenti per 76 milioni, di cui solo 4 con ricorso all’indebitamento e 72 derivanti da alienazioni patrimoniali (complessi immobiliari del Ponte Mosca e di corso Lanza) e trasferimenti da Enti diversi (Stato e Regione): sono i numeri che sintetizzano il Bilancio di previsione 2012 della Provincia di Torino approvato oggi dal Consiglio Provinciale con 27 voti favorevoli e 9 contrari. Il documento contabile è stato approvato con gli emendamenti presentati dalla maggioranza (PD, IdV, UDC, Sinistra per la Provincia di Torino, Moderati, Gruppo Misto), mentre la minoranza (PdL, Lega Nord, Lega Padana Piemont) aveva rinunciato a confermare le proprie proposte di emendamenti. Nel pomeriggio il Consiglio prosegue la seduta con l’esame delle mozioni collegate al Bilancio. Il Presidente Saitta è intervenuto a chiusura del dibattito, sottolinendo la delicatezza del quadro nazionale in cui il Bilancio 2012 viene approvato, mentre è ancora in corso il confronto parlamentare su di una riforma degli Enti Locali che prevede una notevole riduzione delle competenze delle Province. “La classe politica deve fare i conti con un quadro economico che rischia di ridurre la funzione dello Stato sociale e mettere in secondo piano il ruolo degli Enti locali. – ha sottolineato Saitta – Occorre uno scatto di orgoglio della politica, perché il processo in atto non sia subìto ma valutato attentamente nelle sue conseguenze. Interroghiamoci se il senso della nostra azione politica ed amministrativa esiste ancora. Dobbiamo riuscire a spiegare ai cittadini che, dopo la riforma pensionistica e l’introduzione dell’IMU, è alle porte un ridimensionamento delle politiche locali che si scaricherà su di loro in termini di riduzione dei servizi locali”. “L’approvazione del Bilancio, – ha concluso il Presidente della Provincia – è l’occasione per far capire ai cittadini ed ai vertici nazionali dei nostri partiti che, proseguendo su questa strada, si sta smontando il sistema politico-istituzionale”. Il Bilancio sconta il calo dei trasferimenti statali e di quelli regionali per l’esercizio di funzioni trasferite: formazione professionale, trasporti, agricoltura, ecc. I tagli dei trasferimenti regionali sono stati parzialmente compensati con riduzioni delle spese fisse. Come già spiegato la settimana scorsa in apertura del dibattito dall’Assessore al Bilancio, Marco D’Acri, sono state compiute scelte ben precise: azzeramento della quota destinata alla Provincia dell’Imposta di Trascrizione sulle auto nuove o usate acquistate presso i concessionari (con particolare beneficio per quelle di piccola cilindrata); incremento dell’addizionale sulla RC Auto e sua destinazione ad investimenti per la manutenzione della rete viaria e delle scuole medie superiori; impiego di risorse inizialmente destinate alle spese correnti ad investimenti e contestuale azzeramento dei nuovi mutui; razionalizzazione delle partecipazioni e riduzione dei costi che ne derivano; ulteriore riduzione delle spese per il personale e destinazione di 400.000 Euro inizialmente previsti per l’incentivazione delle prestazioni dei dirigenti alla spesa per il personale a tempo determinato. Le entrate tributarie dirette ammonteranno a 218,5 milioni di Euro. L’Assessore al Bilancio ha poi sottolineato come le nuove entrate previste dalle ultime tre manovre finanziarie dei Governi Berlusconi e Monti assegnino allo Stato centrale l’88% delle risorse aggiuntive reperite. La riduzione della spesa pubblica è realizzata solo per il 15% a livello centrale, perché lo Stato abbatte le proprie spese correnti solo dello 0,8%. Il sacrificio maggiore lo stanno facendo le autonomie locali, come la Provincia di Torino, che, nel giro di pochi anni, ha ridotto di circa 50 milioni di Euro (il 10% del totale delle spese) la sua spesa corrente. Le scelte della Giunta Provinciale per il 2012 devono quindi tener conto della manovra restrittiva del Governo, con la riduzione del ricorso ai mutui e la prevista alienazione di beni patrimoniali come i complessi immobiliari di Ponte Mosca e corso