Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 26 n° 320

Posts Tagged ‘cittadini’

Salute per i cittadini

Posted by fidest on Wednesday, 29 October 2014

farmacia verbanoOgni martedì (4-11-18-25 novembre), in tutti i 541 punti del network, sarà possibile effettuare un’autovalutazione guidata sul personale stile di vita e ottenere controlli gratuiti su prenotazione: misurazione della pressione arteriosa, della colesterolemia totale, dell’indice di massa corporea e della circonferenza addominale. Valori fondamentali per individuare rischi di futuri disturbi del cuore. I dati raccolti tramite i test saranno inseriti all’interno di un questionario che consente di ottenere la propria ‘Mappa del Benessere Cardiovascolare’, “Ma non è tutto – prosegue il dottor Ventriglia –. Infatti, qualora da questo controllo emergessero elementi di rischio particolare per la salute, il farmacista potrà consigliare di rivolgersi al proprio medico di famiglia, per un controllo più approfondito.” Grazie al supporto della SIMG, sensibilizzazione e prevenzione vanno oltre il loro valore informativo e creano una linea che collega il cittadino inconsapevolmente a rischio al proprio medico.
Le malattie cardiovascolari costituiscono, in Europa, la causa principale di mortalità con il 47% di tutte le morti (42% negli uomini e 52% nelle donne), e in Italia la prevalenza di malattie cardiovascolari è in crescita con un conseguente impatto negativo sulle spese del Sistema Sanitario Nazionale (SSN). Secondo i dati ISTAT, in Italia, la spesa per gli interventi cardiochirurgici è stimabile in circa 650 milioni di euro/anno e rappresenta da sola l’1% della spesa sanitaria. Nonostante ciò, SIMG stima che circa l’80% degli interventi cardiovascolari che insorgono prima dei 75 anni è prevenibile e che il controllo dei fattori di rischio consenta una riduzione della mortalità per patologie cardiovascolari di oltre il 50%, mentre un corretto trattamento farmacologico del 40%1. Nel 2013 la spesa per i farmaci dell’apparato cardiovascolare rimane saldamente al primo posto, sia in termini di spesa farmaceutica complessiva (di cui l’85,9% è a carico dell’SSN) sia di consumi. Nell’arco degli ultimi 10 anni il tasso di mortalità per le malattie ischemiche del cuore è infatti diminuito del 33% (un terzo in meno) grazie alla diagnosi precoce, ai farmaci e all’attività di promozione di stili di vita sani. L’identificazione dei soggetti ad elevato rischio cardiovascolare rappresenta quindi il punto di partenza per l’attivazione di azioni finalizzate alla riduzione dei fattori di rischio modificabili, al cambiamento dello stile di vita e all’inizio di un intervento farmacologico. Ed è proprio questa fondamentale strategia che sarà l’oggetto della campagna “Ci sta a cuore il tuo cuore”, promossa da Apoteca Natura in collaborazione con SIMG (Società Italiana di Medicina Generale e delle cure primarie) e AMD (Associazione Medici Diabetologi) e da quest’anno patrocinata da FOFI (Federazione Ordini Farmacisti Italiani). Per tutto il mese di novembre, nelle 541 farmacie del network Apoteca Natura presenti in modo capillare su tutto il territorio italiano, i cittadini avranno a loro disposizione degli utili strumenti di prevenzione: un questionario per individuare i propri fattori di rischio cardiovascolare, modificabili e non, e un opuscolo informativo sui corretti stili di vita. Il Questionario si avvale anche di strumenti ufficiali: la ‘Carta del Rischio Cardiovascolare’ dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), per valutare la probabilità di sviluppare un evento cardiovascolare maggiore (infarto, ictus) nell’arco di 10 anni e il Test FINDRISC, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), per stimare il rischio di sviluppare un diabete mellito di tipo 2. La compilazione potrà essere svolta direttamente nelle farmacie Apoteca Natura, oppure da casa rispondendo alle domande sul sito http://www.apotecanatura.it e ritirando poi i risultati del test nella sede del network più vicina. Novità del 2014 è la possibilità di compilare il questionario in modo nominativo, rendendo così concreta la promessa di seguire le persone nel loro percorso di prevenzione: dopo almeno 6 mesi è possibile, online o tornando in farmacia, compilare un questionario di controllo e monitorare i propri progressi. I dati acquisiti, in forma rigorosamente anonima, daranno vita a un importantissimo studio di farmacoeconomia, portato avanti nei prossimi due anni con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e il patrocinio di FOFI, per valutare l’impatto economico della prevenzione sul Sistema Sanitario Nazionale. L’obiettivo è ufficializzare il ruolo delle farmacie, e in particolare di quelle Apoteca Natura, nella filiera sanitaria, dimostrandone i benefici.
“È importante diffondere in modo capillare un messaggio chiaro e fondamentale – afferma il dott. Giuseppe Ventriglia di SIMG – e cioè che il nostro stile di vita è la medicina più importante. Alimentazione corretta, attività fisica regolare e abolizione dei fattori di rischio, come ad esempio il fumo e l’alcool, rappresentano le armi vincenti per combattere, a qualsiasi età, l’insorgere di patologie cardiovascolari.” Una battaglia che vede nuovamente fianco a fianco medici e farmacisti. “Continua la nostra collaborazione con SIMG incentrata sulla prevenzione – sottolinea il dottor Dario Camisasca, della farmacia Apoteca Natura S. Emerenziana a Roma – Siamo ogni giorno in prima linea e poniamo al centro del nostro lavoro il dialogo con i cittadini. Raccogliere i dati sulla salute, ascoltare le persone, indagare sulle loro abitudini alimentari e sullo stile di vita al fine di evitare l’insorgenza di gravi malattie come in questo caso quelle cardiovascolari, fa parte dei nostri compiti e dei servizi che offriamo”.

