Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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REA Group acquisisce il 100% di Casa.it

Pubblicato da fidest su venerdì, 23 dicembre 2011

Rea Group annuncia che la filiale Europea ha completato l’acquisizione di Casa.it, il portale immobiliare leader in Italia. L’operazione, del valore di circa 7 Milioni di Euro, è stata portata a termine con successo attraverso l’acquisizione del 30% delle quote di Casa.it ancora detenute da SKY Italia s.r.l., entrando a far parte al 100% del gruppo REA Ltd, società che fa capo al gruppo News Corp. “L’acquisizione del 30% delle quote di Sky da parte di Rea Group sottolinea la strategicità del mercato immobiliare italiano nello scenario internazionale,” ha dichiarato Daniele Mancini, Amministratore Delegato di Casa.it, “La volontà di Rea Group è quella di proseguire sulla strada della specializzazione del business immobiliare. In un momento di difficoltà economica come quello attuale, il modello di Casa.it, che mira a privilegiare il dialogo con le agenzie immobiliari partner, si è dimostrato vincente come dimostrano i dati degli ultimi mesi: aumento del 113% del fatturato nell’anno fiscale 2011 pari a 12 milioni di €, incremento del 16% delle agenzie immobiliari partner pari a oltre 14.000, incremento del 55% di utenti unici, pari a 4 milioni rispetto al 2010* “Casa.it è un investimento strategico per Rea Group. In momenti economici difficili come quelli attuali, internet è il media che permette di ottenere risultati migliori, come dimostrato dall’ottimo lavoro svolto dal team guidato da Daniele Mancini, da cui ci aspettiamo un’ulteriore crescita per il futuro” ha dichiarato Greg Ellis, REA Group MD & CEO.Questa acquisizione completa l’operazione di Rea Group iniziata nel 2007. Rea Group, nato nel 1995 in Australia, parte di REA Ltd, ha raggiunto una posizione di leader di mercato consolidando la propria attività e la propria esperienza e dal 2006 ha cominciato ad espandersi nel resto del mondo. Il Gruppo REA, quotato alla Borsa Australiana e presente nel mercato con 13 portali immobiliari, è oggi il più importante network internazionale dedicato al settore immobiliare online.

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Borsa: azionisti San Paolo

Pubblicato da fidest su mercoledì, 10 agosto 2011

L’Associazione azionisti dipendenti di Intesa Sanpaolo esprime forte preoccupazione per l’andamento della quotazione delle azioni della società, situazione che penalizza pesantemente soprattutto i dipendenti azionisti che hanno optato, in luogo di quote di retribuzione legate al raggiungimento di obiettivi di produttività, per l’assegnazione di azioni.
Il presidente di ADBI rilancia quindi quanto già sostenuto dall’Associazione nel corso dell’ultima assemblea degli azionisti e “chiede che le best practice della democrazia economica, già ampiamente diffuse in varie realtà europee, e soprattutto in quelle che meglio e prima hanno saputo uscire dalla crisi economico-finanziaria, vengano estese anche all’Italia, ad iniziare proprio dal Gruppo Intesa Sanpaolo”.
Sortino ribadisce il fermo convincimento che i lavoratori di Intesa Sanpaolo possano e debbano essere maggiormente coinvolti nella vita aziendale, “perché i dipendenti sono e dovrebbero essere gli attori principali dei piani industriali e dei bilanci sociali”. Tale esigenza, aggiunge il Presidente di ADBI, appare ancor più indispensabile oggi, alla luce dell’Accordo sottoscritto da Intesa Sanpaolo con le OO.SS., ad esclusione di Unità Sindacale Falcri Silcea, che ancora una volta prevede sacrifici per i lavoratori del Gruppo. Senza voler entrare nel merito dell’accordo, ADBI osserva come le motivazioni addotte per la non sottoscrizione da Unità Sindacale Falcri Silcea, sollevino legittime e condivisibili perplessità in merito ad alcune delle misure che si sono intese adottare, tenuto conto dell’incertezza normativa previdenziale e del non definito piano riorganizzativo. ADBI ritiene che non si possa accettare che le politiche aziendali rivolte al contenimento dei costi vadano a ricadere solo ed esclusivamente sulla forza lavorativa, ma sia giunto il momento che anche il Management dia un serio segnale di partecipazione al contenimento dei costi con una significativa riduzione dei propri emolumenti. Segnale, questo, che verrebbe letto da tutto il Paese come la volontà concreta di imboccare la strada “virtuosa”, indifferibile e assolutamente necessaria: la “Banca del Paese” è chiamata a fare la sua parte.