Lanza, finalizzata quest’ultima alla riduzione dell’indebitamento ma anche all’abbattimento delle spese per la gestione e manutenzione delle sedi dell’Ente. Su quest’ultimo aspetto, l’Assessore D’Acri ha preannunciato un’attenta analisi degli spazi necessari alla Provincia, volta al reperimento di locali che abbiano bassi costi di gestione. Il Bilancio 2012 non è comunque solo un elenco di tagli: al contenimento dei costi e alla destinazione di nuove risorse agli investimenti si affianca, ad esempio, la previsione della destinazione di ingenti risorse per il sostegno all’occupazione ed alla formazione professionale, la manutenzione del patrimonio di edilizia scolastica, il risparmio energetico, la promozione della raccolta differenziata dei rifiuti.Scendendo nel dettaglio, per quanto riguarda l’IPT, è abolita la tariffa fissa nazionale di 150 Euro, che era indipendente dalla cilindrata delle auto ed era incrementabile dalle Province. L’imposta diventa proporzionale alla potenza degli autoveicoli, con la scelta della Provincia di Torino di azzerare la propria quota di incremento per le transazioni tra concessionari e clienti privati, per venire incontro ad un settore e ad un mercato in forti difficoltà. Nel 2012 la pressione fiscale sulle piccole vetture i cui acquirenti da concessionari siano residenti in provincia di Torino sarà pertanto inferiore a quella del 2011, visto che l’imposizione sarà progressiva e pertanto aumenterà per le vetture di maggiore cilindrata. Permane invece l’incremento a favore della Provincia nel caso di compravendita di auto tra privati. L’Assessore D’Acri ha spiegato che, scegliendo di azzerare l’incremento destinato alle proprie casse, la Provincia di Torino si tutela da una sorta di “dumping fiscale”, derivante dalle tariffe inferiori sinora applicate alle vetture immatricolate nella vicina Valle d’Aosta. L’incremento dell’addizionale sulla RC Auto comporterà un incremento medio del costo delle polizze di 15 Euro per ogni vettura. Il gettito proveniente dall’addizionale RC Auto è stimato in 92,5 milioni: circa 20 milioni di Euro in più rispetto al 2011. Le risorse aggiuntive saranno destinate alla manutenzione stradale e scolastica. Le addizionali energetiche vengono sostituite da una compartecipazione all’IRPEF, strettamente legata all’andamento del ciclo economico, con un gettito inizialmente previsto per il 2012 in 28 milioni (ma successive stime hanno ridotto la previsione). La destinazione privilegiata di queste risorse sono gli interveti per la riduzione del consumo energetico negli edifici scolastici. Per quanto riguarda le risorse provenienti da altri Enti (come la Regione Piemonte) per l’assolvimento di funzioni trasferite e per i relativi costi del personale, il Bilancio di previsione tiene conto della riduzione dei flussi e della ormai imminente sostituzione dei trasferimenti con una compartecipazione alle spese. L’Assessore D’Acri ha poi ricordato che la Provincia di Torino ha avviato una serie di analisi sui processi amministrativi interni, volta alla riduzione dei costi: ad esempio, sono state totalmente internalizzate le funzioni relative alle relazioni internazionali ed ai rapporti con l’Unione Europea, risparmiando sul costo di un’attività importante per il reperimento di risorse attraverso la partecipazione ai bandi europei.
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Bilancio della Capogruppo SACE
Pubblicato da fidest su mercoledì, 28 marzo 2012
Il Consiglio di Amministrazione di SACE, presieduto da Giovanni Castellaneta, ha approvato oggi il progetto di bilancio della Capogruppo SACE e quello consolidato del Gruppo al 31 dicembre 2011. “Nonostante il quadro congiunturale negativo, si conferma il ruolo del Gruppo SACE a sostegno del Sistema Italia con una crescita delle operazioni assicurate a circa € 72 miliardi (+ 4,3% rispetto ai € 69 miliardi del 2010) – ha dichiarato l’amministratore delegato Alessandro Castellano –. SACE si conferma pertanto quale punto di riferimento per l’internazionalizzazione delle imprese italiane”.