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Elezioni europee. Un euro del Sud?

Posted by fidest on Thursday, 22 May 2014

EuropeDa piu’ parti si propone di istituire un euro del Nord Europa e uno del Sud Europa. Due economie diverse e, quindi, due monete diverse, si sostiene. Questo risolverebbe i noti problemi che hanno afflitto, e affliggono, i Paesi mediterranei? A nostro parere no. Vediamo.
In pratica l’Italia, insieme al altri Paesi, dovrebbe sganciarsi dall’euro attuale, o dal suo valore, per avere un euro piu’ “debole”, capace di favorire le esportazioni e stimolare le imprese. Cosa succederebbe? Che i risparmiatori farebbero la fila davanti alle banche per ritirare i propri risparmi e investirli nei Paesi ad economia piu’ solida. Le banche, per acquisire liquidita’ dovrebbero ricorrere al mercato o dichiarare fallimento. Le imprese seguirebbero la sorte delle banche. Si creerebbe una situazione simile a quella dell’uscita dall’euro. L’Italia, inoltre, farebbe da capofila, rispetto alle altre economie piu’ deboli, assumendo anche il peso di maggiori oneri finanziari per sostenere le altre economie e mettendo a repentaglio la propria. La soluzione la dobbiamo trovare noi stessi, trasformando questo Paese sclerotizzato da infiniti lacciuoli, pubblici e privati, da corporazioni, sindacati e partiti, in uno Stato e una societa’ efficienti ed efficaci. Conviene a costoro, cioe’ a buona parte dei cittadini? No, purtroppo.

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Il Parlamento approva €3.5 miliardi in aiuti agli indigenti per il 2014-2020

Posted by fidest on Tuesday, 25 February 2014

BruxellesI cittadini più poveri dell’UE continueranno a poter contare sul Fondo europeo per gli aiuti agli indigenti (FEAD) per il periodo 2014-2020 per procurarsi cibo, assistenza di base e accesso ai servizi sociali, grazie a un accordo con il Consiglio approvato dal Parlamento martedì. I deputati sono riusciti a mantenere invariato il budget di € 3,5 miliardi e hanno assicurato che il fondo sarà operativo immediatamente.”Siamo riusciti a raggiungere i nostri obiettivi chiave in negoziati con la Commissione e gli Stati membri durati un anno, ossia l’aumento del budget da € 2,5 a € 3,5 miliardi di euro, per rafforzare il ruolo delle organizzazioni anti-povertà nella progettazione, gestione e monitoraggio del programma e per semplificare le procedure amministrative. Il nuovo programma FEAD che ora abbiamo concordato è la prima iniziativa europea specifica per aiutare le persone in situazione di privazione estrema, particolarmente per la povertà alimentare, per i senzatetto e per la povertà infantile in tutti gli Stati membri”, ha affermato il relatore Emer Costello (S & D, IE).