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Prospettive di crescita

Pubblicato da fidest su giovedì, 4 agosto 2011

Partiamo da un dato di fatto. L’anno in corso si è aperto con un rallentamento dell’economia mondiale. A trainare questo trend negativo sono stati gli Usa e il Giappone. Quest’ultimo per via del terremoto. Per contro le economie emergenti hanno continuato ad espandersi anche se talune di esse a ritmi meno sostenuti. Questo andamento non ha segnato modifiche sostanziali per tutto il primo semestre del 2011. Ma ad aggravare la situazione, agli inizi del secondo semestre, si sono messi di traverso i mercati finanziari che hanno risentito dell’accresciuta incertezza della ripresa internazionale e delle rinnovate tensioni del debito sovrano: vedesi Usa e Europa (area euro). Per l’Europa gli anelli deboli hanno risentito maggiormente di questo ciclone finanziario un po’ spinto da una bolla speculativa e un po’ per mancanza di una seria volontà politica di mettere i conti pubblici in ordine mettendo mano alla riforme strutturali. Le nazioni messe sotto tiro sono state nell’ordine la Grecia, il Portogallo, l’Irlanda, la Spagna e l’Italia. Per il nostro paese, che ha un debito pubblico da capogiro, i titoli sotto attacco sono stati quelli pubblici registrando un elevato differenziale tra il rendimento dei Btp decennali e quello dei corrispondenti titoli tedeschi. Ma questi titoli italiani che coprono il nostro debito chi li ha comprati? Sappiamo che sono stati gli investitori privati, le banche estere (quelle tedesche in particolare) e le banche domestiche. Ora se una parte di costoro decide di vendere è ovvio che gli effetti distorsivi sull’andamento delle quotazioni di fanno sentire. Ma perché vendono? Lo fanno per speculare sui differenziali quotativi: oggi vendo a 90 e ricompro ad ottanta e via di questo passo. Se ci fosse, invece, un calmieratore che a chi vende a 90 non lasci spazi alle speculazioni al ribasso è ovvio che il tentativo si sgonfierebbe sul nascere. Ma chi dovrebbe farlo? Non certo chi emette il titolo, per ovvie ragioni. Dovrebbero farlo le banche nazionali? A parte che il loro portafoglio è già pieno di tali titoli sia tenuti in proprio che venduti alla loro clientela, si troverebbero, semmai, a dover negoziare le stesse vendite dei loro clienti e lo farebbero rivolgendosi al mercato borsistico e, quindi, dilatando la svalutazione del titolo. Ci vorrebbe, semmai, una autorità internazionale che gestisca questi surplus facendosene garante e sottraendoli alla loro volatilità di mercato. In pratica chi vende sa che può contare sia nel rimborso dello stato che ha emesso il titolo sia da parte di un organismo superiore che funga da garante e disponibile ad acquistare tutte le eccedenze presenti sul mercato per stabilizzarne i prezzi. A questo punto i titoli tedeschi finirebbero con il valere quanto quelli italiani pur essendo, questi ultimi, in presenza di un debito pubblico rilevante. Ma l’Europa comunitaria, l’Europa dell’area dell’euro sarebbe capace di tanto? Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Nomadismi: Mostra finale dei borsisti