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Tanti segni più nell’attività 2011 di CrediFriuli
Pubblicato da fidest su mercoledì, 21 marzo 2012
Ci sono una serie di segni più davanti ai numeri del bilancio 2011 di CrediFriuli. L’utile di bilancio, infatti, ha raggiunto i 2,9 milioni di euro, con una variazione positiva del 32,70 per cento sull’anno precedente. La raccolta complessiva ha superato gli 841 milioni di euro, con una crescita del 2,87 per cento sul 2010. Molto bene è andata la raccolta dalla clientela che è cresciuta del 2,93 per cento (oltre 638 milioni di euro). La raccolta indiretta è cresciuta del 2,7 per cento (avvicinandosi a 203 milioni di euro) e la raccolta obbligazionaria ha avuto in incremento dell’1,32 per cento, superando la cifra di 241 milioni di euro.
«La fiducia di soci e clienti verso la banca – sottolinea il presidente di CrediFriuli, Luciano Sartoretti – è stata ben riposta anche perché, come indicano i numeri, abbiamo fatto crescere significativamente gli impieghi destinati alle famiglie e alle imprese del territorio».
Rispetto all’anno precedente è stata registrata una crescita degli impieghi pari al 5,62 per cento (praticamente più del doppio rispetto al sistema bancario regionale). Il totale degli impieghi ha raggiunto i 544,8 milioni di euro e il nuovo credito erogato nel 2011 ha superato gli 80 milioni di euro.
«Anche la compagine sociale ha avuto un incremento di 310 nuovi soci (+6,5 per cento). A marzo 2012, il numero complessivo dei soci è fissato in 4.761. La nostra costante attenzione al territorio –conclude Sartoretti – e le iniziative rivolte alla compagine sociale stanno dando indubbiamente i loro frutti».
A partire dalla primavera del 2012, saranno organizzati degli incontri zonali, con enti e associazioni, per la collaborazione nello sviluppo condiviso del territorio. Per i soci, invece, oltre alle numerose e interessanti agevolazioni bancarie, sono previste altre iniziative quali a esempio le due serate teatrali in programma per il mese di aprile e i premi al merito scolastico destinati ai soci e ai loro figli.
Al 31 dicembre del 2011, CrediFriuli operava con 161 dipendenti e 34 filiali (la Bcc con la presenza più diffusa in Fvg). L’apertura più recente risale al dicembre scorso: si tratta della moderna filiale del Parco Nord di Udine che già nei primi mesi di attività ha ottenuto ottimi risultati.
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Roma capitale: manovra di bilancio 2012
Pubblicato da fidest su lunedì, 19 marzo 2012
La Giunta di Roma Capitale presieduta dal sindaco, Gianni Alemanno, ha approvato, su proposta dell’assessore al Bilancio e allo Sviluppo economico, Carmine Lamanda, la manovra di bilancio 2012 e le relative deliberazioni propedeutiche che delineano, tra l’altro, il percorso di riorganizzazione del Gruppo Roma Capitale. I numeri della manovra di parte corrente: le maggiori esigenze da coprire Le ultime manovre varate dal Governo hanno determinato pesanti effetti sul bilancio di Roma Capitale. Complessivamente è emersa la necessità di reperire 730 milioni di euro per compensare sia i minori trasferimenti da parte dello Stato e della Regione per un importo complessivo di 478 milioni di euro sia la correzione degli utili per l’anticipo di dividendi già affluiti nello scorso esercizio dalle società partecipate (30 milioni di euro). Incidono negativamente anche le minori valorizzazioni delle contravvenzioni (70 milioni), maggiori spese per oneri finanziari per opere pubbliche (37,3 milioni), minori entrate di varia natura (14,7 milioni) e ulteriori maggiori esigenze della spesa corrente (107 milioni). Tra queste ultime sono compresi 7 milioni per le agevolazioni Tia, 27 milioni di risorse compensative al sociale, 15 milioni per il sostegno dell’occupazione e l’imprenditorialità giovanile, 10 milioni per la manutenzione del verde. Il meccanismo di copertura: determinazione dell’aliquota IMU e nessun incremento addizionale Irpef Considerato che l’IMU ad aliquota base determina maggiori introiti e minori trasferimenti solo a vantaggio dello Stato, le maggiori esigenze sopra indicate sono state affrontate nel