Il 38% degli europei ritiene che il divario retributivo sia la più grave disuguaglianza di genere, mentre il 34% ha invece indicato la violenza sulle donne e la difficoltà per le donne nel conciliare la vita privata con quella lavorativa; il 30% ritiene inoltre che la crisi economica abbia contribuito a peggiorare la situazione della donna nel mondo del lavoro. Questi alcuni dei dati che emergono da una ricerca di Eurobarometro, l’ufficio statistico della Commissione europea. Il Parlamento europeo, in occasione della Giornata internazionale della donna 2013, ha deciso di dedicare un’indagine al tema delle Donne e disuguaglianze di genere nel contesto della crisi. Il sondaggio è stato realizzato dal 4 al 7 febbraio 2013 su un campione di 25.556 cittadini europei dei 27 Stati membri dell’Unione.
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Diseguaglianze uomo-donna: il pensiero de cittadini europei
Pubblicato da fidest su sabato, 23 marzo 2013
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Gli onorevoli cittadini
Pubblicato da fidest su venerdì, 1 marzo 2013
Nel nuovo parlamento, che in questi giorni si sta formando nei dettagli e che avrà il punto di riferimento solenne il giorno in cui i neo eletti, faranno il loro ingresso, nelle aule di Monte Citorio e di Palazzo Madama, per i primi adempimenti formali con l’elezione dei presidenti delle due camere e altri conseguenti incarichi, gli eletti del Movimento Cinque stelle. Sono entrati, tanto per intenderci, “i cittadini” che respingono l’idea di farsi chiamare “onorevoli”. Non è, tuttavia, la sola differenza che si può notare. I grillini hanno progetto politico proiettato al cambiamento dell’attuale sistema paese e sfidano i partiti tradizionali a un gesto di coerenza se è vero, com’è vero, che ciascuno di essi in campagna elettorale ha invocato maggiore giustizia sociale, il modo di dirimere il conflitto d’interessi, la crescita e lo sviluppo del paese attraverso il rilancio dell’economia e del mondo produttivo, la riforma della giustizia, ecc. Sono tutti temi che abbiamo sentito e risentito da decenni e come dalla logica gattopardesca sono diventati del portabandiera per “tutto cambiare per nulla cambiare”. Ora dobbiamo voltare seriamente pagina, ma ci riusciremo? Sono già iniziate le grandi manovre e i precedenti non mancano. Sappiamo che taluni parlamentari sono stati corrotti, si sono persino vantati delle somme a loro versate per cambiare casacca e che i corruttori oggi come prima siedono in Parlamento come se nulla fosse e forti dell’immunità parlamentare, se qualche procuratore della repubblica osasse richiedere loro la pena detentiva. Siamo arrivati sono al punto che un candidato ambisce a diventare ministro dell’economia anche se, sia pure in primo giudizio, un tribunale lo ha condannato per evasione fiscale.