Pubblicato da fidest su mercoledì, 22 giugno 2011

Roma 22 giugno ore 19 (dal 22 giugno al 30 luglio martedì/domenica 10.00 / 13.00 – 16.00 / 19.00) Reale Accademia di Spagna Piazza San Pietro in Montorio 3 Anche quest’anno la Reale Accademia di Spagna a Roma fondata nel 1873 e diretta da Enrique Panés è lieta di presentare la mostra finale dei borsisti ospitati nell’istituto culturale dell’ex convento di San Pietro in Montorio al Gianicolo. L’esposizione è curata da Teresa Macrì.
Il titolo Nomadismi sottolinea lo status di transitorietà che i borsisti vivono per i mesi di residenza a Roma, la loro condizione di erranza come dinamica del soggetto contemporaneo e l’elemento di comunità che si instaura tra i borsisti nella collettivizzazione degli spazi accademici. Come scrive Teresa Macrì: “Siamo tutti esseri nomadici in qualche modo e il nomadismo è, senza dubbio alcuno, una opzione conoscitiva su cui sviluppare e modellare l’identità in una società sempre più fondata sulla pluri-culturalità”. L’esposizione ha un carattere multimediale, dato dalle diverse discipline a cui fanno riferimento i 15 borsisti: film, video, fotografia, pittura, scultura, installazione, architettura del paesaggio, musica, poesia, recitazione, scrittura. Il crossing che ne deriva tende a evidenziare come attraverso le differenti specificità linguistiche sia possibile edificare una relazione tra contesto territoriale e linguaggio artistico.
Guillermo Mora realizza delle sculture precarie ottenute dopo un lungo procedimento pittorico che assembla e unifica pittura e scultura fino a svilupparne un apparato installativo.
Pelayo Varela indaga sui significati iconografici tra forma e contenuto dell’oggetto artistico.
Angel Masip e Aurelio Edler hanno concepito per la mostra un lavoro congiunto, tra musica e installazione, che, pur fissando i temi e le forme delle singole ricerche, intende andare oltre il concetto dell’autorialità dell’opera, in linea con un’estetica della relazione.
Il fotografo Julio Galeote mette in relazione spazio urbano e linguaggio fotografico in un intervento murale, mentre Clara Ortega attraverso una installazione fotografica racconta la variazione luminosa e emotiva degli spazi aperti.
Patricio Cabrera, utilizzando il polistirolo, crea delle forme parietali che assommano linguaggio pittorico a forme scultoree.
L’artista messinese Giacomo Miracola attraversa frammenti di realtà sociale utilizzando l’incisione con una nuova visione e nuove caratteristiche della disciplina stessa.
L’architetto Carlos García Fernández interviene nel chiostro dell’Accademia creando un site-specific, minimale ma calcolato per frazionare ed evidenziare le variazioni della luce solare.
La regista Andrea Jaurrieta Bariain inscena una video-installazione all’interno della quale presenterà i suoi video: “Lovely boredom” e “Crisis?! What Crisis?!”.
Saranno visibili in mostra anche i lavori di Maria Diez Ibargoitia che ha sviluppato la sua tesi di dottorato sugli architetti spagnoli che furono borsisti dell’Accademia tra il 1904 e il 1940, di Laura Jiménez Valverdeche ha lavorato sulla valutazione dei rischi nella conservazione del patrimonio archeologico, di José Maria Dominguez Rodriguez che ha redatto una monografia sulla musica e il mecenatismo artistico all’ambasciata di Spagna presso la Santa Sede alla fine del 1600, di Maruchi León che si occupa di pedagogia dell’arte drammatica applicata al canto, e di Pedro Manuel Villora che ha scritto l’opera Medea Mikaela sull’incontro a Roma dello scrittore spagnolo Terenci Moix con Rafael Alberti e Pier Paolo Pasolini.