modo seguente. L’aliquota IMU è stata fissata al 5 per mille per quanto riguarda le prime case e al 10,6 per mille sulle seconde case e gli altri tipi di fabbricati; complessivamente il gettito dell’addizionale IMU per Roma Capitale sarà pari a 656 milioni di euro. Si è privilegiato l’IMU come leva del riequilibrio dei conti proprio per i contenuti di maggiore equità connessi con il carattere patrimoniale dell’imposta, evitando ogni ulteriore aumento dell’addizionale comunale Irpef. Hanno concorso all’equilibrio di bilancio altre risorse e, in particolare, i tagli ai contratti di servizio ed ad altre spese (39,2 milioni di euro), i risparmi fiscali derivanti dalla costituzione della holding (20 milioni di euro) e ulteriori maggiori entrate per 14,7 milioni di euro. Gli obiettivi del bilancio 2012: rigore, equità, sviluppo e modernizzazione
In questo scenario il bilancio 2012 persegue una molteplicità di obiettivi: assicurare meccanismi di equità fiscale a favore delle categorie più deboli (famiglie, disoccupati, pensionati ecc.); garantire l’attuale livello di agevolazioni previste senza ulteriori incrementi tariffari (asili nido e Tia); avviare il processo di riorganizzazione del Gruppo Roma anche alla luce degli indirizzi normativi sui servizi pubblici locali. Priorità viene attribuita agli interventi per la riduzione della spesa attraverso il potenziamento della Centrale Unica per gli acquisti, il taglio della spesa dei Dipartimenti (con esclusione delle spese per il sociale) e la riduzione dei cosiddetti “costi della politica” (ulteriori interventi sulle auto blu, il freno alle missioni di servizio). Queste iniziative di contenimento vengono estese alle Partecipate su cui si interviene anche con limiti più stringenti ai compensi dei dirigenti e degli amministratori.
Equità: quoziente familiare, blocco delle tariffe e conferma della spesa sociale
Vengono mantenute le agevolazioni per le famiglie e le categorie deboli, viene disposto il blocco degli incrementi tariffari, introdotto il Quoziente Roma nella tariffa comunale dei rifiuti modificando l’ISEE in chiave di quoziente familiare e portando le agevolazioni a 27 milioni.
Rafforzati, anche attraverso la costituzione di una task force, gli strumenti di lotta all’evasione fiscale i cui proventi verranno destinati all’abbattimento dell’IMU e ad interventi per il sociale e l’occupazione. La spesa sociale non è stata ridotta, anzi è stata incrementata nel bilancio previsionale dai 202,5 milioni del 2011 a 211,4 milioni del 2012. Tuttavia, per giungere ai livelli finali del 2011 (la spesa sociale nel bilancio di assestamento era stata di 231 milioni di euro) è necessario un recupero di 18 milioni di mancati trasferimenti della Regione Lazio (a causa dei tagli operati dal Governo) che saranno individuati nell’assestamento di bilancio regionale e comunale.
Sviluppo: interventi per l’occupazione
Viene prevista la costituzione di un Fondo Giovani per favorirne l’auto-imprenditorialità e l’auto-impiego (5 milioni di euro) e la costituzione di un Fondo di sostegno per l’occupazione (10 milioni di euro).
Modernizzazione: creazione della Holding Gruppo Roma Capitale
La costituzione di una Holding in cui confluiranno tutte le società partecipate da Roma Capitale, esclusa Acea che è una società quotata in Borsa, produrrà vantaggi industriali rafforzando il controllo sulla gestione delle società e realizzando economie di costi e importanti sinergie. Ad essa sono associati rilevanti vantaggi sotto il profilo fiscale derivanti dal consolidamento e dalla gestione dell’IVA di gruppo per un importo quantificabile in circa 20 milioni di euro.
Rispetto ai profili di governance si è innovato inserendo per le nomine degli organi di amministrazione e controllo il rispetto del principio dell’equilibrio di genere. Nella holding è inoltre prevista la presenza di un Comitato Consultivo composto da cinque membri designati da Roma Capitale, quattro dei quali indicati dalle rappresentanze sindacali. Un membro del Consiglio di Amministrazione sarà eletto dai lavoratori delle società controllate e un membro del collegio sindacale sarà indicato dal Comitato Consultivo.