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Gioco azzardo e tutela cittadini

Posted by fidest on Saturday, 7 September 2013

“Bene il rifiuto da parte del Presidente del Consiglio delle dimissioni di Alberto Giorgetti. E’ un eccellente economista ed è stato un ottimo presidente di commissione; conosce bene il suo mestiere come tecnico e come politico” Lo afferma l’on. Paola Binetti il giorno dopo l’approvazione in Senato della mozione che prevede lo stop di un anno per l’apertura di nuovi centri per i giochi d’azzardo. Continua l’esponente centrista: “Il governo è andato sotto per una volta! A livello politico è certamente un insuccesso, ma a livello umano è un segno di sana consapevolezza di un parlamento che cerca di tutelare i cittadini”. Conclude il deputato: “Il governo troverà altre fonti per recuperare i fondi mancanti, magari limando quegli sprechi assurdi di cui tutti conosciamo esempi vistosi. Non è un caso che il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni, ha confermato la sua piena fiducia nell’operato dell’Onorevole Giorgetti e ne ha ricevuto la piena disponibilità a proseguire nell’incarico”.

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La maledizione

Posted by fidest on Monday, 2 September 2013

L’umanità è divisa, fortemente divisa e conflittuale tra chi possiede e chi no, tra ricchi e poveri, tra la giustizia e l’ingiustizia. E’ la torre di babele che si ripete ma questa volta non per le diverse lingue che parliamo ma dal frutto avvelenato che ci offre un capitalismo sfrenato, avido e cinico. Restiamo, anche noi che non siamo ricchi o poveri ma ci troviamo nel mezzo del guado, rassegnati a vedere che una parte dei nostri simili diventi la vittima sacrificale degli egoismi di una classe politica, di una oligarchia di potenti e nel nostro agnosticismo non abbiamo netta la consapevolezza che si sta frantumando quanto di buono l’essere umano può generare ed esprimere. Mentre scriviamo migliaia di bambini muoiono di fame e di stenti. Mentre scriviamo migliaia di donne muoiono di parto. Mentre scriviamo migliaia di persone di tutte le età muoiono per mancanza di farmaci salvavita. E l’egoismo è stato tale che persino negli Usa, definita per antonomasia, la patria dei diritti civili, per assicurare l’assistenza sanitaria a milioni di suoi cittadini c’è voluta la ferma determinazione di un suo presidente anche se il risultato non è del tutto soddisfacente. In pratica se non si è benestanti si continua a morire e in Italia ci stiamo avviando su questa strada dopo che decenni di lotte ci hanno portato all’esaltazione dei nostri diritti per vivere con dignità e per morire con dignità. La prova è oggi sotto i nostri occhi con la manovra economica del governo che taglia risorse al sociale e umilia i più deboli e li condanna all’emarginazione. Nessuno si solleva perché le risorse vadano individuate altrove tagliando i rami secchi della politica, degli interessi corporativi, delle rendite milionarie. E’ questa l’ennesima prova della nostra incapacità di renderci consapevoli che di fronte alle sirene di un possibile guadagno ci illudiamo di poter salire sul carro del potente mentre si matura l’ennesimo inganno per tacitare le nostre coscienze, per allontanarci dal dramma che ci sovrasta. Cosa ci serve di più per avere la consapevolezza d’essere sull’orlo di un baratro non tanto e non solo come singole persone ma come figli di un padre comune. Homo homini lupus. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Monica Cerutti nuova Responsabile delle Politiche Regionali del Nord Italia di Sinistra Ecologia Libertà