Ma non prendiamocela con i grillini se ci troveremo costretti a ritornare a votare. La colpa principale, per quanto molti cercano di allontanarla dalla loro vista, ricade inevitabilmente sul Pd. Sono stati i suoi uomini, le sue divisioni, la sua incapacità di governare quando ne aveva l’occasione per “sgonfiare il mito berlusconiano”, se oggi ci troviamo nella situazione attuale. Sta proprio al Pd mostrare i segni di un ravvedimento ed esserne conseguente. D’altra parte ci vuole poco. Facciamo le riforme urlate nelle piazze dai grillini ma appena sussurrate dal “timido” Bersani. Oggi ci vogliono uomini determinati. Oggi ci vogliono uomini capaci di farsi legare all’albero maestro della nave per non seguire le lusinghe delle sirene e ve ne sono tante in giro. Sono le sirene degli interessi corporativi, del grande capitale, di chi sta bene e vuole stare meglio e pur rappresentando la minoranza del paese (diciamo tra il 10 e il 15% dei suoi abitanti) pretende d’imporre il suo volere. Se vi riusciamo lo dobbiamo non solo a Grillo o a Casaleggio ma al popolo dei “cittadini” che vorrà dimostrarci solo compattezza e determinazione senza le seduzioni degli incantatori di turno, e ve ne sono tanti e prezzolati. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)
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Polizza Danni catastrofali: ora è a carico dei cittadini
Pubblicato da fidest su mercoledì, 23 maggio 2012
Pietro Giordano, Adiconsum: “Per far fronte alla ricostruzione in caso di calamità naturali, necessario un Fondo mutualistico presso la Consap con contributi pubblici e privati” I cittadini dell’Emilia Romagna colpiti dal sisma saranno gli ultimi a poter usufruire dell’aiuto dello Stato per la ricostruzione delle loro case e degli edifici pubblici per i danni del terremoto. Il decreto di riordino della Protezione Civile, approvato e pubblicato già in Gazzetta, pone fine infatti agli interventi pubblici, come si erano visti in Umbria o in Abruzzo. Nei fatti – commenta Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum – il decreto approvato ha dato il via, in caso di dichiarazione dello stato di calamità naturale, ad ordinanze con indicazioni che riguardano esclusivamente l’organizzazione dei servizi di Pronto Soccorso e di assistenza ai soggetti colpiti dall’evento, on più ad aiuti per la ricostruzione. Chi sarà assicurato sarà risarcito – prosegue Giordano – e chi non lo sarà non riceverà alcun aiuto dallo Stato. Ecco perché il decreto prevede la possibilità di stipulare coperture assicurative su base volontaria contro i rischi di danni derivanti da calamità naturali e di estendere quella già insistente sull’abitazione. È l’ennesimo taglio all’intervento pubblico in favore dei cittadini, che però non può essere unicamente scaricato per l’ennesima volta sui cittadini, in presenza di dissesti idrogeologici e di parziale o totale salvaguardia del territorio e di norme antisismiche spesso obbligatorie solo nelle aree sismiche “tradizionali”. Si crei – conclude Giordano – un Fondo mutualistico presso la Consap, con contributi pubblici e con interventi economici privati, capace di intervenire in caso di calamità naturali. Si potrebbero stipulare così polizze assicurative cumulative capaci di coprire parzialmente o per intero gli eventi catastrofali.
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Il governo fa le battute mentre i cittadini piangono
Pubblicato da fidest su domenica, 20 maggio 2012
La famigerata proposta di una tassa su cani e gatti che ne prevedeva l’istituzione da parte dei comuni, dopo la proposta del PDL nel 2008 era approdato alle commissioni prima di essere presentato in Parlamento e dopo le dichiarazioni del Sottosegretario Polillo che “la condivideva in linea di principio e la levata di scudi da parte di associazioni e di numerosi parlamentari fa “Dietrofront”. Lo stesso Sottosegretario Polillo dichiara che la sua “era solo una battuta nei confronti di un Deputato che l’aveva proposta”. Battute? In questi momenti? Ma come sono spiritosi i nostri governanti. Meglio così comunque, mi domando solo come si possa giocare o anche solo dire dichiarare di giocare . Siamo alla follia. I cani o i cosiddetti animali d’affezione sono spesso un sostegno sociale a persone anziane o sole e tassarne la proprietà è un atto che considero folle soprattutto in un momento in cui stanno aumentando i suicidi per questioni finanziarie e per questioni legate alla sopravvivenza ed all’abbandono dell’Essere Umano. Il cane è un componente del nucleo familiare, richiede un impegno dai suoi possessori ma da anche tantissimo in termini affettivi. Quindi no a questa tassazione e si a maggiori risorse o meglio ad un migliore loro utilizzo per creare spazi di sgambatura accessibili a tutti e non solo nelle zone periferiche, si alla guardia medica veterinaria, si ad un codice deontologico dei possessori di cani, si ad una cultura per una città più pulita, si a tante cose che spesso costano nulla e fanno la differenza. Auspico che terminati i tempi delle “Battute” si torni ad una politica fatta per la gente, scevra da uniche questioni di bilancio e che tenga conto sempre di più della centralità del Cittadino come essere Umano e non come semplice voce o numero di un bilancio da risanare.