Cessione del 21% di Acea Dall’operazione Acea che ottempera a precise indicazioni normative sono stimati incassi pari a 200 milioni di euro. L’operazione che sarà sottoposta al vaglio dell’assemblea capitolina aumenta lo spazio per investimenti sia rispetto ai vincoli del patto di stabilità sia rispetto alle esigenze di liquidità e sarà conforme ai seguenti principi:-prevedere strumenti di Governance e altre disposizioni finalizzate a garantire un adeguato livello di controllo di Roma Capitale sulla società;
-privilegiare il trasferimento di quote a partner strategici (investitori istituzionali di natura pubblica), impedendo inoltre la cessione di quote a chi è già in possesso di più del 2% del capitale della società;
– realizzare l’operazione in modo coerente con i risultati del referendum sul settore idrico.
Un Piano di Investimenti di oltre 3 miliardi, pagamenti possibili per 350 milioni, metropolitane escluse Il finanziamento degli investimenti fa riferimento a risorse pubbliche per 1,3 miliardi circa mentre gli interventi restanti dovranno essere realizzati con il concorso del capitale privato. La destinazione privilegiata dei fondi resterà ovviamente il settore del trasporto pubblico (metropolitane) con circa 750 milioni di risorse comunali investite. Seguono in ordine di impegno gli interventi sul territorio e l’ambiente (269 milioni), la viabilità e mobilità (188 milioni) nonché gli interventi sul patrimonio comunale (61 milioni).
Il Patto di stabilità per Roma Capitale, tutt’ora in fase di negoziazione con il Governo e la Regione Lazio, ha l’obiettivo finale di pagare almeno 350 milioni per gli investimenti oltre quelli delle metropolitane. Sono immediatamente disponibili ulteriori 45 milioni per nuovi interventi di manutenzione di strade e scuole.
Municipi: + 7 milioni di euro per la spesa corrente, + 13 milioni per opere pubbliche
Le risorse di parte corrente per i Municipi vengono complessivamente incrementate di 7 milioni di euro rispetto all’importo definitivo del 2011, tenendo conto anche delle risorse necessarie per la refezione scolastica in appalto, collocate presso i capitoli di bilancio della Centrale Unica per gli Acquisti. Tra le risorse per gli investimenti, sono previsti anche 13 milioni di euro in più ai municipi per opere pubbliche.
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Politiche di bilancio
Pubblicato da fidest su lunedì, 5 marzo 2012
La sostenibilità dei conti pubblici rappresenta per tutti i paesi dell’area dell’euro un fondamentale denominatore comune. Pervenirvi non ci sembra sufficiente se non partiamo dall’associare questo impegno ad un ordinamento giuridico comune e al rafforzamento delle norme che disciplinano la formazione e l’attuazione delle politiche di bilancio. Abbiamo cercato troppo a lungo la via dell’unione europea ma senza badare alla necessità di contemperare tale aspetto ad una concreta politica che rafforzasse in prospettiva la competitività non di un sistema paese ma di un sistema europeo. Ci siamo avvitati a lungo nelle logiche nazionaliste dove la crescita si accettava alla sola condizione di farla propria e a volte a scapito del vicino. Pensare, invece, ad un mercato di beni e servizi ad ampio respiro europeistico scavalcando, di fatto, l’idea nazione, esulava dal nostro pensiero guida. L’Europa comunitaria oggi più che mai ha bisogno di identificarsi in un mercato unico e con regole comuni. Il discorso vale non solo in campo finanziario ma anche in quello del mercato del lavoro e le variabili che vi ruotano attorno: salari, mobilità, regole, pensioni. D’altra parte che senso ha avere una moneta unica e poi ritrovarsi con costi dei beni primari fortemente differenziati e taroccati da salari che si assottigliano per politiche fiscali sbagliate. Noi, prima di pensare al singolare, dovremmo renderci conto che in un mercato globale non vale il successo di uno ma solo se è cooperativo. Noi possiamo vantare grandi potenzialità ed enormi risorse energetiche se pensiamo all’Europa dagli urali ai Pirenei ed oltre e ci affacciassimo con meno prosopopea e più pragmatismo ai mercati dell’Africa occidentale e del vicino oriente. Per pervenirvi speriamo che possa essere sufficiente un solo passaggio generazionale perché il tempo che ci resta si restringe sempre di più. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)