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I pastori sardi alla borsa di Milano

Pubblicato da fidest su venerdì, 25 febbraio 2011

Milano 25/2/2011 “Assieme ai pastori che oggi sono davanti alla Borsa di Milano ci saranno tutti i sardi che sono contro la violenza ma in favore della pastorizia e quindi della nostra terra”. Così l’assessore dell’Agricoltura della Regione Sardegna, Andrea Prato, commenta l’annunciata manifestazione del Movimento dei pastori sardi domani a Milano. “Se il senso della manifestazione di domani è testimoniare la crisi che sta attraversando un settore simbolo della nostra civiltà – dichiara Prato – allora ben venga l’iniziativa del Movimento pastori sardi. È tempo che Roma, Milano e il sistema Paese tengano conto anche delle minoranze, che rappresentano una ricchezza non solo per l’economia di centinaia di migliaia di persone ma anche per l’identità culturale della nostra Isola e della nostra nazione. Una pecora – ha proseguito l’assessore – non può valere 10 a Nuoro e 50 a Milano: queste disparità non possono più essere accettate, così come non accettiamo più una politica agricola che fa figli e figliastri. Noi, come Regione Sardegna, stiamo facendo l’impossibile per risollevare il settore, ma è giusto che ministero, Governo e Unione europea ci dedichino maggiore attenzione. Quindi ritengo giusto che la nostra gente faccia sentire pacificamente la propria voce”.

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Borsa Mediterranea sul turismo

Pubblicato da fidest su giovedì, 13 gennaio 2011

Napoli dal 1 al 3 aprile 2011 Mostra d’Oltremare Puntare alla concretezza dei risultati”. Si potrebbe sintetizzare così la mission della quindicesima edizione della Borsa Mediterranea del Turismo.  La prossima edizione della Borsa Mediterranea del Turismo ospiterà nei suoi cinque padiglioni espositivi i più importanti operatori dell’incoming e dell’outgoing, i protagonisti del mercato del lusso e del termalismo, oltre ai buyers nazionali ed internazionali che animeranno i workshop tematici con le contrattazioni tra domanda ed offerta. Non parole, quindi, ma fatti.
Protagonisti della prossima BMT saranno soprattutto gli agenti di viaggio. Ed è a loro che la Borsa di Napoli fornirà, durante i tre giorni di lavori, importanti occasioni per aggiornare la propria formazione, per poter così rispondere al meglio alle diverse richieste dei clienti. Importanti momenti di incontri e dialogo ed un grande evento realizzato in collaborazione con un prestigioso partner, vera e propria sorpresa dell’edizione 2011, forniranno infatti gli strumenti più appropriati per vivere al meglio la futura stagione estiva. “Alla BMT le potenzialità del turismo diventano concrete opportunità di business sia per l’outgoing che per l’incoming – continua De Negri – perché per gli agenti di viaggio e per i protagonisti dei tour operator che partecipano alla fiera, poter contare su costi e tempi ottimizzati sono già di per sé la garanzia di un buon investimento” .
La Borsa Mediterranea del Turismo sarà ancora una volta una fiera essenziale, perchè importante è l’efficacia dei contatti commerciali prodotti. Il mercato d’altronde non necessita di promesse vane, né le soluzioni per rilanciare il settore turismo sono contenute in seminari o tavole rotonde come qualcuno propone al solo scopo di far lievitare i costi della partecipazione alle fiere.
Le strategie reali e concrete di sviluppo del turismo, passano quindi ancora una volta per Napoli, e la borsa napoletana si conferma una piazza affari centrale nel sistema della promozione turistica nazionale ed internazionale. http://www.bmtnapoli.com

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Convenzione tra Cribis D&B e Borsa Merci