Posted by fidest on Sunday, 7 July 2013

Con una mail a firma del Coordinatore Nazionale di Sinistra Ecologia Libertà, Francesco Ferrara, è stata ufficializzata oggi la decisione del Coordinamento Nazionale di SEL di assegnare a Monica Cerutti, consigliera regionale piemontese, la responsabilità delle Politiche Regionali del Nord Italia. “Fare sistema per dare ossigeno al settentrione, al di là delle rivendicazioni territoriali. Connettere il Nord per saldare legami e interessi all’interno di una rete regionale. Studiare un modello di solidarietà tra territori confinanti che possa essere applicato anche nel resto d’Italia. Sfruttare le competenze e le autonomie regionali per creare sviluppo tra territori. In un contesto nel quale l’economia è in crisi e il tasso di disoccupazione aumenta in modo costante, è necessario elaborare risposte sistemiche che possano offrire opportunità ai cittadini. Si devono allacciare rapporti, aprire dialoghi e lanciare proposte che vadano anche al di là di quella che è l’appartenenza politica. Dobbiamo pensare ad un rilancio dei territori partendo dalle loro eccellenze” – queste le primissime dichiarazioni di Monica Cerutti in seguito alla nomina a Responsabile del Nord Italia di SEL – “E’ necessario allacciare subito un discorso con i coordinatori delle regioni del Nord (Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Friuli, Trentino, Emilia Romagna e Valle d’Aosta) per avviare una prima discussione su come impostare un lavoro comune volto a tracciare una bozza di Manifesto per il Nord Italia”.

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Diseguaglianze uomo-donna: il pensiero de cittadini europei

Posted by fidest on Saturday, 23 March 2013

Il 38% degli europei ritiene che il divario retributivo sia la più grave disuguaglianza di genere, mentre il 34% ha invece indicato la violenza sulle donne e la difficoltà per le donne nel conciliare la vita privata con quella lavorativa; il 30% ritiene inoltre che la crisi economica abbia contribuito a peggiorare la situazione della donna nel mondo del lavoro. Questi alcuni dei dati che emergono da una ricerca di Eurobarometro, l’ufficio statistico della Commissione europea. Il Parlamento europeo, in occasione della Giornata internazionale della donna 2013, ha deciso di dedicare un’indagine al tema delle Donne e disuguaglianze di genere nel contesto della crisi. Il sondaggio è stato realizzato dal 4 al 7 febbraio 2013 su un campione di 25.556 cittadini europei dei 27 Stati membri dell’Unione.