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Fiscal compact
Pubblicato da fidest su domenica, 12 febbraio 2012
E’ il nuovo patto di bilancio che il Consiglio Europeo si è dato lo scorso 9 dicembre per ridefinire le regole di bilancio e gli impegni assunti dai governi dei paesi dell’area dell’euro con riferimento ai conti pubblici. Si intende, in questo modo, assicurare la sostenibilità di lungo periodo delle finanze pubbliche di quei paesi che avendo una moneta in comune non possono di certo gestirla senza darsi delle regole di salvaguardia per tutelare, sia le economie virtuose, sia per spronare quelle in difficoltà. E da qui lo spartiacque tra chi è stato inadempiente e stenta a rimettersi in regola come la Grecia e la “fascia grigia” dei paesi come l’Italia con un debito pubblico da capogiro e ancora la Spagna, il Portogallo e l’Irlanda. Ma questa invocata stabilità finanziaria per essere credibile non presenta sino ad oggi gli strumenti più idonei per renderla operativa. In altri termini quanto si parla di European Financial Stability Facility e del meccanismo europeo di stabilità siamo più propensi a crogiolarci intorno alle belle parole ma ci guardiamo bene dall’essere conseguenti. La verità è che se l’Eurolandia non si da delle regole comuni in fatto di fisco, di bilanci pubblici, di partecipazioni statali, di riforme strutturali audaci e ambiziose e di mercato del lavoro non sarà possibile esercitare un controllo rigoroso e comparativo adeguato. Questo dibattito oggi si trascina da una cancelleria all’altra dei vari governi interessati, ma non decolla. E’ che tutti, a bocce ferme, predicano bene, sollecitano riunioni dibattiti, incontri bilaterali o multilaterali, ma alla fine non pensano all’Europa come una sola anima ma cercano unicamente d’imporre una personale leadership per pensare ai propri casi a danno degli altri. Queste cose non sono capite negli U.S.A. Ecco il motivo dell’ambasceria del nostro presidente del consiglio Mario Monti per spiegare a quelli di Wall Street e della Casa Bianca che la barca europea ha un fasciame solido per reggere al mare mosso, anzi agitato, ma che abbisogna di tempo per digerire una logica di mercato più solidale e collaborativa in quanto non si tratta di essere primi della classe in casa propria ma di diventarlo in dimensione europea poiché la misura della propria capacità competitiva si calcola a livello di continente e non di singolo stato o di club per due o tre paesi. Oggi più che mai questa necessità diventa imperativa poiché dobbiamo avere a che fare con forti economie emergenti come quella asiatica ma anche Sud Americana. Costoro non perdono tempo per espandersi e potenziarsi. Siamo noi che non ci rendiamo conto che il fattore tempo non è dalla nostra parte e che dobbiamo agire in fretta. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)
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Whirlpool Corporation archivia il terzo trimestre 2011- I risultati
Pubblicato da fidest su domenica, 30 ottobre 2011
Comerio, Varese Whirlpool EMEA ha registrato nel terzo trimestre vendite per 874 milioni di dollari, un aumento del 6 per cento rispetto all’anno precedente. Gli ordini per la Regione EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) sono risultati piatti. Escludendo il cambio, le vendite sono diminuite di circa il 3 per cento. Whirlpool chiude il terzo trimestre del 2011 con una perdita operativa pari a $ (12) milioni contro i $ 26 milioni di utile operativo nello stesso periodo dell’anno precedente. Maggiori costi delle materie prime, il mix prezzo/prodotto sfavorevole e i livelli di produzione più bassi sono stati solo parzialmente compensati dalle misure già prese in materia di produttività e riduzione dei costi. La società si aspetta che per la fine del 2011 gli ordini si mantengano piatti rispetto al 2010. A livello globale, Whirlpool