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Farmacia e cosmetica
Pubblicato da fidest su venerdì, 11 maggio 2012
«L’appuntamento – ha commentato Vincenzo Maglione, presidente del Gruppo Cosmetici in Farmacia di Unipro – ha permesso di chiarire, nello scenario competitivo attuale, l’importanza ed il valore del cosmetico in farmacia. Oggi le dinamiche impongono una scelta di qualità ancora maggiore ed è questo che i clienti chiedono e vogliono quando entrano in farmacia. Il cosmetico in farmacia diviene quindi un ottimo veicolo di salute moderno che risponde alle richieste dei consumatori e supporta il valore scientifico della farmacia in quanto “casa della salute”».«La farmacia, sia perché è facilmente accessibile per la presenza capillare sul territorio, sia per la disponibilità dei farmacisti al dialogo e al confronto con il paziente, da sempre riesce ad avere un rapporto di vicinanza e fiducia con il cittadino, come confermato anche dalla recentissima indagine condotta dall’Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione. In un quadro di grande attenzione all’utente i cosmetici diventano uno strumento in più che la farmacia ha per rispondere alla nuova domanda di salute e benessere psicofisico della popolazione. Un benessere che passa anche per un maggiore interesse verso la cura di sé, perché piacersi è un modo per stare bene con se stessi e con gli altri. Ritengo che il valore aggiunto che la farmacia può dare anche alla cosmesi debba indurre i produttori a investire sul nostro canale per ottenere una sinergia che vada a vantaggio di tutti: dell’azienda che vede adeguatamente valorizzati i propri prodotti, del cittadino che sa di poter trovare in farmacia risposte di qualità, della farmacia stessa che vede riconosciuto anche in questo campo la propria funzione di punto di riferimento per il benessere del cittadino». Questo il commento di Annarosa Racca, presidente di Federfarma.«Il dibattito – ha aggiunto Maglione – ha anche mostrato l’evoluzione del settore distributivo, e in prospettiva, l’apertura delle nuove farmacie previste dal DL Liberalizzazioni che potranno aiutare la corretta espansione del settore cosmetico. A tal proposito Unipro con il Gruppo Cosmetici in Farmacia, insieme a Federfarma e FOFI, si ripromette di lavorare ancor più in congiunzione su tali aspetti migliorando le conoscenze scientifiche e quindi il servizio reso».«La cosmesi oggi rientra a pieno titolo in quella ricerca del benessere che caratterizza la nostra società. Ma proprio per questo diventa centrale la figura del farmacista, capace di guidare la scelta del cittadino in base a criteri scientifici e di offrire una garanzia ulteriore sulla qualità e la sicurezza dei prodotti. Una centralità che viene ulteriormente sottolineata dal progresso registrato in questi anni dal cosmetico stesso, che sempre più spesso presenta funzioni e azioni che vanno al di là dell’estetica pura e semplice» ha ribadito Maurizio Pace, segretario della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani
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Imu: la gabella di Stato
Pubblicato da fidest su venerdì, 20 aprile 2012
“Rateizzare l’Imu è solo un pasticcio che non cambia la sostanza di questa odiosa ed inaccettabile gabella sulla prima casa, che auspichiamo possa essere cancellata quanto prima. Il balzello sarà insostenibile per migliaia di romani, ma pagare a rate è una presa in giro che si risolverà solo in un’ulteriore perdita di tempo per i cittadini. E’ l’aliquota che va ridotta, perché comunque già in maniera troppo pesante incide il moltiplicatore catastale che è aumentato del 60 per cento senza aver però atteso i nuovi parametri che saranno stabiliti dalla riforma del catasto: una corsa in avanti per raschiare il fondo del barile che rischia di far stramazzare sul percorso già accidentato della crisi migliaia di cittadini e le loro famiglie”. Lo dichiarano in una nota congiunta il consigliere Pdl di Roma Capitale Fabrizio Santori e Roberto Fedeli, consigliere del Pdl in IX Municipio e promotore di una petizione per l’Imu prima casa al minimo a cui hanno aderito migliaia di cittadini, in merito alla discussione sul bilancio iniziata oggi in assemblea capitolina.