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Gli onorevoli cittadini

Posted by fidest on Friday, 1 March 2013

Nel nuovo parlamento, che in questi giorni si sta formando nei dettagli e che avrà il punto di riferimento solenne il giorno in cui i neo eletti, faranno il loro ingresso, nelle aule di Monte Citorio e di Palazzo Madama, per i primi adempimenti formali con l’elezione dei presidenti delle due camere e altri conseguenti incarichi, gli eletti del Movimento Cinque stelle. Sono entrati, tanto per intenderci, “i cittadini” che respingono l’idea di farsi chiamare “onorevoli”. Non è, tuttavia, la sola differenza che si può notare. I grillini hanno progetto politico proiettato al cambiamento dell’attuale sistema paese e sfidano i partiti tradizionali a un gesto di coerenza se è vero, com’è vero, che ciascuno di essi in campagna elettorale ha invocato maggiore giustizia sociale, il modo di dirimere il conflitto d’interessi, la crescita e lo sviluppo del paese attraverso il rilancio dell’economia e del mondo produttivo, la riforma della giustizia, ecc. Sono tutti temi che abbiamo sentito e risentito da decenni e come dalla logica gattopardesca sono diventati del portabandiera per “tutto cambiare per nulla cambiare”. Ora dobbiamo voltare seriamente pagina, ma ci riusciremo? Sono già iniziate le grandi manovre e i precedenti non mancano. Sappiamo che taluni parlamentari sono stati corrotti, si sono persino vantati delle somme a loro versate per cambiare casacca e che i corruttori oggi come prima siedono in Parlamento come se nulla fosse e forti dell’immunità parlamentare, se qualche procuratore della repubblica osasse richiedere loro la pena detentiva. Siamo arrivati sono al punto che un candidato ambisce a diventare ministro dell’economia anche se, sia pure in primo giudizio, un tribunale lo ha condannato per evasione fiscale.
Ma non prendiamocela con i grillini se ci troveremo costretti a ritornare a votare. La colpa principale, per quanto molti cercano di allontanarla dalla loro vista, ricade inevitabilmente sul Pd. Sono stati i suoi uomini, le sue divisioni, la sua incapacità di governare quando ne aveva l’occasione per “sgonfiare il mito berlusconiano”, se oggi ci troviamo nella situazione attuale. Sta proprio al Pd mostrare i segni di un ravvedimento ed esserne conseguente. D’altra parte ci vuole poco. Facciamo le riforme urlate nelle piazze dai grillini ma appena sussurrate dal “timido” Bersani. Oggi ci vogliono uomini determinati. Oggi ci vogliono uomini capaci di farsi legare all’albero maestro della nave per non seguire le lusinghe delle sirene e ve ne sono tante in giro. Sono le sirene degli interessi corporativi, del grande capitale, di chi sta bene e vuole stare meglio e pur rappresentando la minoranza del paese (diciamo tra il 10 e il 15% dei suoi abitanti) pretende d’imporre il suo volere. Se vi riusciamo lo dobbiamo non solo a Grillo o a Casaleggio ma al popolo dei “cittadini” che vorrà dimostrarci solo compattezza e determinazione senza le seduzioni degli incantatori di turno, e ve ne sono tanti e prezzolati. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Polizza Danni catastrofali: ora è a carico dei cittadini

Posted by fidest on Wednesday, 23 May 2012

Pietro Giordano, Adiconsum: “Per far fronte alla ricostruzione in caso di calamità naturali, necessario un Fondo mutualistico presso la Consap con contributi pubblici e privati” I cittadini dell’Emilia Romagna colpiti dal sisma saranno gli ultimi a poter usufruire dell’aiuto dello Stato per la ricostruzione delle loro case e degli edifici pubblici per i danni del terremoto. Il decreto di riordino della Protezione Civile, approvato e pubblicato già in Gazzetta, pone fine infatti agli interventi pubblici, come si erano visti in Umbria o in Abruzzo. Nei fatti – commenta Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum – il decreto approvato ha dato il via, in caso di dichiarazione dello stato di calamità naturale, ad ordinanze con indicazioni che riguardano esclusivamente l’organizzazione dei servizi di Pronto Soccorso e di assistenza ai soggetti colpiti dall’evento, on più ad aiuti per la ricostruzione. Chi sarà assicurato sarà risarcito – prosegue Giordano – e chi non lo sarà non riceverà alcun aiuto dallo Stato. Ecco perché il decreto prevede la possibilità di stipulare coperture assicurative su base volontaria contro i rischi di danni derivanti da calamità naturali e di estendere quella già insistente sull’abitazione. È l’ennesimo taglio all’intervento pubblico in favore dei cittadini, che però non può essere unicamente scaricato per l’ennesima volta sui cittadini, in presenza di dissesti idrogeologici e di parziale o totale salvaguardia del territorio e di norme antisismiche spesso obbligatorie solo nelle aree sismiche “tradizionali”. Si crei – conclude Giordano – un Fondo mutualistico presso la Consap, con contributi pubblici e con interventi economici privati, capace di intervenire in caso di calamità naturali. Si potrebbero stipulare così polizze assicurative cumulative capaci di coprire parzialmente o per intero gli eventi catastrofali.