Corporation (NYSE: WHR) ha annunciato utili netti nel terzo trimestre di 177 milioni dollari, o 2,27 dollari per azione diluita, contro un utile netto di $ 79 milioni, o 1,02 dollari per azione diluita riportati nello stesso periodo dell’anno scorso. Su base adjusted, escludendo quindi gli oneri non operativi, l’utile diluito per azione è pari a 2,35 dollari rispetto ai 2,22 dollari dell’anno precedente. Le vendite nel 2011 sono state di 4,6 miliardi di dollari rispetto ai 4,5 miliardi di dollari riportati nel terzo trimestre del 2010; un aumento del 2 per cento. Nel terzo trimestre l’utile operativo ammonta a 136 milioni di dollari rispetto ai $ 234 milioni dell’anno precedente. Indebolimento della domanda globale e costi più elevati delle materie prime e del petrolio nel corso del trimestre hanno controbilanciato i vantaggi dati dalle iniziative in corso su produttività, riduzione dei costi e aumenti di prezzo.I Piani di riduzione dei costi e di riduzione di capacità produttive significano una riduzione della forza lavoro di oltre 5.000 posizioni, principalmente in Nord America e in Europa (una riduzione della forza lavoro del 10 per cento circa nelle due regioni).Questi piani comprendono:
Riduzione di circa 1.200 posizioni nelle fasce impiegatizie.
Chiusura del centro di produzione di frigoriferi a Fort Smith (Arkansas) entro la metà del 2012. La produzione da Fort Smith sarà trasferita in altri siti nel Nord America per mettere a frutto le risorse esistenti.
Delocalizzazione della produzione di lavastoviglie da Neunkirchen (Germania) alla Polonia nel gennaio del 2012.
Ulteriori azioni di efficienza organizzativa in Nord America ed Europa.
La capacità produttiva complessiva dovrebbe essere ridotta di circa 6 milioni di pezzi.
Queste azioni dovrebbero consentire $ 400 milioni di risparmi annui entro la fine del 2013. Si attende che l’effetto di questi piani, combinato con gli aumenti dei prezzi annunciati, acceleri la crescita dei margini a partire dal 2012. Oneri di ristrutturazione per un totale di circa $ 500 milioni saranno sostenuti a partire dal quarto trimestre del 2011 e fino al 2013. La società prevede ora di impiegare circa 160 milioni dollari in spese di ristrutturazione nel 2011 rispetto alla sua precedente stima che oscillava tra i $ 75 milioni e i $ 100 milioni.
Nel trimestre Whirlpool EMEA ha lanciato:
- per il marchio Whirlpool, Green Generation lavastoviglie, con tecnologia 6° Senso di offre prestazioni superiori di lavaggio e risparmio energetico grazie alla scelta automatica del ciclo ideale di lavaggio e con il più basso consumo di acqua.
- per il marchio Bauknecht, l’asciugatrice a pompa di calore ad alta efficienza con una tecnologia che riduce il consumo di energia. L’aria è aspirata attraverso il tamburo essiccatore in un flusso, producendo risultati perfetti che sono ideali sui tessuti
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Approvato bilancio comunitario
Pubblicato da fidest su venerdì, 28 ottobre 2011
Il Parlamento vuole un bilancio comunitario per il 2012 per stimolare di crescita, innovazione e occupazione nell’Unione e sostenere lo sviluppo e la democrazia nei paesi vicini, come emerge dalla votazione di mercoledì sulla posizione dei deputati in vista dei negoziati per il bilancio del prossimo anno. Dal punto di vista generale, il Parlamento ha deciso di ripristinare il livello di spesa proposto dalla Commissione, dopo i tagli effettuati dal Consiglio a luglio. La posizione del Parlamento prevede un aumento dei pagamenti del 5,2% rispetto all’anno in corso, con il risultato di un bilancio di €133,1 miliardi. La risoluzione è stata adottata con 431 voti a favore, 120 contrari e 124 astensioni. Un periodo di 21 giorni, detto di conciliazione, inizia a novembre, con riunioni della commissione bilanci già previste per l’8 e il 18 novembre e quelle di “trilogo” per il 3, il 10 e il 14 dello stesso mese. Se il Parlamento e il Consiglio raggiungono un accordo durante questo periodo, il bilancio definitivo potrebbe essere approvato durante la sessione plenaria di dicembre a Bruxelles (30/11 e 01/12).