Pubblicato da fidest su martedì, 28 settembre 2010

È stata sottoscritta una convenzione tra CRIBIS D&B, società specializzata nelle business information nata dall’acquisizione da parte di CRIF della filiale italiana di Dun & Bradstreet, e Borsa Merci Telematica Italiana (BMTI), la borsa telematica dei prodotti agricoli, agroalimentari ed ittici, parte del sistema delle Camere di Commercio dal 2000. La convenzione, che avrà validità fino al 2015, permetterà agli operatori accreditati BMTI di accedere all’Ecosistema CRIBIS D&B, il patrimonio unico di informazioni su tutte le imprese in Italia e all’estero. Per BMTI il fine della convenzione non è soltanto quello di avvalersi direttamente dei servizi offerti da CRIBIS D&B ma anche estendere ai propri Associati questa opportunità, a condizioni particolarmente vantaggiose. Per BMTI rappresenterà, infatti, l’occasione per ampliare la propria offerta di servizi agli operatori accreditati, incoraggiandoli all’utilizzo delle business information per valutare la rischiosità delle loro relazioni commerciali. L’accordo non si limiterà però alla semplice vendita di servizi a condizioni agevolate ma sancisce anche una partnership per la partecipazione congiunta ad eventi prestigiosi sino al 2015. Si tratta di un riferimento temporale non casuale in quanto sarà proprio il 2015 l’anno in cui si terrà l’Expo di Milano, evento nel quale BMTI sarà affiancata da CRIBIS D&B nella realizzazione della Borsa Agroalimentare Telematica Mondiale, progetto cardine, per l’appunto, dell’Expo 2015. http://www.cribisdnb.com
La Borsa Merci Telematica Italiana BMTI è stata istituita ufficialmente dal D.M. n. 174 del 6 aprile 2006, ha l’obiettivo di assicurare efficienza e razionalità ai mercati determinando, in tempi rapidi e in modo trasparente, i quantitativi scambiati ed i prezzi realizzati. Grazie alla BMTI, la Borsa non si muove più su rilevazioni e stime di prezzi, ma su prezzi reali, determinati dall’asta continua tra domanda e offerta. La Borsa Merci Telematica Italiana elabora, infatti, ogni settimana un listino contenente le quotazioni dei prodotti agricoli ed agroalimentari scambiati all’interno della piattaforma telematica di contrattazione. http://www.bmti.it

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Piazza affari va su di giri

Pubblicato da fidest su lunedì, 10 maggio 2010

Il maxi piano da 750 miliardi di euro piace alle borse. Dopo Tokyo ora è Roma seguita dalle consorelle europee. Dopo un’ora dall’apertura borsistica Piazza affari l’indice Ftse Mib schizza a più 8,98% e l’all share a più 8,27%. I titoli più “intraprendenti, dopo la sospensione al rialzo dello scorso venerdì, sono i titoli bancari. In testa Unicredit con il 15,29% seguiti da Intesa Sanpaolo con un +14,20%, Banca Popolare di Milano il 10,98% e Mediobanca il 10,58%. Altrove Amsterdam segna +4,25%, Parigi +5,87%, Francoforte +3,46% e Londra +3,56%.  A Tokyo, che è stata la prima borsa ad essere interessata, l’indice Nikkei ha chiuso infatti la seduta con un rialzo dell’1,6%.precedenti: qui

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La borsa mondiale va riformata