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Il governo fa le battute mentre i cittadini piangono

Posted by fidest on Sunday, 20 May 2012

Greyhounds make great pets too

Greyhounds make great pets too (Photo credit: Wikipedia)

La famigerata proposta di una tassa su cani e gatti che ne prevedeva l’istituzione da parte dei comuni, dopo la proposta del PDL nel 2008 era approdato alle commissioni prima di essere presentato in Parlamento e dopo le dichiarazioni del Sottosegretario Polillo che “la condivideva in linea di principio e la levata di scudi da parte di associazioni e di numerosi parlamentari fa “Dietrofront”. Lo stesso Sottosegretario Polillo dichiara che la sua “era solo una battuta nei confronti di un Deputato che l’aveva proposta”. Battute? In questi momenti? Ma come sono spiritosi i nostri governanti. Meglio così comunque, mi domando solo come si possa giocare o anche solo dire dichiarare di giocare . Siamo alla follia. I cani o i cosiddetti animali d’affezione sono spesso un sostegno sociale a persone anziane o sole e tassarne la proprietà è un atto che considero folle soprattutto in un momento in cui stanno aumentando i suicidi per questioni finanziarie e per questioni legate alla sopravvivenza ed all’abbandono dell’Essere Umano. Il cane è un componente del nucleo familiare, richiede un impegno dai suoi possessori ma da anche tantissimo in termini affettivi. Quindi no a questa tassazione e si a maggiori risorse o meglio ad un migliore loro utilizzo per creare spazi di sgambatura accessibili a tutti e non solo nelle zone periferiche, si alla guardia medica veterinaria, si ad un codice deontologico dei possessori di cani, si ad una cultura per una città più pulita, si a tante cose che spesso costano nulla e fanno la differenza. Auspico che terminati i tempi delle “Battute” si torni ad una politica fatta per la gente, scevra da uniche questioni di bilancio e che tenga conto sempre di più della centralità del Cittadino come essere Umano e non come semplice voce o numero di un bilancio da risanare.

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Farmacia e cosmetica

Posted by fidest on Friday, 11 May 2012

«L’appuntamento – ha commentato Vincenzo Maglione, presidente del Gruppo Cosmetici in Farmacia di Unipro – ha permesso di chiarire, nello scenario competitivo attuale, l’importanza ed il valore del cosmetico in farmacia. Oggi le dinamiche impongono una scelta di qualità ancora maggiore ed è questo che i clienti chiedono e vogliono quando entrano in farmacia. Il cosmetico in farmacia diviene quindi un ottimo veicolo di salute moderno che risponde alle richieste dei consumatori e supporta il valore scientifico della farmacia in quanto “casa della salute”».«La farmacia, sia perché è facilmente accessibile per la presenza capillare sul territorio, sia per la disponibilità dei farmacisti al dialogo e al confronto con il paziente, da sempre riesce ad avere un rapporto di vicinanza e fiducia con il cittadino, come confermato anche dalla recentissima indagine condotta dall’Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione. In un quadro di grande attenzione all’utente i cosmetici diventano uno strumento in più che la farmacia ha per rispondere alla nuova domanda di salute e benessere psicofisico della popolazione. Un benessere che passa anche per un maggiore interesse verso la cura di sé, perché piacersi è un modo per stare bene con se stessi e con gli altri. Ritengo che il valore aggiunto che la farmacia può dare anche alla cosmesi debba indurre i produttori a investire sul nostro canale per ottenere una sinergia che vada a vantaggio di tutti: dell’azienda che vede adeguatamente valorizzati i propri prodotti, del cittadino che sa di poter trovare in farmacia risposte di qualità, della farmacia stessa che vede riconosciuto anche in questo campo la propria funzione di punto di riferimento per il benessere del cittadino». Questo il commento di Annarosa Racca, presidente di Federfarma.«Il dibattito – ha aggiunto Maglione – ha anche mostrato l’evoluzione del settore distributivo, e in prospettiva, l’apertura delle nuove farmacie previste dal DL Liberalizzazioni che potranno aiutare la corretta espansione del settore cosmetico. A tal proposito Unipro con il Gruppo Cosmetici in Farmacia, insieme a Federfarma e FOFI, si ripromette di lavorare ancor più in congiunzione su tali aspetti migliorando le conoscenze scientifiche e quindi il servizio reso».«La cosmesi oggi rientra a pieno titolo in quella ricerca del benessere che caratterizza la nostra società. Ma proprio per questo diventa centrale la figura del farmacista, capace di guidare la scelta del cittadino in base a criteri scientifici e di offrire una garanzia ulteriore sulla qualità e la sicurezza dei prodotti. Una centralità che viene ulteriormente sottolineata dal progresso registrato in questi anni dal cosmetico stesso, che sempre più spesso presenta funzioni e azioni che vanno al di là dell’estetica pura e semplice» ha ribadito Maurizio Pace, segretario della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani