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Il coraggio delle scelte popolari
Pubblicato da fidest su mercoledì, 28 marzo 2012
Luhmman scriveva che “il futuro non nasce perché non ha tempo per crescere, divorato da un presente che vive di scadenze sempre più frequenti”. Il saggio di A. Diotallevi e G. Falcucci fornisce la conferma di questo giudizio applicato ad un sistema politico che, sotto la pressione degli interessi elettorali ed incalzato da una stretta agenda temporale, più che fare riforme realizza scorrerie nei diversi campi generando condizioni di incertezza e timori per il futuro. I temi a cui i due autori si dedicano sono quelli del lavoro e della previdenza, che toccano quella “comunità del lavoro” che costituisce l’architrave del nostro ordinamento costituzionale.
In concreto si parla dei “diritti acquisiti” in funzione dei quali sono state programmati piani di vita, costruite reti di relazioni familiari, diritti non conquistati con la presa della Bastiglia ma regolati secondo i canoni delle procedure democratiche. I due autori sono consapevoli che viviamo di una condizione eccezionale (anche se il richiamo allo stato di eccezione di C. Schmidt promosso da molti analisti politici è fuori luogo) e concordano che tutte le parti devono fare la loro parte anche perché ci aspetta un’epoca di aspettative decrescenti, misurate con il tradizionale parametro dei consumi privati. Ma la situazione eccezionale può rimettere in gioco i diritti acquisiti dei cittadini dal legislatore di turno, senza con ciò turbare le regole di un ordinamento democratico, costruite per contenere il potere costrittivo dello Stato?
Questa è la domanda posta. Già nei tempi antichi (basta pensare all’Antigone di Sofocle) si soleva distinguere la legalità della legge dalla sua legittimità, si parlava del rapporto fra “lex” ed “ius” rappresentato, questo ultimo, dai principi di convivenza e di solidarietà sociale al cui interno la legge deve operare.
Gli autori, più avveduti di me in questa delicata questione, lanciano una proposta: “I crediti di solidarietà”. Se i cittadini sono chiamati a concorrere al salvataggio dello Stato e come sempre sono in prima fila quelli che appartengono alla comunità del lavoro, possono divenire titolari di “crediti di solidarietà”, in funzione dei sacrifici richiesti, esigibili quando la condizione finanziaria dello Stato lo renderà possibile?
L’ambito di questo scambio solidale, oltre che a valere nei rapporti Stato-cittadini, può essere esteso all’interno delle imprese quale soluzione per sperimentare inedite forme di democrazia economica, in grado di riequilibrare i rapporti tra capitale e lavoro?
Dostoevskiy profetizzava un mondo futuro ove sono molte le greggi da tosare e pochi i pastori. I crediti di solidarietà, proposti dai nostri autori a sostegno di scelte popolari nel senso che siano percepite dai cittadini a tutela del bene comune, possono invertire una tale profezia? (Prof. Giuseppe Bianchi)
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Istat: nuovi indicatori per il benessere dei cittadini
Pubblicato da fidest su domenica, 25 marzo 2012
“Occorre definire che cosa conta davvero per l’Italia”. Così Enrico Giovannini, Presidente ISTAT, annuncia i primi risultati di una nuova indagine sul “Benessere equo e sostenibile”, durante la sua lectio magistralis per la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico di IMT Alti Studi, oggi a Lucca. “Il concetto di benessere cambia secondo tempi, luoghi e culture e non può quindi essere definito univocamente: la definizione del quadro di riferimento per la misurazione del benessere porta con sé, dunque, un processo di legittimazione democratica. La novità italiana è il rilievo dato al patrimonio storico, artistico e paesaggistico del Paese e alla ricerca scientifica, coerentemente con l’articolo 9 della nostra Costituzione”. Gli indicatori dell’indagine BES sono: salute, benessere economico, istruzione e formazione, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, relazioni sociali, sicurezza, benessere soggettivo, paesaggio e patrimonio culturale, ricerca e innovazione, qualità dei servizi, politica e istituzioni. “L’adozione di strutture analitiche di valutazione dell’impatto delle politiche – continua Giovannini – è essenziale al fine di ottenere i risultati attesi. Il tema è tanto più urgente in una fase di crisi durante la quale le risorse sono scarse e non è possibile permettersi l’adozione di misure poco efficaci. L’Italia ha l’opportunità di porsi all’avanguardia in un nuovo modo di intendere la politica ed il rapporto tra quest’ultima, le parti sociali e i cittadini, in un percorso condiviso di rinnovamento e progresso del paese”.