Pubblicato da fidest su lunedì, 10 maggio 2010

Abbiamo avuto, nei giorni scorsi, giornate campali per la borsa italiana ed in particolare per le banche, con perdite anche dell’8% in un sol giorno. A scatenare il putiferio sarebbe stato un rapporto di una agenzia di stampa (Moody’s, la stessa che dette la stura alla speculazione sulla lira del ’92) nel quale ci sarebbe scritto una banalità: qualora i titoli di stato italiani si deprezzassero fortemente le banche italiane ne risentirebbero. Nessuno, ovviamente, legge il rapporto di Moody’s ma tutti iniziano a vendere e sulle vendite iniziano le “notizie” che “giustificherebbero” le vendite. Notizie più o meno vere fra le quali quella -inverosimile– secondo la quale Standard&Poor’s starebbe per abbassare il rating all’Italia. Sarebbe bastato leggere lo stesso rapporto di Moody’s per rendersi conto che non è in discussione la solidità del sistema bancario italiano che (seppur con tutti i suoi difetti) è uno dei più solidi fra i Paesi sviluppati. Ma sappiamo come funzionano i mercati: le vendite e gli acquisti non si fanno ormai più sulla base dei dati, ma prevalentemente sulla base dell’umore, dei “si dice” e dei… trading system. Passano poche ore e sui listini americani accade il finimondo. L’indice americano Dow Jones subisce la sua più grande caduta all’interno di un solo giorno dal 1987: circa il 10%! Cosa è successo? Come al solito i giornalisti si affrettano a “spiegare” i movimenti dei mercati.  Le agenzia di stampa si affollano di dotte spiegazioni che darebbero la colpa alla Banca Centrale Europea la quale non sarebbe sufficientemente attiva nel fronteggiare la crisi dell’Euro. Secondo questi dotti operatori, la credibilità dell’euro potrebbe bloccare la ripresa economica globale ormai in atto. Qualche ora dopo si scopre che sarebbe stata tutta colpa di un operatore di CitiGroup che invece di schiacciare sul computer il tasto “m”, che sta per “milion”, avrebbe schiacciato il tasto “b”, per “bilion”, e avrebbe causato il “panic selling”. L’ultima crisi finanziaria ha dimostrato in maniera inequivocabile che gli errori dell’”economia virtuale”, cioè della finanza, si ripercuotono in maniera drammatica nell’economia reale.
La finanza, ormai, è qualcosa di troppo rilevante per il benessere dell’intero pianeta. Non è più possibile lasciarla fare. Passata la crisi finanziaria del 2007/2008, grazie ad un pesantissimo intervento pubblico, non ancora terminato, le banche hanno continuato a fare esattamente quello che facevano prima: fare soldi con la finanza tornando a “giocare” con gli stessi strumenti che hanno determinato la crisi. A questo punto una riforma s’impone. Dovrebbe partire da tre cardini che appaiono banalità, ma che sono invece eresie per il sistema finanziario:
1) Le banche facciano le banche e le società d’investimento facciano le società d’investimento. Il mestiere delle banche è quello di prestare soldi alle imprese ed a chi ne ha bisogno. Questa attività è diventata ormai marginale per i profitti delle grandi banche che sono diventate dei giganteschi hedge fund.
2) Si compra e si vende solo ciò che si possiede. Sembra assurdo, ma quello che appare evidente nel mondo reale non lo è affatto in finanza dove è normale poter vendere quello che non si ha. Non si tratta solo di short-selling scoperto, ma soprattutto di una serie di prodotti derivati, come i CDS, i quali, di fatto, vendono un’assicurazione che non esiste (come si può vendere, credibilmente, un’assicurazione contro il default di uno stato come gli USA?). 3) Deve esserci un rapporto massimo fra capitale sociale e rischi assunti nei mercati finanziari. Non è tollerabile che grandi istituzioni finanziarie assumano rischi che poi non possono gestire.  (Alessandro Pedone, responsabile Aduc per la Tutela del Risparmio in sintesi)

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Arriva a Milano la ‘borsa’ della ricerca