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Imu: la gabella di Stato

Posted by fidest on Friday, 20 April 2012

“Rateizzare l’Imu è solo un pasticcio che non cambia la sostanza di questa odiosa ed inaccettabile gabella sulla prima casa, che auspichiamo possa essere cancellata quanto prima. Il balzello sarà insostenibile per migliaia di romani, ma pagare a rate è una presa in giro che si risolverà solo in un’ulteriore perdita di tempo per i cittadini. E’ l’aliquota che va ridotta, perché comunque già in maniera troppo pesante incide il moltiplicatore catastale che è aumentato del 60 per cento senza aver però atteso i nuovi parametri che saranno stabiliti dalla riforma del catasto: una corsa in avanti per raschiare il fondo del barile che rischia di far stramazzare sul percorso già accidentato della crisi migliaia di cittadini e le loro famiglie”. Lo dichiarano in una nota congiunta il consigliere Pdl di Roma Capitale Fabrizio Santori e Roberto Fedeli, consigliere del Pdl in IX Municipio e promotore di una petizione per l’Imu prima casa al minimo a cui hanno aderito migliaia di cittadini, in merito alla discussione sul bilancio iniziata oggi in assemblea capitolina.

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Sociale: portare i servizi vicino ai cittadini

Posted by fidest on Friday, 13 April 2012

“In ambito sociale la strada non può essere soltanto potenziare le strutture, ma portare i servizi vicino ai cittadini, laddove le persone si sentono a casa e amate”. Lo ha dichiarato l’assessore alle Politiche sociali e Famiglia della Regione Lazio, Aldo Forte, intervenuto al convegno “La famiglia e i servizi sociali” organizzato dall’Udc di Fiumicino, al quale ha partecipato anche il capogruppo Udc al Comune di Roma Alessandro Onorato. Presenti in sala le associazioni del territorio che si occupano di assistenza ai disabili e di recupero alle persone con disagio socio-economico. “Nel Lazio – ha aggiunto Forte – stiamo creando un sistema dei servizi sociali. Ad oggi è mancato e, nonostante importanti investimenti, ciò ha determinato profonde sperequazione sia nella distribuzione dei servizi tra i territori, sia nell’offerta di risposte ai diversi bisogni. Il nuovo sistema sociale, invece, intende ottimizzare la spesa sociale a cominciare da una maggiore integrazione socio-sanitaria, ponendosi l’obiettivo del raggiungimento dei livelli minimi di assistenza in tutti i territori. Non più 55 diversi modi di erogare servizi, ma una maggiore omogeneità e professionalità grazie a organismi più ampi con personale qualificato che si occupa solo ed esclusivamente di sociale. Un nuovo modello organizzativo che pone al centro la persona e la famiglia, grazie al Quoziente Lazio. Perché oggi il vero tema – ha concluso Forte – è quello di realizzare misure eque che tengano in considerazione le persone che hanno più bisogno”.
“Momenti come questi – ha sottolineato il capogruppo Udc di Fiumicino, Angelo Caroccia – testimoniano la nostra attenzione alle tematiche sociali, che è un tutt’uno con il motivo stesso del nostro impegno in politica. Il nostro obiettivo è quello di portare il quoziente familiare anche nel Comune di Fiumicino, come è stato fatto per Roma, per dare una risposta alle famiglie più disagiate”.

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“Parlamenti e cittadini: colmare il divario”

Posted by fidest on Saturday, 31 March 2012

This is a view of Kampala from the top of one ...