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Roma neve e disservizi
Pubblicato da fidest su domenica, 5 febbraio 2012
La Democrazia Cristiana di Roma e della Provincia si sente particolarmente vicina a tutti quei cittadini che hanno dovuto subire inermi, la completa inadeguatezza della situazione verificatasi a Roma tra ieri ed oggi.
Ci chiediamo se è possibile, nel 2012, assistere a una completa assenza di gestione della situazione, se pur critica ed inaspettata, ma ampiamente preannunciata. Assistere al completo abbandono di noi cittadini da parte di tutte le Istituzioni, Comune, Provincia, Regione, ANAS e Protezione Civile che si rimpallano le competenze, è assurdo ed è irrispettoso. delle risposte concrete, ai vari disservizi che i cittadini hanno dovuto sopportare, da parte di chiunque abbia il coraggio di ammettere le proprie responsabilità oggettive. Ci auguriamo che simili inconvenienti, non possano più verificarsi e che si pongano in essere tutte quelle iniziative preventive realmente efficaci e serie. Lo dichiara il Segretario Provinciale della Democrazia Cristiana di Roma Dott. Claudio Martino
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Territori e cittadini
Pubblicato da fidest su martedì, 24 gennaio 2012
“Consorzi di bonifica ed Amministrazioni Comunali devono stringere ovunque Patti per il Territorio, finalizzati ai migliorare lo scambio di informazioni e l’efficienza operativa nell’interesse dei cittadini.”
Lo afferma Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni, presente a Mogliano Veneto, nel trevigiano, per la firma del Protocollo d’Intesa fra A.N.C.I. (Associazione Nazionale Comuni Italiani) Veneto ed Unione Veneta Bonifiche. “Si tratta di dare sistematicità alle centinaia di accordi, che già esistono localmente; lo evidenzieremo anche in occasione della presentazione del nuovo Piano Nazionale per la Mitigazione del Rischio Idrogeologico, prevista a Roma il prossimo 15 febbraio. D’altronde, la sicurezza del territorio è elemento cardine per lo sviluppo ed oggi è minata non solo dagli evidenti cambiamenti climatici, ma anche da una spesso dissennata programmazione urbanistica. Basti pensare che, in anni recenti, nel nostro Paese è stata cementificata una superficie pari all’intera Italia Settentrionale; assumerne consapevolezza per evitare il ripetersi degli errori è quanto chiedono i consorzi di bonifica ai Comuni.”
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Bardoscia: “Ma Alemanno vive su Marte?”
Pubblicato da fidest su giovedì, 15 dicembre 2011
La città di Roma stanno vivendo un momento difficile e delicato, osiamo dire senza precedenti. Le strutture ospedaliere romane della sanità privata accreditata sono in ginocchio, idem per quelle pubbliche, i lavoratori in alcune di queste strutture sono pagati con estremo ritardo o non vengono pagati affatto; ci risulta, in questo 2011, un aumento dei cassaintegrati ed un aumento delle procedure di mobilità adottate nei vari settori dell’economia romana e laziale; i cittadini sono stati vessati dalle ultime manovre governative, Berlusconi prima, Monti ora, ( Iva, tassa sui depositi, addizionale regionale e comunale aumentata, aumento Iva ecc ecc) tale da causare un esborso aggiuntivo di oltre 500 euro all’anno in più per ogni cittadino. Sempre in merito a questa tematica i cittadini che usufruiranno dei trasporti pubblici romani nel 2012 dovranno pagare il 50% in più per l’acquisto del biglietto. Pensavamo quindi ad un Sindaco totalmente impegnato nel tentativo di risolvere i problemi della sua città. A cosa assistiamo invece? All’acquisto di un albero di Natale costato 20mila euro e rimosso da Piazza Venezia dopo poche ore e all’incontro con il regista Moccia per parlare dell’annoso problema dei lucchetti dell’amore, da togliere o meno, a Ponte Milvio. Non aggiungiamo altro, ma ci domandiamo solmanente – conclude il Segretario Nazionale dell’Associazione per la tutela del Cittadino Assotutela.net – dove vive Alemanno? Su marte?