Pubblicato da fidest su giovedì, 6 maggio 2010

Milano dal 19 al 21 Maggio 2010 Convention Centre BIP Research: l’evento ideato per favorire concretamente il trasferimento di innovazione e ricerca fra università e aziende, creando un’opportunità concreta di trasferimento delle conoscenze e garantendo un notevole risparmio di risorse, umane ed economiche, nelle attività di scouting.  Nel Paese che conta 25.000 ricercatori attivi nel panorama accademico, ma nel quale si continua ad evidenziare lo scollamento tra università ed imprese, BIP Research vuole diventare una vera ‘borsa’ capace di creare un match diretto ricercatori-aziende e dar vita ad una mappa in costante aggiornamento sui progetti in cantiere e sul fabbisogno delle aziende. All’evento verranno presentati oltre 400 progetti innovativi: dagli innesti robotici per la coltivazione alla penna che non scrive ma sa leggere ed è utile ai dislessici come agli ipovedenti; dai farmaci ‘ibridi’ che aumentano le proprietà terapeutiche e limitano gli effetti avversi, alle ultime scoperte sul neuromarketing, che misurando il “vissuto” sensoriale ed emotivo dei soggetti facilita una comunicazione di brand sempre più performante; o ancora le ‘idee vincenti’ in tema di soluzioni per il rispetto ambientale: dai robot “Ambient Intelligence” con interfaccia touch-screen per interagire con gli utenti durante la fase di deposito dei rifiuti differenziati per il miglioramento della gestione dell’igiene urbana a quelli pensati per il controllo delle acque costiere, fluviali e lagunari e capaci di muoversi in totale autonomia. L’evento, alla prima edizione, nasce dalla sinergia tra Emblema (ideatrice del progetto BIP, Borsa dell’Innovazione e del Placement, del Forum sul placement e della Virtual Fair), IDC (promotrice dell’Innovation Forum) e Mind Mercatis. Grazie alla collaborazione della Fondazione CRUI, che promuove azioni e progetti per il sistema universitario, la manifestazione punta a diventare un punto di riferimento per ricercatori universitari, responsabili di spin-off, acceleratori d’impresa e parchi tecnologici.  Già la prima edizione della “borsa” ha attratto l’interesse di 30 tra le principali Università italiane e straniere e di 50 aziende di calibro internazionale e ha suscitato l’interesse della comunità scientifica, tanto che ad aprire i lavori della manifestazione sarà il Prof. Antonino Zichichi, uno degli scienziati italiani più noti al mondo, pioniere nella fisica nucleare, divulgatore scientifico, autore di numerosi saggi e insignito di innumerevoli riconoscimenti per le sue ricerche. Alla sessione plenaria seguirà una tavola rotonda in cui verrà approfondito il rapporto tra università e imprese per ciò che attiene il trasferimento tecnologico alla quale parteciperanno, tra gli altri Nevio Di Giusto, Dal 3 maggio è, infatti, già attiva la Preview on line (http://research.biponline.it/), dove il mondo della ricerca (spin off, incubati e dipartimenti) è suddiviso in padiglioni tematici, raggruppato sia per materia che in cluster applicativi, utilizzabili come parametri di filtro. Tra le tematiche: domotica, sensoristica, sistemi multimediali, mobilita’, infrastrutture. I temi dello sviluppo sostenibile, la dematerializzazione dei processi, l’editoria digitale, netbook , tablet, e-learning e tutte le tecnologie a supporto dei modelli di apprendimento, e ancora Biotecnologie, Robotica, Nanotecnologie, Neuroscienze, medicina e farmaceutica. A questo primo contatto ‘virtuale’ seguiranno i meeting one to one durante i giorni della manifestazione. Ogni meeting avrà una durata di 25’ e ciascuna agenda potrà avere sino a 18 appuntamenti.

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Bmt 2010 – borsa mediterranea del turismo