Le categorie di spesa che vedono gli aumenti più considerevoli sono Ricerca e sviluppo (+8.8%) e i Fondi di coesione e strutturali (+10.35%): questa scelta è dovuta al fatto che queste politiche prevedono investimenti a lungo termine, che erano parte del Quadro finanziario multi annuale, e gli impegni presi in precedenza devono ora essere onorati. Un’altra categoria di spesa per cui il Parlamento vuole un aumento è Libertà, sicurezza e giustizia (+6.84%) a causa della crescente necessità di controllare i flussi d’immigrati e di rifugiati e il pattugliamento marino nel Mediterraneo. Per la categoria A1, “Competitività per crescita e occupazione” e la categoria 4 “L’UE come attore globale” il Parlamento vuole invece spendere un po’ di più di quanto proposto dalla Commissione.
Il Parlamento non è invece d’accordo a finanziare il programma di fusione nucleare ITER con i fondi previsti per Ricerca e sviluppo con il 7° Programma quadro, come proposto da Commissione e Consiglio. Poiché il megaprogetto ITER è stato approvato all’interno dell’attuale Quadro finanziario, i deputati ritengono che debba essere finanziati con soldi freschi, e non con quelli già previsti per altri progetti di ricerca.Per la politica che ha come obiettivo quello di ridurre le differenze di sviluppo fra le regioni europee, il Parlamento ha ripristinato il progetto di spesa presentato dalla Commissione, tagliato in seguito dai ministri per le finanze.
Il Parlamento ha deciso di aggiungere €250 milioni ai fondi d’emergenza per il settore frutta e verdura per prevenire possibili crisi future come quella dell’anno scorso del batterio killer dell’ehec e per compensare gli agricoltori per le conseguenze finanziarie di altre crisi.
Il Parlamento non è d’accordo con i tagli proposti dal Consiglio sul Fondo per i rifugiati, sul Fondo per i rimpatri e sul Fondo per le frontiere esterne (-€45 milioni) e propone invece un aumento per il bilancio dell’agenzia per il controllo delle frontiere esterne Frontex con una riserva di €25 milioni poiché, affermano i deputati, tali fondi potrebbero rivelarsi necessari per il pattugliamento delle acque del Mediterraneo e per rinforzare la sorveglianza al confine greco-turco. Appena il mese scorso, il Consiglio si era detto d’accordo per un aumento nel bilancio 2011 per queste politiche e i deputati ritengono che l’anno prossimo le necessità potrebbero non cambiare.
I deputati hanno approvato un aumento di €100 milioni in aiuti alla Palestina, al processo di pace in Medio Oriente e al fondo per i rifugiati palestinesi dell’ONU (UNRWA). Altri aumenti, meno consistenti, sono stati approvati in questa categoria: €27 milioni per gli strumenti di cooperazione per Asia e America latina, €3 milioni per le missioni di osservazione elettorale e altri €3 milioni per la comunità turco-cipriota. Per reperire i fondi necessari, i deputati hanno approvato dei tagli alla missione UE di polizia in Afghanistan e alla linea di bilancio per le misure d’emergenza nell’ambito della politica estera dell’Unione.
Il relatore per il bilancio amministrativo del Parlamento e delle altre istituzioni José Manuel Fernandes (PPE, PT) ha proposto ulteriori tagli al bilancio del PE, con un modesto aumento al di sotto dell’inflazione pari all’1,44%. Tale cifra copre anche le nuove e numerose attività da finanziare, rispetto a quest’anno. In particolare, si tratta delle spese legate all’arrivo dei 18 deputati extra, previsti dal Trattato di Lisbona: se si esclude questa voce, l’aumento di bilancio per l’anno prossimo sarebbe di solo lo 0.8%. Per diminuire le spese, i deputati vogliono abbassare i costi di traduzioni e interpretazioni, attuando delle modifiche all’organizzazione del settore, e tagliando le spese di viaggio, per esempio riducendo il numero di viaggi effettuati in business class. Tutte le indennità saranno congelate ai valori del 2011.
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