This is a view of Kampala from the top of one of the hills on the outskirts of the city. It was taken by Michael Shade in the fall of 2006. Use it for whatever. Category:Kampala (Photo credit: Wikipedia)

Kampala Si apre oggi la 126esima Assemblea dell’Unione Interparlamentare (IPU) a Kampala in Uganda, il cui tema principale è “Parlamenti e cittadini: colmare il divario”. Questa organizzazione, che è la più vecchia delle istituzioni internazionali di tipo politico, attiva sin dal 1889, conta oggi 159 Paesi membri e 9 Paesi associati. “La promozione e la pratica del buon governo possono diventare gli strumenti migliori per diffondere i valori della pace in tutti gli angoli del globo, anche in quelli più sperduti e distanti da noi, e per garantire la sicurezza anche in quelle aree cosiddette ‘a rischio’. Ritengo che sia indispensabile che proprio da questo osservatorio privilegiato, qual è l’Unione Interparlamentare, noi membri e delegati dai nostri Stati nazionali stabiliamo concretamente le relazioni positive tra la sovranità, il miglior modo di governare un Paese e il livello di pace e sicurezza presente in tutto il mondo, riaffermando i principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale”. È quanto ha dichiarato la senatrice Barbara Contini (Fli), Vicepresidente della Commissione Sviluppo Sostenibile, Commercio e Industria dell’Unione Interparlamentare.

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Il coraggio delle scelte popolari

Posted by fidest on Wednesday, 28 March 2012

Luhmman scriveva che “il futuro non nasce perché non ha tempo per crescere, divorato da un presente che vive di scadenze sempre più frequenti”. Il saggio di A. Diotallevi e G. Falcucci fornisce la conferma di questo giudizio applicato ad un sistema politico che, sotto la pressione degli interessi elettorali ed incalzato da una stretta agenda temporale, più che fare riforme realizza scorrerie nei diversi campi generando condizioni di incertezza e timori per il futuro. I temi a cui i due autori si dedicano sono quelli del lavoro e della previdenza, che toccano quella “comunità del lavoro” che costituisce l’architrave del nostro ordinamento costituzionale.
In concreto si parla dei “diritti acquisiti” in funzione dei quali sono state programmati piani di vita, costruite reti di relazioni familiari, diritti non conquistati con la presa della Bastiglia ma regolati secondo i canoni delle procedure democratiche. I due autori sono consapevoli che viviamo di una condizione eccezionale (anche se il richiamo allo stato di eccezione di C. Schmidt promosso da molti analisti politici è fuori luogo) e concordano che tutte le parti devono fare la loro parte anche perché ci aspetta un’epoca di aspettative decrescenti, misurate con il tradizionale parametro dei consumi privati. Ma la situazione eccezionale può rimettere in gioco i diritti acquisiti dei cittadini dal legislatore di turno, senza con ciò turbare le regole di un ordinamento democratico, costruite per contenere il potere costrittivo dello Stato?
Questa è la domanda posta. Già nei tempi antichi (basta pensare all’Antigone di Sofocle) si soleva distinguere la legalità della legge dalla sua legittimità, si parlava del rapporto fra “lex” ed “ius” rappresentato, questo ultimo, dai principi di convivenza e di solidarietà sociale al cui interno la legge deve operare.
Gli autori, più avveduti di me in questa delicata questione, lanciano una proposta: “I crediti di solidarietà”. Se i cittadini sono chiamati a concorrere al salvataggio dello Stato e come sempre sono in prima fila quelli che appartengono alla comunità del lavoro, possono divenire titolari di “crediti di solidarietà”, in funzione dei sacrifici richiesti, esigibili quando la condizione finanziaria dello Stato lo renderà possibile?
L’ambito di questo scambio solidale, oltre che a valere nei rapporti Stato-cittadini, può essere esteso all’interno delle imprese quale soluzione per sperimentare inedite forme di democrazia economica, in grado di riequilibrare i rapporti tra capitale e lavoro?
Dostoevskiy profetizzava un mondo futuro ove sono molte le greggi da tosare e pochi i pastori. I crediti di solidarietà, proposti dai nostri autori a sostegno di scelte popolari nel senso che siano percepite dai cittadini a tutela del bene comune, possono invertire una tale profezia? (Prof. Giuseppe Bianchi)

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