Pubblicato da fidest su venerdì, 19 marzo 2010

Napoli 26-28 marzo 2010 Mostra d’Oltremare. La BMT – Borsa Mediterranea del Turismo sarà per la Turchia l’occasione ideale per incontrare gli operatori del settore e per proporre interessanti offerte turistiche sempre più rivolte alla soddisfazione di un mercato esigente. Grazie a questo appuntamento, la Turchia farà emergere le sue numerose potenzialità turistiche : culturale, balneare, sportivo, termale, religioso e anche gastronomico, con un ottimo rapporto tra qualità e prezzo. Tra le mete più amate si confermano nuovamente, oltre ad Istanbul, la Cappadocia, Pamukkale ed Efeso.  Fra le destinazioni estive i luoghi più gettonati sono Bodrum sulla costa Egea ed Antalya sulla costa mediterranea. Tra le nuove destinazioni si evidenziano invece le zone dell’Est della Turchia come Trabzon, il lago Van e il Monte Nemrut. In occasione della BMT, si potrà quindi approfittare per conoscere in lungo e in largo le tante offerte di questo territorio. Il numero di turisti internazionali arrivati in Turchia nell’anno 2009 (dati da gennaio a dicembre) è stato di 27.077.114 con un incremento del 2,81% rispetto all’anno precedente e gli italiani presenti sono stati 634.886. Le città più visitate sono state Antalya con 8.260.399 di turisti, Istanbul con 7.510.470 e Muğla con 2.820.298. La Turchia ha chiuso quindi l’anno 2009 con la soddisfazione di chi ha ottenuto nel settore turistico risultati eccellenti e si prepara al 2010 con nuovi e stimolanti obiettivi, soprattutto in vista di Istanbul Capitale Europea della Cultura 2010.  Presso lo stand, oltre all’Ufficio Cultura e Informazioni dell’Ambasciata di Turchia, saranno presenti diversi co-espositori : Turkish Airlines, Intra Tours DMC & Inair Aviation Turkey, Marveltour, Dirotta da Noi Tour Operator – Insieme Tour, Turbanitalia, Entour Tour Operator, Alfina Hotel Cappadocia e Divan Hotels.  Barometro prestiti di Crif  Nel mese di febbraio 2010 la domanda di prestiti da parte delle famiglie italiane (nel suo aggregato di prestiti personali e prestiti finalizzati) continua a calare, segnando un -7%, a parità di giorni lavorativi, rispetto allo stesso mese del 2009. Distinguendo la domanda nelle due macrotipologie di finanziamenti, prestito personale e prestito finalizzato, si osserva come a febbraio 2010 si inverta la composizione del calo della domanda: diventano infatti i prestiti finalizzati la componente che incide maggiormente nel calo complessivo, registrando un -10% (ponderato sui giorni lavorativi) rispetto allo stesso periodo del 2009, mentre il calo dei prestiti personali si attesta su un più contenuto -2%.

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Dismissione quote

Pubblicato da fidest su venerdì, 22 gennaio 2010

Roma. «La riduzione della partecipazione azionaria degli enti locali nelle società del settore idrico quotate in borsa è stabilita dall’articolo 15 del decreto legge 135 del 2009, che ha fissato la soglia massima al 40% entro il 31 dicembre 2013 e al 30% entro il 31 dicembre 2015. Il Gruppo Acea gestisce il settore dell’acqua attraverso la controllata Ato2 Spa. Il Comune di Roma valuterà già entro quest’anno l’avvio della procedura di dismissione delle quote attualmente possedute ed eccedenti i limiti di legge, nell’ambito del più generale piano di riorganizzazione delle società del Gruppo Comune di Roma. La valutazione dell’avvio del processo di dismissione è necessaria per giungere preparati al momento in cui, a legislazione vigente, dovrebbe scattare l’obbligo di cedere le quote di partecipazione eccedenti». Lo afferma l’assessore al Bilancio e alle Politiche economiche, Maurizio Leo.

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Mateja Mlakar e Daniela Michelli: Borsa/Bag

Pubblicato da fidest su lunedì, 8 giugno 2009

borsaTrieste fino al 30/6/2009 via de Marchesetti, 37 Serre di Villa Revoltella a cura di Maria Campitelli  Con l’adesione della Casa dell’Arte  Promozione : Gruppo 78 con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste  Curiosa mostra questa proposta dal Gruppo 78 alla Serra di Villa Revoltella. Si svolge in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste e con il sostegno dell’Assessorato alla cultura della Regione e di Assicurazioni Generali.  S’impernia sulla -borsa-, accessorio femminile per eccellenza da tempi remoti, che oggi puo’ fare trend, come l’abito, e nel contempo dichiarare, per le connotazioni del suo aspetto, risvolti psicologici e caratteriali attinenti la personalità della sua proprietaria.  La sua peculiarità creativa e’ la pittura su seta con l’ausilio della gutta e di altri elementi, intrecciando, secondo una sua consuetudine, tecniche diverse. Sarà dunque un’ambientazione particolare quella creata da Daniela Michelli, atta ad accogliere le vere borse, utilizzabili, realizzate da Mateja Mlakar, che all’ispirazione dei segni zodiacali unisce pure l’utilizzo di pietre capaci di innalzare i livelli di energia, e di proteggere, come l’agata, dai flussi negativi, dalle radiazioni nocive. La borsetta diviene in questo modo anche un amuleto personale ed un porta/fortuna. (borsa)

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