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Roma ambiente al servizio dei cittadini
Pubblicato da fidest su domenica, 11 dicembre 2011
Dopo 20 anni arrivano al Servizio Giardini 67 nuovi mezzi pesanti per la manutenzione del verde. Si tratta di gru, camion, cestelli per lavorare in altezza, furgoncini e “squaletti” che favoriranno il lavoro dei giardinieri comunali.
«Siamo particolarmente lieti di consegnare oggi ai responsabili del Servizio Giardini il nuovo parco mezzi, in sostituzione delle macchine immatricolate nel 1978. I vecchi automezzi erano arrivati veramente ai minimi termini: riparati centinaia di volte, grazie alla buona volontà del personale meccanico del Servizio giardini, molti di questi erano inutilizzabili, tanto che i vari distretti del Servizio si alternavano nell’uso dei cestelli e degli altri automezzi. In queste condizioni era molto difficile lavorare ed assicurare sicurezza e manutenzione. L’acquisto degli automezzi rappresenta un investimento che ci consentirà di avere alberate più stabili e parchi più curati» ha dichiarato Marco Visconti, assessore all’Ambiente. «La Capitale vanta un patrimonio ambientale smisurato: il 67% del suo territorio è verde e i nostri 400 giardinieri si occupano tutti i giorni della manutenzione ordinaria di parchi e ville, cui si aggiungono le cure da prestare agli oltre 800 mila alberi in carico all’Amministrazione. Oltre agli automezzi, essenziali per garantire il lavoro, abbiamo previsto di migliorare anche le competenze tecniche del personale operativo che sarà adeguatamente formato all’uso dei nuovi veicoli. E’ necessario ricordare che i giardinieri comunali rappresentano una forza lavoro qualificata e competente che interviene non solo per il recupero di parchi e ville, ma si occupa regolarmente di gestire ogni genere di emergenza, anche di Protezione civile» ha dichiarato Tommaso Profeta, direttore del Dipartimento. Alla fine della conferenza stampa, l’Assessore Marco Visconti, il direttore del Dipartimento ambiente-Protezione civile, Tommaso Profeta, ed il direttore del Servizio Giardini, Fabio Tancredi, hanno simbolicamente consegnato le chiavi agli operatori della Squadra emergenze del Servizio, rappresentata da Romano Tarantino.
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Governo Monti e pubblica amministrazione
Pubblicato da fidest su mercoledì, 30 novembre 2011
Roma. Rendere efficiente la pubblica amministrazione: il sogno degli italiani. Il governo Monti dovrebbe affrontare il tema, pena il fallimento delle sue iniziative. L’efficienza e l’efficacia della Pubblica amministrazione e’ disastrosa: siamo agli ultimi posti tra i Paesi occidentali ed e’ andata peggiorando nel corso degli ultimi 15 anni. Purtroppo gli addetti alla PA non hanno come referenti l’utente ma se stessi, sono, come si suol dire, autoreferenziali. L’utente e’ un fastidio, un lavoro in piu’, una aggiunta di problemi. E’ una mentalita’ che si e’ stratificata nel tempo e che e’ difficile sradicare e le innovazioni sono viste con sospetto. Le resistenze al cambiamento, semmai si dovesse avviare una azione di miglioramento, saranno forti. Non tutte le situazioni sono eguali ma il livello delle prestazioni pubbliche e’ del tutto insoddisfacente per i cittadini. Eppure, la riforma della PA e’ un obiettivo fondamentale per portare il nostro Paese fuori dalla palude nella quale si e’ impantanato.(Primo Mastrantoni, segretario Aduc)
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